{"id":26164,"date":"2019-09-01T12:35:00","date_gmt":"2019-09-01T12:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/01\/lennesimo-esempio-di-omologazione-intellettuale\/"},"modified":"2019-09-01T12:35:00","modified_gmt":"2019-09-01T12:35:00","slug":"lennesimo-esempio-di-omologazione-intellettuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/01\/lennesimo-esempio-di-omologazione-intellettuale\/","title":{"rendered":"L&#8217;ennesimo esempio di omologazione intellettuale"},"content":{"rendered":"<p>Ogni tanto, quando si ha un po&#8217; di tempo, sarebbe altamente utile sfogliare i libri di testo delle scuole superiori per vedere come e fino a che punto proceda, inesorabile, l&#8217;opera di omologazione intellettuale volta a far s\u00ec che i giovani non siano in grado di capire e di pensare con la propria testa, ma pensino il reale all&#8217;interno delle categorie preconfezionate dalla cultura <em>mainstream<\/em>. Particolarmente significativi, in questo senso, sono i testi di storia della filosofia, che pi\u00f9 esplicitamente mettono a nudo le radici ideologiche del problema. Quale problema? E perch\u00e9 l&#8217;insegnamento scolastico da impartire alle nuove generazioni dovrebbe essere un problema? Il problema \u00e8 quello che non li si vuole abituare a pensare da uomini liberi; e che l&#8217;insegnamento scolastico, invece di essere il luogo del loro risveglio intellettuale, diventa il luogo del loro addormentamento &#8212; che, in moltissimi casi, \u00e8 definitivo. Vale a dire che un ragazzo di liceo, condizionato a pensare e a vere la realt\u00e0 in un certo modo, da adulto non riuscir\u00e0 pi\u00f9, salvo casi eccezionali, a togliersi la benda dagli occhi e tornare a vedere le cose per quello che sono, e non per quello che \u00e8 stato addestrato a vedere in esse.<\/p>\n<p>Questa volta ci \u00e8 capitato di posare la mano sul testo <em>Pensiero in movimento<\/em> di Maurizio Ferraris, e precisamente sulle pagine dedicate alle <em>Prospettive filosofico-teologiche del Novecento<\/em>, specie l\u00e0 dove si parla del pensiero di Hans K\u00fcng, dopo aver ampiamente illustrato quello di Maritain, Bultmann, Bonhoeffer e dei &quot;teologi della liberazione&quot;, ma, si capisce, senza neanche aver fatto il nome di Romano Amerio, Michele Federico Sciacca, Cornelio Fabro e Thomas Tyn. Perch\u00e9 i giovani, si sa, devono saper tutto della cultura progressista e ignorare completamente che esiste anche un&#8217;altra tendenza culturale, la quale non \u00e8 progressista perch\u00e9 si riallaccia al pensiero dell&#8217;Essere e quindi alla tradizione, e non a quello della storia, del progresso, della ragione, della scienza, dei diritti o delle mode che via via si succedono sul teatro del mondo. Ed eccone qualche estratto (Torino, Paravia, 2019, vo.. 3, B, pp.162-163):<\/p>\n<p><em>Figura di spicco del panorama intellettuale mondiale, K\u00fcng \u00e8 considerato uno dei massimi teologi del Novecento: \u00e8 stato consulente teologico durante il Concilio Vaticano II e docente di teologia dogmatica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Tubinga fino al 1979, quando, in seguito a posizioni giudicate inconciliabili con la dottrina cattolica ufficiale, (come la critica al dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 del papa) gli \u00e8 stata ritirata la licenza d&#8217;insegnamento.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante questo duro scontro con la Chiesa, K\u00fcng ha proseguito la sua attivit\u00e0 di saggista, conferenziere e docente universitario, ed \u00e8 tuttora presidente di &quot;Weltethos&quot; (in tedesco, &quot;Etica mondiale&quot;), una fondazione internazionale istituita nel 1993 e volta a promuovere il DIALOGO TRA LE RELIGIONI, finalizzato alla ricerca di un&#8217;ETICA COMUNE e alla costruzione della PACE MONDIALE (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo K\u00fcng, per essere autenticamente cristiani in un&#8217;epoca segata dal pluralismo religioso e culturale, \u00e8 necessario adottare una PROSPETTIVA ECUMENICA. La parola ECUMENISMO indica innanzitutto il progetto di un superamento delle divisioni che contrappongono le diverse confessioni cristiane, ma in senso pi\u00f9 ampio anche il progetto di un confronto inter-religioso, che metta in dialogo il cristianesimo con le altre religioni del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal punto di vista teorico, la prospettiva ecumenica di K\u00fcng (sviluppata fin dal 1957) si basa su uno studio analitico del cattolicesimo e delle diverse forme di protestantesimo: il confronto puntuale tra queste diverse confessioni religiose porta il teologo svizzero ad affermare che le DIFFERENZE sono IRRILEVANTI RISPETTO AI PUNTI IN COMUNE. Il nucleo autentico del cristianesimo, ossia il messaggio di Cristo, \u00e8 infatti condiviso da tutte le confessioni cristiane, e pu\u00f2 costituire la base per una nuova TEOLOGIA ECUMENICA CRISTIANA.<\/em><\/p>\n<p><em>K\u00fcng estende poi progressivamente la prospettiva ecumenica dal cristianesimo a tutte le maggiori religioni mondiali, nella convinzione che il dialogo e la ricerca di elementi comuni possa essere allargato, trasformandosi in DIALOGO INER-RELIGIOSO e, di conseguenza, nella costruzione di una RELIGIONE ECUMENICA, ossia di una posizione religiosa nella quale tutte le differenti religioni possano riconoscersi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Pur nella loro specificit\u00e0, le diverse religioni possono infatti &quot;conferire valore a fondamentali MASSIME DI ELEMENTARE UMANIT\u00c0, con autorit\u00e0 e forza di convinzione ben diverse da quelle dei politici, dei giuristi e dei filosofi&quot; (&quot;Progetto per un&#8217;etica mondiale&quot;). Alcune di queste massime sono: non uccidere, non mentire, non rubare, rispetta i genitori, ama i figli. La pace nel mondo potr\u00e0 essere raggiunta soltanto a condizione che tutte le religioni accolgano e promuovano tali massime universali, cooperando cos\u00ec per superarte le barriere che le separano e dando vita a un&#8217;ETICA MONDIALE, condivisibile da tutti gli esseri umani.<\/em><\/p>\n<p>N\u00e9 il pensiero teologico di Hans K\u00fcng, alquanto sciatto e banale, oltre che eterodosso (cfr. il nostro articolo: <em>Hans K\u00fcng: cattivo teologo e seminatore di confusione<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 16\/11\/15 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 12\/01\/18), n\u00e9 la lettura che ne fa Maurizio Ferraris, altrettanto piattamente conformista e <em>politically correct<\/em>, meriterebbero un particolare approfondimento, se non che, in questa pagina di prosa, sono concentrati due aspetti della nostra crisi culturale che qui trovano particolare evidenza, e che perci\u00f2 si prestano in modo speciale a una specifica riflessione. Il primo \u00e8 la perfetta coerenza che esiste fra l&#8217;eresia e l&#8217;apostasia della contro-chiesa odierna, capeggiata dal signor Bergoglio, e le posizioni eterodosse e disonestamente contrabbandate per cattoliche da teologi come appunto Hans K\u00fcng, il quale fin dal 1957 utilizzava la cattedra di una facolt\u00e0 universitaria per spargere a piene mani il veleno di un falso ecumenismo e di un dialogo che altro non era se non la premessa &#8212; e ora lo stiamo vedendo &#8212; di un <em>superamento<\/em> del cattolicesimo, anzi dell&#8217;intero cristianesimo in favore del progetto finale dell&#8217;instaurazione di un&#8217;etica mondiale, nella quale devono sciogliersi felicemente tutte le religioni. Il secondo aspetto \u00e8 di tipo didattico: il <em>modo<\/em> in cui viene presentato agli studenti il pensiero di Hans K\u00fcng, dietro le apparenze di un&#8217;esposizione pacata e oggettiva, \u00e8 un vero e proprio concentrato di luoghi comuni, pregiudizi e prevenzioni di stretta marca progressista. Tuttavia, siccome i progressisti, notoriamente, sostengono di non avere nel loro DNA alcun pregiudizio (insomma di essere nati esenti da questa tabe, un po&#8217; come la Vergine Maria \u00e8 nata esente dalle conseguenze del Peccato originale), e anzi che la loro ragione sociale \u00e8 proprio la lotta contro i pregiudizi <em>altrui<\/em>, alla fine essi risultano liberi di dire qualunque cosa, anche la pi\u00f9 opinabile, la pi\u00f9 gratuita e la pi\u00f9 bislacca, senza doverne render conto ad alcuno, perch\u00e9 se qualcuno li contesta, quel qualcuno non pu\u00f2 essere che un reazionario e un &quot;fascista&quot;, e quindi le sue obiezioni non hanno valore. In questo modo, da settant&#8217;anni, la cultura <em>mainstream<\/em>, progressista e di sinistra, nonch\u00e9 debitamente antifascista, antirazzista, antimperialista e antiborghese, gioca e vince facile, in regine di monopolio, con la sistematica complicit\u00e0 dell&#8217;arbitro, senza doversi prendere neanche il disturbo di rispondere alle obiezioni; mentre se qualcuno si azzarda a muovere delle critiche, deve stare molto attento a non beccarsi una denuncia penale per diffamazione, o per istigazione all&#8217;odio, o per razzismo, o per omofobia, o per transfobia (esempio classico: nutrire qualche perplessit\u00e0 sul fatto che Luxuria sia la persona pi\u00f9 adatta e qualificata per parlare di educazione sessuale negli asili, nelle scuole elementari o anche alla televisione, ma rivolgendosi ad un pubblico di bambini), o per qualche altra ragione dello stesso tenore.<\/p>\n<p>Vorremmo essere molto chiari, a scanso di possibili equivoci: quel che stiamo contestando, adesso, non \u00e8 il giudizio di merito che si vuol dare di un determinato pensatore: nel caso specifico, il teologo ex cattolico Hans K\u00fcng. Bench\u00e9 sarebbe cosa opportuna, per chi scrive un libro di testo sulla storia della filosofia ad uso dei licei, destinato cio\u00e8 a dei ragazzi dai quindici ai diciannove anni, osservare il pi\u00f9 possibile una certa obiettivit\u00e0 metodologica, non contestiamo il fatto che all&#8217;autore possa piacere quel certo autore, e che pertanto ne delinei un quadro simpatico e accattivante, dai toni fortemente elogiativi. No, il punto non \u00e8 questo: dopotutto, ciascuno ha il diritto di avere le proprie simpatie e antipatie. Il punto \u00e8 che chi si rivolge ai giovani, e specialmente agli studenti, deve anzitutto dar loro gli strumenti del pensiero critico; dopo di che, appunto grazie a quegli strumenti di ragionamento, il ragazzo potr\u00e0 fari un&#8217;idea e accettare, o non accettare, le simpatie o le antipatie dell&#8217;autore del libro, come pure quelle del suo professore (il quale ultimo, se ha scelto proprio quel testo, evidentemente \u00e8 in sintonia con l&#8217;autore). Ora, il problema \u00e8 appunto il monopolio che la cultura progressista esercita ovunque, scuola compresa, anzi, proprio a partire dalla scuola: ci\u00f2 che le d\u00e0 il modo di esercitare un condizionamento quasi permanente sui futuri cittadini adulti. Ma per non restare nel vago, facciamo qualche osservazione puntuale sulla paginetta che abbiamo test\u00e9 riportato.<\/p>\n<p><em>Figura di spicco del panorama intellettuale mondiale, K\u00fcng \u00e8 considerato uno dei massimi teologi del Novecento<\/em>. Questa non \u00e8 una esposizione oggettiva, ma \u00e8 una valutazione personale: molto opinabile perch\u00e9 frutto di un giudizio molto generoso, per non dire gonfiato. Si vuol far passare K\u00fcng per un gigante: ma la verit\u00e0 \u00e8, e non temiamo smentite nel dir questo, che a petto di autentici giganti della teologia e della filosofia cattoliche, come Josef Seifert o il defunto Robert Spaemann, la sua statura appare piuttosto quella di un pigmeo.<\/p>\n<p><em>\u00c8 stato (&#8230;) docente di teologia dogmatica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Tubinga fino al 1979, quando, in seguito a posizioni giudicate inconciliabili con la dottrina cattolica ufficiale (come la critica al dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 del papa), gli \u00e8 stata ritirata la licenza d&#8217;insegnamento.<\/em> Vale a dire, ha usurpato una cattedra per insegnare il contrario di ci\u00f2 che avrebbe dovuto come teologo cattolico, venendo meno a un elementare dovere di correttezza sia verso la Chiesa, sia verso gli studenti. Bisogna sempre presentarsi per quel che si \u00e8: se si \u00e8 cattolici, ci si attiene alla dottrina cattolica; se no, ci si deve presentare in altra veste. Non esiste una dottrina cattolica &quot;ufficiale&quot; e, accanto ad essa, delle altre dottrine cattoliche: la dottrina cattolica \u00e8 una ed una sola. Chi la osserva \u00e8 cattolico, chi la rifiuta non lo \u00e8. Dunque, chiariamo l&#8217;equivoco: Hans Kung non \u00e8 stato un teologo cattolico, bens\u00ec un teologo non cattolico, tecnicamente un eretico, che ha spacciato per cattoliche idee destiate a influire sulla mente dei suoi studenti e a dare, nel corso del tempo, i loro frutti. E i frutti si vedono ora: fra essi, spicca il documento di Abu Dhabi, che \u00e8 la sintesi perfetta delle idee di Hans K\u00fcng. Idee che vengono dal bagaglio del relativismo, dell&#8217;illuminismo, della massoneria, del modernismo e non dalla tradizione cattolica, meno ancora dall&#8217;insegnamento della Chiesa.<\/p>\n<p><em>Nonostante questo duro scontro con la Chiesa, K\u00fcng ha proseguito la sua attivit\u00e0 di saggista, conferenziere e docente universitario<\/em>, ecc. Qui il teologo svizzero viene presentato come un campione indomabile delle proprie idee, che non rallenta, ma anzi moltiplica il proprio impegno culturale, &quot;nonostante il duro scontro con la Chiesa&quot;. Forse chi ha scritto queste righe aveva in mente altri secoli e altre situazioni. Hans K\u00fcng non \u00e8 stato n\u00e9 un Giordano Bruno, n\u00e9 un Tommaso Campanella. Il &quot;duro scontro&quot; di cui parla si \u00e8 limitato al ritiro dell&#8217;abilitazione all&#8217;insegnamento nelle facolt\u00e0 cattoliche. Cosa perfettamente logica: come pu\u00f2 pretendere di conservare una cattedra cattolica (con relativi stipendio e privilegi) chi non \u00e8 cattolico?<\/p>\n<p><em>Secondo K\u00fcng, per essere autenticamente cristiani in un&#8217;epoca segata dal pluralismo religioso e culturale, \u00e8 necessario adottare una PROSPETTIVA ECUMENICA.<\/em> Osserviamo che gi\u00e0 la premessa di questa affermazione \u00e8 falsa: chi lo dice che la nostra epoca \u00e8 segnata dal pluralismo religioso e culturale pi\u00f9 di quanto lo fossero, ad esempio, il Vicino Oriente ellenistico, o il Mediterraneo in epoca carolingia? Detto cos\u00ec, si d\u00e0 l&#8217;impressione che la conclusione, che \u00e8 necessario adottare una prospettiva ecumenica, sia perfettamente logica e naturale, mentre non lo \u00e8 affatto. Sembra che se c&#8217;\u00e8 il pluralismo religioso, si debba per forza costruire una prospettiva ecumenica, da cui scaturir\u00e0 un&#8217;etica mondiale, la quale, a sua volta, condurr\u00e0 alla pace mondiale. Una serie di passaggi gratuiti, non dimostrati, sui quali appunto sarebbe stato necessario soffermarsi a riflettere. Se per pluralismo s&#8217;intende la coesistenza pacifica, armoniosa e felice delle varie religioni, allora il risultato della pace mondiale sarebbe gi\u00e0 stato realizzato, il che invece, manifestamente non \u00e8; tuttavia, un simile pluralismo nessuno lo ha mai visto nel corso della stria. Dove ci sono diverse religioni, ci sono sempre stati conflitti o, al massimo, totale indifferenza reciproca, come nell&#8217;India dei Moghul. E quanto alla coerenza, che dire di un teologo cattolico che auspica la dissoluzione del cattolicesimo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto, quando si ha un po&#8217; di tempo, sarebbe altamente utile sfogliare i libri di testo delle scuole superiori per vedere come e fino a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107],"class_list":["post-26164","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26164"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26164\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}