{"id":26160,"date":"2009-08-11T08:38:00","date_gmt":"2009-08-11T08:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/11\/un-film-al-giorno-lavventura-di-michelangelo-antonioni-1959\/"},"modified":"2009-08-11T08:38:00","modified_gmt":"2009-08-11T08:38:00","slug":"un-film-al-giorno-lavventura-di-michelangelo-antonioni-1959","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/11\/un-film-al-giorno-lavventura-di-michelangelo-antonioni-1959\/","title":{"rendered":"Un film al giorno: \u00abL&#8217;avventura\u00bb, di Michelangelo Antonioni (1959)"},"content":{"rendered":"<p>Parlare de \u00abL&#8217;avventura\u00bbdi Antonioni significa parlare di un angolo nobile della storia del cinema italiano e del film che (nonostante l&#8217;iniziale insuccesso di pubblico) ha definitivamente imposto il regista ferrarese all&#8217;attenzione della critica internazionale, facendogli vincere il Premio speciale della giuria a Cannes, nel 1960.<\/p>\n<p>\u00c8 un film in cui le atmosfere contano molto pi\u00f9 della vicenda, e il cui principale valore non sta tanto a livello di contenuto &#8211; la denuncia della inconsistenza morale della borghesia italiana, sprofondata in una pressoch\u00e9 totale incomunicabilit\u00e0 e labilit\u00e0 di sentimenti &#8211; ma a livello di stile, mediante l&#8217;applicazione di una serie di importanti novit\u00e0 formali.<\/p>\n<p>Ha scritto assai incisivamente Franco Marineo nella Enciclopedia Garzanti del Cinema (Milano, 2004, vol. 1, p. 37):<\/p>\n<p>\u00abSono film [quelli della trilogia iniziata con \u00abL&#8217;avventura\u00bb e proseguita con \u00abLa notte\u00bb e \u00abL&#8217;eclisse\u00bb] che rappresentano il vuoto assoluto di esistenze perdute nella quotidianit\u00e0, di personaggi borghesi annoiati e\/o immobilizzati in una crisi la cui prima spia \u00e8 la fine di una storia d&#8217;amore, ma sono, soprattutto, opere che rinnovano la drammaturgia filmica. Comunicazione rarefatta, lunghi e dilatati piani-sequenza, tempi morti, finali aperti; Antonioni trasforma le sue storie in una sorta di autopsia dei rapporti umani, una lenta e inesorabile dissezione del disagio di essere.\u00bb<\/p>\n<p>La vicenda del film, in se stessa, \u00e8 semplice, disadorna.<\/p>\n<p>Durante una gita in yacht, una ragazza, di nome Anna, scompare misteriosamente: non verr\u00e0 mai pi\u00f9 ritrovata, n\u00e9 viva, n\u00e9 morta.<\/p>\n<p>Non si tratta, tuttavia, di una storia drammatica; alla ricerca di lei si mettono la sua amica Claudia e il suo amante, Sandro, un ingegnere: ma \u00e8 una ricerca svogliata, distratta, che si consuma nel giro di pochi giorni lungo le strade della Sicilia, in un paesaggio assolato e ostile, che ricorda un po&#8217; la Liguria montaliana di \u00abOssi di seppia\u00bb.<\/p>\n<p>Fra Sandro e Claudia nasce, quasi subito, una relazione, sicch\u00e9 succede ben presto che i due, e specialmente l&#8217;uomo, perdono ogni vero interesse a ritrovare la scomparsa. Tuttavia si tratta di una relazione piuttosto banale, che sembra nata all&#8217;insegna della stanchezza; tanto \u00e8 vero che, verso la fine, Stefano sposta le proprie attenzioni verso un&#8217;altra ragazza, senza per questo giungere ad un chiarimento con Claudia.<\/p>\n<p>Tutta la vicenda ruota intorno a una atmosfera di angosciosa incomunicabilit\u00e0 e di mancanza di valori, di entusiasmi, di qualcosa in cui credere: i personaggi vagano qua e l\u00e0, come privi di scopo; anzi, come burattini eternamente fuori parte.<\/p>\n<p>Per il critico Paolo Mereghetti, \u00abL&#8217;avventura\u00bb di Antonioni \u00e8 un<\/p>\n<p>\u00ab [&#8230;] contorto giallo psicologico che affronta le tematiche dell&#8217;incomunicabilit\u00e0 e della provvisoriet\u00e0 dei sentimenti attraverso intensi ritratti femminili: il cinema di Antonioni allo stato puro e nel momento del debutto internazionale, tra entusiasmi e stroncature. Inedita l&#8217;utilizzazione del paesaggio siciliano come protagonista implicito: inospitale per i personaggi, esso costitu\u00ec una notevole fonte di problemi anche per le riprese, avvenuta su uno scoglio delle Eolie con il mare in tempesta.<\/p>\n<p>Primo capitolo di una trilogia che prosegue con &quot;La notte&quot; e &quot;L&#8217;eclisse&quot;. Premio speciale della giuria a Cannes, dove per\u00f2 il pubblico l&#8217;aveva sonoramente fischiato. \u00bb<\/p>\n<p>Su questo film di Antonioni, e sugli altri due che lo seguono immediatamente, lo storico del cinema Giorgio Cremonini ha scritto una pagina assai penetrante, che ci piace qui riportare (da: \u00abStoria generale del cinema\u00bb, Orsa Maggiore Editrice, 1987, vol. 3, pp. 22-23):<\/p>\n<p>\u00abAnche Michelangelo Antonioni, nato a Ferrara nel 1912, si muove sulla strada dell&#8217;antiromanzo, non insensibile a certe influenze della letteratura e cinema europei, francesi in particolare, che tuttavia recupera sempre in una prospettiva personale. &quot;L&#8217;avventura&quot; (1960), &quot;La notte&quot; (1961) e &quot;L&#8217;eclisse&quot; (1962) compongono la cosiddetta &quot;trilogia dell&#8217;alienazione&quot;, ponendo al centro di ogni film &quot;l&#8217;impossibilit\u00e0 di stabilire un rapporto concreto fra l&#8217;individuo e la realt\u00e0, fra l&#8217;oggetto e il soggetto, il pensiero e un suo significato vitale; la mancanza di rapporti effettivi con le cose, con se stesso e gli altri&quot; (G. Aristarco). Il racconto, lungi dal porsi in termini di costruzione drammatica, si accresce su se stesso come un lungo monologo, le variazioni sul tema d&#8217;una coscienza impotente a stabilire con l&#8217;esterno un rapporto in progressione. Non a caso \u00e8 frequente la sostituzione, nell&#8217;inquadratura, dell&#8217;uomo con gli oggetti. La trilogia si chiude infatti con la stupenda sequenza finale de &quot;L&#8217;eclisse&quot;, tutta giocata sull&#8217;assenza dei personaggi e sul linguaggio proprio degli oggetti. Il suo non \u00e8 comunque un cinema che porti alla distruzione del personaggio: non \u00e8 la crisi del personaggio che gli interessa, ma la crisi dell&#8217;uomo, che nasce semanticamente a monte della frammentazione drammatica. Tutto il suo mondo \u00e8 quello della &quot;persona&quot; in senso bergmaniano, d un esistenzialismo che cerca sempre pi\u00f9 spesso di riconoscersi nel mondo che lo circonda. Quella crisi \u00e8 infatti il risultato di un rapporto storicamente definito (&quot;L&#8217;eclisse&quot;), anche se \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile riconoscere e individuare le componenti storiche del rapporto, sepolte sotto la maschera della crisi dei sentimenti (&quot;L&#8217;avventura&quot;). Non a caso si ritrovano alcuni momenti irrisolti (&quot;La notte&quot;), quando Antonioni ricerca in una descrizione emblematica del sociale il connotato complementare della crisi &#8211; cosa che invece gli riesce perfettamente ne &quot;L&#8217;eclisse&quot;, grazie al recupero di un distacco impietoso, fatto di metafore, allusioni indirette, implicazioni narrative: dal &quot;linguaggio che mostra&quot; si passa al &quot;linguaggio che \u00e8&quot;. Il cinema di Antonioni sostituisce al referente e alla sua apparente moderna organicit\u00e0 uno specchio frantumato, i cui frammenti si ricompongono continuamente come forme dell&#8217;apparenza di un ordine distrutto., La sua apparente freddezza diventa allora forma implicitamente distaccata di connotazione, modo di rivelare una nuova dimensione poetica, lontana da tutti gli equivoci neoromantici (e neorealisti) della partecipazione emotiva. Il linguaggio non \u00e8 che la continua ricerca dell&#8217;oggettivazione del soggettivo, cio\u00e8 linguaggio marginale che rifiuta la programmaticit\u00e0 della comunicazione realistica per farsi vera e propria forma dell&#8217;inespresso.\u00bb<\/p>\n<p>Dalla sceneggiatura originale del film, riportiamo una sequenza da cui raspare il crescente disinteresse di Sandro, e, in fondo, anche di Claudia, al ritrovamento di Anna (M. Antonioni, \u00abL&#8217;avventura\u00bb, Bologna, Cappelli, 1960, 1977, pp. 129-133):<\/p>\n<p>\u00abATRIO ALBERGO TRINACRIA A NOTO. INTERNO-ESTERNO. MATTINA.<\/p>\n<p>Una cameriera sta facendo le pulizie nell&#8217;atrio e intanto canta in tono romanticheggiante una canzonetta. La padrona dell&#8217;albergo, che sta scrivendo su un registro dietro al suo banco, alza il capo e dice:<\/p>\n<p>PADRONA: Canta, canta&#8230;<\/p>\n<p>La padrona si rimette a scrivere ma rialza subito i capo sentendo dei passi: \u00e8 Claudia che scende le scale.<\/p>\n<p>La padrona le si avvicina come se avesse una cosa importante da comunicarle.<\/p>\n<p>PADRONA: Scusi&#8230;<\/p>\n<p>Claudia si ferma.<\/p>\n<p>PADRONA: Scusi se mi intrometto, ma ho sentito dire&#8230; qui si viene a sapere tutto&#8230; quella ragazza che loro stanno cercando&#8230;<\/p>\n<p>Claudia si fa pi\u00f9 attenta.<\/p>\n<p>PADRONA: Perch\u00e9 non provano all&#8217;ostello della giovent\u00f9 di Pergusa? Le ragazze forestiere di passaggio da queste parti vanno quasi tutte a finire l\u00ec.<\/p>\n<p>La notizia interessa subito Claudia, che vorrebbe chiedere qualche altra cosa. Ma \u00e8 distratta da Sandro che entra in quel momento nell&#8217;atrio. Gli va incontro stupita.<\/p>\n<p>CLAUDIA: Stavo uscendo per venire da te&#8230; Come mai cos\u00ec presto?<\/p>\n<p>Sandro scrolla le spalle. Poi prende Claudia per un braccio e la sospinge dolcemente verso la scala. Sandro \u00e8 scuro in volto e comincia a salire le scale stancamente, in silenzio.<\/p>\n<p>CORRIDIOI E CAMERE DI CLAUDIA E SANDRO AL TRINACRIA. INTERNO-ESTERNO. MATTTINA.<\/p>\n<p>Sandro cammina per il corridoio in silenzio. Claudia lo guarda quasi ansiosa di capire cosa abbia. A un certo punto glielo chiede:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Sandro&#8230; Cos&#8217;hai?<\/p>\n<p>SANDRO: Niente.<\/p>\n<p>Apre la porta della sua camera e fa entrare Claudia.<\/p>\n<p>Appena entrano Sandro si toglie la giacca buttandola su una sedia. Poi fa qualche passo avvicinandosi alla finestra. E qui resta a guardare gi\u00f9 con gli occhi aggrottati, come se, venendo dalla penombra del corridoio, la luce piena della piazza sottostante, gli desse fastidio. La vista \u00e8 ampia: si domina tutta la piazza nella sua maestosit\u00e0 e bellezza. Con un gesto secco Sandro chiude le imposte. Poi si rivolge di nuovo a Claudia, che \u00e8 sempre intenta a osservarlo. Ma non dice niente.<\/p>\n<p>Dissolvenza incrociata.<\/p>\n<p>La prende tra le braccia e la fissa. Claudia sorride. Sandro stringe pi\u00f9 forte, sempre pi\u00f9 forte. Claudia ride, scherza:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Ahi!&#8230;<\/p>\n<p>Poi il giovane fa per baciarla. Claudia cerca di sfuggirgli, ma non ci riesce. Questa piccola lotta basta a far perdere a Sandro quasi tutti i ritegni. Spinge Claudia sul letto e la costringe a distendervisi.<\/p>\n<p>CLAUDIA: No, Sandro. Per favore&#8230;<\/p>\n<p>SANDRO: Perch\u00e9?<\/p>\n<p>CLAUDIA: Non c&#8217;\u00e8 un perch\u00e9&#8230;<\/p>\n<p>Ma Sandro l&#8217;abbraccia di nuovo e la bacia. Claudia si lascia baciare, questa volta.<\/p>\n<p>Appena pu\u00f2 parlare Claudia dice ancora:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Cos&#8217;hai?<\/p>\n<p>Per tutta risposta Sandro la bacia ancora. Claudia ora cede del tutto. Sandro \u00e8 eccitato e rabbioso, come se volesse sfogare su Claudia il suo malumore, e Claudia lo capisce.<\/p>\n<p>CLAUDIA: Sandro&#8230;.Aspetta un momento, un momento solo&#8230; Mi sembra di non conoscerti&#8230;<\/p>../../../../n_3Cp>SANDRO: E non sei contenta? Cos\u00ec hai un&#8217;avventura nuova.<\/p>\n<p>Claudia lo respinge con forza, ed esclama, ferita:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Ma cosa dici?<\/p>\n<p>SANDRO: Scherzavo, naturalmente&#8230; Non si pu\u00f2 scherzare? Tu per\u00f2 adesso mi devi spiegare perch\u00e9 non vuoi.<\/p>\n<p>Claudia scuote la testa come chi si tormenta di essere capito.<\/p>\n<p>CLAUDIA: Oh Sandro&#8230; Io voglio tutto quello che vuoi tu. Ma..<\/p>\n<p>S&#8217;interrompe. Ha voltato il viso da un lato e con una mano tocca la giacca di lui, sulla sedia accanto al letto. La infila nelle tasche e guarda quello che c&#8217;\u00e8, non con curiosit\u00e0 ma con amore.<\/p>\n<p>Sandro le prende il viso costringendola a voltarsi.<\/p>\n<p>SANDRO: Ma&#8230;<\/p>\n<p>Claudia tace. Pi si alza dal letto. In tono mutato dice:<\/p>\n<p>CLAUDIA: La proprietaria ti ha parlato di quel posto qua vicino?&#8230;<\/p>\n<p>Sandro accenna di s\u00ec, ma esita un po&#8217; prima di rispondere:<\/p>\n<p>SANDRO: S\u00ec, aveva cominciato. Ma non avevo voglia di starla a sentire. Se dovessimo dar retta a tutte le voci&#8230;<\/p>\n<p>CLAUDIA: No, Sandro&#8230; bisogna andare.<\/p>\n<p>Claudia lo osserva come aspettando come aspettando un consenso. Siccome Sandro non dice niente, prosegue:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Tra l&#8217;altro non ci siamo pi\u00f9 fatti vivi con nessuno. Nemmeno col padre di Anna. Avremmo almeno dovuto telegrafare, telefonare&#8230; Deve sentirsi molto solo, siamo giusti.<\/p>\n<p>Sandro ha un leggero scatto di fastidio.<\/p>\n<p>SANDRO: Non lo metto in dubbio. Ma le persone meno adatte a stargli vicino in questo momento, siamo proprio noi due. E poi, telefonargli&#8230; Chiss\u00e0 dov&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Un Silenzio. Poi Claudia si stacca da Sandro dicendo:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Andiamo, fa la valigia. Io vado a preparare la mia.<\/p>\n<p>STRADA SUL LAGO DI PERGUSA E OSTELLO. ESTERNO. GIORNO.<\/p>\n<p>La macchina di Sandro sta correndo su una strada a mezza costa da cui si domina la distesa del lago. Il paesaggio sembra vagamente svizzero: ci sono perfino gli abeti.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra automobile raggiunge quella di Sandro, il giovane mette fuori il braccio e fa segno di passare. L&#8217;auto lo supera e si allontana rapidamente. Sandro continua la sua andatura moderata. Claudia guarda attentamente: sul fianco dell&#8217;altipiano che scende fino a toccare il lago, cominciano ad apparire numerose costruzioni, tutte uguali. Attorno ad una casa pi\u00f9 grande costruita in legno, vi sono piccole case con terrazzino. Molte sono le sedie a sdraio sulle quali giovani donne prendono il sole in costume da bagno. Dei giovani, vestiti nel modo sgargiante di tutti i turisti, circolano un po&#8217; dappertutto. Sul lago, qualche imbarcazione. Arriva l&#8217;eco di qualche musichetta.<\/p>\n<p>Sandro rallenta l&#8217;andatura, poi imbocca un&#8217;altra strada che porta sulla riva del lago attraversando un cancello.<\/p>\n<p>Claudia \u00e8 tutta tesa ad osservare le ragazze che incontrano man mano che si avvicinano alla parte pi\u00f9 frequentata dell&#8217;ostello. Ma quando sono pi\u00f9 vicini al punto pi\u00f9 pieno di persone, di faccia alla costruzione di legno, invece di rallentare Sandro accelera l&#8217;andatura.<\/p>\n<p>Claudia si volta a guardarlo sbalordita:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Cosa fai?<\/p>\n<p>Sandro non risponde. Continua a girare velocemente intorno al lago, passando velocemente in mezzo a una quantit\u00e0 di giovani e di ragazze, tra le quali ultime Claudia cerca di individuare Anna. Non riuscendoci, dice ancora:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Sandro&#8230; fermati.<\/p>\n<p>Sandro continua a tacere e ad accelerare. Ma siccome un cartello indica che la velocit\u00e0 deve essere di quaranta chilometri orari, , una guardia sbuca a un certo punto fischiando per fermare la vettura. Ma anche questa volta Sandro prosegue.<\/p>\n<p>Fino a imboccare la strada che sale e a uscire, attraverso il cancello, nella nazionale.<\/p>\n<p>Claudia \u00e8 sconcertata e sconvolta. Grida quasi:<\/p>\n<p>CLAUDIA: Ma ti rendi conto che l\u00ec pu\u00f2 esserci Anna?<\/p>\n<p>Sandro la guarda quasi con compatimento, ma anche con molta tenerezza.<\/p>\n<p>SANDRO: Non c&#8217;\u00e8 nessuna Anna. Ma se vuoi torniamo indietro e andiamo a vedere.<\/p>\n<p>Claudia fa cenno di no. Sandro le prende la mano e la riconduce alla macchina.<\/p>\n<p>CLAUDIA: E adesso dove andiamo?<\/p>\n<p>Sandro si stringe nelle spalle, come a dire che noin importa saperlo. Salgono in macchina e questa parte sa velocit\u00e0 moderata.<\/p>\n<p>Dissolvenza incrociata.\u00bb<\/p>\n<p>Si \u00e8 detto che \u00abL&#8217;avventura\u00bb \u00e8 il film della incomunicabilit\u00e0 e della labilit\u00e0 dei sentimenti, e la sequenza qui riportata crediamo ne abbia fornito una chiara idea.<\/p>\n<p>\u00c8 anche il film della noia, nel senso di Alberto Moravia, e del vuoto morale di una classe sociale, la borghesia, che appunto in quegli anni conduceva a termine la sua impresa di maggior portata, il cosiddetto \u00abmiracolo economico\u00bb; ma senza gli accenti aspri e dissacranti alla Bu\u00f1uel o alla Pasolini, e senza il languore fastoso di Fellini, bens\u00ec con una sorta di stanca rassegnazione, come un tumore che avanza lentamente e senza punte drammatiche.<\/p>\n<p>Infine, si tratta di un giallo decisamente atipico, ma nemmeno troppo, perch\u00e9 la mancata soluzione dell&#8217;inchiesta, ossia la ricerca di Anna, trova almeno un illustre precedente letterario nel romanzo di Carlo Emilio Gadda \u00abQuer pasticciaccio brutto de Via Merulana\u00bb, pubblicato in volume due anni prima, nel 1957, ma apparso sulla rivista \u00abLetteratura\u00bb fin dal 1946-47 e gi\u00e0 entrato (con un po&#8217; di sopravvalutazione, a nostro avviso) nel salotto buono della cultura patria: anche in quel caso, le regole basilari del giallo venivano ribaltate dall&#8217;impossibilit\u00e0 di arrivare a una conclusione.<\/p>\n<p>Secondo il Morandini, si tratta di<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] un giallo alla rovescia, non soltanto per la scomparsa di Anna, data e non spiegata, ma per i meccanismi narrativi che tendono alla dispersione, alla dilatazione, alla lentezza. Le psicologie rarefatte dei personaggi lasciano il posto agli eventi, alla scoperta delle cose, delle atmosfere, del paesaggio (da Lisca Bianca al barocco di Noto). L&#8217;instabilit\u00e0 dei sentimenti \u00e8 il tema centrale insieme con la difficolt\u00e0 della comunicazione e il vuoto dell&#8217;esistenza (borghese).\u00bb<\/p>\n<p>Oltre alla intensa prova dei protagonisti, specialmente delle due donne (Lea Massari nella parte di Anna e Monica Vitti in quella di Claudia), ma anche di Gabriele Ferzetti nei panni di Sandro, due potenti punti di forza dell&#8217;opera sono la splendida fotografia in banco e nero di Aldo Scavarda e la bella, struggente colonna sonora di Giovani Fusco, che ha ottenuto il Nastro d&#8217;Argento alla musica nel 1961.<\/p>\n<p>Per concludere, vorremmo avanzare un raffronto fra questo film di Antonioni e uno dei drammi meno conosciuti dal grande pubblico, ma pi\u00f9 sottilmente inquietanti e originali, di Luigi Pirandello: \u00abNon si sa come\u00bb.<\/p>\n<p>Nel film, Anna, Sandro e Claudia, si muovono in una atmosfera languida e in qualche modo innaturale, senza che se ne riesca a definire esattamente la stranezza: \u00e8 come se non loro conducessero la vicenda, ma venissero invece portati da un moto sotterraneo e misterioso, che solo in apparenza possiede i ritmi e le cadenze del torpore borghese, mentre, nella sua intima essenza, \u00e8 stralunato e assolutamente imprevedibile.<\/p>\n<p>Le cose accadono, sono si sa come; accadono quasi per conto loro, trascinando i personaggi in una vicenda nella quale si muovono straniti e imbarazzati, palesemente a disagio, per quanto possano ostentare (specialmente Sandro) una sicurezza di facciata.<\/p>\n<p>Le cose accadono, e gli esseri umani, intesi come persone, tendono ad eclissarsi: al loro posto rimangono gesti, sguardi, parole, silenzi.<\/p>\n<p>\u00c8 come se la persona prendesse congedo dalla sua dimensione storica e si avviasse lungo una strada a noi invisibile, lasciandoci fra le mani solamente le sue spoglie, l&#8217;involucro esteriore.<\/p>\n<p>Come ne \u00abLo straniero\u00bb di Camus, infine, le cose accadono senza una perch\u00e9; e gli esseri umani altro non sono che le stanche pedine di una commedia, di cui non comprendono nemmeno la sostanziale seriet\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare de \u00abL&#8217;avventura\u00bbdi Antonioni significa parlare di un angolo nobile della storia del cinema italiano e del film che (nonostante l&#8217;iniziale insuccesso di pubblico) ha definitivamente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[14,26],"tags":[92],"class_list":["post-26160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-un-film-al-giorno","category-cinema","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-cinema.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30143"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}