{"id":26077,"date":"2017-12-01T01:39:00","date_gmt":"2017-12-01T01:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/01\/del-cristianesimo-kant-non-ha-capito-nulla\/"},"modified":"2017-12-01T01:39:00","modified_gmt":"2017-12-01T01:39:00","slug":"del-cristianesimo-kant-non-ha-capito-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/01\/del-cristianesimo-kant-non-ha-capito-nulla\/","title":{"rendered":"Del cristianesimo Kant non ha capito nulla"},"content":{"rendered":"<p>Un uomo, e specialmente un pensatore, si giudica dalla sua capacit\u00e0 di riconoscere una grande idea, cio\u00e8 di riconoscerne la grandezza: non necessariamente di accettarla, e, al limite, nemmeno di capirla sino in fondo; ma riconoscerla, s\u00ec. Perch\u00e9 davanti a una grande idea, qualsiasi uomo e qualsiasi pensatore hanno l&#8217;obbligo di sentirsi piccoli: \u00e8 la sola maniera in cui un uomo possa mostrare di avere una statura decente, cio\u00e8 di non essere un nano. Un uomo che non sa riconoscere una grande idea, quando ce l&#8217;ha davanti, e che pretende di trattarla dall&#8217;alto in basso, come se lui fosse molto pi\u00f9 grande di essa, fa vedere al mondo quanto \u00e8 piccolo e meschino: firma con le proprie mani la sua condanna all&#8217;insignificanza. Il cristianesimo \u00e8 un&#8217;idea grande; grandissima. Inoltre, \u00e8 l&#8217;elemento fondamentale su cui \u00e8 stata costruita la civilt\u00e0 europea. Pu\u00f2 anche non piacere, e pu\u00f2, naturalmente, non essere accettato nella sua dimensione di Rivelazione divina, di verit\u00e0 soprannaturale; qualsiasi europeo degno di questo nome, per\u00f2, anzi, qualsiasi abitante del nostro pianeta che conosca un po&#8217; di storia e di filosofa, deve togliersi il cappello di fronte a questa idea, e riconoscerne sia la grandezza, sia il debito che l&#8217;umanit\u00e0, ma in special modo gli abitanti del nostro continente, hanno nei suoi confronti. Se sono quello che sono, ci\u00f2 dipende in larga misura dal fatto del cristianesimo. Chi non riconosce questo debito e chi disprezza la sua grandezza, dimostra con ci\u00f2 stesso di essere piccolo: infatti, la piccolezza di pensatori come Bertrand Russell si vede dalla supponenza, ma anche dalla estrema, perfino imbarazzante superficialit\u00e0, con cui hanno criticato il cristianesimo e affermato di essere fieri di non sentirsi in alcun modo eredi di quella tradizione. Il che, per un europeo, \u00e8 un non senso: sarebbe come se dicesse di non riconoscersi erede dell&#8217;arte greca o del diritto romano; con la differenza che il cristianesimo ha modellato assai pi\u00f9 in profondit\u00e0 la nascita dell&#8217;Europa, di quanto non abbia fatto la civilt\u00e0 greco-romana.<\/p>\n<p>Uno di questi uomini piccoli \u00e8 stato anche Immanuel Kant, specie con <em>La religione entro i limiti della sola ragione<\/em>, del 1792. In pratica, il nucleo dell&#8217;illuminismo \u00e8 in parte la ripresa di una serie di idee cristiane, in parte un qualcosa di nuovo; e se si avvicina alla grandezza, almeno a livello d&#8217;intenzioni, nella prima parte, precipita nella piccolezza nella seconda. Ci\u00f2 che prende dal cristianesimo \u00e8 l&#8217;idea della fratellanza universale, e anche il suo corollario di libert\u00e0 ed eguaglianza. Di suo, sviluppa l&#8217;idea della infallibilit\u00e0 della scienza, un&#8217;idea che si deve a Cartesio, Bacone, Galilei, cio\u00e8 agli autori della rivoluzione scientifica di un secolo prima; e la rielabora in una completa ideologia del progresso, tanto fiduciosa quanto ingenua. In pratica, l&#8217;illuminismo abolisce la vecchia religione di salvezza, il cristianesimo, specialmente nella sua forma cattolica, per sostituirla con una nuova: la religione del progresso, che \u00e8, nello stesso tempo, la religione dell&#8217;umanit\u00e0. E siccome l&#8217;uomo illuminista si sente portatore d&#8217;una volont\u00e0 di rinascita universale, ascrive ogni merito alla ragione e la divinizza, mentre, abolendo il vecchio dio, la immanentizza: perci\u00f2 il suo razionalismo \u00e8 anche un naturalismo, e il suo naturalismo \u00e8 una forma di razionalismo. Nemmeno in questo, a dire il vero, l&#8217;illuminismo \u00e8 una filosofia veramente originale, perch\u00e9 si limita a riprende una serie di idee del giusnaturalismo del secolo precedente: la ragione \u00e8 naturale e la natura \u00e8 ragionevole; dunque, anche la divinit\u00e0 deve essere razionale nel governo del mondo, e ragionevole dal punto di vista degli uomini che la vogliono comprendere. Razionalizzando la natura, il giusnaturalismo crea le premesse di un tipico mito illuminista: la bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo e la convinzione, del tutto assurda, che solo la societ\u00e0 lo rende cattivo e infelice; per cui, per restituire agli uomini bont\u00e0 e felicit\u00e0, bisogna sottrarli all&#8217;influenza malefica di quella stessa societ\u00e0 che pure gl&#8217;illuministi vogliono riformare, e che dicono essere nata da un patto fra gli esseri umani, ovviamente razionale e ragionevole, e non da una volont\u00e0 d&#8217;ordine superiore.<\/p>\n<p>Quanto alla componente &quot;cristiana&quot; dell&#8217;illuminismo, cio\u00e8 l&#8217;idea della fratellanza universale, essa muove da una prospettiva diversa da quella del cristianesimo: gli uomini non sono tutti fratelli perch\u00e9 sono figli dello stesso Dio ma perch\u00e9 dotati della stessa ragione: da ci\u00f2 l&#8217;ingenua esaltazione del cosmopolitismo e da ci\u00f2 un filantropismo tanto velleitario quanto foriero di possibili sviluppi di segno opposto; perch\u00e9, se gli uomini sono fratelli nella ragione, sono per\u00f2 anche abbastanza ragionevoli da sentirsi patrioti, nel momento in cui la loro patria diviene il motore della diffusione universale della nuova religione di salvezza: ed \u00e8 cos\u00ec che gli illuministi francesi passano disinvoltamente dal cosmopolitismo <em>ante<\/em> 1789 al feroce nazionalismo <em>post<\/em> 1789. Il nazionalismo francese non nasce con Giovanna d&#8217;Arco; con lei era nato il patriottismo, che \u00e8 un&#8217;altra cosa, ossia il senso della propria identit\u00e0 e dalla coscienza delle proprie radici; ma il nazionalismo, ossia l&#8217;idea di una superiorit\u00e0 della propria nazione sulle altre, e di un suo diritto\/dovere ad espandersi per portare a tutti i popoli i &quot;lumi&quot; della sua idea superire, \u00e8 figlio dell&#8217;illuminismo, e aveva gi\u00e0 fatto e prove generali sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico, con quella guerra civile inglese nelle Tredici colonie che \u00e8 passata alla storia come la Rivoluzione americana (preludio al corollario di ogni nazionalismo trionfante: il genocidio degli &quot;inferiori&quot; e dei &quot;selvaggi&quot;, in questo caso i Pellerossa, mentre, per i rivoluzionari francesi, il &quot;barbaro&quot; da sterminare sar\u00e0 il contadino della Vandea, come un secolo prima, per gli artefici della &quot;gloriosa rivoluzione inglese&quot;, il contadino cattolico irlandese.<\/p>\n<p>Scriveva dunque Kant, nel 1797, nella <em>Appendice<\/em> ai <em>Principi metafisici della dottrina del diritto<\/em>, \u00a7 8 B (in: Kant, <em>Scritti politici<\/em>, a cura di N. Bobbio, L. Firpo e V. Mathieu, UTET, 2010, pp. 561-563):<\/p>\n<p><em>Il sacerdozio che non si propaga punto in modo carnale (il cattolico), possiede, per grazia di Stato, terre e sudditi attaccati a queste terre, che appartengono a uno Stato spirituale (detto la Chiesa), al quale i laici sono dati come in propriet\u00e0, per la salute delle loro anime, cos\u00ec che il clero, a guisa di uno Stato particolar, ha una propriet\u00e0 che si trasmette legalmente da un secolo all&#8217;altro e che \u00e8 sufficientemente documentata da bolle papali. Si pu\u00f2 ora ammettere che, come tentano di fare gli increduli della repubblica francese, l&#8217;onnipotenza dello Stato temporale, abbia il diritto di sopprimere senza riguardo questo rapporto del clero coi laici: il che \u00e8 come togliere colla forza il proprio agli altri?<\/em><\/p>\n<p><em>La questione \u00e8 questa: se la Chiesa possa appartenere allo Stato o lo Stato alla Chiesa come cosa sua, perch\u00e9 due poteri supremi non possono essere, senza contraddizione, sottomessi l&#8217;uno all&#8217;altro. Ora \u00e8 per se stesso EVIDENTE che solo la COSTITUZIONE DELLO STATO (POLITICO-HIERARCHICA) pu\u00f2 sussistere per sede stessa; perch\u00e9 ogni costituzione civile \u00e8 di QUESTO MONDO, visto che essa \u00e8 un potere terrestre (di uomini), che si manifesta, con tutte le sue conseguenze, nell&#8217;esperienza. I credenti, il cui REGNO \u00e8 nel Cielo e NELL&#8217;ALTRO MONDO, debbono, in quanto si accorda loro una costituzione che si riferisce a un tal mondo (HIERARCHICO-POLITICA), sottomettersi alle sofferenze del secolo, sotto la potenza suprema degli uomini di questo mondo. Non vi \u00e8 dunque posto altro che per la costituzione civile.<\/em><\/p>\n<p><em>La religione (nella sua manifestazione), come credenza nei dogmi della Chiesa e nel potere dei preti, quali aristocratici di una tale costituzione religiosa, anche quando essa sia monarchica (papale), non pu\u00f2 essere da nessun potere civile n\u00e9 imposta n\u00e9 tolta al popolo; e non si deve nemmeno (come si pratica nella Gran Bretagna riguardo alla nazione irlandese) escludere dai servizi pubblici, e dai vantaggi che ne risultano, i cittadini per causa di una religione diversa da quella della Corte.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma quando certe anime credenti e pie, allo scopo di ottenere con preghiere, indulgenze ed espiazioni (per mezzo delle quali i servitori della Chiesa, i preti, promettono loro il guiderdone nell&#8217;altra vita), la partecipazione alla grazia, istituiscono una fondazione a perpetuit\u00e0, per mezzo della quale certe terre debbono divenire, dopo la loro morte, una propriet\u00e0 della Chiesa, e lo Stati divenga vassallo della Chiesa su questo o quel PUNTO o anche COMPLETAMENTE, allora una fondazione di quel genere che si considera fatta a perpetuit\u00e0, non pu\u00f2 avere in nessun modo un tale carattere, e lo Stato pu\u00f2, quando egli lo vuole, sbarazzarsi da quel peso che gli \u00e8 stato imposto dalla Chiesa. Infatti la Chiesa stessa \u00e8 un istituto fondato unicamente sulla fede, e quando l&#8217;illusione generata da questa opinione si dissipa agli occhi del popolo pi\u00f9 istruito, scompare con essa la temibile potenza del clero che vi si fondava sopra, e lo Stato si impadronisce con pieno diritto della propriet\u00e0 che si attribuiva la Chiesa, vale a dire delle terre che le erano state donate per testamento. Per\u00f2 coloro che godono i feudi dell&#8217;istituzione tollerata sin allora hanno il diritto di essere indennizzati per il resto della loro vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Persino le fondazioni in perpetuo per i poveri e le case d&#8217;istruzione, se hanno un certo carattere determinato dal fondatore secondo la propria idea, non possono essere fondate a perpetuit\u00e0 e gravare indefinitamente il suolo; ma lo Stato deve avere la libert\u00e0 di adattarle ai bisogni del tempo. Nessuno deve meravigliarsi che sia difficile realizzare sempre una tale idea (per esempio che i fanciulli poveri debbano, alla insufficienza dei fondi caritatevolmente consacrati al servizio della scuola, supplire con l&#8217;accattonaggio del canto); poich\u00e9 colui che fa una fondazione per bont\u00e0 d&#8217;animo, senza dubbio, ma anche un poco per amor della gloria, non vuole che un altro la modifichi secondo le sue proprie idee, perch\u00e9 egli spera che il suo ricordo rimanga in essa eternamente. Ma ci\u00f2 non cambia la natura della cosa stessa e il dirotto dello Stato, anzi il suo dovere, di modificare ogni istituzione che \u00e8 contraria alla conservazione e al progresso dello Stato; ed \u00e8 per questo che nessuna istituzione deve essere considerata come fondata in perpetuo.<\/em><\/p>\n<p>Kant non capisce e nemmeno vede la grandezza del cristianesimo che, per lui, rappresenta solo una superstizione del passato; del resto, non gli dedica alcuna particolare attenzione, perch\u00e9, come filosofo, ha cose pi\u00f9 importanti di cui occuparsi, che di quisquilie come la ricerca della &quot;verit\u00e0&quot;. La verit\u00e0 \u00e8 la cosa in s\u00e9, il <em>noumeno,<\/em> che per Kant \u00e8 al di l\u00e0 delle possibilit\u00e0 della ragione; ma siccome ci\u00f2 che si trova oltre la ragione agli illuministi non interessa, nemmeno il principe dei pensatori illuministi se ne d\u00e0 pensiero, A lui interessa, tutt&#8217;al pi\u00f9, un cristianesimo &quot;ragionevole&quot;; che potrebbe essere, al massimo, quello di Lutero, ovviamente espurgato di ogni residuo metafisico; ma il cattolicesimo, proprio no. Per giunta, il cattolicesimo \u00e8 tutt&#8217;uno con la Chiesa, e la Chiesa \u00e8 il problema numero per lo Stato illuminista, cio\u00e8 lo Stato organizzato secondo ragione, ovviamente con l&#8217;obiettivo di portare la felicit\u00e0 ai cittadini. Ora, dal momento che a Kant interessa sopra ogni cosa il progresso e il rafforzamento dello Stato come strumento di bene universale (si prenda nota di questa ascendenza kantiana di Hegel, col suo superstatalismo, anzi, con la sua statolatria, anche perch\u00e9 da quest&#8217;ultimo deriva la statolatria marxista, che altro non \u00e8 se non una eresia hegeliana), la Chiesa, per lui, \u00e8 quella cosa fastidiosa che si frappone fra lo Stato e i suoi nobili fini filantropici. In pratica, tutto quel che Kant ha visto e capito della Chiesa \u00e8 che si tratta di una costituzione spirituale dominata da un&#8217;aristocrazia di preti che, sfruttando la credulit\u00e0 e l&#8217;ignoranza popolare, hanno creato uno Stato nello Stato, che va rimosso. A lui la Chiesa interessa, in negativo, esclusivamente come problema di ordine pubblico: il suo pensiero si esercita nel trovare una soluzione radicale alla impossibile coesistenza di questi due Stati, dei quali, per lui, uno solo \u00e8 legittimo, essendo impegnato nella felicit\u00e0 &quot;quaggi\u00f9&quot;, mentre l&#8217;altro \u00e8 abusivo, perch\u00e9, essendo impegnato nella felicit\u00e0 &quot;lass\u00f9&quot;, non dovrebbe possedere alcun bene materiale. In pratica, Kant non fa altro che pescare nel repertorio del giurisdizionalismo e dell&#8217;assolutismo illuminato per trovare gli strumenti giuridici, gi\u00e0 belli e pronti, coi quali giustificare le spoliazioni e le confische dei beni ecclesiastici da parte dello Stato: offre il suo ingegno al servizio del principe e giustifica la soppressione di ogni istitutivo ecclesiastico nella sfera secolare, qualora il principe lo voglia. Il suo non \u00e8 nemmeno un pensiero originale, perch\u00e9 si tratta di cose gi\u00e0 dette e ridette da Hobbes, poi da Locke e infine da Voltaire, Diderot e dagli enciclopedisti; di suo ci mette solo il rozzo e maligno commento sui giacobini francesi che fanno bene a procedere con mano pesante contro la Chiesa, perch\u00e9 lo Stato, confiscando i beni ecclesiastici e sopprimendo congregazioni religiose, non fa altro che rientrare in possesso del proprio patrimonio e riaffermare ci\u00f2 che \u00e8 suo. In realt\u00e0, Kant sa bene che le cose non stanno cos\u00ec e se, nel corso dei secoli, la Chiesa ha accumulato quel patrimonio, \u00e8 stato proprio per colmare il vuoto lasciato dall&#8217;autorit\u00e0 statale, e perdurato durante i secoli del feudalesimo; ma deve arrivare alla conclusione desiderata: che lo Stato, nell&#8217;ordine giuridico, \u00e8 depositario di ogni diritto, mentre la Chiesa \u00e8 solo una usurpatrice e un residuo del passato medievale, destinato a sparire quando i popoli saranno progrediti. Non si pu\u00f2 dire che Kant abbia capito molto del cristianesimo. Lo guarda, l&#8217;annusa, lo ausculta come un selvaggio fa con un orologio di cui ignora il meccanismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo, e specialmente un pensatore, si giudica dalla sua capacit\u00e0 di riconoscere una grande idea, cio\u00e8 di riconoscerne la grandezza: non necessariamente di accettarla, e,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,142,173,232],"class_list":["post-26077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-francesco-bacone","tag-immanuel-kant","tag-renato-cartesio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26077\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}