{"id":26028,"date":"2017-04-25T08:48:00","date_gmt":"2017-04-25T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/25\/ivan-e-il-diavolo-lo-specchio-delluomo-moderno\/"},"modified":"2017-04-25T08:48:00","modified_gmt":"2017-04-25T08:48:00","slug":"ivan-e-il-diavolo-lo-specchio-delluomo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/25\/ivan-e-il-diavolo-lo-specchio-delluomo-moderno\/","title":{"rendered":"Iv\u00e0n e il diavolo: lo specchio dell&#8217;uomo moderno"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8, ne <em>I fratelli Karamazov<\/em> &#8211; una delle maggiori opere letterarie del XIX secolo, e di tutta la letteratura mondiale &#8211; un episodio in cui entra in scena, anche se per poche pagine, colui che \u00e8 senza dubbio il protagonista pi\u00f9 ignorato e misconosciuto della storia umana, e in particolare della storia moderna: l&#8217;antico Avversario, colui che sin dall&#8217;alba della vicenda umana si \u00e8 adoperato, e non cessa di adoperarsi, anzi, raddoppia viepi\u00f9 gli sforzi, per allontanare l&#8217;uomo da Dio, e, con ci\u00f2, per sradicare l&#8217;uomo anche da se stesso, dalla propria umanit\u00e0, spingendolo, cos\u00ec, verso l&#8217;abisso tenebroso della pazzia e dell&#8217;autodistruzione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il fatto che sia quasi il solo episodio in cui appare il diavolo fra le opere moderne &#8212; a parte la narrativa di genere gotico e fantastico, e a parte la poesia, specialmente romantica, in cui egli compare nelle vesti di bel Tenebroso, sulla scia dell&#8217;Angelo Caduto di Milton &#8212; fa profondamente riflettere. Tolto il <em>Faust<\/em> di Goethe e <em>Il Maestro e Margherita<\/em> di Bulgakov, fra la met\u00e0 del XIX e la met\u00e0 del XX secolo sono ben poche le opere in cui egli si manifesta. E la cosa singolare \u00e8 che sono proprio gli scrittori cristiani i pi\u00f9 restii a parlarne, quasi temessero il dileggio altrui, mentre non lo teme un Baudelaire, quando afferma che la pi\u00f9 grande vittoria del diavolo \u00e8 quella di essere creduto inesistente. Nemmeno una parola su di lui, per esempio, ne <em>I promessi sposi<\/em> di Alessandro Manzoni, l&#8217;<em>epos<\/em> del romanzo cattolico moderno: come mai? Forse l&#8217;illuminista Manzoni, il liberale Manzoni, temeva di evocare i fantasmi del Medioevo o i processi agli untori, da lui giustamente criticati? Anche Tolstoj, anche Chesterton, anche Graham Greene sono restii a parlarne; preferiscono lasciare il campo ai massoni anticristiani come Carducci, che ne parla per esaltarlo come la personificazione del Progresso. Dostoevskij, dunque, \u00e8 uno dei pochissimi scrittori cristiani che non teme di tirare il diavolo per la coda: non teme di attirare sui di s\u00e9 il biasimo, l&#8217;ironia, il ridicolo, i sorrisetti di sufficienza degli intellettuali, primi fra tutti quelli sedicenti cristiani: ma, beninteso, cristiani al passo con il mondo moderno e con le idee moderne. Per non parlare dei teologi modernisti: quando mai hanno parlato del diavolo? E quando mai ne hanno parlato gli scrittori cattolici di tendenza modernista, come Antonio Fogazzaro, che pure non si perita di parlare di reincarnazione, spiriti e ossessioni spiritiste?<\/p>\n<p>In secondo luogo, il diavolo di Dostoevskij rinuncia alle corna e all&#8217;odore di zolfo, si veste in maniera decente e borghese, assume i toni compiti dell&#8217;uomo di mondo, e sia pure del parassita di professione: una figura sociale abbastanza caratteristica della Russia di fine Ottocento, dove molti nobili e proprietari terrieri tenevano alla loro tavola una o pi\u00f9 di codeste figure di commensali a sbafo, di ospiti fissi, quasi di cortigiani, cos\u00ec, per passatempo, per ammazzare la noia delle lunghe serate in campagna, specialmente d&#8217;inverno, quando mancavano le altre distrazioni &#8212; la caccia, i giochi di societ\u00e0 all&#8217;aperto. Poteva essere un parente povero, o un giovane studente, o un attempato pseudo intellettuale con un grande avvenire dietro le spalle; comunque era presente quasi ovunque, ravvivava la conversazione, metteva a giorno le signore sulle ultime novit\u00e0 della moda di Parigi, scherzava, teneva allegri gli altri, facendo un po&#8217; il buffone; ed era sempre disponibile per completare il tavolo di una partita a carte. Per i possidenti russi afflitti dal male nazionale della <em>chandr\u00e0<\/em> (quel misto di noia e di accidia cos\u00ec ben descritto da Pu\u0161kin, e ribattezzato da Gon\u010darov <em>oblomovismo<\/em>) era quasi una necessit\u00e0 vitale disporre d&#8217;un tale parassita. Ed ecco il lampo di genio di Dostoevskij: l&#8217;uomo moderno, rimasto orfano di Dio, si annoia mortalmente, ha bisogno di diversivi: e chi pi\u00f9 idoneo a riempire il vuoto, dell&#8217;antico Avversario, il camaleonte dai mille volti, che sa intrufolarsi cos\u00ec bene nelle case in preda alla noia e alla malinconia? Pi\u00f9 che un nemico aggressivo e minaccioso, il diavolo si presenta all&#8217;uomo moderno in vesti dimesse, quotidiane, e si offre come un ospite venuto a fugare la noia, a tenere un po&#8217; di briosa compagnia: un ospite a volte un po&#8217; seccante, ma , tutto sommato, del quale non si saprebbe fare a meno.<\/p>\n<p><em>Parassita. S\u00ec, \u00e8 proprio la mia parte. Che cosa sono io sulla terra se non un parassita?<\/em>, dice il diavolo ad Iv\u00e0n; ad Iv\u00e0n che, inconsapevolmente, lo ha evocato, con la sua filosofia incentrata sul concetto che, <em>se Dio non esiste, allora tutto \u00e8 permesso<\/em>. L&#8217;uomo moderno, avendo creato il vuoto intorno a s\u00e9, e, soprattutto, dentro di s\u00e9, si messo nelle condizioni di essere parassitato da qualcosa, da qualcuno: ha socchiuso tutta una serie di porte che avrebbero dovuto rimanere chiuse e ben custodite. Lo spiritismo, per esempio. Dostoevskij ne parla, o meglio, ne fa parlare al diavolo, con lapidaria chiarezza: gli spiritisti credono di aver raggiunto, evocando i morti, le prove &quot;materiali&quot; della vita dopo la morte: ma sono solo dei poveri zimbelli nelle mani del diavolo. \u00c8 il diavolo che parla con loro, li circuisce, li illude: essi credono di parlare con i loro cari defunti, e invece si sono messi in comunicazione con l&#8217;inferno. \u00c8 la pena del contrappasso per una civilt\u00e0 che non crede pi\u00f9 se non a quello che vede, o che crede di vedere, accecata com&#8217;\u00e8 dai suoi pregiudizi scientisti; che pretende le prove scientifiche dell&#8217;esistenza di Dio e dell&#8217;aldil\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8Ed ecco l0inizio dell&#8217;episodio in cui Iv\u00e0n Karamazov, alla vigilia della deposizione decisiva che intende fare al processo del suo fratellastro Dimitrij &#8211; quando riveler\u00e0 davanti alla corte la responsabilit\u00e0 materiale di Smerdjakov nell&#8217;assassinio del padre, e se ne assumer\u00e0, se necessario, la paternit\u00e0 morale, per quanto involontaria e inconsapevole &#8211; ha un faccia a faccia con il diavolo, in casa sua, mentre \u00e8 in preda alla febbre cerebrale.<\/p>\n<p>Ne riportiamo un passaggio centrale (F\u00ebdor Dostoevskij, <em>I fratelli Karamazov<\/em>, Pare quarta, Libro XI, cap. 11; traduzione di Giacinta Dominicis Jorio, Edizioni San Paolo, 1995, pp. 1003-1007):<\/p>\n<p><em>Iv\u00e0n Fedorovic taceva accigliato, non parlava e non voleva essere il primo a iniziare un discorso. L&#8217;ospite aspettava precisamente come un buon parassita che, sceso appena dalla camera assegnatagli per prendere il t\u00e8 in compagnia del padrone di casa, se ne sta zitto e quieto nel vedere quest&#8217;ultimo assorto e accigliato, sempre pronto per\u00f2 a qualsiasi cortese conversazione, non appena l&#8217;altro dimostri di voler iniziare. Il suo viso, a un tratto, espresse una improvvisa inquietudine.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ascolta&quot;, incominc\u00f2, rivolgendosi a Iv\u00e0n Fedorovic, &quot;e scusami, ma lo dico solo per ricordartelo: tu sei andato da Smerdjakov per informarti sul conto di Katerina Ivanovna, ma sei venuto via senza saper nulla. Certo te ne sei dimenticato&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ah, s\u00ec&quot;, esclam\u00f2 di scatto Iv\u00e0n e il suo viso si abbui\u00f2; &quot;s\u00ec, me ne sono dimenticato. Del resto, ormai non importa, tutto rimandato a domani&quot;, mormor\u00f2 tra s\u00e9. &quot;Tu, per\u00f2&#8230; &quot;e si rivolse all&#8217;ospite in tono irritato &quot;questa cosa me la devo essere ricordata proprio poco fa; per questo mi sentivo oppresso e agitato. Pensi che, siccome sei saltato su a dirmelo tu dovr\u00f2 credere che sei stato tu a suggerirmelo, e non io a ricordarmelo?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E tu non crederlo!&quot;, rispose quel signore con un affabile sorriso. &quot;Che importanza ha la fede ottenuta per forza? E poi, in fatto di fede, non ci sono prove che servano, specie quelle materiali. Tommaso credette non perch\u00e9 aveva visto Cristo risorto, ma perch\u00e9 gi\u00e0 prima desiderava credere. Cos\u00ec, per esempio, gli spiritisti&#8230; A me piacciono molitissimo&#8230; Figurati che credono di servire la fede perch\u00e9 i diavoli mostrano loro le corna dell&#8217;altro mondo. \u00c8 gi\u00e0 una prova materiale che esiste un altro mondo&quot;, dicono. L&#8217;altro mondo e le prove materiali, ah, che gente! Infine, anche se p provata l&#8217;esistenza del diavolo, \u00e8 forse certo che sia provata quella di Dio? Io voglio iscrivermi a una societ\u00e0 di idealisti e poi far loro opposizione: Sono realista, dir\u00f2, non materialista, ah, ah!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ascolta&quot; e Iv\u00e0n Fedorovic si alz\u00f2 di colpo, allontanandosi dalla tavola &#8212; mi sembra di avere il delirio&#8230; s\u00ec, certo ho il delirio&#8230; Puoi raccontarmi quante storie vuoi, non me ne importa niente! Tu non mi porterai all&#8217;esasperazione come la volta scorsa. Provo solo vergogna&#8230; non so di che cosa&#8230; Voglio passeggiare per la stanza&#8230; In qualche momento non ti vedo e non odo neppure la tua voce, ma indovino sempre quello che stai blaterando perch\u00e9 SONO IO STESSO CHE PARLO, E NON TU! Non so per\u00f2 se l&#8217;ultima volta dormivo o se ti ho veduto da sveglio. Ecco, ora inzuppo di acqua fredda un asciugamano e me lo applico sulla testa, e forse tu sparirai&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Iv\u00e0n Fedorovic and\u00f2 in un angolo, prese un asciugamano, fece quello che aveva detto e poi, con il panno agnato sul capo, cominci\u00f2 ad andare avanti e indietro per la stanza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Mi fa piacere che ci siamo dati subito del tu&quot;, ricominci\u00f2 l&#8217;ospite.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Imbecille!&quot; scoppi\u00f2 a ridere Iv\u00e0n; &quot;vuoi forse che ti dia del voi? Ora sono di buon umore, mi dolgono solo le tempie&#8230; e la sommit\u00e0 del capo&#8230; Ti prego, per\u00f2, di non ricominciare a filosofeggiare come l&#8217;altra volta. Se proprio non puoi alzare i tacchi, inventa almeno qualcosa di allegro. Spettegola, da quel parassita che sei, spettegola pure! \u00c8 un bell&#8217;incubo che incomincia! Ma io non ti temo. Sar\u00f2 pi\u00f9 forte di te. Non mi porteranno al manicomio!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;C&#8217;est charmant, parassita. S\u00ec, \u00e8 proprio la mia parte. Che cosa sono io sulla terra se non un parassita? A proposito, io ti ascolto e sono un po&#8217; sorpreso: in verit\u00e0 sembra che a poco a poco tu cominci a considerarmi qualcosa di reale e non solo una tua fantasia, come insistevi l&#8217;atra volta..&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nemmeno per un attimo ti considero una realt\u00e0&quot; grid\u00f2 Iv\u00e0n, addirittura rabbioso. &quot;Tu sei una menzogna, sei la mia malattia, sei un fantasma. Per\u00f2 non so come distruggerti, e capisco che per un po&#8217; di tempo dovr\u00f2 soffrire. Tu sei una mia allucinazione. Sei un&#8217;incarnazione di me stesso, ma solo di una parte di me&#8230; dei miei pensieri, e sentimenti, ma di quelli pi\u00f9 vili e pi\u00f9 stupidi. Da questo lato potresti persino riuscire a interessarmi, se avessi del tempo da perdere con te&#8230;&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Permetti, permetti, io ti smentir\u00f2: poco fa, accanto al lampione, ti sei slanciato su Al\u00ebsa gridandogli: L&#8217;hai saputo DA LUI! Come mai hai saputo che EGLI viene a trovarmi? Alludevi certamente a me. Per un brevissimo istante hai dunque creduto che io esista davvero&quot; e il signore rise con garbo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec, \u00e8 stata una debolezza della natura&#8230; ma non era possibile che ci credessi. Io non so se l&#8217;altra volta dormivo o camminavo. Forse ti ho visto solo in sogno, non da sveglio&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma perch\u00e9 poco fa sei stato cos\u00ec duro con Al\u00ebsa? \u00c8 un ragazzo, e io ho dei torti verso di lui per via dello starec Zosima&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non parlare di Al\u00ebsa! Come osi, lacch\u00e9?&quot; e Iv\u00e0n rise di nuovo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Mi insulti, ma ridi anche tu: buon segno. Del resto, oggi sei molto pi\u00f9 gentile verso di meche la volta scorsa, e io ne capisco il motivo: \u00e8 a causa di una rande decisione&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non parlare della mia decisione!&quot; grid\u00f2 Iv\u00e0n furioso.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Capisco, capisco, c&#8217;est noble, c&#8217;est charmant, domani vai a difendere tuo fratello e a sacrificarti&#8230; c&#8217;est chevaleresque!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Taci, o ti piglio a calci!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Da un lato sarei contento, perch\u00e9 allora avrei raggiunto il mio scopo: se mi pigli a calci vuol dire che credi nella mia realt\u00e0., perch\u00e9 i fantasmi non si possono prendere a pedate. Scherzi a parte, per me fa lo stesso.: insultami pure, se vuoi, per\u00f2 faresti meglio a essere un pochino pi\u00f9 cortese anche con me. Imbecille, lacch\u00e9,&#8230; che razza di parole!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Insultando te, insulto me stesso!&quot; e Iv\u00e0n rise di nuovo. &quot;Tu sei me, me stesso, ma con un altro muso. Tu dici le stesse cose che io penso&#8230; e non sai dirmi nulla di nuovo!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Se i miei pensieri concordano con i tuoi, la cosa mi fa soltanto onore&quot; disse il signore, con delicatezza e dignit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per\u00f2 tu scegli i miei pensieri peggiori e, soprattutto, i pi\u00f9 sciocchi. Sei stupido e volgare. Sei terribilmente stupido! Non ti sopporto! Che posso fare? Che posso fare? &quot; e Iv\u00e0n strinse i denti.<\/em><\/p>\n<p>Riassumendo. L&#8217;uomo moderno si annoia, ha un incolmabile vuoto interiore: e il diavolo si offre di riempirlo. Si avvicina in veste di parassita, quasi di amico; gli offre i suoi servigi per combattere la noia. \u00c8 seducente, dialettico, astuto, ma senza strafare. Sa che basta gettare una piccola esca perch\u00e9 l&#8217;uomo abbocchi. Inoltre, \u00e8 talmente abile che preferisce restare in bilico fra realt\u00e0 e fantasia: non vuol provare all&#8217;uomo la sua esistenza; questi potrebbe avere degli scrupoli di coscienza a intrattenersi con lui. Si tiene nella zona grigia; adotta, come si dice, un basso profilo: tutti gli indizi della sua presenza, della sua opera, potrebbero trovare una spiegazione diversa, perfettamente razionale. Preferisce lasciare un margine di dubbio: che senso avrebbe una fede cui l&#8217;uomo sia costretto? E poi, per dominare meglio l&#8217;uomo, non \u00e8 forse preferibile lasciargli un margine d&#8217;illusione su ci\u00f2 che sta facendo? Sar\u00e0 pi\u00f9 facile conquistare la sua anima, se questi si rifiuta di credere in lui del tutto. Sar\u00e0 come quando la moglie che tradisce il marito si auto-convince che, in fondo, non \u00e8 stata lei a tradire, ma quell&#8217;altra, che abita in lei, e della quale non \u00e8 responsabile, ci mancherebbe: non possiamo mica rispondere di tutto e di tutti, non \u00e8 vero? Sarebbe una pretesa veramente eccessiva.<\/p>\n<p>Eppure, a ben guardare, un indizio della sua presenza c&#8217;\u00e8; c&#8217;\u00e8 un indizio che rende l&#8217;uomo consapevole dell&#8217;opera del diavolo, e gli ricorda che quell&#8217;ospite sgradevole, ma a suo modo utile, \u00e8 stato veramente in casa sua, gli ha parlato, e qualcosa ne \u00e8 venuto fuori, anche se poi la mente razionale ha rimosso ogni cosa. E l&#8217;indizio, che il finissimo Dostoevskij ha colto con magistrale precisione, \u00e8 quel certo vago senso di vergogna, che, talvolta, in maniera apparentemente inspiegabile, assale l&#8217;uomo quando meno se lo aspetta. Egli <em>sa<\/em> di aver fatto qualcosa di vergognoso, e stenta a ricordare cosa. Per\u00f2 qualcosa c&#8217;\u00e8 stato davvero: non \u00e8 il senso di colpa del nevrotico, inafferrabile perch\u00e9 irrazionale; \u00e8 la vergogna per qualcosa di reale, di positivo, che \u00e8 accaduto realmente, anche se, forse, per il momento, solo al livello dei suoi pensieri.<\/p>\n<p><em>Provo solo vergogna&#8230; non so di che cosa&#8230;<\/em>, dice Iv\u00e0n a se stesso, tentando di ricordare, di capire. Qualcosa gli sfugge, qualcosa non torna. Ma che cosa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8, ne I fratelli Karamazov &#8211; una delle maggiori opere letterarie del XIX secolo, e di tutta la letteratura mondiale &#8211; un episodio in cui entra<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[91,117,246],"class_list":["post-26028","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-alessandro-manzoni","tag-dio","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26028"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26028\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}