{"id":26047,"date":"2021-04-15T05:18:00","date_gmt":"2021-04-15T05:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/15\/j-guitton-cattivo-maestro-di-mariologia-ecumenica\/"},"modified":"2021-04-15T05:18:00","modified_gmt":"2021-04-15T05:18:00","slug":"j-guitton-cattivo-maestro-di-mariologia-ecumenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/15\/j-guitton-cattivo-maestro-di-mariologia-ecumenica\/","title":{"rendered":"J. Guitton cattivo maestro di mariologia ecumenica"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 smascherato a suo tempo le intenzioni occulte di quel nuovissimo assurdo teologico e religioso che viene pomposamente chiamato <em>mariologia ecumenica<\/em>, una delle tante aberrazioni nate dal deprecabile Concilio Vaticano II (vedi l&#8217;articolo <em>&quot;Mariologia ecumenica&quot;, l&#8217;ultimo cavallo di Troia dei modernisti per decattolicizzare la Chiesa<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/07\/17). Se poi vogliamo risalire al maggiore artefice di questa nuova, mostruosa creatura partorita da quel falso cattolicesimo che \u00e8, in effetti, il neomodernismo conciliare, non tarderemo a individuarlo in quello che negli anni del Concilio e del post-concilio veniva presentato dai mass-media laici e dalla stessa cultura &quot;cattolica&quot; come il massimo filosofo cattolico vivente, insieme a Jacques Maritain: Jean Gutton (Sain-\u00c9tienne, Loira, 18 agosto 1901-Parigi, 21 marzo 1999): il primo osservatore laico invitato ad assistere alle sessioni del Concilio da Giovanni XXIII, che aveva conosciuto personalmente quando questi era nunzio apostolico a Parigi, dal 1944 al 1952; e l&#8217;unico a presenziare sino al termine del Concilio stesso.<\/p>\n<p>\u00c8 una vera tragedia che nel corso di questi decenni si sia affermata l&#8217;erronea convinzione che figure come quella di Jean Guitton, o anche di Jacques Maritain, rappresentino la punta di diamante del pensiero cattolico. Ma \u00e8 la stessa tragedia per cui papi come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono stati santificati (i primi tre, per ora) o comunque elogiati oltre ogni misura (si pensi al <em>papa buono<\/em> per antonomasia, il papa del Concilio; per non parlare dell&#8217;attuale inquilino di Casa Santa Marta, il <em>papa della gente<\/em>) sono stati, nell&#8217;immaginario collettivo, i migliori papi nella storia della Chiesa, mentre la verit\u00e0 \u00e8 che, proprio per aver voluto quel concilio e per aver approvato e portato avanti la sua sciagurata agenda, essi passeranno alla storia, quando la verit\u00e0 finalmente si sar\u00e0 affermata sulle macerie di radicate menzogne, come i peggiori papi in assoluto. Quelli, cio\u00e8, che hanno tradito il mandato di Ges\u00f9 Cristo a san Pietro<em>, pasci le mie pecorelle<\/em>, portando la Chiesa nell&#8217;eresia e nell&#8217;apostasia e, quel che \u00e8 ancor peggio, se possibile, facendolo con arte cos\u00ec insidiosa e con tale consumata malizia da far s\u00ec che le pecorelle ingannate e tradite non se ne rendessero neppure conto.<\/p>\n<p>Per convincersi di quel che abbiamo ora detto basta prendere il libro di Jean Guitton <em>La Vergine Maria<\/em> e leggere, in particolare, il capitolo intitolato <em>La Vergine e l&#8217;ecumenismo<\/em>: le pagine pi\u00f9 balorde, pi\u00f9 sconclusionate, pi\u00f9 eretiche che un filosofo &quot;cattolico&quot; avrebbe potuto dedicare al mistero della Santissima Madre di Dio (titolo originale: <em>La Vierge Marie<\/em>, Aubier, Ed. Montaigne, Parigi, 1949, 1954; traduzione dal francese di Lorenzo Fenoglio, Milano, Rusconi Editore, 1987, pp. 227-229):<\/p>\n<p><em>Vorrei affrontare come ultima la questione dell&#8217;unit\u00e0 della Chiesa. \u00c8 indubitabile che la Vergine eterna sia la prima tra le creature gi\u00e0 in gloria a intercedere perch\u00e9 si realizzi l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani in Cristo. L&#8217;analogia con la maternit\u00e0 \u00e8 eloquente: ogni madre vuole i propri figli uniti e radunati con i legami di un unico amore. \u00c8 perci\u00f2 paradossale che la fede cattolica nella Vergine diventi per molte altre confessioni cristiane un ostacolo alla riunione.<\/em><\/p>\n<p><em>Diciamo che nella Chiesa cattolica lo sviluppo della mariologia, pur legittimo quanto si voglia, avrebbe potuto anche non verificarsi affatto, restando la fede dei cristiani allo stadio virtuale nel quale si trovava nell&#8217;epoca apostolica. Cos\u00ec come d&#8217;altra parte, questa stessa mariologia avrebbe potuto nei secoli assumere forme diverse da quelle che ha rivestito; come differenti avrebbero potuto essere le sfumature del sentimento. Immaginiamo per esempio che gli apostoli si fossero indirizzati verso le Indie e la Cina invece di dirigersi verso l&#8217;Ellade e il mondo romano: in questa evenienza &#8212; o afferma pure dom Pierre-C\u00e9lestin (Lou-Tsen-Ciang) i due millenni che stanno volgendo al termine avrebbero avuto un decorso storico radicalmente diverso.<\/em><\/p>\n<p><em>In questa ipotesi, \u00e8 verosimile che la Vergine non sarebbe stata pensata e, specialmente, sentita nella stessa maniera. Forse sarebbe stata scoperta prima quella &quot;maternit\u00e0 di grazia&quot; sulla quale si riflette oggi; o forse, al contrario, l&#8217;attenzione si sarebbe portata su altri aspetti tuttora inesplorati, quali la collaborazione della Vergine alle operazioni dello Spirito Santo, o il parallelismo tra la Vergine e la Chiesa, o su aspetti di passivit\u00e0 profonda, ai quali pi\u00f9 sensibile l&#8217;animo orientale. Noi siamo colpiti dalla grandezza di Maria; al contrario, si sarebbe potuto scoprire maggiormente la sua umilt\u00e0, il nascondimento nel quale la mantenne Ges\u00f9: ci\u00f2 che sconcerta noi occidentali avrebbe potuto entusiasmare l&#8217;Oriente. Avrebbero potuto essere messi in luce certi lati del suo essere non ancora esplorati, che meglio si accordano con il misticismo orientale consacrandolo e purificandolo: il romanzo di Pearl Buck sulla madre, per esempio, potrebbe esserci di aiuto a scoprire quale sarebbe una analisi del mistero mariano fatta dai cinesi&#8230; Ogni razza pu\u00f2 proiettare su Maria il proprio ideale di femminilit\u00e0. L&#8217;ideale nordico quale ci rivelato dai romanzi di Sigrid Undset certo corrisponde poco all&#8217;ideale che della donna si ha in Estremo Oriente.<\/em><\/p>\n<p><em>E cos\u00ec, pi\u00f9 ci si allontana dal campo dell&#8217;idea pura per entrare in quello degli affetti, maggiori differenze possono emergere nelle raffigurazioni. \u00c8 il sentimento infatti che introduce le difformit\u00e0, le dissomiglianze. Importante \u00e8 sottolineare che lo Spirito avrebbe potuto percorrere una via diversa, pur santificandola nella stessa misura.<\/em><\/p>\n<p><em>Si rivela perci\u00f2 fedele servitore dell&#8217;ecumenismo chi affermi che altre vie, altri aspetti, altri aspetti avrebbero potuto essere ugualmente legittimi e chi immagini, accanto al cattolicesimo quale \u00e8 stato, le altre forme che il cattolicesimo avrebbe potuto assumere.<\/em><\/p>\n<p>Dobbiamo essere grati a Jean Guitton per averci offerto, in uno spazio cos\u00ec breve, un concentrato tanto chiaro ed eloquente di cose&#8217;\u00e8 il modernismo, di come ragionano i modernisti, di come deliberatamente ingannano i fedeli facendo loro credere di essere ancora nell&#8217;ambito del pensiero cattolico, mentre di fatto ne sono lontani mille miglia. Perci\u00f2 noi, con altrettanta chiarezza e puntualit\u00e0, smonteremo il meccanismo di questo falso ecumenismo e di questa falsa mariologia pezzo per pezzo, prendendo in considerazione, una frase dopo l&#8217;altra, ogni singola affermazione di questo paragrafo.<\/p>\n<p><em>Vorrei affrontare come ultima la questione dell&#8217;unit\u00e0 della Chiesa. \u00c8 indubitabile che la Vergine eterna sia la prima tra le creature gi\u00e0 in gloria a intercedere perch\u00e9 si realizzi l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani in Cristo.<\/em><\/p>\n<p>Certo, la Vergine intercede presso suo Figlio affinch\u00e9 si realizzi l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa: su questo non c&#8217;\u00e8 il minimo dubbio. Il punto \u00e8 per\u00f2 se la Vergine, Dio stesso e i cristiani, desiderino un&#8217;unit\u00e0 qualsiasi, raggiunta a prezzo di compromessi (peraltro, dal Vaticano II fino ad oggi, a cedere per compiacere l&#8217;altro sono stati sempre e solo i cattolici, mai i <em>fratelli separati<\/em>), o se la sola unit\u00e0 auspicabile, e che sia veramente il bene per la Chiesa, sia quella che consiste nel riconoscimento della Verit\u00e0: Verit\u00e0 dalla quale i cari <em>fratelli separati<\/em> si sono staccati per una loro scelta ben precisa e non per qualche strano accidente del destino. Ora, non si tratta del puntiglio su chi debba cedere per primo, ma di amore per la Verit\u00e0: se fosse solo una questione di cortesia e di umilt\u00e0, nulla vieterebbe ai cattolici di fare il primo passo. Il fatto \u00e8 che un cattolico non pu\u00f2 fare il generoso con ci\u00f2 che non gli appartiene. La fede in Cristo, cos\u00ec come l&#8217;ha ricevuta dalle Scritture e dalla Tradizione, e mediata dalla Chiesa da Lui stesso fondata, \u00e8 una cosa che non appartiene a un tempo e a un luogo piuttosto che a un altro: \u00e8 la Verit\u00e0 eterna, intangibile, immutabile. Nessuno ha il diritto di svenderne anche solo la millesima parte: <em>iota unum<\/em>. Perci\u00f2 l&#8217;immagine sentimentale e un po&#8217; sdolcinata della Vergine che prega per l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa \u00e8 fuorviante ingannevole: certo che prega, ma perch\u00e9 la Chiesa sia e rimanga unita <em>nella Verit\u00e0<\/em>. A che mai servirebbe essere uniti o ritrovare l&#8217;unit\u00e0, se si \u00e8 fuori dalla Verit\u00e0?<\/p>\n<p><em>L&#8217;analogia con la maternit\u00e0 \u00e8 eloquente: ogni madre vuole i propri figli uniti e radunati con i legami di un unico amore.<\/em><\/p>\n<p>Certo che ogni madre vorrebbe vedere i propri figli uniti e concordi. Ma a qualsiasi prezzo? Ci si conceda una similitudine forse rozza, ma in compenso chiara: se uno dei suoi figli, ad esempio, prendesse una cattiva strada, se si drogasse, se commettesse dei reati, sua madre dovrebbe desiderare con tutte le sue forze che l&#8217;altro figlio, per restare unito al fratello, entri nello stesso giro e faccia le stesse cose?<\/p>\n<p><em>\u00c8 perci\u00f2 paradossale che la fede cattolica nella Vergine diventi per molte altre confessioni cristiane un ostacolo alla riunione.<\/em><\/p>\n<p>No, non \u00e8 paradossale: \u00e8 logico ed \u00e8 anche, nel senso biblico della parola, provvidenziale: cio\u00e8 contribuisce a fare chiarezza sulla Verit\u00e0. Se fosse un paradosso, vorrebbe dire che il culto di Maria \u00e8 un accidente, derivato dal caso o dalle vicissitudini della storia (come infatti, qualche riga pi\u00f9 avanti, dir\u00e0 chiaro e tondo il nostro autore). Ma per un cattolico la Vergine Maria \u00e8 parte integrante ed essenziale del divino disegno di Salvezza: perci\u00f2 \u00e8 ovvio che anche il suo culto abbia un ruolo centrale e non casuale, ma strutturale, nell&#8217;insieme della fede cattolica.<\/p>\n<p><em>Diciamo che nella Chiesa cattolica lo sviluppo della mariologia, pur legittimo quanto si voglia, avrebbe potuto anche non verificarsi affatto, restando la fede dei cristiani allo stadio virtuale nel quale si trovava nell&#8217;epoca apostolica.<\/em><\/p>\n<p>Qui siamo in pieno relativismo e in pieno storicismo, ossia in pieno modernismo: altro che cattolicesimo. Il cattolicesimo \u00e8 il contrario del relativismo, perch\u00e9 crede in una fede certa, e il contrario dello storicismo, perch\u00e9 credere in un Assoluto che, pur essendo incarnato, \u00e8 per sua natura al di fuori e al disopra del Tempo e dello Spazio, eterno e onnisciente. Se lo sviluppo della mariologia avrebbe potuto non verificarsi affatto, o assumere tutt&#8217;altri contorni e tutt&#8217;altra direzione, ci\u00f2 vorrebbe dire che non \u00e8 qualcosa di eterno, di assoluto, di perfetto, che Dio ha predisposto da prima che il mondo fosse. Guitton ragiona in tutto e per tutto da relativista e da storicista, non da credente. Perfino un giudeo, un musulmano o un induista troverebbero repellente il suo modo di ragionare: se le circostanze storiche fossero state diverse, il culto di Yaweh, o di Allah, o di Brahma, sarebbero stati diversi&#8230; ma quando mai? Ah, un&#8217;altra cosa: Guitton non solo ragiona da modernista, ma usa un vocabolario che \u00e8 tipicamente modernista. Quando dice che lo sviluppo della mariologia \u00e8 una cosa <em>legittima<\/em>, adopera un termine che c&#8217;entra poco o niente con il linguaggio religioso. Non \u00e8 questione se il culto mariano sia legittimo o illegittimo: \u00e8 questione se sia vero o falso. La legittimit\u00e0 rimanda a qualcosa che viene creduta e stabilita dagli uomini; la verit\u00e0 \u00e8 qualcosa che viene stabilita da Dio.<\/p>\n<p><em>Cos\u00ec come d&#8217;altra parte, questa stessa mariologia avrebbe potuto nei secoli assumere forme diverse da quelle che ha rivestito; come differenti avrebbero potuto essere le sfumature del sentimento. Immaginiamo per esempio che gli apostoli si fossero indirizzati verso le Indie e la Cina invece di dirigersi verso l&#8217;Ellade e il mondo romano: in questa evenienza &#8212; o afferma pure dom Pierre-C\u00e9lestin (Lou-Tsen-Ciang) i due millenni che stanno volgendo al termine avrebbero avuto un decorso storico radicalmente diverso.<\/em><\/p>\n<p>Il ragionamento di Guitton \u00e8 doppiamente falso. Primo, perch\u00e9 il filosofo che ragiona con i &quot;se&quot; \u00e8 un cattivo filosofo: la vera filosofia \u00e8 ragionare su ci\u00f2 che \u00e8, restando saldamente ancorati alla realt\u00e0. Ma poich\u00e9 Guitton fa qui un discorso di tipo storico, diremo che per lo storico vale, a maggior ragione, lo stesso principio: che lo studio della storia non \u00e8 ipotizzare e almanaccare su quello che avrebbe potuto essere, ma cercar di capire quello che \u00e8 stato. Secondo, gli apostoli non si sono indirizzati solo verso l&#8217;Ellade e il mondo romano, ma anche verso le Indie e la Cina, proprio come ipotizza lui: e questa, da parte sua, \u00e8 pura e semplice ignoranza. Davvero Jean Guitton ignora che la prima diffusione del cristianesimo in India \u00e8 ben anteriore all&#8217;arrivo dei portoghesi, alla fine del XV secolo, e risale direttamente all&#8217;apostolo Tommaso? E davvero ignora che pochi secoli dopo Cristo esisteva in Cina una fiorente comunit\u00e0 cristiana (nestoriana) e che le chiese cristiane, accanto alle moschee, alle sinagoghe e ai templi taoisti e buddisti, sorgevano numerose nella capitale del Gran Khan, Hang-zou, al tempo di Marco Polo? Gli apostoli, seguendo l&#8217;ordine di Ges\u00f9, andarono a predicare il Vangelo in tutto il mondo e presso tutte le genti, sia verso Occidente, che verso Oriente: e se esso \u00e8 fiorito in maniera durevole in Occidente, mentre ha messo solo deboli radici in Oriente, ci\u00f2 non dipende dal fatto che essi trascurarono l&#8217;Oriente, ma dal mistero della divina Provvidenza che cos\u00ec ha voluto, o cos\u00ec ha permesso.<\/p>\n<p><em>In questa ipotesi, \u00e8 verosimile che la Vergine non sarebbe stata pensata e, specialmente, sentita nella stessa maniera. Forse sarebbe stata scoperta prima quella &quot;maternit\u00e0 di grazia&quot; sulla quale si riflette oggi; o forse, al contrario, l&#8217;attenzione si sarebbe portata su altri aspetti tuttora inesplorati, quali la collaborazione della Vergine alle operazioni dello Spirito Santo, o il parallelismo tra la Vergine e la Chiesa, o su aspetti di passivit\u00e0 profonda, ai quali pi\u00f9 sensibile l&#8217;animo orientale.<\/em><\/p>\n<p>Proseguono le speculazioni relativiste e gratuite su quel che avrebbe potuto essere. Peraltro, gli aspetti accennati del culto mariano non sono rimasti affatto inesplorati: anche questa si direbbe una carenza di cognizioni da parte dell&#8217;autore. Ma il vizio di fondo di Guitton \u00e8 un altro: per lui il culto della Vergine \u00e8 il frutto di ci\u00f2 che pensano gli uomini di Lei; non lo sfiora l&#8217;idea che tale impostazione \u00e8 completamente erronea e che tutto, nella Rivelazione e nella Chiesa fondata su di essa, dunque nella verit\u00e0 da essa insegnata, ha la sua origine in Dio. La differenza \u00e8 sostanziale: ci\u00f2 che pensano gli uomini \u00e8 soggettivo; ci\u00f2 che pensa Dio \u00e8 oggettivo. La fede significa cercare l&#8217;oggettivit\u00e0 della Presenza di Dio, non la soggettivit\u00e0 di un dio tutto nostro, fabbricato nella nostra immaginazione. E ci\u00f2 vale ovviamente anche per Maria. Quando rivolgiamo a Lei la nostra preghiera, come facciamo recitando il santo Rosario, non preghiamo una Maria creata dalla nostra mente, ma la Maria reale, oggettiva, vera, assoluta.<\/p>\n<p><em>Noi siamo colpiti dalla grandezza di Maria; al contrario, si sarebbe potuto scoprire maggiormente la sua umilt\u00e0, il nascondimento nel quale la mantenne Ges\u00f9: ci\u00f2 che sconcerta noi occidentali avrebbe potuto entusiasmare l&#8217;Oriente. Avrebbero potuto essere messi in luce certi lati del suo essere non ancora esplorati, che meglio si accordano con il misticismo orientale consacrandolo e purificandolo: il romanzo di Pearl Buck sulla madre, per esempio, potrebbe esserci di aiuto a scoprire quale sarebbe una analisi del mistero mariano fatta dai cinesi&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Chi lo ha detto a Guitton che &quot;noi occidentali&quot; (espressione gi\u00e0 discutibile in se stessa: gli europei non sono occidentali, sono europei e basta; gli americani, semmai, sono occidentali) siamo colpiti dalla grandezza di Maria, e non dalla sua umilt\u00e0? In realt\u00e0, da sempre, i cattolici ammirano la grandezza di Maria che si manifesta attraverso la sua estrema umilt\u00e0, secondo l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9: <em>chi si esalta sar\u00e0 umiliato, ma chi si umilia sar\u00e0 esaltato<\/em>. Ricordiamo, a titolo di esempio, gli stupendi, ineguagliabili versi del sommo Poeta: <em>Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, \/\/ umile e alta pi\u00f9 che creatura, \/\/ termine fisso d&#8217;etterno consiglio<\/em> (<em>Par<\/em> XXXIII, 1-3)&#8230;.<\/p>\n<p><em>Ogni razza pu\u00f2 proiettare su Maria il proprio ideale di femminilit\u00e0. L&#8217;ideale nordico quale ci rivelato dai romanzi di Sigrid Undset certo corrisponde poco all&#8217;ideale che della donna si ha in Estremo Oriente.<\/em><\/p>\n<p>E questo non \u00e8 solo relativismo, \u00e8 anche consumismo. Ciascuno va al supermercato mariano e si porta a casa l&#8217;immagine di Maria che pi\u00f9 gli si addice. Troppo facile, troppo banale. Non \u00e8 il credente che proietta su Maria il propri ideale particolare: se cos\u00ec fosse, si tratterebbe di una strumentalizzazione, e perci\u00f2 di un sacrilegio. Al contrario, \u00e8 Lei che proietta su di noi il raggio della grazia, quando la invochiamo con cuore sincero; non adorandola come fosse Dio, ma venerandola come la Madre di Ges\u00f9 e quindi, in senso non metaforico, come la Madre del Verbo incarnato. Chi la pensa come Guitton, per forza di cose vede Maria come una donna che si adatta, di volta in volta, alla nostra mentalit\u00e0 e al nostro costume. E allora ecco la Maria solo donna e per giunta migrante e meticcia di Bergiglio, e la Maria in bermuda (e perch\u00e9 no in bikini?) del troppo celebrato don Tonino Bello (cfr. il nostro articolo: <em>Don Tonino e la Madonna in bermuda, santo subito!<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 05\/04\/21).<\/p>\n<p><em>E cos\u00ec, pi\u00f9 ci si allontana dal campo dell&#8217;idea pura per entrare in quello degli affetti, maggiori differenze possono emergere nelle raffigurazioni. \u00c8 il sentimento infatti che introduce le difformit\u00e0, le dissomiglianze. Importante \u00e8 sottolineare che lo Spirito avrebbe potuto percorrere una via diversa, pur santificandola nella stessa misura.<\/em><\/p>\n<p>Procedendo con sapiente abilit\u00e0, vale a dire con costante ambiguit\u00e0, Guitton dice che <em>lo Spirito avrebbe potuto percorrere una via diversa, pur santificandola nella stessa misura.<\/em> Ma se Maria \u00e8 parte essenziale e centralissima nel disegno della Redenzione, \u00e8 illogico pensare che Dio avrebbe potuto assegnarle un copione diverso; ed \u00e8 non solo irrispettoso, ma anche alquanto futile e ozioso, mettersi a fantasticare su ruoli alternativi della Madonna, a parit\u00e0 di santificazione. E poi cos&#8217;\u00e8 questa petulanza, questa indiscrezione, questo voler ficcare il naso nei disegni di Dio, per la misera soddisfazione di dire che Dio ha fatto cos\u00ec, ma avrebbe potuto anche fare col\u00e0? Non vi \u00e8 qui forse un residuo di quella superbia intellettuale per la quale gli uomini, non potendo competere con l&#8217;onniscienza di Dio, vogliono almeno prendersi la misera soddisfazione di dire che nessuno potrebbe comprendere quei disegni, non perch\u00e9 sono insondabili, ma perch\u00e9 sono imprevedibili, nel senso tutto umano del termine?<\/p>\n<p><em>Si rivela perci\u00f2 fedele servitore dell&#8217;ecumenismo chi affermi che altre vie, altri aspetti, altre formule avrebbero potuto essere ugualmente legittimi e chi immagini, accanto al cattolicesimo quale \u00e8 stato, le altre forme che il cattolicesimo avrebbe potuto assumere.<\/em><\/p>\n<p>Se non altro, questo \u00e8 chiaro: non \u00e8 il cattolico che deve adeguarsi al magistero e alla Tradizione, accettandoli integralmente, ma \u00e8 chi immagina un &quot;cattolicesimo&quot; diverso da quello che effettivamente si \u00e8 realizzato, che si dimostra un fedele servitore dell&#8217;ecumenismo, ossia la nuova religione sorta dal Concilio Vaticano II, che \u00e8 il modernismo. L&#8217;espressione <em>fedele servitore<\/em> si adopera per designare il seguace della fede, dunque Guitton ammette e dichiara apertamente che l&#8217;ecumenismo \u00e8 un aspetto di una nuova religione, della quale i cattolici, o meglio gli ex cattolici, devono divenire dei fedeli servitori. Non pi\u00f9 fedeli servitori di Cristo, ma fedeli servitori dell&#8217;ecumenismo. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di ulteriori commenti. Qualunque cosa volessimo aggiunge, non sarebbe pi\u00f9 eloquente delle parole dello sesso Jean Guitton,<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 smascherato a suo tempo le intenzioni occulte di quel nuovissimo assurdo teologico e religioso che viene pomposamente chiamato mariologia ecumenica, una delle tante aberrazioni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,216,243,262],"class_list":["post-26047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-santa-vergine","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26047\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}