{"id":26125,"date":"2019-03-24T12:50:00","date_gmt":"2019-03-24T12:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/24\/litalia-e-un-paese-bloccato\/"},"modified":"2019-03-24T12:50:00","modified_gmt":"2019-03-24T12:50:00","slug":"litalia-e-un-paese-bloccato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/24\/litalia-e-un-paese-bloccato\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 un Paese bloccato"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;Italia \u00e8 in recessione; l&#8217;Italia \u00e8 in declino; l&#8217;Italia \u00e8 il fanalino di coda della Ue<\/em>&#8230; da quanto tempo ci sentiamo dire e ripetere queste frasi? Il punto \u00e8 che a dircele sono proprio gli stessi che portano la massima responsabilit\u00e0 di una cos\u00ec drammatica situazione. l&#8217;Italia non \u00e8 solamente in declino: l&#8217;Italia sta morendo. Sta morendo biologicamente, spiritualmente, economicamente. Ma perch\u00e9? La domanda ha un suono quasi surreale, se si pensa che ancora vent&#8217;anni fa l&#8217;Italia era la quarta potenza economica mondiale, avendo superato sia la Francia, sia la Gran Bretagna. Davanti a lei c&#8217;erano solo Stati Uniti, Germania e Giappone. E poi, che \u00e8 successo? Perch\u00e9 siamo diventati il Paese delle culle vuote? Perch\u00e9 abbiamo accumulato un debito pubblico cos\u00ec enorme, e, quel che \u00e8 peggio, perch\u00e9 abbiamo permesso che passasse dalle mani degli investitori italiani a quelle degli investitori stranieri? In che modo abbiamo perso circa un terzo del nostro potenziale industriale, in appena un decennio? E perch\u00e9 esportiamo giovani laureati e importiamo analfabeti di dubbia provenienza? Chi ha almeno cinquant&#8217;anni e pu\u00f2 fare un confronto fra le citt\u00e0 italiane di trent&#8217;anni fa e quelle di oggi, ha l&#8217;impressione che ci sia stata una guerra. Si sono svuotate, si sono immiserite, si sono rimpicciolite; in compenso, si sono riempite di stranieri, che in molti casi hanno preso in mano quasi tutto il piccolo commercio, la ristorazione, e una bella fetta dell&#8217;artigianato. I prezzi immobiliari sono crollati, ad ogni via si vedono locali e appartamenti vuoti, con su appeso il cartello di <em>vendesi<\/em> o <em>affittasi<\/em>. Lavoro non se ne trova; i piccoli imprenditori chiudono le fabbriche e investono in prodotti finanziari; parecchi falliscono, e alcuni si suicidano. L&#8217;esercito dei poveri cresce ogni giorno: ormai \u00e8 normale vedere degli anziani che recuperano la frutta e la verdura andata a male nei mercati generali, e dei giovami che sbarcano il lunario portando le pizze a domicilio o facendo i telefonisti nei <em>call center<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure, l&#8217;Italia \u00e8 un Paese dalle grandi risorse potenziali. Ha il pi\u00f9 alto risparmio privato d&#8217;Europa, tanto per cominciare. Poi, ha delle riserve auree che sono tra le pi\u00f9 consistenti al mondo. Le manifatture italiane hanno ancora un&#8217;ottima reputazione all&#8217;estero, e cos\u00ec la tecnologia elettronica e certi settori dell&#8217;agroalimentare. Gli italiani sono un popolo intelligente: questo lo riconoscono tutti; intelligenti e pieni d&#8217;iniziativa; quando riescono a fare squadra (il che succede di rado) non li ferma nessuno, praticamente non hanno competitori. Il loro declino non \u00e8 un processo inevitabile, non \u00e8 scritto nelle stelle. Si tratta di identificare le cause che tengono bloccato un Paese di sessanta milioni di abitanti, che imprigionano energie costrette a languire, inutilizzate o sotto-utilizzate, o a espatriare. L&#8217;emorragia di giovani che vanno a lavorare all&#8217;estero si \u00e8 prodotta negli ultimi lustri e ha assunto proporzioni allarmanti: si calcola che in una famiglia su tre c&#8217;\u00e8 un giovane che si \u00e8 trasferito all&#8217;estero o che progetta di farlo. In pratica, i giovani non credono pi\u00f9 nel loro Paese e si sono congedati moralmente da esso, ancor prima di averlo lasciato fisicamente. O forse \u00e8 il Paese che non crede pi\u00f9 in loro? Propendiamo per la seconda ipotesi. Non \u00e8 normale che il problema dell&#8217;emigrazione giovanile non venga posto in cima all&#8217;ordine del giorno da parte dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni; non \u00e8 normale che si faccia finta di nulla e che di questo enorme problema si parli poco e solo di sfuggita, senza mai approfondirne le origini. Un Paese che non sa trattenere i suoi giovani, dopo aver dato loro un diploma e una laurea, \u00e8 un Paese che ha deciso di morire, perch\u00e9 i giovani sono la speranza del futuro, anche in senso strettamente biologico. Il pi\u00f9 delle volte, un giovane italiano che si trasferisce in Gran Bretagna, in Olanda, in Canada, negli Stati Uniti o in Australia, non desidera pi\u00f9 ritornare in Patria. Si sposa, mette su famiglia e rivolge la sua vita e il suo lavoro alla nuova Patria d&#8217;adozione: un guadagno netto per quei Paesi; netto, nel senso letterale del termine: si tratta di manodopera qualificata che arriva e produce, senza essere costata un centesimo. E una perdita netta per noi: dopo averli cresciuti, istruiti, resi abili al lavoro, l&#8217;Italia perde i suoi figli e si riempie, un po&#8217; alla volta di vecchi, di pensionati.<\/p>\n<p>Altri, pi\u00f9 bravi di noi, hanno gi\u00e0 indicato le ragioni strettamente economiche e finanziarie di questo declino, di questo suicidio; a noi preme evidenziare il tratto comune fra il declino economico, quello biologico e quello spirituale. Perch\u00e9 l&#8217;Italia sta morendo, perch\u00e9 gli italiani hanno imboccato la via del suicidio? Le ragioni sono parecchie, naturalmente; alcune sono di portata mondiale e riguardano, in diversa misura, anche molti altri Paesi. A noi interessa cogliere quel che vi \u00e8 di specifico nella situazione italiana, e ci sembra che lo si possa sintetizzare in questa breve espressione: <em>l&#8217;Italia \u00e8 un Paese bloccato<\/em>. Non c&#8217;\u00e8 crescita perch\u00e9 tutto \u00e8 legato, imbrigliato, imbalsamato. Non funziona l&#8217;ascensore sociale. Perch\u00e9 non vediamo e non vedremo mai, in Italia, un giovane inglese, o tedesco, o americano, mantenersi facendo il lavapiatti, tranne, forse, per ragioni contingenti e per un brevissimo periodo, mentre in Gran Bretagna, in Germania, negli Stati Uniti, ci sono migliaia di giovani italiani che sono andati precisamente a fare i lavapiatti? Perch\u00e9 in quei Paesi l&#8217;ascensore sociale funziona: si comincia facendo i lavapiatti, tuttavia, se si possiedono intelligenza, buona volont\u00e0 e spirito d&#8217;iniziativa, si pu\u00f2 arrivare a diventare anche direttori di ristorante: qualche volta nel giro di pochi anni. Da noi, \u00e8 tutto fermo: chi fa il lavapiatti oggi, lo far\u00e0 anche fra vent&#8217;anni. Lo spiegava molto bene Barbara Pavarotti in una conferenza che si pu\u00f2 ascoltare sul sito di <em>Byoblu<\/em> del 21 marzo 2019, intitolata <em>Il laboratorio per la distruzione dell&#8217;Italia<\/em>. I dati sono impressionanti: si parla di 300.000 partenze di giovani ogni anno. Come negli ani della grande emigrazione, tra la fine del 1800 e l&#8217;inizio del 1900: solo che allora esportavamo contadini e manovali, non laureati di ottimo livello. Ora, la domanda \u00e8 questa: la nostra classe dirigenti non se ne accorge? I politici, i banchieri, gli industriali, i professori universitari, i giornalisti non se ne sono accorti? E perch\u00e9 non ne parlano che assai raramente? Ma soprattutto perch\u00e9 non fanno qualcosa? E qui arriviamo alle dolenti note.<\/p>\n<p>Certo che se ne sono accorti. Non ne parlano e non fanno nulla perch\u00e9 non gliene importa nulla o perch\u00e9, ai livelli pi\u00f9 alti, ci\u00f2 fa parte della loro politica, che poi \u00e8 quella dei grandi poter finanziari internazionali. In altre parole, i nostri banchieri, politici, industriali, sono asserviti alle grandi banche mondiali, e si sono fatti volonterosi aguzzini del popolo italiano, spingendo il Paese verso politiche suicide, in piena coscienza di ci\u00f2 che stanno facendo. Ci vorrebbe un tribunale di Norimberga per giudicare costoro e i loro crimini: primo dei quali, il crimine di alto tradimento. Ma non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, a meno di essere ipocriti. Sono i figli dell&#8217;articolo 16 del Trattato di Parigi del 1947, quello che vietava al governo italiano di perseguire i traditori che avevano favorito la causa nemica sin dal primo giorno della Seconda guerra mondiale. Sappiamo poi che medaglie e decorazioni americane, britanniche e francesi sono piovute sui petti di ammiragli e generali; non sappiamo quanto denaro sia finito nelle tasche di signori pi\u00f9 o meno noti, anche in abito civile, i quali si sono egualmente adoperati per la vittoria degli Alleati e per la sconfitta del proprio Paese. Cio\u00e8, guarda caso, il nostro. Le classi dirigenti italiane hanno questo vizio sin dalla nascita della Repubblica democratica e antifascista: il vizio di essere dei traditori congeniti, abituati a favorire gli interessi di potenze straniere e danneggiare deliberatamente la causa nazionale. I nostri marinai, nel 1940-43, si stupivano di vedere che il nemico sapeva sempre quando partivano le nostre navi per portare i rifornimenti all&#8217;esercito del Nord Africa, e quale rotta avrebbero seguito. Oggi non dovremmo meravigliarci del fatto che uomini come Monti, Letta, Gentiloni e Renzi abbiano stretto con Paesi stranieri dei patti scellerati, chi impegnandosi ad accollare al&#8217;Italia tutti i migranti del Mediterraneo, chi svendendo alla Francia un pezzo di mar Tirreno, chi favorendo l&#8217;acquisto dei titoli di Stato che finanziano il debito pubblico, da parte di speculatori stranieri, con meccanismi perversi che solo la Banca d&#8217;Italia &#8212; una banca privata che finge di essere pubblica, ma intanto bada esclusivamente ai suoi privati interessi &#8212; poteva escogitare. Quale Paese normale avrebbe permesso a una grande industria, come la Fiat, di espatriare e andare a pagare le tasse all&#8217;estero, senza pretendere prima il rimborso delle somme favolose che i governi italiani, per decenni, hanno erogato per finanziarla? E quale Paese normale avrebbe accolto la visita di un bandito della grande finanza come George Soros alla stregua di quella d&#8217;un capo di Stato di un governo amico, quando quel signore ha provocato al nostro Paese, in un giorno solo, il 16 settembre 1992, un danno valutabile in qualcosa come 48 miliardi di dollari &#8212; un terzo del valore della lira? Un Paese normale, un uomo cos\u00ec lo avrebbe arrestato, imprigionato e processato per direttissima, e possibilmente lo avrebbe messo al muro. Da noi, Gentiloni lo ha accolto con baci e abbracci, poi si sono chiusi in una stanza a parlare non si sa di che.<\/p>\n<p>\u00c8 triste dirlo, ma \u00e8 cos\u00ec: le classi dirigenti italiane vivono di rendita sulle posizioni acquisite, sovente non per merito, ma per raccomandazione: sono blindate nelle rispettive trincee e non hanno alcuna intenzione di mollare l&#8217;osso fino all&#8217;ultimo dei loro giorni. Per questo il Paese \u00e8 bloccato e i giovani se ne devono andare all&#8217;estero. Nella loro Patria matrigna, tutto \u00e8 concentrato nelle mani di una casta inamovibile, che vive dieci o venti volte al di sopra del tenore di vita del cittadino comune e non ha la minima idea dei sacrifici che quest&#8217;ultimo deve fare per sbarcare il lunario e mandare avanti la famiglia e la bottega. Un giudice, un primario d&#8217;ospedale, un parlamentare, un amministratore pubblico di una grande industria, un vescovo, tutti costoro godono di tali e tanti privilegi, di una tale impunit\u00e0 &#8212; possono contare su una buonuscita milionaria anche se si lasciano disastri finanziari dietro le spalle &#8212; se ne infischiano di come vive il cittadino comune: loro vivono su un altro pianeta. Abitano in un attico del centro o in una villa con piscina in collina, regalano collane di perle alle mogli o alle amanti, mandano i figli in una universit\u00e0 americana, fanno le vacanze a Cortina, viaggiano con le auto blu o con l&#8217;elicottero privato. Che ne sanno di che significa vivere con mille euro al mese, in un condominio infestato dalle prostitute nigeriane e dagli spacciatori, pure nigeriani, in un quartiere degradato, dove si ha paura sia ad uscir di casa che a restare in casa, o con un negozio che \u00e8 gi\u00e0 stato svaligiato quattro, sei, otto volte, e con i rapinatori arrestati e rimessi in libert\u00e0 dal solito magistrato di sinistra perch\u00e9, poverini, non hanno altro mezzo di sostentamento? Dai loro attici, dalle loro ville con piscina, costoro possono anche pensare di aver la sacra missione d&#8217;introdurre le unioni omosessuali, l&#8217;eutanasia e le adozioni gay nella nostra legislazione, per rendere l&#8217;Italia un Paese pi\u00f9 civile; possono anche pensare che la cosa pi\u00f9 urgente e necessaria da fare sia distribuire a spese della sanit\u00e0 pubblica il farmaco che blocca lo sviluppo degli ormoni, affinch\u00e9 i genitori progressisti e lungimiranti possano aiutare i loro figlioletti a decidere se vorranno cambiar sesso prima della pubert\u00e0: ma il Paese reale \u00e8 lontano da loro quanto la Terra lo \u00e8 dalla Luna. Una simile classe dirigente \u00e8, semplicemente, una classe dominante: una classe parassita di traditori, di speculatori e di folli, che sta dirigendo la nave dello Stato, deliberatamente, verso gli scogli, per provocare il naufragio. Sono pericolosi: bisognerebbe fermarli subito, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>E non soltanto sono dei traditori e dei servi d&#8217;interessi stranieri; sono anche inefficienti, pigri, e, cosa pi\u00f9 grave ancora, infinitamente arroganti. Se almeno avessero il buon gusto di tenere un profilo basso, di non dar tropo nell&#8217;occhio: ma no, devono strafare, devono esibirsi il pi\u00f9 possibile, convinti, come sono, di rappresentare quanto di meglio esiste in fatto di razza italiana. Loro sono l&#8217;Italia migliore; loro sono i migliori. I pi\u00f9 buoni, i pi\u00f9 tolleranti, i pi\u00f9 aperti, i pi\u00f9 sensibili, i pi\u00f9 caritatevoli, i pi\u00f9 misericordiosi, i pi\u00f9 filantropi, i pi\u00f9 onesti, i pi\u00f9 puliti, i pi\u00f9 progrediti, i pi\u00f9 solidali, i pi\u00f9 inclusivi, i pi\u00f9 generosi. Gli altri, quelli che attentano ai loro privilegi e alle loro posizioni di rendita, sono i fascisti, i razzisti, i populisti, gli ignoranti, i rozzi, gli stupidi gl&#8217;incivili, i cafoni, gli oscurantisti, i medievali, i pericolosi. E poich\u00e9 bisogna pur combattere per difendere quel che si possiede, costo dedicano gran parte del loro tempo e delle loro energie ad alimentare una propaganda incessante, una mobilitazione permanente. Grazie a loro viviamo da sempre in un clima da guerra civile, con la spada di Damocle del fascismo e del nazionalismo che ci pende sul capo, ma che, se ci affideremo interamente ai paladini della democrazia, forse riusciremo a tener lontana. Grazie a loro, la nostra societ\u00e0 ha incubato la sindrome sovietica e ne porta la tabe, qualsiasi cosa accada. In Italia, unico Paese al mondo, vige un tacito pregiudizio contro chi fa impresa, contro chi ha iniziativa, contro chi guadagna (onestamente) grazie alla propria intelligenza e al proprio lavoro. Sicuramente costui avr\u00e0 qualcosa da nascondere, se ha fatto i soldi vuol dire che \u00e8 un nemico del popolo, e dunque paghi. Nessuno lo dice, ma molti giudici, politici, amministratori, professori e giornalisti lo pensano. Lo pensano anche i neopreti della neochiesa, indottrinati dai neoteologi e spronati dal neopapa, il compagno don Bergoglio. E sempre per placare questi sensi di colpa verso i poveri ci dicono e ripetono che abbiamo il dovere umano e cristiano di accogliere i poveri migranti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia \u00e8 in recessione; l&#8217;Italia \u00e8 in declino; l&#8217;Italia \u00e8 il fanalino di coda della Ue&#8230; da quanto tempo ci sentiamo dire e ripetere queste frasi?<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178,231,256],"class_list":["post-26125","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia","tag-regno-unito","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26125\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}