{"id":26194,"date":"2014-06-01T08:06:00","date_gmt":"2014-06-01T08:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/06\/01\/dallincontro-fra-due-anime-esala-il-profumo-dun-mistero-sacro\/"},"modified":"2014-06-01T08:06:00","modified_gmt":"2014-06-01T08:06:00","slug":"dallincontro-fra-due-anime-esala-il-profumo-dun-mistero-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/06\/01\/dallincontro-fra-due-anime-esala-il-profumo-dun-mistero-sacro\/","title":{"rendered":"Dall\u2019incontro fra due anime esala il profumo d\u2019un mistero sacro"},"content":{"rendered":"<p>Gli incontri sono diventati frettolosi, superficiali, fuggevoli: ci si sfiora, pi\u00f9 che incontrarsi; si condivide un momento di intimit\u00e0, magari pi\u00f9 in senso fisico che interiore; poi ci si torna a separare: ciascuno \u00e8 restituito alla propria solitudine esistenziale, rassegnato, senza illusioni, come se un fugace raggio di sole fosse entrato nella cantina e subito fosse dileguato.<\/p>\n<p>La letteratura, il cinema, la musica leggera hanno trattato in mille forme la provvisoriet\u00e0, il disincanto, l&#8217;amarezza legati a questo modo insoddisfacente d&#8217;incontrarsi, che non riempie, n\u00e9 placa i vuoti e i silenzi, ma li accentua e li esaspera.<\/p>\n<p>Il tema dell&#8217;incontro \u00e8 stato al centro di un celebre romanzo degli anni Trenta del Novecento dello scrittore ungherese Ferenc K\u00f6rmendi, \u00abIncontrarsi e dirsi addio\u00bb (ripreso poi dalla televisione italiana in forma di sceneggiato); una canzone un po&#8217; anomala, peraltro non banale, della cantante Patty Pravo, si intitolava appunto \u00abIncontro\u00bb e dava il titolo a un album del 1975. Vi si parla di un incontro sessuale fugace, ma carico di aspettativa e di partecipazione, almeno da parte di lei; che, se pur si conclude in maniera deludente (l&#8217;uomo, dopo aver fatto tanti discorsi sulla libert\u00e0, non vede l&#8217;ora di rivestirsi e andarsene, come se temesse di restare &quot;incastrato&quot;), lascia per\u00f2 una certa quale malinconica dolcezza nella donna, resa ancora pi\u00f9 struggente dalla possibilit\u00e0 di aver concepito una vita, cosa che le lascerebbe un grato ricordo di quel magico istante d&#8217;amore. \u00c8 certo, comunque, che un semplice brancicare di corpi non basta a esaurire un incontro, nel senso &quot;alto&quot; e proprio della parola; e il senso proprio della parola non pu\u00f2 essere che &quot;alto&quot;, dato che, se non lo \u00e8, si sente subito il bisogno di spiegare perch\u00e9 non lo \u00e8 stato, ad esempio parlando di &quot;incontro casuale&quot;, come a dire che l&#8217;incontro autentico, se c&#8217;\u00e8, non \u00e8 mai un evento causale, n\u00e9 banale, n\u00e9 superficiale, ma tale da lasciare un segno in coloro che l&#8217;hanno vissuto.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro, peraltro, non si risolve necessariamente un incontro sessuale o sentimentale: ogni volta che due persone vengono a incrociare il filo delle loro esistenze, anche solo per un attimo, l\u00e0 si verifica un incontro; che pu\u00f2 essere positivo o negativo, felice o infelice, per il bene o per il male. Vi sono incontri di lavoro non meno decisivi, per la formazione di un essere umano, di quelli sentimentali: quando un giovane apprende da un adulto, per esempio, l&#8217;arte di un lavoro ben fatto, di un lavoro eseguito con passione, con originalit\u00e0, con entusiasmo, con dedizione assoluta. In un caso del genere, il giovane non apprende solo una tecnica professionale, ma anche uno stile di vita: riceve una lezione di valore inestimabile, che lo accompagner\u00e0 per tutto il resto dei suoi giorni. Star\u00e0 in lui farla fruttificare, oppure ignorarla e relegarla nel vasto e malinconico magazzino delle esperienze inutili, delle occasioni di crescita sprecate.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro, infatti, \u00e8 una occasione, dischiude una soglia, prospetta una possibilit\u00e0 e, dunque, un cambiamento. La societ\u00e0 moderna esalta l&#8217;idea del cambiamento in se stesso, indipendentemente da ogni giudizio di valore: \u00e8 naturale, quindi, che vi si faccia un gran palare di quanto sia importante l&#8217;incontro, di quanto sia bella la magia dell&#8217;incontro, di quanto sia romantica la poesia dell&#8217;incontro. Naturalmente, sono tutte sciocchezze: l&#8217;incontro \u00e8 importante non solo se lascia il segno, ma se favorisce una apertura esistenziale, se arricchisce spiritualmente, se aiuta il processo della maturazione e della consapevolezza. Diversamente, si tratta soltanto di una frenesia di contatti, d&#8217;un agitarsi scomposto alla ricerca del cambiamento, quale che esso sia, magari peggiorativo. Non si dovrebbe fare troppo chiasso su questo argomento, perch\u00e9 il vero incontro ha bisogno di raccoglimento e di silenzio.<\/p>\n<p>Del resto, che cosa vuol dire &quot;incontrarsi&quot;? Cos\u00ec rispondeva il filosofo Romano Guardini (da: R. Guardini, \u00abPersona e libert\u00e0\u00bb, traduzione dal tedesco a cura di C. Fedeli, Brescia, La Scuola Editrice, 1987, pp. 28-29):<\/p>\n<p>\u00abNell&#8217;accezione pi\u00f9 ovvia ed immediata, &quot;incontro&quot; significa che due realt\u00e0 s&#8217;imbattono l&#8217;una nell&#8217;altra. Ma cosa deve intendersi per&quot;realt\u00e0&quot;, e come deve configurarsi il loro imbattersi, perch\u00e9 ne scaturisca ci\u00f2 che indichiamo con quel termine?<\/p>\n<p>Non si d\u00e0 ancora &quot;incontro&quot;, evidentemente, nel caso di due bocce da biliardo che vengono mese in movimento e s&#8217;urtano. Ci\u00f2 che avviene, qui, non \u00e8 che l&#8217;esecuzione di determinati colpi che producono il movimento di certe masse e la loro collisione, dalla quale scaturisce un rispettivo rimbalzo secondo nuove traiettorie. Tutto ci\u00f2 si compie nella dimensione meccanica della realt\u00e0, secondo le leggi valide nel campo della fisica. Ci\u00f2 che intendiamo, \u00e8 per\u00f2 qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<p>Sulla corteccia d&#8217;un albero cade un granello di vischio. \u00c8 &quot;incontro&quot;? L&#8217;evento \u00e8 costituito dal sovrapporsi l&#8217;un l&#8217;altra di masse in movimento, con tutto ci\u00f2 che si riscontra in casi del genere: accelerazione, sviluppo di calore, e cos\u00ec via. Inoltre, un organismo vivente entra in simbiosi con un altro, si d\u00e0 avvio allora ad un processo di crescita. Gli apparati organici e funzionali dei due organismi interagiscono, e ciascuno cerca d&#8217;integrare l&#8217;altro nel proprio contesto vitale. Il tutto si svolge, oltre che sul piano fisico, anche su quello biologico; ma obbedisce anche qui ala necessit\u00e0 delle leggi naturali. Non \u00e8 ancora incontro; per\u00f2, gli siamo gi\u00e0 pi\u00f9 vicini.<\/p>../../../../n_3Cp>Quando due animali s&#8217;affrontano e tra loro si sviluppa una lotta &#8212; abbiamo un &quot;incontro&quot;? L&#8217;immagine del fenomeno presenta un ulteriore tratto, che ci approssima ancora di un passo a quanto \u00e8 propriamente inteso dalla parola. Ecco, uno di fronte all&#8217;altro, due esseri viventi, dotati della capacit\u00e0 d&#8217;iniziativa: prende le mosse un processo per entrambi importante, forse addirittura fatale. Esso presenta un&#8217;ampiezza di spazio d&#8217;azione ed una libert\u00e0 di movimento, i quali facilmente inducono a dimenticare che, pur tuttavia, anche qui tutto accade secondo una legge di necessit\u00e0 profondamente naturale. Gli animali in competizione si comportano secondo quanto \u00e8 imposto dalla loro struttura organica e dai loro diversi bisogni.<\/p>../../../../n_3Cp>&quot;Incontro&quot; in senso proprio ed autentico si realizza solo quando \u00e8 l&#8217;uomo colui che s&#8217;imbatte nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 accade ogniqualvolta l&#8217;uomo entra in rapporto con le cose? Quand&#8217;\u00e8 affamato, e stende la mano verso il cibo, &quot;incontra&quot; il frutto che lo attende? Evidentemente no; perlomeno, non sempre. Nella maggior parte dei casi, egli si comporta in maniera analoga all&#8217;animale: l&#8217;impulso della fame si fa sentire, ed egli afferra il frutto per saziarsi. Tuttavia il suo comportamento \u00e8 soltanto simile a quello animale, poich\u00e9 pu\u00f2 assumere anche un&#8217;altra forma. L&#8217;uomo \u00e8 capace di guardare la frutta anche in un modo, tale che ne venga fuori una natura morta di C\u00e9zanne &#8212; pensate alla &quot;Natura morta con la mela&quot;. Allora \u00e8 avvenuto l&#8217;&quot;incontro&quot;&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 incontrare un&#8217;altra persona, quand&#8217;uno svolta velocemente l&#8217;angolo e le rovina addosso? Evidentemente no. \u00c8 successo allora come nel caso delle bocce da biliardo. Eppure, anche qui si tratta di qualcosa di simile, non di identico; poich\u00e9 pu\u00f2 anche essere che entrambi, dopo l&#8217;iniziale sorpresa, s&#8217;arrestino e si guardino l&#8217;un l&#8217;altro, e d&#8217;un tratto accada che persone, persesi di vista gi\u00e0 da lungo tempo, si riconoscano. Qui fiorisce qualcosa che per l&#8217;uomo \u00e8 pieno di significato. Ecco, allora: c&#8217;\u00e8 &quot;incontro&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Sono considerazioni che ci sembrano sostanzialmente condivisibili, fatta la tara a un certo antropocentrismo che emerge dalla identificazione della persona come l&#8217;unico soggetto capace di libera scelta e, dunque, di una autentica vita interiore. Ma Guardini cosa penserebbe del cane che, pur affamato, rifiuta il cibo finch\u00e9 il padrone non \u00e8 rientrato in casa, dopo un&#8217;assenza di parecchie ore, e si getta poi avidamente sulla ciotola, quando questi \u00e8 tornato e gli ha fatto le debite carezze? Forse non solo l&#8217;uomo \u00e8 capace di libera scelta, dopotutto, n\u00e9 egli soltanto \u00e8 protagonista di una vita interiore, suscettibile di fare &quot;incontri&quot;. Anche quello fra l&#8217;uomo \u00e8 il cane si pu\u00f2 definire un incontro, o almeno pu\u00f2 esserlo (si pensi al cane Argo che attende per quasi vent&#8217;anni il ritorno di Ulisse); e non solo per l&#8217;uomo, ma anche per il cane, ad esempio per un randagio che &quot;sceglie&quot; di accompagnarsi a un determinato padrone umano. E chi pu\u00f2 dire se anche fra due animali, o perfino fra due piante, non possa darsi un &quot;incontro&quot; nel senso della scelta, pur se questa sia stata fortemente condizionata da elementi puramente esteriori?<\/p>\n<p>Quelle di Guardini sono considerazioni nel complesso condivisibili, dicevamo; ma che cosa distingue un incontro &quot;vero&quot;, cio\u00e8 tale da innescare un processo di apertura e di chiarificazione esistenziale, da un incontro inautentico, che si svolge all&#8217;insegna della fretta, o del nascondimento, o della menzogna, o dell&#8217;opportunismo? La risposta \u00e8 abbastanza semplice: vero \u00e8 l&#8217;incontro che avviene fra persone &quot;vere&quot;, a prescindere dalle condizioni esteriori; perch\u00e9, se queste ultime hanno la forza di falsificare e distorcere il significato dell&#8217;incontro (non la modalit\u00e0 del suo attuarsi, ma il suo significato: cio\u00e8 l&#8217;orientamento che esso imprime alle vite dei suoi protagonisti), allora vuol dire che le persone non erano sufficientemente mature per fare delle scelte autentiche o per vivere l&#8217;incontro in maniera felice, ossia come una benedizione e non come una maledizione.<\/p>\n<p>Per la persona spiritualmente evoluta, tutto, ogni singola circostanza della vita, e dunque anche l&#8217;incontro, che \u00e8 il modo privilegiato di relazionarsi con l&#8217;altro, diviene occasione di benedizione, cio\u00e8 di apertura, arricchimento, maturazione. Per la persona inconsapevole, invece, tutto, anche l&#8217;incontro con la persona migliore di questo mondo, pu\u00f2 divenire occasione di maledizione: cio\u00e8 di chiusura, di frustrazione, di amarezza, di fallimento; in breve: una nuova occasione sprecata, magari l&#8217;ennesima. Pertanto possiamo dire che tutto \u00e8 grazia, per chi sta dirigendo i suoi passi, nel cammino della vita, lungo il cammino della consapevolezza e della trasparenza; ma per chi sta percorrendo la via sbagliata, per chi sta tradendo la propria verit\u00e0 interiore e sta rifiutando l&#8217;invito che viene dall&#8217;alto, perfino la grazia si trasforma in pietra d&#8217;inciampo. Non esistono &quot;incontri fortunati&quot;, nel senso di assolutamente gratuiti: ogni autentico incontro presuppone una certa sensibilit\u00e0, una certa lealt\u00e0, una certa coerenza, un certo impegno.<\/p>\n<p>\u00c8 un errore sopravvalutare l&#8217;importanza dell&#8217;incontro, nel senso che nessun incontro potrebbe renderci migliori o peggiori di quel che siamo, se noi non siamo disposti ad acconsentire a quel miglioramento o a quel peggioramento; ma non bisogna nemmeno sottovalutarla, perch\u00e9 un incontro pu\u00f2 rivelarsi realmente decisivo nella vita di una persona. Non si deve, tuttavia, dedurre da quest&#8217;ultima constatazione che gli incontri soggiacciono alla legge del caso, che sono del tutto fortuiti ed estemporanei. \u00c8 vero, invece, che solo quando noi siamo pronti per gli effetti che un certo incontro pu\u00f2 avere su di noi (sia in bene che in male), quell&#8217;incontro assume, nel complesso della nostra vita, un peso determinante, o secondario, o addirittura trascurabile: nullo, mai. Noi siamo il risultato di ci\u00f2 che gli incontri della nostra vita hanno fatto di noi; ma anche gli incontri che abbiamo fatto, che facciamo e che faremo, sono, a loro volta, il risultato dell&#8217;evoluzione che abbiamo dato &#8212; o che abbiamo trascurato di dare &#8212; al nostro essere.<\/p>\n<p>Incontri se ne fanno ogni giorno, continuamente, senza neppure farvi caso: a volte con persone che gi\u00e0 conosciamo, altre volte con perfetti sconosciuti; per\u00f2 solo alcuni acquistano un peso, un rilievo importante nella nostra vita: solo alcuni lasciano in noi un segno profondo. Ci\u00f2 dipende dal fatto che solo quando esistono le condizioni adatte, solo quando noi siamo giunti a un determinato punto della nostra evoluzione, in positivo o in negativo, scatta quel misterioso dinamismo per cui un semplice incontro diventa un riconoscimento, cio\u00e8 un guardare a lungo e intensamente in fondo all&#8217;anima dell&#8217;altro &#8212; a volte con amore, a volte con odio, a volte con spassionato interesse; oppure diventa un lasciarsi guardare, un lasciarsi riconoscere, un lasciarsi cambiare.<\/p>\n<p>\u00c8 importante non dimenticare che l&#8217;incontro pi\u00f9 importante, ma anche quello a cui, generalmente, dedichiamo meno tempo e attenzione, \u00e8 quello con noi stessi. Ci sono persone che vivono tutta la loro vita senza incontrarsi mai con se stesse: si sfiorano, esitano un po&#8217; e quindi procedono per un&#8217;altra strada, che le allontaner\u00e0 sempre pi\u00f9 da se medesime. Sono i naufraghi di se stessi: vagabondi nel mare della vita, vanno a caccia di emozioni forti, ma non sanno nulla, assolutamente nulla, di ci\u00f2 che li farebbe star bene, mediante il ritrovamento di se stessi. Perch\u00e9 quel che si trova al fondo di se stessi non \u00e8 il piccolo io, che sempre vuole, brama e teme; ma qualcosa di molto pi\u00f9 grande: il mistero dell&#8217;Essere, dal quale ogni ente proviene e al quale ciascuno \u00e8 chiamato a tornare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli incontri sono diventati frettolosi, superficiali, fuggevoli: ci si sfiora, pi\u00f9 che incontrarsi; si condivide un momento di intimit\u00e0, magari pi\u00f9 in senso fisico che interiore;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26194","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}