{"id":26143,"date":"2022-10-03T09:41:00","date_gmt":"2022-10-03T09:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/03\/lanticattolicesimo-di-hegel-un-centone-di-banalita\/"},"modified":"2022-10-03T09:41:00","modified_gmt":"2022-10-03T09:41:00","slug":"lanticattolicesimo-di-hegel-un-centone-di-banalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/03\/lanticattolicesimo-di-hegel-un-centone-di-banalita\/","title":{"rendered":"L&#8217;anticattolicesimo di Hegel: un centone di banalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Le idee di Hegel sui cattolicesimo sono sparse in numerose opere e discorsi; ma, se si vuole avere un riassunto e un concentrato fatto da lui stesso, che ha anche il maggior valore in quanto risale alla piena maturit\u00e0 intellettuale ed educativa del celebre professore di Berlino &#8211; che gli studenti correvano ad ascoltare da ogni parte della Germania e anche fuori, vedendolo non solo come un grande filosofo, ma come un maestro e in un certo senso un riformatore religioso &#8211; bisogna leggersi il discorso da lui tenuti all&#8217;ateneo della capitale prussiana l&#8217;anno prima della morte, e che dunque si pu\u00f2 ritenere anche come una sorta di testamento spirituale. Nel 1830, infatti, nel trecentesimo anniversario della Confessione Augustana, pubblicata il 25 giugno 1530, Hegel in qualit\u00e0 di rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Berlino fu chiamato a tenere un solenne discorso commemorativo, del quale come al solito profitt\u00f2 per ribadire e diffondere la sua concezione di una &quot;superiore unit\u00e0&quot; cui deve giungere il cristianesimo, al presente diviso al suo interno, grazie a un&#8217;interpretazione filosofica di esso (e della quale lui medesimo era, guarda caso, il profeta), tale da condurlo ad un pi\u00f9 elevato livello di autocoscienza<\/p>\n<p>Il contenuto di quel discorso\u00e8 stato sintetizzato nella celebrativa <em>Vita di Hegel<\/em> scritta dal suo discepolo &#8212; che potremmo definire &quot;centrista&quot;, allorch\u00e9 la scuola del maestro, dopo la sua morte, si scisse in una destra e una sinistra &#8212; Karl Rosenkranz, a sua volta noto filosofo e pedagogista, docente nelle universit\u00e0 di Halle e K\u00f6nigsberg (titolo originale: <em>Georg Wilhelm Friedrich Hegel&#8217;s Lieben beschrieben durch Karl Rosenkranz<\/em>, 1844; traduzione di Remo Bodei, Milano, Mondadori, 1974, pp. 426-428):<\/p>\n<p><em>Come relatore ufficiale Hegel si trovava nella felice condizione di essere fin dalla giovinezza un luterano convinto: questo lo ebbe a dichiarare in molte occasioni assai chiaramente &#8212; persino dalla cattedra &#8212; in rapporto soprattutto all&#8217;Ultima Cena. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Malgrado l&#8217;interiorit\u00e0 luterana profondamente radicata in lui a causa della sua educazione, Hegel evit\u00f2 nel suo discorso tutto quello che avrebbe potuto mettere in risalto gli elementi specifici del luteranesimo o gettare la minima ombra sulla professione di fede o sull&#8217;organizzazione ecclesiastica dei riformati. Come avrebbe potuto essere diversamente, dal momento che dagli inizi del secolo egli vedeva sia nel protestantesimo che nel cattolicesimo, quali si erano presentati fino ad allora, solo forme unilaterali del cristianesimo, che per mezzo della filosofia avrebbero potuto sollevarsi ad una superiore unit\u00e0, in modo che l&#8217;intuizione oggettiva del cattolicesimo si fondesse nell&#8217;assoluta libert\u00e0 dell&#8217;autocoscienza, con l&#8217;interiorit\u00e0 soggettiva ed il carattere nostalgico del protestantesimo?<\/em><\/p>\n<p><em>Sottoline\u00f2 invece con grande enfasi il rapporto fra Riforma e chiesa di Roma.In contrapposizione al Pelagianesimo ipocrita di quest&#8217;ultima, esalt\u00f2 la Confessione augustana come MAGNA CHARTA DEL PROTESTANTESIMO per il suo &quot;sola fides justificat&quot;. Descrisse la corruzione della chiesa, provocata dal cattolicesimo papista, nel quindicesimo e nel sedicesimo secolo e la TIRANNIA con la quale essa aveva umiliato la scienza e recato pregiudizio alle coscienze nel campo della libert\u00e0 confessionale. Descrisse la dilagante immoralit\u00e0 della vita provocata dalla DISTRUZIONE DELLA FAMIGLIA tramite il celibato, la DISTRUZIONE DELL&#8217;ATTIVIT\u00c0 OPEROSA tramite l&#8217;esaltazione della povert\u00e0, dell&#8217;ozio e della stupida bacchettoneria, della DISTRUZIONE DEL SENSO DI RESPONSABILIT\u00c0 tramite un&#8217;obbedienza ottusa, che trattava tutti gli uomini come minorenni e nel suo vuoto mentale affidava ai preti la responsabilit\u00e0 delle altrui azioni, ed infine dalla DISTRUZIONE DELLO STATO non solo tramite il disprezzo e la condanna del matrimonio, della propriet\u00e0 e della autonomia della coscienza e del pensiero, ma anche tramite il non riconoscimento del principe. Con entusiasmo magnific\u00f2 invece il protestantesimo restauratore dell&#8217;eticit\u00e0 della vita familiare, dell&#8217;onest\u00e0 civile, del senso di responsabilit\u00e0, della libert\u00e0 di coscienza, dell&#8217;unit\u00e0 del divino e dell&#8217;umano (quest&#8217;ultima conquista si esprimeva secondo lui in forma particolare anche nel fatto che il PRINCIPE di uno Stato protestante \u00e8 nello stesso tempo il VESCOVO SUPREMO della sua chiesa). Respinse con energia la sciagurata opinione per cui sarebbe errato credere di poter costituire uno Stato stabile senza trasformare in sua intima verit\u00e0 la fede in Dio, come il pi\u00f9 consustanziale principio di ogni pensare, di ogni agire e di ogni modo di condursi.<\/em><\/p>\n<p>Fin dai banchi del liceo i professori ci hanno atto una testa cos\u00ec per inculcarci la sacra e indiscutibile verit\u00e0 che G. W. F. Hegel \u00e8 stato un sommo filosofo, uno dei massimi della storia universale del pensiero; che, dopo Kant, nessuno lo eguagliato; che tutto ci\u00f2 che d&#8217;importante ha prodotto la filosofia dopo di lui, come il marxismo, proviene da lui; che, priva della sua luce intellettuale, l&#8217;Europa e il mondo sarebbero immersi nelle tenebre dell&#8217;oscurantismo e dell&#8217;ignoranza; e via di questo passo. Sicch\u00e9 lo studente di filosofia alle prime armi ha l&#8217;impressione, ovunque volga lo sguardo, di scorgere onnipresente l&#8217;ombra di Hegel, proprio come <em>il viandante che andava lungo il Biviere di Lentini, steso l\u00e0 come un pezzo di marte morto, e le stoppie riarse della piana di Catania<\/em>, nella novella <em>La roba<\/em> di Giovanni Verga, a forza di sentirsi dire che quei vigneti sterminati erano di Mazzar\u00f2, quelle fattorie coi granai enormi erano di Mazzar\u00f2, che quegli uliveti folti come un bosco erano di Mazzar\u00f2, finiva per credere che ogni cosa fosse di Mazzar\u00f2, che tutta la Terra e perfino il Sole che tramontava fossero roba di Mazzar\u00f2.<\/p>\n<p>Eppure, nel discorso pi\u00f9 solenne pronunciato da Hegel davanti agli studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Berlino, quando la Germania, in larga misura proprio per la celebrit\u00e0 del suo nome, godeva della universale ammirazione in campo filosofico, e dall&#8217;alto della saggezza e dell&#8217;esperienza accumulate nel corso di una vita intera di studi, riflessioni, viaggi e insegnamento, invano si cercherebbe, non diciamo una scintilla di genialit\u00e0, ma neppure una forma anche modesta di originalit\u00e0 e di profondit\u00e0. Le sue osservazioni acri, la sua implacabile requisitoria contro il cattolicesimo non si elevano di una centimetro al di sopra del livello pi\u00f9 banale, anzi diciamo pure del pi\u00f9 triviale, che avrebbe potuto assumere una discussione da osteria, da parte di un avventore qualsiasi, che non avesse mai letto una sola pagina di argomento filosofico ma che fosse, in compenso, ben sazio di vino o di birra. Gli argomenti dei quali si fa forte sono esattamente quelli che potevano incontrare l&#8217;approvazione di un uditorio rozzo e semianalfabeta; quelli che toccavano le corde pi\u00f9 profonde del viscerale anticattolicesimo luterano, i pi\u00f9 adatti a rinfocolare antichi e invincibili pregiudizi, a far leva &#8212; come si direbbe oggi &#8212; sulla pancia e non certo sull&#8217;intelligenza del pubblico. E questo da parte di un uomo, di un professore, di un pubblico funzionario, il quale sa bene che in quella citt\u00e0, in quell&#8217;ateneo, in quello Stato, vi \u00e8 una non disprezzabile minoranza cattolica; la quale poi non \u00e8 pi\u00f9 minoranza, bens\u00ec maggioranza, nella Germania meridionale ove egli stesso \u00e8 nato (a Stoccarda, nel Baden-W\u00fcrttemberg).<\/p>\n<p>E infatti persino un ammiratore totalmente acritico, come Karl Rosenkranz, non trova nulla da chiosare, nulla su cui ricamane per esaltarne l&#8217;originalit\u00e0 o la profondit\u00e0, e si deve limitare a esporre i contenuti di quel discorso demagogico e brutale, cos\u00ec, sciorinandoli piattamente, tali e quali, perch\u00e9 anche con la miglior buona volont\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nulla da aggiungere, nulla che permetta di coglierne dei sensi riposti di una qualche sottigliezza. Il cristianesimo, sempre inteso in sostanza come pratica o come vaga aspirazione dell&#8217;anima, e non come una precisa verit\u00e0 alla quale il fedele aderisce con la ragione (logico, dato che Hegel non si \u00e8 mai preso la briga di studiare san Tommaso d&#8217;Aquino) \u00e8 dipinto in due soli colori, il bianco e il nero. Bianco il protestantesimo &#8212; e tutte le sue attenzioni sono rivolte a non urtare la sensibilit\u00e0 dei riformati non luterani, mentre di quella di eventuali studenti cattolici nulla gl&#8217;importa -, nel quale vede una nobile aspirazione verso le pure vette dello Spirito assoluto, pur se nelle forme ancora rozze della religione, che non giunge alla chiarezza dell&#8217;auto-comprensione propria della filosofia; nero il cattolicesimo, vero e proprio concentrato di vizi e anacronismi, quasi una testa di turco sulla quale rovesciare ogni critica, ogni accusa, anche la pi\u00f9 gratuita.<\/p>\n<p>E adesso entriamo nel merito del discorso.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto che se Hegel ha evitato nel suo discorso tutto quello che avrebbe potuto mettere in risalto gli elementi specifici del luteranesimo non lo ha fatto minimamente per una qualche forma di riguardo o di delicatezza nei confronti dei cattolici, ma per non urtare la sensibilit\u00e0 dei riformati non luterani, ad esempio dei calvinisti, in nome di una superiore unit\u00e0 del protestantesimo e sempre, si capisce, in funzione anti-cattolica.<\/p>\n<p>Nella Chiesa cattolica nel XV e XVI secolo, ossia al tempo di Lutero, il suo sguardi non vede altro che una tirannia che opprime la scienza: pensando, evidentemente, a Galilei ( il cui processo peraltro si svolse nel XVII secolo) e facendo di un singolo episodio, determinato da circostanze particolari, un atteggiamento generale, cio\u00e8 negando il dato di fatto che la Chiesa diede al contrario un grande contributo al progresso delle scienze, tanto \u00e8 vero che molti scienziati di valore furono dei religiosi; e si pensi solo alla riforma del calendario solare promossa dal papa Gregorio XIII, che la introdusse con la bolla <em>Inter gravissimas<\/em> del 4 ottobre 1582.<\/p>\n<p>Dopo questo inizio poco felice e poco generoso, il discorso del grande filosofo prende l&#8217;abbrivo e inanella tutta una serie di drastiche accuse contro la Chiesa: prima delle quali l&#8217;aver recato pregiudizio alle coscienze nel campo della libert\u00e0 confessionale. Evidentemente, secondo Hegel, nei principati tedeschi, nei regni scandinavi e nei cantoni svizzeri passati al protestantesimo, la libert\u00e0 di coscienza dei cattolici era pienamente rispettata; n\u00e9 sembra che egli abbia mai inteso parlare del principio giuridico <em>cuius regio, eius religio<\/em> (\u00abdi chi \u00e8 il regno, di lui sia anche la religione\u00bb), sancito dalla Pace di Augusta del 1555 e che, per quanto possa ripugnare alla nostra coscienza moderna, tuttavia ebbe, se non altro, il merito di ridurre le persecuzioni indiscriminate di una parte contro l&#8217;altra. Eppure anche le persone di media cultura sanno che, a Ginevra, Calvino non esit\u00f2 a mandare sul rogo Michele Serveto a causa delle sue idee sulla Trinit\u00e0: fatto che distrusse per sempre il mito dei Paesi riformati come terre di libert\u00e0, pronti ad accogliere a braccia aperte chiunque fosse perseguitato per motivi religiosi.<\/p>\n<p>La terza accusa, dopo la repressione contro la scienza e la violazione della libert\u00e0 di coscienza, \u00e8 aver mirato alla <em>distruzione della famiglia<\/em> tramite la pratica del celibato ecclesiastico. Nientemeno. Come si pu\u00f2 ribattere, parlando seriamente, a un&#8217;accusa cos\u00ec poco seria? Come spiegare a chi abbia la mente ingombra di pregiudizi che l&#8217;esaltazione del celibato ecclesiastico non si ripercuote negativamente, di per se stessa, sulla famiglia e quindi sulla capacit\u00e0 procreativa della societ\u00e0, ch\u00e9 anzi proprio le famiglie numerose erano quelle &#8212; e tale situazione rimase, specie nelle aree periferiche italiane, spagnole, portoghesi, ecc., fino circa alla met\u00e0 del XX secolo &#8212; che recavano alla Chiesa il maggior numero di vocazioni religiose, sia maschili che femminili? E che quei preti, quei monaci e quelle monache, appunto per l&#8217;ambiente familiare nel quale erano cresciuti, portavano poi nella loro vita consacrata il massimo rispetto e la pi\u00f9 delicata sensibilit\u00e0 circa le questioni della vita familiare? E che in essi vi era, s\u00ec, coerentemente con l&#8217;insegnamento di sempre, la convinzione della eccellenza della vita consacrata, ma niente affatto una qualche forma di disdegno o disprezzo per la santit\u00e0 del matrimonio e l&#8217;importanza della cura e dell&#8217;educazione morale e religiosa della prole?<\/p>\n<p>La quarta accusa \u00e8 quella di <em>aver distrutto il senso del lavoro<\/em> tramite \u00abl&#8217;esaltazione della povert\u00e0, dell&#8217;ozio e della stupida bacchettoneria\u00bb. Questa \u00e8 la conferma del fatto che il protestantesimo nasce in gran parte come reazione del capitalismo nascente contro ci\u00f2 che la Chiesa rappresentava nel campo sociale: un limite, una barriera contro l&#8217;avidit\u00e0 degli usurai e dei ricchi mercanti, lo sforzo di sostenere i ceti pi\u00f9 vulnerabili, di proteggerne i diritti, di assicurar loro delle forme di tutela, sia direttamente sul terreno sociale (corporazioni di mestiere, confraternite) che, indirettamente, con il costante richiamo all&#8217;ideale evangelico della povert\u00e0 quale mezzo per avvicinarsi a Dio.<\/p>\n<p>La quinta accusa era di <em>aver distrutto il senso di responsabilit\u00e0<\/em> tramite un&#8217;obbedienza ottusa, che trattava tutti gli uomini come minorenni e nel suo vuoto mentale affidava ai preti la responsabilit\u00e0 delle altrui azioni. Questa \u00e8 una doppia stoccata: contro i limiti posti dalla teologia alla ragione dalla sua stessa natura (come in S. Tommaso) e contro l&#8217;idea del sacerdozio quale tramite necessario fra l&#8217;uomo e Dio. Perci\u00f2 via il senso del limite della ragione, ma s\u00ec a una ragione libera e spregiudicata, strumentale e calcolante (Kant); e via il sacerdozio come sacramento, perch\u00e9 siamo tutti sacerdoti. Anche se poi i sovrani degli Stati protestanti, come si compisce di osservare alla fine della sua allocuzione, pur non essendo consacrati, sono dei super-sacerdoti: dei vescovi supremi, addirittura.<\/p>\n<p>La sesta accusa \u00e8 quella di voler distruggere lo Stato, sia minando le basi della societ\u00e0 (ma la Chiesa non ha mia condannato n\u00e9 il matrimonio, n\u00e9 la propriet\u00e0: qui Hegel vaneggia), sia negando obbedienza al principe. Come se, storicamente, non fossero stati principi tedeschi a ribellarsi, armi in pugno (con la Lega di Smalcalda), contro l&#8217;imperatore Carlo V, che era rimasto cattolico. Dal che si vede che la ribellione al sovrano ve bene quando il sovrano \u00e8 cattolico, \u00e8 male se si tratta di un principe protestante.<\/p>\n<p>Francamente, da un grande filosofo che si rivolge in circostanze solenni alla giovent\u00f9 studentesca, sarebbe lecito aspettarsi qualche cosa di meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le idee di Hegel sui cattolicesimo sono sparse in numerose opere e discorsi; ma, se si vuole avere un riassunto e un concentrato fatto da lui<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[107,153,173,228],"class_list":["post-26143","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-cattolicesimo","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26143\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}