{"id":26191,"date":"2021-11-24T11:05:00","date_gmt":"2021-11-24T11:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/24\/limprobabilita-dellesistenza-e-la-spia-dellassoluto\/"},"modified":"2021-11-24T11:05:00","modified_gmt":"2021-11-24T11:05:00","slug":"limprobabilita-dellesistenza-e-la-spia-dellassoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/24\/limprobabilita-dellesistenza-e-la-spia-dellassoluto\/","title":{"rendered":"L&#8217;improbabilit\u00e0 dell&#8217;esistenza \u00e8 la spia dell&#8217;Assoluto"},"content":{"rendered":"<p>Uno sguardo disincantato sul mondo e una presunzione di sapere fatta di pregiudizi scientisti fanno s\u00ec che molti di noi abbiano perso la capacit\u00e0 di stupirsi davanti allo spettacolo del mondo. Diremo di pi\u00f9: ci\u00f2 di cui sarebbe naturale stupirsi non \u00e8 solo il fatto che il mondo sia cos\u00ec bello e vario, ma che il mondo esista, puramente e semplicemente; che esistano il cielo stellato e le distese del mare, che esitano le cose, che esistano gli uomini, che esista la vita con tutta la sua portata di seriet\u00e0 e di mistero. Perch\u00e9 infatti le cose dovrebbero esistere, visto che la loro esistenza ha luogo sfidando una mole enorme di fattori contrari, proprio come la vita esiste quasi a sfida della sua enorme improbabilit\u00e0? Sarebbe molto pi\u00f9 semplice se la vita non esistesse: perch\u00e9 la formazione della pi\u00f9 piccola e semplice delle cellule organiche \u00e8 qualcosa d&#8217;immensamente complesso e immensamente improbabile, considerato il distacco enorme che la separa dalla pi\u00f9 complessa cellula di materia inorganica. Allo stesso modo, sarebbe pi\u00f9 semplice se al posto del mondo, fatto di enti e di fenomeni, di possibilit\u00e0 e di improbabilit\u00e0, non vi fosse nulla. Certo noi non saremmo qui a ragionare su di esso, perch\u00e9 il nulla d\u00e0 sempre e solo nulla, mentre se noi siamo qui a farci delle domande, \u00e8 perch\u00e9 il mondo esiste e le cose ci sollecitano a porci delle domande a cercare delle risposte.<\/p>\n<p>Tuttavia, posto che la nostra mente \u00e8 fatta in maniera da poter concepire solo l&#8217;esistente, e a non sapere nulla del non esistente (tanto che <em>pensare<\/em> il non essere \u00e8 semplicemente impossibile: il non essere pu\u00f2 venire posto concettualmente, ma non pensato), resta il fatto che la nostra mente potrebbe non esserci, come potrebbe non esserci la vita e come potrebbe non esserci nulla di nulla. Invece qualcosa c&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8 il mondo, ci sono gli enti, ci siamo noi che ci facciamo mille domande. Perch\u00e9? Sarebbe veramente curioso se le cose esistessero senza scopo e se la vita ci fosse data solo per farci domande alle quali non esiste risposta. Vi sarebbe una sproporzione e orme fra il &quot;salto&quot; che si \u00e8 verificati nel reale, dal non essere all&#8217;essere e dalla non vita alla vita, e la modestia dei risultati: un mondo cieco e sordo che vaga nel nulla e una vita incapace di dare risposte alle sue domande pi\u00f9 profonde e vitali. Tutti sentiamo che da quelle risposte dipende la differenza fra una vita senza senso e una vita pienamente realizzata: perch\u00e9 se le risposte esistono, allora \u00e8 plausibile che il mondo esista proprio perch\u00e9 noi abbiamo la possibilit\u00e0 di trovare quelle risposte e, grazie ad esse, dare un autentico significato al nostro esistere. Dunque, torniamo al nostro assunto iniziale: come mai c&#8217;\u00e8 una cosa chiamata esistenza? Gli scienziati ci dicono che si tratta di una cosa statisticamente alquanto improbabile; e parecchi filosofi potrebbero aggiungere che \u00e8 anche una cosa terribilmente gratuita, nel senso di non necessaria. Non c&#8217;\u00e8 alcuna necessit\u00e0 naturale per cui le cose debbano esistere, e meno ancora perch\u00e9 debba esistere la vita intelligente: se fosse stato il caso a produrla, bisognerebbe pensare che tutte le leggi naturali sono state stravolte per consentire a un evento cos\u00ec altamente improbabile di verificarsi, a dispetto di ogni ragionevole previsione statistica. Ma se le leggi di natura sono state stravolte, chi o che cosa le ha stravolte, dal momento che la natura ha le sue leggi, determinate da fattori ben precisi, e non si prende certo il gusto di capovolgerle? Verrebbe perci\u00f2 da pensare che non la natura, ma qualcosa o qualcuno che sta al di fuori di essa, e al di sopra di essa, si \u00e8 preso il lusso di piegare le leggi naturali per far s\u00ec che invece del nulla vi sia qualcosa, e che questo qualcosa sia un mondo mirabilmente ordinato, nel quale trova spazio la vita intelligente: cio\u00e8 la vita che si stupisce di esistere e non pu\u00f2 fare a meno d&#8217;interrogarsi.<\/p>\n<p>Osservava a questo proposito un autorevole esponente del mondo accademico e scientifico inglese, Bernard Lovell, membro della Royal Society, professore di astronomia a Manchester e direttore dell&#8217;osservatorio radioastronomico di Jodrell Bank (da: B. Lovell, <em>Nel centro delle immensit\u00e0. Alla scoperta dell&#8217;universo<\/em>; titolo originale: <em>In the Centre of Immesities<\/em>, 1978; traduzione dall&#8217;inglese di Libero Sosio, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1980, pp. 63-65):<\/p>\n<p><em>La stima della probabilit\u00e0 che la vita sia emersa anche altrove nell&#8217;universo si trova attualmente di fronte a dilemmi di origine tanto astronomica quanto biologica. Innanzitutto c&#8217;\u00e8 la stima del probabile numero dei pianeti abitabili nell&#8217;universo, la convinzione dell&#8217;esistenza di un gran numero di pianeti ha una base teorica, ma \u00e8 sostenuta da dati d&#8217;osservazione molto tenui. Anche ammesso che i pianeti esistano in gran numero, sembra che lo sviluppo di atmosfere propizie alla vita debba richiedere equilibri assai delicati di temperatura e di gravit\u00e0. Le misurazioni eseguite dalle sonde spaziali lanciate su Marte e su Venere hanno chiarito l&#8217;estrema particolarit\u00e0 della situazione terrestre. Se nonostante tutti questi elementi di incertezza supponiamo che per il gran numero di stelle nell&#8217;universo debbano esistere anche altri pianeti oltre alla Terra con ambiente adatto allo sviluppo della vita, allora dobbiamo affrontare il dilemma biologico.<\/em><\/p>\n<p><em>Le difficolt\u00e0 che si frappongono alla comprensione dei complicati processi verificatisi pi\u00f9 di tre miliardi di anni or sono acquistano tanto maggiore evidenza quando si consideri l&#8217;estrema improbabilit\u00e0 dell&#8217;emergere della cellula dagli amminoacidi e dai nucleotidi dei mari primordiali. Conoscendo il numero di amminoacidi e nucleotidi e la lunghezza delle catene si pu\u00f2 calcolare che esistano circa10130 possibili combinazioni. Questo numero ci d\u00e0 un&#8217;idea della complessit\u00e0 degli enzimi pi\u00f9 piccoli. Le unit\u00e0 pi\u00f9 piccole dotate di proprio metabolismo &#8212; per esempio organismi unicellulari come il batterio &quot;Eschericchia coli&quot; hanno una grossa molecola di acido nucleico contenente da tre a quattro milioni di basi dispose l&#8217;una di seguito al&#8217;altra in una struttura a elica a doppio filamento. Il corredo genico di questo batterio offre qualcosa come 102.000.000 alternative. \u00c8 un numero incomprensibile anche su scala astronomica: il totale degli atomi di idrogeno nell&#8217;universo osservabile \u00e8 solo dell&#8217;ordine di 1078. La lunghezza del batterio &quot;Eschericchia coli&quot; \u00e8 di circa due micrometri e la sua massa \u00e8 5 x 10-13 grammi. Se il batterio viene posto in una piccola quantit\u00e0 d&#8217;acqua contenente alcuni milligrammi di glucosio e Sali minerali (azoto, fosforo, zolfo, ecc.) a una distanza di 36 ore questa soluzione conterr\u00e0 parecchi milioni di batteri. Il problema delle origini \u00e8 perci\u00f2 in che odo abbia avito luogo questa selezione critica di possibili combinazioni di molecole, da una tanto sterminata gamma di possibilit\u00e0. L&#8217;unica risposta scientifica generalizzata che si possa dare \u00e8 che nel lungo periodo di tempo compreso fra mezzo miliardo e un miliardo di anni abbiano operato nei mari primordiali i processi del caso e della legge naturale: il caso, in quanto enorme \u00e8 stato il numero delle diverse combinazioni di costituenti cellulari, e la legge naturale per cui solo le combinazioni pi\u00f9 adatte hanno potuto resistere, in accordo con le leggi della selezione naturale appropriate alle condizioni estreme dell&#8217;ambiente.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ipotesi che processi governati dal caso e dalla legge naturale abbiano portato alla formazione di organismi a partire dalle molecole organiche relativamente semplici presenti nei mari primordiali, \u00e8 sostenibile solo se \u00e8 finito, nell&#8217;arco di tempo considerato, il numero delle possibili combinazioni di molecole. Qui sorge per\u00f2 una grossa difficolt\u00e0. Se torniamo all&#8217;esempio di una molecola proteica relativamente semplice con cento residui amminoacidi disposti secondo una precisa sequenza, la selezione di QUESTA sequenza deve avvenire IN MODO CASUALE su un totale di 10130 possibilit\u00e0. Una selezione governata dal puro caso significa che, in un arco di tempo compreso fra mezzo miliardo e un miliardo di anni, le molecole organiche presenti nei mari primordiali avrebbero dovuto poter provare 10130 combinazioni prima di trovare quella giusta, corrispondente alla sequenza di residui amminoacidi presente nella molecola proteica che stiamo considerando. \u00c8 quindi minima, al di l\u00e0 di ogni immaginazione, la probabilit\u00e0 di giungere PER CASO alla formazione anche solo di una fra le pi\u00f9 semplici molecole proteiche. Nelle limitate condizioni di tempo e spazio che stiamo considerando, tale probabilit\u00e0 \u00e8 in pratica zero.<\/em><\/p>\n<p><em>La nostra stessa presenza sulla Terra oggi \u00e8 nondimeno una prova del fatto che una sequenza di eventi del genere, di probabilit\u00e0 quasi nulla, ha avuto luogo pi\u00f9 tre miliardi di anni or sono.<\/em><\/p>\n<p>Anche se nei quarant&#8217;anni trascorsi da quando queste parole venivano scritte sono state fatte importanti scoperte scientifiche, sia nel campo astronomico, con l&#8217;individuazione di un discreto numero di pianeti abitabili, sia in quello biologico, specie nell&#8217;ambito delle ricerche sul codice genetico, resta vero e valido l&#8217;impianto di fondo del ragionamento di Bernard Lovell: il fatto che la vita esista \u00e8 un evento talmente improbabile da mettere qualunque ipotesi scientifica con le spalle al muro quanto ai tempi e ai meccanismi che l&#8217;hanno vista nascere. Le probabilit\u00e0 che un siile evento si verificasse nei tempi concessi dall&#8217;esistenza del nostro pianeta sono praticamente zero: questo \u00e8 assodato. Sono passati i tempi in cui certi scienziati materialisti, come Emanuele Padoa, potevano rifilarci la storiella del brodo primordiale e della nascita delle prime cellule organiche a partire da quelle inorganiche, cio\u00e8 degli organismi viventi dalla materia non vivente. Di fatto, la differenza di complessit\u00e0 delle rispettive strutture chimiche e biologiche \u00e8 talmente enorme, abissale, incolmabile che la si pu\u00f2 snocciolare solo a chi non abbia alcuna nozione sia pur minima di chimica generale e di chimica organica. Ma allora, se la vita non ha potuto formarsi da sola, n\u00e9 per caso, in quei pochi miliardi di anni, non c&#8217;\u00e8 altro da fare che prendere in considerazione la sola spiegazione possibile che rimane in piedi: vale a dire che non sia stata opera del caso e, quindi, che sia stata il frutto di un disegno ben preciso.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo punto che la sana ragione naturale dovrebbe compiere il salto dal terreno della scienza a quello che sta oltre la scienza, ossia il soprannaturale. Vi sono cose che la scienza non sa spiegare perch\u00e9 non dispone ancora dei mezzi necessari, e vi sono cose che non pu\u00f2 spiegare perch\u00e9 non appartengono al suo campo d&#8217;indagine. Il campo d&#8217;indagine della scienza \u00e8 la natura, con tutti i fenomeni che la caratterizzano; e la vita \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 significativo, il pi\u00f9 impressionante, il pi\u00f9 commovente. La vita \u00e8 un evento altamente improbabile e addirittura, nelle condizioni che noi consociamo di spazio e di tempo relative al nostro pianeta, decisamente impossibile. Non parliamo poi di quella particolarissima forma di vita che \u00e8 contraddistinta dall&#8217;intelligenza e dalla volont\u00e0: la vita dell&#8217;uomo, che, per quanto ne sappiamo, piaccia o non piaccia agli evoluzionisti duri e puri, non \u00e8 un semplice epifenomeno del fenomeno &quot;vita&quot; e non \u00e8 dovuta al caso, pi\u00f9 di quanto lo sia la vita in generale. Ma possiamo anche estendere il ragionamento e considerare non solo la vita intelligente, non solo la vita biologica, ma anche la pura e semplice esistenza, come qualcosa di altamente improbabile, e perci\u00f2 tale da sfidare ogni pretesa di spiegarla come se fosse &quot;naturale&quot;. Non \u00e8 affatto naturale, non \u00e8 affatto scontato che le cose esistano; che al posto del nulla ci sia qualcosa. Se le cose esistono, se esistono le molecole e le galassie, se esiste qualcosa che si offre al nostro stupore e alla nostra intelligenza e che ci sollecita a farci delle domande, a interrogarci sul significato e sull&#8217;origine dell&#8217;esistente, in altre parole a porre la questione della causa prima e della causa finale &#8211; da dove vengono gli enti e verso che cosa sono diretti &#8212; allora vale forse la pena di chiedersi se la loro esistenza non abbia proprio a che fare con il nostro stupore e con le nostre domande, in altre parole se lo scopo della vita non sia quello di comprendere la vita stessa. Non potrebbe essere che la vita esiste perch\u00e9 l&#8217;intelligenza si chieda a che scopo esiste, e sia spinta a cercare la risposta; e che questa risposta sia quella che ci hanno insegnato da bambini al catechismo, ossia che il senso della vita consiste nel conoscere, amare e adorare Dio, il Creatore di questa realt\u00e0 meravigliosa che caratterizza l&#8217;esistente? In effetti, il bambino trova plausibile questa spiegazione, e per la buona ragione che egli possiede sia la capacit\u00e0 spontanea di meravigliarsi davanti a ci\u00f2 che \u00e8 grande e bello, ma anche misterioso, sia l&#8217;umilt\u00e0 necessaria per accettare come vero quello che non contraddice la realt\u00e0 e non impone forzature o contraddizioni alla ragione. Sbaglia chi crede che la mente del bambino funzioni in maniera irrazionale; \u00e8 razionale, anche se la fantasia e il sentimento esercitano un forte influsso sulla sua particolare forma di razionalit\u00e0. Ma provate a raccontargli qualcosa che contrasta apertamente con il dato della realt\u00e0 o con quello che \u00e8 ragionevolmente accettabile dal punto di vista logico, e subito lo vedrete esitare e sospettare che qualcosa non vada per il verso giusto; e vi chieder\u00e0, con uno sguardo che non ammette inganni, se quel che gli state dicendo \u00e8 proprio vero. Perch\u00e9 il bambino ama sognare e fantasticare, ma non ama che sogni e fantasticherie sostituiscano il principio di realt\u00e0 e la facolt\u00e0 razionale che lo rende intelligibile. Ma tutto questo, si capisce, avviene in lui in maniera istintiva e non per via di un chiaro ragionamento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno sguardo disincantato sul mondo e una presunzione di sapere fatta di pregiudizi scientisti fanno s\u00ec che molti di noi abbiano perso la capacit\u00e0 di stupirsi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-26191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}