{"id":26151,"date":"2015-10-08T12:44:00","date_gmt":"2015-10-08T12:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/08\/il-mistero-dellarte-sublime-di-bach-e-nella-sua-totale-dedizione-a-dio\/"},"modified":"2015-10-08T12:44:00","modified_gmt":"2015-10-08T12:44:00","slug":"il-mistero-dellarte-sublime-di-bach-e-nella-sua-totale-dedizione-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/08\/il-mistero-dellarte-sublime-di-bach-e-nella-sua-totale-dedizione-a-dio\/","title":{"rendered":"Il \u201cmistero\u201d dell\u2019arte sublime di Bach \u00e8 nella sua totale dedizione a Dio"},"content":{"rendered":"<p>La facolt\u00e0 creativa di un artista \u00e8 un dono, che il perfezionamento sul piano tecnico e stilistico pu\u00f2, in una certa misura, perfezionare, ma che mai potr\u00e0 sostituire, e che l&#8217;ambiente sociale e culturale pu\u00f2 aiutare a comprendere, non spiegare nella sua essenza; in quanto dono, poi \u00e8 anche un mistero, che rimane celato al nostro sguardo, perch\u00e9 non esiste uno sguardo umano capace di sondarne le abissali profondit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 stato detto che la grande arte \u00e8 sempre intimamente religiosa, o, quanto meno, che presuppone un atteggiamento di fondo profondamente spirituale da parte dell&#8217;artista (e, aggiungiamo, anche da parte del pubblico, almeno se la si vuol comprendere nella sua essenza e non solo nei suoi aspetti formali): bisogna aggiungere che, qualora l&#8217;artista si rivolga esplicitamente a Dio, e chieda a Lui di ricevere in dono la maestria che gli consenta di celebrarne degnamente la gloria; qualora, insomma, egli concepisca la propria arte non come uno strumento di glorificazione per se stesso, ma come una testimonianza, una lode e un ringraziamento da rivolgere a Dio, allora pi\u00f9 che mai appare chiara la sorgente divina di quella ispirazione. \u00c8 come se l&#8217;arte, che \u00e8, di per se stessa, un fatto spirituale, si spiritualizzasse ancor pi\u00f9 e si slanciasse, leggera come un corpo liberato del proprio peso, verso le sublimi altezze dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Questo tipo di atteggiamento, che era tipico degli artisti medievali, compresi i poeti &#8212; si pensi a Dante Alighieri e alla \u00abDivina Commedia\u00bb &#8211; si spingeva cos\u00ec avanti da indurre molti di essi a non preoccuparsi affatto di firmare in maniera clamorosa le proprie opere, delle quali, infatti, non si ritenevano realmente gli autori, se non nel senso pi\u00f9 pratico e materiale del termine; non ritenevano importante che il pubblico conoscesse i loro nomi, tanto \u00e8 vero che persino di molte cattedrali romaniche e gotiche non conosciamo gli architetti che le concepirono e che le realizzarono, oppure ignoriamo quasi tutto della loro biografia.<\/p>\n<p>Si tratta di un modo di pensare che a noi sembra alquanto strano e, diciamolo francamente, quasi inconcepibile, solamente perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno \u00e8 talmente pieno del suo ego, da non riuscire nemmeno a immaginare che l&#8217;artista si ponga in una disposizione d&#8217;animo cos\u00ec disinteressata. E non si tratta affatto del moderno concetto di &quot;impersonalit\u00e0&quot; dell&#8217;artista, caro alla scuola naturalista (e al nostro verismo): per Flaubert o per Zola, infatti, come pure per Verga, l&#8217;autore deve, s\u00ec, scomparire, eclissarsi rispetto ai personaggi e alle situazioni rappresentati, ma non certo per modestia; egli si considera, al contrario, come una specie di scienziato della dimensione umana (pi\u00f9 i francesi che l&#8217;italiano) e, se desidera che l&#8217;opera sembri essersi fatta da s\u00e9, ci\u00f2 non avviene perch\u00e9 egli ne rispetti l&#8217;intimo mistero (atteggiamento che sarebbe, semmai, di tipo spirituale e &quot;religioso&quot;), ma perch\u00e9, secondo lui, non esiste alcun mistero nella dimensione umana. Come diceva il buon vecchio Hyppolite Taine: nell&#8217;uomo, visto come un organismo puramente biologico, non vi \u00e8 nulla che l&#8217;ereditariet\u00e0, l&#8217;ambiente sociale ed il momento storico in cui egli si trova a vivere, non possano perfettamente spiegare, al punto da poterne predire il destino.<\/p>\n<p>L&#8217;impersonalit\u00e0 dell&#8217;artista medievale \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa; anzi, a ben guardare, non si tratta per nulla di <em>impersonalit\u00e0<\/em>, ma di <em>anonimit\u00e0<\/em>, nel senso alto della parola; mentre oggi, ed \u00e8 significativo, la parola anonimo fa subito venire in mente qualcosa di negativo: si pensi a una lettera anonima, oppure ad una esistenza anonima, espressioni dal significato immediatamente sgradevole. L&#8217;arte medievale &#8212; che \u00e8 quasi tutta, nella maniera pi\u00f9 profonda e anche pi\u00f9 esplicita, arte religiosa &#8211; \u00e8 arte corale, nel senso originario della parola: \u00e8 simile a un corale rivolto a Dio, nel quale ciascun cantore offre il dono della sua voce, in un tutto armonico nel quale sarebbe vano, e soprattutto assurdo, voler discernere ci\u00f2 che \u00e8 di uno e ci\u00f2 che \u00e8 di un altro; quel che conta non \u00e8 la bravura individuale, ma lo scopo che ci si prefigge: innalzare una preghiera di lode e di ringraziamento a Dio, creatore, signore e padre amorevole di tutte le cose, perci\u00f2 anche dell&#8217;istinto del bello, dell&#8217;arte, della musica. \u00c8 giusto che tutto canti le Sue lodi, perch\u00e9 tutto viene da Lui e tutto a Lui deve ritornare: anche il talento artistico, o poetico, o musicale, altro non sono che le note di un concerto che \u00e8 stato reso possibile solo dalla Sua infinita sapienza e bont\u00e0 e che a Lui si dirigono, devotamente e giustamente, per testimoniare l&#8217;adorazione e la riconoscenza delle Sue creature.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, gli architetti delle cattedrali non volevano primeggiare: ci\u00f2 che si proponevano era di rendere gloria a Dio e celebrare la di Lui grandezza. Come recita il \u00abCantico delle creature\u00bb di San Francesco d&#8217;Assisi: \u00abAltissimu, onnipotente, bon Signore, \/ tue so&#8217; le laude, la gloria e l&#8217;honore et honne benedictione. \/ Ad te solo, Altissimo, se konf\u00e0no et nullu homo \u00e9ne dignu te mentovare\u00bb. La gloria spetta a Dio, non agli uomini; le creature sono lodate perch\u00e9 rispecchiano la bellezza, lo splendore e la bont\u00e0 del Creatore, non gi\u00e0 in se stesse. Cos\u00ec sentiva e pensava l&#8217;uomo medievale: cos\u00ec egli vedeva il mondo, la vita terrena, e anche l&#8217;espressione della bellezza prodotta dalle mani dell&#8217;uomo: perch\u00e9 nessuno, allora (e anche in seguito, almeno fino ad Hegel), si era mai sognato di pensare che l&#8217;arte potesse essere qualcosa di diverso dall&#8217;arte bella; a nessuno, prima di quella particolare malattia che si chiama modernit\u00e0, era venuto in mente che l&#8217;arte possa essere anche l&#8217;espressione del brutto. Semmai, la bruttezza intenzionale era percepita come lo sghignazzo del Demonio: e cos\u00ec la rappresentavano lo scultore o il pittore nelle chiese, quale monito contro le potenze dell&#8217;Inferno, nemiche dell&#8217;uomo e invidiose della sua amicizia con Dio.<\/p>\n<p>Ma quei tempi sono cambiati, sono finiti. Con l&#8217;Umanesimo, l&#8217;uomo incomincia a lodare se stesso e a celebrare la bellezza delle cose e del mondo non in quanto creature, ma in quanto realt\u00e0 autonome, dotate di piena dignit\u00e0 <em>per se stesse<\/em>; con il Rinascimento, ad allentare o a rescindere tacitamente i legami con il Creatore (dov&#8217;\u00e8 Dio nei due massimi scrittori del 1500, Ariosto e Machiavelli?), ad esasperare il concetto della propria autosufficienza, a sentirsi padrone e misura di tutto ci\u00f2 che esiste sulla terra (e del Cielo, ormai, poco si ricorda); con la Rivoluzione scientifica, a ritenersi capace, beninteso se scienziato e matematico, di leggere i segreti del gran libro della Natura, e di conoscerne alcune proposizioni &#8212; quelle della matematica &#8212; con lo stesso grado di precisione e di con cui le conosce Dio stesso (ossia <em>intensive<\/em>, come non si perita di affermare Galilei); con l&#8217;Illuminismo, a giudicare che la Ragione umana \u00e8 strumento perfettamente adeguato non solo a conoscere il vero, ma a cambiare il mondo, a perfezionare l&#8217;opera della natura, a sostituirsi al disegno di Dio, ridotto, quest&#8217;ultimo, ad un grande ma remoto e silenzioso Architetto, il quale, dopo aver dato avvio e movimento al gigantesco meccanismo dell&#8217;universo, lascia poi che tale movimento procedere da solo, senza pi\u00f9 intervenirvi in alcun modo.<\/p>\n<p>Scompare, cos\u00ec, di fatto, il concetto di Provvidenza; ed \u00e8 logico: che altro \u00e8 la Provvidenza, se non la presenza costante e amorevole di Dio nella vicenda umana? Ma Dio non \u00e8 pi\u00f9 Amore, \u00e8 diventato un Architetto, cio\u00e8 uno Scienziato pure Lui: e lo Scienziato non interviene nella propria opera, dopo che l&#8217;ha terminata; si limita ad osservarla, con occhio freddo e distaccato. Ancora un secolo, e la Provvidenza cola a picco, letteralmente: \u00e8 la sorte della barca da pesca della famiglia Toscano, ne \u00abI Malavoglia\u00bb: non si chiama essa, forse, <em>Provvidenza<\/em>? E non \u00e8 vero che, a partire da quel naufragio, le disgrazie incominciano ad accanirsi contro quei poveri pescatori? Eppure, non pi\u00f9 di quarant&#8217;anni prima, Manzoni aveva fatto della Provvidenza il vero protagonista de \u00abI promessi sposi\u00bb. Che cosa \u00e8 dunque accaduto? \u00c8 accaduto, come avrebbe detto il buon Verga (e non certo con una sottintesa ammirazione, tutto al contrario) che \u00e8 avanzata, travolgente, irresistibile, la grande novit\u00e0 del mondo moderno: <em>la fiumana del progresso<\/em>. Spazzando via ogni cosa davanti a s\u00e9: ogni cosa che non serva al suo disegno di potenza. Disegno di potenza che parte da lontano: almeno da quella formula di Francis Bacon, <em>\u00abKnowledge is Power\u00bb<\/em>, \u00abSapere \u00e8 potere\u00bb, che tiene a battesimo la cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVII secolo e inaugura le <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> che culmineranno nella manipolazione genetica, nella fecondazione eterologa e nella clonazione.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, dunque, gli artisti hanno seguito queste linee di tendenza generali, rispecchiando, nel loro modo di intendere la propria opera, le idee del loro tempo; ben pochi di essi hanno fatto eccezione alla regola di uniformarsi al sentire generale degli altri intellettuali, e specialmente di quelli ritenuti i pi\u00f9 autorevoli nel definire che cosa sia il reale e quali siano le strade idonee per giungere alla sua conoscenza: vale a dire dei teologi e dei filosofi sino al XVII secolo, degli scienziati e dei matematici a partire da quell&#8217;epoca. Perch\u00e9 l&#8217;artista raramente \u00e8 un intellettuale nel senso specifico del termine: egli pu\u00f2 anche essere un genio nel proprio ambito espressivo, ma, per quanto riguarda la struttura generale di pensiero entro la quale si muove, e per quanto concerne i presupposti culturali dai quali prende avvio la sua opera, solitamente egli non si discosta affatto dalle opinioni comuni del proprio tempo, che sono state fissate, appunto, da filosofi e scienziati.<\/p>\n<p>Ma ecco che, agli albori del XVIII secolo, un artista, un musicista, un virtuoso dell&#8217;organo, che \u00e8 anche un sommo compositore (ma questo sostanziale dettaglio i suoi contemporanei lo ignorano, o, per meglio dire, preferiscono ignorarlo), fa irruzione con la possanza di un mare dalle onde maestose e tranquille, e innalza la musica del suo tempo ai livelli pi\u00f9 eccelsi mai raggiunti: per dire il vero, la innalza non solo nel contesto del suo tempo, ma per tutta l&#8217;eternit\u00e0. E Bach, questo genio assoluto, impareggiabile (e largamente incompreso, o snobbato, o addirittura ignorato dai colleghi e dal pubblico del suo tempo), sente e pensa ancora come un artista pienamente medievale, cio\u00e8 pienamente ed esplicitamente religioso. Egli non si considera affatto come il vero e solo autore delle &quot;sue&quot; innumerevoli composizioni, ma come l&#8217;umile e volonteroso artigiano che presta la sua mente e le sue mani all&#8217;opera di Dio, riempiendo uno spartito dopo l&#8217;altro e provando poi, alla tastiera, con tutta la sua numerosissima e semplice famiglia, le opere cos\u00ec composte, al solo ed unico scopo di celebrare la magnificenza del Signore, per innalzare ed offrire sino ai piedi sul Suo trono la preghiera e l&#8217;invocazione degli uomini.<\/p>\n<p>Le opere cos\u00ec composte &#8212; pi\u00f9 di 1.000: impressionante! &#8212; sono tutte contrassegnate dalla formula \u00abSoli Deo Gloria\u00bb, che poi \u00e8 il quinto ed ultimo dei cosiddetti &quot;cinque sola&quot; che caratterizzano la teologia luterana. Gli altri quattro sono: \u00absola Scriptura\u00bb (cio\u00e8 aprirsi alla Rivelazione per mezzo della sola Bibbia, e non anche &#8212; come i cattolici &#8212; con la Tradizione, che, pur non essendo attestata dalle Scritture, fa parte della vita della Chiesa fin dalle sue origini); \u00absola Fide\u00bb (cio\u00e8 la salvezza si consegue con la sola fede, e non anche con le opere buone); \u00absola Gratia\u00bb (cio\u00e8 si riceve la vita soprannaturale con la sola Grazia divina e non anche con i sacramenti, la preghiera e le pratiche religiose; e infine \u00absolus Christus\u00bb (solo Cristo; negando, perci\u00f2, il culto dei santi, della Madonna, eccetera). Cos\u00ec chiarita, la formula \u00abSoli Deo Gloria\u00bb potrebbe avere qualcosa di angusto, di dottrinario; ma qui sta il bello: perch\u00e9 Bach, come uomo, non sorpassa il tipo comune del suo tempo, coi suoi pregi e le sue limitazioni; quel che lo fa grande, immenso, \u00e8 l&#8217;umilt\u00e0 della sua fede.<\/p>\n<p>Giustissima, nella sua lineare semplicit\u00e0, ci pare la chiave del &quot;mistero&quot; dell&#8217;arte di Bach offerta da Camillo Tommasi di Vignano (in \u00abGuida alla musica sinfonica\u00bb, Milano, Mondadori, 1968, p. 42):<\/p>\n<p>\u00abLa personalit\u00e0 di Bach, nella sua gigantesca ed irripetibile statura artistica costituisce un mistero. Scarsamente apprezzato dai suoi contemporanei, se non come organista, ignorato per tutto un secolo dopo la morte, oggi trionfa nella Storia della Musica come uno dei pi\u00f9 grandi geni che l&#8217;umanit\u00e0 abbia mai conosciuto. Ma l&#8217;interrogativo che tutti gli studiosi della figura del Grande di Eisenach si pongono \u00e8 come abbia fatto, nella sua vita monotona e laboriosa, pressato ogni giorno della sua esistenza da pesanti obblighi professionali e familiari, modesto e tranquillo nella sua incessante fatica, ad assurgere a vette di tanta sublime ed immensa arte. E dopo studi e ricerche, dopo volumi e volumi dedicati a lui, dopo disquisizioni e conferenze, dopo saggi e monografie, la risposta di chi si \u00e8 accostato all&#8217;opera del grande Maestro \u00e8 pressoch\u00e9 unanime: l&#8217;arte di Bach \u00e8 un dono divino.\u00bb<\/p>\n<p>La musica sublime di Bach \u00e8 una delle esemplificazioni pi\u00f9 perfette di quali vette possa attingere l&#8217;arte, se l&#8217;artista sa spogliarsi del proprio io e lasciarsi interamente riempire dalla Grazia; e a quali vette di spiritualit\u00e0 possa accompagnare anche il pubblico, se questo \u00e8 disposto a fare altrettanto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La facolt\u00e0 creativa di un artista \u00e8 un dono, che il perfezionamento sul piano tecnico e stilistico pu\u00f2, in una certa misura, perfezionare, ma che mai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[117,170],"class_list":["post-26151","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-dio","tag-gustave-flaubert"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26151"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26151\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}