{"id":26184,"date":"2022-08-07T02:31:00","date_gmt":"2022-08-07T02:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/07\/lidealismo-il-peggior-nemico-del-cristianesimo\/"},"modified":"2022-08-07T02:31:00","modified_gmt":"2022-08-07T02:31:00","slug":"lidealismo-il-peggior-nemico-del-cristianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/07\/lidealismo-il-peggior-nemico-del-cristianesimo\/","title":{"rendered":"L&#8217;idealismo, il peggior nemico del cristianesimo"},"content":{"rendered":"<p>Sono molti gli aspetti in base ai quali si pu\u00f2 dire che l&#8217;idealismo \u00e8 una cattiva filosofia, tanto nella prospettiva logica e speculativa, quanto nei suoi risvolti e nelle sue conseguenze nella sfera etica. Dalla pazzesca inversione fra essere e pensiero, per cui non \u00e8 l&#8217;essere a generare il pensiero, ma il pensiero che genera l&#8217;essere; alla pretesa di conciliare gli opposti in una sintesi &quot;superiore&quot; che li &quot;invera&quot; e al tempo stesso li &quot;supera&quot;, ma soltanto a parole (siamo costretti a usare continuamente le virgolette per evidenziare i termini che Hegel d\u00e0 per provati e dimostrati, mentre lo sono solo nella sua testa); alla pretesa di &quot;spiegare&quot; tutto con la formula triadica, applicata a destra e a manca come fosse la panacea universale, anche a costo di sfidare il ridicolo e sfiorare il sacrilegio, dal numero dei continenti fino al mistero sacro della Trinit\u00e0 divina; al panteismo insito nella concezione della storia come lo Spirito del mondo (evidentemente immanente); alla giustificazione preventiva, sul piano della necessit\u00e0 logica, di qualsiasi cosa passata, presente e futura: <em>tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>, formula ripresa anche dal Croce e, al solito, niente affatto dimostrata.<\/p>\n<p>Eppure tutti questi aspetti negativi sono ancor poca cosa paragonati al pi\u00f9 esiziale di tutti, che riguarda direttamente la fede cristiana. Per Hegel, come per i suoi predecessori e successori, la vita dello spirito si articola in un momento inferiore, quello religioso, e uno pi\u00f9 alto, quello filosofico: pertanto essi non sono contro la Rivelazione cristiana, bens\u00ec per il suo &quot;superamento&quot;. In altre parole, la fede va bene per i bimbi e le vecchiette, e contro di essa non c&#8217;\u00e8 niente da obiettare; ma il vero sapiente non pu\u00f2 certo accontentarsi di quelle favole. E siccome la vera sapienza, la pi\u00f9 alta e la pi\u00f9 nobile di tutte, \u00e8 la filosofia, ecco che il filosofo, molto cortesemente, viene a spiegarci che la filosofia &quot;spiega&quot; il cristianesimo, portando le sue verit\u00e0, ancora piuttosto rozze e confuse, sul livello splendente della speculazione pura, dove Hegel, non Ges\u00f9 Cristo, assegna a ciascuno il suo posto e la sua funzione, anzi l&#8217;assegna anche a Ges\u00f9 Cristo (si veda la sua giovanile <em>Vita di Ges\u00f9<\/em>), perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 ambito dello scibile umano nel quale Hegel non sia salito in cattedra e, da buon professore tedesco, foderato di pedanteria e pesantezza, non abbia cortesemente spiegato al volgo ignorante come stanno in realt\u00e0 le cose e come le intendono le persone comuni, ma non lui, la cui vista d&#8217;aquila penetra ogni segreto.<\/p>\n<p>Croce e Gentile gli sono andati dietro sulla stessa strada. A questo proposito crediamo non sia male ricordare un episodio, in s\u00e9 modesto, ma significativo. Allorch\u00e9 venne presentata ufficialmente la <em>Enciclopedia Italiana<\/em>, il suo ideatore e massimo realizzatore, Giovanni Gentile, si aspettava di ricevere un invito in Vaticano per le felicitazioni e le cortesie di rito, beninteso sul piano strettamente culturale. Pensava di avere ben meritato, al di l\u00e0 del Tevere, pi\u00f9 ancora che per quella sua nobile fatica, per il posto eminente da lui riservato all&#8217;insegnamento della religione cattolica nella riforma scolastica da lui attuata, e che tuttora porta il suo nome, nonch\u00e9 per il suo contributo alla politica di pacificazione sfociato nella stipulazione dei Patti Lateranensi fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, che sanava una piaga dolorosissima rimasta aperta e sanguinante per quasi sessant&#8217;anni. Invece tale invito non venne, n\u00e9 avrebbe potuto venire. Qualcuno gli fece capire che le autorit\u00e0 ecclesiastiche gli erano grate, s\u00ec, per quanto aveva fatto, ma non potevano far finta d&#8217;ignorare che per lui, come per Hegel, quello religioso non \u00e8 che un momento o una fase nella vita dello spirito, destinato a venire assorbito e superato dal momento filosofico. Il che, se non andiamo errati, conduce all&#8217;estinzione della fede cristiana in nome della superiore lucidit\u00e0 e consapevolezza della filosofia.<\/p>\n<p>Ora, il fatto che Gentile non se ne rendesse conto, n\u00e9 avvertisse l&#8217;assoluta incompatibilit\u00e0 tra la sua concezione, l&#8217;attualismo (e anche di quella del suo ex amico e attuale rivale Croce), che risolve nella storia l&#8217;intera realt\u00e0, e il cristianesimo, getta una luce significativa su quella olimpica serenit\u00e0 che gli idealisti ostentano, dall&#8217;alto della loro irraggiungibile cattedra, anche nel momento in cui fanno a pezzi le cose pi\u00f9 sacre al credente. Perch\u00e9 gli idealisti sono fatti cos\u00ec: passano come un rullo compressore sopra il senso comune, la logica, l&#8217;etica e la Rivelazione cristiana, ma si stupiscono se qualcuno fa notare loro che la filosofia da essi professata, dopotutto, non \u00e8 cos\u00ec mite ed innocua come paiono credere, ma equivale alla distruzione totale di ogni metafisica, di ogni tradizione, di ogni credenza che non siano state approvate e vidimate da Hegel (il quale, peraltro, doveva avere le idee abbastanza confuse se ora vedeva lo Spirito del mondo impersonato in Napoleone vittorioso, poi, dopo Waterloo, era propenso a vederlo incarnato nello Stato prussiano: si vede che il suo Dio ama chi vince e mai chi perde). E ci\u00f2 sia detto senza nulla togliere alla statura umana e culturale di Giovanni Gentile, il quale \u00e8 stato e rimane un grande in mezzo ai nani, sebbene la stessa cosa non si possa dire, a nostro parere, n\u00e9 del suo maestro Hegel, n\u00e9 tanto meno del suo pi\u00f9 fortunato, o forse solo pi\u00f9 scaltro collega, Croce.<\/p>\n<p>Vi sono altre filosofie, come il marxismo, l&#8217;empirismo, il panteismo, il neopaganesimo, le quali confliggono direttamente con la visione cristiana del reale, e dunque si presentano per ci\u00f2 che sono, sue nemiche e radicalmente incompatibili con essa. L&#8217;idealismo, no: sia per la sua strana pretesa di spiegare e superare tutto, e cos\u00ec di accogliere qualcosa di tutto, cristianesimo compreso, come un momento dialettico che ha la sua (temporanea e parziale) ragion d&#8217;essere; sia per la particolare indulgenza ch&#8217;esso riserva al cristianesimo, al quale riconosce il merito di essere, fra tutte le religioni, la pi\u00f9 pura e la pi\u00f9 vicina, o la meno lontana, dall&#8217;Idea; ma pur sempre riservandole una degnazione compiacente che \u00e8 tipica del fratello maggiore, adulto e ormai navigato della vita, verso il fratello minore, ingenuo e inesperto. L&#8217;idealista, dall&#8217;alto del sommo principio che gli permette di considerare tutto il resto come un teatro di formichine, ossia l&#8217;Idea, si china benignamente sul fratello minore cristiano e gli sospira nell&#8217;orecchio: \u00abAh, se solo tu crescessi un poco! Se solo capissi che queste cose, che tu prendi alla lettera, non sono che simboli: simbolo l&#8217;Incarnazione del Verbo; simbolo la sua Passione, Morte e Resurrezione; simbolo la Santissima Trinit\u00e0; e simbolo, naturalmente, la Presenza Reale di Ges\u00f9 nel Sacrificio eucaristico. Allora s\u00ec che potremmo andare d&#8217;accordo, come io vorrei tanto!\u00bb.<\/p>\n<p>Un delle pi\u00f9 penetranti analisi critiche dell&#8217;hegelismo, da un punto di vista specificamente cristiano, \u00e8 stata fatta da S\u00f8ren Kierkegaard; il quale annotava nel suo <em>Diario<\/em> (edizione ridotta su licenza della Morcelliana, a cura di Cornelio Fabro, Milano, Rizzoli, 1975, n. 2147 e 2150, pp. 219-220):<\/p>\n<p><em>Julius M\u00fcller, sul &quot;peccato&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>No, no: non tanto in questo modo Hegel ha torto Fin quando Hegel definisce il male come la soggettivit\u00e0 astratta, l&#8217;arbitrio, il predominio del singolo sul generale, dunque anche come egoismo, J. M\u00fcller potrebbe esser d&#8217;accordo con lui; e lo sarebbe anche se non fosse chiaro che Hegel riferisce quest&#8217;esistenza del male ad una necessit\u00e0 superiore.<\/em><\/p>\n<p><em>No, l&#8217;errore sta principalmente in questo: che l&#8217;universale, in cui o&#8217;hegelismo fa consistere la verit\u00e0 (e il Singolo diviene la verit\u00e0, se \u00e8 sussunto in esso), \u00e8 un astratto, lo Stato, ecc. Egli non arriva a Dio che \u00e8 la soggettivit\u00e0 in senso assoluto, e non arriva alla verit\u00e0: al principio che realmente, in ultima istanza, il Singolo \u00e8 pi\u00f9 alto del genere, cio\u00e8 il Singolo considerato nel suo rapporto a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Quante volte non ho scritto che Hegel fa in fondo degli uomini, come il paganesimo, un genere animale dotato di ragione. Perch\u00e9 in un genere animale vale sempre il principio: il Singolo \u00e8 inferiore al genere. Il genere umano ha la caratteristica, appunto perch\u00e9 ogni Singolo \u00e8 creato ad immagine di Dio (Gen. 1,27), che il Singolo \u00e8 pi\u00f9 alto del genere.<\/em><\/p>\n<p><em>Che tutto questo si possa prendere invano e abusarne in modo orrendo: concedo. Ma il Cristianesimo consiste in questo, ed \u00e8 in fondo qui che si deve dare battaglia. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per tempi lunghissimi l&#8217;umanit\u00e0 si arrabbi\u00f2 con la questione della personalit\u00e0 di Dio. Basterebbe riuscire a comprenderla, e si potrebbe forse far a meno della Trinit\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>E poi cos&#8217;\u00e8 accaduto? Venne Hegel con gli hegeliani, i quali capirono meglio la cosa, e provarono cio\u00e8 che Dio \u00e8 personale proprio perch\u00e9 \u00e8 trino. Ora s\u00ec che andiamo bene! Tutto l&#8217;affare della Trinit\u00e0 \u00e8 diventato una commedia, non sarebbe che la vecchia trilogia logica (tesi &#8212; antitesi &#8211; sintesi)e la personalit\u00e0 che ne verrebbe fuori sarebbe press&#8217;a poco quella X von la quale si cominciava nei tempi in cui si credeva che, una volta che si potesse capire la personalit\u00e0 di Dio, si sarebbe potuto fare a meno della Trinit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>In generale \u00e8 questa la pi\u00f9 profonda confusione dell&#8217;hegelismo nei riguardi del Cristianesimo, cio\u00e8 che esso non ha tempo n\u00e9 senso alcuno per porre, ancora prima di comprendere, come prima cosa il problema cristiano. I risultati di Hegel (che sono annunziati a suon di trombe e di trombette come la spiegazione di tutto) sono la forma approssimativa del problema, come la cosa che ora si dovrebbe comprendere, o comprendere che non si pu\u00f2 comprendere. Dove Hegel finisce, l\u00ec press&#8217;a poco comincia il Cristianesimo; l&#8217;errore \u00e8 semplicemente che Hegel pensa di avere a questo punto liquidato il Cristianesimo: anzi di essere andato molto pi\u00f9 in l\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>Mi \u00e8 impossibile trattenermi dal ridere quando penso a quel &quot;comprendere&quot; da parte di Hegel nei riguardi del Cristianesimo: per me \u00e8 qualcosa d&#8217;incomprensibile. \u00c8 e resta vero ci\u00f2 ch&#8217;io ho sempre detto: Hegel era uno straordinario professore di filosofia, non un pensatore; ma pel resto deve essere stato una personalit\u00e0 molto insignificante, senza un&#8217;impressione della vita. Ma che fosse un &quot;professore&quot; di gran classe, questo non lo nego.<\/em><\/p>\n<p><em>Verr\u00e0 un giorno che questo concetto, il &quot;professore&quot;, dar\u00e0 vita a un personaggio comico. Si pensi al Cristianesimo! Ahim\u00e9, quant&#8217;\u00e8 cambiato da quando aveva i &quot;confessores&quot; inflessibili, a oggi che ha &quot;professores&quot; flessibili, declinabili secondo tutti i casi.<\/em><\/p>\n<p>Certo, Kierkegaard \u00e8 un pensatore modero (lui non voleva definirsi filosofo: se proprio doveva darsi un titolo, preferiva quello di scrittore edificante o religioso): il pi\u00f9 grande, o uno dei pi\u00f9 grandi, pensatori moderni, ma pur sempre un pensatore <em>moderno<\/em>. Ci\u00f2 significa che tutto, per lui, \u00e8 un &quot;problema&quot;; e lo \u00e8 anche il mistero della fede: che per lui diventa il &quot;problema del cristianesimo&quot;, mentre non lo era per i grandi pensatori cristiani, come Sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino. Come ha osservato, se ben ricordiamo, Gabriel Marcel, il concetto di problema rinvia, presto o tardi, a una soluzione, mentre il mistero rimane pur sempre tale, un limite che deve essere accettato e col quale bisogna fare i conti. In questo senso, Kierkegaard si pone entro l&#8217;orizzonte intellettuale e speculativo della modernit\u00e0; ma vi si pone da par suo, cio\u00e8 da gigante, anche se dei suoi libri si vendettero solo poche copie e si dovette aspettare molto tempo, non meno di settanta anni, cio\u00e8 fin dopo la Prima guerra mondiale, per assistere ad una riscoperta del suo pensiero (la <em>Kierkegaard Renaissance<\/em>).<\/p>\n<p>La caratteristica della cultura moderna \u00e8 quella di problematizzare ogni cosa: \u00e8 per questo che alla fine non si sono pi\u00f9 scritte delle storie della filosofia, ma, come ne caso di Cassirer, delle storie del problema gnoseologico &#8211; ancora un problema! &#8211; nella filosofia e nella scienza dell&#8217;et\u00e0 moderna (mentre nell&#8217;evo antico e nella civilt\u00e0 medievale la gnoseologia non era vista sotto la specie di un problema, ma come la <em>modalit\u00e0<\/em> del conoscere); o, come nel caso di Foucault, come un&#8217;inchiesta &quot;archeologica&quot; del sapere, non pi\u00f9 rivolta alle cose in se stesse, ma alle parole e alle forme della conoscenza. Il dato di partenza, dunque, \u00e8 che l&#8217;uomo moderno \u00e8 malato: \u00e8 malato fin dalla nascita, perch\u00e9 figlio di un mondo malato; e dunque non pu\u00f2 porsi di fronte alle cose, e alla propria stessa vita, se non nella forma problematica della possibilit\u00e0, da cui scaturisce l&#8217;angoscia. Pur con questo limite, Kierkegaard \u00e8 una guida sicura <em>per noi moderni<\/em>: perch\u00e9 egli \u00e8 moderno solo nel senso cronologico (appartiene, come noi, a tale periodo storico, e ne contrae involontariamente molti aspetti: il suo anti-hegelismo, per esempio, \u00e8 nutrito di dialettica). La guida sicura in senso assoluto \u00e8 san Tommaso d&#8217;Aquino: ma vi \u00e8 una distanza troppo grande fra lui e noi, fra il suo mondo e il nostro, fra il suo modo di sentire e di ragionare e il nostro. Egli ci ricorda che il &quot;problema&quot; del cristianesimo (ch\u00e9 in effetti esso \u00e8 tale per quasi tutti noi) non si &quot;risolve&quot;, anche se ogni tanto qualcuno se ne vien fuori a dire che lo ha risolto, dandone l&#8217;annuncio fra lo strepito di trombe e di trombette; ma che lo si vive, pieni di timore e tremore, come il padre Abramo; e si cerca di esserne degni, rispondendo alla chiamata di Ges\u00f9. Perci\u00f2 il cristiano non \u00e8 un animale razionale cui si aggiunge qualcosa, ma il Singolo, un individuo che incontra Cristo, e dall&#8217;incontro esce trasformato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono molti gli aspetti in base ai quali si pu\u00f2 dire che l&#8217;idealismo \u00e8 una cattiva filosofia, tanto nella prospettiva logica e speculativa, quanto nei suoi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[107,141,153,164,267],"class_list":["post-26184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-cattolicesimo","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-giovanni-gentile","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26184\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}