{"id":26201,"date":"2020-05-27T12:26:00","date_gmt":"2020-05-27T12:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/27\/linferno-esiste-e-a-voi-spetta-un-posto-in-prima-fila\/"},"modified":"2020-05-27T12:26:00","modified_gmt":"2020-05-27T12:26:00","slug":"linferno-esiste-e-a-voi-spetta-un-posto-in-prima-fila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/27\/linferno-esiste-e-a-voi-spetta-un-posto-in-prima-fila\/","title":{"rendered":"L&#8217;inferno esiste, e a voi spetta un posto in prima fila"},"content":{"rendered":"<p>Una signora di settantotto anni, affetta da un tumore in fase assai avanzata, \u00e8 mancata a marzo, presso l&#8217;ospedale di una piccola citt\u00e0 del Nord. Possiamo anche precisare dove: non nell&#8217;affollatissima Lombardia, non in provincia di Bergamo o di Milano, bens\u00ec in Friuli, cio\u00e8 in una zona dove l&#8217;emergenza sanitaria si \u00e8 fatta sentire in misura alquanto attenuata. Naturalmente sul certificato di morte il medico ha scritto che era deceduta a causa del Covid-19: si sa che le istruzioni sono quelle, bisogna gonfiare al massimo le cifre per dare l&#8217;impressione che ci sia davvero una pandemia da Coronavirus perch\u00e9 solo cos\u00ec le spropositate, folli e autolesionistiche misure adottate dal governo appaiano pienamente giustificate. Non \u00e8 tuttavia su questo aspetto della questione che desideriamo ora soffermarci, perci\u00f2 proseguiamo il racconto. La figlia della signora ha raccolto i vestiti di sua mamma e si \u00e8 recata all&#8217;ospedale per vestirla, in vista della cerimonia funebre e per darle l&#8217;ultimo saluto. Qui giunta, si \u00e8 visto negato l&#8217;accesso alla camera mortuaria e ha dovuto tornare a casa senza aver potuto vedere la mamma. Il corpo nudo della defunta \u00e8 stato infilato dal personale ospedaliero in un sacco di plastica e portato via con la massima urgenza. La figlia pensava almeno di poter salutare sua mamma durante il funerale, pur sapendo che si sarebbe svolto in forma estremamente riservata; ma si sbagliava anche in questo, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 stato alcun funerale. Senza neanche domandarle l&#8217;autorizzazione, le autorit\u00e0 sanitarie hanno disposto la pronta cremazione del cadavere, e solo alcuni giorni pi\u00f9 tardi la figlia si \u00e8 vista consegnare un contenitore all&#8217;interno del quale vi erano delle ceneri. <em>Queste sono le ceneri di sua madre<\/em>, le hanno detto: e per quel che ne sapeva lei, avrebbero potuto essere le ceneri di chiunque. Cos\u00ec, allo strazio per la perdita di un congiunto, e alla beffa di aver assistito alla falsificazione del suo certificato di morte &#8211; perch\u00e9 bisogna chiamare le cose con il loro nome: e casi del genere sono dei falsi in atto pubblico &#8212; si \u00e8 aggiunta la ferita immedicabile di un estremo saluto mancato, di un&#8217;ultima vestizione negata, di un funerale che non c&#8217;\u00e8 stato e di una cremazione non voluta, n\u00e9 autorizzata. Quanto alle ceneri, vi \u00e8 un grandissimi numero di persone che non prova alcuna consolazione dal fatto di vedersele consegnare; che non approva la cremazione in se stessa, perch\u00e9 contraria alla dottrina della resurrezione dei corpi ed estranea a tutta la nostra tradizione religiosa e culturale (e cos\u00ec l&#8217;ha sempre pensata anche il clero, almeno fino a questo sciagurato pontificato); che non saprebbe dove mettere le ceneri ed \u00e8 estremamente a disagio all&#8217;idea di conservarle in casa; che vorrebbe, al contrario, potersi recare al cimitero per avere una tomba su cui piangere e portare dei fiori, come da tempi immemorabili si usa fare nella nostra cultura. Quella figlia si porter\u00e0 dietro per tutto il resto della sua vita il trauma di non aver potuto vedere sua mamma per l&#8217;ultima volta, di non averla potuta vestire per l&#8217;ultimo viaggio, di non averla potuta accompagnare al cimitero, di non avere una tomba presso la quale recarsi per ricordarla. E come lei, ci sono centinaia e migliaia di persone le quali hanno fatto, o meglio hanno subito, un&#8217;esperienza simile nel nostro Paese. \u00c8 come se una millenaria tradizione di civilt\u00e0, nella quale si esprime tutta la tenerezza e la doverosa <em>pietas<\/em> dei vivi nei confronti dei loro cari defunti, fosse stata schiacciata e fatta letteralmente a brani sotto i cingoli di un carro armato. E in nome di che cosa, poi? Di una pandemia che non c&#8217;\u00e8 mai stata e di un&#8217;emergenza sanitaria ingiustificata, creata ad arte e alimentata con la menzogna e col terrorismo psicologico.<\/p>\n<p>E ora proviamo a considerare la cosa sotto un altro punto di vista: quello di coloro che se ne sono andati. Come saranno stati gli ultimi giorni di vita di quella povera signora, nel piccolo ospedale della cittadina friulana? Nel momento dell&#8217;angoscia e della sofferenza, le \u00e8 stato sottratto il solo conforto di cui aveva bisogno: quello di avere accanto una persona cara, un familiare che le tenesse la mano e le asciugasse la fronte bagnata di sudore. Nella sua coscienza indebolita non c&#8217;era alcuna possibilit\u00e0 che si facesse strada il pensiero di un divieto legale che impediva alla figlia di venire l\u00ec da lei ogni giorno, come entrambe avrebbero desiderato. L&#8217;unica cosa che la sua povera mente avr\u00e0 potuto registrare \u00e8 stata l&#8217;assenza dolorosa di quella figlia, il suo inspiegabile silenzio. E cos\u00ec ha dovuto affrontare il passo pi\u00f9 difficile, quello oltre la porta della morte, senza avere il sostegno e la dolce presenza dell&#8217;unica persona che avrebbe potuto confortarla, dell&#8217;unica persona di cui la sua coscienza annebbiata poteva ancora percepire la presenza o l&#8217;assenza, anche se gli occhi del corpo non erano pi\u00f9 in grado di registrare le immagini. Ma a un morente si pu\u00f2 parlare in tante maniere, anche solo stringendogli affettuosamente la mano o facendogli una lieve carezza. Aver lasciato quella signora tutta sola, in mezzo ad estranei, ad affrontare la crisi della morte; e aver lasciato in eguali condizioni centinaia e migliaia di persone, non sapremo forse mai esattamente quante, \u00e8 un altro delitto che si deve imputare a questo governo d&#8217;irresponsabili, d&#8217;incapaci e di delinquenti. Non diciamo d&#8217;imbecilli, perch\u00e9, nonostante tutto, non potevano ignorare la portata dei loro atti: per quanto ignoranti e pasticcioni, per quanto maldestri e confusionari, tuttavia sapevano benissimo quale prezzo avrebbero dovuto pagare gli italiani, quelli ricoverato negli ospedali e i loro parenti pi\u00f9 stretti, e tutto per favorire gli interessi di spregevoli speculatori finanziari del genere di Bill Gates, bramosi di piazzare sul mercato i loro vaccini brevettati. Mai nessun governo, nemmeno nelle pi\u00f9 truci dittature, aveva osato tanto. Nessuno, neanche nella Germania di Hitler o nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin, ha dovuto subire un simile trattamento, tranne il caso di persone che erano state individuate e arrestate per ragioni politiche. Ma l&#8217;insieme della popolazione no, neppure sotto il nazismo e il comunismo. Aver costretto migliaia di uomini e donne a morire tutti soli e disperati, e i loro congiunti a non poter stare vicino ai loro cari sul punto di andarsene, \u00e8 un delitto di tale gravit\u00e0 da gridare al cospetto di Dio.<\/p>\n<p>Cari membri del governo non eletto, vi siete caricati le spalle di una responsabilit\u00e0 che, se fossimo nei vostri panni, non ci permetterebbe di dormire la notte. Voi vi siete spinti <em>oltre<\/em>: avete passato il segno. Negando una morte umana e delle esequie decenti a migliaia di persone, vi siete macchiati di un crimine che non pu\u00f2 essere perdonato. Avete calpestato il dolore altrui e avete ridotto a numeri senza importanza delle persone in carne ed ossa, proprio nel momento della loro maggiore fragilit\u00e0: quello di chi sta per morire, per gli uni, e di chi sta per perdere la persona amata, per gli altri. Anche noi sappiamo di essere peccatori, perch\u00e9 tutti gli uomini lo sono; ma il vostro peccato \u00e8 di una tale gravit\u00e0, anche perch\u00e9 assolutamente cosciente e intenzionale, da evocare le pi\u00f9 buie profondit\u00e0 dell&#8217;inferno. Perch\u00e9 sappiate che l&#8217;infermo esiste, anche se voi non ci credete o se ci credete alla maniera del falso papa Bergoglio, cio\u00e8 fate finta di crederci per rispetto delle convenzioni; e Conte ha l&#8217;improntitudine di dirsi cattolico e perfino devoto di Padre Pio, bench\u00e9 si sia comportato verso le chiese e verso i credenti come forse solamente i lanzichenecchi avevano fatto, nel 1527, ma come neanche i nazisti osarono fare allorch\u00e9 occuparono Roma, nel 1943. Non ci risulta che le SS siano entrate nelle chiese, che abbiamo minacciato e impaurito i fedeli durante la Santa Messa; n\u00e9 che abbiano costretto l&#8217;intera popolazione a subire questa violenza disumana, aberrante: impedire ai congiunti di assistere i propri cari che stavano morendo all&#8217;ospedale, e proibire loro di vestirli e di seguire la bara al cimitero. Nemmeno nel corso delle guerre pi\u00f9 atroci del passato, nemmeno durante le pestilenze pi\u00f9 spaventose dei secoli oscuri si era mai visto niente del genere in un Paese cristiano, anzi nella culla stessa della civilt\u00e0 cattolica. Voi pertanto vi siete macchiati di un peccato tremendo: avete oltraggiato la dignit\u00e0 e la santit\u00e0 della persona umana, nella quale vi \u00e8 un riflesso di Dio stesso; avete oltraggiato, in quella povera signora che si stava spegnendo di tumore, e in quella povera figlia, che chiedeva solo di poter comporre il corpo di sua madre con le proprie mani, lo Spirito di Dio che abita in ogni creatura umana. Se i tempi non fossero quelli che sono e se l&#8217;ignobile falso clero bergogliano non si fosse prestato pi\u00f9 che volonterosamente alla vostra infame strategia antiumana e anticristiana, il papa, i vescovi e i sacerdoti vi avrebbero scomunicati e avrebbero lanciato contro di voi la pi\u00f9 terribile delle maledizioni. Perch\u00e9 offendendo lo Spirito Santo che abita in ogni anima, voi avete oltraggiato quanto c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 sacro al mondo e vi siete caricati la coscienza di una colpa imperdonabile, secondo le parole stesse di Ges\u00f9 Cristo (<em>Matteo<\/em>, 12, 31-32): <em>Qualunque peccato e bestemmia sar\u00e0 perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sar\u00e0 perdonata.\u00a0A chiunque parler\u00e0 male del Figlio dell&#8217;uomo sar\u00e0 perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sar\u00e0 perdonata n\u00e9 in questo secolo, n\u00e9 in quello futuro.<\/em> No, non vorremmo essere al vostro posto, neppure se ci offrissero in cambio tutto l&#8217;oro del mondo. Le vostre azioni vi hanno condannati: e l&#8217;angoscia di quella donna, confinata in una solitudine inumana al momento della prova pi\u00f9 difficile, vi accuser\u00e0 nel giorno del Giudizio; e il dolore di quella figlia, privata perfino del conforto di un funerale cristiano e di una tomba per sua madre, vi accuser\u00e0 nell&#8217;ora del Giudizio. Dovreste tremare fin da ora, pensando al destino che vi attende. Guai a voi, anime malvagie! Guai a voi!<\/p>\n<p>Ci piacerebbe sapere come vi sareste regolati se in un letto d&#8217;ospedale, affetta da una malattia in fase terminale, ci fosse stata vostra madre. Domanda ingenua, peraltro. Prima di tutto perch\u00e9 voi e le vostre famiglie non ricorrete certo alla sanit\u00e0 pubblica; voi non siete come i comuni cittadini, che per fare una vista specialistica si mettono in lista d&#8217;attesa e aspettano tre mesi, e se i vostri anziani genitori devono fare il classico intervento alla cataratta, aspettano da sei mesi a un anno. Voi e i vostri cari, se avete un serio problema di salute, ricorrete alla sanit\u00e0 privata, preferibilmente all&#8217;estero, o come minimo vi fate raccomandare presso qualche primario o specialista di quelli bravi, non dal primo asino calzato e vestito che imperversa in tanti ospedali. Voi non rischiate certo di finire tra le 50.000 persone che <em>ogni anno<\/em> perdono la vita in qualche struttura sanitaria a causa di un&#8217;infezione contratta durante la degenza e la terapia, e delle quali la stampa e le televisioni di regime non parlano mai: pi\u00f9 facile parlare delle migliaia di morti immaginari per il Covid-19, \u00e8 l&#8217;argomento del giorno e se per caso qualcuno pretende di sfatare l&#8217;inganno, sui <em>mass-media<\/em> non ci arriva di sicuro a far sentire la sua voce. In ogni caso, se i vostri genitori o le vostre mogli o i vostri figli vengono ricoverati in ospedale con i sintomi del Covid-19, non rischiano di morire a causa della smania d&#8217;intubare i pazienti con difficolt\u00e0 respiratorie, come \u00e8 accaduto a migliaia di persone, non si sapr\u00e0 mai quante esattamente (e i giornali di regime, che a marzo parlavano della drammatica scarsit\u00e0 di apparecchiature per l&#8217;intubazione, ora hanno totalmente lasciato cadere la questione: segno che l&#8217;errore \u00e8 stato compreso, anche se non verr\u00e0 mai ammesso). Se poi vengono ricoverati per altre patologie non rischiano di morire per i ritardi e l&#8217;approssimazione delle terapie, conseguenza indiretta ma certa dell&#8217;aver concentrato tutta l&#8217;attenzione su quell&#8217;altro tipo di pazienti, secondo le esigenze del tragico copione. No: n\u00e9 voi n\u00e9 i vostri cari rischierete mai dal punto di vista sanitario quel che pu\u00f2 accadere al cittadino comune: voi siete ben al di sopra delle sorti del cittadino comune. Vivete in un altro mondo, abitate in un altro tipo di case, fate un altro genere di vacanze: le difficolt\u00e0 disperate di un barista o un parrucchiere costretti a chiudere l&#8217;esercizio per tre mesi, voi non sapete, n\u00e9 mai saprete cosa vogliano dire. Ed \u00e8 ozioso chiedersi cosa avreste fatto nei panni della figlia di quella signora deceduta nel piccolo ospedale friulano: perch\u00e9 voi, in quei panni, non vi ci troverete mai. Figuriamoci: basta guardare le vostre magnifiche chiome, i vostri capelli perfettamente tagliati, tinti e messi in piega, nonostante la chiusura dei parrucchieri; non \u00e8 vero, signor Conte? Che bel taglio, che bella testa in ordine, signor primo ministro; e come le sta bene la <em>pochette<\/em> nel taschino della sua giacca tagliata su misura. E se non vivete come la gente comune, se non sapete fare nemmeno i pi\u00f9 piccoli sacrifici che pretendete dai cittadini, come quello di lavarvi i capelli da soli e di tenerli lunghi fino a quando i parrucchieri non hanno avuto la facolt\u00e0 di riaprire, inutile chiedersi se sarete mai disposti a fare i sacrifici grossi, anche in termini di stipendio. Se milioni di persone sono ridotte in povert\u00e0, anche per merito dei vostri sciagurati decreti legge che hanno distrutto l&#8217;economia italiana, non \u00e8 mica un problema vostro: voi lo stipendio l&#8217;avete, sicuro e generoso, e cos\u00ec pure la pensione. E se quella povera signora \u00e8 stata lasciata morire tutta sola, abbandonata come un oggetto inutile, e se quella figlia non ha potuto darle l&#8217;ultimo saluto, neppure quello \u00e8 un problema vostro: cose del genere, a voi, non accadranno mai. La vostra filosofia \u00e8 quella dell&#8217;<em>armiamoci e partite<\/em>. State per\u00f2 tranquilli, che nessun gesto, nessun comportamento, nessuna omissione scivolano via cos\u00ec, nel vuoto, col trascorre del tempo. Anche quelli che possono sfuggire alla giustizia umana, non sfuggono certo a Chi tutto vede e tutto conosce, anche i segreti che si celano in fondo alle tenebre dell&#8217;anima. A Lui dovrete render conto di tutto il male che avete fatto, e l&#8217;avete fatto inutilmente, per delle inconfessabili ragioni che non c&#8217;entrano nulla con il bene comune. Pentitevi e implorate perdono prima che arrivi la sera della vostra vita. Poi sar\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una signora di settantotto anni, affetta da un tumore in fase assai avanzata, \u00e8 mancata a marzo, presso l&#8217;ospedale di una piccola citt\u00e0 del Nord. 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