{"id":26196,"date":"2013-04-18T08:26:00","date_gmt":"2013-04-18T08:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/18\/lindividualismo-assoluto-della-modernita-e-qualcosa-di-anti-umano\/"},"modified":"2013-04-18T08:26:00","modified_gmt":"2013-04-18T08:26:00","slug":"lindividualismo-assoluto-della-modernita-e-qualcosa-di-anti-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/18\/lindividualismo-assoluto-della-modernita-e-qualcosa-di-anti-umano\/","title":{"rendered":"L\u2019Individualismo Assoluto della modernit\u00e0 \u00e8 qualcosa di anti-umano"},"content":{"rendered":"<p>Si dice che l&#8217;uomo moderno \u00e8 individualista per eccellenza, e che tutta la societ\u00e0 moderna si basa sull&#8217;individualismo; ed \u00e8 sostanzialmente vero. Bisogna per\u00f2 precisare che non si tratta di &quot;un&quot; individualismo qualsiasi, di un individualismo pi\u00f9 o meno &quot;normale&quot;, cio\u00e8 storicamente dato, ma di un individualismo radicale, quasi di una nuova religione: di un &quot;individualismo assoluto&quot;.<\/p>\n<p>Mai nella storia s&#8217;era visto alcunch\u00e9 di simile. Individui portati alla solitudine, all&#8217;introspezione, al distacco dai propri simili, probabilmente ve ne sono sempre stati (anche se la cultura moderna favorisce il proliferare di questo tipo umano); ma si trattava pur sempre di un individualismo psicologico, capace di coesistere con la societ\u00e0 nel suo insieme e di non recarle danno, semmai di stimolarla in senso positivo, perch\u00e9 fra tali individui vi sono, il pi\u00f9 delle volte, quelli maggiormente creativi.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo moderno, invece, \u00e8 un individualismo ideologico, teorizzato da filosofi come Locke e Rousseau e inserito nella costituzione delle democrazie, a partire da quella degli Stati Uniti d&#8217;America: un individualismo virulento, intollerante, tanto astratto quanto velleitario, che pretende di dettar legge alla societ\u00e0, anzi, che concepisce la societ\u00e0 in funzione di esso, cos\u00ec che quella diviene semplicemente lo sfondo sul quale l&#8217;individuo possa agire, mediante la quale egli possa affermarsi, mentre il compito dello Stato e delle leggi si riduce semplicemente quello di limitare, controllare, imbrigliare la societ\u00e0 a favore dei &quot;sacri&quot; diritti individuali.<\/p>\n<p>Il modo di produzione capitalistico ha aggiunto a tale individualismo un ulteriore elemento di aggressivit\u00e0 brutale e di spietatezza: non ha alcuna importanza se, fuori della porta di casa mia, un povero disgraziato sta morendo di fame o di freddo: l&#8217;importante \u00e8 che la mia casa, la mia fabbrica, i miei beni, siano adeguatamente tutelati contro di lui e contro le pretese dello Stato stesso (che, essendo una creazione sociale, \u00e8 pur sempre un male, anche se il minor male possibile); e, se non lo sono, ne deriva automaticamente il mio diritto a difenderli da me stesso, armi alla mano, magari sparando e colpendo a morte un poveraccio o un bambino affamato, introdottisi nel mio giardino per rubarvi quattro mele.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo assoluto \u00e8, dunque, in buona parte il frutto del capitalismo assoluto, nel quale il lavoro diventa una merce come qualsiasi altra e in cui chi possiede tale merce pu\u00f2 farne l&#8217;uso che crede; o meglio, in cui il lavoro diviene una merce sottoposta non tanto all&#8217;arbitrio del singolo capitalista &quot;cattivo&quot;, ma a tutto un sistema di sfruttamento e di alienazione, sostanzialmente impersonale, dominato dalle banche e dalla finanza e alimentato continuamente dal cosiddetto progresso tecnologico (non per nulla, agli esordi della Rivoluzione industriale, il luddismo tent\u00f2 di contrastare una tecnica messa interamente al servizio del profitto e tale da ridurre il lavoratore in condizioni di assoluta indigenza e disperazione).<\/p>\n<p>Uno degli specchi nei quali tale situazione si riflette con maggiore evidenza \u00e8 la letteratura, e pi\u00f9 precisamente la narrativa di carattere popolare (e diciamo &quot;popolare&quot; non necessariamente in senso spregiativo: cos\u00ec come &quot;popolare&quot;, ad esempio, \u00e8 \u00abPinocchio\u00bb, o come lo fu e volle esserlo \u00abI Promessi Sposi\u00bb; altro discorso andrebbe fatto per i vari \u00abIl nome della rosa\u00bb o \u00abIl codice Da Vinci\u00bb, anche se Umberto Eco rifiuta con sdegno, ma secondo noi a torto, l&#8217;accostamento al romanzaccio di Dan Brown).<\/p>\n<p>Sono preziose le osservazioni formulate dal critico letterario inglese e storico della letteratura Ian Watt (1917-1999) in un saggio divenuto ormai un classico, anche se, all&#8217;inizio, accolto assai poco favorevolmente dalla cultura accademica: \u00abLe origini del romanzo borghese. Studi su Defoe, Richardson e Fielding\u00bb (titolo originale: \u00abThe Rise o f the Novel\u00bb, 1957; traduzione dall&#8217;inglese di Luigi Del Grosso Destrieri, Milano, Fabbri, 1976, 1980, pp. 56-57):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;interesse del romanzo per la vita quotidiana per le persone ordinarie sembra dipendere da due importanti condizioni generali: la societ\u00e0 deve valutare ogni singolo individuo abbastanza da considerarlo un soggetto degno di letteratura seria e deve esistere una variet\u00e0 sufficiente di idee e di azioni tra le persone comuni perch\u00e9 un racconto dettagliato che le riguardi possa interessare persone altrettanto ordinarie, cio\u00e8 i lettori di romanzi. \u00c8 probabile che nessuna di queste due condizioni per l&#8217;esistenza del romanzo si sia verificata se non abbastanza recentemente perch\u00e9 ambedue dipendono da sorgere di una societ\u00e0 caratterizzata da quel vasto complesso di fattori interdipendenti che chiamiamo &quot;individualismo&quot;<\/p>\n<p>Perfino la parola \u00e8 recente, essendo apparsa verso la met\u00e0 del diciannovesimo secolo. In tutte le epoche e tutte le societ\u00e0, senza dubbio, alcune persone sono state &quot;individualiste&quot; nel senso di egocentriche, uniche o indipendenti in modo notevole dalle idee o costumi correnti; ma il concetto di individualismo implica assai di pi\u00f9. Implica una intera societ\u00e0 retta principalmente dall&#8217;dea dell&#8217;intrinseca indipendenza di ogni individuo dagli altri individui e da quel complesso di modelli di pensiero e di azione che si denota col termine &quot;tradizione&quot;, una forza che \u00e8 sempre sociale e non individuale. L&#8217;esistenza di una tale societ\u00e0, a sua volta, presuppone uno speciale tipo di organizzazione economica e politica e un&#8217;appropriata ideologia. Pi\u00f9 specificamente, un&#8217;organizzazione economica e politica che permetta ai suoi membri un ampio ventaglio di scelte per le loro azioni e una ideologia basata principalmente, non sul rispetto per la tradizione, ma sull&#8217;autonomia dell&#8217;individuo, indifferentemente dalla sua condizione sociale e dalle sue capacit\u00e0 personali. Vi \u00e8 un notevole accordo sul fatto che la societ\u00e0 moderna \u00e8, per questi aspetti, estremamente individualista e che, delle numerose cause storiche della sua nascita, due sono soprattutto importanti: il sorgere del moderno capitalismo industriale e la diffusione del protestantesimo, specialmente nelle sue forme calvinista o puritana.<\/p>\n<p>Il capitalismo produsse un grande incremento della specializzazione economica e questo, combinato a una struttura sociale meno rigida e omogenea e a un sistema politico meno assolutistico e pi\u00f9 democratico, aument\u00f2 enormemente la libert\u00e0 di scelta dell&#8217;individuo. Per coloro che erano pienamente esposti al nuovo ordine economico, l&#8217;entit\u00e0 su cui si basavano i vari arrangiamenti sociali non era pi\u00f9 la famiglia n\u00e9 la chiesa n\u00e9 la corporazione n\u00e9 la citt\u00e0 o qualunque altra entit\u00e0 collettiva, ma l&#8217;individuo che, egli solo, era primariamente responsabile dei suoi ruoli economici, speciali, politici e religiosi.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire quando questo nuovo orientamento cominci\u00f2 a influire sull&#8217;intera societ\u00e0: probabilmente non prima del diciannovesimo secolo. Ma il movimento era certamente cominciato assai prima. Nel sedicesimo secolo la Riforma e il sorgere degli stati nazionali avevano sfidato la sostanziale omogeneit\u00e0 sociale della cristianit\u00e0 medievale e, nelle famose parole di Maitland, &quot;per la prima volta lo Stato Assoluto fronteggiava l&#8217;Individuo Assoluto&quot;. Al di fuori della sfera politica e religiosa, tuttavia, i mutamenti furono lenti ed \u00e8 improbabile che una struttura sociale e economica a base individualista non apparisse prima dello sviluppo del capitalismo industriale per influenzare una parte considerevole, anche se non ancora la maggioranza, della popolazione.\u00bb<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 chiaro &#8211; o almeno dovrebbe essere chiaro, se vi fossero ancora delle teste pensanti e non una genia di &quot;intellettuali&quot; sistematicamente asserviti al sistema, nel quale trovano la loro mangiatoia e la relativa gratificazione narcisista &#8212; che nessuna societ\u00e0 potrebbe resistere a lungo, se costruita su tali premesse e se sottoposta in maniera organica e sistematica a una tale logica intrinsecamente distruttiva: la logica dell&#8217;individualismo assoluto.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 nasce per trovare un punto di equilibrio fra i bisogni dell&#8217;individuo e quelli della comunit\u00e0, mentre la societ\u00e0 moderna si \u00e8 andata sempre pi\u00f9 configurando come una dittatura del primo sulla seconda. Al tempo stesso, la &quot;logica&quot; democraticista ha diffuso la filosofia dell&#8217;individualismo assoluto presso strati sempre pi\u00f9 ampi della popolazione, fino a includere, teoricamente, tutti, compresi coloro i quali non appartengono a quella determinata societ\u00e0 (e a ci\u00f2 ha contribuito anche il fenomeno della globalizzazione), con il risultato che l&#8217;odierno individualismo assoluto \u00e8 anche un individualismo di massa, cosa chiaramente contraddittoria in se stessa e foriera di continue, inevitabili tensioni e spinte centrifughe.<\/p>\n<p>La schizofrenia dell&#8217;uomo moderno, divaricato fra opposte spinte e tendenze (\u00abquel doppio uomo che \u00e8 in me\u00bb, dice messer Francesco Petrarca, il primo campione e vessillifero di tale nuovo tipo umano), \u00e8, al tempo stesso, causa ed effetto di questa inestricabile contraddizione, di questa radicale impossibilit\u00e0: la nascita di una societ\u00e0 nella quale tutti, ma proprio tutti, si sentono unici e originali, anche se appiattiti sulle mode pi\u00f9 effimere e proni al conformismo pi\u00f9 banale, anzi, appunto per tale assoggettamento alle mode e per tale abietto conformismo.<\/p>\n<p>\u00c8 bene sforzarsi di essere molto chiari su questo punto.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo psicologico non \u00e8 affatto un male in s\u00e9, almeno in teoria; il male nasce quando si afferma un virulento individualismo ideologico, che pretende di rifare il mondo sulla misura di qualunque imbecille che si crede un genio, di qualunque egoista che si crede una bella persona, di qualunque prepotente che si sente legittimato a calpestare il prossimo: tutti costoro, anzi, son convinti che la scopo della societ\u00e0 sia quello di incoraggiare, proteggere e alimentare la stupidit\u00e0, l&#8217;egoismo e la prepotenza del singolo individuo, specialmente se ricco e potente.<\/p>\n<p>La tecnica, questo particolare tipo di tecnica moderna, scaturente dall&#8217;individualismo assoluto &#8212; automobile, televisione, computer, telefonino cellulare -, non fa che rafforzare tale spirale solipsistica e distruttiva: ciascun individuo non vede che se stesso, i propri timori e le proprie brame; e, intanto, non si accorge di essere decaduto dallo &quot;status&quot; di persona, ossia di soggetto, a quello di oggetto: esattamente il destino che egli contribuisce a creare per i suoi simili (oltre che per gli altri viventi, piante e animali, e per la Terra medesima). Tutto viene ridotto a cosa, tutto viene mercificato, tutto \u00e8 in vendita e chiunque \u00e8 pronto a vendersi e a prostituirsi &#8212; non solo in senso sessuale, si capisce -, perch\u00e9 la sola, unica, ossessiva parola d&#8217;ordine \u00e8 sempre quella di Luigi Filippo d&#8217;Orl\u00e9ans: \u00abArricchitevi!\u00bb.<\/p>\n<p>I sentimenti, le passioni, l&#8217;affettivit\u00e0 e la stessa sessualit\u00e0 soggiacciono interamente a questa logica. Lo si vede bene, ad esempio, in un film come \u00abNove settimane e mezzo\u00bb, di Adrian Lyne (un film peraltro mediocre, sotto ogni punto di vista: ed \u00e8 interessante che una certa critica &quot;progressista&quot; e di sinistra lo abbia accolto, nel non lontanissimo 1986, con un certo favore, scorgendovi chi sa mai quale critica implicita al capitalismo): nemmeno una profonda attrazione fra uomo e donna pu\u00f2 resistere alle spinte distruttive dell&#8217;individualismo assoluto, perch\u00e9 quest&#8217;ultimo tende a ridurre la persona a oggetto, a cosa, cio\u00e8 a corpo: ed \u00e8 un gioco che, per quanto possa risultare intrigante all&#8217;inizio, almeno per un certo tipo di uomini e donne, alla lunga finisce per stancare e per generare un senso di amara e sconfortata saziet\u00e0, una vera sindrome di angoscia.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo assoluto, dunque, \u00e8 profondamente anti-umano: lo si vede anche nel paesaggio, stravolto dalla aberrante logica ultra-economicistica (che Marx, si badi, non ha affatto contestato alla radice): brutte case a schiera, tanto pretenziose quanto banali nel loro conformismo; palazzi e villette disordinati, dominati dal cattivo gusto, gli uni in stridente contrasto con gli altri; campagne devastate e desolate da superstrade e autostrade, il cui scopo \u00e8 consentire al super-individuo di massa un rapido spostamento nel tempo pi\u00f9 breve possibile, costi quello che costi: traforando montagne, abbattendo foreste, decretando la scomparsa di innumerevoli specie vegetali e animali.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo assoluto, inoltre, mina alla base &#8211; perch\u00e9 la colpisce al cuore -, la societ\u00e0 fondamentale, sulla quale si basano tutte le altre societ\u00e0: la famiglia. Esso crea un nuovo tipo umano, in costante competizione e rivalit\u00e0 con il proprio compagno o la propria compagna, con i propri genitori e con i propri figli: una vera e propria guerra di tutti contro tutti. Ma non \u00e8 questo il volto &quot;normale&quot; della famiglia, come hanno amato dipingerlo scrittori e registi degli anni ruggenti della pseudo-contestazione (che era, in realt\u00e0, profondamente funzionale al sistema che essa pretendeva di criticare). \u00c8 solo il volto di quella micro-societ\u00e0, patologica e intossicata, che \u00e8 diventata la famiglia moderna, asservita alle logica distruttive dell&#8217;Individualismo Assoluto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che l&#8217;uomo moderno \u00e8 individualista per eccellenza, e che tutta la societ\u00e0 moderna si basa sull&#8217;individualismo; ed \u00e8 sostanzialmente vero. 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