{"id":25996,"date":"2013-05-12T10:09:00","date_gmt":"2013-05-12T10:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/05\/12\/linvidia-sociale-alimentata-dal-consumismo-crea-la-frustrazione-permanente\/"},"modified":"2013-05-12T10:09:00","modified_gmt":"2013-05-12T10:09:00","slug":"linvidia-sociale-alimentata-dal-consumismo-crea-la-frustrazione-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/05\/12\/linvidia-sociale-alimentata-dal-consumismo-crea-la-frustrazione-permanente\/","title":{"rendered":"L\u2019invidia sociale, alimentata dal consumismo, crea la frustrazione permanente"},"content":{"rendered":"<p>In luogo della trotzkista &quot;rivoluzione permanente&quot;, il mondo moderno \u00e8 afflitto e lacerato dall&#8217;invidia sociale e, quindi, dalla sua figlia legittima, la frustrazione permanente dell&#8217;uomo-massa, che si vede sempre sfuggire la sospirata affermazione del proprio io.<\/p>\n<p>\u00c8 il meccanismo infernale del consumismo a determinare questa poco invidiabile situazione, creando incessantemente nuovi bisogni, sempre meno naturali e sempre pi\u00f9 artificiali, davanti ai quali il cittadino-consumatore \u00e8 perennemente proiettato verso il raggiungimento di beni e servizi dai quali tende a far derivare non solo il suo &quot;status&quot; sociale, ma anche e soprattutto l&#8217;affermazione e il riconoscimento del proprio io.<\/p>\n<p>\u00abPossiedo, dunque sono\u00bb; \u00abconsumo, dunque esisto\u00bb: questa \u00e8 la formula che trasforma gli oggetti, magari stravaganti e sommamente inutili, quando non addirittura dannosi, in icone irrinunciabili di benessere e di promozione sociale: non pi\u00f9 cose, ma simboli di un&#8217;idea, un&#8217;idea di felicit\u00e0 che, in una societ\u00e0 edonista, svolge lo stesso ruolo che aveva il Sacro Graal in una societ\u00e0 fortemente spirituale, come lo era quella cavalleresca del Medioevo.<\/p>\n<p>Ciascuno \u00e8 lanciato alla conquista del proprio Graal formato personale: che sia un&#8217;automobile o un telefonino, un computer o un vestito firmato; ciascuno \u00e8 disposto ad affrontare rischi e sacrifici (s\u00ec, rischi: per esempio, speculando in borsa o tentando la sorte al tavolo verde) pur di coronare il proprio sogno e gratificare, cos\u00ec, il proprio ego inferiore: quello che sempre brama e teme e che fa coincidere il proprio bene con il possesso e il piacere.<\/p>\n<p>Ahim\u00e8, le cosa non funziona, e per due buone ragioni. La prima \u00e8 che tutti gli uomini-massa inseguono, suppergi\u00f9, la stessa chimera, e dunque tutti finiscono per restare suppergi\u00f9, psicologicamente parlando, al livello di ciascun altro: se lo scopo era quello di distanziare il prossimo e sottolineare, cos\u00ec, la propria superiorit\u00e0, questo obiettivo si rivela illusorio, perch\u00e9 \u00e8 esattamente lo stesso che si pongono tutti gli altri. La seconda ragione \u00e8 che il Santo Graal del consumismo non \u00e8 un oggetto che si possa conquistare una volta per tutte, e questo proprio perch\u00e9, a differenza del vero Graal, quello dei cavalieri della Tavola Rotonda, non ha un valore esclusivamente simbolico, ma anche un valore intrinseco: ed \u00e8, in questo senso, un oggetto o un bene concreto, qualche cosa da mostrare e sbandierare; dunque, qualche cosa che deve essere continuamente rinnovata e sostituita, perch\u00e9 l&#8217;industria del consumo ne sforna in continuazione modelli pi\u00f9 aggiornati (e costosi): e non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 patetico che sfoggiare un Santo Graal ormai fuori moda e fuori corso.<\/p>\n<p>Alla lotta di classe di marxiana memoria si sostituisce, cos\u00ec, la lotta di tutti contro tutti, senza risparmio di colpi, combattuta mediante lo sfoggio di sempre nuovi status symbol: l&#8217;orologio d&#8217;oro contro le vacanze ai Caraibi, l&#8217;ultimo modello di automobile contro il Natale bianco a Cortina d&#8217;Ampezzo. L&#8217;importante \u00e8 far schiattare d&#8217;invidia il vicino di casa, il collega di lavoro, i genitori del compagno di banco del proprio figlio; l&#8217;importante \u00e8 gratificare il proprio ego facendo sentire gli altri qualche cosa di meno. Non \u00e8 un&#8217;affermazione del proprio merito, quel che si cerca, ma un&#8217;affermazione del proprio sembrare: dunque, non si tratta di evidenziare qualche qualit\u00e0 propria (perch\u00e9 ci\u00f2 riguarderebbe l&#8217;essere e non l&#8217;avere), ma di sottolineare qualche mancanza altrui. In fondo, le vacanze ai Caraibi sono una noia e si starebbe tanto meglio in un albergo sul mare vicino a casa; ma questo \u00e8 ci\u00f2 che fanno, appunto, gli altri: e allora sarebbe come riconoscere che non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza, che le nostre ambizioni devo accontentarsi di puntare agli stessi obiettivi di chiunque altro.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una conclusione che l&#8217;uomo-massa non pu\u00f2 accettare, perch\u00e9, se lo facesse, dovrebbe guardarsi per quello che \u00e8: uno come tanti, n\u00e9 migliore n\u00e9 peggiore di tanti; uno che non ha niente di speciale, niente di eccezionale, niente di unico. Tanto varrebbe suicidarsi, perch\u00e9 un tale riconoscimento, per l&#8217;uomo massa, \u00e8 peggio della morte. Egli, dunque, \u00e8 letteralmente costretto a protendersi verso l&#8217;auto-affermazione consumista: per lui \u00e8 diventata una necessit\u00e0 vitale. Quando firma cambiali, quando contrae mutui, quando si indebita per ostentare un tenore di vita al di sopra dei suoi mezzi, non sta ipotecando il futuro per inseguire un miraggio: dal suo puto di vista, sta lottando per non affogare, per continuare a esistere.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 vero. Se tutto quello che conta \u00e8 l&#8217;apparire, allora si esiste solo nella misura in cui si pu\u00f2 apparire. Questa \u00e8 la conclusione coerente rispetto alla premessa: l&#8217;irrinunciabilit\u00e0 dell&#8217;apparire e, pertanto, l&#8217;assoluta necessit\u00e0 dell&#8217;avere, relegando l&#8217;essere in posizione del tutto marginale, se non addirittura negandolo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che il consumista, prigioniero del proprio inferno, non arriva a comprendere, \u00e8 che la via d&#8217;uscita esiste, e sarebbe facilissima: riscoprire l&#8217;essere, voltare le spalle all&#8217;apparire, smascherando il ricatto dell&#8217;avere; ma ci\u00f2 richiede consapevolezza, indipendenza di giudizio e una sensibilit\u00e0 particolare, che i nostri nonni possedevano naturalmente, mentre oggi deve essere appositamente coltivata e alimentata, con scelte quotidiane limpide e coerenti.<\/p>\n<p>Per la persona consapevole, la sola che sia degna di essere chiamata &quot;uomo&quot; (o donna), non \u00e8 essenziale il consumo e lo sfoggio di beni e servizi, anzi, \u00e8 cosa assurda e dannosa, perch\u00e9 la persona consapevole conosce la differenza fra ci\u00f2 che \u00e8 necessario per vivere e ci\u00f2 che \u00e8 superfluo, fra un bisogno naturale e un bisogno artificiale; e, all&#8217;interno dei bisogni artificiali, conosce la differenza che esiste fra quelli innocui, e in definitiva accettabili, e quelli dannosi e del tutto fuorvianti.<\/p>\n<p>La persona consapevole non ha bisogno di apparire, perch\u00e9 sa di essere; pertanto, si sottrae senza sforzo al ricatto del consumismo, fondato sulla pretesa dell&#8217;uomo-massa di emergere, di essere qualcuno, facendo per\u00f2, in realt\u00e0, esattamente quello che fanno tutti gli altri. La persona consapevole emerge naturalmente in virt\u00f9 dell&#8217;essere e non dell&#8217;avere o dell&#8217;apparire, perch\u00e9 si tratta ormai di un tipo umano cos\u00ec raro, che non potrebbe non farsi notare in qualunque ambiente e in qualunque contesto, anche se lo volesse.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che la sua eccezionalit\u00e0 non sempre, anzi raramente, viene vista dagli altri di buon occhio: perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una sola cosa che crei pi\u00f9 gelosia, invidia e frustrazione nell&#8217;uomo massa, della presenza di altri uomini-massa che, sgambettando e sgomitando, cercano di sorpassarlo: ed \u00e8 l&#8217;apparizione di una persona autentica, davanti alla quale egli intuisce tutta la propria inautenticit\u00e0, la propria pochezza, la propria meschinit\u00e0. Allora, e solo allora, cessa per un momento la lotta degli uomini-massa gli uni con gli altri, e si stringe fra loro un tacito accordo, un patto temporaneo, in virt\u00f9 del quale essi fanno fronte comune contro l&#8217;intruso, contro l&#8217;alieno, da cui si sentono in egual misura minacciati.<\/p>\n<p>Si badi: l&#8217;uomo-massa intuisce solamente, e non comprende a fondo, la propria inadeguatezza davanti alla persona vera; la intuisce come in una nebbia, e senza rendersi conto, n\u00e9 esser capace di analizzare il proprio sentimento; quel che \u00e8 certo \u00e8 che l&#8217;uomo-massa prova una antipatia istintiva, un vero e proprio odio, verso la persona autentica, pi\u00f9 ancora di quanto ne provi verso gli altri uomini-massa. Per costoro, infatti, egli prova fastidio, per\u00f2, in fondo, li considera anche necessari, anzi indispensabili, per fare da testimoni al suo (improbabile) trionfo. \u00c8 loro che vuol far crepare d&#8217;invidia; loro sono il suo pubblico: per chi reciterebbe, se non ci fossero? Ma la persona consapevole \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa: appartiene a un&#8217;altra razza, a un altro pianeta, a un altro universo. Da lei, l&#8217;uomo-massa non otterr\u00e0 mai alcun riconoscimento, per quanti successi riesca a collezionare sul piano dell&#8217;effimero e dell&#8217;apparenza. E questo egli lo sa, lo sente, con tutto se stesso: sa, sente, che non otterrebbe mai nulla di pi\u00f9 che un sorriso ironico, per quanti sforzi faccia per emergere, per primeggiare. E ci\u00f2 lo manda in bestia ancor prima che possa avvenire: \u00e8 questo il motivo per cui la odia la persona vera, la odia con la feroce intensit\u00e0 di chi si sente minacciato nella propria essenza (anche se, in questo caso, l&#8217;essenza coincide con il vuoto, con il nulla: cosa che per\u00f2, ed \u00e8 questo il paradosso, l&#8217;uomo-massa ignora o si sforza d&#8217;ignorare).<\/p>\n<p>Un aspetto curioso, se si vuole, ma perfettamente logico, dei meccanismi che siamo andati descrivendo, \u00e8 che l&#8217;invidia sociale non si esercita verso chi possiede mezzi economici molto pi\u00f9 vasti, ma solo verso chi ne possiede di simili o di non troppo pi\u00f9 grandi. Non si invidia il miliardario, si invidia il vicino di casa o il collega di ufficio: gente che ha suppergi\u00f9 gli stessi mezzi e che coltiva suppergi\u00f9 le stesse ambizioni.<\/p>\n<p>La frustrazione che deriva dal mancato possesso di un bene o di un servizio di cui dispone, invece, il vicino, non \u00e8 pertanto una frustrazione radicale, ma relativa; in compenso, essa \u00e8 permanente, perch\u00e9, anche se si riesce a procurarsi quello stesso bene o servizio, e magari anche uno migliore, ci sar\u00e0 sempre un altro vicino che, nel frattempo, avr\u00e0 fatto un ulteriore passo in avanti e sar\u00e0 quindi venuto a porsi come nuovo oggetto di invidia e come nuova sorgente di cruccio, amarezza e frustrazione.<\/p>\n<p>Quanto alla persona autentica, non la si invidia, ma la si odia: perch\u00e9, con lei, il discorso si sposta dall&#8217;avere all&#8217;essere, ossia su un tipo di terreno nel quale l&#8217;uomo-massa non si sente in competizione. Infatti quel terreno, a parole, non lo interessa; per\u00f2 egli intuisce, in qualche oscura maniera, che quel terreno \u00e8 infinitamente pi\u00f9 importante e che il rifiuto della persona autentica di riconoscere il valore delle cose per cui lui si batte sta a indicare appunto questa differenza antropologica. La persona non riconosce la tavola dei valori dell&#8217;uomo-massa e questo \u00e8 di per s\u00e9 scandaloso e inaccettabile: da qui l&#8217;odio istintivo e la volont\u00e0 di ostacolarla in tutti i modi; cosa facilissima, se l&#8217;uomo-massa si trova in posizione gerarchicamente superiore.<\/p>\n<p>Vengono a proposito le osservazioni svolte dal sociologo francese Raymond Boudon nel suo saggio \u00abEffetti &quot;perversi&quot; dell&#8217;azione sociale\u00bb (titolo originale: \u00abEffets pervers et ordre social\u00bb, Presses Universitaires de France, Paris,1977; traduzione dal francese Antonio Chiesi, Feltrinelli Editore, Milano, 1981, pp127-28):<\/p>\n<p>\u00abLa nozione di frustrazione relativa (&quot;relative deprivation&quot;) e di gruppo di riferimento costituiscono insieme un sistema concettuale il cui successo \u00e8 dovuto senza dubbio al fatto che permette di rendersi conto di situazioni paradossali con l&#8217;aiuto di proposizioni di buon senso. Come Runciman sottolinea, le due nozioni sono la conseguenza di un&#8217;ovviet\u00e0 comune: cio\u00e8 che &quot;atteggiamenti, aspirazioni e frustrazioni, dipendono largamente dal quadro di riferimento in cui sono concepiti&quot; [&#8230;] L&#8217;osservazione mostra in effetti che nella maggior parte dei casi \u00e8 impossibile comprendere perch\u00e9 un individuo A prova per esempio invidia nei confronti di B ma non di C se non si conosce il &quot;quadro di riferimento&quot; (&quot;the frame of reference&quot;) di A: come \u00e8 possibile spiegare che A invidia la 504 del vicino di destra ma non la Jaguar del vicino di sinistra, se non si sa che A pu\u00f2 sperare di elevarsi al livello del vicino di destra ma non a quello del vicino di sinistra?\u00bb<\/p>\n<p>Ora, il fatto caratteristico della societ\u00e0 consumista, nella sua fase attuale e avanzata, \u00e8 proprio che diminuisce sempre pi\u00f9 il numero dei &quot;vicini&quot; che non suscitano invidia a causa della loro eccessiva ricchezza, e questo perch\u00e9 la ricchezza tende a concentrarsi sempre pi\u00f9 in poche mani (i dati ufficiali odierni dicono che, in Italia, il 50% della ricchezza \u00e8 detenuto dal 10% della popolazione). E intanto aumenta, in misura simmetrica, l&#8217;invidia nei confronti dei vicini &quot;normali&quot;, quelli che hanno una macchina simile alla propria, i quali sono sempre pi\u00f9 numerosi: dunque, aumenta la quantit\u00e0 &quot;totale&quot; di invidia e, con essa, aumenta anche la quantit\u00e0 di frustrazione. Per\u00f2, cosa degna di nota, l&#8217;invidia non si dirige verso chi sta molto pi\u00f9 in alto, dunque prescinde proprio da coloro i quali tendono a monopolizzare la ricchezza. E si innesca, cos\u00ec, una guerra permanente tra &quot;poveri&quot;, ossia fra uomini-massa sempre pi\u00f9 derelitti, amareggiati e frustrati, sempre pi\u00f9 esasperati e incattiviti.<\/p>\n<p>Eppure, ripetiamo, la via d&#8217;uscita ci sarebbe, e non costerebbe un soldo: prendere a modello le persone autentiche; rifiutare il ricatto sociale; cercare di realizzarsi nell&#8217;essere, anzich\u00e9 nell&#8217;avere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In luogo della trotzkista &quot;rivoluzione permanente&quot;, il mondo moderno \u00e8 afflitto e lacerato dall&#8217;invidia sociale e, quindi, dalla sua figlia legittima, la frustrazione permanente dell&#8217;uomo-massa, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-25996","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25996","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25996"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25996\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25996"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25996"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}