{"id":26036,"date":"2015-07-28T09:03:00","date_gmt":"2015-07-28T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/jacqueline-vincent-o-delleroismo-coniugale\/"},"modified":"2015-07-28T09:03:00","modified_gmt":"2015-07-28T09:03:00","slug":"jacqueline-vincent-o-delleroismo-coniugale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/jacqueline-vincent-o-delleroismo-coniugale\/","title":{"rendered":"Jacqueline Vincent, o dell&#8217;eroismo coniugale"},"content":{"rendered":"<p>Se si va su E-Bay, si scopre che almeno uno dei suoi oltre venti libri non \u00e8 stato ingoiato, come gli altri e come la sua stessa figura, dal pozzo dell&#8217;oblio, ma \u00e8 ancora reperibile; che ne vennero stampate diverse traduzioni nelle principali lingue europee; e che, in Italia, le Edizioni Paoline ne curarono parecchie edizioni, continuando a riproporle ai lettori fin verso la fine degli anni &#8217;70: poi, in omaggio alle nuove tendenze della spiritualit\u00e0 e della catechesi, nonch\u00e9 del gusto letterario, anche quell&#8217;unico libro venne lasciato cadere.<\/p>\n<p>La scrittrice di cui stiamo discorrendo \u00e8 la francese Jacqueline Vincent, della quale invano si cercherebbero, nella cultura odierna, tracce o ricordi, quasi fosse calato su di lei una tacita consegna del silenzio, quasi che non fosse mai esistita: eppure, nella prima met\u00e0 del Novecento, il suo nome non era affatto sconosciuto, n\u00e9 alla massa dei lettori, n\u00e9 alle giurie dei premi letterari: aveva pubblicato la bellezza di ventiquattro libri, sia per bambini che per adulti, pi\u00f9 una voluminosa, sofferta e commovente autobiografia spirituale; e aveva anche vinto il prestigioso Premio della Rosa, entrando, cos\u00ec, di diretto, nei quartieri nobili della cultura francese.<\/p>\n<p>L&#8217;autobiografia, intitolata \u00abLibro dell&#8217;amore\u00bb (sottotitolo: \u00abDella fedelt\u00e0 coniugale\u00bb) \u00e8 una lettura che avrebbe ancora qualcosa da dire, crediamo, agli smaliziati lettori del terzo millennio, compresi gli smaliziati cattolici &quot;progressisti&quot; (e &quot;progrediti&quot;) i quali, di certo, non lo leggerebbero con la devota ammirazione dei loro correligionari di due, tre o quattro generazioni fa, ma che, nondimeno, potrebbero trovare, in questa donna semplice dal cuore nobile e nella sua vicenda esemplare, degli spunti di riflessione non certo insignificanti, anche e specialmente nelle difficolt\u00e0 familiari e nelle incomprensioni coniugali.<\/p>\n<p>In breve, si tratta di questo: la vita di Jacqueline Vincent, sposa per amore di un uomo arido ed egoista, impossibilitata ad avere figli e dunque frustrata nel suo profondo desiderio di maternit\u00e0, insomma delusa e respinta in se stessa su tutta la linea, sia come moglie innamorata, sia come madre mancata, fu, dal punto di vista degli affetti familiari, qualche cosa di molto simile all&#8217;inferno; eppure ella rifiut\u00f2 sempre di prendere in considerazione la soluzione che molte altre avrebbero scelto al suo posto, e che oggi, per difficolt\u00e0 immensamente minori, tanto spesso decidono di prendere: rimase, cio\u00e8, eroicamente, al suo posto, sino alla fine, sino alla malattia terminale, dolorosa, prolungata, del marito, seguitando ad offrirgli il proprio amore, senza cedere alla tentazione del rancore, con umilt\u00e0 e dedizione assolute, come un giardiniere che continua ad innaffiare, a curare e a concimare il proprio giardino, anche se tutte le sue cure sembrano vane e anche se nemmeno una pianta sembra trarne il bench\u00e9 minino giovamento, ma tutte presentano lo stesso desolato aspetto di malattia e morte.<\/p>\n<p>La vita di Jacqueline Vincent, esteriormente cos\u00ec desolata, cos\u00ec squallidamente tradita nelle sue pi\u00f9 belle speranze e nella sua generosa disponibilit\u00e0 all&#8217;amore, tutta intessuta di spirito di sacrificio, di abnegazione, di annullamento di s\u00e9, di dedizione e colui che non la meritava, che non la capiva, che non lo ricambiava, e che la fece soffrire per anni ed anni con la sua brutalit\u00e0 e la sua insensibilit\u00e0, \u00e8 stata l&#8217;esatta antitesi della filosofia di vita oggi divenuta corrente, non solo &#8212; come dicevamo &#8212; fra le persone prive di spiritualit\u00e0 e di senso religioso, ma anche fra molti cosiddetti credenti e cosiddetti praticanti: non fu, pertanto, solo un monumento alla fedelt\u00e0 coniugale, ma anche &#8212; possiamo affermarlo senza tema di esagerare &#8211; un monumento all&#8217;eroismo coniugale.<\/p>\n<p>La mentalit\u00e0 moderna, figlia di Nietzsche e di Freud, si fa beffe di un tale eroismo: nega che sia stato eroismo, scorge in esso la mala pianta del rancore dissimulato, il rancore dei deboli che non osano ribellarsi; oppure sostiene che un amore cos\u00ec grande si spiega solo come la volont\u00e0 di imporsi una maschera, la maschera del super-io, per nascondere i propri impulsi inconfessabili: di odio e di desiderio di vendetta. Insomma la mentalit\u00e0 moderna non crede che si possa amare cos\u00ec tanto, che ci si possa sacrificare fino a quel punto: e non ci crede perch\u00e9 nessuno, o pochissimi, ne sarebbero oggi capaci; pertanto \u00e8 pi\u00f9 facile dichiarare che una cosa non esiste, che \u00e8 falsit\u00e0, ipocrisia, dissimulazione, piuttosto che riconoscere che di vera forza d&#8217;animo si tratta, ma una forza che solo virt\u00f9 eroiche permettono di trovare, e che ha la sua sorgente non nelle risorse dell&#8217;individuo, ma in quell&#8217;Amore al quale si pu\u00f2 attingere quando si \u00e8 arrivati allo stremo, e dal quale si pu\u00f2 ricevere sostegno e conforto, se si \u00e8 abbastanza umili da chiederlo.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una sintesi della vita di Jacqueline Vincent, cos\u00ec come \u00e8 narrata da un Autore anonimo in una pubblicazione periodica non commerciabile, d&#8217;ispirazione cattolica (\u00abIn Ascolto. Messalino GAM\u00bb, Calvi, Benevento, settembre 2014, pp. 2-6):<\/p>\n<p>\u00abIl 17 dicembre 1954 moriva una scrittrice francese, Jacqueline Vincent. Uno slogan potente domin\u00f2 tutta la sua vita: &quot;Qualunque cosa mi capiti, tutto \u00e8 degno di amore, perch\u00e9 Dio \u00e8 Padre&quot;.A vent&#8217;anni si era sposta, ma aveva scoperto in suo marito un carattere impossibile; era un uomo che si presentava fisicamente attraente, ma aveva un cuore di ghiaccio. Per 24 anni, fino alla morte del marito, il quadro della sua vita matrimoniale fu sconvolgente: fu la compagna fedele e dedita di un alcolizzato violento, fu vittima della sua brutalit\u00e0, frustrata in tutti i pi\u00f9 legittimi desideri, ridotta al rango di serva e di bestia. L&#8217;unico rifugio era Dio; ma spesso egli taceva e lei si ritrovava in una solitudine rabbrividente. Col matrimonio aveva contratto una malattia contagiosa che le fece decidere di non avere figli, lei che era partita con l&#8217;idea di averne dodici, ed era tutta maternit\u00e0. Allo scoppio della prima guerra mondiale, mentre cercava di dedicare qualche tempo della sua giornata alla cura dei feriti, incontra Pierino, un bimbo abbandonato di pochi anni. Lo tiene con s\u00e9. Pochi anni dopo, Pierino muore di meningite. Quel bimbo era l&#8217;unico raggio di sole nella sua squallida esistenza. Il marito muore e allora il suo sogno di giovent\u00f9 riaffiora: andare in convento, diventare claustrale. Viene rifiutata perch\u00e9 ha una salute delicatissima, non ce la fa. Il suo direttore spirituale le dice: &quot;Jacqueline, il tuo chiostro sar\u00e0 il tuo cuore, come la Madonna&quot;. Veste l&#8217;abito di terziaria carmelitana e si mette a scrivere. Scrive 24 libri per fanciulli, adolescenti e adulti, con una finezza e uno stile fresco e incisivo. Il tema dominante \u00e8 l&#8217;amore che nel crogiuolo ci purifica con la sofferenza. Suo marito le aveva spesso detto quando si scagliava contro di lei: &quot;Ma perch\u00e9 i tuoi occhi sono cos\u00ec luminosi?&quot; Nel &#8217;49 riceve l&#8217;onorificenza della Rosa, un premio letterario ambitissimo. Ne \u00e8 felice, ma la sera stessa lei sente che cala la tela. La festa della Risa assume il valore di una sepoltura solenne. Poco prima di morire scrisse: &quot;La mia solitudine \u00e8 totale&quot;<\/p>\n<p>Descrive nella sua autobiografia in maniera traumatizzante la fine di suo marito. Dio \u00e8 Padre, anche nei momenti di massimo silenzio. &quot;Ecco &#8212; annota &#8211; , muovo a fatica quel suo corpo magro; occorre far presto. Il moribondo si lamenta. Non sei contenta che ti curi?&quot; gli dico.<\/p>\n<p>&quot;Oh, no! &#8212; replica lui &#8212; sarei molto pi\u00f9 contento se lo facesse un&#8217;estranea, un&#8217;0infermiera a pagamento; almeno non dovrei gratitudine e riconoscenza a nessuno.&quot;<\/p>\n<p>Nella cucina piena di medicinali e di bende medito sul da farsi. Gli dico:; &quot;Sei veramente rassegnato?&quot;. E lui con tutta sincerit\u00e0 mi risponde: &quot;A dire la verit\u00e0, mi secca proprio di morire; ma in definitiva, poich\u00e9 \u00e8 inevitabile, mi metterai accanto al piccino, a Pierino&quot;.<\/p>\n<p>Io rispondo: &quot;Essere sepolto accanto al piccino? Credi forse che si tratti semplicemente di mettere sottoterra l&#8217;una accanto all&#8217;altra due spoglie mortali? Credi forse che tutto si riduca a porre due croci cos\u00ec vivine da toccarsi o quasi? Credi forse che significhi dormire sotto la stessa aiuola di fiori? Essere sepolto accanto al piccino, vuol dire ritrovare l&#8217;innocenza di un angelo, poich\u00e9 Pierino era veramente un angelo che sfior\u00f2 appena questa terra dove gli uomini si macchiano di tante brutture. \u00c8 per\u00f2 sempre possibile avvicinarsi agli angeli&quot;. E qui gli suggerisco un invito di conversione, di confessione.<\/p>\n<p>&quot;Potrai allora riposare accanto ad un bimbo, ma non dipende da ,e, dipende da te, soltanto da te, se tu lo volessi sarebbe una cosa cos\u00ec bella e cos\u00ec sublime, sentiresti una tale pace. Non oso dirti quale consolazione sarebbe per me., poich\u00e9 io per te non rappresento nulla. I miei 24 anni di vita matrimoniale non sono stati che un ininterrotto desiderio del tuo ritorno a Dio. Con quanta tenerezza, ne sono certa, Pierino si chinerebbe su di te&quot;. &quot;Se insisti, mi rispose, ci\u00f2 non avverr\u00e0 mai. Se tu invece non mi chiedi nulla, lo far\u00f2 quando sar\u00e0 giunta la mia ora&quot;. Dinanzi a questo rifiuto sono stata costretta a mandar via il sacerdote al quale avevo fatto chiedere di venire. Poi improvvisamente mio marito muore senza una parola. Accarezzavo il suo volto, appena morto, contratto da una orribile smorfia, cercando con le mie carezze di distendere i lineamenti e mi sentivo sprofondare in un abisso senza fondo. Gli dicevo: T&#8217;ho fatto dono del fiore dei miei vent&#8217;anni, era fra le mie mani candide come un bocciolo di rosa che stesse per schiudersi, te l&#8217;offrivo con tutta la sincerit\u00e0 e tutta l&#8217;innocenza dell&#8217;anima mia; ti portavo non soltanto la verginit\u00e0 del mio corpo, ma quella del mio cuore e della mia anima ed era tale il desiderio di farti felice da soffocare il pensiero della mia stessa felicit\u00e0. Povero caro, se almeno questo ripiegarmi dolorosamente su me stessa m&#8217;avesse consentito di vederti pienamente contento, il mio dolore sarebbe quasi scomparso. Ma tu amavi la terra e la vita e, se anche t&#8217;ho nascosto la mia ripugnanza, ho sempre cercato di farti volgere lo sguardo verso altri orizzonti. Tu invece ti compiacevi del mio disgusto, povero caro. Io mi preoccupavo perch\u00e9 non mancasse nulla ad ogni animale che vivesse sotto il nostro tetto, mi preoccupavo perch\u00e9 non mancasse a ogni pianta della mia casa la sua goccia di acqua fresca; soltanto tu non hai sentito e hai voluto ignorare quale dono meraviglioso e assoluto io ti facessi di tutta me stessa. Tu non vedevi che il tuo piacere, io mi donavo all&#8217;infinito. Tu riducevi tutto all&#8217;attimo presente; io conferivo a ci\u00f2 che era fuggevole un contenuto splendidamente eterno.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Dio \u00e8 Padre e qualsiasi cosa mi capiti, tutto \u00e8 degno di amore&quot;, aveva scritto Jacqueline nel suo diario. Voleva imitare la Madonna ed essere, come lei, tutta abbandonata alla Provvidenza del Padre.\u00bb<\/p>\n<p>Vi sono spose (e, naturalmente, mariti) che alla prima incomprensione, alla prima difficolt\u00e0, decidono di rompere il vincolo del matrimonio, in nome della propria libert\u00e0 e del proprio diritto alla felicit\u00e0; vi sono donne &#8212; poich\u00e9 oggi quasi non ci si sposa pi\u00f9 &#8212; che, pur vivendo insieme a un uomo, senza vincoli, n\u00e9 legali, n\u00e9 religiosi, non esitano ad abbandonarlo se si accorgono che egli non \u00e8 quale se l&#8217;erano figurato, se vedono che le loro aspettative son rimaste deluse. La presenza eventuale di figli non \u00e8 sufficiente a trattenerle, anzi, spesso diviene un alibi morale e psicologico per affrettare la separazione: lo fanno per il bene dei piccoli, per la loro serenit\u00e0. Ma questo \u00e8 vero in un numero relativamente piccolo di casi. Molto pi\u00f9 spesso, il trauma della separazione dei genitori \u00e8, per i bambini, molto pi\u00f9 doloroso di alcune incomprensioni ed asprezze in famiglie, specie se queste vengono controbilanciate da uno sforzo costante e sincero di ristabilire il dialogo, di tenere aperta la fiducia nell&#8217;altro. Tutto, anche la vita coniugale, sembra ormai fondato su una concezione rigidamente, avaramente contrattualistica: tanto ho dato, almeno altrettanto mi spetta di ricevere; si \u00e8 smarrita l&#8217;idea della gratuit\u00e0 del dono, dell&#8217;offerta d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Non si vuol dire, con questo, che una donna (o un uomo, ovviamente) deve sopportare all&#8217;infinito i maltrattamenti, le umiliazioni, le offese; le virt\u00f9 di Jacqueline Vincent erano, evidentemente, eroiche, cio\u00e8 assolutamente fuori della norma: ma non \u00e8 proprio questa l&#8217;essenza dell&#8217;amore vero, il saper donare senza misura, disinteressatamente, senza nulla chiedere in cambio? E chi pu\u00f2 dire che quelle umiliazioni, quelle sofferenze, vissute con spirito religioso e trasformate in una quotidiana offerta d&#8217;amore, siano rimaste senza frutto? Probabilmente, se si fosse rivolta a un sacerdote, a suo vescovo, una donna come la Vincent avrebbe potuto ottenere l&#8217;annullamento del matrimonio e rifarsi una vit. Ma ella sentiva che ci\u00f2 non sarebbe stato giusto: l&#8217;impegno che aveva preso non era solo di tipo formale; era sostanziale: era una promessa di condivisione totale, nella buona e nella cattiva sorte. E una promessa \u00e8 una cosa seria, sempre, terribilmente seria: specie se \u00e8 stata presa al cospetto di Dio.<\/p>\n<p>Il suo sacrificio fu reso ancor pi\u00f9 sublime dalla rinuncia alla maternit\u00e0, cui tanto ella si sentiva chiamata, perch\u00e9 non volle esporre alle conseguenze della sifilide le creature incolpevoli che sarebbero nate, dopo che lei stessa era stata contagiata dall&#8217;indegno marito. Aveva adottato, in tempo di guerra, un piccolo orfano: il Signore si era preso anche lui. Era rimasta totalmente sola, come un&#8217;anima smarrita in mezzo al deserto pi\u00f9 arido e bruciante.<\/p>\n<p>Eppure, non perse mai la tenerezza. Non si fece forte dei suoi meriti neppure quando il marito, malato e moribondo, era ormai totalmente inerme, affidato alle sue cure. Non lo lasci\u00f2 mai solo; lo assist\u00e9 e lo cur\u00f2 come avrebbe fatto un bimbo, quel bimbo che non aveva mai avuto; fece di tutto, ma senza diventare invadente, per ricondurre i suoi sentimenti e i suoi pensieri sulla via del pentimento e della riconciliazione con se stesso e con Dio. Chi pu\u00f2 dire che non vi sia riuscita? \u00c8 Quello della conversione \u00e8 un immenso mistero, davanti al quale noi siamo troppo piccoli; il Vangelo ci ricorda che a Dio tutto \u00e8 possibile; e Dante, nel terzo canto del \u00abPurgatorio\u00bb, ci ammonisce che il pentimento \u00e8 possibile fino all&#8217;ultimo istante di vita, e che Dio, che \u00e8 Padre, aspetta fino a quell&#8217;ultimo istante per accogliere un&#8217;anima nelle sue braccia pietose.<\/p>\n<p>Le persone come Jacqueline Vincent sono gli umili, silenziosi operai ella vigna, la cui forza tenace ed eroica sorregge il mondo intero, lo preserva e lo incoraggia nei momenti pi\u00f9 bui, quando l&#8217;egoismo, la superbia, l&#8217;avarizia sembrano impadronirsi completamente del cuore umano e pare che non vi sia possibilit\u00e0 di redenzione e di salvezza per alcuno. Sono come dei fari luminosi che brillano nel buio, indicando la strada ai naviganti che rischiano di fare naufragio sulle scogliere della costa. A prezzo di sacrifici inenarrabili.<\/p>\n<p>Ci riescono, perch\u00e9 non sono sole: hanno compreso il grande segreto e si sono aperte all&#8217;azione della Grazia, facendosi docili strumenti dell&#8217;Amore infinito, che bussa al cuore di ogni singolo uomo e di ogni singola donna. Solo cos\u00ec si spiega la domanda, tra incredulo e confuso, che il marito di Jacqueline le rivolgeva, proprio mentre si avventava su di lei per maltrattarla, per batterla: \u00abMa perch\u00e9 i tuoi occhi sono cos\u00ec luminosi?\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: perch\u00e9? Da dove le veniva quella luce, sempre, incredibilmente, perfino in quelle drammatiche circostanze?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si va su E-Bay, si scopre che almeno uno dei suoi oltre venti libri non \u00e8 stato ingoiato, come gli altri e come la sua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[136],"class_list":["post-26036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-famiglia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}