{"id":26142,"date":"2011-12-26T11:22:00","date_gmt":"2011-12-26T11:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/26\/lanno-che-verra\/"},"modified":"2011-12-26T11:22:00","modified_gmt":"2011-12-26T11:22:00","slug":"lanno-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/26\/lanno-che-verra\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno che verr\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 il nuovo anno? Che cosa ci porter\u00e0? Qualche cosa di bello, di sereno, di gioioso, oppure qualche cosa di brutto, di doloroso, di triste?<\/p>\n<p>Sono queste le eterne domande che la gente si pone all&#8217;avvicinarsi di ogni Capodanno; salvo poi rifarsele, assolutamente identiche, l&#8217;anno seguente, e il successivo, e cos\u00ec via, un anno dopo l&#8217;altro, fin verso la fine, quando ormai resta ancora poco futuro e non si ha quasi il coraggio di fare il conto delle probabilit\u00e0 di vedere un altro Capodanno.<\/p>\n<p>Ebbene, che c&#8217;\u00e8 di male a domandarsi tali cose? \u00c8 normale, \u00e8 umano; da sempre le creature umane se le pongono, da sempre il loro cuore si protende verso di esse, quasi aspettando una sentenza di salvezza o di condanna, di vita o di morte.<\/p>\n<p>Di male non c&#8217;\u00e8 niente, assolutamente niente. Per\u00f2&#8230;<\/p>\n<p>Se ci si pone in un atteggiamento di attesa, di aspettativa, di dipendenza da qualcosa di esterno, si parte gi\u00e0 con il piede sbagliato: si incomincia l&#8217;anno non come noi lo vorremmo, ma come noi speriamo o temiamo che possa rivelarsi; il che \u00e8 molto diverso.<\/p>\n<p>Il tempo, di per s\u00e9, non significa molto: di per se stesso, il trascorrere del tempo non offre garanzie di maggiore saggezza, n\u00e9, tanto meno, di maggiore fortuna o di maggiore felicit\u00e0; pu\u00f2 anzi diventare un nemico, non in se stesso, ma nella percezione che abbiamo di esso, allorch\u00e9 ci accorgiamo che ci sta sfuggendo tra le dita come la sabbia in riva al mare, e vediamo con raccapriccio che la pi\u00f9 gran parte di esso se n&#8217;\u00e8 andata, insieme alla giovinezza con tutti i suoi sogni.<\/p>\n<p>Le persone che si sentono tradite dal tempo, che pensano di averlo sprecato, di non averne ancora abbastanza a loro disposizione, in genere scivolano verso il pessimismo, l&#8217;amarezza, talvolta il cinismo; dicono: \u00abOrmai \u00e8 troppo tardi per qualunque cosa buona, non mi resta che vivere alla giornata, afferrando le occasioni che mi si dovessero offrire\u00bb; ma, il pi\u00f9 delle volte, quelle famose occasioni non si presentano mai, e i giorni scorrono inerti, grigi, tutti uguali, cos\u00ec come le settimane, i mesi, gli anni, inesorabilmente.<\/p>\n<p>Dunque: la prima cosa da tener presente, quando si ragiona del nostro rapporto con il futuro, \u00e8 che noi abbiamo veramente un solo tempo a nostra disposizione: il presente; il futuro non \u00e8 ancora, il passato non \u00e8 pi\u00f9; per quanto allettante, o terrorizzante, possa profilarsi il futuro, e per quanto dolce, o, al contrario, triste, possa presentarsi nella memoria il passato, n\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro hanno realmente a che fare con noi.<\/p>\n<p>Concentrarsi sul proprio presente, sul &quot;qui e ora&quot;, non significa, naturalmente, che si debba sradicare la pianta dei ricordi, n\u00e9 che ci si debba gettare avanti senza alcuna riflessione circa il domani; significa che non bisogna lasciarsi condizionare da essi in maniera determinante, perch\u00e9 noi siamo qui e adesso, non siamo altrove, non siamo prima o dopo, siamo ora, e ogni istante che passa \u00e8 accompagnato dal nostro movimento, anzi, il nostro movimento \u00e8 tutt&#8217;uno con il tempo che scorre, siamo una cosa sola, esso \u00e8 noi e noi siamo lui.<\/p>\n<p>La seconda cosa importante da tener presente \u00e8 che vivere sino in fondo il presente non significa dissolversi nelle sue infinite possibilit\u00e0; il paradosso dell&#8217;asino di Buridano ci insegna che, se non vogliamo perire, arrivati davanti a una scelta, dobbiamo imboccare decisamente un sentiero a preferenza di un altro, il che significa che continuamente ci autodeterminiamo, ci investiamo della specificit\u00e0 dell&#8217;aut-aut, scegliamo di essere questo oppure quello, non possiamo essere questo e quello contemporaneamente .<\/p>\n<p>Questo, almeno nella dimensione della vita ordinaria; perch\u00e9 nella dimensione della meditazione, anticamera dell&#8217;Assoluta, noi siamo anche quello, siamo questo e quello, siamo pienezza di un tutto cosmico.<\/p>\n<p>La terza cosa importante \u00e8 che noi non siamo una cosa sostanzialmente diversa dalle nostre attese e dalle nostre aspettative, cos\u00ec come il nostro corpo non \u00e8 una cosa sostanzialmente diversa dall&#8217;aria, dall&#8217;acqua e dal cibo che ingeriamo, con le sue sostanze nutritive, con i suoi minerali, con le sue proteine, con le sue calorie.<\/p>\n<p>Porsi in un atteggiamento spirituale positivo, sorridere alla vita e ringraziare tanto il nuovo anno che subentra, quanto il vecchio che se ne va, equivale a nutrire la propria anima di cibi sani e sostanziosi: il cane non abbaia contro l&#8217;uomo che se ne va sicuro per la strada e che non mostra segni di paura, ma contro il viandante timido e insicuro, che sobbalza dallo spavento e che pare sempre sul punto di volersene scappare via a gambe levate.<\/p>\n<p>In altre parole: i sentimenti e i pensieri positivi attirano le cose positive, i sentimenti e i pensieri negativi attirano le cose negative; perci\u00f2 non serve domandarsi se l&#8217;anno nuovo ci porter\u00e0 cose buone o cattive, \u00e8 molto pi\u00f9 importante che noi ci poniamo al lavoro per realizzare le cose buone, con fiducia e con serenit\u00e0, invece di paventare in continuazione che le cose possano andarci male e che la sorte possa accanirsi contro di noi.<\/p>\n<p>E non serve a nulla dire che Tizio \u00e8 pi\u00f9 fortunato di Caio, che molte circostanze esterne non dipendono da noi, e cos\u00ec via; la fortuna \u00e8 anche il risultato del mostro modo di porci davanti ai fatti della vita e, quanto alle circostanze cosiddette esterne, molte di esse, forse la maggior parte se non proprio tutte, sono &#8211; in realt\u00e0 &#8211; la risultante del nostro modo di essere.<\/p>\n<p>La salute, per esempio: se si conduce una vita disordinata, ansiosa, depressiva; se si tratta male il proprio corpo, se lo si nutre di cibi cattivi, se non lo si tiene in forma con una minima dose di esercizio fisico, allora non serve prendersela con la cattiva salute, bisogna imparare ad ascoltare i messaggi del corpo e dedicargli pi\u00f9 attenzioni; e lo stesso, a maggior ragione, vale per i fatti dell&#8217;anima: le emozioni, i sentimenti, i pensieri.<\/p>\n<p>Anche gli incontri importanti che facciamo nella vita non dipendono dalla fortuna, ma dal nostro modo di essere: se non siamo capaci di prenderci cura di noi stessi, di crescere, di guardarci dentro con occhio limpido, necessariamente finiremo per metterci nelle mani di qualcuno che decider\u00e0 per noi, che agir\u00e0 per noi, che penser\u00e0 al nostro posto.<\/p>\n<p>Se non ci vogliamo bene, incontreremo persone che ci deluderanno; se non sappiamo perdonarci, incontreremo persone che ci faranno del male: senza rendercene conto, noi cerchiamo esattamente quello che \u00e8 in sintonia con il nostro stato interiore, sia nel bene che nel male; il male che gli altri ci fanno, a ben guardare, \u00e8 il male che noi stiamo facendo a noi stessi, servendoci, certo non del tutto consciamente (tranne nel caso del masochista patologico), degli altri, cos\u00ec come l&#8217;alcolista cronico cerca lentamente il suicidio, non osando uccidersi senz&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ne deriva che, per incontrare le persone, le situazioni e le cose che imprimeranno una svolta positiva alla nostra vita, o che la manterranno sulla strada del bene, noi dobbiamo imparare a diventare adulti, ad assumerci la responsabilit\u00e0 di noi stessi, a guardare in faccia sia nella nostra parte pi\u00f9 intima, sia negli altri: non dobbiamo idealizzarli, non dobbiamo demonizzarli. Essi sono quello che sono, sta a noi scegliere gli incontri buoni.<\/p>\n<p>Non possiamo fare le eterne vittime, cio\u00e8 gli eterni bambini; dobbiamo conservare la freschezza e lo stupore dei bambini, ma dobbiamo anche affinare le qualit\u00e0 proprie dell&#8217;adulto: la ponderatezza, la capacit\u00e0 di far tesoro dell&#8217;esperienza, la tenacia, la forza di volont\u00e0, la chiarezza degli obiettivi che intendiamo perseguire.<\/p>\n<p>Non dobbiamo nemmeno idealizzare o demonizzare noi stessi: non siamo cos\u00ec belli come vorrebbe il nostro sfrenato narcisismo, ma neppure cos\u00ec orribili come ci suggeriscono il nostro disprezzo di noi stessi, la nostra mancanza di autostima.<\/p>\n<p>Entrambi gli atteggiamenti nascono da debolezza della volont\u00e0 e da carenza di onest\u00e0 interiore; entrambi vorrebbero precostituirci una situazione artificiale, nella quale noi siamo, a seconda dei casi, i migliori o i peggiori di tutti; ma questo non \u00e8 vero: noi siamo esseri in movimento, cio\u00e8 in divenire: non siamo cos\u00ec o cos\u00ec, siamo suscettibili di trasformarci continuamente, e tale trasformazione pu\u00f2 essere per il bene o per il male, ci\u00f2 dipende molto pi\u00f9 da noi che dagli altri o dalle famose circostanze esterne.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 il nostro bene, che cos&#8217;\u00e8 il nostro male?<\/p>\n<p>Eccoci arrivati al nodo decisivo; questo \u00e8 il punto attorno al quale gira tutto il resto, come la ruota gira intorno al suo perno centrale.<\/p>\n<p>Il nostro bene non \u00e8 necessariamente che tutto ci fili via liscio e senza intoppi; il nostro bene \u00e8 che noi riusciamo a metterci in sintonia con la nostra vocazione, con la nostra chiamata da parte dell&#8217;Essere: anche, talvolta, a prezzo di rinunce, sacrifici, sofferenze.<\/p>\n<p>Sarebbe bello se noi potessimo crescere e migliorarci per mezzo di cose sempre belle e piacevoli; invece, nella natura umana, c&#8217;\u00e8 qualcosa di oscuro e misterioso, per cui, in pratica, succede che anche i migliori di noi crescono ed evolvono allorch\u00e9 sono messi alla prova, magari rudemente, non quando si godono beati un lungo periodo della propria esistenza con il vento in poppa, senza fatiche e senza pericoli.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che dobbiamo cercare volontariamente la rinuncia e la sofferenza, a meno che, per particolari esigenze della nostra anima, non ne sentiamo la reale necessit\u00e0; significa, piuttosto, che non dobbiamo fuggire atterriti davanti a sacrifici e alle difficolt\u00e0 e che non dobbiamo considerare fallimentari quei percorsi che, in apparenza, non ci hanno portato nulla di buono, intendendo per &quot;buono&quot; qualche cosa di bello e di gradevole.<\/p>\n<p>A volte ci rendiamo conto che stavamo trasportando dell&#8217;oro, solo quando, rotti dalla fatica e dallo scoraggiamento, vorremmo deporre il pesante fardello che ci grava le spalle, e che credevamo costituito di sassi senza alcun valore; a volte, per trovare i diamanti, bisogna saper portare anche le pietre.<\/p>\n<p>Altre volte, il seminatore che si sente inutile, perch\u00e9 nessuna pianticella ha attecchito nel suo campo, ha svolto ugualmente un compito prezioso: \u00e8 stato fedele a se stesso, alla propria missione; e poi, chi pu\u00f2 dire se qualche pianticella non crescer\u00e0 in ritardo? E chi pu\u00f2 dire se quelle pianticelle ritardatarie non diverranno talmente grandi e maestose, talmente cariche di frutti, da ripagare ampiamente i sacrifici e la stessa frustrazione del seminatore che credeva di aver fallito, di aver lavorato invano?<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 grazia: questo \u00e8 il concetto fondamentale.<\/p>\n<p>Nulla di quanto ci avviene, ci avviene per il male; tutto serve per la nostra crescita interiore, cio\u00e8 per il nostro vero bene, purch\u00e9 noi lo sappiamo utilizzare, purch\u00e9 noi sappiamo porci nel giusto atteggiamento verso la vita, che \u00e8 fatto essenzialmente di ammirato stupore, di lode e di ringraziamento.<\/p>\n<p>Le nostre vie non sono le vie della Grazia: essa soffia dove vuole e noi, sul momento, pu\u00f2 darsi che non comprendiamo.<\/p>\n<p>Non importa; l&#8217;importate \u00e8 avere fede; stare saldi nella certezza che nulla va sprecato, che nulla \u00e8 inutile, che nulla, sopratutto, avviene per il male di qualcuno: anche se vi sono delle situazioni, sia nella vita dei singoli individui, sia nella grande storia dei popoli, in cui una simile affermazione pu\u00f2 fare scandalo, pu\u00f2 apparire paradossale e perfino sacrilega.<\/p>\n<p>Il vero scandalo, tuttavia, \u00e8 dato dal nostro orgoglio, dalla nostra pretesa di capire tutto e subito, di vedere al pi\u00f9 presto i risultati di una azione benefica<\/p>\n<p>Noi siamo soltanto i docili strumenti, se vogliamo essere tali, oppure gli strumenti recalcitranti e stonati; ma la musica che suoniamo, non \u00e8 nostra.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un Musico divino che suona: a noi sta la scelta se farci servizievoli e fedeli strumenti di quell&#8217;armonia, o se tentare di distruggerla con il nostro ego sfrenato; ma, anche in questo secondo caso, noi non riusciremo ad offuscare realmente la melodia, perch\u00e9 il Musico \u00e8 talmente sapiente, che riuscir\u00e0 a trarre sempre, da ogni parte di male, cento e mille parti di bene.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, tornando alle nostre domande iniziali, non domandiamoci come sar\u00e0 l&#8217;anno a venire; domandiamoci piuttosto se vogliamo essere degli strumenti docili e volonterosi, se vogliamo essere fiduciosi circa il compito che siamo invitati a svolgere, oppure se vogliamo metterci di traverso al disegno della Grazia e sciupare la melodia della musica divina.<\/p>\n<p>Nel primo caso saremo stati utili e avremo realizzato il nostro bene; nel secondo, oltre a fare il nostro male, saremo stati inutili, perch\u00e9 l&#8217;armonia non verr\u00e0 mai scalfita dal nostro malvolere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 il nuovo anno? Che cosa ci porter\u00e0? Qualche cosa di bello, di sereno, di gioioso, oppure qualche cosa di brutto, di doloroso, di triste?<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}