{"id":26106,"date":"2008-01-01T06:04:00","date_gmt":"2008-01-01T06:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/01\/leggendo-una-pagina-di-krishnamurti-cambiare-noi-stessi-per-cambiare-il-mondo\/"},"modified":"2008-01-01T06:04:00","modified_gmt":"2008-01-01T06:04:00","slug":"leggendo-una-pagina-di-krishnamurti-cambiare-noi-stessi-per-cambiare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/01\/leggendo-una-pagina-di-krishnamurti-cambiare-noi-stessi-per-cambiare-il-mondo\/","title":{"rendered":"Leggendo una pagina di Krishnamurti: cambiare noi stessi per cambiare il mondo"},"content":{"rendered":"<p>Prendere in mano un qualsiasi libro di Jiddu Krishnamurti e cominciare a leggerlo, anche aprendo le pagine a caso, \u00e8 come immergersi in una fresca fontana d&#8217;acqua in una giornata d&#8217;agosto, con il sole ardente; \u00e8 come entrare nell&#8217;ombra grata e riposante di un bosco di lauri, dopo un lungo cammino nella strada polverosa, oppressi dall&#8217;afa e dalla stanchezza.<\/p>\n<p>\u00c8 una lettura gradita a coloro che non hanno mai perso di vista l&#8217;obiettivo esistenziale cui tendere, ma che &#8211; talvolta &#8211; sentono le forze venir meno, la volont\u00e0 incrinarsi e il coraggio dileguare davanti alle gravi difficolt\u00e0 della vita, come un cagnolino che abbia fiutato l&#8217;odore acre e pauroso di una belva feroce. Una lettura che ristora, che rid\u00e0 animo e speranza, che restituisce chiarezza ai contorni delle cose: perch\u00e9 uno degli effetti della sofferenza e del timore \u00e8 la distorsione della giusta prospettiva, la confusione delle priorit\u00e0; come se, improvvisamente, fra noi e il mondo si frapponesse una lente deformante. Ecco: la lettura di Krishnamurti, cos\u00ec come quella di pochi altri, veri Maestri (una merce rarissima sul mercato delle cose spirituali), ci restituisce il bene primario e insostituibile della consapevolezza di noi stessi.<\/p>\n<p>Krishnamurti \u00e8 stato un grande perch\u00e9, riverito e osannato fin da bambino dai membri della Societ\u00e0 Teosofica, considerato il profeta della nuova era e la nuova stella destinata a brillare sul mattino del mondo, ha avuto l&#8217;onest\u00e0 di rifiutare un tale ruolo e di affermare, con semplicit\u00e0, che non si considerava affatto un Messia. Di pi\u00f9: che bisogna imparare a fare a meno dei Messia e anche dei Maestri; che ciascuno deve imparare a diventare il Maestro di s\u00e9 stesso. Riscoprire il Maestro Interiore, diceva sant&#8217;Agostino, in un altro contesto e con altra sfumatura di pensiero, ma intendendo un concetto non poi tanto diverso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in questa mattina del primo giorno dell&#8217;anno nuovo, mentre intorno regna il silenzio di coloro che hanno vegliato nei riti inutili e puerili di fine d&#8217;anno, prendiamo un volumetto di Krishnamurti capitatoci in mano per caso, spostando altri libri; a caso lo apriamo e a caso ne leggiamo una paginetta (ma esiste, poi, il caso? o non \u00e8 tutto parte di un disegno superiore?). E tuttavia, quale paginetta! Tutto da essa spira grazia, verit\u00e0, semplicit\u00e0 e, al tempo stesso, profondit\u00e0; tutto invita alla riscoperta di s\u00e9 stessi, alla riscoperta di ci\u00f2 che \u00e8 autentico, essenziale. Quale <em>vademecum<\/em> per l&#8217;uomo frettoloso della societ\u00e0 materialistica, quale dolce e persuasivo invito a rientrare in s\u00e9 stessi, nel tempio quasi dimenticato della propria anima!<\/p>\n<p>Vogliamo condividere con quanti ci seguono, da pi\u00f9 o meno tempo, questa aurea pagina di pace, di bellezza, di fresca e affascinante nostalgia dell&#8217;eterno. Per chi desidera approfondirla, l&#8217;abbiamo scelta dalla antologia di conferenze di Krishnamurti intitolata <em>La ricerca della felicit\u00e0<\/em> (Milano, Fabbri Editori, 1997, pp. 21-24), nella traduzione di Vincenzo Vergiani, e fa parte del capitolo terzo, dedicato a <em>La conoscenza di s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il mondo \u00e8 il nostro apporto con gli altri, non qualcosa di separato da voi e me; il mondo, la societ\u00e0, \u00e8 il rapporto che stabiliamo o cerchiamo di stabilire fra ciascuno di noi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dunque il problema siamo voi e io, e non il mondo, perch\u00e9 il mondo non \u00e8 altro che la proiezione di noi stessi e comprendere il mondo vuol dire comprendere noi stessi. Il mondo non \u00e8 separato da noi: noi siamo il mondo, e i nostri problemi sono i problemi del mondo. Non mi stancher\u00f2 mai di ripeterlo, perch\u00e9 l&#8217;apatia \u00e8 talmente radicata nella nostra mentalit\u00e0 che pensiamo che i problemi del mondo non ci riguardino, che a risolverli ci deve pensare l&#8217;ONU o che sia sufficiente sostituire i vecchi leader con nuovi dirigenti.. \u00e8 una mentalit\u00e0 molto ottusa quella che ragiona cos\u00ec, perch\u00e9 siamo noi i responsabili della spaventosa infelicit\u00e0 e confusione del mondo, di questa minaccia costante di guerra. Per cambiare il mondo dobbiamo partire da noi stessi; e quel che conta nel partire da noi stessi \u00e8 l&#8217;intenzione. L&#8217;intenzione che deve guidarci \u00e8 quella di comprendere noi stessi e di non lasciare soltanto ad altri il compito di trasformare se stessi o di produrre un cambiamento limitato attraverso la rivoluzione, che sia di sinistra o di destra. \u00c8 importante capire che \u00e8 questa la nostra responsabilit\u00e0, vostra e mia; perch\u00e9, per quanto piccolo possa essere il nostro mondo personale, se riusciamo a trasformare noi stessi, schiudendo un orizzonte completamente diverso nella nostra esistenza quotidiana, allora forse sapremo influire sul mondo in generale, sulla rete estesa di rapporti con gli altri.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cercheremo allora di scoprire il processo che conduce alla comprensione di se stessi e che non \u00e8 un processo isolante. Non si tratta di isolarsi dal mondo, perch\u00e9 non si pu\u00f2 vivere in isolamento.<\/em> Essere <em>vuol dire essere in relazione, e il concetto stesso del vivere in isolamento \u00e8 impensabile. \u00c8 la mancanza di rapporti giusti che produce conflitti, infelicit\u00e0, ostilit\u00e0; per quanto piccolo possa essere il nostro mondo, se riusciamo a trasformare i rapporti all&#8217;interno di quel mondo ristretto, il risultato sar\u00e0 come un&#8217;onda che si ripercuote all&#8217;infinito verso l&#8217;esterno. Credo che sia importante capire questo punto, ossia che il mondo \u00e8 fatto dei nostri rapporti, per quanto limitati; e se riusciamo a produrre una trasformazione su quel piano, una trasformazione non superficiale, ma radicale, allora avremo dato avvio a una trasformazione attiva del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La vera rivoluzione non risponde a questo o quel modello, di sinistra o di destra; \u00e8 invece una rivoluzione di valori, una rivoluzione che dai valori di senso comune porta a valori che non sono di senso comune, n\u00e9 sono creati dalle influenze ambientali. Per trovare questi veri valori che produrranno una rivoluzione radicale, una trasformazione o rigenerazione, \u00e8 essenziale comprendere s\u00e9 stessi. La conoscenza di s\u00e9 \u00e8 l&#8217;inizio della saggezza e, dunque, l&#8217;inizio della trasformazione o rigenerazione. Per comprendere se stessi ci deve essere l&#8217;intenzione di comprendere &#8211; ed \u00e8 l\u00ec che insorgono le prime difficolt\u00e0. Bench\u00e9 la maggior parte di noi sia scontenta, pur desiderando produrre un cambiamento improvviso, ci limitiamo a incanalare lo scontento per conseguire un certo risultato; spinti dall&#8217;insoddisfazione, ci cerchiamo un altro lavoro o semplicemente ci pieghiamo alle pressioni dell&#8217;ambiente circostante. Invece di infiammare le nostre menti, spingendoci cos\u00ec a mettere in discussione la vita, l&#8217;intero processo dell&#8217;esistenza, lo scontento viene incanalato, e di conseguenza diventiamo mediocri, perdiamo quella intensit\u00e0, quell&#8217;impulso a scoprire l&#8217;intero significato dell&#8217;esistenza. Perci\u00f2 \u00e8 importante scoprire queste cose autonomamente, perch\u00e9 l&#8217;autoconoscenza non pu\u00f2 essere trasmessa da altri, non si trova in alcun libro. Dobbiamo scoprire, e perch\u00e9 ci sia scoperta,, deve esserci l&#8217;intenzione, la ricerca, l&#8217;esplorazione. Fin quando quell&#8217;intenzione di scoprire, di investigare in profondit\u00e0, \u00e8p debole o inesistente, le dichiarazioni di principio o il desiderio casuale di conoscere se stessi non valgono un gran che.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dunque, la trasformazione del mondo \u00e8 prodotta dalla trasformazione di s\u00e9, perch\u00e9 il s\u00e9 \u00e8, al tempo stesso, prodotto e parte del processo totale dell&#8217;esistenza umana. Per cambiare \u00e8 essenziale conoscere se stessi; senza la conoscenza di quel che si \u00e8, manca una base su cui possa fondarsi il retto pensiero, e senza l&#8217;autoconoscenza non pu\u00f2 esserci trasformazione. Bisogna conoscersi per quel che si \u00e8, non per come si desidera essere. Conoscersi per quel che si \u00e8 richiede una mente eccezionalmente vigile, perch\u00e9 ci\u00f2 che<\/em> \u00e8 <em>subisce continui mutamenti e per seguirli tempestivamente la mente deve essere svincolata da qualunque dogma o credenza o modello d&#8217;azione. Se si \u00e8 pronti a seguire qualunque evoluzione, l&#8217;essere vincolati non pu\u00f2 che costituire un impedimento. Per conoscere e stessi, \u00e8 necessaria la consapevolezza, la prontezza di una mente libera da ogni credenza, da ogni idealizzazione, perch\u00e9 credenze e ideali sono come un&#8217;ombra colorata che distorce la vera percezione. Se volete conoscere ci\u00f2 che siete, non potete immaginare o coltivare l&#8217;illusione di qualcosa che non siete. Se sono avido, invidioso, violento, il semplice credere nella non-violenza e nell&#8217;altruismo serve a ben poco. Ma sapere di essere avido o violento, saperlo e comprenderlo, richiede una percettivit\u00e0 straordinaria, non \u00e8 cos\u00ec? Richiede onest\u00e0 e chiarezza di pensiero, mentre perseguire un ideale diverso da ci\u00f2 che si<\/em> \u00e8 <em>costituisce una fuga, che impedisce di scoprire e agire direttamente su ci\u00f2 che si \u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La comprensione di ci\u00f2 che si \u00e8 &#8211; brutti o belli, malvagi o disonesti, non importa &#8211; la comprensione di ci\u00f2 che si \u00e8, senza infingimenti, \u00e8 l&#8217;inizio della virt\u00f9. La virt\u00f9 \u00e8 essenziale, poich\u00e9 d\u00e0 la libert\u00e0. \u00c8 solo nella virt\u00f9 che si pu\u00f2 scoprire, che si pu\u00f2 vivere &#8211; ma non<\/em> coltivando <em>la virt\u00f9, poich\u00e9 questo non porta altro che rispettabilit\u00e0. C&#8217;\u00e8 differenza fra l&#8217;essere virtuoso e il diventare virtuoso. L&#8217;essere virtuoso ha origine dalla comprensione di ci\u00f2 che<\/em> \u00e8<em>, mentre il diventare virtuoso \u00e8 un modo di temporeggiare, di sovrapporre ci\u00f2 che si vorrebbe essere a ci\u00f2 che si<\/em> \u00e8<em>&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>Rientrare in se stessi; riconoscere se stessi; ripartire da un fondamentale atto di onest\u00e0 verso se stessi: ecco la chiave per voltare veramente pagina, per iniziare una nuova vita all&#8217;insegna dell&#8217;autenticit\u00e0 e della pace interiore.<\/p>\n<p>Coloro che attendono l&#8217;anno nuovo aspettando che esso porti chiss\u00e0 quali cambiamenti si comportano esattamente come coloro che, stanchi della propria vita, cercano di modificarla cambiando casa, lavoro, affetti o mettendosi a viaggiare per il mondo. \u00c8 un errore puerile, perch\u00e9 \u00e8 evidente che, senza prima aver cambiato se stessi, non faranno altro che trasportare la loro insoddisfazione e la loro infelicit\u00e0 in altri contesti e in altre situazioni, fisiche e affettive. E tuttavia \u00e8 stato anche l&#8217;errore di grandi personaggi, come Leopardi; che, nel celebre <em>Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere<\/em>, \u00e8 caduto anche lui in questo errore di prospettiva: non ci si pu\u00f2 attendere nulla di nuovo dalla vita se non si fa nulla per cambiarla dall&#8217;interno, incominciando dalle profondit\u00e0 del nostro essere.<\/p>\n<p>Rientrare in s\u00e9, riconoscersi, significa riguadagnare il terreno solido sotto i nostri piedi, proprio mentre credevamo di essere abbandonati su una zattera sbattuta dai venti e minacciata dalle onde. Un terreno solido come roccia, che nessuno ci potr\u00e0 mai togliere; un terreno sul quale edificare la casa felice della nostra vita.<\/p>\n<p>Ma i mattoni per costruire la casa, non li troveremo gi\u00e0 belli e pronti da nessuna parte. Dobbiamo fabbricarceli da noi, sbucciandoci le mani e versando il sudore della nostra fronte. Perci\u00f2, lo ripetiamo, anche l&#8217;ansia di trovare un Maestro \u00e8 spesso l&#8217;indice di una insicurezza che ci portiamo dietro come una palla al piede. Nessun Maestro potrebbe darci quello che gi\u00e0 non possediamo, e sia pure in potenza; i veri Maestri &#8211; e sono, lo abbiamo detto, pochissimi &#8211; sono coloro i quali ci guidano alla riscoperta di quel <em>nostro<\/em> tesoro nascosto.<\/p>\n<p>Nemmeno Krishnamurti va preso come un Maestro preconfezionato; lui per primo, del resto, non si stancava d&#8217;insegnare che ciascuno deve imparare a camminare sulle proprie gambe.<\/p>\n<p>Vi sono aspetti del suo insegnamento che non ci convincono del tutto: un eccesso d&#8217;intellettualismo, ad esempio; e anche una tendenza al nichilismo, l\u00e0 dove egli auspica &quot;una mente libera da ogni credenza e da ogni ideale&quot;.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 soffermarci sugli aspetti che a noi appaiono negativi o, comunque, tali da suscitare perplessit\u00e0? Anche questo, non \u00e8 che un vizio antico del pensiero negativo: procedere in maniera oppositiva; andare in cerca delle differenze invece che delle affinit\u00e0; indugiare su ci\u00f2 che pu\u00f2 essere di ostacolo, invece che usufruire di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere di aiuto.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 molto, nella filosofia di Krishnamurti &#8211; filosofia della <em>libert\u00e0<\/em>, per eccellenza &#8211; che pu\u00f2 essere di aiuto a chi sia sinceramente desideroso di intraprendere un cammino di trasformazione e di evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>Tutto il resto &#8211; quello che n\u00e9 lui, n\u00e9 alcun altro Maestro ci potrebbe dare &#8211; bisogna che cerchiamo di procurarcelo da soli.<\/p>\n<p>Con coraggio virile, con ottimismo intelligente, con una forte carica di volont\u00e0 e di speranza.<\/p>\n<p>E adesso, buon cammino.<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8, di strada da fare, e il giorno \u00e8 gi\u00e0 inoltrato. Ci siamo avviati tardi e abbiamo sprecato le ore migliori; ma forse non \u00e8 troppo tardi. Prima che scenda la sera della nostra vita, possiamo ancora percorre un buon tratto.<\/p>\n<p>Infine, quello che conta non \u00e8 camminare molto, ma avviarsi nella giusta direzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendere in mano un qualsiasi libro di Jiddu Krishnamurti e cominciare a leggerlo, anche aprendo le pagine a caso, \u00e8 come immergersi in una fresca fontana<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[92],"class_list":["post-26106","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-orientali","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-orientali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26106\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30159"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}