{"id":26016,"date":"2016-06-15T04:37:00","date_gmt":"2016-06-15T04:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/15\/ma-litalia-e-sempre-il-centro-del-mondo\/"},"modified":"2016-06-15T04:37:00","modified_gmt":"2016-06-15T04:37:00","slug":"ma-litalia-e-sempre-il-centro-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/15\/ma-litalia-e-sempre-il-centro-del-mondo\/","title":{"rendered":"Ma l&#8217;Italia \u00e8 sempre il centro del mondo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia \u00e8 un Paese semplicemente meraviglioso: quelli della vecchia generazione lo sanno, per averlo sentito dire dalle maestre e per averlo letti sui libri di scuola delle elementari, anche se poi lo hanno visto imbruttire sotto i loro occhi, un anno dopo l&#8217;altro, sotto i colpi della cementificazione selvaggia e della speculazione edilizia; quelli delle generazioni pi\u00f9 giovani non lo sanno, perch\u00e9 nessuno lo ha insegnato loro e perch\u00e9, sempre pi\u00f9 spesso, non hanno pi\u00f9 occhi per vedere, ma solo per guardare, cio\u00e8 occhi che si fermano alla superficie delle cose.<\/p>\n<p>Pochissimi Paesi al mondo, e nessuno in egual misura, possiedono una tale variet\u00e0 di climi, di paesaggi, di vegetazione; praticamente, nessuno pu\u00f2 vantare il cipresso accanto alla betulla, come sui laghi prealpini, o la palma accanto all&#8217;abete, e la magnolia accanto al mirto, come avviene in mille giardini della Penisola, con una tale frequenza ed una tale abbondanza, che lo sguardo smette di stupirsi e considera come cosa del tutto abituale quello che \u00e8, in effetti, un rarissimo privilegio ed un autentico prodigio della natura.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 il paradiso del botanico, del paesaggista, del pittore, del fotografo, e, naturalmente, del naturalista; anche se non possiede spettacoli naturali della vastit\u00e0 o dell&#8217;imponenza del Grand Canyon del Colorado, o delle Cascate Vittoria in Africa, n\u00e9 foreste di sequoie gigantesche, come la Sierra Nevada della California, nondimeno possiede una immensa variet\u00e0 di ambienti e di fenomeni della natura, dai ghiacciai alle isole vulcaniche, dai boschi alpini alle lagune e alle dune sabbiose, dalle montagne pi\u00f9 imponenti d&#8217;Europa ai vulcani pi\u00f9 alti e maestosi, alcuni tuttora attivi.<\/p>\n<p>E tutto questo \u00e8 ancora nulla in confronto alla vastit\u00e0 ancor pi\u00f9 impressionante delle memorie storiche e delle testimonianze artistiche, le quali fanno dell&#8217;Italia un gigantesco museo a cielo aperto, nel quale ci s&#8217;imbatte ad ogni passo in un castello medievale o in una necropoli pre-romana, in una cattedrale gotica o in un anfiteatro romano, in un teatro barocco o in una villa settecentesca, per non parlare del numero e della ricchezza delle abbazie e dei monasteri, dei musei, delle pinacoteche, delle gipsoteche, dei giardini botanici, delle biblioteche, alcune delle quali antichissime, risalenti ad un&#8217;epoca in cui non esisteva alcunch\u00e9 di simile in alcun altro luogo del Vecchio continente, e neppure nel resto del mondo.<\/p>\n<p>Le sue universit\u00e0 sono le pi\u00f9 antiche d&#8217;Europa, come pure le sue collezioni scientifiche, le sue specole astronomiche, i suoi codici miniati, i suoi trattati di matematica, di navigazione, di teologia, di filosofia; i suoi artisti, i suoi scienziati, i suoi poeti, i suoi filologi, i suoi eruditi, i suoi viaggiatori e navigatori, i suoi santi e le sue mistiche, erano conosciuti ovunque, quando a stento si sarebbe riusciti a racimolare una quantit\u00e0 paragonabile di geni e di grandi uomini e donne, che abbiano dato un contributo altrettanto decisivo allo sviluppo del pensiero e del progresso umano, rastrellandola in tutti gli altri Paesi d&#8217;Europa messi insieme.<\/p>\n<p>Ovunque, sia in senso geografico, sia in senso intellettuale, gli Italiani hanno spalancato all&#8217;umanit\u00e0 nuove prospettive nell&#8217;arte, nella speculazione filosofica, nella ricerca scientifica; per primi hanno trasformato il lavoro in capitale e lo hanno investito in fiorenti attivit\u00e0 commerciali; hanno importato ed esportato enormi quantit\u00e0 di merci, quando la maggior parte degli altri popoli viveva ancora di una stentata economia di sussistenza, e la stragrande maggioranza dei loro membri non si era mai allontanata dal proprio villaggio e dal proprio campanile, tranne &#8212; forse &#8211; per qualche pellegrinaggio religioso; i suoi mercanti, i suoi banchieri, i suoi professori universitari, i suoi scienziati, i suoi pittori, scultori, architetti, musicisti, poeti, viaggiavano ovunque, erano richiesti e apprezzati in ogni dove, e fin nei pi\u00f9 remoti angoli d&#8217;Europa e del mondo hanno realizzato le loro opere, eretto i loro palazzi, riempito i teatri con le loro commedie e con i loro concerti, le chiese con i loro predicatori, e illustrato le virt\u00f9 dei loro condottieri presso tutti gli eserciti.<\/p>\n<p>In beve, l&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;Europa, l&#8217;Italia \u00e8 il mondo: \u00e8 una nazione infinitamente pi\u00f9 grande di quel che i suoi confini fisici e politici lascerebbero supporre; la sua influenza in fatto di cultura, di moda, di cucina, di abbigliamento, di tecnologia, \u00e8 di portata incalcolabile; per secoli e secoli, tutto il resto del mondo l&#8217;ha guardata con ammirazione e invidia, l&#8217;ha presa a modello, ha cercato di imitare i prodotti del suo genio, \u00e8 andata a scuola dai suoi sommi maestri, si \u00e8 riscaldata al fuoco inestinguibile del suo sapere, del suo senso del bello, della sua millenaria civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Questo immenso, incalcolabile patrimonio spirituale, che \u00e8 la nostra vera ricchezza e il nostro profondo motivo di orgoglio, non \u00e8 andato affatto disperso, a dispetto della nostra cattiva fama in altri ambiti della vita civile, dell&#8217;amministrazione pubblica e della politica, e a dispetto degli stessi difetti del nostro carattere nazionale, che non sono pochi, n\u00e9 lievi; pi\u00f9 di quanto noi stessi tuttora immaginiamo, l&#8217;Italia, nel mondo, \u00e8 considerata una grande nazione, probabilmente la pi\u00f9 rappresentativa di tutta la civilt\u00e0 occidentale, l&#8217;unica di cui l&#8217;Europa (non in senso politico ed economico) non potrebbe neppure immaginare di essere privata, perch\u00e9, se ci\u00f2 dovesse mai accadere, l&#8217;Europa non sarebbe pi\u00f9 se stessa.<\/p>\n<p>Ma torniamo alle bellezze naturali del nostro Paese, le quali sono sempre state celebrate in tutto il mondo, al punto che parlare di un paesaggio italiano, o di un&#8217;isola italiana, o di un lago italiano, o di un giardino italiano, \u00e8, di primo acchito, senza alcun&#8217;altra specificazione, un qualcosa che evoca immediatamente immagini superbe di bellezza e di fascino impagabile, immagini di armonia e di splendore che destano il desiderio e accendono la fantasia d&#8217;ogni altro popolo, d&#8217;ogni altra nazione, tanto che, da secoli, qualsiasi europeo colto, e, pi\u00f9 recentemente, qualsiasi cittadino del mondo, non ritiene completo il suo bagaglio culturale e spirituale se non \u00e8 stato coronato, almeno una volta, da un viaggio in Italia, per godere ed ammirare direttamente i tesori inestimabili della sua natura, della sua arte e della sua storia antichissima e gloriosa.<\/p>\n<p>Riportiamo, a solo titolo di esempio, fra i mille che avremmo potuto scegliere, una fresca e vivace pagina del famoso trattato in forma dialogica <em>Il Bel Paese<\/em> (1876) dell&#8217;abate Antonio Stoppani, pioniere e fondatore della geologia e della paleontologia italiane, nonch\u00e9 appassionato alpinista (A. Stoppani, <em>La Frua, cio\u00e8 la cascata della Toce<\/em>, in: Giuseppe Nangeroni <em>Alla scoperta della Terra<\/em>, Torino, Loescher-Chiantore, 1957, vol. 2, pp. 118-119):<\/p>\n<p><em>La scena ha qualche cosa di solenne. Un immenso anfiteatro di rupi nere si spiega davanti all&#8217;attonito sguardo. Le pareti ignude di granito nero ond&#8217;\u00e8 formato, sparse di vaste chiazze di gialliccio e di bianco, sono sormontate a destra e a sinistra da due montagne nude e ugualmente nere, ma ritte, irte, dentate. L&#8217;arena di quell&#8217;anfiteatro, coperta d&#8217;un gran tappeto vede, \u00e8 sparsa di migliaia di massi, di rupi a spigoli vivi, strappati dai secoli alle montagne d&#8217;intorno e buttati a giacere alla rinfusa. Il circo di fronte presenta, in coincidenza colla cascata, quasi una specie di grande scollatura, per cui l&#8217;occhio s&#8217;inoltra liberamente verso lo sfondo della valle.<\/em><\/p>\n<p><em>Ove quello sfondo si apre, una serie di rupi tondeggianti come dorsi di montone s&#8217;avanza per gradi sulla destra della valle, a modo di scena, e s&#8217;arresta a breve distanza dalla sinistra. Qui un&#8217;altra rupe, ugualmente arrotondata, le fa riscontro. Al sui piede sorge l&#8217;Albero, edificato sull&#8217;abisso. Un vano, un&#8217;intaccatura, quasi un canale aperto da umano scalpello in seno a quella barriera di rupi, apre l&#8217;unica via alla Toce che, giunta d&#8217;un tratto nell&#8217;abisso, vi si precipita senza freno, orribilmente muggendo, con un salto di 130 metri [in effetti, di 143 metri, a quota 1.675 sul livello del mare], formando una corrente della larghezza di 26 metri, e chi sa quanto larga nelle piene maggiori.<\/em><\/p>\n<p><em>La rupe da cui precipita il torrente, non \u00e8 propriamente a picco, ma forma una parete un po&#8217; inclinata e ripartita in molti scaglioni, quasi ciclopica scalea sui fianchi della quale cresce qualche scarso filare di abeti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il torrente, gi\u00e0 diviso in pi\u00f9 cascate dove il salto incomincia, si suddivide, scendendo, in mille svagatissime cascatelle. Questa batte la rupe in forma di bianco fiocco e rimbalza, divisa in un nembo di spruzzi; quella si sparpaglia, disegnando una rete a maglie d&#8217;argento o cento tessuti diversi che di continuo si scompongono e si rifanno; quest&#8217;altra si lascia sdrucciolare, gi\u00f9 gi\u00f9, lieve lieve, sulla roccia levigata, come un filo di bambagia. Grado grado scendendo, spinte ora a destra ora a sinistra, s&#8217;incontrano, si azzuffano, si accapigliano. Ma la cascata \u00e8 una; e a vederla svolgersi e rimutarsi sul fondo nero o bigio di quella fantastica scalea, non si potrebbe paragonarla che a una gran chioma bianca, disciolta e agitata dal vento. Una nebbia leggera, a guisa di aureola perenne, si leva sull&#8217;abisso; e quando il sole dardeggia, l\u00ec&#8217;iride vi si posa tranquilla, immobile, vero simbolo di pace in tanta guerra.<\/em><\/p>\n<p>Naturalmente dai tempi del buon abate Stoppani molte cose sono cambiate, in Va d&#8217;Ossola, in Piemonte e nell&#8217;Italia tutta; pure, il patrocinio naturalistico, archeologico, storico e artistico del nostro Paese \u00e8 cos\u00ec immenso, pressoch\u00e9 inesauribile, che siamo ben lungi dall&#8217;averlo intaccato in maniera irreparabile, anche se abbiamo fatto del nostro meglio per rovinarlo, inquinarlo, lasciarlo andare in rovina con l&#8217;incuria e la cattiva amministrazione. \u00c8 un patrimonio, pertanto, che dovremmo deciderci a valorizzare assai meglio: esso \u00e8 il nostro petrolio, il nostro carbone e il nostro ferro, e non \u00e8 ammissibile (a costo di tenere aperti i musei anche la notte) che sottoponiamo i turisti, venuti a visitarlo, a delle estenuanti file di ore ed ore per poter visitare la Basilica di San Marco a Venezia, o le Gallerie degli Uffizi a Firenze, o il Colosseo a Roma; e tanto meno che, dopo ore di attesa, si sbatta loro davanti un cartello con la scritta: <em>Biglietteria chiusa per assemblea sindacale del personale<\/em>, come talvolta accade; per non parlare della puntualit\u00e0 e dell&#8217;efficienza delle ferrovie, delle autostrade, dei traghetti, o della misera furberia di certi albergatori, o proprietari di ristoranti, o tassisti, i quali mirano a spennare senza piet\u00e0 il turista sprovveduto, piuttosto che invogliarlo a ritornare nel nostro Paese con la buona qualit\u00e0 dei servizi offerti e con la ragionevolezza dei prezzi, che sono le migliori credenziali.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, se impareremo a fare un miglior uso del nostro Paese, prima di tutto per noi stessi, e poi anche per offrirne una degna immagine a quei milioni di stranieri che lo visitano ogni anno, potremo compiere realmente quel salto di qualit\u00e0, a livello mondiale, di cui tutti i governi parlano, ma che nessuno di essi, finora, ha saputo compiere. Va da s\u00e9 che, per offrire agli Italiani e agli straneri il meglio dell&#8217;Italia, bisogna che noi impariamo a rispettare noi stessi, ad essere noi stessi, a conoscere ed amare le nostre tradizioni, a tutelare il nostro patrimonio, a custodire gelosamente la nostra identit\u00e0 e la nostra specificit\u00e0, a tutti i livelli, dal paesaggio alla cucina, dalla lingua al cinema, dalla scuola allo sport. E, pertanto, va da s\u00e9 che dobbiamo porre assolutamente un argine alla continua invasione del nostro territorio da parte di masse d&#8217;immigrati della pi\u00f9 varia provenienza, le quali pretendono d&#8217;insediarsi nel nostro territorio senza rispettarne le regole, senza volont\u00e0 di integrarsi nei nostri usi e nelle nostre tradizioni, senza il leale proponimento di rispettare, amare, servire l&#8217;Italia come si rispetta, si ama e si serve la propria patria adottiva.<\/p>\n<p>Ora, della nostra specifica identit\u00e0 fa parte il cristianesimo, che la cosa piaccia o non piaccia agli esponenti della cultura laicista e a tutti coloro i quali nutrono sentimenti accesamente anticattolici ed antireligiosi. Coloro i quali sognano un&#8217;Italia in cui non vi sia pi\u00f9 alcuna significativa presenza della religione cattolica nella societ\u00e0, non si rendono conto di desiderare il suicidio della nostra stessa civilt\u00e0: perch\u00e9, senza quell&#8217;elemento, tutto diverrebbe incomprensibile, non solo la <em>Divina Commedia<\/em> di Dante, o la pittura di Giotto, o il Duomo di Milano, o i <em>Promessi Sposi<\/em> di Manzoni, ma anche la pi\u00f9 piccola borgata di provincia, il pi\u00f9 umile edificio religioso, la pi\u00f9 modesta tradizione rurale, e perfino moltissimi aspetti della odierna vita quotidiana, per non parlare dei valori morali sui quali si basa il nostro stesso vivere civile. Perci\u00f2, con buona pace di tutti i radical-chic e di tutti gl&#8217;intellettuali progressisti e neoilluministi, ai quali d\u00e0 terribilmente fastidio il fatto che l&#8217;Italia sia, da duemila anni, la sede della Chiesa cattolica, pure bisogna riconoscere che, indipendentemente dai convincimenti religiosi di ciascuno, chi ama l&#8217;Italia non potrebbe neppure immaginarla staccata dalle sue antiche radici cristiane e cattoliche.<\/p>\n<p>Solo se \u00e8 se stesso, un Paese pu\u00f2 offrire qualcosa di prezioso, che arricchisca i suoi abitanti e anche quanti vengono a visitarlo. E l&#8217;Italia, che \u00e8 una sintesi e un compendio della intera civilt\u00e0 mondiale, ha una missione speciale da svolgere nel consesso delle nazioni: quella di difendere l&#8217;umanit\u00e0 contro ogni forma di omologazione, impoverimento e diminuzione di ci\u00f2 che \u00e8 realmente umano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia \u00e8 un Paese semplicemente meraviglioso: quelli della vecchia generazione lo sanno, per averlo sentito dire dalle maestre e per averlo letti sui libri di scuola<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[133,178],"class_list":["post-26016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-europa","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26016"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26016\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}