{"id":26157,"date":"2018-06-20T01:27:00","date_gmt":"2018-06-20T01:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/20\/lattacco-alla-famiglia-parte-da-lontano\/"},"modified":"2018-06-20T01:27:00","modified_gmt":"2018-06-20T01:27:00","slug":"lattacco-alla-famiglia-parte-da-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/20\/lattacco-alla-famiglia-parte-da-lontano\/","title":{"rendered":"L&#8217;attacco alla famiglia parte da lontano"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio: se si vuol distruggere la famiglia, \u00e8 sufficiente concentrare ogni attenzione e ogni interesse sull&#8217;individuo, come se fosse una creatura perfettamente autosufficiente; allentare i vincoli morali, introdurre il permissivismo; criticare senza piet\u00e0 la vita di famiglia, metterla in caricatura ed evidenziarne limiti e difetti, e, nello stesso tempo, esaltare fuor di misura la libert\u00e0 del singolo, il suo diritto a realizzarsi, intendendo, con quest&#8217;ultima espressione, non il dovere di fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto, ma il diritto di fare tutto quel che si vuole, e soprattutto, quel che piace. Il risultato \u00e8 praticamente certo, anche se non immediato. Ci vorranno alcune generazioni: forse due, forse tre o quattro; ma alla fine arriver\u00e0, e infatti \u00e8 arrivato, sta arrivando, ed \u00e8 sotto i nostri occhi: la societ\u00e0 moderna, dopo aver sottoposto a una critica feroce e distruttiva la famiglia, dopo averla coperta d&#8217;immondizia per mano dei suoi <em>ma\u00eetres-\u00e0-penser<\/em>, dei suoi scrittori, dei suoi registi, da Sartre a Bellocchio, da Fassbinder a Pasolini, ora assiste al suo collasso, al suo tracollo ignominioso, alla sua dissoluzione. Complimenti, missione compiuta: questo volevano operare, e questo hanno ottenuto. Da Pirandello a Moravia, da Carson McCullers a Montherlant, le hanno gettato contro una tale quantit\u00e0 di cariche esplosive, che ci sarebbe stato da stupirsi se non l&#8217;avessero colpita e affondata. \u00c8 pur vero che non avevano le idee molto chiare su che cosa proporre per sostituirla, ma questo \u00e8 un altro discorso: la cultura della modernit\u00e0 ha cose ben pi\u00f9 importanti da fare, che occuparsi di simili dettagli, di simili inezie: essendo fondata sul mito del progresso, dell&#8217;essere all&#8217;avanguardia, della sperimentazione, non si abbassa a farsi carico degli edifici che abbatte, di dove andr\u00e0 a vivere la gente, o se non rester\u00e0 seppellita addirittura sotto le macerie: l&#8217;importante \u00e8 far volare gli stracci. Aria, aria libera! Libert\u00e0, libert\u00e0! Bisogna essere assolutamente moderni, vivere pericolosamente, senza ipocrisie e senza paracadute (questo \u00e8 il nietzschianesimo degli imbecilli, cio\u00e8 di quasi tutti i suoi seguaci). Bisogna aprire la strada alla rivoluzione: chi non vive e non sente in modo rivoluzionario, non \u00e8 degno di un posto nella societ\u00e0, dovrebbe essere rinchiuso in un cimitero o n un museo, che poi \u00e8 la stessa cosa, come diceva il buon Filippo Tommaso Marinetti nel suo <em>Manifesto del futurismo<\/em>.<\/p>\n<p>Il &#8217;68 e il suo delirio di libert\u00e0 assoluta non nasce dal niente: \u00e8 stato coltivato a lungo. La prova generale, almeno per la societ\u00e0 italiana, \u00e8 stata nella Fiume di D&#8217;Annunzio, nel 1919-20. Forse molti non lo sanno, ma quello fu il vero laboratorio della modernit\u00e0 nelle sue forme pi\u00f9 estreme, edoniste, individualiste e narcisiste: con un capo che si affacciava ogni giorno al balcone per essere osannato dalla folla; con i giovani che si davamo alla droga e al sesso promiscuo dalla mattina alla sera; con la rivolta dei giovani contro gli adulti, dei soldati contro gli ufficiali, degli avventurieri contro i politici; con l&#8217;esaltazione velleitaria e parolaia della vita &quot;pericolosa&quot;, dell&#8217;ardimento e (a parole) della &quot;bella morte&quot;; con il mito della giovinezza eretto a religione, la religione del giovanilismo, dove le persone anziane hanno sempre torto, perch\u00e9 pensano vecchio, puzzano di vecchio e non meritano di essere ascoltate neppure per un attimo. Per i seguaci di D&#8217;Annunzio, Fiume \u00e8 stata una lunghissima, spensierata, entusiastica vacanza: \u00e8 stato come realizzare i sogni di Gian Burrasca nella vita reale, e a venti o venticinque anni suonati, in barba al mondo intero, al dovere, alla disciplina, a tutti i valori consolidati. Un esercito di giovani in vacanza, che giocano a fare la rivoluzione, che celebrano i loro miti giovanilistici fra sesso e droga, che non vogliono pi\u00f9 saperne di casa e di abitudini, di genitori e fidanzate, ma amano vivere in strada, all&#8217;aperto, far l&#8217;amore sui prati con chiunque, scorrazzare come un esercito di collegiali in rivolta, o a caccia di fragole, come nella Guerra dei Bottoni, e improvvisare una vita simile a uno spettacolo teatrale, un sogno d&#8217;una notte di mezza estate, come tanti folletti d&#8217;una commedia di Shakespeare, cos\u00ec, giorno per giorno, ogni mattino un nuovo sogno d&#8217;avventura, ogni mattina l&#8217;aspro profumo della libert\u00e0, un altro pezzo di vita strappato alla noia, alla routine, al grigiore del lavoro, della fatica, della responsabilit\u00e0, dell&#8217;impegno paziente e quotidiano. E giocano persino a fare i pirati, a prendere d&#8217;assalto le navi del &quot;nemico&quot;, per rifornire la Citt\u00e0 dei Ragazzi, col suo glorioso poeta-soldato, che, pur essendo gi\u00e0 calvo, \u00e8 pi\u00f9 ragazzo di tutti quanti, \u00e8 il sostituto della figura paterna da essi ripudiata in preda alla sindrome di Peter Pan. E poi la gioia di godersi il proprio mondo incantato; la dolcezza di non dover lavorare, di non dover fare nulla di preciso; l&#8217;ebbrezza di sentirsi all&#8217;avanguardia della storia, <em>sul promontorio estremo dei secoli,<\/em> come aveva detto, ancora, Marinetti. E c&#8217;\u00e8 un&#8217;ulteriore analogia, fra la Fiume del 1919 e la Trento del 1968, Facolt\u00e0 di Sociologia, il primo ateneo ad essere occupato dal &quot;movimento studentesco&quot; in nome della contestazione, della <em>fantasia al potere<\/em>, della <em>bellezza che \u00e8 nella strada<\/em> e dell&#8217;immancabile <em>proibito proibire<\/em>. I giovani di D&#8217;Annunzio erano, in larga misura, dei ventenni che non avevano fatto in tempo ad andare in guerra, ma ne avevano respirato l&#8217;atmosfera; che non avevano combattuto sul Grappa e sul Piave, ma avevano fatto proprio il mito decadente ed estetizzante dell&#8217;eroismo e della morte gloriosa, dove la morte non era quella vera, ma quella filtrata dal prisma letterario, qualcosa di poetico, di bello, di attraente; insomma, un esercito di figli di pap\u00e0 che non aveva mai lavorato, non aveva mai fatto qualcosa di serio, ma aveva una gran voglia di menare le mani, di far casino, di veder volare un po&#8217; di stracci e, soprattutto, di sentirsi protagonisti di qualcosa, non si sa bene cosa, ma qualcosa di grande, qualcosa di eccezionale, qualcosa di cui il mondo intero avrebbe parlato a lungo. E cosa c&#8217;era, al fondo della filosofia di quei giovani, se non un individualismo esasperato, narcisista, edonista, decadente, millantatore, velleitario, fanfarone, totalmente irresponsabile? Ad altri la noia ed il peso di lavorare, di andare sui campi o in fabbrica, di sgobbare in ufficio per una misera paga mensile, di allevare dei figli, di risparmiare quattro soldi per una vecchiaia onesta e deprimente: a loro la giovinezza, l&#8217;attimo fuggente, l&#8217;entusiasmo, la libert\u00e0, l&#8217;improvvisazione, l&#8217;amor del pericolo, la gloria!<\/p>\n<p>I frutti di quella cattiva seminagione, di cui Fiume nel 1919 e Trento nel 1968 sono stati due potenti laboratori, ma non certo la causa, perch\u00e9 la causa risale ancora pi\u00f9 indietro e affonda le sue radici nel malessere complessivo dell&#8217;Europa nei confronti di se stessa, nel feroce rifiuto di s\u00e9 e del proprio passato, delle proprie radici, delle proprie tradizioni, e soprattutto della propria identit\u00e0, sono giunti ai nostri giorni e hanno completato l&#8217;opera di distruzione. Oggi le folle dei sodomiti in festa, truccati e abbigliati in maniera oscena e raccapricciante, non oserebbero sfilare per le nostre citt\u00e0, abbrancandosi, baciandosi, bevendo e gridando slogan blasfemi e demenziali, se il terreno non fosse stato preparato, lungo interi decenni, da alcune generazioni di individui che odiano se stessi, la propria storia, la propria appartenenza e tutti i valori che avevano ricevuto i loro genitori e i loro nonni; se il gusto della rivolta, della sfida, della profanazione, della ostentazione del brutto, non fosse stato diligentemente seminato e coltivato da legioni di dadaisti, di surrealisti, di esistenzialisti, di contestatori d&#8217;ogni genere e specie, da figli che aborriscono i padri e da cittadini che detestano le leggi e da preti che hanno schifo della Chiesa, cos\u00ec come essa \u00e8 sempre stata e come deve essere, e la vogliono sostituire con un&#8217;altra, di loro gusto, fatta sula misura del mondo, dei suoi vizi, dei suoi peccati, delle sue aberrazioni pi\u00f9 nefande e disgustose.<\/p>\n<p>Scriveva ottimamente un autore francese ben presto totalmente dimenticato, addirittura rimosso, Fran\u00e7ois Goust, nel suo saggio <em>L&#8217;adolescente nel mondo contemporaneo<\/em> (titolo originale <em>L&#8217;adolescent dans le monde contemporaine<\/em>, Paris, Bloud &amp; Gay, 1946; traduzione di Ernesto Bozzi, Torino, S.E.I., 1963, pp. 92-94):<\/p>\n<p><em>Si arriva facilmente a tali risultati, quando si cede terreno alle forze dissolvitrici, che ciascuno porta in s\u00e9. Ma la disgregazione sociale si produce ancor pi\u00f9 in fretta quando gli errori sono eretti a principi direttivi. Quando l&#8217;individualismo \u00e8 diventato la base filosofica dello Stato, si pu\u00f2 essere sicuri di finire in una distruzione della famiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;individualismo rinchiude l&#8217;uomo in se stesso, ne fa il centro dell&#8217;universo. Il culto dell&#8217;io diventa l&#8217;ideale. Nessuna catena pu\u00f2 essere tollerata, n\u00e9 alcun attentato alla libert\u00e0 individuale pu\u00f2 essere ammesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa filosofia, aiutata da tutta una letteratura, ha causato le sue maggiori rovine nella concezione dell&#8217;amore. A dispetto delle leggi biologiche pi\u00f9 evidenti e per sottomissione a una sensibilit\u00e0, che diventa spesso sensualit\u00e0 ed erotismo di bassa lega, l&#8217;individualista combatte la perennit\u00e0 del matrimonio, base essenziale della societ\u00e0 domestica. Bisognerebbe passare in rassegna tutta la letteratura antifamiliare, che va dai rivoluzionari del 1789 fino a Vidal Naquet e a Leon Blum, per poter rispondere a tutti i sofismi, che sono serviti per introdurre il divorzio e propagare l&#8217;unione libera. &quot;I teorici dell&#8217;amore libero, dice Foerster, affidano allo Stato la cura dei bambini, per assicurare cos\u00ec alle relazioni sessuali una maggiore speditezza e un pi\u00f9 perfetto adattamento ai bisogni dell&#8217;individuo. Essi lo invocano perci\u00f2 a vantaggio dei genitori, mentre essi impongono ai figli, nell&#8217;allevamento, compiuto dallo Stato, la standardizzazione e il livellamento, senza accorgersi che con questo essi fanno il maggior attentato a quello stesso principio, in nome del quale essi proclamano la loro teoria&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche senza giungere a tal punti, si pu\u00f2 dire che l&#8217;individualismo, rafforzando l&#8217;egoismo naturale e aiutato dalle istituzioni politiche, ha corroso i legami, che univamo i membri della famiglia e proteggevano il bambino. Slegando quello che era legato, scindendo la vita, si sono liberate delle forze perverse, che, attraverso la famiglia, si sono abbattute come un flagello sulla societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi non ci troviamo pi\u00f9 in una societ\u00e0 di sintesi, d&#8217;incarnazione, ma in un periodo d&#8217;analisi, di morte.<\/em><\/p>\n<p><em>Il male si \u00e8 verificato quando l&#8217;uomo, oppostosi alla societ\u00e0, ha cominciato a credere alla sua autonomia assoluta (individualismo).<\/em><\/p>\n<p><em>Il male \u00e8 avvenuto, quando si \u00e8 rinnegato lo Spirito e si \u00e8 affermata la sola realt\u00e0 della materia (materialismo), si \u00e8 divinizzato il corpo sociale e calpestata la persona umana (collettivismo).<\/em><\/p>\n<p><em>A misura che l&#8217;uomo si allontanava dal bene della specie, dal bene della citt\u00e0, da Dio per contemplare il proprio io, la produzione, dal canto suo, dimenticava l&#8217;uomo, respingeva i valori morali che la imbrigliavano, e, laicizzata, stritolava gli esseri, che essa avrebbe dovuto servire. &quot;Uno di pi\u00f9 grandi peccati del capitalismo, dice P. H. Simon, \u00e8 stato quello di distruggere di fatto la famiglia operaia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il collettivismo nascente accentuer\u00e0 queste distruzione dirigendo i suoi colpi sulle famiglie preservate da una certa agiatezza. Mentre il divorzio toglieva all&#8217;uomo le sue responsabilit\u00e0 morali, il sistema sociale gli faceva perdere le sue ultime nozioni di responsabilit\u00e0 materiale, essendo queste due piani indissolubilmente legati. Capo di famiglia, io mi sento obbligato dalle necessit\u00e0 naturali a costruire il mio nido, ad erigere la mia casa, a proteggere i miei, e a trasmettere ai miei figli un patrimonio, frutto della mia previdenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Disgraziatamente, lo Stato comincia a tempestarmi di tasse, e, senza nessuno spirito d&#8217;economia, sperperare ci\u00f2 che prende. E quando io scomparir\u00f2, l&#8217;eredit\u00e0 mia sar\u00e0 mangiata dal fiso. A che pro prevedere, economizzarsi, privarsi?&#8230; Domani saremo dei veri poveri e andremo anche noi a mendicare riparo e assistenza davanti alle casse vuote dello Stato&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Si resta sbalorditi dalla lungimiranza di questo dimenticato psicologo che scriveva ancora negli anni della Seconda guerra mondiale e che vedeva nella guerra appunto una delle maggiori manifestazioni della cultura ultraindividualista, distruttiva, nichilista, negatrice di tutti i valori e ferocemente avversa alla famiglia, in quanto bastione della moralit\u00e0, della seriet\u00e0 e della vera affettivit\u00e0, contro il disordine sessuale e l&#8217;impero della lussuria che dominano sempre pi\u00f9 largamente il nostro desolato panorama sociale. Pi\u00f9 di vent&#8217;anni prima del 1968, Fran\u00e7ois Goust aveva compreso, e visto con chiarezza, la china discendente imboccata dalla nostra societ\u00e0; ne aveva individuato le cause, descritto i meccanismi, e perfino proposto i possibili rimedi. Ma chi conosce il suo nome, oggi, anche nell&#8217;ambito specialistico della psicologia? Viceversa, tutti sanno, o credono di sapere, che nessuno pi\u00f9 di Freud, di Jung e dei loro seguaci si sono adoperati per illuminare le profondit\u00e0 della psiche umana, ragion per cui dobbiamo loro eterna riconoscenza; a loro e a tutti i loro discepoli e parenti, come quella Anna Freud che viene sbandierata come una gran figura di psicologa infantile, e insegnata con devozione nei licei. Tale \u00e8 il pantano desolante nel quale seguitiamo a diguazzare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio: se si vuol distruggere la famiglia, \u00e8 sufficiente concentrare ogni attenzione e ogni interesse sull&#8217;individuo, come se fosse una creatura perfettamente autosufficiente; allentare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[150],"class_list":["post-26157","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-gabriele-dannunzio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26157"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26157\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}