{"id":26090,"date":"2011-12-25T11:07:00","date_gmt":"2011-12-25T11:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/25\/nelle-belle-addormentate-di-kawabata-lestrema-reificazione-necrofila-dellessere-umano\/"},"modified":"2011-12-25T11:07:00","modified_gmt":"2011-12-25T11:07:00","slug":"nelle-belle-addormentate-di-kawabata-lestrema-reificazione-necrofila-dellessere-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/25\/nelle-belle-addormentate-di-kawabata-lestrema-reificazione-necrofila-dellessere-umano\/","title":{"rendered":"Nelle \u00abbelle addormentate\u00bb di Kawabata l\u2019estrema reificazione necrofila dell\u2019essere umano"},"content":{"rendered":"<p>Yasunari Kawabata \u00e8 l&#8217;anti-Bergman?<\/p>\n<p>Se, nel magistrale film \u00abIl posto delle fragole\u00bb, il regista svedese leva una voce di speranza nella possibilit\u00e0 della redenzione dall&#8217;egoismo, anche nell&#8217;estrema vecchiaia di un essere umano, nel romanzo \u00abLa casa delle belle addormentate\u00bb lo scrittore giapponese sembra, invece, affermare con estrema recisione che no, non esiste possibilit\u00e0 di redenzione e si invecchia e si va verso la morte cos\u00ec come si \u00e8 sempre vissuto: gli egoisti, gli avidi, i lussuriosi, portandosi appresso tutto il loro fardello di egoismo, di avidit\u00e0 e di lussuria.<\/p>\n<p>Nel suo romanzo breve (o racconto lungo, come lo si voglia considerare), Kawabata descrive, con rara maestria psicologica e stilistica, le sensazioni di un uomo ormai prossimo alla settantina, ma ancora divorato dal demone della lussuria, una specie di esteta raffinato, un Dorian Gray alla rovescia, che sente il peso crescente della vecchiaia e soprattutto dei rimorsi e dei rimpianti; che sa di aver fatto del male alle donne che ha amato o che lo hanno amato e sente l&#8217;avvicinarsi della fine, ma non sa staccarsi dalla sua ossessione erotica per le ragazze molto giovani, anche se ormai relegata nella sfera della pura contemplazione.<\/p>\n<p>Un giorno viene a sapere casualmente dell&#8217;esistenza di una strana casa di piacere, riservata a persone rispettabili e anziane come lui, nella quale le ragazze giacciono addormentare mediante potenti sonniferi: ai clienti \u00e8 concesso giacere nel letto con loro, ma con la regola di non abusarne sessualmente, bens\u00ec di limitarsi a guardarle, a godere del contatto fisico, a fantasticare su quelle carni abbandonate nel sonno.<\/p>\n<p>Eguchi, questo il nome del protagonista, diventa cos\u00ec un assiduo frequentatore dell&#8217;insolito bordello, nel quale la sua sfrenata immaginazione pu\u00f2 spaziare liberamente e sbizzarrirsi nelle sue fantasticherie, anche se non sempre le ore che trascorre in quegli amplessi incompleti e segreti sono liete; anzi, frequentemente i suoi sogni sono popolati da ricordi sgradevoli, da senso di angoscia e turbamento, da cocenti rimorsi, da malesseri ai quali non riesce a sottrarsi.<\/p>\n<p>Il contatto con quei corpi giovani e caldi lo inebria, ma al tempo stesso lo turba ed esaspera la sua morbosa e torbida sensualit\u00e0; si tratta di un rito molto simile al vampirismo, nel quale il vecchio succhia l&#8217;energia vitale delle sue vittime inconsapevoli; e, pi\u00f9 ancora, di una inclinazione che confina con la necrofilia, perch\u00e9 il sonno delle ragazze \u00e8 cos\u00ec profondo, il loro abbandono cos\u00ec totale, che esse sono ridotte a una semplice parvenza di persone vive, in un certo senso a dei cadaveri viventi, del tutto esposti e indifesi e alla merc\u00e9 dei perversi clienti.<\/p>\n<p>La reificazione di queste ragazze, la loro riduzione a cose, la loro totale alienazione e la loro espropriazione di se stesse, della propria condizione di persone reali e viventi, raggiunge il culmine allorch\u00e9, una notte, Eguchi si rende conto che una di esse, che gli giaceva accanto, \u00e8 realmente morta: lo comprende dal freddo del suo corpo e dall&#8217;assenza del respiro.<\/p>\n<p>Spaventato, egli chiama la &quot;padrona&quot; del bordello e la incita a chiamare un medico, ma ella non mostra alcuna intenzione di farlo: cerca di convincerlo che la ragazza non \u00e8 morta e lo invita ad allontanarsi, ma con discrezione, aspettando il mattino per non attirare l&#8217;attenzione di qualche importuno passante nel cuore della notte; e, davanti alla sua perplessit\u00e0, gli rivolge una domanda di intollerabile cinismo: non ci sono forse altre ragazze, nella &quot;casa&quot;, per preoccuparsi tanto della sorte di una di esse in particolare?<\/p>\n<p>Non si tratta pi\u00f9 di persone, appunto, ma di cose: e le cose sono perfettamente intercambiabili.<\/p>\n<p>Osservava un altro grande scrittore giapponese, Yukio Mishima, in un acuto saggio sul romanzo di Kawabata (in: Y. Kawabata, \u00abLa casa delle belle addormentate\u00bb (titolo originale:\u00abNemureru Bijo\u00bb, 1960; traduzione di Mario Teti; Mondadori, Milano, 1982, prefazione di Y. Mishima, X-XII):<\/p>\n<p>\u00ab&quot;La casa delle belle addormentate&quot; spicca tra le opere di Kawabata per la sua perfezione formale. Alla dine la ragazza bruna muore e la &quot;&quot;donna della casa&quot; dice: &quot;Di ragazze ce n&#8217;\u00e8 altre, no?&quot;. Con questa sua ultima osservazione, essa porta la casa del piacere, sino allora tanto attentamente e minuziosamente edificata, a una rovina umana che oltre ogni possibile descrizione. Questa osservazione pu\u00f2 sembrare casuale, ma non lo \u00e8. Istantaneamente essa rivela l&#8217;assenza disumana di una struttura che all&#8217;apparenza sembra costruita con cura e solidamente e di questa essenza disumana partecipano la &quot;donna della casa&quot; e il vecchio Eguchi stesso.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questa ragione che &quot;nulla aveva mai colpito tanto il vecchio Eguchi quanto questa osservazione&quot;.<\/p>\n<p>Per Kawabata l&#8217;erotismo non ha mai mirato alla totalit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;erotismo come totalit\u00e0 implica umanit\u00e0. Il piacere si avvale inevitabilmente di frammenti, ed essendo cos\u00ec privo di soggettivit\u00e0, le stesse belle dormienti sono frammenti di esseri umani che spingono il piacere alla sua massima intensit\u00e0. Paradossalmente, un bel cadavere privo ormai delle ultime racce di spirito, d\u00e0 le pi\u00f9 forti sensazioni di vita. Dal riflesso di queste violente sensazioni in chi ama, il cadavere promana le pi\u00f9 intense irradiazioni vitali.<\/p>\n<p>A un livello pi\u00f9 profondo, questo tema \u00e8 correlato a un altro importante tema contenuto nell&#8217;opera di Kawabata: il suo culto delle vergini. Qui \u00e8 la sorgente del suo limpido lirismo, ma sotto la superficie c&#8217;\u00e8 qualcosa i comune con i temi della morte e dell&#8217;impossibilit\u00e0. Poich\u00e9 una vergine on \u00e8 pi\u00f9 tale quando \u00e8 violata, l&#8217;impossibilit\u00e0 di raggiungere lo scopo \u00e8 una premessa necessaria per porre la verginit\u00e0 oltre l&#8217;agnosticismo. E questa impossibilit\u00e0 non pone forse una volta per tutte l&#8217;erotismo e la morte nello stesso luogo? E se noi romanzieri on apparteniamo al versante della &quot;vita&quot; (essendo confinati all&#8217;astrazione di una specie di perpetua neutralit\u00e0), allora &quot;l&#8217;irradiazione della vita&quot; pu\u00f2 apparire soltanto nel regno dove morte ed erotismo stanno insieme.<\/p>\n<p>&quot;La casa delle belle addormentate&quot; comincia con la visita del vecchio Eguchi a una casa segreta condotta da &quot;una donna, piccola e sulla quarantina&quot;. Poich\u00e9 la ragione della sua presenza \u00e8 quella di pronunciare l&#8217;osservazione estremamente importante della conclusione, essa \u00e8 ritratta nei suoi particolari pi\u00f9 inquietanti, quali il grande uccello del suo &quot;obi&quot; o il fatto che sia mancina.<\/p>\n<p>Si resta colpiti di ammirazione per la precisione e la straordinaria finezza dei particolari che Kawabata impiega per descrivere la prima delle &quot;belle addormentate&quot; con cui il sessantasettenne Eguchi trascorre la notte: \u00e8 come se essa venisse carezzata dalle parole. Ovviamente, questa precisione e questa finezza alludono a una certa obiettivit\u00e0 disumana insita nelle qualit\u00e0 visive del piacere maschile.<\/p>\n<p>&quot;La ragazza teneva il polso destro fuori della sopraccoperta. Sembrava che la sinistra fosse allungata obliqua sotto le coperte, ma la destra, in una posizione tale che soltanto met\u00e0 del pollice era nascosto sotto la guancia, sfiorava i volto addormentato, appoggiato sul guanciale, e le dita, nell&#8217;abbandono del sonno, si incurvavano appena, non tanto da non far indovinare le graziose fossette alle giunture. Il rosso caldo del sangue sul dorso della mano si faceva via via pi\u00f9 intenso verso le punte. Era una mano bianca e morbida&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Un ginocchio piegato della ragazza sporgeva in avanti: Eguchi disponeva quindi di uno spazio limitato per le proprie gambe. La ragazza, che dormiva sul fianco sinistro, non aveva il ginocchio destro ripiegato sul sinistro in una posizione difensiva, ma teneva la gamba completamente distesa.: Eguchi lo cap\u00ec senza neppure guardare.&quot;<\/p>\n<p>Cos\u00ec la ragazza, che \u00e8 diventata una &quot;bambola vivente&quot;, \u00e8 per il vecchio &quot;quella vita con cui si pu\u00f2 tranquillamente entrare in contatto&quot;.<\/p>\n<p>E quale splendida tecnica erotica abbiamo quando il vecchio Kiga vede le bacche di pungitopo nel giardino. &quot;In terra ce n&#8217;erano diverse. Kiga ne riport\u00f2 soltanto una e mentre la rivoltava tra le dita, gli parl\u00f2 di quella casa del segreto.&quot;<\/p>\n<p>Da questo brano, press&#8217;a poco, la sensazione di chiusura e di soffocazione comincia a prendere i lettore. Le tecniche abituali del dialogo e della descrizione dei personaggi non sono impiegate nella &quot;Casa delle belle addormentate&quot;, perch\u00e9 le ragazze dormono. \u00c8 una cosa assai rara in letteratura rendere con tale vivezza il senso di una vita individuale mediante la descrizione d figure dormienti. [Traduzione di Aldo Chiaruttini.]\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;erotismo del particolare, dunque, non pu\u00f2 che essere sadismo e istinto di morte: perch\u00e9 il particolare \u00e8 la separazione dal tutto, dal tutto del corpo e dal tutto della persona; e quando ci\u00f2 avviene, quel che resta non \u00e8 pi\u00f9 un essere reale, un essere vivente, ma un manichino ridotto a pezzi, un semplice oggetto di sensazioni, una &quot;cosa&quot; senza dignit\u00e0, senza diritti e senza vita.<\/p>\n<p>L&#8217;erotismo, naturalmente, non possiede sempre questa caratteristica necrofila; al contrario, quando ci\u00f2 avviene, ci si trova in presenza di un erotismo distorto, deviato, pervertito, non di un sano erotismo che nasca da un sano istinto sessuale.<\/p>\n<p>E tuttavia, sembra suggerire Kawabata &#8211; e, con lui, Mishima &#8211; esiste davvero un confine netto e preciso fra l&#8217;erotismo &quot;sano&quot; e quello patologico?<\/p>\n<p>Pur senza cadere nelle forme abominevoli descritte dal marchese De Sade, non \u00e8 forse vero che nell&#8217;erotismo esiste sempre, in grado maggiore o minore, una certa propensione per il particolare, dunque per la violenza, almeno a livello di fantasia, e per l&#8217;istinto di morte?<\/p>\n<p>E non \u00e8 forse vero che al sadismo maschile corrisponde il masochismo femminile; che al piacere maschile di contemplare, dominare e possedere illimitatamente un corpo inerme, arrendevole, ridotto a &quot;cosa&quot;, corrisponde un eguale desiderio femminile di abbandonarsi, di essere violate, di essere reificate?<\/p>\n<p>Beninteso: nell&#8217;istinto sessuale &quot;normale&quot;, tutto ci\u00f2 \u00e8 appena percepibile, appena vagamente intuibile, magari a livello di istinti profondi sovente sconosciuti a coloro stessi che li provano, o appena semi-coscienti.<\/p>\n<p>E nondimeno: non \u00e8 forse vero che il demone dell&#8217;erotismo violento, distruttivo, tendenzialmente necrofilo, si annida e sonnecchia nel cuore umano, tanto dell&#8217;uomo che della donna, e attende solo l&#8217;occasione di risvegliarsi?<\/p>\n<p>Quante persone potrebbero confessare apertamente le proprie fantasie sessuali, quando la loro parte cosciente e razionale si abbandona ed emerge la loro parte istintuale, robustamente sensuale, in tutta la sua forza ed irruenza?<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che non c&#8217;\u00e8 nulla di male ad avere delle fantasie sessuali; che esse, anzi, sono un utile complemento all&#8217;esplicitazione del rapporto sessuale; \u00e8 possibile, anzi, \u00e8 praticamente certo: ma ci\u00f2 chiude la questione, o non getta piuttosto una luce significativa sulla fondamentale ambiguit\u00e0 della dinamica sessuale in se stessa?<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8, infine, questa &quot;fame&quot; dell&#8217;altro, del suo corpo, della sua forma fisica, della sua stessa volont\u00e0; questo istinto di dominarlo, di possederlo, di farlo proprio, metaforicamente di divorarlo (\u00abti mangerei!\u00bb, esclamano sovente gli amanti, nella foga dell&#8217;amplesso), se non una forma travestita dell&#8217;istinto di morte?<\/p>\n<p>Non si vuole, con ci\u00f2, demonizzare il la dimensione sessuale in quanto tale; si tratta di guardare le cose per quello che sono, poich\u00e9 solo guardandole in faccia si pu\u00f2 imparare a elaborarle, a gestirle, a indirizzarle in maniera positiva e non distruttiva.<\/p>\n<p>Le manifestazioni della violenza incontrollata nascono dal mancato riconoscimento di quel che si prova e dall&#8217;insufficiente chiarificazione dei propri istinti, non certo dal fatto di esserne divenuti coscienti.<\/p>\n<p>In particolare, chi sa ci\u00f2 che alberga nel suo cuore, impara a cercare la realizzazione di s\u00e9 in armonia con la propria parte pi\u00f9 vera e profonda e in armonia con gli altri, non in una disperata opposizione e in un conflitto permanente, tanto angoscioso quanto sterile e distruttivo.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo e per la donna liberati dai propri fantasmi interiori mediante la verit\u00e0, la dinamica sessuale non \u00e8 fonte di turbamenti, di tensioni, di inconfessabili istinti di morte, anche se singole situazioni possono creare difficolt\u00e0 e sofferenza; ma \u00e8, semmai, sorgente di bont\u00e0, verit\u00e0 e bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Yasunari Kawabata \u00e8 l&#8217;anti-Bergman? 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