{"id":25999,"date":"2011-01-05T09:07:00","date_gmt":"2011-01-05T09:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/05\/io-mi-provoco-da-sola-ma-non-sono-felice\/"},"modified":"2011-01-05T09:07:00","modified_gmt":"2011-01-05T09:07:00","slug":"io-mi-provoco-da-sola-ma-non-sono-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/05\/io-mi-provoco-da-sola-ma-non-sono-felice\/","title":{"rendered":"Io mi provoco da sola (ma non sono felice)"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli effetti pi\u00f9 strani e disarmonici dell&#8217;esasperato edonismo e del narcisismo automatico, simile ad un riflesso condizionato, che caratterizzano l&#8217;infantilismo consumistico e la smania di apparire anzich\u00e9 di essere, propri della societ\u00e0 contemporanea, \u00e8 la tendenza, sempre pi\u00f9 accentuata, non tanto all&#8217;autoseduzione, quanto all&#8217;autoprovocazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si osserva in entrambi i sessi, e, da alcuni anni a questa parte, forse tra gli uomini pi\u00f9 ancora che tra le donne; per\u00f2, in termini assoluti, il fenomeno \u00e8 pi\u00f9 femminile che maschile, sia perch\u00e9 pi\u00f9 antico (la prima donna &quot;moderna&quot;, in questo senso, deve considerarsi la Mirandolina del Goldoni), sia perch\u00e9, probabilmente, esso affonda nelle pieghe pi\u00f9 riposte della psiche femminile e ne costituisce una componente naturale, anche se determinate circostanze storico-culturali possono favorirne ed accentuarne la manifestazione, oppure frenarla ed inibirla.<\/p>\n<p>La donna desidera piacere all&#8217;uomo, cos\u00ec come l&#8217;uomo desidera piacere alla donna; ed entrambi desiderano piacere a se stessi: fin qui, nulla di strano n\u00e9 di regressivo, nulla che sia in contrasto con la normale linea di sviluppo della personalit\u00e0, del carattere, della realizzazione del proprio posto nel mondo.<\/p>\n<p>Tuttavia &#8211; \u00e8 evidente &#8211; non ci si pu\u00f2 fermare a questo livello di pura e semplice constatazione; la domanda successiva, lecita e doverosa, \u00e8: perch\u00e9 si desidera piacere all&#8217;altro ed a se stesso? N\u00e9 si deve pensare che questa sia una domanda inutile: la finalit\u00e0 dei moti dell&#8217;animo non pu\u00f2 essere trascurata, n\u00e9 data per scontata ed autoevidente, perch\u00e9 non lo \u00e8. L&#8217;agire umano, in particolare, \u00e8 contraddistinto dallo scopo; che pu\u00f2 non essere, ovviamente, uno scopo immediato o di natura materiale, ma che \u00e8, comunque, sempre presente. Qualora non lo sia, infatti, ci troviamo in presenza di un agire, e quindi di un sentire, del tutto inconsapevoli, come quelli del bambino piccolo o dell&#8217;individuo alienato, dissociato, folle.<\/p>\n<p>Nella personalit\u00e0 normale, il desiderio di piacere e di piacersi esprime il bisogno di accettazione e, se possibile, di approvazione da parte degli altri e di se stessi; sono le due facce della stessa medaglia: la costruzione dell&#8217;autostima. Solo che nei soggetto immaturi, il bisogno di piacere precede, compensa e giustifica il bisogno di piacersi, ossia essi cercano nell&#8217;approvazione altrui la conferma del proprio valore, anche a costo di indossare una maschera profondamente inautentica, sacrificando la modalit\u00e0 dell&#8217;essere a quella dell&#8217;apparire. Nei soggetti maturi, al contrario, la personalit\u00e0 accetta se stessa, mano a mano che si costruisce; e, nel rapportarsi agli altri, non giunge mai a falsificare i propri atteggiamenti pur di riscuoterne l&#8217;approvazione, per cui si mostra per ci\u00f2 che realmente \u00e8, e non per ci\u00f2 che vorrebbe far credere di essere.<\/p>\n<p>In una certa misura, peraltro, il bisogno di piacere agli altri condiziona il comportamento di quasi tutti gli esseri umani, spingendoli a qualche compromesso nei confronti del proprio vero s\u00e9; tuttavia, finch\u00e9 si tratta di compromessi limitati e temporanei, che non incidono sulla struttura profonda del s\u00e9, possiamo considerarli relativamente accettabili &#8211; accettabili, si badi, non in senso morale, ma con riferimento al sano e naturale equilibrio della personalit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>Per fare un esempio pratico: rientra nella norma il fatto di truccarsi, vestirsi in un certo modo, parlare in una data maniera, per impressionare favorevolmente le persone con le quali si deve mantenere un contatto prolungato, di lavoro o di vicinato; e, a maggior ragione, per impressionare favorevolmente le persone che, a loro volta, suscitano un interesse particolare e delle quali si vorrebbe conquistare l&#8217;amicizia o l&#8217;affetto.<\/p>\n<p>Tutto questo, sia chiaro, entro certi limiti: perch\u00e9 esula, invece, dalla normalit\u00e0, e da un sano equilibrio del s\u00e9, passare ore ed ore a truccarsi prima di uscire di casa, anche solo per scendere a comperare il giornale nell&#8217;edicola all&#8217;angolo; spendere cifre favolose, magari al di sopra delle proprie possibilit\u00e0 economiche, per poter sfoggiare ogni giorno un vestito diverso, di eccellente fattura; affettare sino alla leziosit\u00e0 tutto il proprio atteggiamento, il proprio linguaggio, il proprio modo di porsi rispetto agli altri, giungendo al punto di recitare costantemente la parodia della propria autentica personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto questo andava premesso, per chiarire quale sia una sana intenzionalit\u00e0 nelle azioni dirette al fine di piacere e di piacersi.<\/p>\n<p>Nel comportamento di molti uomini e specialmente di molte donne, nel corso dell&#8217;ultima o delle ultime generazioni, e non solo da parte dei pi\u00f9 giovani, si nota, per\u00f2, un fenomeno nuovo e diverso, come dicevamo all&#8217;inizio: un bisogno ardente, inestinguibile, compulsivo, di piacere (non necessariamente di piacersi) che rimane fine a se stesso, che si esaurisce in se stesso, che non serve per gettare ponti in direzione dell&#8217;autostima, n\u00e9 della socialit\u00e0, ma solo ed esclusivamente alla costruzione di un ego ipertrofico e narcisistico.<\/p>\n<p>Non solo: se, fino a qualche anno fa, era divenuta abbastanza frequente (il che non significa anche &quot;normale&quot;) la personalit\u00e0 egoica e narcisistica, tutta protesa a strappare l&#8217;ammirazione altrui non gi\u00e0 in virt\u00f9 delle proprie doti di intelligenza, buon gusto, sensibilit\u00e0 e simili, ma solo ed esclusivamente per la propria avvenenza fisica; ultimamente si \u00e8 assistito ad un ulteriore salto di qualit\u00e0, ma verso il basso, con la smania sempre pi\u00f9 vistosa di sedurre, senza per\u00f2 concedersi, e, alla fine, di provocare, con l&#8217;unico fine di potersi poi negare.<\/p>\n<p>Pare che, per un numero non indifferente di uomini, e specialmente di donne, ci\u00f2 costituisca un passabile surrogato della normale soddisfazione del s\u00e9, intendendo tale espressione anche nel senso fisico e sessuale pi\u00f9 esplicito, vale a dire come surrogato dell&#8217;orgasmo; e, in certi casi &#8211; rari, ma meno di quel che si pensi -, come una modalit\u00e0 per raggiungere l&#8217;orgasmo.<\/p>\n<p>Il passo successivo &#8211; dato che, una volta rotti gli steccati, non esistono limiti alla degradazione che l&#8217;anima pu\u00f2 infliggere a se stessa &#8211; \u00e8 stato quello di giungere ad adottare la strategia della provocazione permanente, ma non tanto diretta verso gli altri, bens\u00ec verso se stessi; in altre parole, uno stato di perenne eccitazione e di permanente provocazione sessuale di segno introvertito, anzich\u00e9 estrovertito.<\/p>\n<p>Il piacere di piacersi tocca qui il punto estremo del solipsismo: non \u00e8 l&#8217;effetto di un equilibrio dinamico che l&#8217;anima ha raggiunto con se stessa, mediando fra le continue tensioni della vita e ridefinendo, alla luce delle esperienze pi\u00f9 significative, la propria strategia e la propria visione del mondo; ma \u00e8 la condizione stabile, indotta artificialmente, di una personalit\u00e0 totalmente autoreferenziale e incapace di comunicare nel senso autentico della parola.<\/p>\n<p>Verrebbe quasi fatto di pensare a una tale condizione esistenziale come una sorta di onanismo emozionale; ma nemmeno questa sarebbe un&#8217;immagine adeguata, perch\u00e9 l&#8217;onanista &#8211; dopo tutto &#8211; mira al raggiungimento di un piacere positivo, mentre qui tutto il piacere consiste nella capacit\u00e0 di tenere perennemente desta l&#8217;eccitazione sul proprio io, che una deformazione di tipo paranoide induce a vedere come superbo, inarrivabile, superlativo.<\/p>\n<p>Non si tratta di un piacere positivo, ma di un piacere deliberatamente posticipato e, in un certo qual senso, sublimato; ma sublimato per una via che \u00e8 l&#8217;opposto della sublimazione normale, perch\u00e9 non procede dal concreto all&#8217;ideale, ma dall&#8217;ideale (delirante) al concreto. Gli istinti non oltrepassano se stessi in una forma superiore di attivit\u00e0 della coscienza, ma rimangono intrappolati nella dimensione pi\u00f9 bassa e, per cos\u00ec dire, congelati nella propria energia primitiva.<\/p>\n<p>Si verifica cos\u00ec un autentico corto circuito delle energie messe in circolo dall&#8217;attivit\u00e0 coscienziale; e, pi\u00f9 precisamente, si produce una sollecitazione erotica sempre pi\u00f9 intensa, cui non corrisponde alcun soddisfacimento e neppure la speranza di un soddisfacimento, ma solo una stagnazione del desiderio entro il cerchio stregato della propria soggettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di qualcosa di molto simile alla pazzia, perch\u00e9, in questa dinamica, i termini del rapporto fra istintualit\u00e0 e progettualit\u00e0 sono nettamente invertiti: e la volont\u00e0, invece di fungere da cinghia di trasmissione fra pulsione e scopo, fra desiderio e obiettivo da raggiungere, si riduce a girare a vuoto come un disco rotto, ripetendo sempre lo stesso motivo, disgiunto da qualunque fine che non sia la gratificazione paranoide e, per cos\u00ec dire, non reale, ma virtuale, dell&#8217;istinto medesimo; istinto che, a sua volta, non tende a nulla, se non alla reiterazione di se stesso.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la condizione, divenuta ormai largamente diffusa, di un numero crescente di individui: la nemesi di un edonismo sempre pi\u00f9 forsennato, sempre pi\u00f9 irragionevole, che finisce per divorare se stesso e per indurre la coscienza ad autodistruggersi, inseguendo la fata morgana di un piacere che, per definizione, trascende qualunque possibilit\u00e0 di soddisfacimento.<\/p>\n<p>Chi scivola in tale situazione psicologica, e vi si abitua, finendo per incanalare in essa tutte le proprie energie affettive e sessuali, deve essere considerato, alla lettera, come un&#8217;anima persa: come un&#8217;anima, cio\u00e8, per la quale non \u00e8 possibile alcuna prospettiva di redenzione dall&#8217;inferno della propria soggettivit\u00e0, chiusa e farneticante in se medesima.<\/p>\n<p>\u00c8 importante, quindi, rendersi conto per tempo della china che si sta imboccando; diagnosticare per tempo il proprio male, la deriva della propria anima: perch\u00e9, una volta che quest&#8217;ultima si sia cristallizzata in una condizione cos\u00ec paradossale e senza sbocco, diventa difficilissimo uscirne o anche soltanto, nei casi pi\u00f9 gravi, rendersi conto del totale inaridimento e, in prospettiva, della pietrificazione del proprio potenziale affettivo.<\/p>\n<p>Infatti, per l&#8217;anima che si sia sprofondata nel cerchio stregato della propria finitezza e vi si compiaccia, fino al punto di preferirla, e di molto, alle normali relazioni con se stessa e con l&#8217;altro, viene a mancare l&#8217;elemento essenziale di una possibile redenzione, vale a dire l&#8217;istinto a realizzarsi nel rapporto con il mondo, aggiustando continuamente e modificando, se necessario, l&#8217;orientamento del proprio io.<\/p>\n<p>La vita dell&#8217;anima \u00e8 simile ad un itinerario, o, se si preferisce, ad un pellegrinaggio, nel corso del quale essa prende coscienza della propria forza e della propria debolezza; cade, si rialza, cade ancora e nuovamente si rimette in piedi; sempre protesa al miglioramento di s\u00e9, al perfezionamento di s\u00e9, al trascendimento delle proprie pulsioni elementari, in vista di una sintesi dinamica fra le istanze della personalit\u00e0 e le concrete situazioni esistenziali.<\/p>\n<p>Allorch\u00e9 l&#8217;anima si ferma e si cristallizza, subentra la morte; una morte tanto pi\u00f9 vana ed ingloriosa, qualora essa sia l&#8217;effetto di una regressione della coscienza verso le pulsioni narcisistiche primarie, che non differenziano l&#8217;essere umano adulto e normale da un bambino di sei mesi o da un malato di mente irrecuperabile.<\/p>\n<p>La vita dell&#8217;anima, lo ripetiamo, \u00e8 dinamismo, lotta, sacrificio, impegno per modificare o rimuovere gli ostacoli che si frappongono al conseguimento dei suoi fini, o, qualora ci\u00f2 non sia possibile &#8211; come nel caso della morte di una persona cara -, accettazione dell&#8217;impotenza, della mancanza, del dolore: in vista (si capisce) di un loro superamento, spostando la propria condizione verso piani superiori di consapevolezza.<\/p>\n<p>Non esistono alternative n\u00e9, tanto meno, scorciatoie: l&#8217;idea che l&#8217;evoluzione dell&#8217;anima possa arrestarsi, per godere oziosamente il raggiungimento di un qualsiasi risultato, \u00e8 fuorviante e pericolosa in se stessa; le uniche soste che essa pu\u00f2 concedersi sono temporanee, e la loro ragion d&#8217;essere \u00e8 sempre e solo quella di ricostituire le proprie forze, in vista di un cammino ulteriore, di un balzo successivo.<\/p>\n<p>Chi non ha compreso questo, non ha capito nulla della terribile seriet\u00e0 della vita; la quale, certamente, \u00e8 fatta per la gioia e non per il dolore: ma ci\u00f2 non deve intendersi giammai come un dato acquisito in partenza, bens\u00ec come un punto d&#8217;arrivo, come un percorso incessante e, per molti versi, problematico e faticoso.<\/p>\n<p>S\u00ec, faticoso: proprio quello che le filosofie edonistiche vorrebbero eliminare, cancellare, distruggere, in nome di non si sa quale &quot;diritto&quot; alla felicit\u00e0.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 non \u00e8 affatto un diritto, bens\u00ec &#8211; casomai &#8211; un premio concesso ai forti, ai coraggiosi, ai tenaci; e non ai pigri, ai paurosi e ai voluttuosi. In altre parole, bisogna meritarsela, e non bamboleggiare con un supposto diritto nei suoi confronti.<\/p>\n<p>La vita non riconosce diritti di alcun tipo a chi non abbia l&#8217;energia, la purezza e l&#8217;onest\u00e0 di lottare per ci\u00f2 che desidera.<\/p>\n<p>In compenso, se tutto questo pu\u00f2 sembrare difficile, bisogna ricordare sempre che non ci viene chiesto di far tutto da soli, come fossimo altrettanti superuomini. C&#8217;\u00e8 una forza inesauribile, alla quale possiamo attingere se siamo abbastanza umili: la forza viva, possente, luminosa dell&#8217;Essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli effetti pi\u00f9 strani e disarmonici dell&#8217;esasperato edonismo e del narcisismo automatico, simile ad un riflesso condizionato, che caratterizzano l&#8217;infantilismo consumistico e la smania di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25999\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}