{"id":26128,"date":"2013-08-05T02:15:00","date_gmt":"2013-08-05T02:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/08\/05\/lora-e-il-momento-della-verita-in-cui-si-compie-cio-a-cui-siamo-stati-destinati\/"},"modified":"2013-08-05T02:15:00","modified_gmt":"2013-08-05T02:15:00","slug":"lora-e-il-momento-della-verita-in-cui-si-compie-cio-a-cui-siamo-stati-destinati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/08\/05\/lora-e-il-momento-della-verita-in-cui-si-compie-cio-a-cui-siamo-stati-destinati\/","title":{"rendered":"L\u2019\u00abOra\u00bb \u00e8 il momento della verit\u00e0, in cui si compie ci\u00f2 a cui siamo stati destinati"},"content":{"rendered":"<p>Arriva per tutti il momento della verit\u00e0: l&#8217;Ora in cui si compie ci\u00f2 per cui siamo stati destinati, e che noi possiamo accogliere o rifiutare &#8212; perch\u00e9 l&#8217;Ora, di solito, si presenta come un passaggio difficile, non privo di sofferenza, che rompe drasticamente con il nostro essere di prima &#8212; anche se ne \u00e8, in un senso pi\u00f9 profondo, il reale compimento e perfezionamento.<\/p>\n<p>Tutto questo presuppone che si creda nella profonda seriet\u00e0 della vita; che si creda in un destino, in una vocazione, in un compito da svolgere e per il quale valga la pena d&#8217;impegnarsi con la propria parte migliore, la pi\u00f9 generosa, la pi\u00f9 energica, la pi\u00f9 leale.<\/p>\n<p>Certo, per le persone opportuniste, ambigue, doppiogiochiste, l&#8217;Ora non arriva mai, per il semplice fatto che esse non hanno alcuna missione da compiere, alcun destino da realizzare; o, se pure l&#8217;avrebbero, non lo hanno mai ascoltato, non lo hanno mai compreso, n\u00e9 si sono mai poste con seriet\u00e0 davanti all&#8217;orizzonte della propria vita.<\/p>\n<p>La chiamata, senza dubbio, \u00e8 per tutti, ma in pratica non tutti hanno orecchi per udirla e occhi per vederla; la maggioranza degli uomini preferisce fare finta di niente e, se per caso la scorgono o ne odono il debole richiamo, preferiscono pensare che si sia trattato di una illusione, di un inganno, e girarsi dall&#8217;altra parte con un&#8217;alzata di spalle.<\/p>\n<p>La chiamata \u00e8 fatta di segni, di segni che vanno riconosciuti e decodificati; ma, per entrare in possesso della chiave giusta, bisogna essersi allenati con se stessi, bisogna aver imparato a camminare da soli e a cadere, a rialzarsi, a proseguire la strada, sempre cercando la verit\u00e0, senza indulgere a compromessi e senza cadere nell&#8217;autocommiserazione, quando si \u00e8 stanchi e il velo dello scoraggiamento scende come un sudario sulle speranze pi\u00f9 care.<\/p>\n<p>Se si pensa che la vita sia il frutto del caso; che il mondo non abbia alcun senso; che sia indifferente quel che facciamo e come lo facciamo, allora \u00e8 inutile parlare di segni e pensare alla chiamata: \u00e8 come se si fosse murati in se stessi, come se si avesse deciso di lasciarsi vivere per forza d&#8217;inerzia: senza entusiasmo, senza bellezza, senza luce.<\/p>\n<p>Solo se si pensa che ogni cosa abbia un significato e che tutto sia ordinato al Bene, solo allora ci si pu\u00f2 aprire alla dimensione della Grazia e rendersi disponibili ad accogliere il senso della propria missione; senso che si chiarisce mano a mano che si impara a leggere in se stessi e a divenire ci\u00f2 per cui si \u00e8 stati chiamati, cio\u00e8 persone libere e consapevoli e non semplici dati biologici.<\/p>\n<p>Tale chiarificazione pu\u00f2 giungere anche in maniera drammatica, nella forma di un drastico aut-aut: come quando, in sogno, si giunge ad un bivio e bisogna decidere quale strada imboccare, intuendo in un attimo, misteriosamente, che quella scelta sar\u00e0 carica di conseguenze e che, se si far\u00e0 quella sbagliata, porvi rimedio potrebbe rivelarsi la cosa pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Il prototipo dell&#8217;Ora \u00e8 quella vissuta da Ges\u00f9 Cristo nell&#8217;Orto degli ulivi la notte in cui fu arrestato, dopo aver celebrato l&#8217;ultima cena con i suoi apostoli.<\/p>\n<p>Contro il riverbero rosso del tramonto, circondato dai tronchi contorti come anime in pena, egli si trov\u00f2 solo, solo come mai si era sentito: perfino i tre discepoli pi\u00f9 fidati &#8211; Pietro, Giacomo e Giovanni -, che aveva pregato di vegliare in preghiera con lui, si erano addormentati, vinti da una indicibile tristezza. In quel momento il suo animo era stato quasi sopraffatto da un senso di orrore e, mentre sudava gocce di sangue, aveva supplicato il Padre di allontanare da lui il calice della sofferenza, se possibile; tuttavia, aveva soggiunto, egli era pronto a fare non la propria volont\u00e0, ma la sua. Allora un Angelo era sceso dal Cielo a confortarlo, cos\u00ec come degli Angeli erano scesi a servirlo quando, ritiratosi nel deserto a digiunare prima dell&#8217;inizio della sua missione pubblica, era stato tentato dal Demonio e aveva respinto vittoriosamente le sue seduzioni.<\/p>\n<p>Ha scritto Carlo De Ambrogio a questo proposito (da: C. De Ambrogio, \u00abTeologia del Vangelo di S. Giovanni\u00bb, Rosta, Centro Mater Divinae Gratiae, 1971, pp. 89-91):<\/p>\n<p>\u00abNel quarto Vangelo &quot;l&#8217;Ora di qualcuno&quot; \u00e8 il tempo in cui quel qualcuno compie l&#8217;opera a cui era particolarmente destinato. L&#8217;ora della donna che sta per diventare madre, \u00e8 quella del suo dare alla luce (16,21). L&#8217;ora dei Giudei increduli \u00e8 il tempo in cui Dio lascia loro la possibilit\u00e0 di perpetrare il loro delitto (16, 3-4). L&#8217;Ora di Ges\u00f9 \u00e8 il momento in cui si realizza definitivamente l&#8217;opera per cui Ges\u00f9 \u00e8 stato inviato in questo mondo, cio\u00e8 la vittoria su Satana, sul peccato, sulla morte ( cfr. 12, 23-24; 27, 31-32).<\/p>\n<p>Il fatto di quest&#8217;ora rappresenta agli occhi dell&#8217;evangelista un dato di prim&#8217;ordine: &quot;\u00c8 venuta l&#8217;ora in ci il Figlio dell&#8217;uomo deve essere glorificato&#8230; Adesso l&#8217;anima mia \u00e8 turbata. E che devo dire? Padre, salvami da quest&#8217;ora? A proprio per questo sono venuta a quest&#8217;Ora! Padre, glorifica il tuo Nome (12, 23, 27). &quot;Prima della festa di Pasqua &#8212; leggiamo ancora &#8212; Ges\u00f9, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino all&#8217;estremo (13,1). E, all&#8217;inizio della preghiera sacerdotale: &quot;Padre, l&#8217;Ora \u00e8 venuta: glorifica tuo Figlio, perch\u00e9 tuo Figlio glorifichi te&quot; (17,1). A questo punto incomincia la Passione e finisce la vita pubblica.<\/p>\n<p>L&#8217;Ora inevitabile, per la quale Ges\u00f9 era venuto, gli era costantemente presente. Finch\u00e9 la sua Ora non \u00e8 giunta, i suoi avversari non hanno alcun potere su di lui. Quando cercano di afferrarlo, nessuno osa arrestarlo (7,30; 8,20); e tuttavia ogni volta che i Giudei rivelano le loro intenzioni omicide (5,18; 7,1;19, 25; 7, 37-40; 11,53) si ha l&#8217;impressione di trovarsi di fronte a brevi ritardi.<\/p>\n<p>Ma proprio perch\u00e9 si confonde con quella della sua elevazione, l&#8217;Ora di Ges\u00f9 segna in anticipo, come se gi\u00e0 vi si fosse, il momento in cui tutte le sue opere saranno definitivamente compiute e realizzate: &quot;In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico &#8212; l&#8217;Ora viene e gi\u00e0 ci siamo &#8212; in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e coloro che l&#8217;avranno udita vivranno &quot; (5,25). &quot;L&#8217;Ora viene in cui tutti quelli che giacciono nella tomba usciranno all&#8217;appello della sua voce; coloro che hanno fatto il bene risorgeranno per la vita; coloro che hanno fatto il male per la dannazione&quot; (5,28 ss.). Si pu\u00f2 accostare a 4,23: &quot;Ma viene l&#8217;ora &#8212; ed \u00e8 gi\u00e0 adesso &#8212; in cui i genuini adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Rimane l&#8217;episodio di Cana, dove Ges\u00f9, alla madre che gli chiede un miracolo, risponde: &quot;La mia ora non \u00e8 ancora venuta&quot;. Secondo Sant&#8217;Agostino, l&#8217;Ora di Cana indica la &quot;grande Ora&quot;da cui Cristo non distoglieva mai il pensiero. [&#8230;]<\/p>\n<p>A dir la verit\u00e0, il momento della sua grande manifestazione di fronte al mondo verr\u00e0 alla sua Ora. Prima, corre il tempo in cui deve limitarsi alla sua opera, nelle condizioni determinate dal Padre. Nulla \u00e8 lasciato al caso: sulla via che gli \u00e8 tracciata il Cristo non deve bruciare le tappe per raggiungere lo scopo, all&#8217;Ora prevista. Giunger\u00e0 cos\u00ec in fretta che non mettendo a profitto la sua presenza quando \u00e8 ancor tempo, i Giudei corono il rischio di cercarlo senza trovarlo: &quot;La luce \u00e8 ancora per poco tra voi. Camminate mentre avete la luce, perch\u00e9 non vi sorprendano le tenebre&quot; (12,35). Quanto a lui, adesso che la sua Ora \u00e8 venuta (12,23), la sua anima \u00e8 turbata (12,27), non tanto per il timore della sofferenza, quanto per la specie di sacro terrore di fronte allo scatenarsi del male satanico che sta per affrontare. \u00c8 un&#8217;agonia simile a quella del Getsemani. Ma mentre la preghiera dell&#8217;Orto degli ulivi lascia aperta la possibilit\u00e0 che l&#8217;Ora temibile gli venga risparmiata, in Giovanni 12,27, essendo l&#8217;Ora arrivata, la supplica &quot;Salvami da questa Ora&quot; non pu\u00f2 avere come oggetto che il risultato del terribile combattimento nel quale il Salvatore \u00e8 impegnato: per quest&#8217;Ora \u00e8 venuto. Non chiede che passi lontano da lui; ma sebbene la sua anima ne sia turbata &#8212; come davanti alla tomba di Lazzaro (13,33), come all&#8217;ultima cena, davanti al tradimento di Giuda (13,21) &#8212; accetta alla fine che il nome del Padre sia glorificato (12,28). Il turbamento di Ges\u00f9 fa parte del calice che il Padre gli d\u00e0 da bere (18,11); \u00e8 inerente all&#8217;Ora per la quale il Figlio dell&#8217;uomo deve essere glorificato (12,23).<\/p>\n<p>Tutta la vita terrena del Salvatore \u00e8 retta dall&#8217;Ora che non \u00e8 ancora venuta, che si avvicina, che gli \u00e8 presente. L&#8217;Ora verso la quale Ges\u00f9 \u00e8 in cammino nella consapevolezza di avere un programma da eseguire, un fine da raggiungere, una cima da scalare, \u00e8 solidale con l&#8217;opera che il Padre gli ha dato da compiere (4,34; 17,4). L&#8217;Ora del Cristo significa che la sua specifica opera deve compiersi nel tempo, che \u00e8 chiamata a inserirsi nella durata storica, sulla linea tracciata dall&#8217;Incarnazione.\u00bb<\/p>\n<p>La similitudine con la donna partoriente \u00e8 molto significativa; anche se far\u00e0 arrabbiare le femministe (ma a torto, perch\u00e9 non implica che la donna DEBBA trovare il senso della propria vita nel dare alla luce un bambino), rende bene l&#8217;idea di un destino che si compie mediante la messa a frutto delle migliori potenzialit\u00e0 insite nella persona umana. E rende bene anche l&#8217;idea che ci\u00f2 non avviene mai in maniera indolore: la donna soffre e urla nelle doglie del parto, ma poi la sua sofferenza \u00e8 dimenticata, cancellata dalla gioia ineffabile della nuova vita che \u00e8 nata da lei, attraverso di lei, per mezzo di lei.<\/p>\n<p>Oltre che il momento della sofferenza, l&#8217;Ora \u00e8 anche il momento della solitudine: in quel momento speciale della propria vita, ciascuno \u00e8 solo davanti a se stesso e nessuna presenza amica, neanche la pi\u00f9 cara, sar\u00e0 mai capace di comprendere e di lenire quella solitudine: come \u00e8 accaduto, appunto, a Ges\u00f9 Cristo nell&#8217;Orto degli ulivi. Si \u00e8 soli davanti a se stessi perch\u00e9 si \u00e8 messi a nudo dalla forza di ci\u00f2 che sta per compiersi: il manifestarsi del proprio destino lascia cadere ogni elemento superfluo, ogni fattore secondario, ogni scoria e ogni orpello: non \u00e8 pi\u00f9 possibile barare al gioco, non \u00e8 pi\u00f9 possibile raccontarsi delle storie. \u00c8 come se si fosse davanti ad uno specchio e come se, in quello specchio, ci si potesse infine riconoscere per come si \u00e8 veramente: senza inganni, senza maschere, fino al centro pi\u00f9 segreto della propria anima.<\/p>\n<p>Appunto per tali caratteristiche l&#8217;Ora rappresenta il momento della verit\u00e0: perch\u00e9 nella solitudine e nella sofferenza cadono le maschere e la nostra verit\u00e0 interiore emerge in tutta la sua evidenza: nella solitudine, infatti, nulla ci pu\u00f2 distrarre da noi stessi, e nella sofferenza nulla ci pu\u00f2 impedire di rivelarci a noi stessi per quello che siamo davvero. Se non fossimo interamente soli &#8212; soli, anche se materialmente circondati da altre persone &#8212; e se non dovessimo passare attraverso il vaglio della sofferenza, potremmo anche seguitare a recitare una parte, potremmo anche mentire ed eludere il momento della verit\u00e0. E, di fatto, questo \u00e8 precisamente ci\u00f2 che molte persone si sforzano di fare lungo l&#8217;intero corso della loro esistenza: si preoccupano di non restare mai sole e di evitare ogni occasione di sofferenza, quasi intuissero che, in presenza di tali condizioni, la maschera cadrebbe loro dal volto e il momento della verit\u00e0 non potrebbe essere procrastinato ulteriormente.<\/p>\n<p>Si tratta di un comportamento superficiale e infantile, perch\u00e9 il dilazionare all&#8217;infinito il momento della verit\u00e0, il momento in cui noi ci riveliamo a noi stessi e comprendiamo se siamo pronti ad assumere su di noi il nostro destino, non serve ad altro che a rinviare il momento in cui si attua il senso della nostra vita; e non \u00e8 cosa saggia n\u00e9 prudente rinviarlo all&#8217;infinito, perch\u00e9, poi, potrebbero mancarci il tempo ed il coraggio per affrontare il passo decisivo.<\/p>\n<p>Fino a quando non ci si \u00e8 confrontati con la propria Ora, non si \u00e8 diventati persone nel senso pi\u00f9 perfetto della parola: si \u00e8 solo degli individui che si industriano di scansare la responsabilit\u00e0 di essere quello che si deve essere.<\/p>\n<p>Certo, in quanto creature umane, che nascono nel tempo e vivono nel tempo, la nostra Ora si compir\u00e0 interamente solo nell&#8217;atto del morire; perch\u00e9 solo quell&#8217;atto illumina di senso la prospettiva dell&#8217;eterno, che, altrimenti, resterebbe solo un vago timore o un vago desiderio. In questo senso, una persona diviene &quot;perfetta&quot; passando per la porta stretta della morte: perfetta come &quot;compiuta&quot; e, quindi, anche come liberata dalle incertezze della contingenza.<\/p>\n<p>Tuttavia, per chi abbia assunto su di s\u00e9 la profonda seriet\u00e0 della vita e abbia dato ascolto alla voce della chiamata, l&#8217;Ora si presenta come il momento della decisione volontaria, mentre la morte non dipende da noi. Della morte, per\u00f2, l&#8217;Ora ha talune caratteristiche &#8212; solitudine, sofferenza, senso di agonia -, cos\u00ec come, al tempo stesso, possiede talune caratteristiche della nascita: il sollievo per la decisione irrevocabilmente presa e la gioiosa consapevolezza che qualcosa di vivo sta emergendo: l&#8217;uomo nuovo, ardimentoso e sereno, che sostituisce l&#8217;uomo vecchio, pieno di dubbi e di paure&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arriva per tutti il momento della verit\u00e0: l&#8217;Ora in cui si compie ci\u00f2 per cui siamo stati destinati, e che noi possiamo accogliere o rifiutare &#8212;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-26128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}