{"id":26192,"date":"2015-07-28T04:22:00","date_gmt":"2015-07-28T04:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/lincanto-del-mondo-si-rivela-alle-profondita-del-cuore-prima-che-alla-mente\/"},"modified":"2015-07-28T04:22:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:22:00","slug":"lincanto-del-mondo-si-rivela-alle-profondita-del-cuore-prima-che-alla-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/lincanto-del-mondo-si-rivela-alle-profondita-del-cuore-prima-che-alla-mente\/","title":{"rendered":"L\u2019incanto del mondo si rivela alle profondit\u00e0 del cuore, prima che alla mente"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa vuol dire capire la realt\u00e0, comprendere il mondo, cos\u00ec come esso ci \u00e8 dato, con tutto il suo splendore e il suo incanto, con tutta la sua bellezza e il suo mistero? Siamo sicuri, come lo \u00e8 la cultura oggi fra noi dominante, che capire la realt\u00e0 sia prima di tutto una cosa che riguarda la mente, e non piuttosto le profondit\u00e0 del cuore?<\/p>\n<p>Lungi da noi voler sminuire l&#8217;importanza, il valore e il significato della speculazione razionale; lungi da noi voler rimpicciolire l&#8217;eterno sforzo della ricerca filosofica. Ma siamo sicuri che la ricerca del vero e la comprensione del reale sia un processo che riguarda solo e unicamente le fredde regole della ragione? Abbiamo visto dove un tale atteggiamento ci ha portati: al relativismo, allo scetticismo, al nichilismo. Ci siamo scoraggiati perch\u00e9, avendo constatato come sia sfuggente, elusivo, irrealizzabile un tale compito, a un certo punto abbiamo cominciato a dubitare, non gi\u00e0 di esso, ma della verit\u00e0 in s\u00e9, della bellezza in s\u00e9, della giustizia in s\u00e9. Abbiamo sospettato che, se \u00e8 tanto difficile raggiungerle, forse ci\u00f2 significa, semplicemente, che esse non esistono. E se si trattasse, invece, di restituire centralit\u00e0 al ruolo del sentire, alla funzione del cuore; in altre parole, di tornare a coinvolgere la globalit\u00e0 e la coesione dell&#8217;anima umana, nella quale la mente non \u00e8 un organo separato, non \u00e8 uno strumento capace di procedere, sempre e comunque, in perfetta solitudine, ma che, pur avendo la sua giusta e doverosa autonomia, non \u00e8, tuttavia, autosufficiente, non pu\u00f2 pretender di rappresentare l&#8217;interezza del sentire, del vedere, del volere e, quindi, del comprendere?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una verit\u00e0 che in tutte le altre culture, ad eccezione di quella europea occidentale, viene universalmente ammessa, tanto in quelle etnologiche che in quelle evolute, tanto fra le persone colte che fra quelle umili e semplici. In Russia, per esempio, sempre restando entro i confini geografici dell&#8217;Europa, esiste un ricco filone di pensiero e di spiritualit\u00e0 che tende a ridare centralit\u00e0 e prestigio al sentire del cuore, oltre che al capire della mente; intuizione che, nell&#8217;Occidente del nostro continente, Pascal aveva cos\u00ec bene espresso quando aveva detto che \u00abil cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce\u00bb e quando aveva sostenuto che l&#8217;uomo, per conoscere e comprendere, ha bisogno non solo dell&#8217;\u00abesprit de g\u00e9ometrie\u00bb, ma anche dell&#8217;\u00abesprit de finesse\u00bb: non solo della ragione matematica, ma anche dell&#8217;intuizione e della sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel racconto biblico della Genesi si parla di due alberi fondamentali, all&#8217;interno del Paradiso terrestre: l&#8217;Albero della vita e l&#8217;Albero della conoscenza del bene e del male; ci\u00f2 significa che la conoscenza \u00e8 una facolt\u00e0 importantissima per l&#8217;essere umano, ma che, accanto ad essa, e prima di essa, vi \u00e8 il mistero della vita, mistero che quella non potr\u00e0 mai penetrare interamente, a meno di riconoscere la propria finitezza, la propria inadeguatezza, e di rimettersi a un livello del &quot;conoscere&quot; che coincide, in ultima analisi, con l&#8217;abbandono dell&#8217;io e con il fiducioso lasciarsi andare nel grembo dell&#8217;Essere, facendosi un docile strumento del Suo volere, del Suo agire e, soprattutto, del Suo amare..<\/p>\n<p>Il filosofo Remo Bodei ha riconosciuto, sulla scorta dello sviluppo del pensiero classico e cristiano, specialmente di Sant&#8217;Agostino, le componenti della trinit\u00e0 umana: intelligenza, volont\u00e0 e amore; ebbene, il torto del pensiero &quot;moderno&quot; \u00e8 stato proprio quello di ridurre la trinit\u00e0 a una dualit\u00e0, escludendo o ignorando l&#8217;amore, come cosa trascurabile o adatta alle nature &quot;sentimentali&quot;, e subordinando la volont\u00e0 all&#8217;intelligenza, mentre \u00e8 vero il contrario, che l&#8217;intelligenza deve essere sottomessa alla volont\u00e0. E cosa debba volere la volont\u00e0 \u00e8, per l&#8217;appunto, il compito dell&#8217;amore, vale a dire del &quot;cuore&quot;: perch\u00e9 il cuore sa cose che l&#8217;intelligenza ignora.<\/p>\n<p>Ricapitolando: la cosa pi\u00f9 necessaria all&#8217;uomo, anche nell&#8217;atto del conoscere e nella meraviglia del comprendere, \u00e8 un cuore buono, dal quale scaturisca l&#8217;amore, e che sia aperto a riceverlo a sua volta; la seconda, una retta volont\u00e0, ossia un volere ispirato dall&#8217;amore, indirizzato dall&#8217;amore, corroborato dall&#8217;amore; la terza, una retta intelligenza delle cose, la quale deriva, s\u00ec, da un retto uso degli strumenti logici, ma, contemporaneamente, da una capacit\u00e0 di &quot;sentire&quot; le cose, di farsi tutt&#8217;uno con esse, e questo non \u00e8 possibile senza l&#8217;amore e senza la retta volont\u00e0.<\/p>\n<p>Il rimprovero che si pu\u00f2 fare alla ragione &quot;illuminista&quot;, strumentale e calcolante, \u00e8 di aver proceduto senza amore verso le cose e senza la consapevolezza di doversi sottomettere alla retta volont\u00e0; il rimprovero che si pu\u00f2, e si deve fare, alla cosiddetta rivoluzione scientifica del XVII secolo, basata sul metodo sperimentale e induttivo, \u00e8 proprio quello di non aver saputo vedere la bellezza delle cose, degli enti, del fenomeno &quot;vita&quot;, ma di aver matematizzato ogni cosa, riducendo gli enti a delle mere quantit\u00e0 astratte, addizionabili o sottraibili, moltiplicabili o divisibili: mentre la vita \u00e8 sempre una realt\u00e0 concreta, palpitante, che implica amore e bellezza: e Galilei, quando descrive, nel \u00abSaggiatore\u00bb, la spietata vivisezione di una cicala, al solo scopo di comprendere il meccanismo del suono che essa produce, mostra di non possedere n\u00e9 senso della bellezza, n\u00e9 compassione, e dunque di non possedere alcuna capacit\u00e0 di amore.<\/p>\n<p>La scienza che ne \u00e8 derivata non poteva che essere, e lo sta dimostrando sempre pi\u00f9, una scienza malvagia, perfino diabolica: indifferente alla sofferenza, incurante della bellezza, protesa unicamente a realizzare i suoi fini quantitativi di calcolo, manipolazione, addizione e sottrazione (vedi l&#8217;intervento sul patrimonio genetico per stabilire e pianificare le caratteristiche dell&#8217;organismo vivente). Che si tratti di una pianta, di un animale o di un essere umano, la cosa le \u00e8 indifferente: perch\u00e9 non ha stupore davanti al mondo, non prova rispetto per la vita, non sa inchinarsi davanti al mistero del reale. \u00c8 presuntuosa, di una presunzione diabolica; ed \u00e8 stupida, perch\u00e9 non possiede dei fini, n\u00e9 se ne pone il problema, ma procede solo mediante gli strumenti, sempre pi\u00f9 raffinati, dei quali dispone e che incessantemente mette a punto, senza sapere minimamente dove andr\u00e0 a finire e verso quale destino trasciner\u00e0 il genere umano.<\/p>\n<p>Ha scritto P. D. Jurkevic nel suo bel saggio \u00abIl cuore nella vita spirituale dell&#8217;uomo\u00bb (in: \u00abL&#8217;altra Europa\u00bb, Milano, Centro Studi sulla Russia cristiana, bimestrale, marzo-aprile 1986, pp. 60-1):<\/p>\n<p>\u00abNell&#8217;esperienza interiore, noi in genere non ci accorgiamo di quanto muti l&#8217;encefalo in base ai mutamenti dei nostri pensieri, desideri e sensazioni; se ci attenessimo alla sola introspezione immediata non ci renderemmo neppure conto del fatto che esso \u00e8 l&#8217;organo dell&#8217;anima cosciente e pensante. Se questo rapporto tra il pensiero e il suo organo \u00e8 ragionevolmente fondato nella destinazione del pensiero che di per s\u00e9 deve essere la serena e indifferente coscienza della realt\u00e0 che ci circonda, da ci\u00f2 si deduce per\u00f2 che, come nel pensiero, cos\u00ec anche nel suo organo corporeo, l&#8217;anima non rivela la ricchezza del proprio essere in tutta la sua pienezza e indivisibilit\u00e0. Se l&#8217;uomo ritenesse di essere costituito dal solo pensiero, che in tal caso, con ogni probabilit\u00e0, sarebbe l&#8217;immagine pi\u00f9 autentica degli oggetti esterni, \u00e8 evidente che il mondo, con la sua variet\u00e0 e la ricchezza della sua cita e della sua bellezza, si rivelerebbe alla sua coscienza come un&#8217;entit\u00e0 matematica, regolare ma nello stesso tempo anche priva di vita. Egli potrebbe anche conoscere questa entit\u00e0 in lungo e in largo e interamente e perci\u00f2 non saprebbe pi\u00f9 incontrare da nessuna parte un essere autentico e vivo, capace di stupirlo con la bellezza delle sue forme, con il mistero del suo fascino e l&#8217;infinita pienezza di contenuto .Ci pare che nell&#8217;anima reale non esista affatto un simile pensiero unilaterale. E cosa sarebbe mai l&#8217;uomo se il suo pensiero non fosse destinato ad altro se non a ripetere nei propri movimenti ci\u00f2 che accade nella realt\u00e0 o a riflettere dentro di s\u00e9 dei fenomeni estranei allo spirito? Se le cose stessero cos\u00ec i nostri pensieri potrebbero anche distinguersi per una precisione pari a quella delle entit\u00e0 matematiche, ma resterebbe comunque il fatto che nella nostra conoscenza delle cose potremmo muoverci solo in ampiezza e non in profondit\u00e0. Il mondo, come sistema di fenomeni vivi, pieni di bellezza e di valore, esiste e si rivela innanzitutto per le profondit\u00e0 del cuore e di qui, poi, per il pensiero concettuale. I problemi speculativi hanno il loro fondamento ultimo non nelle influenze del mondo esterno, ma nelle passioni e nelle irresistibili esigenze del cuore. Chi sa quanto poco contribuisca alla nostra conoscenza il mondo sensibile, quanto siano povere e prive di contenuto le sensazioni che nascono dall&#8217;incontro della coscienza con gli oggetti esterni, ben capir\u00e0 il valore della dottrina biblica secondo cui il fondamento , la vitalit\u00e0 e la profondit\u00e0 del nostro pensiero e della nostra coscienza risiedono in quel&#8217;essere psichico la cui manifestazione \u00e8 da noi conosciuta con un&#8217;esperienza diretta e interiore solo nelle passioni del nostro cuore, cio\u00e8 in quelle passioni che trovano il nostro cuore cos\u00ec sensibile e ricettivo. Consci di questo fatto i migliori filosofi e i grandi poeti hanno sempre considerato il loro cuore l&#8217;autentico luogo genetico delle loro idee pi\u00f9 profonde, che essi affidavano all&#8217;umanit\u00e0 appunto attraverso le loro opere; e hanno sempre riconosciuto che la coscienza, la cui attivit\u00e0 va di pario passo con le funzioni degli organi di senso, e dell&#8217;encefalo, dava a queste idee solo quella chiarezza e quella precisione che sono tipiche del pensiero. Per dei motivi che non \u00e8 qui il luogo di spiegare ulteriormente, noi siamo abituati a considerare l&#8217;anima una sorta di macchina che funziona e agisce in esatta corrispondenza agli stimoli e alle impressioni che le vengono dal mondo esterno. Bench\u00e9 sia inaccessibile al nostro sguardo, noi vorremmo definire l&#8217;essere dell&#8217;anima, che \u00e8 destinata a svilupparsi non solo nel tempo ma anche nell&#8217;eternit\u00e0, unicamente in base agli stati che sono prodotti in essa dalle impressioni del mondo esterno. Da questo punto di vista,m uno psicologo sostenne che, con l&#8217;ulteriore sviluppo delle nostre conoscenze sull&#8217;anima, noi saremmo stati in grado di determinare i suoi movimenti e cambiamenti con la stessa precisione matematica con la quale determiniamo ora i movimenti di una macchina a vapore, e in questo senso governare gli stati e i movimenti dell&#8217;anima sarebbe diventata un&#8217;0attivit\u00e0 facile ed esattamente predeterminabile come lo \u00e8 oggi far funzionare una macchina a vapore. Noi riteniamo per\u00f2 che questa speranza rester\u00e0 sempre una chimera, che nell&#8217;anima umana rester\u00e0 sempre una serie di stati e di movimenti cui non si potr\u00e0 mai applicare la legge fisica di uguaglianza tra azione e reazione. La concezione biblica sul significato del cuore umano per la vita spirituale dell&#8217;uomo enuncia appunto, con profonda veridicit\u00e0, questa particolarit\u00e0 esclusiva dell&#8217;anima umana, e si pone cos\u00ec in aperta contraddizione con la concezione meccanica che non attribuisce alcun valore a questa particolarit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Per il pensiero razionalista moderno, ad esempio per Spinoza, le passioni sono una specie d&#8217;infezione dell&#8217;anima, che bisogna combattere e, se possibile, estirpare, perch\u00e9 solo mettendole a tacere, o neutralizzandole, l&#8217;uomo diventa capace di porsi nella giusta relazione con il mondo, che \u00e8 di tipo puramente intellettuale. Ma dire che le passioni sono cattive, tutte senza eccezione, equivale a dire che l&#8217;uomo \u00e8 sbagliato, ontologicamente e irrimediabilmente: perch\u00e9 l&#8217;anima umana \u00e8 piena di passioni, \u00e8 infiammata dalle passioni, e sono le passioni che la spingono verso le mete pi\u00f9 alte e significative, ivi compresa la passione intellettuale. Ma se l&#8217;uomo \u00e8 sbagliato, \u00e8 possibile che il pensiero razionale lo possa redimere? \u00c8 possibile che egli possa redimersi da solo, trasformare da se stesso il proprio statuto ontologico? Ecco il grande peccato d&#8217;orgoglio del razionalismo, di tutti i razionalismi, che si accompagna ad un altro peccato, ugualmente imperdonabile, di giudizio: vedere nell&#8217;uomo quel che non \u00e8, additargli una meta erronea e impossibile. Impossibile, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 spogliarsi delle proprie passioni, a meno di suicidarsi interiormente; erronea, perch\u00e9 consiste nell&#8217;inutile sacrificio di una sua parte essenziale.<\/p>\n<p>Certo, nell&#8217;anima umana vi sono anche le passioni negative, distruttive, foriere d&#8217;ingiustizia e d&#8217;infelicit\u00e0. Ma certo il rimedio non \u00e8 quello di estirparle tutte, insieme alle buone: sarebbe pi\u00f9 o meno come curare il mal di testa con le decapitazioni. No: le passioni sono la pare pi\u00f9 nobile dell&#8217;uomo, quella che lo spinge verso le altezze, quella che lo sprona quando \u00e8 pigro, che lo incoraggia quando \u00e8 stanco, che lo consola quando \u00e8 afflitto, che gli mostra la via del Cielo e che lo spinge all&#8217;amore e alla solidariet\u00e0 verso gli altri viventi. Del resto, anche le passioni vanno sottoposte al dominio della volont\u00e0 buona; ma questa, come si \u00e8 visto, discende da un cuore buono: dunque, ancora una volta, da una passione, anzi, dalla passione fondamentale, senza la quale l&#8217;uomo non sarebbe uomo, meglio, non sarebbe affatto: l&#8217;ardente bisogno d&#8217;amare e di essere amato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa vuol dire capire la realt\u00e0, comprendere il mondo, cos\u00ec come esso ci \u00e8 dato, con tutto il suo splendore e il suo incanto, con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-26192","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}