{"id":26048,"date":"2013-08-18T10:15:00","date_gmt":"2013-08-18T10:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/08\/18\/rileggere-jean-raspail-profeta-inascoltato\/"},"modified":"2013-08-18T10:15:00","modified_gmt":"2013-08-18T10:15:00","slug":"rileggere-jean-raspail-profeta-inascoltato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/08\/18\/rileggere-jean-raspail-profeta-inascoltato\/","title":{"rendered":"Rileggere Jean Raspail, profeta inascoltato"},"content":{"rendered":"<p>Quando apparve, nel 1973, per i tipi dell&#8217;editore Laffont di Parigi \u00abIl campo dei santi\u00bb, il romanzo di Jean Raspail &#8211; classe 1925, oggi un arzillo signore di ottantotto anni &#8212; parve una specie di opera fantascientifica, se non proprio un semplice &quot;divertissement&quot;, una stramba allegoria che non ci riguardava affatto: invece il tempo si \u00e8 incaricato di mostrare fino a che punto questo scrittore cattolico francese sia stato terribilmente lungimirante.<\/p>\n<p>Nel romanzo si immagina che, in India, uno strano profeta inciti i suoi compatrioti a rifiutare la miseria per dirigersi in massa verso il benessere, cio\u00e8 verso l&#8217;Europa: impossessatisi di una flotta di carrette del mare, i suoi seguaci si presentano davanti alle coste settentrionali del Mediterraneo e sbarcano pacificamente, ma irresistibilmente, accolti dalle buone intenzioni delle \u00e9lites culturali che, non volendo passare per razziste, si prodigano per accogliere tutti. L&#8217;ondata migratoria \u00e8 enorme e modifica radicalmente il quadro sociale, culturale, spirituale del vecchio continente; ma gli intellettuali, le organizzazioni umanitarie e i settori religiosi &quot;progressisti&quot; hanno deciso: in nome dei &quot;diritti umani&quot;, quegli stranieri non possono essere respinti, anzi li si deve accogliere con il massimo della buona volont\u00e0. Improvvisamente la societ\u00e0 multietnica e multiculturale, della quale nessuno aveva mai parlato, almeno in Europa, diventa un valore decisivo, un elemento di civilt\u00e0 del quale non si pu\u00f2 fare a meno; e chi non \u00e8 d&#8217;accordo, viene criminalizzato e trattato di conseguenza. Alcuni abitanti della Costa Azzurra, che tentano di opporsi allo sbarco massiccio sulle coste della loro regione, vengono addirittura bombardati dalla stessa aviazione francese: gli Stati hanno deciso che va bene cos\u00ec, che il nuovo ordine mondiale deve essere basato sul completo rimescolamento delle razze, delle fedi, delle culture, e che resistervi \u00e8 un crimine.<\/p>\n<p>Raspail immaginava questo scenario al principio degli anni Settanta, allorch\u00e9 l&#8217;immigrazione &quot;extracomunitaria&quot; in Europa era ancora un fenomeno estremamente limitato; eppure, a distanza di quarant&#8217;anni, bisogna constatare che egli ha visto chiaro come se avesse avuto la sfera di cristallo per leggere nel futuro. Nel suo Paese era gi\u00e0 qualcuno, e ancor pi\u00f9 avrebbe fatto parlare di s\u00e9 negli anni seguenti: nel 1981 avrebbe vinto il Grand Prix dell&#8217;Accademia di Francia, con un romanzo incentrato sulla figura strana, ma realmente esistita, di Antoine de Tounens, &quot;imperatore&quot; francese della Patagonia nella seconda met\u00e0 del XIX secolo. In Italia, invece, non ci si \u00e8 accorti di lui, o si \u00e8 preferito ignorarlo, in ossequio al dogma che vuole la cultura francese contemporanea tutta laica, progressista, e &quot;gauchista&quot;; dogma che ha &quot;occultato&quot;, per quanto possibile, al nostro pubblico, anche altri scrittori di vaglia, per esempio Renaud Camus, Jean Madiran e Dominique Venner (fino al clamoroso suicidio di quest&#8217;ultimo, nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi). Solo nel 1998 una piccola casa editrice di estrema destra ha tradotto e pubblicato \u00abIl campo dei santi\u00bb (il cui titolo si riferisce a un versetto del libro dell&#8217;\u00abApocalisse\u00bb, in cui si parla dell&#8217;assalto delle forze del male contro i seguaci di Cristo), a conferma &#8211; se mai ve ne fosse stato bisogno &#8212; che, in Italia, la cultura indipendente non esiste e le simpatie culturali sono sempre e solo di parrocchia, di fazione, di corrente. Resta il fatto che Jean Raspail, considerato uno dei maggiori scrittori francesi viventi, da noi continua ad essere pressoch\u00e9 sconosciuto: sono ben poche le persone colte che lo hanno letto o anche solo sentito nominare, che ne parlano, che discutono le sue tesi; quanto al grosso pubblico, non ne sa nulla, puramente e semplicemente.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che anche in Francia, all&#8217;inizio, \u00abIl campo dei santi\u00bb era stato accolto piuttosto in sordina; maggiore riscontro aveva avuto, chi sa perch\u00e9, negli Stati Uniti; poi, per\u00f2, poco a poco, ma irresistibilmente, il libro era stato richiesto, ristampato, venduto, anno dopo anno, fino a raggiungere una tiratura che, oggi, si calcola in mezzo milione di copie. Sar\u00e0 perch\u00e9 i fatti gli hanno dato clamorosamente ragione; oppure perch\u00e9, in Francia, un autore di valore, magari tardi, alla fine salta fuori; da noi, complice l&#8217;egemonia culturale della sinistra neo-marxista (anche se essa non si considera pi\u00f9 tale), comprendente anche buona parte del mondo cattolico (che, del pari, ignora questo debito ideologico, almeno in apparenza), e l&#8217;inconsistenza intellettuale, e non solo intellettuale, della destra, \u00e8 possibile, possibilissimo, che scrittori e filosofi eminenti restino sepolti, ignorati o dimenticati, a tempo indeterminato, anche dopo che nel resto del mondo si sono definitivamente affermati: un fenomeno, in verit\u00e0, tutt&#8217;altro che recente, ma anzi tipico della nostra Repubblica letteraria, almeno a partire dal secondo dopoguerra &#8211; ma per molti aspetti, ancora pi\u00f9 antico, e perfino anteriore al fascismo.<\/p>\n<p>A parte il fatto che l&#8217;immigrazione massiccia, biblica, incontrollata, \u00e8 oggi in gran parte di provenienza nordafricana e mediorientale (ma non solo), e non specificamente indiana o pakistana, si deve riconoscere che Raspail ha colto nel segno un fenomeno estremamente drammatico, che mette in forse la stessa sopravvivenza della civilt\u00e0 europea, cos\u00ec come la conosciamo e cos\u00ec come le generazioni precedenti l&#8217;hanno sempre conosciuta, amata, coltivata. Non \u00e8 questione di difendere il &quot;predominio della razza bianca&quot;, come ammonivano certi intellettuali europei e americani fin dai primi anni del Novecento (si pensi, per fare un nome, a Lothrop Stoddard), ma semplicemente di vedere se gli Europei hanno il diritto, oppure no, di scegliere liberamente e democraticamente il loro futuro; che, ormai, coincide con la sopravvivenza o meno della loro civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Una cultura progressista, buonista, follemente permissiva, cerca di presentare l&#8217;invasione del nostro continente &#8211; ch\u00e9 di una vera invasione si deve parlare, anche se, per adesso, relativamente pacifica &#8211; come qualcosa di assolutamente naturale, giusto e benefico: un evento che cambier\u00e0 in meglio il nostro futuro, che arricchir\u00e0 la nostra societ\u00e0, e che ci render\u00e0 finalmente, da ottusi e provinciali cultori del nostro angusto orticello, dei veri cittadini del mondo, dei veri e integrati protagonisti della globalizzazione.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: la messa al bando del dissenso, la criminalizzazione delle posizioni contrarie. In nome di un concetto totalitario e ipocrita della democrazia, si vuol far passare per incivile, razzista e reazionario chiunque nutra il bench\u00e9 minimo dubbio sulla bont\u00e0 di questa operazione. Si invocano i rigori della legge contro i reati di opinione; si cerca di scavalcare il normale processo democratico, per mezzo di sortite demagogiche di esponenti delle istituzioni i quali danno per scontato che, in tempi brevi, i Parlamenti approveranno misure atte a facilitare l&#8217;invasione, e ne parlano come se tali modificazioni legislative siano sono questione di tempo. E la stessa pressione istituzionale, lo stesso ricatto etico vengono portati avanti anche su altri temi, in apparenza distanti da questo, ma in realt\u00e0 legati da un filo sotterraneo, per esempio la parificazione delle unioni di fatto al matrimonio e, in particolare, il riconoscimento giuridico del matrimonio fra due persone dello stesso sesso, nonch\u00e9 il diritto di tali coppie di poter adottare dei bambini, al pari di qualunque altra copia regolarmente sposata.<\/p>\n<p>Sono tutte novit\u00e0 che vanno nella direzione di provocare disorientamento e di indebolire la coesione spirituale e morale della societ\u00e0 europea; sono tutte iniziative che nascono o dalla incosciente arroganza della cultura radicale, che vede la necessit\u00e0 di intraprendere ovunque battaglie per i diritti dei singoli, e mai si preoccupa dei doveri, n\u00e9 della tutela della societ\u00e0 nel suo insieme, vista, semmai, quest&#8217;ultima, come una semplice dispensatrice di riconoscimenti giuridici; oppure da un disegno intenzionale di poteri occulti, essenzialmente di natura finanziaria, che si servono dello strumento mediatico, della politica, perfino della religione, per sovvertire l&#8217;ordine e i principi sui quali da sempre riposa la nostra civilt\u00e0 e per creare le condizioni favorevoli all&#8217;instaurazione di un totalitarismo strisciante e non conclamato, ma ancor pi\u00f9 capillare e tirannico di quelli, di triste memoria, che hanno funestato il XX secolo.<\/p>\n<p>Il fatto che un autore come Jean Raspail non sia conosciuto quasi da nessuno in Italia, e che il suo libro pi\u00f9 profetico e conturbante sia stato messo in commercio solo da una piccola casa editrice politicamente estremista, \u00e8 la dimostrazione del fatto che i meccanismi di tale totalitarismo si sono gi\u00e0 messi in moto, sono gi\u00e0 attivi e operanti e riescono gi\u00e0 a controllare, in larga misura, quel che l&#8217;opinione pubblica deve sapere e quello che deve ignorare. Quando proprio un evento o una idea non possono essere interamente occultati, si ricorre alla tattica di deformarli, di stravolgerli, di presentarli in maniera tale da suscitare sdegno, repulsione, condanna; si fa leva sul ricatto buonista: se ti presti ad ascoltare certi discorsi, allora vuol dire che non sei una brava persona. Perch\u00e9 le brave persone porgono sempre l&#8217;altra guancia, aprono sempre la porta di casa a chiunque vi bussi, magari in piena notte ed anche &#8212; forse &#8212; ai peggiori malintenzionati: grosso fraintendimento della morale evangelica, la quale chiede, semmai, tali comportamenti al singolo individuo, non glieli impone e tanto meno pretende di imporli alla societ\u00e0 nel suo insieme, come se il credente avesse il diritto di decidere per tutti gli altri su questioni di importanza vitale.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 una cosa piuttosto evidente: io posso anche scegliere di far entrare in casa mia chiunque, di cedergli le stanze migliori, di ritirarmi a vivere nello sgabuzzino, per accogliere il maggior numero possibile di immigrati; ma non ho alcun diritto di non tener conto dei diritti, dei sentimenti, della sicurezza dei miei figli, dei miei vicini, dei miei concittadini, specialmente se dalle mie decisioni dipendono il loro bene, la loro stessa sopravvivenza. Accogliere un lebbroso, un delinquente evaso, un malato di mente, pu\u00f2 essere un gesto sublime oppure un gesto di somma incoscienza: sia come sia, \u00e8 un gesto che riguarda me solo, finch\u00e9 le possibili conseguenze riguardano me solo; ma riguarda anche tutti gli altri, allorch\u00e9 le possibili (e prevedibili) conseguenze coinvolgono anche tutti gli altri.<\/p>\n<p>Certo, vi sono molti stranieri che emigrano in cerca di lavoro, che sono delle brave persone, che chiedono solo di guadagnarsi il pane onestamente: non vi sono solo dei pazzi che se ne vanno in giro brandendo il piccone, a massacrare il primo che passa (come pure \u00e8 avvenuto, ed \u00e8 cronaca abbastanza recente, anche se gi\u00e0 quasi dimenticata dai mass media). Questo \u00e8 ovvio. Ma resta il fatto che milioni e milioni di persone che pretendono &#8212; non chiedono, pretendono &#8211; di rifarsi un futuro invadendo l&#8217;Europa, e sia pure pacificamente, pongono una serie di problemi politici, economici, sociali, culturali, gravissimi, che non \u00e9 possibile prendere alla leggera e non \u00e8 onesto minimizzare, cos\u00ec come non \u00e8 onesto ricattare l&#8217;opinione pubblica con la minaccia di considerare intollerante, inospitale e razzista chiunque metta in guardia contro i rischi e contro gli effetti negativi che gi\u00e0 si registrano in tutti i campi, da quello della criminalit\u00e0 a quello della crisi dei posti di lavoro.<\/p>\n<p>Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, la marea sta avanzando e sta sommergendo gli abitanti originari dell&#8217;Europa, grazie anche al tasso d&#8217;incremento demografico molto pi\u00f9 alto dei nuovi arrivati, mentre in molti Paesi del vecchio continente, compreso il nostro, esso era ormai giunto al saldo negativo. Fra alcuni decenni l&#8217;Europa sar\u00e0 un continente solo parzialmente europeo e fra meno di un secolo gli Europei saranno una minoranza, forse tollerata, forse discriminata, comunque una minoranza soggetta alla volont\u00e0 della maggioranza. \u00c8 questo che vogliamo? \u00c8 questo che vogliono i nostri intellettuali, i nostri legislatori, il nostro clero?<\/p>\n<p>Intendiamoci: non sar\u00e0 la fine del mondo. Il mondo ha conosciuto altri e ben pi\u00f9 drammatici fenomeni di migrazione di massa: ha visto sorgere societ\u00e0 miste, ha assistito alle loro difficolt\u00e0, alle loro convulsioni, alle loro trasformazioni; ha visto sorgere nuove civilt\u00e0 e scomparire le vecchie, e non sempre la cosa ha presentato solo aspetti negativi, almeno nel lungo periodo (il che significa che quanti hanno vissuto tali trasformazioni, i problemi li hanno vissuti eccome). Sar\u00e0, molto pi\u00f9 semplicemente, la fine dell&#8217;Europa. L&#8217;Europa diventer\u00e0 una espressione geografica: non sar\u00e0 pi\u00f9 un continente specifico, con la sua storia, con le sue tradizioni, con le sue lingue e con il collante della civilt\u00e0 cristiana. Sar\u00e0 un&#8217;altra cosa: un&#8217;appendice dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa, in tutti i sensi.<\/p>\n<p>Una tale eventualit\u00e0 non implica per forza, lo ripetiamo, una apocalisse, ma certamente implica una trasformazione quale, oggi, pochi riescono a immaginare e nessuno possiede gli strumenti per sapere quali costi imporr\u00e0 a noi stessi, e soprattutto ai nostri figli e ai nostri nipoti: costi economici, sociali, morali, spirituali. Forse, per fare un esempio, un medico che si rifiuter\u00e0 di infibulare una ragazzina somala in una struttura ospedaliera pubblica, secondo le richieste della famiglia di lei, si vedr\u00e0 denunciato, processato e condannato, nonch\u00e9 sottoposto a un linciaggio morale per il suo comportamento intollerabilmente eurocentrico e razzista. Forse.<\/p>\n<p>Non amiamo fare i profeti di sventura, n\u00e9 spaventare alcuno, quando ci sarebbe bisogno, semmai, di ragionare con la massima calma e lucidit\u00e0. Ma questi sono i veri termini del problema, piaccia o no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando apparve, nel 1973, per i tipi dell&#8217;editore Laffont di Parigi \u00abIl campo dei santi\u00bb, il romanzo di Jean Raspail &#8211; classe 1925, oggi un arzillo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[133,144],"class_list":["post-26048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-europa","tag-francia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26048\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}