{"id":26167,"date":"2018-05-05T03:24:00","date_gmt":"2018-05-05T03:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/05\/leresia-e-al-potere-perche-i-teologi-hanno-il-potere\/"},"modified":"2018-05-05T03:24:00","modified_gmt":"2018-05-05T03:24:00","slug":"leresia-e-al-potere-perche-i-teologi-hanno-il-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/05\/leresia-e-al-potere-perche-i-teologi-hanno-il-potere\/","title":{"rendered":"L&#8217;eresia \u00e8 al potere perch\u00e9 i teologi hanno il potere"},"content":{"rendered":"<p>A dirlo non \u00e8 uno qualsiasi, ma un sacerdote e un teologo di tutto rispetto: monsignor Antonio Livi, una delle menti pi\u00f9 brillanti e pi\u00f9 preparate nel panorama, non troppo confortante in verit\u00e0, della teologia cattolica dei nostri giorni, ove ormai quasi chiunque pu\u00f2 autonominarsi esperto e mettersi a dire e scrivere le cose pi\u00f9 inverosimili, le pi\u00f9 sconcertanti e lontane dalla vera e sola dottrina cattolica, senza che nessuno ci trovi qualcosa di strano e, soprattutto, senza che l&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica si sogni d&#8217;intervenire. Assistiamo al paradosso di professori di teologia che riempiono la testa dei loro studenti con teorie azzardate, temerarie, eterodosse, senza che i loro superiori muovano ciglio e senza che i loro vescovi sentano il minimo dovere d&#8217;intervenire; in compenso, quegli stessi teologi rispondono a colpi di querela alla magistratura contro chi si permette di far notare che quanto essi vanno dicendo e insegnando non \u00e8 per nulla cattolico, anzi, in certi casi \u00e8 addirittura blasfemo, o fortemente sospetto di blasfemia.<\/p>\n<p>Il male parte, ancora una volta, dal Concilio Vaticano II, allorch\u00e9 venne concesso ai teologi un potere amplissimo, quale non avevano mai goduto in millenovecento anni di storia della Chiesa. Mai, fino al 1962, i teologi si erano permessi d&#8217;insegnare la dottrina ai vescovi: e si potrebbero citare parecchi episodi, da quello di Abelardo a quello di Teilhard de Chardin, a dimostrazione di ci\u00f2. Sempre la Chiesa \u00e8 stata governata dal clero; sempre i papi e i vescovi hanno preteso e ottenuto che i teologi fossero al servizio della fede e non contro di essa, neppure nella forma blanda e &quot;liberale&quot; del dubbio, dell&#8217;insinuazione, della &quot;demitizzazione&quot;. Ma poi \u00e8 arrivato il conclave del 1958, \u00e8 stato eletto Giovani XXIII; e Giovanni XXIII non solo ha convocato il concilio ecumenico, pur sapendo benissimo i rischi che ci\u00f2 comportava, data la particolare situazione storica che si era venuta a determinare, fuori e soprattutto dentro la Chiesa; ma nel Concilio egli ha permesso che i teologi, con il sinistro Rahner alla testa, prendessero addirittura le redini dei lavori, fissassero le linee programmatiche della grande assise. Il trucco c&#8217;era, ed era trasparente: si era detto, fin dal principio, che si trattava di un concilio di carattere puramente pastorale; e quale pericolo poteva mai venire alla dottrina da un concilio pastorale, che si sarebbe occupato solo di cose pastorali, vale a dire della dimensione pratica della fede, della sua organizzazione, della sua predicazione? Ma era un autentico cavallo di Troia, neanche tanto dissimulato: perch\u00e9 \u00e8 evidente che la stessa convocazione di un concilio puramente pastorale, fatto assolutamente inedito, per non dire inaudito, poneva la dottrina sotto l&#8217;ipoteca della prassi: come pensare che tutti i vescovi cattolici del mondo si sarebbero riuniti a Roma, e avrebbero lavorato per pi\u00f9 di tre anni, senza che i loro documenti, le vie da loro tracciate, avrebbero avuto ricadute fortissime sulla dottrina medesima? Difatti, quel che \u00e8 accaduto \u00e8 che, da allora, si \u00e8 verificato un vero e proprio capovolgimento: non la dottrina ha guidato la pastorale, ma la pastorale ha preteso, sempre pi\u00f9, di guidare la dottrina. Verso dove? Ormai possiamo dirlo, perch\u00e9 \u00e8 il segreto di Pulcinella: verso l&#8217;eresia e verso l&#8217;apostasia generalizzata dalla fede, sotto il nefasto impulso dei teologi e per opera del clero stesso, o di una parte importante di esso. In pratica, \u00e8 dal vertice della Chiesa che si \u00e8 mossa questa deriva ereticale: proprio come aveva predetto la Santa Vergine Maria, ai due pastorelli di La Salette, nel 1846: <em>Roma perder\u00e0 la fede e diverr\u00e0 la sede dell&#8217;Anticristo<\/em>. Solo cos\u00ec, con questa chiave di lettura, molto triste, ma obiettiva, si possono comprendere tutta una serie di fatti, sempre pi\u00f9 sconcertanti, sempre pi\u00f9 intollerabili, che si verificano ormai pressoch\u00e9 quotidianamente nella Chiesa cattolica, e di fronte ai quali qualcuno ha ancora l&#8217;ingenuit\u00e0 di &quot;stupirsi&quot; perch\u00e9 l&#8217;autorit\u00e0 non interviene a ristabilire verit\u00e0 e chiarezza, non interviene la Congregazione per la Dottrina della Fede e non interviene neppure il Santo Padre in persona, quando pure ci\u00f2 appare conveniente e necessario. Un esempio fra i mille? Il comportamento, ormai abituale, del cardinale di Bruxelles, Jozef De Kesel, il quale, dopo aver stroncato una fiorente comunit\u00e0 religiosa, la Fraternit\u00e0 dei Santi Apostoli, afferma che la Chiesa deve riconoscere gli omosessuali anche nella esplicitazione della loro sessualit\u00e0, vale a dire che deve derubricare la sodomia dalla lista dei peccati e proclamarla cosa buona e giusta davanti a Dio e davanti agli uomini.<\/p>\n<p>In una intervista registrata nello scorso mese di aprile del 2018, che pu\u00f2 essere fruita sul sito <a href=\"https:\/\/gloria.tv\/video\/xZKemv4TKceC18ooNg6Yu1MCH\">https:\/\/gloria.tv\/video\/xZKemv4TKceC18ooNg6Yu1MCH<\/a>, e ripresa da vari altri siti cattolici, fra i quali <a href=\"https:../../../../apostatisidiventa.blogspot.it\">https:../../../../apostatisidiventa.blogspot.it<\/a>, il teologo Antonio Livi, fra le altre cose, afferma:<\/p>\n<p><em>D. Lei ha parlato di eresia al potere. Che cosa intende?<\/em><\/p>\n<p><em>R. Intendo non di persone che professino l&#8217;eresia formalmente, perch\u00e9 questa sarebbero tutte&#8230; se fossero autorit\u00e0 ecclesiastiche, sarebbero scomunicate, perderebbero il loro ruolo, il loro prestigio; ma eresie che sono formalmente e insistentemente professate dai teologi, i quali hanno avuto molto potere, all&#8217;inizio del Concilio vaticano II, per merito o per colpa di Giovanni XXIII, e poi nel dopo concilio; perch\u00e9 tutti i papi del dopo Concilio hanno continuato a trattare con rispetto i teologi eretici. Addirittura alcuni, come Benedetto XVI, da una parte, come prefetto della Congregazione per la Dottrina e della Fede, e come papa, mantenevano una posizione giustamente ortodossa, e anche pia, di adorazione di Dio e di rispetto della sacralit\u00e0 dell&#8217;Incarnazione; per\u00f2 poi, affettivamente, erano molto uniti a questi teologi. Quando Benedetto XVI, da papa, parla di Karl Rahner, dice semplicemente che erano tutti e due d&#8217;accordo nell&#8217;aiutare i vescovi a fare il Concilio in una certa direzione, quella orribile, e poi si sono separati solo per certe diversit\u00e0&#8230; E poi, addirittura, Benedetto XVI, da papa, ha ricevuto pubblicamente Hans K\u00fcng. Francesco, addirittura, ha detto che Hans Kung gli ha chiesto di cambiare il dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 e ha risposto: s\u00ec, ci penseremo. Voglio dire, tutti i papi hanno avuto non un atteggiamento severo e di condanna dei teologi, ma un atteggiamento di stima e di comprensione. Voglio precisare, per\u00f2, che io non ho mai fatto una condanna filosofica e teologica delle persone, nemmeno dei papi e tanto meno dei teologi. Io condanno le proposizioni, le teorie, perch\u00e9 quelle sono oggettive. Le intenzioni e i legami con la personalit\u00e0 non m&#8217;interesano, perch\u00e9 come logico io posso solo esaminare una proposizione, un metodo; e l\u00ec dico delle cose che sono assolutamente vere e inoppugnabili. \u00c8 la seconda volta che dico questa cosa perch\u00e9 \u00e8 vera, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec. Per\u00f2, nel criticare le tendenze ereticali di benedetto XVI, io non ignoro che lui era un santo, e che lui poi ha fatto tante altre cose buone nella pastorale, per la Chiesa, e che ha sempre avuto buone intenzioni. Per\u00f2 questo non toglie che lui abbia professato simpatia per il neomodernismo, che consiste essenzialmente in due cose: ignorare la metafisica, e voler esplicare il dogma con categorie esistenziali e fenomenologiche; e poi, secondo, che \u00e8 una cosa terribile, molto brutta, ignorare le premesse razionali della fede, ossia quelle che Tommaso chiama i &quot;preambula fidei&quot;, per cui quando si parla di Dio c&#8217;\u00e8 solo la fede in Dio, non c&#8217;\u00e8 il sapere che c&#8217;\u00e8 Dio come il dogma del Vaticano I afferma, consolidando tutta la dottrina della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>D. Giovanni XXIII ha detto che la Chiesa non condanna nessuno; ma oggi l&#8217;eresia al potere condanna quelli difendono la dottrina cattolica. Che cosa \u00e8 successo?<\/em><\/p>\n<p><em>R. Te l&#8217;ho gi\u00e0 spiegato. L&#8217;eresia al potere significa che, da Giovanni XXIII, c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea che la pastorale, questa \u00e8 la parola chiave, la pastorale della Chiesa consista nel tradurre il dogma in un linguaggio comprensibile e accettabile per l&#8217;uomo moderno, il che \u00e8 tutto un mito, tutta una fantasia; e poi consista nel trovare il bene anche nelle posizioni teoretiche pi\u00f9 contrarie al dogma stesso. Questa \u00e8 una pastorale; come pastorale io ritengo che sia sbagliata e nociva alla Chiesa; per\u00f2 \u00e8 pastorale, pertanto \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0, non \u00e8 un pensiero, non \u00e8 una teoria; infatti non c&#8217;\u00e8 una teoria di Giovanni XXIII; \u00e8 solo una prassi. Una prassi che io ritengo sbagliata, per\u00f2 la prassi del papa, o del concilio, non \u00e8 sorretta dall&#8217;infallibilit\u00e0, come la dottrina; la prassi pu\u00f2 essere sbagliata, perch\u00e9 \u00e8 un atto prudenziale che pu\u00f2 essere giudicato sbagliato da altri giudizi prudenziali, che sono per esempio i miei; che non sono giudizi che abbiano l&#8217;infallibilit\u00e0 nemmeno loro; e pertanto, quando io critico tutta questa pastorale, che mi sembra disastrosa, uso sempre avverbi e aggettivi e verbi che fanno capire che sono opinioni; io ho l&#8217;opinione che questa pastorale sia disastrosa, io non la pratico; per\u00f2 poi Dio giudicher\u00e0. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla di dogmatico nel giudicare una pastorale, se \u00e8 opportuna o non \u00e8 opportuna. Fanno male quelli che la pastorale del Concilio e dei papi successivi la considerano invece dogmaticamente l&#8217;unica necessaria, e parlano di &quot;nuova Pentecoste della Chiesa&quot; e parlano dello Spirito Santo dell&#8217;evento, di eventi dello Spirito Santo; come se questi giudizi prudenziali, che io reputo sbagliati, fossero invece dogmaticamente infallibili, e anzi santi, e anzi l&#8217;unica cosa che la Chiesa possa fare. Per questo poi c&#8217;\u00e8 una oppressione riguardo a quelli che criticano; criticano una opinione legittima in nome di una opinione illegittima. L&#8217;opinione illegittima \u00e8 pensare che la Chiesa debba per forza fare questo tipo di pastorale, che poi \u00e8 basata su cose assurde. Cio\u00e8, &quot;l&#8217;uomo moderno&quot; non esiste; esistono tanti &quot;uomini moderni&quot;, anche nell&#8217;Europa. La cultura della Polonia, dell&#8217;Ungheria, della Slovenia, e quella di Parigi, sono completamente diverse. E invece tutti pensano che l&#8217;uomo moderno sia il parigino, sia Frankfurt, sono cose assurde&#8230; L&#8217;uomo moderno che ignora tutta l&#8217;Africa, tutta l&#8217;America Latina, gran parte dell&#8217;Asia; questo &quot;uomo moderno&quot; che poi ignora che nelle coscienze di tutti gli uomini c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 di quello che appare sui giornali, sulle riviste, sulle pubblicazioni accademiche. Pensare che l&#8217;uomo moderno \u00e8 ateo, io sono sicuro che \u00e8 falso, perch\u00e9 la certezza che c&#8217;\u00e8 Dio, ce l&#8217;ha: in base al senso comune, come lo chiamo io, ogni uomo sa che c&#8217;\u00e8 Dio. Poi magari fugge da lui, magari; poi magari trova degli aridi intellettuali; ma che c&#8217;\u00e8 Dio, lo sanno tutti. Un pastore di anime, uno che confessa i moribondi, lo sa benissimo&#8230;<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;intervista interessantissima e, per molti aspetti, illuminante. Alla domanda, poi, se la teologia di Benedetto XVI possa costituire una via per uscire dalla crisi, la risposta di monsignor Livi \u00e8 netta: assolutamente no. Dopo aver ricordato nuovamente il legame fra Ratzinger e Hans K\u00fcng, egli ricorda che Ratzinger era inficiato, sin dai tempi del Concilio, da una cultura cattolica succube della teologia protestante; e ci\u00f2 era evidente dalla sua volont\u00e0 di combattere la Scolastica, e dalla sua lotta contro i <em>preambula fidei<\/em>, passando direttamente dall&#8217;ateismo alla fede e riducendo la fede stessa a una cosa puramente interiore ed emozionale, spogliandola della dimensione razionale e dottrinale: il che \u00e8 una subordinazione al protestantesimo, oltretutto formalmente contraddetta dal Concilio Vaticano I. Come papa, poi, Livi rimprovera Benedetto XVI di aver fatto molta teologia e poco magistero; ma, in tal modo, egli si \u00e8 messo al livello di altri teologi, togliendo al magistero la sua naturale funzione dogmatica e di orientamento pastorale, di confutazione degli errori. Gli rimprovera di aver fatto poco, pochissimo per guidare i fedeli e fare chiarezza dottrinale, e di aver sprecato mesi e mesi per continuare a scrivere libri di teologia. In questa coraggiosa intervista, come in vari suoi scritti, monsignor Livi conferma di essere uno dei pochi teologi che, in questo momento di caos e di anarchia dottrinale, ha conservato la testa sulle spalle e sa vedere e giudicare quel che accade nella Chiesa con molta lucidit\u00e0 e onest\u00e0 intellettuale. La sua analisi critica dei fenomeni degenerativi che oggi hanno raggiunto livelli macroscopici parte da lontano, e giunge allo stesso punto cui \u00e8 giunta anche quella che, da anni, noi pure andiamo sviluppando: al Concilio Vaticano II. \u00c8 quello il punto di svolta, il momento chiave in cui, sotto i manti trionfalistici di un &quot;rinnovamento&quot; tanto vago quanto teologicamente ambiguo, si \u00e8 infiltrata l&#8217;eresia e ha continuato a rodere, come un tarlo nel legno, durante tutti i sei pontificati successivi, fino a oggi. L&#8217;errore conciliare \u00e8 un errore di fondo: come osserva Antonio Livi, non esiste un &quot;uomo moderno&quot; e quindi \u00e8 assurdo voler costruire una pastorale sulla sua misura. Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: le aberrazioni del neoclero odierno partono dalla anomalia di un concilio che, in nome della pastorale, pretese di rifare la dottrina, e alla cui testa si pose un manipolo di teologi estremisti, capitanati da Karl Rahner; proprio come la deriva permissiva, nichilista e autodistruttiva della societ\u00e0 civile parte del vento di follia degli anni &#8217;60 e specialmente dal &quot;mitico&quot; &#8217;68, con le sue deliranti parole d&#8217;ordine: <em>la fantasia al potere<\/em> e <em>proibito proibire<\/em>. Oggi vediamo le tragiche conseguenze di quegli anni di follia, sia nella societ\u00e0, sia nella Chiesa: lo sbandamento totale, il disorientamento eretto a sistema, il tradimento di chi dovrebbe guidare nei confronti di coloro che devono essere guidati. Per uscire dal vicolo cieco, bisogna risalire ben pi\u00f9 indietro della teologia di Benedetto XVI: bisogna tornare alla Messa tridentina e alla Chiesa pre-conciliare. Chi non ha capito questo, non ha capito nulla; e chi spera di poter evitare questo nodo, somiglia a un malato di tumore che voglia curarsi con l&#8217;aspirina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dirlo non \u00e8 uno qualsiasi, ma un sacerdote e un teologo di tutto rispetto: monsignor Antonio Livi, una delle menti pi\u00f9 brillanti e pi\u00f9 preparate<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,119,257],"class_list":["post-26167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26167\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}