{"id":26137,"date":"2019-10-09T12:44:00","date_gmt":"2019-10-09T12:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/09\/lamore-una-delle-maschere-dellodio-di-noi-stessi\/"},"modified":"2019-10-09T12:44:00","modified_gmt":"2019-10-09T12:44:00","slug":"lamore-una-delle-maschere-dellodio-di-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/09\/lamore-una-delle-maschere-dellodio-di-noi-stessi\/","title":{"rendered":"L&#8217;amore, una delle maschere dell&#8217;odio di noi stessi"},"content":{"rendered":"<p>Una curiosa ma significativa esperienza \u00e8 stata quella della figlia di due missionari francesi protestanti che si erano stabiliti nel Camerun per convertire gli indigeni, Claude Njik\u00e9-Bergeret, nata a Douala nel 1943, la quale invece, un bel giorno, si \u00e8 convertita lei al modo di vita degli indigeni, al punto di accettare di unirsi in matrimonio con il sovrano dei bangangl\u00e9, che aveva gi\u00e0 un ricco serraglio di mogli africane. E questo dopo essere rientrata in Francia fin dall&#8217;et\u00e0 di tredici anni, aver studiato nei licei francesi e all&#8217;universit\u00e0, aver sposato un francese e aver avuto da lui due figli, e aver partecipato attivamente ai movimenti studenteschi del &#8217;68. Salvo poi divorziare, nel 1972, e tornare in Africa per la nostalgia di quel continente, riprendere la sua attivit\u00e0 missionaria e restare invece ipnotizzata, come lei dice, nel 1978, da un reuccio locale dal fornitissimo harem: esattamente dieci anni dopo la &quot;mitica&quot; stagione del Quartiere Latino. Chiss\u00e0 cosa avranno pensato di lei le ex sessantottine con le quali aveva sfilato nella sua Aix-en-Provence, cos\u00ec come quelle di mezza Europa, agitando cartelli femministi inneggianti all&#8217;assoluta parit\u00e0 dei sessi, alla rivolta delle donne contro il maschio padrone e al rifiuto sprezzante del ruolo tradizionale di mogli o madri, considerato alla stregua della catena di una odiosa servit\u00f9 sessista. E chiss\u00e0 cosa avranno pensato i suoi superiori della Societ\u00e0 missionaria protestante, ai quali ella aveva chiesto di prolungare di un anno la sua permanenza in Africa, e che la credevano tutta impegnata a predicare il Vangelo e a convertire gli africani, per poi apprendere che aveva usufruito di quell&#8217;anno per convertirsi lei e che, accettando un matrimonio poligamico, aveva gettato alle ortiche tutta la tradizione cristiana e anche l&#8217;educazione ricevuta dai suoi genitori.<\/p>\n<p>Un fatto del genere ci sembra molto interessante e si presta a parecchie riflessioni su una problematica pi\u00f9 ampia che riguarda gli strani mutamenti che sono sopravvenuti in Europa, negli ultimi anni, a livello psicologico, sociologico e culturale, per cui una quota non trascurabile di giovani che nel &#8217;68 credevano fermamente in tutta una serie di cose, e parevano decisissimi ad affrontare qualunque sacrificio e qualunque ostacolo pur di vederle realizzate, qualche anno dopo, divenuti trentenni, facevano delle scelte di vita che erano la negazione pi\u00f9 clamorosa e, al tempo stesso, pi\u00f9 imbarazzante, della loro militanza di ventenni. Alcuni sono andati a Poona e sono approdati al misticismo ind\u00f9, si sono posti al seguito di qualche &quot;maestro&quot; pi\u00f9 o meno autentico, e hanno sostituito alla contestazione e alla lotta di classe la credenza nella trasmigrazione delle anime, il disprezzo del lato materiale dell&#8217;esistenza e la totale sottomissione alla loro guida spirituale, fino al punto, come nel caso dei seguaci di Osho, pi\u00f9 tardi noto ai suoi seguaci come Bhagwan Shree Rajneesh (quello con la passione per le Rolls-Royce), di accettare da lui quando e con chi sposarsi, quasi fossero minorenni incapaci di decidere la propria vita. Altri hanno fatto scelte ugualmente sorprendenti, stabilendosi in Messico e facendosi adoratori del dio Peyote; qualcuno ha fatto come Gauguin e se n&#8217;\u00e8 andato in Polinesia, diventando un velista senza fissa dimora. Una cosa, tuttavia, hanno in comune queste ed altre esperienze post-sessantottine: il fascino romantico del primitivo, dell&#8217;esotico e del barbarico; la seduzione esercitata dalle forme di vita dei popoli extra-europei, preferibilmente primitivi; il ripudio di tutto ci\u00f2 che \u00e8 occidentale, cristiano ed europeo, e quindi, paradossalmente, anche delle loro illusioni rivoluzionarie e delle loro utopie politiche: in breve, la rinascita vigorosa, sotto mutate spoglie, del mito russoviano del Buon Selvaggio, unito alla velleit\u00e0 di farsi Buoni Selvaggi pure loro. A questo proposito qualcuno ricorder\u00e0, forse, un film che ebbe molta notoriet\u00e0 proprio negli anni &#8217;70, <em>La ragazza dalla pelle di luna<\/em>, nel quale, a parte la superficialit\u00e0 della trama e la banalit\u00e0 del contenuto (e fatta salva la bella colonna sonora di Piero Umiliani) emerge con prepotenza proprio questo aspetto dell&#8217;anima europea, che \u00e8 quasi l&#8217;altra faccia della medaglia degli anni della contestazione: il disgusto della propria civilt\u00e0 da parte del protagonista, e l&#8217;ingenuo sogno di evasione nei paradisi esotici (ed erotici).<\/p>\n<p>E adesso vediamo pi\u00f9 da vicino che cosa pu\u00f2 spingere una donna europea di buona famiglia, che ha ricevuto un&#8217;educazione di prim&#8217;ordine, colta, socialmente impegnata, a scegliere, proprio negli anni del femminismo montante, di sposare un reuccio africano che ha gi\u00e0 provato a violentarla e che, oltre a questo bel saggio di come egli intenda i rapporti sessuali e affettivi fra uomo e donna, ha gi\u00e0 quaranta mogli; cosa la spinge ad entrare a far parte di un harem gi\u00e0 tanto numeroso. E inoltre, che cosa pu\u00f2 spingere una donna francese e cristiana, moderna, emancipata, dinamica, a rinunciare alle comodit\u00e0 e alle soddisfazioni, anche professionali, della vita in Europa, o comunque secondo lo stile europeo, per andare a rinchiudesi in un harem come una odalisca dei secoli passati, una di quelle che vivevano nei palazzi dei sultani o degli sceicchi, recidendo i legami con la propria cultura, con la propria mentalit\u00e0, con la propria concezione del mondo e dei rapporti sociali. Infine, soprattutto, poniamoci la domanda, sommamente imbarazzante, come sia possibile, per una donna europea, una cristiana, addirittura una missionaria, nonch\u00e9 una ex sessantottina, accettare tutto ci\u00f2, senza vedervi un&#8217;auto-umiliazione e un&#8217;auto-degradazione volontarie, quali a stento si potrebbero concepire, a meno che fossero, invece, il frutto di una pressione esercitata dall&#8217;esterno e del tutto indipendente dalla sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 lei stessa che si pone questa domanda e che la pone, retoricamente, ai suoi lettori. E cos\u00ec risponde, nel libro che rievoca le circostanze della sua vita e del suo secondo matrimonio, e nel quale gioca di furbizia gi\u00e0 nella scelta del titolo, perch\u00e9 la &quot;passione africana&quot; alla quale allude si pu\u00f2 intendere sia come l&#8217;amore per l&#8217;Africa, per la sua gente, per il suo tipo di vita, sia come l&#8217;amore per l&#8217;uomo, quel piccolo re del Camerun cos\u00ec abile nella danza e cos\u00ec disinvolto e intraprendente con le donne, nere o bianche, che l&#8217;ha stregata, come lei stessa dice, e al quale ha deciso di unire la sua vita (da: Claude Njik\u00e9-Bergeret, <em>Passione d&#8217;Africa<\/em>; titolo originale: <em>Ma passion africaine<\/em>, \u00c9ditions Jean-Claude Latt\u00e8s, 1997; traduzione dal francese di Arianna Dagnino, Milano, Mondadori Editore, 1999, pp. 145-146):<\/p>\n<p><em>&quot;Cosa mi sta succedendo? Cosa mi sta succedendo?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Non ricordo pi\u00f9 adesso da quale festa danzante fossi rientrata. Era forse quella che era seguita, nel messaggio del &#8217;77, al trionfo delle mie &quot;figlie&quot;? O una di quelle feste improvvisate che ogni tanto si tenevano alla &quot;chefferie&quot; [termine francese vagamente traducibile con &quot;reggia&quot;]? Non lo so, so solo che quella notte non riuscivo ad addormentarmi, sola nella camera che era stata dei miei genitori e che ora era la mia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cosa mi sta succedendo?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sentivo come ricoperta interamente di colla. Continuavo a vederlo, sotto le mie palpebre abbassate,. Danzava, danzava&#8230; Sentivo ancora la sua mano appoggiata saldamente ai mie fianchi, e come mi sfiorava facendomi volteggiare sulla pista con dolce fermezza. Ero inesorabilmente attratta dal re danzante. Stregata.<\/em><\/p>\n<p><em>Nei giorni, nelle settimane che seguirono, quelle immagini non mi abbandonarono pi\u00f9. Mi si erano incollate alla pelle. Non era possibile! L&#8217;amavo. Eppure razionalmente rifiutavo del tutto questa realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 una follia, Claude&quot; mi dicevo. &quot;\u00c8 inconcepibile. Vivere con un uomo cos\u00ec lontano da tutto quello che sei&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Dovevo fare qualcosa. Ma cosa? Pazientare ancora qualche mese e lasciare Bangangt\u00e8? Rientrare in Francia e cercare di dimenticare? E se non avessi dimenticato? Se per il resto della mia vita l&#8217;immagine del re danzante mi avesse perseguitata, se quel desiderio di unirmi a lui, fondermi con la sua pelle, non fosse mai scomparso e avesse finito per distruggermi, schiacciata sotto il peso del rimpianto, lass\u00f9, nel Nord?<\/em><\/p>\n<p><em>Dovevo sapere. Dovevo provare a me stessa che mai una donna, bianca, istruita avrebbe potuto sposare un africano poligamo e vivere insieme ad altre mogli, nere, pressoch\u00e9 analfabete, in una &quot;chefferie&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Presi una decisione rapida e chiesi alla Societ\u00e0 delle missioni di Parigi di prolungare il mio contratto di un atro anno. Sarebbe scaduto in giugno. Ricevetti nel giro di breve tempo una risposta affermativa. Un anno sarebbe stato sufficiente per convincermi che non avrei mai potuto diventare una delle mogli del re.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo che aveva tentato di prendermi con la forza, non aveva mai pi\u00f9 mostrato il minimo atteggiamento ambiguo. Aveva voluto fare di me una semplice amante? O si era ormai rassegnato a vedermi partire per la Francia un giugno? Non lo sapevo e, in fondo, non m&#8217;interessava neppure. Il mio vero problema era riuscire a liberarmi di quella passione, di quella colla. Ma senza fuggirne.<\/em><\/p>\n<p>Il resto l&#8217;abbiano anticipato: s\u00ec, quella cosa impossibile era proprio possibile; e la giovane divorziata francese \u00e8 convolata a giuste nozze col poligamo capo africano, felicemente e imperturbabilmente. Anche se la signora in questione, sposando il reuccio indigeno, si \u00e8 guadagnata l&#8217;appellativo di &quot;Regina Bianca&quot;, e se lo \u00e8 appeso come un trofeo da esibire a tutti, la verit\u00e0 \u00e8 che ha lasciato un marito e due figli, l&#8217;Europa e la sua civilt\u00e0, per diventare una delle quaranta mogli stipate in un harem del Camerun: cosa ci sia di regale in un tale status sociale, e in cosa consista il salto di qualit\u00e0 rispetto alla sua condizione precedente, per non dire dei suoi trascorsi di protesta e dei suoi ideali di emancipazione degli anni in cui viveva in Francia, francamente non appare per nulla chiaro. A noi, senza voler entrare nella delicata e privata sfera dei sentimenti, sembra che si tratti, semmai, di una vistosa retrocessione, di una volontaria degradazione. Del resto, se la signora in questione ci vuol raccontare tutti i fatti i suoi, le sensazioni che provava e i sogni erotici che faceva, in un libro di oltre 300 pagine, che ha successo e viene tradotto e venduto in tutto il mondo, pure i lettori avranno qualche diritto di fare le loro considerazioni. Anche se ci\u00f2 non piace ai progressisti: i quali sono abituati a dar sempre la pagella a tutti gli altri, e mai a vedersela dare; a giudicare tutto e tutti, dall&#8217;alto della loro pretesa superiorit\u00e0 intellettuale e morale, e mai a essere oggetto di critica. Nel caso specifico, possiamo perci\u00f2 immaginare la reazione di quei signori: come osiamo criticare le scelte di vita di una donna che ha sposato un reuccio africano? Innanzitutto, al cuore non si comanda; in secondo luogo, non saremo per caso un po&#8217; razzisti? Non ci dar\u00e0 fastidio il fatto che una bianca abbia scelto di unirsi a un africano? Strano, per\u00f2, che ora i progressisti, e specialmente le femministe, rivendichino la filosofia del <em>al cuore non si comanda<\/em>: \u00e8 esattamente l&#8217;opposto di quel che dicevano, anzi strillavano, negli anni &#8217;60 e &#8217;70. Quanto al razzismo, ne parleremo pi\u00f9 ampiamente in una prossima occasione, perch\u00e9 il discorso sar\u00e0 lungo e complesso. Qui ci limitiamo a osservare che i progressisti, tutti quelli di sinistra, i cattolici alla Bergoglio, sono sempre pronti a denunciare il razzismo quando esso si dirige, a loro dire, contro gli extra-europei; non li sfiora minimamente l&#8217;idea che proprio il loro \u00e8 un atteggiamento terribilmente razzista. Contro i bianchi, gli europei, gli italiani e i cattolici (quelli veri). Quando, per fare un esempio, la stampa e le stesse autorit\u00e0 si auto-censurano di fronte ai quotidiani fatti di criminalit\u00e0 che hanno per autori gli immigrati, quello \u00e8 razzismo, naturalmente all&#8217;incontrario. E quando certi sindaci progressisti cancellano la commemorazione delle vittime di spietati assassini africani, per non &quot;turbare&quot; la comunit\u00e0 afro-islamica, anche quello \u00e8 razzismo. \u00c8 diretto contro di noi: perci\u00f2 diventa lecito. Anzi, diventa cosa buona e giusta. Pertanto la domanda che dobbiamo farci \u00e8 questa: come mai abbiamo introiettato un odio cos\u00ec feroce contro noi stessi, un disprezzo e un livore cos\u00ec palesi verso la nostra civilt\u00e0? Come mai accettiamo che gli stranieri facciano, anche a nostro danno, delle cose che, se provenissero dai nostri compatrioti, o dai nostri correligionari, ci farebbero montar su tutte le furie? Come mai le donne europee, che da mezzo secolo rifiutano il ruolo di donna oggetto e la sudditanza verso il maschilismo, sono felici di sposare un marito islamico, che di mogli ne ha gi\u00e0 pi\u00f9 di una? E a passare dalla minigonna al velo, e dalla militanza politica alla cura esclusiva della casa e dei figli? E come mai piacciono i <em>guru<\/em> alla Rajneesh, e non si leggono pi\u00f9 Aristotele e Tommaso d&#8217;Aquino? E come mai la Chiesa trova normale che un papa assista benevolo ad una cerimonia animista, fatta da una sciamana amerindia, con tanto di simboli pagani, fra cui un fallo che ricorda il buon vecchio Priapo: e ci\u00f2 a un passo dalla Basilica di San Pietro, principe degli Apostoli? E come mai gli uomini di Stato trovano normale lo sbarco\/invasione incessante di milioni di africani, e come tale lo fanno digerire ai concittadini\/sudditi? \u00c8 chiaro che qualcuno coltiva a bella posta un tale odio di noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una curiosa ma significativa esperienza \u00e8 stata quella della figlia di due missionari francesi protestanti che si erano stabiliti nel Camerun per convertire gli indigeni, Claude<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[87,228],"class_list":["post-26137","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-africa","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26137\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}