{"id":26147,"date":"2022-03-14T02:05:00","date_gmt":"2022-03-14T02:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/14\/larma-piu-micidiale-e-il-senso-di-colpa\/"},"modified":"2022-03-14T02:05:00","modified_gmt":"2022-03-14T02:05:00","slug":"larma-piu-micidiale-e-il-senso-di-colpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/14\/larma-piu-micidiale-e-il-senso-di-colpa\/","title":{"rendered":"L&#8217;arma pi\u00f9 micidiale \u00e8 il senso di colpa"},"content":{"rendered":"<p>Quando le relazioni umane sono impostate sul potere, tutto si ridice a chi possiede l&#8217;arma pi\u00f9 potente: e ci\u00f2 vale sia nelle relazioni interpersonali, da soggetto a soggetto, sia nella sfera della politica, dove i soggetti sono popoli e nazioni, da un lato, e chi detiene il controllo del denaro, cio\u00e8 i grandi finanzieri, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Partiamo dal caso pi\u00f9 semplice: quello delle comuni relazioni interpersonali, ad esempio nella dinamica della coppia. Se tale dinamica si ridice a un gioco di potere &#8212; e l&#8217;elemento del potere, sia pure in forme blande e ben dissimulate, \u00e8 presente in moltissime relazioni di coppia, per non dire in tutte o quasi tutte &#8212; allora molto spesso il potere ce l&#8217;ha chi sa giocare bene la carta del senso di colpa. Chi riesce a far sentire in colpa l&#8217;altro, ha gi\u00e0 vinto: qualsiasi cosa possa pensare o fare colui che si sente in colpa, finir\u00e0 sempre per accontentare la vittima, vera o presunta, nel tentativo di farsi perdonare o semplicemente di mettere a tacere i propri scrupoli e rimorsi. Anche se si tratta di scrupoli e rimorsi che non avrebbero ragion d&#8217;essere, anzi che in genere non ce l&#8217;hanno: perch\u00e9 chi compie realmente delle azioni riprovevoli ai danni dell&#8217;altro, e lo fa abitualmente, il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 tormentato da alcun senso di colpa, o per dir meglio non sa neppure cosa sia il senso di colpa. Provano sensi di colpa invece le persone scrupolose, oneste, che hanno una coscienza morale ben sviluppata e non sono affatto abituate a comportarsi male; e se lo fanno, si sentono a disagio esse per prime, talvolta persino di pi\u00f9 delle loro &quot;vittime&quot;.<\/p>\n<p>E ora parliamo di queste ultime. Lamentarsi per un torto ricevuto, recriminare per una cattiva azione subita, \u00e8 normale: quasi tutti lo fanno. Vivere lamentandosi e rimproverando all&#8217;altro i suoi torti e le sue cattive azioni, vere o immaginarie, non \u00e8 normale. Questo \u00e8 il confine tra una personalit\u00e0 sana, che ha subito dei torti, e una personalit\u00e0 maligna, che vuol fare dei torti una professione redditizia: quella dell&#8217;eterna vittima. Le vittime chiedono un risarcimento, e ci\u00f2 mette le catene al loro carnefice, lo obbliga a condurre un&#8217;esistenza sottomessa, fatta di continua espiazione. L&#8217;importante \u00e8 che il carnefice non smetta mai di sentirsi un carnefice: solo cos\u00ec il sistema della colpa pu\u00f2 funzionare; se il carnefice si chiedesse una volta se per caso non abbia espiato abbastanza, il gioco di potere architettato dalla vittima crollerebbe. Attenzione: non stiamo dicendo che vittime e carnefici non esistono, o che quanti agiscono male verso il prossimo non si debbano pentire e ravvedere. Ma pentirsi e ravvedersi \u00e8 proprio ci\u00f2 che un determinato tipo di vittime, quelle che vogliono sfruttare la situazione trasformandosi in eterne vittime che esigono &quot;giustizia&quot;, non vogliono che accada. Perch\u00e9 il loro gioco di potere possa funzionare all&#8217;infinto, \u00e8 necessario che il carnefice, o meglio l&#8217;ex carnefice, non sia mai abbastanza pentito e ravveduto; in altre parole, che continui a sentirsi in colpa per tutta la vita, sino all&#8217;ultimo dei suoi giorni. In buona sostanza, \u00e8 necessario che non abbia mai luogo l&#8217;evento della riconciliazione: il male fatto al carnefice deve restare &quot;congelato&quot; per sempre e assumere le dimensioni d&#8217;una realt\u00e0 perenne, mostruosa e opprimente: se l&#8217;ex carnefice, dopo essersi pentito e aver espiato, si riconciliasse con se stesso, la vittima professionista non avrebbe pi\u00f9 carte da giocare.<\/p>\n<p>Ci sono, ad esempio, delle mogli che vivono rinfacciando al proprio marito le sue colpe, i suoi tradimenti, i suoi difetti, la sua insensibilit\u00e0, o che si attaccano a un singolo episodio spiacevole per inchiodarvi l&#8217;immagine dell&#8217;altro e rimproverargli eternamente lo stesso errore, chiudendolo nella trappola d&#8217;un senso di colpa inespiabile: il poveretto, a meno che rompa l&#8217;incantesimo maligno, finir\u00e0 per ammalarsi, per deperire, e non di rado per soccombere a un simile bombardamento quotidiano. Noi siamo fatti essenzialmente di energia, e ricevere ogni giorno palate di energia negativa dalla persona con la quale condividiamo l&#8217;esistenza, la casa, la cura dei figli, \u00e8 un trattamento che finirebbe per stroncare anche un orso o un elefante. Dopo di che, la povera vedova si costruir\u00e0 un&#8217;immagine idealizzata del proprio matrimonio, perdoner\u00e0 finalmente le colpe del caro estinto e si recher\u00e0 ogni settimana, o perfino ogni giorno, in cimitero, a deporre fiori freschi sulla sua tomba, auto-convincendosi che la loro \u00e8 stata un&#8217;unione felice, che solo la morte ha avuto la forza di separare. Infatti nella maggioranza dei casi si tratta di meccanismi psicologi subconsci: la moglie non voleva (consapevolmente) ammazzare il marito, e in qualche modo si era realmente convinta che lui fosse la causa di tutti i suoi mali e l&#8217;aveva fatta soffrire pi\u00f9 di qualunque altra donna al mondo: il che rende il suo delitto perfetto, ma &quot;innocente&quot;, se innocenza \u00e8 l&#8217;assenza di una chiara consapevolezza del male compiuto. Diverso, ovviamente, \u00e8 il caso di una &quot;vedova nera&quot;, cio\u00e8 di una donna che odia il marito al punto da volerlo morto, e che costruisce il suo castello di accuse e rimproveri in maniera perfettamente lucida e consapevole al fine d&#8217;imprigionarlo nella rete dei sensi di colpa e cuocerlo a fuoco lento, giorno dopo giorno. In questo caso il delitto \u00e8 un vero delitto; e anche se non si arriva all&#8217;esito fatale, resta comunque la realt\u00e0 d&#8217;una vita infernale che il disgraziato marito deve sopportare, stretto alla gola da un meccanismo di ricatto psicologico che non gli d\u00e0 respiro e soprattutto non consente vie d&#8217;uscita. L&#8217;elemento essenziale, infatti, perch\u00e9 il ricatto dei sensi di colpa funzioni, \u00e8 che non si prospetti alcuna possibilit\u00e0 di redenzione: la persona redenta \u00e8 anche <em>salvata<\/em>, nel senso che \u00e8 uscita dall&#8217;inferno dei rimorsi e non pensa pi\u00f9 alle sue colpe, ma vive la propria vita guardando avanti.<\/p>\n<p>Adesso passiamo a considerare il meccanismo della colpevolizzazione al livello politico. Qui non si tratta di colpe individuali, vere o presunte, ma di colpe collettive; e non di colpe attuali, ma di colpe passate: e proprio perch\u00e9 passate, inestinguibili, nel senso che sono state consegnate alla memoria storica e nessuno le potr\u00e0 mai cancellare. Tale \u00e8 il &quot;trattamento&quot; che hanno subito settanta milioni di tedeschi alla fine della Seconda guerra mondiale: le colpe del nazismo ricadono su di loro, su tutti, e specialmente <em>quella<\/em> colpa, la colpa innominabile, la Colpa per antonomasia, madre e prototipo di tutte le altre colpe. A causa di ci\u00f2, le generazioni tedesche nate dopo la fine della guerra sono state sottoposte al pi\u00f9 diabolico esperimento di colpevolizzazione collettiva: nessuno, neppure i lattanti, poteva sottrarsi; nessuno poteva dichiararsi innocente, dicendo che a quell&#8217;epoca era solo un bambino inconsapevole. Nessuno pu\u00f2 chiamarsi fuori: <em>era impossibile non sapere<\/em>, dunque esisteva quantomeno una complicit\u00e0 indiretta, tacita ma non per questo meno colpevole, nei confronti degli aguzzini che si macchiavano materialmente del peggior delitto contro l&#8217;umanit\u00e0 (anche se il crimine degli aguzzini di Stalin, in termini quantitativi, era perfino pi\u00f9 grande). La Colpa dei tedeschi non \u00e8 pi\u00f9 una colpa politica, o umana: \u00e8 una Colpa religiosa, anzi <em>la Colpa<\/em> per antonomasia: tanto \u00e8 vero che per tenere la piaga sempre aperta \u00e8 stata creata, poco a poco, una nuova religione, non della redenzione e della salvezza, ma dell&#8217;eterno rancore, dell&#8217;eterno tormento e dell&#8217;eterno senso di colpa: la Religione dei Sei Milioni. Tutto ci\u00f2 vi ricorda forse qualcosa? Non vi \u00e8 una traccia di risentimento talmudico, di odio talmudico contro i miscredenti, in tutto questo? E non solo odio perenne per l&#8217;empio, per il maledetto, ridotto alle fattezze di un mostro, di un non-uomo; ma soprattutto nessun perdono, nessuna assoluzione, nessuna redenzione, nessuna possibilit\u00e0 di espiazione. Come si fa a espirare qualcosa che non si \u00e8 fatto, ma che \u00e8 stato fatto dai propri padri, dai propri nonni e bisnonni? E, pi\u00f9 ancora, come si fa a espiare qualcosa che \u00e8 stato deciso debba restare eternamente inespiabile, perch\u00e9 se fosse espiata, cesserebbe il meccanismo della colpevolizzazione, e il popolo maledetto potrebbe rialzare la testa e riprendere in mano il proprio destino? No: \u00e8 necessario non lasciarsi sfuggire il vantaggio: il bruciante senso di colpa del 1945 doveva essere tenuto in vita all&#8217;infinito, versando continuamente sale sulle ferite. Ogni anno il giorno della memoria, non per ricordare, ma per accusare; ogni anno una nuova iniezione di senso di colpa per quanti colpe non ne hanno, a meno di rifarsi alle concezioni cui abbiamo accennato, secondo le quali le colpe dei padri ricadono inesorabilmente sui figli, senza mai estinguersi e neppure attenuarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 un meccanismo di potere terribilmente efficace: stritola qualunque costituzione, anche la pi\u00f9 robusta; sbriciola qualsiasi tentativo di opporvisi con le armi della logica, del buon senso, della stessa documentazione storica. Il numero di Sei Milioni, ad esempio, \u00e8 storicamente pi\u00f9 che dubbio: ma guai a dirlo, guai ad avanzare il minimo accenno di critica: pare che si voglia mettere in dubbio il fatto in se stesso, e non gi\u00e0 procedere con il normalissimo metodo storico, che consiste nella ricerca rigorosa e obiettiva dei dati reali, scartando o mettendo fra parentesi tutto ci\u00f2 che non \u00e8 stato sufficientemente dimostrato. Infatti non si tratta pi\u00f9 di un fatto storico, ma religioso: \u00e8 una nuova religione, una religione della colpa, quella che \u00e8 stata costruita con tanta pazienza e determinazione. Sui fatti storici si pu\u00f2 discute liberamente di cifre, di date, di fatti precisi e documentati; su di un fatto religioso, no. La Colpa per i Sei Milioni \u00e8 una colpa teologica, e dunque prescinde dal numero: paradossalmente, per\u00f2, \u00e8 peccato mortale togliere anche una sola unit\u00e0 alla cifra totale. Sei milioni erano e sei milioni devono restare. Se uno storico si permette di sottrarre anche poche unit\u00e0 a quel totale, il suo diviene un crimine, un sacrilegio: ha offeso un dio geloso e irascibile, ha attirato su di s\u00e9 la maledizione che colpisce l&#8217;empio. Toccare o rivedere la cifra dei Sei Milioni \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un crimine e un sacrilegio: significa attentare al valore simbolico e metafisico della Colpa intesa in senso teologico.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non si possono fare paragoni o istituire raffronti. Ecco perch\u00e9 non si pu\u00f2 dire che quello degli armeni nel 1915 fu un genocidio, e avevano ragione i Giovani Turchi parlando di effetti involontari d&#8217;un piano di trasferimento dettato da ragioni di sicurezza nazionale e di sopravvivenza della nazione turca. Se ci fossero altri crimini equivalenti a quello rimproverato ai tedeschi, la colpa dei tedeschi verrebbe automaticamente relativizzata: una colpa fra le altre di cui \u00e8 costellata la storia, e sia pure una colpa particolarmente grave. Ma cos\u00ec non deve essere: perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, la colpa sarebbe espiabile, come l&#8217;hanno espiata i turchi e tanti altri popoli, mentre i tedeschi devono restare inchiodati per sempre alla loro colpa che non prevede assoluzione. E non solo i tedeschi, ma tutti gli europei, e soprattutto i cristiani: non si sa per quale motivo, ma i cristiani, e i cattolici in modo particolare, anche se non c&#8217;entrano nulla, sono stati soggetti alla strategia del senso di colpa per il fatto dei Sei Milioni. Sono stati accusati di aver preparato il terreno, di aver creato le condizioni perch\u00e9 ci\u00f2 accadesse. Dopotutto, Hitler non era forse austriaco? E gli austriaci non sono cattolici? Dunque i cattolici sono anch&#8217;essi colpevoli, moralmente se non materialmente. Il Concilio Vaticano II \u00e8 stato costruito apposta intorno a quest&#8217;accusa non detta, non esplicita, ma ugualmente percepibile, in tutta la sua forza dirompente. <em>Come potete restare insensibili alle responsabilit\u00e0 che la vostra Chiesa ha nella tragedia dei Sei Milioni?<\/em>, \u00e8 stato sussurrato all&#8217;orecchio dei cattolici. Ed essi, prontamente, si sono genuflessi, hanno messo la <em>kippah<\/em> sul capo e hanno ripetuto: <em>Mai pi\u00f9<\/em>! Da l\u00ec sono partite la <em>Dignitatis humanae<\/em> e la <em>Nostra aetate<\/em>, le due encicliche che hanno scardinato dall&#8217;interno, irreparabilmente, l&#8217;edificio della dottrina cattolica; da l\u00ec ha avuto inizio la deriva modernista e buonista che sta portando il cattolicesimo all&#8217;auto-annientamento. Perch\u00e9 quando si comincia ad introiettare sensi di colpa per qualcosa che non si \u00e8 fatto, qualunque altra vittima professionale pu\u00f2 perseguire lo stesso obiettivo. Cos\u00ec \u00e8 stato per gli omosessuali: rimproverando ai cattolici la severit\u00e0 della Chiesa di un tempo, le discriminazioni e le persecuzioni di un tempo, si \u00e8 ottenuto che il clero cominciasse a domandare scusa, a indossare la sciarpe arcobaleno, a dichiararsi favorevole alle benedizioni e perfino ai matrimonio fra persone dello stesso sesso. Tutto questo \u00e8 in contrasto radicale con la dottrina e la morale cattolica di sempre, ma pazienza: l&#8217;importante \u00e8 tacitare i sensi di colpa.<\/p>\n<p>E oggi, al tempo della Grande Menzogna, lo schema \u00e8 sempre lo stesso: <em>Se non ti fai inoculare il siero, muori o fai morire<\/em>, ha detto, mentendo spudoratamente, il presidente del Consiglio; e nessuno l&#8217;ha smentito o contraddetto, anche se la menzogna era cos\u00ec palese da far gridare i muri e i sassi delle strade. Chi non si fa inoculare \u00e8 colpevole: mette in pericolo tutti gli altri, causa il persistere del pericolo. Se la societ\u00e0 non torna alla normalit\u00e0, se i commercianti e gl&#8217;imprenditori non possono tornare a lavorare, se gli operai continuano ad essere licenziati qualora non si siano fatti inoculare, ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che una minoranza malvagia, fatta di pazzi ed incoscienti, rifiuta di fare ci\u00f2 che necessario al bene pubblico. E allora \u00e8 giusto \u00e8 prendere provvedimenti contro questa minoranza, \u00e8 giusto diffamarla, insultarla, minacciarla, additarla al pubblico disprezzo; \u00e8 giusto odiarla. S\u00ec, l&#8217;odio \u00e8 giustificato contro costoro perch\u00e9 non sono pi\u00f9 uomini, ma mostri: mostri che se ne fregano di costituire un pericolo mortale per tutti gli altri membri della comunit\u00e0. E bene fa il clero a schierarsi con il governo, prescrivere ai fedeli di farsi inoculare ed escludere dalla santa Messa i reprobi, a licenziare i dipendenti del Vaticano. Non si scherza con il vero Dio: il Dio della Colpa inespiabile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando le relazioni umane sono impostate sul potere, tutto si ridice a chi possiede l&#8217;arma pi\u00f9 potente: e ci\u00f2 vale sia nelle relazioni interpersonali, da soggetto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26147"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26147\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}