{"id":26132,"date":"2016-04-05T02:36:00","date_gmt":"2016-04-05T02:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/05\/lalternativa-assoluta-alla-malvagita-della-storia-non-e-lantistoria-ma-la-grazia\/"},"modified":"2016-04-05T02:36:00","modified_gmt":"2016-04-05T02:36:00","slug":"lalternativa-assoluta-alla-malvagita-della-storia-non-e-lantistoria-ma-la-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/05\/lalternativa-assoluta-alla-malvagita-della-storia-non-e-lantistoria-ma-la-grazia\/","title":{"rendered":"L\u2019alternativa assoluta alla malvagit\u00e0 della storia non \u00e8 l\u2019antistoria, ma la Grazia"},"content":{"rendered":"<p>La storia umana, intesa in senso finito e immanentistico, \u00e8, puramente e semplicemente, la storia del male: di come il male dilaga nel mondo, di come fa soffrire gl&#8217;innocenti (e, talvolta, anche i colpevoli), di come corrompe, inquina e avvelena anche le buone intenzioni, i programmi onesti, le anime rette. Che, poi, il male della storia sia solo e unicamente di origine umana; che gli uomini, da soli, siano capaci di tanta perseveranza e di tanta perfidia e crudelt\u00e0 nel perseguimento deliberato del male, \u00e8 un altro discorso. Quando si pensa che per gli antichi Romani &#8212; uomini, donne e ragazzi &#8212; il massimo piacere e il sommo divertimento erano quelli di assistere, mangiando e ridendo, al massacro di migliaia di esseri umani, costretti a sbudellarsi a vicenda con la spada e col tridente, o a battersi con le bestie feroci, o ad essere divorati, inermi, da orsi, leoni e pantere, o arsi vivi, o crocifissi, o torturati in mille altre maniere, una pi\u00f9 diabolicamente sadica dell&#8217;altra &#8212; la ruota, le tenaglie roventi, la flagellazione, il cavalletto per slogare le membra -, allora \u00e8 difficile pensare che non vi sia una ispirazione che viene dal profondo dell&#8217;Inferno. Ma anche quando si pensa ai bombardamenti aerei della guerra moderna, al modo in cui furono incendiate e distrutte, con le bombe al fosforo bianco, grandi citt\u00e0 come Amburgo, Dresda, Tokyo, bruciando vive centinaia di migliaia di persone, o a come furono gettate le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, e, ancora, a come i piloti degli aerei si divertissero a scrivere sui loro ordigni, prima di partire in volo, frasi inneggianti alla distruzione, alla morte e al rogo dei nemici, i quali erano, in effetti, solamente dei vecchi, delle donne e dei bambini, molti dei quali finirono orrendamente ustionati, o contaminati dalle radiazioni, e si spensero, magari a distanza di anni, su un letto d&#8217;ospedale, dopo infiniti e indicibili tormenti: anche in tali casi si fa fatica a non vedere, in tanta malvagit\u00e0, in tanto compiacimento e in tale perseveranza nel male, una ispirazione diabolica.<\/p>\n<p>Se, poi, dalla grande storia, quella dei popoli, delle nazioni, degli imperi, si passa alla piccola storia di ogni giorno, alla vita quotidiana delle persone qualsiasi, ci si accorge che quella \u00e8 figlia di questa: che, nelle relazioni fra le persone comuni, non regnano l&#8217;onest\u00e0, la lealt\u00e0 e la benevolenza, ma la cattiveria, la superbia e l&#8217;invidia; che il buono, il mite, colui che ha un animo nobile, finisce spesso e volentieri stritolati dall&#8217;egoismo, dal cinismo e dalla spregiudicatezza dei furbi, dei prepotenti, dei disonesti; che il merito raramente viene premiato, e la bont\u00e0 quasi mai ricompensata; che nelle famiglie, nelle professioni, negli affari, nella politica, ad avere l&#8217;ultima parola non sono, il pi\u00f9 delle volte, le persone di retto sentire e di alti principi, non sono le persone che possiedono bont\u00e0 e spirito di sacrificio, ma gli intriganti, i malevoli, i perfidi, coloro che si fanno strada con gli espedienti, con le menzogne, con le insinuazioni, con le amicizie potenti, con i mezzi pi\u00f9 subdoli e sleali. Fanno carriera non i migliori, ma i pi\u00f9 astuti; non i pi\u00f9 bravi, ma i pi\u00f9 ambiziosi; non i migliori, ma &#8212; troppo spesso &#8212; proprio i peggiori. A ricevere lodi, onori e riconoscimenti sono ben di rado coloro che realmente li meriterebbero, vuoi per la loro eccellenza, vuoi per l&#8217;abnegazione e l&#8217;altruismo; molto pi\u00f9 spesso accade che a riceverli siano quanti sanno dissimulare, sanno mentire, sanno presentarsi per ci\u00f2 che non sono, indossando ogni volta le maschere che pi\u00f9 convengono loro, che meglio servono le loro ambizioni e la loro brama di emergere ad ogni costo.<\/p>\n<p>E a tutto ci\u00f2 si accompagnano i disordini morali, il relativismo, gli appetiti disordinati, la promiscuit\u00e0 sessuale, la lussuria sfrenata e senza pudore, l&#8217;incesto, la pedofilia, il sadismo, l&#8217;inversione, ogni sorta di perversione, sempre pi\u00f9 spesso non gi\u00e0 nascosti e tenute segreti, ma esibiti, ostentati, sbattuti in faccia al prossimo, con il malvagio intento di turbare, scandalizzare, ferire i sentimenti altrui: e il tutto &#8212; supremo sfregio e culmine dell&#8217;abiezione &#8211; mascherato da battaglia in favore dei diritti della persona umana, da rivendicazione della propria incoercibile sfera di libert\u00e0, persino da contributo alla costruzione di un mondo pi\u00f9 &quot;giusto&quot; e pi\u00f9 &quot;tollerante&quot;, vale a dire di un mondo &quot;migliore&quot;.<\/p>\n<p>Che cosa opporre a tutto questo male, a tutta questa violenza, a tutto questo perverso piacere di sguazzare nel fango? Se la storia degli uomini \u00e8 la storia della violenza, della cattiveria, della menzogna, dell&#8217;ingiustizia, che cosa opporle, come reagire? Coloro i quali restano prigionieri dell&#8217;orizzonte limitato della storia chiusa in se stessa, prontamente rispondono: rovesciando la situazione. Si fa, pertanto, una bella rivolta, una bella rivoluzione; si fa del &quot;buon&quot; terrorismo, si uccidono i malvagi, si puniscono i rei, si eliminano gli ingiusti: ed ecco che il mondo ritorner\u00e0 ad essere un luogo abitabile, ecco che la storia umana cesser\u00e0 di essere il luogo dello sfruttamento e della malvagit\u00e0, e diventer\u00e0 il luogo della fratellanza e della solidariet\u00e0. Funesta illusione, smentita infinite volte dall&#8217;evidenza stessa dei fatti, eppure sempre risorgente e sempre pronta a sedurre milioni di esseri umani! Quando mai una rivoluzione violenta, quando mai la &quot;santa&quot; ghigliottina, quando mai il terrorismo politico hanno ripristinato la giustizia, hanno restituito ordine e pace alle nazioni, hanno permesso di realizzare una societ\u00e0 migliore, ordinata, pacifica, armoniosa? Un albero, diceva Qualcuno, si riconosce dai frutti: ma come potrebbe un albero cattivo, un albero velenoso, un albero intrinsecamente malefico, portare dei frutti buoni, rendere migliore il campo ove \u00e8 cresciuto e in cui affonda le radici? Porter\u00e0 fatalmente dei frutti velenosi, sparger\u00e0 ulteriore malvagit\u00e0, moltiplicher\u00e0 le ingiustizie, i rancori, il desiderio di vendetta, l&#8217;odio implacabile.<\/p>\n<p>La riflessione sul senso della storia umana e del male in essa presente \u00e8 sempre stata al centro del pensiero di Alessandro Manzoni, e non solo nei <em>Promessi sposi<\/em>, ma anche nelle opere minori, a cominciare dalle due tragedie. Egli, da cristiano, vede chiaramente che al male della storia non si pu\u00f2 opporre il male di una &quot;antistoria&quot; che pretenda di ribaltare la situazione, e nemmeno, come scrittore, ritiene che gli si possa opporre l&#8217;ironia o l&#8217;umorismo (come invece cercheranno di fare, con pessimi risultati, gli scrittori del Novecento, da Pirandello al &quot;teatro della crudelt\u00e0&quot;); perch\u00e9 il male presente nella storia \u00e8 una cosa terribilmente seria, che esige una risposta altrettanto seria: e nessun cerebralismo, nessun pirandellismo, nessun surrealismo, nessun lazzo e cachinno e sberleffo, alla maniera di Alfred Jarry e del suo <em>Ubu re<\/em>, potranno mai fornire gli strumenti per rispondere ad essa nella sola maniera degna: ossia cercando di superarla. Il problema \u00e8 che, appunto, finch\u00e9 si resta entro l&#8217;orizzonte dell&#8217;immanenza, una risposta soddisfacente non esiste; l&#8217;unica risposta non pu\u00f2 essere che metafisica, soprannaturale: non pu\u00f2 essere che la Grazia divina. E il cristianesimo, la religione del Dio che si fa uomo per condividere la sofferenza degli esseri umani, bevendone l&#8217;amaro calice sino alla feccia, \u00e8 l&#8217;unica risposta che riesca a placare l&#8217;inquietudine e lo sbigottimento umani davanti al grande mistero del male, pur senza avere la pretesa di fornire una esauriente spiegazione sul piano meramente razionale. Perch\u00e9 il Male, in ultima analisi, \u00e8 mistero; \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi misteri del cristianesimo: e quando diciamo &quot;mistero&quot;, intendiamo dire qualcosa che la ragione degli esseri finiti non \u00e8 in grado di penetrare sino in fondo, ma che non contrasta affatto con la logica umana, anzi, in un certo senso scaturisce proprio dallo scacco della ragione umana, dalla constatazione che essa pu\u00f2 arrivare solo fino ad un certo punto, mentre la brama di sapere, di capire, di trovare una risposta, non cessa e non si acquieta, semmai cresce ancor pi\u00f9 davanti alla constatazione che la ragione \u00e8 impotente a risponderle, con le sue sole forze.<\/p>\n<p>Scrive, a proposito di Manzoni davanti a questo grande problema, il critico letterario Angelo Marchese (Genova, 1937-Firenze, 2000), nel suo commento a <em>I promessi sposi<\/em> (Milano, Mondadori, 1985, pp. XXVII-XXVIII):<\/p>\n<p><em>Compito dello scrittore \u00e8 rappresentare artisticamente la negativit\u00e0 della storia, sempre impastata di violenza e di menzogna, e di rovesciare con la forza critica dell&#8217;ironia e dell&#8217;umorismo i miti ideologici d&#8217;ogni colore (l&#8217;autoritarismo, soprattutto, ma anche l&#8217;irrazionale sovversivismo: si veda la paradossale vicenda della statua di Filippo II-Bruto , nel cap. XIV). Manzoni smaschera ogni idolatria storicistica e l&#8217;idea stessa di una storia &quot;magistra vitae&quot;, osservando all&#8217;interno del cosiddetto progresso il permanere di strutture psicologiche, culturali e &quot;civili&quot; oppressive e mistificatorie.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;alternativa assoluta alla storia non \u00e8, per Manzoni, l&#8217;antistoria degli umili degli umili come Renzo: \u00e8 semplicemente la grazia, che permea il sacrario della coscienza, fondandone l&#8217;autenticit\u00e0 e la libert\u00e0. Il pessimismo del grande romanziere \u00e8 il pessimismo di un&#8217;intelligenza illuminata da una spiritualit\u00e0 e da una cultura che negano ogni armonico disegno della storia, ogni razionalit\u00e0 intrinseca al pulviscolare moto degli eventi e, tanto pi\u00f9, una blasfema provvidenzialit\u00e0 che ne giustificherebbe gli orrori il senso di Dio non si evince dal mondo, come vorrebbe una pacificante teodicea (alla Pangloss, il personaggio del &quot;Candido&quot; di Voltaire). Eppure nel Manzoni c&#8217;\u00e8 l&#8217;ottimismo tragico della fede che spinge, nonostante tutto, alla prova dell&#8217;impegno, al servizio e al sacrificio, secondo il modello di vita di un padre Cristoforo o di un cardinal Federigo. C&#8217;\u00e8 la prospettiva di una &quot;allegrezza raccolta e tranquilla&quot;, il testamento spirituale del buon frate ai due giovani finalmente ricongiunti. Il Manzoni ci fa intendere che dentro a una storia negativa e immodificabile si salvano solo i rapporti autentici, rinsaldati dall&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p>Molto ci sarebbe da dire &#8212; e una volta o l&#8217;altra lo diremo &#8212; su questa propensione illuministica di Manzoni ad assumere il punto di vista di un Voltaire contro quello di un Leibniz; a diffidare o respingere l&#8217;idea stessa della teodicea; perch\u00e9, se \u00e8 vero che, umanamente parlando, il cristiano \u00e8, e non pu\u00f2 che essere, alquanto pessimista circa la storia umana, tuttavia, in quanto credente in un Dio che ha trionfato del male e additato la via per oltrepassarlo, egli deve essere ottimista; e se \u00e8 vero che, nella dimensione del finito, l&#8217;uomo difficilmente pu\u00f2 giungere al Bene, cio\u00e8 a Dio (il che non vuol dire che sia impossibile, come il caso di tanti santi dimostra), \u00e8 altrettanto vero che il cristiano ha sempre lo sguardo rivolto in alto, sorretto dalla Fede, dalla Speranza e dalla Carit\u00e0, le quali lo aiutano a intravedere ci\u00f2 che si cela dietro le vie, tortuose e malagevoli, della realt\u00e0 umana. Al tempo stesso, pare manchi a Manzoni la percezione del Male con la maiuscola, residuo, forse, della sua formazione culturale illuminista; ma il cristiano sa che, come esiste il Bene, c&#8217;\u00e8 pure il Male.<\/p>\n<p>\u00c8 triste, e anche paradossale, che, oggi, un numero crescente di cristiani, o sedicenti tali, nonostante tanti esempi continuamente offerti dalla storia, si siano fatti seguaci di una filosofia della <em>praxis<\/em> che consiste nel tentativo d&#8217;instaurare fin d&#8217;ora il Regno di Dio sulla terra, in un senso prettamente materiale; che essi paiano convinti che, una volta sconfitte le malattie, la povert\u00e0, le ingiustizie, l&#8217;analfabetismo, la storia si volger\u00e0 in bene, anzi, diventer\u00e0 essa stessa il regno del Bene: quasi che sia possibile migliorare l&#8217;opera di Dio, se non nella dimensione dell&#8217;assoluto, almeno in quella del finito. Invece l&#8217;opera di Dio non \u00e8 migliorabile, e per una ragione assai semplice: che essa si fonda sul libero arbitrio, ossia sul rispetto della libert\u00e0 umana da parte di Dio stesso. Dio, che \u00e8 Amore, non ha voluto degli uomini schiavi, ma degli uomini liberi; e nella libert\u00e0 c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 della scelta sbagliata, della scelta del Male invece del Bene. Il male presente nella storia deriva da questa deviazione della volont\u00e0 umana rispetto al suo fine naturale: e nessuna riforma politica o sociale, nessuna rivoluzione, di destra o di sinistra, nessuna iniziativa finanziaria, economica o culturale, potranno mai cambiare questo stato di cose: ossia che la storia \u00e8, e rester\u00e0, il regno dell&#8217;ingiustizia e della violenza, nel quale gli uomini di buona volont\u00e0 seguiteranno a versare il loro sudore, le loro lacrime, a profondere i loro sforzi e i loro sacrifici, per illuminare almeno un poco le tenebre dell&#8217;ingiustizia e della malvagit\u00e0 e per indicare la strada, ma sempre con l&#8217;aiuto di Dio e non da se stessi, ai loro simili bisognosi di una guida, di un sostegno, di un conforto.<\/p>\n<p>Questo, naturalmente, pone un grosso problema, specialmente a quei cristiani che hanno fatto proprie le filosofie del progresso, dello sviluppo, della modernit\u00e0. Essi ritengono che giudicare la storia come il regno del male equivalga a rinchiudersi in un angolino isolato, rifiutandosi di combattere la buona battaglia per il miglioramento del mondo. Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec, e basterebbe poco per rendersene conto: l&#8217;autentico messaggio cristiano non \u00e8 un invito alla rinuncia o alla passivit\u00e0, ma, certamente, \u00e8 <em>anche<\/em> un invito alla rassegnazione e alla accettazione. Il cristiano non subisce il male e, se pu\u00f2, lo combatte; tuttavia non pretende di sradicarlo, perch\u00e9 tale compito non spetta a lui, ma a Dio; quel che gli si chiede, \u00e8 di attenuarlo e lenirlo, con l&#8217;aiuto della Grazia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia umana, intesa in senso finito e immanentistico, \u00e8, puramente e semplicemente, la storia del male: di come il male dilaga nel mondo, di come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-26132","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}