{"id":26153,"date":"2018-06-30T08:11:00","date_gmt":"2018-06-30T08:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/30\/larte-sacra-moderna-e-una-bestemmia\/"},"modified":"2018-06-30T08:11:00","modified_gmt":"2018-06-30T08:11:00","slug":"larte-sacra-moderna-e-una-bestemmia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/30\/larte-sacra-moderna-e-una-bestemmia\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte &#8220;sacra&#8221; moderna \u00e8 una bestemmia"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo, <em>L&#8217;arte brutta \u00e8 anche immorale<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 30\/06\/2018) abbiamo sostenuto che un&#8217;arte brutta \u00e8 una contraddizione in termini, una impossibilit\u00e0 logica, perch\u00e9 l&#8217;arte \u00e8 la creazione del bello, e il desiderio del bello \u00e8 connaturato all&#8217;anima umana; e che \u00e8 anche immorale, perch\u00e9 accarezza i gusti peggiori del pubblico e incoraggia la sua pigrizia intellettuale, dandogli in pasto le cose pi\u00f9 facili da produrre, anche se, appunto, brutte, ripugnanti o patologiche: si pensi solo, per fare un esempio, alla <em>Merda d&#8217;artista<\/em> di Piero Manzoni, o al famoso <em>Orinatoio<\/em> di Marcel Duchamp, e via orripilando e disgustando, ce n&#8217;\u00e8 per tutti i gusti. Abbiamo anche sostenuto, nel corso di numerosi interventi, che l&#8217;arte moderna cosiddetta sacra \u00e8, a sua volta, una contraddizione in termini, perch\u00e9, se davvero \u00e8 moderna, non ha e non pu\u00f2 avere nulla di sacro; inoltre \u00e8 sovente brutta, il che aggiunge un tassello al quadro complessivo della malattia della modernit\u00e0: la provocazione verso Dio, vale a dire la bestemmia. Un&#8217;architettura religiosa che non ha nulla di spirituale, ma che pare un cubo di cemento, una fabbrica, un&#8217;officina, una fortezza o un deposito di materiali, e nella quale i fedeli non si sentono agevolati nel raccoglimento e favoriti nella preghiera, ma, al contrario, percepiscono un ambiente freddo, pragmatico, senz&#8217;anima e perci\u00f2 senza Dio, svolge la funzione diametralmente opposta a quella che dovrebbe svolgere e per la quale, in teoria, \u00e8 stata concepita (cfr., in particolare, <em>Le brutte chiese post-conciliari inseguono il mondo, non cercano il divino<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 10\/02\/2015, e sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 18\/10\/2017; <em>\u00c8 la bellezza della liturgia a educare il cuore<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 27\/11\/2017; e <em>Ma \u00e8 proprio questo il volto del nostro Redentore?<\/em>, dedicato alle opere del mosaicista sloveno Ivan Rupnik, un gesuita oggi assai di moda nella Chiesa, e pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia l&#8217;08\/12\/2017: vuoi vedere che i gesuiti, dopo aver preso la direzione della Chiesa in ambito teologico, vogliono imprimerle anche la &quot;giusta&quot; direzione nell&#8217;ambito dell&#8217;arte sacra?) Non per nulla gli ortodossi hanno sviluppato una vera e propria riflessione teologica sulla bellezza nell&#8217;arte sacra e, in modo particolare, sulla bellezza delle icone, eredi del pensiero greco e specialmente di Platone, per il quale la bellezza sensibile \u00e8 il primo gradino nella scala ideale che conduce alla contemplazione del Bello eterno e alla realt\u00e0 invisibile; mentre nel protestantesimo si \u00e8 verificato il fenomeno opposto, un atteggiamento di contrapposizione fra bellezza e senso del divino (cfr. <em>La bellezza, nel protestantesimo, \u00e8 sempre nemica di Dio, lo sostituisce o lo combatte,<\/em> pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 31\/01\/2018).<\/p>\n<p>La stessa cosa si pu\u00f2 dire per la musica moderna cosiddetta sacra, o per i canti liturgici moderni, dai quali non traspare alcun rapimento mistico, alcun senso di interiorit\u00e0, alcuna spinta verso la trascendenza, ma che somigliano a delle noiose e dolciastre filastrocche, banali nei motivi e insipide nei testi: anche una tale musica svolge una funzione opposta a quella che deve svolgere la musica sacra. Abbiamo parlato con un vecchio sacerdote (vecchio non tanto in senso anagrafico, ma per il numero di anni della sua vita consacrata) il quale ci ha confidato come \u00e8 nata, fin da ragazzino, la sua profonda vocazione religiosa: dalla bellezza impareggiabile della musica sacra, specialmente del canto gregoriano e, in genere, dei canti in latino; dalla loro solennit\u00e0, dalla loro vetust\u00e0, dalla loro composta, ordinata, suggestiva armonia, che gli struggeva il cuore. E lo diceva con profonda commozione, quasi con le lacrime agli occhi. Poi, entrando in seminario, la prima delusione (o una delle prime): proibito, non solo abolito, ma addirittura proibito, il canto gregoriano; proibita qualunque forma di canto in latino; e avanti con le canzoni profane o con i loro bislacchi adattamenti ad uso liturgico, sul tipo di <em>Blowing<\/em> <em>in the Wind<\/em> di Bob Dylan, per le quali si scioglievano in estatica ammirazione i cattolici progressisti e postconciliari, a cominciare dai superiori del seminario (dove gli iscritti sono passati da 80 di quarant&#8217;anni fa, agli attuali zero virgola zero). Testi che, a parte la loro dubbia origine ideologica, non esprimono affatto la specificit\u00e0 del sentire cristiano e cattolico, ma, tutt&#8217;al pi\u00f9 (e con molta buona volont\u00e0) una qualche forma di religiosit\u00e0 generica, &quot;liquida&quot; &#8212; come direbbe Zygmunt Bauman -, quasi volatile; una religiosit\u00e0 che pu\u00f2 andar bene per tutte le stagioni, canzoni che starebbero altrettanto bene sulle labbra di un coro luterano, o presbiteriano, o magari di qualche setta New Age, di quale gruppo vagamente &quot;spirituale&quot;, magari di tipo gnostico o panteista. Per\u00f2 la fierezza di essere cattolici, la proclamazione delle verit\u00e0 cristiane, niente di niente. Sar\u00e0 appunto per questo che Bob Dylan e tutti gli altri dello stesso genere piacevano e piacciono ancora tanto ai cattolici progressisti, in perfetto &quot;spirito di Assisi&quot;: perch\u00e9 &quot;fanno dialogo&quot;, mostrano apertura, ecumenismo, spirito d&#8217;inclusione; e, come direbbe il signor Bergoglio, gettano ponti gli uni verso gli altri, creano unione, solidariet\u00e0, baci e abbracci, mentre le &quot;vecchie&quot; canzoni liturgiche, sul tipo di <em>Io son cristiano! Dal sacro fonte \/ un&#8217;onda pura scese su me&#8230;<\/em>, che venivano insegnate ai bambini del catechismo negli anni &#8217;60 del Novecento, quelle no, che orrore!, quelle creano divisioni, alzano muri, scherziamo, non bisogna mica offendere il mondo, sbattendogli in faccia la propria identit\u00e0 cristiana e cattolica. Ci vuole un po&#8217; di discrezione, un po&#8217; di <em>bon ton<\/em>, che diamine! Siamo o non siamo educati e razionali cittadini del terzo millennio? E ci\u00f2 vale anche per i credenti: non siamo pi\u00f9 nel Medioevo, come diceva il buon padre David Maria Turoldo, il grande poeta catto-progressista, allorch\u00e9 spezzava la corona del Rosario e la gettava a terra, esortando i cattolici a sbarazzarsi, una volta per tutte, dei loro superstiziosi e poco invidiabili modi di pregare.<\/p>\n<p>Dunque: l&#8217;anima ha bisogno di bellezza: \u00e8 un bisogno naturale, come quello di mangiare, bere e riposare; e, se non la trova, intristisce e sviluppa qualche anomalia, qualche deviazione, proprio come un albero il quale, trovandosi la naturale via di crescita sbarrata da un muro o da un qualsiasi altro ostacolo, continua a svilupparsi comunque, ma piegandosi sul tronco e assumendo una figura quanto mai contorta, oltre che precaria: costretto a spostare innaturalmente il proprio baricentro, prima o poi verr\u00e0 il momento in cui le radici non riusciranno a fare sufficiente presa nel terreno e l&#8217;intera pianta roviner\u00e0 al suolo, trascinata dal peso sbilanciato del trono e della chioma. Ebbene, la stessa cosa si verifica, e a maggior ragione, per l&#8217;arte sacra e per la musica sacra. L&#8217;anima, che \u00e8 naturalmente religiosa (non esiste un ateismo naturale: l&#8217;ateo \u00e8 sempre colui che fatto un scelta di tipo intellettuale), cerca nell&#8217;arte liturgica e nella musica liturgica un aiuto e un sostegno nella ricerca di Dio; e, non trovandole, ritorna indietro vuota e inaridita, delusa e disperata. Anche da ci\u00f2 si pu\u00f2 capire quale ruolo importantissimo, fondamentale, svolge la bellezza nel complesso della liturgia. La liturgia non \u00e8 solo espressione della bellezza, ma la bellezza, nella liturgia, \u00e8 un potentissimo strumento di avvicinamento al sacro: perch\u00e9 l&#8217;anima, nel brutto, non si sente affatto stimolata a rivolgersi a Dio, al contrario, si sente sempre pi\u00f9 respinta e racchiusa entro un orizzonte chiuso, limitato, asfittico, che ha qualcosa di demoniaco, perch\u00e9 la bruttezza \u00e8 il riflesso del diavolo, cos\u00ec come la bellezza \u00e8 un attributo di Dio: come ben sanno i seguaci del satanismo e i cultori del rock satanico (e, a proposito: anche la sodomia \u00e8 demoniaca, e infatti il sesso anale viene praticato dai gruppi satanisti, appunto perch\u00e9 orrido, doloroso e contrario alla natura umana). Evidentemente sapevano il fatto loro quei padri conciliari (ci scotta la lingua a chiamarli cos\u00ec) i quali vollero, fortissimamente vollero, un concilio pastorale e liturgico, e si preoccuparono, per prima cosa, di far passare la &quot;loro&quot; riforma liturgica, per opera principalmente dell&#8217;arcivescovo massone Annibale Bugnini. Essi ebbero l&#8217;astuzia di presentare tale riforma in termini quasi minimalisti (in fondo, cosa volete che sia la liturgia?; per\u00f2 la dottrina, state tranquilli, resta sempre la stessa&#8230;), mentre sapevano benissimo che cambiare la liturgia significava cambiare tutto. Perch\u00e9 la liturgia, lo abbiamo detto e ripetuto mille volte, n\u00e9 mai ci stancheremo di dirlo, non \u00e8 solo una specie di abito che il credente indossa quando si reca alle sacre funzioni: no, ma \u00e8 molto, molto di pi\u00f9; la liturgia \u00e8 un tutt&#8217;uno con la fede, con la preghiera, con il mistero del soprannaturale: \u00e8 inseparabile dalla sostanza stessa di ci\u00f2 in cui si crede. Tolta la liturgia, o meglio, tolta la dignit\u00e0, la solennit\u00e0 e l&#8217;armonia della vera liturgia, non resta che una sua squallida contraffazione, la quale, proprio come l&#8217;are brutta, svolge la funzione contraria a quella che le sarebbe destinata: invece di avvicinare l&#8217;anima a Dio, l&#8217;allontana, e la sospinge verso pensieri mondani, fatti di carne e di cose immanenti, di desideri e aspirazioni puramente terreni.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che una delle prossime mosse dello scellerato pontificato di Francesco sar\u00e0 l&#8217;attacco finale alla liturgia; la quale, peraltro, \u00e8 gi\u00e0 precipitata nel caos pi\u00f9 totale, dal momento che, ormai, ogni singolo prete si sente autorizzato a ritagliarsi ed inventarsi la sua propria liturgia, fosse pure la pi\u00f9 sconveniente, la pi\u00f9 balzana, la pi\u00f9 buffonesca e oltraggiosa che si possa immaginare, la pi\u00f9 contraria allo spirito, alla bellezza e al buon gusto. Ormai, nella liturgia della santa Messa, se ne vedono di tutti i colori: l&#8217;elenco degli abusi sarebbe lunghissimo, tanto che ormai perfino parlare di &quot;abusi liturgici&quot; risulta incongruo e anacronistico: l&#8217;eccezione essendo diventata la sana liturgia cattolica, mentre gli abusi sono divenuti praticamente la regola, grazie anche al silenzio, alla distrazione o, peggio, alla connivenza e all&#8217;attivo incitamento degli stessi vescovi. Ma ai vescovi non importa se il parroco tal dei tali si reca all&#8217;altare scivolando sui pattini, oppure in bicicletta, in mezzo alla folla dei fedeli; o se il parroco talaltro si mette a raccontare barzellette durante l&#8217;omelia, si esprime scherzosamente in dialetto, canta, ride, fa il pagliaccio, provoca le risate del &quot;pubblico&quot;? Evidentemente no, dal momento che non si ha mai notizia che un vescovo sia intervenuto per reprimere simili abusi. Viceversa, si ha talvolta notizia di un vescovo che interviene per punire e allontanare un bravo sacerdote che seguita a fare, coraggioso e imperterrito, quel che i sacerdoti hanno sempre fatto; che celebra una santa Messa cos\u00ec come si \u00e8 sempre celebrata, che predica ai fedeli restando nel solco della sana dottrina, e non improvvisando affermazioni di sua personale matrice, magari sul versante della politica e di cento altre cose, le quali per\u00f2, con la fede cattolica, non c&#8217;entrano per niente, o hanno un rapporto soltanto indiretto.<\/p>../../../../n_3Cp>Il mondo moderno si \u00e8 volontariamente allontanato da Dio: pertanto, l&#8217;uomo sta ricevendo in se stesso, come direbbe san Paolo (cfr. <em>Romani<\/em>, 1, 26-27), il castigo per la propria arroganza e per il proprio traviamento. Una volta lontano da Dio, l&#8217;uomo impazzisce, perch\u00e9 non trova pi\u00f9 la propria misura, e nemmeno una ragione per vivere: come potrebbe, un&#8217;anima immortale, appagarsi di una vita finita, di un mondo nel quale ogni cosa finisce ed \u00e8 destinata alla dissoluzione? Noi siamo fatti per la felicit\u00e0, e la felicit\u00e0 non conosce l&#8217;ombra angosciosa della morte, se morire \u00e8 scivolare in un eterno nulla. L&#8217;imbruttimento della liturgia, dei canti sacri, della musica sacra, della pittura, della scultura e dell&#8217;architettura sacre, ha perci\u00f2 qualcosa di veramente diabolico: sembra impossibile che il clero e i fedeli ci siano arrivati inconsapevolmente, in maniera &quot;naturale&quot;; \u00e8 molto, ma molto pi\u00f9 verosimile, che risponda ad una regia ben precisa, a un piano, a un disegno finalizzato a recidere anche quest&#8217;ultimo legame fra Dio e gli uomini, che \u00e8 rappresentato dalla bellezza. E all&#8217;origine di questo piano, subdolo e scellerato, vi \u00e8, ancora e sempre, la teologia della &quot;svolta antropologica&quot;: anche qui si allunga l&#8217;ombra inquietante di un altro gesuita, il nefasto Karl Rahner. Se la teologia non \u00e8 pi\u00f9 la ricerca di Dio, umile e devota, da parte dell&#8217;uomo, ma \u00e8 l&#8217;analisi dell&#8217;uomo che, facendo perno su se stesso, si innalza verso Dio, in realt\u00e0 quasi auto-divinizzandosi, allora non desta meraviglia che anche l&#8217;arte cosiddetta sacra cessi di protendersi verso la trascendenza e si metta a celebrare l&#8217;immanenza. Il volto di Cristo che ci si mostra nei mosaici di padre Rupnik, dietro la maschera di una sorta di &quot;primitivismo&quot; ingenuo e quasi na\u00eff, non ha nulla di divino, nulla di solenne, nulla di spirituale: \u00e8 un volto semplicemente assonnato, da tonto, un volto brutto, quasi repellente, carico di tutta la miseria dell&#8217;umano, immerso e chiuso nella propria finitezza. E cos\u00ec le figure che gli stanno intorno, e lo stesso paesaggio: su tutto grava il peso della materia; da nessuna parte si respira la dimensione dell&#8217;infinito. Chi cerca in quelle immagini &quot;sacre&quot; il sia pur minimo spiraglio per avvicinarsi a Dio, per trovare il clima propizio al raccoglimento, alla devozione, alla preghiera, non trova niente di tutto ci\u00f2, ma resta deluso, spogliato di una legittima aspettativa, come il figlio che domanda al proprio padre un pezzo di pane e riceve invece, un serpente o uno scorpione (cfr. <em>Luca,<\/em> 11, 11-13<em>): Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli dar\u00e0 una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dar\u00e0 al posto del pesce una serpe?\u00a0O se gli chiede un uovo, gli dar\u00e0 uno scorpione?\u00a0Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi\u00f9 il Padre vostro celeste dar\u00e0 lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!<\/em> Le cose sono giunte a tanto nella neochiesa odierna: invece dell&#8217;aiuto a credere, il fedele vi trova la spinta verso l&#8217;incredulit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo, L&#8217;arte brutta \u00e8 anche immorale (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 30\/06\/2018) abbiamo sostenuto che un&#8217;arte brutta \u00e8 una contraddizione in termini,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117],"class_list":["post-26153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26153"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26153\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}