{"id":26026,"date":"2017-04-25T01:31:00","date_gmt":"2017-04-25T01:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/25\/questo-e-uno-strano-stranissimo-paese\/"},"modified":"2017-04-25T01:31:00","modified_gmt":"2017-04-25T01:31:00","slug":"questo-e-uno-strano-stranissimo-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/25\/questo-e-uno-strano-stranissimo-paese\/","title":{"rendered":"Questo \u00e8 uno strano, stranissimo Paese"},"content":{"rendered":"<p>Cronache di ordinaria follia nel Bel Paese del politicamente corretto; l&#8217;ultimo Paese al mondo in cui (a parte la Corea del Nord), sotto il velo del cattolicesimo progressista, resiste lo zoccolo duro del socialismo reale, la sua mentalit\u00e0 stalinista, la sua diffidenza, il suo rancore sociale eretto a sistema nei confronti delle persone che producono reddito.<\/p>\n<p>Una banda di giostrai nomadi assaltava i bancomat con l&#8217;esplosivo; durante la fuga dopo l&#8217;ennesimo colpo, uno di essi viene gravemente ferito da una guardia giurata: risultato, la sua famiglia <em>chiede giustizia<\/em>. Si \u00e8 rivolta a un avvocato e adesso sotto inchiesta \u00e8 la guardia, la quale rischia grosso. La famiglia del delinquente vuole giustizia dalla societ\u00e0: da quella societ\u00e0 che ha subito innumerevoli colpi da parte di quel delinquente e di tanti altri come lui. In altre parole: la legge \u00e8 fatta per essere violata; ma, se qualcosa va storto, la legge serve a tutelare chi l&#8217;ha infranta. La legge non \u00e8 fatta per tutelare le vittime della delinquenza, n\u00e9, tanto meno, per le persone che si oppongono alla delinquenza; no: \u00e8 fatta per farla pagar cara alle vittime che hanno osato difendersi, perch\u00e9 esse versino risarcimenti milionari a quegli stessi delinquenti che le hanno aggredite, rapinate, minacciate, stuprate.<\/p>\n<p>Negli altri Paesi non funziona cos\u00ec. Nei Paesi seri, cio\u00e8 quasi tutti, almeno in Occidente, la famiglia del delinquente sa chi deve ringraziare se il suo congiunto giace in un letto d&#8217;ospedale, in fin di vita: lui e soltanto lui. Non si sogna nemmeno di fare causa a colui che ha difeso la legge; e, comunque, non troverebbe mai un giudice disposto a darle ascolto. In Italia, ultimo Paese del mondo a socialismo reale, i giudici sono di estrema sinistra al 90% e stanno, per principio, dalla parte del pi\u00f9 &quot;debole&quot;: che, secondo loro, \u00e8 il delinquente. Si sa: \u00e8 vittima del disagio sociale, della societ\u00e0 ingiusta, dell&#8217;egoismo dei ricchi: Rousseau insegna, Marx spiega &quot;scientificamente&quot;, e Cohn-Bendit conferma. Del resto, non solo i magistrati ad avere ereditato dal &#8217;68 questa mentalit\u00e0 esasperatamente classista: prima e pi\u00f9 di loro, ci sono i preti di sinistra, e, adesso, con papa Francesco, c&#8217;\u00e8 tutto l&#8217;establishment della Chiesa cattolica, quella che conta, quella dell&#8217;otto per mille. Il povero ha sempre ragione, qualsiasi cosa faccia; e il &quot;ricco&quot; ha sempre torto, anche se non \u00e8 poi tanto ricco, \u00e8 semplicemente un cittadino che ha lavorato sodo e che vorrebbe godersi un po&#8217; di serenit\u00e0 con la sua famiglia. \u00c8 per compiacere papa Francesco e per obbedire alle sue esortazioni che persone come la miliardaria Cristiana Catambrone, che piace tanto alla signora Boldrini, mette su una sedicente agenzia umanitaria per andare a far servizio taxi per i poveri migranti fino a ridosso dei porti della Libia. Eh s\u00ec, poverini: bisogna salvarli. Come? Portandoli in Italia. Poi ci penser\u00e0 l&#8217;Italia. Ci penser\u00e0 il popolo italiano ad accoglierli, sfamarli, curarli, assisterli, ospitarli, mentre molti di essi, senza neanche aspettare la conclusione dell&#8217;iter per il riconoscimento dello <em>status<\/em> di profughi, ammazzano la noia e arrotondano le entrate con lo spaccio di eroina, la prostituzione, i furti e le rapine nelle case dei pensionati. Senza dimenticare gli omicidi: 35 ad opera dei soli minorenni. Quei minorenni che il Parlamento italiano ha deciso che devono essere accolti, senza <em>se<\/em> e senza <em>ma<\/em>, se si presentano sui barconi &quot;non accompagnati&quot; dai loro genitori. Certo, bisogna salvare i bambini. E poco importa se ci mandano apposta i quindicenni e sedicenni che sono gi\u00e0 dei criminali incalliti: noi siamo buoni siamo cattolici alla Bergoglio, non giudichiamo nessuno, spalanchiamo le braccia e accogliamo tutti: \u00e8 nostro dovere. Ma perch\u00e9 \u00e8 nostro dovere? perch\u00e9 noi siamo &quot;ricchi&quot;. L&#8217;Italia \u00e8 ricca, \u00e8 un Paese ricco; dunque, ha dei doveri verso i popoli poveri. Dovere numero uno: accogliere i &quot;profughi&quot; in quantit\u00e0 illimitata; favorire in ogni modo il loro arrivo, e anche la loro partenza dai loro Paesi &#8212; senza domandare se fuggono davvero dalla guerra o dalle calamit\u00e0; andarli a prendere con le navi fin davanti alle coste dell&#8217;Africa; spargere la voce che qui c&#8217;\u00e8 posto, che questo \u00e8 il Paese dell&#8217;abbondanza e dell&#8217;accoglienza, che qui comanda il papa e il papa vuole che ne arrivino sempre di pi\u00f9. Meglio se islamici.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 creata questa situazione? E non parliamo solo dei delinquenti o dei cosiddetti migranti; parliamo di tutte le minoranze politicizzate e sindacalizzate che rivendicano sempre nuovi diritti, che devono cercare una rivalsa sempre pi\u00f9 paranoica sulla societ\u00e0, rea di essere formata da persone sane e laboriose, oneste e rispettose della legge. Basta leggere la cronaca locale di un giorno qualsiasi: quella che non va mai, o quasi mai, sulle pagine dei quotidiani nazionali e dei telegiornali nazionali. Il farmacista che viene pugnalato da uno squilibrato; i bambini di una classe elementare che devono subire le prepotenze di un bullo che i servizi sociali trattano da disadattato bisognoso di &quot;recupero&quot;; il pubblico impiegato disonesto che \u00e8 stato licenziato perch\u00e9 rubava, e che il tribunale del lavoro fa riassumere da quello stesso ufficio presso il quale commetteva i suoi furti; l&#8217;inquilino che non paga l&#8217;affitto da mesi e anni, e che il locatorio non riesce a sfrattare, perch\u00e9 la giustizia deve tutelare i deboli, si sa, e non importa se quell&#8217;inquilino sta meglio, economicamente, del proprietario dell&#8217;appartamento; oppure l&#8217;inquilino di una casa popolare che guadagna pi\u00f9 che bene, ma continua a conservare l&#8217;appartamento nelle case popolari e a pagare un affitto di poche decine di euro, quando i prezzi correnti vanno dai cinquecento in su; il maestro che picchia i bambini ma che non pu\u00f2 essere licenziato, al massimo trasferito in un altro plesso scolastico, a pochi chilometro dal precedente (perch\u00e9, poverino, non pu\u00f2 fare troppa strada per recarsi al lavoro, la legge deve tener conto delle sue giuste necessit\u00e0!), e pazienza se quei bambini vivranno nel terrore dei suoi schiaffi e delle sue parolacce; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco sarebbe infinito: ripetiamo, basta leggere i giornali locali, Non quelli nazionali, che non si curano di simili quisquilie; come non si curano dei furti in casa, i quali, in provincia, fanno vivere nell&#8217;ansia milioni e milioni di cittadini. Ma nei salotti buoni della politica non si parla di queste banalit\u00e0; no, ci mancherebbe altro: si parla dei matrimoni omosessuali, del diritto all&#8217;eutanasia, del diritto all&#8217;utero in affitto o delle adozioni di bambini per le coppie gay. Quelli, s\u00ec, sono problemi che richiedono la massima attenzione da parte dei nostri politici. Mica la ripresa economica o una giustizia che funzioni. La riprova: le vessazioni quotidiane, raffinate, ingegnosissime, con le quali la burocrazia statale soffoca ogni accenno d&#8217;iniziativa privata, con cui stronca ogni sforzo dei piccoli commercianti, dei piccoli artigiani, dei piccoli imprenditori; con cui mortifica e punisce ogni conato di ripresa, ogni barlume d&#8217;intraprendenza e di coraggio da parte loro. S\u00ec: perch\u00e9 ci vuole veramente un gran coraggio a fare i piccoli commercianti, i piccoli artigiani o i piccoli imprenditori, in un Paese come l&#8217;Italia. Lasciando da pare la mafia e la camorra, che tengono in ostaggio un terzo del Paese, e si stanno attrezzando per avere in pugno anche il resto, ossia la parte pi\u00f9 ricca e produttiva, l&#8217;Italia \u00e8 il Paese dove le leggi sono fatte apposta per bloccare chi ha voglia di fare, per stroncarlo sotto una montagna di divieti e di regolamenti, per esasperarlo con multe e balzelli d&#8217;ogni genere. E questo non \u00e8 populismo, questa non \u00e8 demagogia, non \u00e8 nemmeno qualunquismo. Basta andare in una gelateria, in una trattoria, in un bar, beninteso che siano ancora di propriet\u00e0 di cittadini italiani, e non di albanesi, o kosovari, o cinesi; o che non siano stati acquisiti da una catena di locali di qualche multinazionale: e parlare con il gestore. Tutti, tutti diranno la stessa cosa: che non \u00e8 pi\u00f9 possibile andare avanti; che la burocrazia e le normative stanno strangolando ogni residua capacit\u00e0 di resistenza; che le tasse stanno ammazzando quel poco che resta dell&#8217;impresa e del commercio. E questo perch\u00e9 l&#8217;Italia, ultimo Paese al mondo a regime di socialismo reale, cova una secolare diffidenza verso chi fa, verso chi ha idee, verso chi ha merito; l&#8217;Italia \u00e8 un paese che odia i meritevoli.<\/p>\n<p>Infatti. I meritevoli italiani, specie se giovani, hanno cominciato ad emigrare. Fuggono all&#8217;estero, perch\u00e9 qui hanno visto, e hanno capito, che non c&#8217;\u00e8 posto per loro, che non ci sar\u00e0 mai. Nonostante il ricambio generazionale, le vecchie idee rimangono, i vecchi pregiudizi social marxisti imperano. Questo \u00e8 un Paese fatto sula misura dei D&#8217;Alema e dei Bergoglio: non \u00e8 fatto sulla misura dei giovani intelligenti e laboriosi, che hanno voglia di fare. \u00c8 un Paese ingrato, che castiga i suoi cittadini migliori e che premia i peggiori; che importa, addirittura, delinquenza. Met\u00e0 delle delinquenza romena (i romeni si arrabbiano a sentire questo discorso, e hanno ragione: in effetti si tratta di persone che hanno la cittadinanza romena, ma sono zingari, come quei tali giostrai nostrani dei quali parlavamo all&#8217;inizio) si \u00e8 trasferita in massa in Italia. Questo \u00e8 il paradiso dei furfanti: colpi facili, bottino assicurato, quasi nessun rischio; e se qualcosa, per caso, dovesse andare storto, detenzioni brevi, in attesa che qualche giudice di sinistra si accorga che i detenuti sono in via di perfetto reinserimento, e li rimetta in libert\u00e0. Come \u00e8 stato per Igor, il criminale serbo che uccide per il gusto di uccidere e che era stato per poco in carcere, e adesso si nasconde chiss\u00e0 dove, forse \u00e8 tornato al suo Paese, mentre qui lo cercano invano. Anche lui era stato giudicato perfettamente in gradi di reinserirsi nella societ\u00e0, e perci\u00f2 meritevole di una ulteriore <em>chance<\/em>. Non importa se questa generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso verr\u00e0 poi pagata, con lacrime e sangue, dalle vittime dei delinquenti che, appena fuori, ricominciano a rubare e assassinare. L&#8217;Italia \u00e8 un grande Paese, generoso coi deboli, comprensivo con chi sbaglia, caritatevole con tutti i bisognosi. Solo con i buoni e con gli onesti l&#8217;Italia \u00e8 un po&#8217; meno comprensiva, in particolar modo se sono italiani di razza bianca. Ma se sono immigrati, la comprensione \u00e8 massima, Come ha fatto quel dirigente scolastico che ha premiato un ragazzino marocchino per aver rubato la bicicletta di un compagno, regalandogli, a spese della scuola, una bicicletta nuova di zecca. Poverino: se l&#8217;aveva rubata, vuol dire che la desiderava tanto. E allora, non \u00e8 forse giusto regalare le cose a chi le desidera, se si tratta di qualcuno che ha pochi mezzi, quando noi italiani siamo cos\u00ec benestanti?<\/p>\n<p>Allora, la domanda che ci eravamo fatta era questa: come \u00e8 nata la presente situazione? Forse \u00e8 sempre esistita, da quando esiste lo Stato italiano; ma, indubbiamente, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a un&#8217;accelerazione, a una corsa verso il peggio, a un inasprirsi delle dinamiche autodistruttive della nostra societ\u00e0. Ebbene: la causa numero uno, secondo noi, risiede nel <em>senso di colpa<\/em>, che \u00e8 un portato deteriore di un certo cattolicesimo deteriore. Non del cattolicesimo sano, quello vero, quello fondato da Ges\u00f9 Cristo e tramandato, per due millenni, dalla sua Chiesa; no, quello del post-concilio, quello dei nuovi teologi e dei &quot;preti di strada&quot;, e specialmente quello di papa Francesco, grande estimatore di don Lorenzo Milani: il prete che ha fatto del rancore sociale la molla della sua &quot;riforma&quot; pedagogica. Basta leggere la <em>Lettera a una professoressa<\/em> per toccare con mano quel rancore, quella rabbia. La stessa rabbia dei giostrai, parenti del delinquente ferito da una guardia giurata, che ora pretendono giustizia. Forse la professoressa presa di mira dai ragazzi di don Milani \u00e8 oggi una pensionata settantenne, che vive da sola in un quartiere degradato, pieno di prostitute nigeriane e di spacciatori ivoriani e senegalesi, la quale, tornando dal supermercato con le borse della spesa, viene scippata da un falso profugo africano e mandata a sfracellarsi la testa contro lo spigolo del marciapiede. Fatti cos\u00ec ne succedono ogni giorno, ormai; da anni. Anche se la grande stampa li ignora; anche se i telegiornali hanno altre cose, pi\u00f9 importanti, da raccontare ai telespettatori politicamente coretti. Tanto, se quello scippatore viene preso dalle forze dell&#8217;ordine, ci pensa il giudice buonista e di sinistra a trovargli tutte le attentanti possibili, e il direttore del carcere a giudicare che ormai \u00e8 maturo per rientrare in seno alla societ\u00e0, dopo aver scontato neanche un terzo della sua gi\u00e0 mitissima pena. E poi ci pensa il papa Francesco a vistare i carcerati e a dir loro, o a suggerire, che in prigione si trovano per caso, o per sfortuna, non perch\u00e9 hanno commesso dei reati e devono espiare i loro delitti. Il senso di colpa funziona in una sola direzione: quella delle persone perbene; per i delinquenti, c&#8217;\u00e8 l&#8217;indulto plenario.<\/p>\n<p>Di che cosa ci si sente in colpa? Di essere pi\u00f9 fortunati del vicino; di avere pi\u00f9 soldi; di avere pi\u00f9 salute; di avere una casa pi\u00f9 bella; di avere un lavoro pi\u00f9 gratificante e meglio remunerato; e cos\u00ec via. Chi ha, deve sentirsi in colpa nei confronti di chi non ha. Poco porta se chi non ha, spesso (non sempre), non ha perch\u00e9 non ha voglia di lavorare: l&#8217;importante \u00e8 che la sua povert\u00e0 &quot;grida vendetta al cospetto di Dio&quot;, e quindi chi ha qualcosa, deve sentirsi in colpa nei suoi confronti. Sentendosi in colpa, deve subire ogni richiesta, ogni ricatto, ogni estorsione: deve lasciarsi tosare come una pecora, e dire anche grazie; deve lasciarsi spremere come un limone, e offrirsi di dare di pi\u00f9, perch\u00e9 forse non ha dato abbastanza. Al senso di colpa non c&#8217;\u00e8 limite: dal momento che nasce da un istinto irrazionale (anche se coltivato con cura della cultura catto-comunista), non esiste un limite oltre il quale possa considerarsi estinto. Per quanto uno faccia, sar\u00e0 sempre colpevole di qualcosa: finch\u00e9 ci sar\u00e0 un solo povero sulla terra, i &quot;fortunati&quot; dovranno sempre ritenersi colpevoli della sua povert\u00e0. E risarcirlo. Ecco, questo \u00e8 il socialismo reale. E noi ci siamo dentro in pieno: come se il Muro di Berlino fosse ancora in piedi. Siamo ostaggi di un assurdo buonismo, di una demagogia sfrenata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronache di ordinaria follia nel Bel Paese del politicamente corretto; l&#8217;ultimo Paese al mondo in cui (a parte la Corea del Nord), sotto il velo del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[109,178,265],"class_list":["post-26026","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-chiesa-cattolica","tag-italia","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26026\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}