{"id":26088,"date":"2016-11-30T07:35:00","date_gmt":"2016-11-30T07:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/30\/quatto-quatto-lemme-lemme-come-ti-cambio-il-paradigma-sotto-il-naso\/"},"modified":"2016-11-30T07:35:00","modified_gmt":"2016-11-30T07:35:00","slug":"quatto-quatto-lemme-lemme-come-ti-cambio-il-paradigma-sotto-il-naso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/30\/quatto-quatto-lemme-lemme-come-ti-cambio-il-paradigma-sotto-il-naso\/","title":{"rendered":"Quatto quatto, lemme lemme, come ti cambio il paradigma sotto il naso"},"content":{"rendered":"<p>Il cardinale Walter Kasper \u00e8 uno dei principali autori, per sua stessa ammissione, del &quot;cambio di paradigma&quot; (<em>Paradigmenwechsel<\/em>) in corso nella Chiesa cattolica, esplicitamente ispirato al Concilio Vaticano II. Di che cosa si tratta? In pratica, si tratta di questo: cambiare profondamente i contenuti della dottrina cattolica, lasciando per\u00f2 intatta, o quasi, la superficie, e perci\u00f2 inducendo a credere quanti non fossero convinti della bont\u00e0 di tale operazione, che, dopotutto, non \u00e8 cambiato niente. In altre parole: si tratta di cambiare la Chiesa, radicalmente, irreversibilmente, ma senza che se ne accorgano i fedeli e quella parte del clero che non approverebbe una simile operazione, se ne avesse la piena consapevolezza e se i &quot;novatori&quot; avessero la franchezza di dichiarare apertamente il loro intento ultimo. Che non \u00e8 di &quot;venire incontro&quot; alla umanit\u00e0 sofferente, non \u00e8 di avvicinarsi alle situazioni concrete delle persone, dismettendo gli abiti di un legalismo ormai sorpassato (?), ma di cambiare la dottrina cattolica, la sua impostazione, la sua prospettiva, e, in ultima analisi, il contenuto stesso del Vangelo. Cio\u00e8 l&#8217;obiettivo della apostasia: portare la Chiesa fuori dalla Verit\u00e0 rivelata e trasformarla in una istituzione puramente umana, fondata sui bisogni degli uomini, materialisticamente intesi: dove anche la morale si &quot;decide&quot; non in base a valori e principi assoluti, ma in base a situazioni <em>de facto<\/em>, contingenti, volta per volta, empiricamente. \u00a0<\/p>\n<p>Il Concistoro sulla famiglia dei 2014 \u00e8 stato preceduto da una relazione introduttiva, firmata dal cardinale Walter Kasper e recante la data del 4 febbraio, che \u00e8 poi stata stampata in volume (in Italia, dalla casa editrice Queriniana) e che il papa Francesco ha talmente apprezzato, da ringraziarne l&#8217;autore con sentite parole, definendola un esempio di &quot;profonda&quot; teologia, di teologia &quot;serena&quot;, di teologia &quot;in ginocchio&quot;, di quella che &quot;fa bene&quot; leggere.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare uno dei passaggi chiave di questa relazione, perch\u00e9 \u00e8 un perfetto esempio della strategia adoperata dai &quot;novatori&quot; per raggiungere il loro obiettivo, ossia il &quot;cambio di paradigma&quot;: l&#8217;apostasia dalla Verit\u00e0, spacciata, per\u00f2, come qualcosa di perfettamente legittimo e di perfettamente cattolico: quando del cattolicesimo non rester\u00e0 praticamente nulla. \u00a0<\/p>\n<p><em>Non basta considerare il problema solo dal punto di vista e dalla prospettiva della Chiesa come istituzione sacramentale. Abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma e dobbiamo &#8212; come lo ha fatto il buon Samaritano &#8212; considerare la situazione anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti sanno che la questione dei matrimoni di persone divorziate e risposate \u00e8 un problema complesso e spinoso. [&#8230;] Che cosa pu\u00f2 fare la Chiesa in tali situazioni? Non pu\u00f2 proporre una soluzione diversa o contraria alle parole di Ges\u00f9. L&#8217;indissolubilit\u00e0 di un matrimonio sacramentale e l&#8217;impossibilit\u00e0 di nuovo matrimonio durante la vita dell&#8217;altro partner fa parte della tradizione di fede vincolante della Chiesa che non pu\u00f2 essere abbandonata o sciolta richiamandosi a una comprensione superficiale della misericordia a basso prezzo. [&#8230;] La domanda \u00e8 dunque come la Chiesa pu\u00f2 corrispondere a questo binomio inscindibile di fedelt\u00e0 e misericordia di Dio nella sua azione pastorale riguardo i divorziati risposati con rito civile. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi ci troviamo in una situazione simile a quella dell&#8217;ultimo Concilio. Anche allora esistevano, per esempio sulla questione dell&#8217;ecumenismo o della libert\u00e0 di religione, encicliche e decisioni del Sant&#8217;Uffizio che sembravano precludere altre vie. II Concilio senza violare la tradizione dogmatica vincolante ha aperto delle porte. Ci si pu\u00f2 chiedere: non \u00e8 forse possibile un ulteriore sviluppo anche nella presente questione? [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Mi limito a due situazioni, per le quali in alcuni documenti ufficiali vengono gi\u00e0 accennate delle soluzioni. Desidero porre solo delle domande limitandomi ad indicare la direzione delle risposte possibili. Dare per\u00f2 una risposta sar\u00e0 compito del Sinodo in sintonia con il papa.<\/em><\/p>\n<p><em>PRIMA SITUAZIONE.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Familiaris consortio&quot; afferma che alcuni divorziati risposati sono in coscienza soggettivamente convinti che il loro precedente matrimonio irrimediabilmente spezzato non \u00e8 mai stato valido. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo il diritto canonico la valutazione \u00e8 compito dei tribunali ecclesiastici. Poich\u00e9 essi non sono &quot;iure divino&quot;, ma si sono sviluppati storicamente, ci si domanda talvolta se la via giudiziaria debba essere l&#8217;unica via per risolvere il problema o se non sarebbero possibili altre procedure pi\u00f9 pastorali e spirituali.<\/em><\/p>\n<p><em>In alternativa si potrebbe pensare che il vescovo possa affidare questo compito a un sacerdote con esperienza spirituale e pastorale quale penitenziere o vicario episcopale<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Indipendentemente dalla risposta da dare a tale domanda, vale ricordare il discorso di papa Francesco rivolto il 24 gennaio 2014 agli officiali del tribunale della Rota Romana, nel quale afferma che dimensione giuridica e dimensione pastorale non sono in contrapposizione. [&#8230;] La pastorale e la misericordia non si contrappongono alla giustizia ma, per cos\u00ec dire, sono la giustizia suprema, poich\u00e9 dietro ogni causa esse scorgono non solo un caso da esaminare nell&#8217;ottica di una regola generale, ma una persona umana che, come tale, non pu\u00f2 mai rappresentare un caso e ha sempre una dignit\u00e0 unica. [&#8230;] Davvero \u00e8 possibile che si decida del bene e del male delle persone in seconda e terza istanza solo sulla base di atti, vale a dire di carte, ma senza conoscere la persona e la sua situazione?<\/em><\/p>\n<p>Cominciamo dalla prima affermazione:\u00a0<\/p>\n<p><em>Non basta considerare il problema solo dal punto di vista e dalla prospettiva della Chiesa come istituzione sacramentale. Abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma e dobbiamo &#8212; come lo ha fatto il buon Samaritano &#8212; considerare la situazione anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto<\/em>.<\/p>\n<p>Si tratta di una affermazione sorprendente, sconcertante: senza averne l&#8217;aria, \u00e8 una affermazione che sconfessa e liquida duemila anni di storia della pastorale ecclesiastica. Si dice che i problemi delle persone, in questo caso i problemi e i drammi familiari, non devono essere considerati solo dal punto di vista della Chiesa, ma dal punto di vista di chi soffre e chiede aiuto. Ma allora, in questi duemila anni, la Chiesa non ha ascoltato chi soffre e chiede aiuto? E cosa vuol dire: chiedere aiuto? Significa che la Chiesa deve concedere il perdono, l&#8217;assoluzione, a qualunque peccato, in nome della sofferenza del peccatore? Anche senza pentimento? Anche senza il riconoscimento della colpa? Anche senza la volont\u00e0 e l&#8217;azione pratica per rimediare al male fatto? E poi: qui si contrappone il punto di vista della Chiesa a quello delle persone sofferenti. \u00c8 sbagliato, \u00e8 sacrilego. La Chiesa non \u00e8 un palazzo d&#8217;avorio che se ne sta sulle nuvole, mentre quaggi\u00f9 le persone soffrono e invocano aiuto. La Chiesa \u00e8 calata nel mondo, ma non per approvare quel che fa il mondo, bens\u00ec per convertirlo. Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo non per condannarlo, ma nemmeno per approvarlo cos\u00ec com&#8217;\u00e8. All&#8217;adultera, convinta di adulterio, ha raccomandato:\u00a0<em>Va&#8217;, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Non le ha detto:<em>\u00a0Poverina, devi aver sofferto tanto con un marito che non ti capisce; vai pure e fai quel che ti sembra meglio<\/em>. Niente affatto, ma le ha detto:<em>\u00a0Va&#8217;, e non peccare pi\u00f9<\/em>. La Chiesa \u00e8 la continuazione dell&#8217;opera di Ges\u00f9, della presenza di Ges\u00f9, del Vangelo di Ges\u00f9, mediante i suoi successori: gli apostoli e i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e tutto il popolo dei fedeli. Illuminati dallo Spirito, e fedeli alle Scritture e alla sacra Tradizione. Questa \u00e8 la Chiesa. Non \u00e8 un&#8217;opera umana: \u00e8 un&#8217;opera divina. Fondata da Ges\u00f9, assistita e illuminata dallo Spirito Santo, vivificata dalla presenza dei santi e al sacrificio dei martiri, coadiuvata dalla presenza amorevole di Maria Vergine. E chi \u00e8 il cardinale Kasper, per permettersi di dire &#8211; implicitamente, ma inequivocabilmente &#8211; che la Chiesa \u00e8 stata sorda al grido d&#8217;aiuto delle persone che soffrono, che \u00e8 stata lontana da loro? Quando mai? San Francesco che abbraccia il lebbroso, santa Chiara che accompagna il condannato a morte fino ai piedi del patibolo, san Giovanni Bosco che raccoglie la giovent\u00f9 abbandonata e traviata, san Pio da Pietrelcina che confessa, consiglia, incoraggia i fedeli per quattordici ore al giorno, incompreso dai suoi superiori, calunniato, ostacolato, perseguitato: tutti costoro sono la Chiesa, e molti altri che esistono anche oggi e che si prodigano in silenzio, con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo. Il cardinale Kasper ha mai alzato, con un dito, la millesima parte del peso che si assumevano, quotidianamente, san Francesco, santa Chiara, san Giovanni Bosco o san Pio da Pietrelcina?<\/p>\n<p>Ma vediamo un esempio pratico del\u00a0<em>Paradigmenweschel<\/em> kasperiano: la questione del divorzio. Lui dice: <em>Ges\u00f9 ha proibito il divorzio<\/em> (e sembra dirlo un po&#8217; a malincuore); <em>per\u00f2 ci sono persone che soffrono per un matrimonio infelice: come se ne esce?<\/em> E gi\u00e0 qui si vede la cattiva, anzi, la pessima teologia, checch\u00e9 ne pensi papa Francesco: perch\u00e9 la sana teologia si confronta, s\u00ec, con le situazioni concrete, ma non per cercare scappatoie ed\u00a0<em>escamotages<\/em>, non per aggirare la Legge e arrivare a un compromesso col Vangelo, bens\u00ec per illuminare i dubbi di fede alla luce della Verit\u00e0 divina: che parla nel linguaggio del\u00a0<em>S\u00ec, s\u00ec<\/em>, e\u00a0<em>No, no<\/em>. \u00c8 paradossale (ma il paradosso \u00e8 solo apparente, a ben guardare): Walter Kasper critica il &quot;legalismo&quot; e l&#8217;impostazione &quot;giuridicista&quot; della Legge di Dio, ma cade a capofitto nella cavillosit\u00e0 giuridica pi\u00f9 asfittica, pi\u00f9 ottusa. In pratica, sta cercando di trovare un punto d&#8217;incontro fra le &quot;richieste&quot; del Vangelo e le aspirazioni degli uomini: cosa sbagliatissima e non cristiana, perch\u00e9 sottintende che il Vangelo sia qualcosa di esterno e di sostanzialmente estraneo, uno spauracchio, un Moloch, che pretende da noi, poveri umani, l&#8217;impossibile; sottintende che noi, poveretti, che gi\u00e0 facciamo fatica a tirare avanti le nostre vite, non possiamo metterci sulle spalle anche quest&#8217;altro fardello. Ma ci\u00f2 significa negare la Croce, il valore salvifico e rigenerante della Croce! Cio\u00e8, significa negare il cristianesimo. Tolta la Croce, il cristianesimo non esiste pi\u00f9: resta una facciata vuota, senza sostanza, buona per i credenti alla Kasper, alla Bianchi, alla Mancuso. \u00c8 sbagliato vedere Dio come la nostra controparte, ed \u00e8 addirittura sacrilego attribuirgli l&#8217;intenzione di caricarci sulle spalle un peso superiore alle nostre forze.\u00a0<\/p>\n<p>Ma andiamo avanti. Che Kasper non abbia di mira solo l&#8217;abolizione,\u00a0<em>de facto<\/em>, della indissolubilit\u00e0 del matrimonio, e quindi l&#8217;introduzione, surrettizia e in perfetta mala fede, del divorzio, come norma di vita generale, anche per i cristiani, cio\u00e8 la desacralizzazione della famiglia cristiana, lo si vede da ci\u00f2 che egli stesso dice subito dopo, quando afferma che anche alla vigilia del Concilio Vaticano II esistevano documenti del Magistero che sembravano in contrasto con le nuove idee (le loro, in verit\u00e0) sull&#8217;ecumenismo e sul dialogo inter-religioso, ma che il Concilio, pur senza violare la tradizione dogmatica vincolante, seppe aprire delle porte che, in pratica &#8211; ma questo non lo dice: la sua franchezza si arresta qui, proprio sulla soglia &#8211; in pratica svuotavano e annullavano la tradizione dogmatica (e si noti che egli scrive &quot;tradizione&quot; con la lettera minuscola: evidentemente, per lui la Tradizione non \u00e8 di origine divina, ma \u00e8 solo una cosa umana). E poi, con la massima sfrontatezza, domanda:\u00a0<em>Perch\u00e9 non fare la stessa cosa a proposito dei divorziati risposati?<\/em>\u00a0Ecco: qui il lupo, per un momento, lascia cadere la sua veste di pastore del gregge e fa trasparire la sua natura di lupo, i suoi peli di lupo, le sue zanne e i suoi artigli di lupo: il pastore, infatti, difende il gregge ed \u00e8 pronto a dare la vita per le sue pecore; il lupo travestito da pastore, invece, ha il solo obiettivo di divorarle pi\u00f9 facilmente. Da che cosa si riconosce il lupo? Dal fatto che Kasper sta dicendo, chiaro e tondo, che la tradizione dogmatica \u00e8 vincolante, ma che bisogna trovare il modo di fare che non sia tale: bisogna trovare delle eccezioni al dogma, che consentano di ignorarla, pur lasciandola, formalmente, in piedi. Ma questo significa prendere in giro il dogma, e farsi beffe di Dio. Il dogma c&#8217;\u00e8, o non c&#8217;\u00e8: se c&#8217;\u00e8, non vi sono eccezioni; se vi sono le eccezioni, non c&#8217;\u00e8 il dogma. Ges\u00f9 non disse:\u00a0<em>L&#8217;uomo non divida ci\u00f2 che Dio ha unito, tranne nel caso in cui&#8230;<\/em>; ma disse:<em>\u00a0L&#8217;uomo non divida ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. Punto. E il ragionamento di Kasper \u00e8 tanto pi\u00f9 odioso, tanto pi\u00f9 ipocrita, in quanto parte facendo leva sulla misericordia: lui dice: <em>Non si pu\u00f2 non essere misericordiosi con chi soffre, perch\u00e9 Dio \u00e8 misericordioso; e chi siamo noi per ostacolare la misericordia di Dio?<\/em> Odioso sofisma, vero e proprio stravolgimento della lettera e dello spirito del Vangelo: la misericordia di Dio non consiste nell&#8217;abolire la Legge, ma nel perdonare il peccatore che si pente del proprio peccato. Questa, e non altra, \u00e8 la misericordia cristiana. Opinare diversamente, significa giocare con la parola di Dio: ma Dio non pu\u00f2 essere preso in giro con quattro sofismi; e nemmeno una persona intelligente ci cascherebbe, cos\u00ec come Renzo, ignorante ma intelligente, non si lasci\u00f2 prendere in giro da don Abbondio, quando questi cerc\u00f2 di confonderlo con parole latine, a lui incomprensibili, per spiegare che il suo matrimonio con Lucia non era possibile.<\/p>\n<p>E adesso vediamo la situazione concreta con cui il cardinale Kasper vuole esemplificare la sua idea di matrimonio e di separazione. Cita l&#8217;esortazione apostolica di Giovanni Paolo II, <em>Familiaris Consortio<\/em>, del 22 novembre 1981, per farne la base della sua &quot;proposta&quot;. In quel documento, si afferma che alcuni credenti, soggettivamente, ma in buona fede, ritengono che il matrimonio, da essi spezzato, non \u00e8 mai stato valido. Questo \u00e8 l&#8217;astuto grimaldello di cui il lupo travestito da agnello si serve per tentar di scardinare l&#8217;istituzione divina del matrimonio cristiano: <em>Bisogna andare incontro<\/em>, egli dice<em>, a questa percezione soggettiva, ma in buona fede, dei singoli credenti: la Chiesa deve prendere atto che, per essi, il loro matrimonio non era realmente valido, e, quindi, non hanno infranto un sacramento, n\u00e9 lasciando il proprio coniuge, n\u00e9 risposandosi a passando ad altra convivenza.<\/em> <em>S\u00ec, \u00e8 vero<\/em>, egli dice &#8211; e lo dice a denti stretti &#8211; <em>fino ad ora \u00e8 stata la Chiesa, mediante appositi istituti e procedure, a stabilire se quel matrimonio fosse da ritenersi realmente nullo; ma che volete, siamo in tempi di democrazia avanzata, la gente fa le sue scelte, prende le sue decisioni; e poi soffre, non vedete come soffre? Soffre e chiede aiuto!<\/em> Tradotto in parole pi\u00f9 semplici: i divorziati risposati chiedono che il loro precedente matrimonio sia considerato nullo dalla Chiesa, perch\u00e9 essi &quot;sentono&quot; che era nullo, e perch\u00e9 soffrono e domandano aiuto: come si fa a negarglielo? Dopotutto, dice Kasper &#8211; ed ecco la perfidia, veramente diabolica &#8211; non si pu\u00f2 ridurre il dramma umano di queste persone a una questione di atti giuridici, di timbri e di carte. Sciagurato! I timbri e le carte non sono che il segno, visibile e materiale, della sacra dottrina: non sono che l&#8217;espressione, umana e imperfetta fin che si vuole, ma sorretta e ispirata da Dio, della volont\u00e0 di essere fedeli al Vangelo. E cosa dice il Vangelo?\u00a0<em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. Per rendere il concetto ancora pi\u00f9 chiaro, Ges\u00f9 afferma che chi desidera peccare con un&#8217;altra donna, che non sia sua moglie, farebbe meglio a strapparsi l&#8217;occhio, o a tagliarsi la mano o il piede, se gli sono occasione di scandalo, cio\u00e8 di tentazione. \u00c8 un linguaggio molto severo, senza dubbio: un linguaggio durissimo. Un linguaggio che scandalizza i cuori teneri e le anime sensibili, come quella del cardinale Kasper.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: la pretesa di codesti teologi modernisti e progressisti di essere pi\u00f9 misericordiosi di Dio, \u00e8 semplicemente blasfema. I loro sforzi per aggirare le leggi di Dio equivalgono a un tentativo di prendere in giro il Signore. E la loro compassione verso i sofferenti \u00e8 male impostata e mal diretta: non sempre giova al sofferente &quot;accontentare&quot; le sue richieste; per il drogato, che soffre in una crisi di astinenza, non vi sarebbe misericordia peggiore che quella di dargli un&#8217;altra dose di eroina. Per il divorziato risposato, che vorrebbe essere riammesso alla santa Comunione, vale lo stesso principio: non lo si &quot;aiuta&quot; approvando e santificando il suo peccato. Questo, almeno, \u00e8 poco, ma sicuro. Ma queste cose il cardinale Kasper, che \u00e8 senza dubbio un uomo intelligente, le sa benissimo: non crediamo vi sia alcun bisogno di ricordargliele. E allora? E allora, semplicemente, costui non \u00e8 in buona fede. Sa quel che sta facendo, e tuttavia non esita, non indietreggia, non arretra. Lui, e quelli come lui, vogliono effettuare &#8211; e lo dicono &#8211; un &quot;cambio di paradigma&quot;, ma diciamolo con parole pi\u00f9 chiare e pi\u00f9 semplici: vogliono cambiare la Chiesa e stravolgere la dottrina cristiana.<\/p>\n<p>Il trucco incomincia proprio dal linguaggio. Il paradigma, infatti, \u00e8 una cosa umana, e pu\u00f2, anzi, deve cambiare; ma il Vangelo non \u00e8 parola umana, \u00e8 la Parola di Dio: e non cambia, n\u00e9 cadr\u00e0 mai da esso neppure uno <em>iota<\/em>, sino alla fine del mondo.<\/p>\n<p>Che almeno le cose siano chiare. Che ciascuno giochi a carte scoperte. E che ciascuno, messe le carte in tavola, si assuma fino in fondo la responsabilit\u00e0 dei suoi atti, delle sue parole, delle sue intenzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cardinale Walter Kasper \u00e8 uno dei principali autori, per sua stessa ammissione, del &quot;cambio di paradigma&quot; (Paradigmenwechsel) in corso nella Chiesa cattolica, esplicitamente ispirato al<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109],"class_list":["post-26088","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26088"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26088\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}