{"id":26190,"date":"2011-11-06T03:23:00","date_gmt":"2011-11-06T03:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/06\/limportante-e-finire\/"},"modified":"2011-11-06T03:23:00","modified_gmt":"2011-11-06T03:23:00","slug":"limportante-e-finire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/06\/limportante-e-finire\/","title":{"rendered":"L&#8217;importante \u00e8 finire?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL&#8217;importante \u00e8 finire\u00bb (sottotitolo: \u00abQuando mi svegliai\u00bb) \u00e8 una canzone di Mina, apparsa in quarantacinque giri su vinile nel 1975; il testo di Cristiano Malgioglio e soprattutto l&#8217;interpretazione della cantante la caratterizzarono per una carica di sensualit\u00e0 che indusse la Rai ad escluderla per un certo tempo dai suoi programmi.<\/p>\n<p>Essa parla di una donna che accarezza l&#8217;idea di rompere la relazione con il suo amante, ma che, pienamente appagata da lui sul piano sessuale, non sa risolvesi a farlo e continua a rimandare la decisione, illudendosi di essere ancora padrona del gioco e di poterlo lasciare in qualunque momento.<\/p>\n<p>Per intanto, ella assapora il sottile piacere di tenere in sospeso il suo uomo e, mentre gli si concede fisicamente, fantastica confusamente sul binomio amore-morte, che i gemiti di piacere di lui le suggeriscono; per conclude che l&#8217;importante \u00e8 arrivare comunque alla fine: espressione volutamente ambigua, in quanto potrebbe alludere sia alla fine della loro storia d&#8217;amore, sia, semplicemente, alla fine del rapporto sessuale che stanno consumando.<\/p>\n<p>Una situazione contraddittoria e confusa, dunque; una donna che vuole e non vuole, nello stesso tempo, una determinata cosa; che trae piacere dal godimento fisico, ma anche dal sottile senso di potere che esercita, o che crede di esercitare, sul suo amante; si inebria, cos\u00ec, all&#8217;idea di poterlo liquidare a suo talento, ma intanto non sa resistergli tutte le volte che lui, esperto conoscitore del gioco erotico, le si accosta nel buio, la accarezza e la bacia.<\/p>\n<p>Il fatto che essi facciano l&#8217;amore a luce spenta, in una atmosfera di complicit\u00e0 che sdegna l&#8217;uso delle parole, fa pensare a una relazione in cui un ruolo notevolissimo \u00e8 svolto dalla fantasia; si intuisce che la donna, insoddisfatta di lui sul piano umano, ma decisamente appagata su quello carnale, con la complicit\u00e0 del buio riesce a dare alimento ad una relazione che si va esaurendo e che sa ormai di chiuso, di ripetizione, di stanchezza.<\/p>\n<p>La domanda che ci si pone istintivamente, di fronte a questo genere di situazioni affettive, in realt\u00e0 assai pi\u00f9 diffuse di quel che non si creda, \u00e8 se la cosa pi\u00f9 importante sia davvero quella di &quot;finire&quot;, ossia di arrivare al pi\u00f9 presto ad una conclusione, quale che sia.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, infatti, che, se per &quot;finire&quot; si intende concedersi il piacere un&#8217;ultima volta, ci\u00f2 non \u00e8 che un modo di rimandare il problema; se, d&#8217;altra parte, si decide di troncare quella relazione, \u00e8 altrettanto chiaro che l&#8217;importante non \u00e8 decidere di farlo, ma essere convinti di fare la cosa giusta, perch\u00e9 l&#8217;agire non deve mai guidare il sentire e il volere, ma deve esserne la coerente conseguenza: \u00e8 assurdo dare la precedenza al fare, in questo caso all&#8217;atto di concludere un rapporto, rispetto all&#8217;esame delle proprie autentiche motivazioni.<\/p>\n<p>Eppure, basta guardarsi intorno per rendersi conto che moltissime persone agiscono proprio cos\u00ec, cio\u00e8 lasciandosi portare a rimorchio dai propri impulsi istintivi, da spinte improvvise, da capricci momentanei (cosa di cui, sovente, si pentono amaramente); si prendono e si lasciano con inspiegabile leggerezza, \u00abnon si sa come\u00bb &#8211; direbbe il buon Pirandello &#8211; quasi che non la loro volont\u00e0 coerente e consapevole, ma una oscura e imprevedibile fatalit\u00e0 le spingesse ora da una parte, ora dall&#8217;altra, come burattini o come foglie al vento.<\/p>\n<p>Insomma, sembra che per molte persone &quot;finire&quot; sia quasi pi\u00f9 importante che &quot;cominciare&quot;: perch\u00e9 si comportano &#8211; del tutto a torto &#8211; come se se cominciare fosse la cosa pi\u00f9 facile del mondo, e infatti si gettano a corpo morto in qualunque tipo di situazione, di relazione, di avventura; salvo poi trovarsi prese nella rete delle proprie contraddizioni, delle proprie insufficienze, delle proprie vigliaccherie, e cercare invano in se stesse la forza e il coraggio per uscire da situazioni che hanno voluto solo a met\u00e0 e rispetto alle quali, tuttavia, non sanno o non possono o non vogliono fare un minimo di chiarezza.<\/p>\n<p>M c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Vi sono parecchie persone che, quando intraprendono una relazione, stanno gi\u00e0 pensando a come porvi fine: sono talmente abituate a relazionarsi con l&#8217;altro secondo lo schema dell&#8217;usa e getta, talmente spaventate all&#8217;idea di impegnarsi seriamente con qualcuno, che fin dal primo istante tengono lo sguardo fisso sul momento in cui porranno la parola &quot;fine&quot; a quella storia: un po&#8217; come colui che, non appena entra in un ascensore, non fa che tenere lo sguardo fisso sul campanello d&#8217;allarme, pensando che certamente avr\u00e0 bisogno di farlo suonare.<\/p>\n<p>L&#8217;importante, per esse, \u00e8 di non trovarsi dalla parte sbagliata della fine, vale a dire dalla parte di colui (o colei) che la subisce; l&#8217;importante \u00e8 trovarsi sempre e comunque alla parte giusta, vale a dire quella di colui (o colei) che prende l&#8217;iniziativa di rompere il rapporto, dando all&#8217;altro (o all&#8217;altra) il benservito, magari senza neanche il preavviso minimo dovuto a qualunque lavoratore che venga licenziato in tronco.<\/p>\n<p>Insomma, anche nella prospettiva di chiudere un rapporto con l&#8217;altro, queste persone vorrebbero sempre poter disporre di tutte le circostanze a proprio favore: vogliono sentirsi forti, pensando che potranno scaricare il partner o l&#8217;amico in qualsiasi momento; ma vogliono anche sentirsi forti tenendolo sul filo del rasoio, facendogli pendere sulla testa la minaccia della rottura, il che implica una vena di sadismo. Al tempo stesso, lo spettacolo del piacere che esse sono in grado di dare all&#8217;altro, e la consapevolezza di poterglielo negare a proprio piacimento, vellica al massimo il loro ego, il loro narcisismo, il loro senso di onnipotenza; per cui finiscono per prolungare all&#8217;infinito delle situazioni affettive mediocri, o anche decisamente deludenti, pur di non privarsi di tutto questo insieme di piacevoli sensazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile dire che tale comportamento \u00e8 tipico di chi possiede un basso livello di autostima, di chi non si vuole veramente bene: se si volesse bene davvero, infatti, romperebbe senza indugio una relazione insoddisfacente, anzi, in molti casi non la incomincerebbe nemmeno, perch\u00e9 i segnali premonitori che qualcosa non funziona vi sono sempre e, se uno non li vuole cogliere, \u00e8 perch\u00e9 non ritiene di poter aspirare a qualcosa di meglio.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, la frustrazione per il compromesso accettato, per le cose subite, per le speranze non realizzate, si trasforma sordamente in rancore e questo rancore, invece di dirigersi verso la propria mancanza di autostima e la propria incapacit\u00e0 di fare delle scelte limpide e lineari, si rivolge contro l&#8217;altro, contro il partner o l&#8217;amico, e finisce per imputargli anche colpe che non ha e difetti che non possiede, caricandolo di disprezzo e addossandogli la responsabilit\u00e0 di avere approfittato, chi sa come, della situazione, di aver sfruttato le circostanze in modo intollerabile.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che non si vede l&#8217;ora di rompere, di finire; se si rimanda, \u00e8 solo per prolungare la sottile malignit\u00e0 di pensare che lo si potr\u00e0 fare domani, magari dopo aver spremuto un altro momento di intenso piacere fisico, reso ancora pi\u00f9 eccitante dal fatto di sapere quello che l&#8217;altro non sa ancora, e cio\u00e8 che si tratta dell&#8217;ultimo amplesso.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 aberrante e, naturalmente, \u00e8 fonte di infinite sofferenze: infatti, adottando una simile filosofia nelle relazioni umane, inevitabilmente, per quante astuzie e precauzioni si mettano in opera, prima o poi si finisce per subire lo stesso trattamento che si riserva agli altri; perch\u00e9 in un mondo di ladri, ad esempio, \u00e8 evidente che nessuno potr\u00e0 sempre e solo rubare al prossimo, ma verr\u00e0 pure il momento in cui anche il pi\u00f9 astuto verr\u00e0 derubato a sua volta.<\/p>\n<p>Come si esce da questo pantano, da questo labirinto, da questo vicolo cieco?<\/p>\n<p>Innanzitutto, imparando a guardarsi dentro con maggiore onest\u00e0, a specchiarsi nella propria parte migliore, ad avere pi\u00f9 stima, pi\u00f9 rispetto e pi\u00f9 amore per se stessi.<\/p>\n<p>Quando ci si mette su questa strada, le altre cose vengono di conseguenza: prima fra tutte, il rifiuto delle situazioni false, dei rapporti ambigui, dei cattivi compromessi, nonch\u00e9 delle aspettative esagerate ed irrealistiche, dalle quali scaturiscono necessariamente delusione, amarezza e sofferenza, in un circolo vizioso che non trova sbocco e che non fa crescere l&#8217;anima, ma, al contrario, alimenta la spirale negativa per cui si incolpa sempre di pi\u00f9 l&#8217;altro per la propria insoddisfazione, mentre si stima se stessi sempre di meno.<\/p>\n<p>Bisogna imparare a fare delle scelte limpide, delle quali non ci si pentir\u00e0 e sulle quali si eviter\u00e0 ogni possibile recriminazione: perch\u00e9 quando una scelta \u00e8 stata fatta con cognizione di causa e con onest\u00e0 d&#8217;intenti, si potr\u00e0, certo, rimanere anche delusi o feriti, ma non gi\u00e0 sentirsi traditi; e traditi da chi, poi?<\/p>\n<p>No: n\u00e9 gli altri, n\u00e9 le circostanze hanno il potere di tradirci, se noi non abbiamo fatto in modo che ci\u00f2 accadesse; se, per esempio, non abbiamo fatto di tutto per chiudere gli occhi davanti alla realt\u00e0, per ignorare i segnali di avvertimento, per buttarci allo sbaraglio in situazioni contorte e ingestibili, barando con noi stessi e auto-ingannandoci, per tener vive speranze assurde e aspettative totalmente al di fuori della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ogni volta che veniamo ingannati, c&#8217;\u00e8, a monte, un inganno che noi stessi abbiamo tessuto contro di noi; ogni volta che restiamo beffati, c&#8217;\u00e8 una beffa che abbiamo consumato contro noi stessi, contro la verit\u00e0 che era in noi e che sapevamo essere in noi, per dare ascolto alla nostra parte peggiore: la pi\u00f9 superficiale, la pi\u00f9 capricciosa, la pi\u00f9 avida e la pi\u00f9 stupida.<\/p>\n<p>L&#8217;importante, dunque, non \u00e8 finire, ma incominciare: l&#8217;importante \u00e8 incominciare bene, iniziare ogni nuovo impegno e ogni nuovo rapporti umano, sia esso sentimentale o professionale o di qualsiasi altro genere, con retto sentire, retto giudicare, retto volere: ogni inizio bene impostato \u00e8 il principio di un percorso di soddisfazioni e di rappacificazione con noi stessi e con il mondo; ogni cattivo inizio \u00e8 il principio di una lunga serie di nodi sempre pi\u00f9 aggrovigliati, sempre pi\u00f9 difficili da sciogliere, che causeranno sofferenza e amarezza a noi e ad altri.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a cominciare bene; e certo non lo si pu\u00f2 fare se il primo pensiero che si ha in mente \u00e8 quello di tenersi pronta la via di fuga, quello di sorvegliare le mosse dell&#8217;altro per colpirlo prima che lui possa colpire noi, per ferirlo prima che lui abbia la possibilit\u00e0 di ferire noi: perch\u00e9 una tale attitudine tradisce la scarsa fiducia che abbiamo non soltanto nel prossimo, ma anche in noi stessi, come se fossimo consapevoli di non saperci confrontare serenamente e costruttivamente con le situazioni che la vita ci presenter\u00e0 e con le persone e le cose che ci verranno incontro e verso le quali non ci sentiremo attratti.<\/p>\n<p>Del resto, si finisce come si \u00e8 incominciato: ci\u00f2 che si \u00e8 incominciato bene \u00e8 destinato a finire, se non sempre bene, comunque senza amarezza e senza lasciare ferite: perch\u00e9 l&#8217;amarezza e le ferite sono il prodotto di ci\u00f2 che si \u00e8 incominciato male, che si \u00e8 condotto senza nulla imparare dall&#8217;esperienza, e che si conclude nel modo peggiore possibile.<\/p>\n<p>Non preoccupiamoci troppo, pertanto, di come andranno a finire le cose nelle quali siamo coinvolti; preoccupiamoci piuttosto di rimanere fedeli a noi stessi, di non alimentare aspettative folli e di non perseguire il male del alcuno; se ci atterremo a queste semplici norme di condotta, potremo anche rimanere delusi, non per\u00f2 amareggiati e neppure feriti.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 ancora una cosa importante da dire, a questo riguardo.<\/p>\n<p>La fine delle cose non dipende da noi, se non in parte; mentre da noi dipende gran parte del principio, dalla nostra libera scelta.<\/p>\n<p>Lasciamo qualcosa da fare anche a Dio.<\/p>\n<p>Non possiamo prevedere tutto, anticipare tutto, premunirci nei confronti di tutto: esiste e sempre esister\u00e0 un margine d&#8217;incertezza, d&#8217;imponderabilit\u00e0, di dubbio.<\/p>\n<p>Abbiamo una volont\u00e0, e tuttavia non siamo onnipotenti; e non siamo neppure onniscienti, bench\u00e9 possiamo spingere lo sguardo un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 del nostro naso.<\/p>\n<p>Il buon esito delle cose \u00e8 nelle mani di Qualcuno che indirizza tutto verso il bene, purch\u00e9 noi vi collaboriamo nel modo giusto e senza furbizie da quattro soldi.<\/p>\n<p>Esiste una seriet\u00e0 del reale e la buona riuscita delle cose che intraprendiamo, ivi comprese le relazioni d&#8217;amicizia o di amore con il nostro prossimo, ha direttamente a che fare con tale seriet\u00e0: riescono bene quelle che intraprendiamo seriamente, cio\u00e8 con fedelt\u00e0 alla nostra parte pi\u00f9 vera e alla nostra chiamata d&#8217;ordine superiore; male, le altre.<\/p>\n<p>Attenzione, per\u00f2: non sempre possiamo avere il riscontro immediato di ci\u00f2 che \u00e8 bene e di ci\u00f2 che \u00e8 male; pu\u00f2 accadere che solo a distanza di tempo ci rendiamo conto di quanto siamo stati fortunati a perdere l&#8217;amicizia o l&#8217;amore di quella tal persona, anche se, sul momento, ne avevamo sofferto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL&#8217;importante \u00e8 finire\u00bb (sottotitolo: \u00abQuando mi svegliai\u00bb) \u00e8 una canzone di Mina, apparsa in quarantacinque giri su vinile nel 1975; il testo di Cristiano Malgioglio e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26190\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}