{"id":26116,"date":"2021-08-06T11:45:00","date_gmt":"2021-08-06T11:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/06\/limpero-romano-fu-strumento-della-provvidenza\/"},"modified":"2021-08-06T11:45:00","modified_gmt":"2021-08-06T11:45:00","slug":"limpero-romano-fu-strumento-della-provvidenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/06\/limpero-romano-fu-strumento-della-provvidenza\/","title":{"rendered":"L&#8217;Impero romano fu strumento della Provvidenza"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Impero romano \u00e8 stato uno strumento della Provvidenza divina, atto a favorire la massima diffusione della religione cristiana, grazie alla sua ampia estensione e al suo eccellente sistema di strade e di trasporti, che rendeva possibile la rapida circolazione delle persone e delle merci, e naturalmente anche delle idee e dei valori, dalla Siria alla Britannia e dall&#8217;Egitto alle rive del Danubio? Dante Alighieri, come \u00e8 noto, ne era convinto; cos\u00ec come era convinto che la donazione di Costantino (alla quale lui, come tutti i suoi contemporanei, fermamente credeva) fosse stata cosa buona e giusta nelle intenzioni di quell&#8217;imperatore, per assicurare ai papi la necessaria autonomia dal potere politico; ma che col passare del tempo era divenuta un fardello gravoso che aveva finito col recare un grave danno morale alla Chiesa, deviandone lo slancio spirituale verso fini terreni estranei alla sua natura e alla sua ragion d&#8217;essere. Il luogo in cui Dante esplicita con maggiore ricchezza di particolari l&#8217;idea della provvidenzialit\u00e0 dell&#8217;Impero romano e ci d\u00e0, al tempo stesso, un saggio della sua filosofia della storia, in armonia peraltro con quella dei maggiori pensatori cristiani, \u00e8 il canto sesto del <em>Paradiso<\/em>, che \u00e8 tutto un&#8217;appassionata rievocazione del volo dell&#8217;aquila imperiale da una estremit\u00e0 all&#8217;altra della terra allora conosciuta, e al tempo stesso la sua interpretazione in chiave di provvidenzialit\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>Oggi questo modo di pensare la storia \u00e8 pressoch\u00e9 scomparso, anche fra i credenti. Ed \u00e8 appunto qui che si pu\u00f2 misurare fino a che punto i cattolici moderni sono diventati sempre pi\u00f9 moderni, cio\u00e8 sempre pi\u00f9 conformi ai modi di pensare e di sentire della modernit\u00e0, e parallelamente sempre meno cristiani, cio\u00e8 sempre pi\u00f9 lontani dall&#8217;autentica visione cristiana del mondo e della vita. Di tale visione la storia \u00e8, naturalmente, una parte cospicua: il cristiano infatti \u00e8 chiamato a pensare la storia con particolare urgenza, perch\u00e9 se il mistero della Rivelazione ha luogo nella storia, nondimeno la Parusia avr\u00e0 luogo alla fine dei tempi e romper\u00e0 una volta per tutte lo schema temporale entro il quale si snoda la vicenda umana. Pertanto il cristiano dovrebbe vivere sempre con un occhio rivolto al presente, perch\u00e9 anch&#8217;egli, come tutti, si trova a vivere qui e ora, e deve fare i conti con le scelte e le sfide dell&#8217;ora attuale, ma con l&#8217;altro occhio deve sempre avere innanzi a s\u00e9 l&#8217;orizzonte dell&#8217;eternit\u00e0, perch\u00e9 egli sa che tale \u00e8 il destino finale di tutto ci\u00f2 che esiste, e che in esso si scioglieranno come sabbia sia le secolari costruzioni dei popoli e delle civilt\u00e0, sia il breve arco delle vite dei singoli individui, con tutto ci\u00f2 che essi hanno amato e temuto, sperato e odiato, costruito e vanificato.<\/p>\n<p>Il concetto fondamentale della visione cristiana della storia \u00e8 che Dio \u00e8 il Signore dell&#8217;universo e perci\u00f2 \u00e8 anche il padrone assoluto della storia stessa; che nulla accade contro il suo volere e che tutto ci\u00f2 che accade o \u00e8 voluto, o \u00e8 permesso da Dio, sempre tenendo conto del fattore del libero arbitrio, il dono pi\u00f9 bello che Egli ha fatto alla sua creatura prediletta, quella nella quale si \u00e8 compiaciuto d&#8217;imprimere la Sua immagine. Ora, se Dio \u00e8 il vero padrone della storia, ne consegue che gli uomini, per quanto possano essersi allontanati da Lui, per quanto traviati e sedotti dal maligno, non potranno mai abusare della loro libert\u00e0 fino al punto di contrastare il Suo santo volere, al centro del quale vi \u00e8 il mistero della Redenzione. Dio ha mantenuto e in un ceto senso ha oltrepassato la Sua promessa, quella fatta ai nostri padri antichi: non solo ha mandato i profeti ad annunciare la Buona Novella, ma anche il suo stesso Figlio Unigenito, proprio come il padrone della vigna manda ai malvagi vignaioli suo figlio, affinch\u00e9 rientrino in se stessi e desistano dal loro atteggiamento ribelle (cfr. <em>Mt<\/em> 21,37). Tale \u00e8 il mistero dell&#8217;Incarnazione del Verbo, che s&#8217;inserisce nella storia e segna in essa una profonda cesura fra il &quot;prima&quot; e il &quot;dopo&quot;. Ma proprio come i vignaioli malvagi, anche i giudei che Lo videro, Lo udirono e furono toccati dalla grazia ineffabile della Sua venuta si ribellarono contro di Lui e vollero metterlo a morte. E questo \u00e8 il mistero della Redenzione: perch\u00e9 Dio, nella Sua infinita potenza e nel Suo infinito amore, ha voluto trarre il bene dal male supremo, e far s\u00ec che il Sacrificio del Suo Figlio Unigenito, messo a morte per mano degli uomini, si trasformasse in sorgente di salvezza per tutti quelli che avessero creduto in Lui.<\/p>\n<p>Per il cristiano, \u00e8 impossibile leggere la storia senza tener conto di questa scansione soprannaturale: l&#8217;annuncio del Messia e la sua attesa da parte dell&#8217;umanit\u00e0; la venuta del Messia e il compimento della Promessa; la Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo; il tempo finale, quello della predicazione del Vangelo da parte degli Apostoli e dei loro successori e l&#8217;attesa del ritorno definitivo di Cristo giudice, per separare la zizzania dal loglio e dare all&#8217;universo il suo assetto definitivo e glorioso. Tutto il resto &#8212; le gesta degli uomini, il sorgere e il tramontare delle civilt\u00e0 e degli imperi, le invenzioni, le scoperte, la tecnica, la scienza, l&#8217;arte, la poesia, il pensiero, la vita delle generazioni e dei singoli individui &#8212; non \u00e8 che la parte mobile del quadro, in certo qual modo lo sfondo del vero dramma: quello della Caduta, della Redenzione e del Giudizio Finale, nel quale gli uomini paiono i protagonisti, ma sono solo le comparse di un gioco immensamente pi\u00f9 grande di loro, i cui veri protagonisti sono Dio, che vuole la loro salvezza eterna e si avvale delle schiere angeliche, e Satana, fiancheggiato dall&#8217;esercito dei demoni, che vuole la loro dannazione ed escogita ogni sorta di espediente per allontanarli da Lui, ingannandoli con false promesse e facendo leva sul loro folle orgoglio e la loro fondamentale ingratitudine verso il Creatore, proprio come fece coi loro progenitori nel giardino dell&#8217;Eden.<\/p>\n<p>E adesso torniamo al discorso sulla provvidenzialit\u00e0 dell&#8217;Impero romano. Perch\u00e9 proprio quella costruzione storica avrebbe rivestito un particolare carattere di provvidenzialit\u00e0, e non, poniamo, l&#8217;Impero cinese o l&#8217;Impero degli Inca? La ragione \u00e8 molto semplice: perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo nacque in Palestina, che a quell&#8217;epoca era una provincia di Roma; e perch\u00e9 Roma, in quel momento, sotto Augusto, aveva raggiunto il culmine della sua potenza della sua estensione e della sua forza irradiante anche al di l\u00e0 delle proprie frontiere. Ci\u00f2 significa che in esso, e solamente in esso, vi erano le condizioni <em>storiche<\/em> migliori, le pi\u00f9 favorevoli, affinch\u00e9 il messaggio di Cristo, l&#8217;esempio luminosissimo della Sua vita e la potenza incommensurabile della Sua parola si diffondessero ovunque e raggiungessero, un poco alla volta, tutte le genti. Come difatti \u00e8 accaduto, sfruttando il centro ideale del Mediterraneo orientale e conquistando gradualmente non solo i popoli dell&#8217;Impero romano, ma anche, pi\u00f9 tardi, i popoli estranei ad esso e suoi atavici nemici, quelli stessi che cinque secoli dopo lo avrebbero distrutto &#8212; restando per\u00f2 talmente affascinati dalla sua civilt\u00e0 e dalle religione di Cristo, da volerlo far risorgere, sia pure in forma diversa, facendone il cuore della nuova civilt\u00e0 che sarebbe sorta dopo i secoli difficili della transizione dall&#8217;una all&#8217;altra, da quella greco-romana a quella cristiana medievale,<\/p>\n<p>Scrive il saggista Dario Pasero a questo riguardo (su <em>Il Settimanale di Padre Pio<\/em>, n. 20 del 23 maggio 2021, pp. 28-30):<\/p>\n<p><em>Il canto Vi viene anche, e giustamente, definito come &quot;canto dell&#8217;Aquila&quot;, poich\u00e9 a parlare \u00e8, s\u00ec, Giustiniano, ma la vera protagonista del suo discorso \u00e8 l&#8217;Aquila, simbolo dell&#8217;Impero Romano, in quanto gi\u00e0 simbolo di Giove, re degli d\u00e8i. Abbiamo dunque una catena simbolica di tal genere: l&#8217;Aquila \u00e8 emblema di Giove, de dunque di Dio (secondo Dante gli d\u00e8i pagani erano in qualche modo, &quot;ombre&quot; del vero Dio, nomi cio\u00e8 con cui gli idolatri chiamavano, pur non comprendendolo nella loro ignoranza, l&#8217;unico vero Dio; l&#8217;Aquila dunque rappresenta Dio, che \u00e8 la giustizia, e pertanto l&#8217;Impero (col suo simbolo) \u00e8 la concretizzazione terrena della giustizia divina: l&#8217;Impero \u00e8 dunque, in ultima analisi, la rappresentazione politica in terra di Dio, l&#8217;unica istituzione che possa e debba sempre esistere, in quanto voluta da Dio stesso, che in esso si vede rappresentato storicamente. Anche gli altri regni terreni e le istituzioni singole, come i comuni, vanno inquadrati nella compagine universale dell&#8217;Impero, trovando la loro ragion d&#8217;essere (e la loro libert\u00e0) solamente in quanto parti di esso, che per sua definizione deve essere unico ed universale, cos\u00ec come unico ed universale \u00e8 Dio stesso. Di tale convinzione sono testimonianza concreta, nel canto, le espressioni: \u00abPer lo regno mortal ch&#8217;a lui soggiace\u00bb (v.84); il mondo intero \u00e8 sottoposto al potere dell&#8217;Aquila; \u00absotto le sue ali\u00bb (v.95): Carlo Magno realizz\u00f2 l&#8217;impero cristiano soccorrendo la Chiesa sotto la protezione dell&#8217;Aquila; \u00abpubblico segno\u00bb (v.100): l&#8217;Aquila \u00e8 definita tout-court &quot;emblema universale&quot;, contrapponendola ai &quot;gigli gialli&quot; degli Angi\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;applicazione concreta di queste convinzioni dantesche, insieme al suo elogio dei &quot;veterum mores&quot; (&quot;i costumi degli antenati&quot;), ci sar\u00e0 offerta dalla figura del suo trisavolo Cacciaguida, quando (canti XV-XVII) egli terr\u00e0 l&#8217;elogio della Firenze antica dei suoi tempi (sec. XI). Il tema dell&#8217;Aquila come simbolo di Dio, e della giustizia (divina e terrena), sar\u00e0 poi da Dante ripreso anche nel canto XX sempre nel &quot;Paradiso&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco dunque spiegato come mai il Foscolo si senta autorizzato a chiamare &quot;ghibellin fuggiasco&quot; (&quot;I sepolcri,v.174) Dante, bench\u00e9 egli fosse storicamente un guelfo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il testo del canto VI ci esplicita &#8212; nelle parole di Giustiniano &#8212; la teoria storica che si \u00e8 soliti definire &quot;concezione provvidenziale della storia&quot;, vale a dire gli eventi storici come emanazione diretta della Provvidenza divina. Tale teoria, gi\u00e0 presente in alcuni scrittori cristiani dei primi secoli (tra cui sant&#8217;Agostino), si basa sulla fede cristiana nella necessit\u00e0 della Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0, caduta dopo il peccato originale, grazie alla Incarnazione, Passione e Morte di Nostro Signore. La storia pertanto viene divisa in due grandi tronconi (ripresi poi anche dal nostro computo cronologico), cio\u00e8 gli anni avanti Cristo e quelli dopo Cristo, dando appunto alla nascita di Ges\u00f9 Cristo il ruolo di &quot;nodo&quot; centrale e fondamentale di tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0. Di questi due spezzoni, il primo costituisce la preparazione della venuta di Ges\u00f9 Cristo alla maturit\u00e0 dei tempi, mentre il secondo ne dispone l&#8217;attuazione al fine di prepararne la seconda venuta (la &quot;parous\u00eca&quot;). Tutto ci\u00f2 che storicamente \u00e8 capitato prima di Cristo ne anticipa la venuta, tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto dopo predispone la costruzione del suo Regno in terra. Strumento preparatorio della venuta del Messia \u00e8 stato &#8212; per volere di Dio stesso &#8212; l&#8217;Impero Romano che, proprio perch\u00e9 voluto da Dio, doveva essere lo strumento (seppur inconsapevole) grazie al quale Cristo potesse nascere nel territorio universale di Roma, nel quale poi la sua buona novella si sarebbe facilmente diffusa. L&#8217;universalit\u00e0 dell&#8217;Impero ha dunque due motivazioni: una storica, affinch\u00e9 un messaggio universale come quello cristiano si potesse sviluppare universalmente, ed un&#8217;altra invece metafisica, poich\u00e9 l&#8217;Impero nella sua unicit\u00e0 ed universalit\u00e0 potesse in qualche modo testimoniare, riproducendola, l&#8217;unit\u00e0 e la universalit\u00e0 di Dio. Ecco dunque che la parte centrale del canto (vv.34-96) \u00e8 occupata dalla narrazione dei principali fatti che portarono alla nascita dell&#8217;Impero fino all&#8217;Incarnazione di Cristo (vv.34-90) ed alla sua successiva cristianizzazione (vv.91-96).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 ovvio che questa concezione, tipicamente cristiana, della storia si opponga alle due alter principali teorie che, sviluppatesi entrambe nel secolo XVIII, vengono normalmente studiate nelle nostre scuole: quella vichiana dei &quot;corsi e ricorsi&quot; storici, che sottolinea in qualche modo il ripetersi, nella sostanza se non nei singoli fatti, delle situazioni storiche, e quella illuministica (che sar\u00e0 alla base poi di quella marxista), per cui la storia umana \u00e8 un lento ma inarrestabile ed inesorabile muoversi verso il progresso (&quot;il sole dell&#8217;Avvenire&quot;&#8230;) e la perfezione umana e sociale, simboleggiati dal concetto, tanto fumosamente astratto, quanto fondato acriticamente sulla sua idolatria, di &quot;libert\u00e0&quot;, individuale e collettiva.<\/em><\/p>\n<p>Dunque per Dante, come per Sant&#8217;Agostino, come per san Paolo e tutti i Padri e i Dottori della Chiesa, i Santi e i venti concili fino al Vaticano I, la venuta di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 lo snodo fondamentale della storia umana: tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare intorno al senso della storia e al destino finale della vicenda umana non pu\u00f2 prescindere da esso. Ci\u00f2 dovrebbe essere altrettanto chiaro anche ad un cristiano dei nostri giorni, ma non lo \u00e8, perch\u00e9 per i cristiani moderni, e i cattolici si sono accodati ai protestanti, il centro della storia \u00e8 l&#8217;uomo, e Dio sta sullo sfondo, presenza discreta: cos\u00ec discreta che si potrebbe quasi fare finta che non esista addirittura. <em>Etsi Deus non darteur<\/em>, come se Dio non ci fosse, suggeriva Dietrich Bonhoeffer: e gran parte della sedicente teologia cattolica della seconda met\u00e0 del XX secolo si \u00e8 messa sulla stessa linea. Ormai \u00e8 quasi normale sentire i cattolici parlare come se la loro fede fosse un fatto meramente formale: per non apparire retrogradi e chiusi al dialogo, sono pronti a porre fra parentesi tutto ci\u00f2 che riguarda la loro fede, non solo quando si parla delle altre (false) religioni, ma anche in tema di divorzio, aborto, eutanasia e unioni omosessuali&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Impero romano \u00e8 stato uno strumento della Provvidenza divina, atto a favorire la massima diffusione della religione cristiana, grazie alla sua ampia estensione e al suo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[114,117,157,174],"class_list":["post-26116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dante-alighieri","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-impero-romano"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26116\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}