{"id":25990,"date":"2019-01-06T12:31:00","date_gmt":"2019-01-06T12:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/06\/inutile-lamentarsi-ora-bisognava-svegliarsi-prima\/"},"modified":"2019-01-06T12:31:00","modified_gmt":"2019-01-06T12:31:00","slug":"inutile-lamentarsi-ora-bisognava-svegliarsi-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/06\/inutile-lamentarsi-ora-bisognava-svegliarsi-prima\/","title":{"rendered":"Inutile lamentarsi ora: bisognava svegliarsi prima"},"content":{"rendered":"<p>Se vogliano essere costruttivi, dobbiamo partire dall&#8217;onest\u00e0: vale a dire, da un bellissimo esame di coscienza. Ora ci lamentiamo perch\u00e9 la confusione liturgica, pastorale e dottrinale, nella Chiesa cattolica, \u00e8 arrivata a livelli intollerabili, sfociando in una vera e propria apostasia: e, naturalmente, cerchiamo un colpevole. Molti di noi credono di averlo trovato in Bergoglio; possiamo aggiungerci anche Bassetti, Paglia, Galantino; e Bianchi, e James, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta: l&#8217;elenco sarebbe dolorosamente lungo, quasi interminabile. Faremmo prima, assai prima, a ricordare quelli che non fanno parte della cricca modernista ed eretica e quelli che non razzolano nel fango e poi vanno a cercare puntelli teologici, si fa per dire, coi quali scusare, giustificare e perfino ostentare i loro turpi vizi. Che bello parlare dei poveri, e frattanto intascare un mucchio di soldi, come Maradiaga; oppure cianciare di dialogo e discernimento, e poi razzolare nel marcio, o tollerare il marcio in casa propria, come Coccopalmerio, o Ricca, o Zanchetta.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, sempre se vogliamo essere onesti, sappiano benissimo che il signore argentino non avrebbe mai potuto fare quel che sta facendo, e n\u00e9 incoraggiare o tollerare i suoi a fare e dire quel che fanno e dicono, se non gli fosse stato dato il potere di farlo: sappiamo benissimo, perci\u00f2, che la crisi della Chiesa non nasce con lui, non comincia affatto con lui, ma con lui sta culminando, dopo aver fatto, pressoch\u00e9 indisturbata, molta strada. Possiamo prendercela con la mafia di San Gallo, allora: con Danneels, con Martini, eccetera; ma \u00e8 chiaro che non sarebbe una analisi sufficiente. Bisogna risalire pi\u00f9 indietro: da dove \u00e8 venuta fuori, la mafia di San Gallo? Come mai la massoneria ha fatto cos\u00ec tanta strada fin dentro il cuore della Chiesa? E allora bisogna risalire agli anni di Wojtyla, che poi soni gli anni ruggenti dello I.O.R. di Marcinkus e delle relazioni pericolose con Gelli, Ortolani, Calvi e Sindona: gli anni delle relazioni con la massoneria e con la mafia. Tutto per fare cassa, e poter finanziare <em>Solidarnosc<\/em>: tale, lo sappiano, era il disegno del papa polacco. Un disegno che pretendeva di operare il bene, abbattere il regime comunista, servendosi del male, i soldi dei banchieri mafiosi e massoni. Un disegno talmente tenebroso, talmente sporco, che forse \u00e8 costato la vita a papa Luciani, eliminato &#8211; ma non ne avremo mai le prove &#8212; perch\u00e9 aveva scoperto il gioco del suo predecessore e intendeva rimuovere i Villot e i Marcinkus, e combattere la massoneria ecclesiastica. Mio Dio quanto marciume; e quanta ipocrisia.<\/p>\n<p>Ma non basta ancora. Queste cose non sono spuntate fuori dal cilindro del prestigiatore: covavano gi\u00e0. Quando la massoneria ecclesiastica si \u00e8 insediata con forza dentro i sacri palazzi, se non dal momento dell&#8217;elezione di papa Giovanni, e poi durante il pontificato di Paolo VI? Guarda caso, gli anni del Concilio: l&#8217;opera terribile di devastazione che questo ha innescato, con la subdola abilit\u00e0 di presentarsi in vesti melliflue e seducenti, s\u00ec da ingannare la quasi totalit\u00e0 dei fedeli dietro le parole d&#8217;ordine del rinnovamento, dell&#8217;apertura, del dialogo, del mettersi in relazione con il mondo, del passare da un atteggiamento puramente difensivo a un atteggiamento costruttivo, fiducioso, aperto e coraggioso. E intanto il Concilio stravolgeva l&#8217;intera prospettiva della Chiesa, il senso stesso della sua missione: ispirato da un teologo eretico, fornicatore e larvatamente protestante, Rahner, sul piano dottrinale, e da un arcivescovo massone, Bugnini, quanto alla cosiddetta riforma liturgica. In realt\u00e0, fu una rivoluzione: ecco perch\u00e9 ora Bergoglio se ne viene fuori a dire che il cristianesimo \u00e8 rivoluzionario. \u00c8 falso, naturalmente; ma egli lo pu\u00f2 dire perch\u00e9 il Concilio fu realmente una rivoluzione, e ha abituato i cattolici a una mentalit\u00e0 rivoluzionaria: una mentalit\u00e0 che non ha nulla a che fare col Vangelo, col Magistero, con la vera dottrina di sempre; e che non ha nulla a che fare con Ges\u00f9 Cristo, con l&#8217;Incarnazione e la Redenzione. L&#8217;idea stessa di rivoluzione \u00e8 totalmente contraria al Vangelo, perch\u00e9 unisce l&#8217;incitamento all&#8217;odio di classe alla pretesa dell&#8217;uomo di redimersi da s\u00e9, ma su un piano puramente terreno e immanente. O si crede nella rivoluzione o si crede nella Redenzione di Cristo: ma tale \u00e8 stato il cattivo seme conciliare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, siamo arrivati al conclave del 1958: il pettine \u00e8 arrivato al nodo. \u00c8 l\u00ec che le cose hanno cominciato a prende una brutta china, la Chiesa cattolica a deragliare: quando \u00e8 morto Pio XII ed \u00e8 stato eletto il tanto decantato &quot;papa buono&quot; (come se gli altri fossero stati &quot;cattivi&quot;)? Certo, vi sono gravi sospetti che tanto Roncalli che Montini fossero massoni: ma se anche cos\u00ec fosse, ed \u00e8 probabile, ci\u00f2 basterebbe a spiegar tutto? Oppure, al contrario, questo non richiederebbe forse una spiegazione adeguata: capire, cio\u00e8, come sia stato possibile che la massoneria sia riuscita a piazzare sulla cattedra di san Pietro i suoi uomini fin da allora, decenni prima che si costituisse la mafia di San Gallo? Se un complotto c&#8217;\u00e8 stato, non \u00e8 nato nel 2013: \u00e8 nato nel 1958. Ma come \u00e8 potuto accadere? La Chiesa pareva solida, la dottrina pareva eterna, il clero pareva agguerrito e ben preparato, conscio della sua alta missione. Un James Martin, allora, sarebbe stato cacciato a pedate nel sedere; e un Enzo Bianchi sarebbe stato scomunicato, pur essendo un semplice laico, produttore di vino (cosa che ancora oggi molti non sanno, o trascurano di considerare). Ma evidentemente, era solo apparenza: l&#8217;organismo non era cos\u00ec sano come appariva, altrimenti un cos\u00ec terribile virus sarebbe stato bloccato immediatamente dagli anticorpi. Eccoci dunque finalmente arrivati a una prima conclusione: la Chiesa era gi\u00e0 malata prima ancora del Concilio; non \u00e8 possibile, non \u00e8 onesto, vedere nel Concilio la causa della deriva modernista, laicista e filo-protestante, bens\u00ec bisogna vedere in esso un effetto. La causa, invece, stava a monte.<\/p>\n<p>Ma dove, allora? Dobbiamo forse proseguire all&#8217;infinito con questa risalita indietro? Dovremo sempre spostare pi\u00f9 in l\u00e0 l&#8217;origine del male che oggi sta divorando la Chiesa, la sta letteralmente dissolvendo sotto i nostri occhi, lasciandoci muti, impotenti e amareggiati? Non occorre essere filosofi di professione per capire che qualsiasi <em>regressus ad infinitum<\/em> non ha senso, serve solo a spostare continuamente l&#8217;oggetto della ricerca, senza arrivare mai a una causa prima. Certo, solo pochi anni innanzi al Concilio c&#8217;era stato l&#8217;affaire Teilhard de Chardin: una vicenda assai significativa, che indicava come proprio i pi\u00f9 ferrei custodi della Tradizione, i gesuiti, si stessero mettendo per una strada ben diversa, stessero battendo i pericolosi sentieri della ricerca teologica orgogliosa, succube della scienza evoluzionista. Il male era l\u00ec: nell&#8217;evoluzionismo, nello storicismo, nell&#8217;immanentismo. E possiamo anche notare che il cattivo seme del modernismo esisteva gi\u00e0 da oltre mezzo secolo prima del Concilio, tanto \u00e8 vero che san Pio X lo aveva colpito nel 1907, con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>. Ma ci\u00f2 significa che sin dagli ultimi decenni dell&#8217;800 il male camminava e si diffondeva. E prima? Prima c&#8217;era stato il cattolicesimo liberale; c&#8217;era stato Rosmini: e non \u00e8 un caso che la sua figura, a torto o a ragione, sia stata messa sulle bandiere dei progressisti al Concilio. Forse don Milani aveva in mente le sue <em>Cinque piaghe<\/em>, e forse tutti i novatori e i rivoluzionari del post-concilio si sentivano un po&#8217; gli eredi del filosofo di Rovereto, senza avere, per\u00f2 &#8212; a cominciare da don Milani &#8212; neanche l&#8217;ombra della sua santit\u00e0, per non parlare della sua obbedienza. E prima ancora? Prima c&#8217;era stata la Rivoluzione francese, e prima l&#8217;Illuminismo, e prima il Rinascimento&#8230; A ciascuna di queste tappe nella storia delle idee, corrisponde una crescente infiltrazione di esse nel tessuto della Chiesa. Tale infiltrazione \u00e8 stata portata avanti soprattutto dalla massoneria: non, quindi, dal 1900, ma almeno a partire dal 1700. Quella \u00e8 gente che non ha fretta e che pensa in grande, molto in grande: ha la pazienza di seminare e di aspettare a raccogliere quando i tempi sono maturi; e adesso lo sono. A partire almeno dall&#8217;Umanesimo, non \u00e8 stata pi\u00f9 la Chiesa che ha cercato di convertire il mondo, ma il mondo che ha iniziato a convertire la Chiesa: nonostante l&#8217;opera eroica di alcuni grandi Santi. Di fatto, a partire dagli albori della modernit\u00e0, la Chiesa ha perso l&#8217;iniziativa; si \u00e8 attestata a difesa; ma chi si limita a difendersi, prima o poi soccombe. Le guerre non si vincono mai stando solo sulla difensiva; vince chi ha pi\u00f9 mezzi, ma soprattutto chi rappresenta un&#8217;idea e con quell&#8217;idea va all&#8217;attacco, e conquista le posizioni nemiche. E la Chiesa, a partire dall&#8217;Umanesimo, quale idea ha rappresentato, se non quella di un progressivo adattamento al mondo, alle nuove tendenze della politica, dell&#8217;economia, della finanza, del pensiero, della scienza, dell&#8217;arte, spacciato per dialogo, apertura ed inclusione? Poveri sciocchi cattolici progressisti, almeno quelli in buona fede (se pure ce ne sono). Come il bambino che si \u00e8 perso, va dicendo a tutti che si \u00e8 persa la sua mamma, non lui; cos\u00ec i cattolici del dialogo dicono di aver incluso il mondo, e non vedono che \u00e8 stato il mondo a divorarseli in un boccone, vestiti e scarpe compresi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 ancora finita. Non basta individuare l&#8217;origine e le cause del male: bisogna ancora fare la cosa pi\u00f9 importante: l&#8217;esame di coscienza. Dove eravamo noi, noi cattolici laici, mentre tutto ci\u00f2 avveniva? S\u00ec, il clero ha avuto le sue pesanti responsabilit\u00e0. Mentre cardiali e vescovi massoni tramavano nell&#8217;ombra, molti, troppi sacerdoti non sapevano parlare, non sapevano spiegare, presentavano ai fedeli una religione fatta di formule, di riti esteriori, di automatismi, una religione legnosa, artritica, senza slancio, senza entusiasmo, senza capacit\u00e0 di parlare in maniera convince e autorevole. Non tutti, ma molti: forse troppi. Cos\u00ec i cattolici sono stati battezzati, comunicati e cresimati, per\u00f2 con un vero <em>deficit<\/em> culturale e soprattutto spirituale: senza conosce bene la dottrina e senza, soprattutto, aver fatto esperienza della vita interiore, ma solo ripetendo formule astratte. Ci\u00f2 detto, rimane il fatto che i laici hanno comunque ricevuto le basi di una dottrina ancora integra e sana, di una dottrina non adulterata da quei germi di eresia che oggi la dilaniano e la stravolgono. Hanno anche ricevuti dei buoni, o dei discreti, esempi di vita cristiana: c&#8217;erano ancora non pochi sacerdoti ben preparati, seri, coerenti, capaci di far vedere ai loro parrocchiani, e specialmente ai bambini, la verit\u00e0 e la bellezza del Vangelo, con il loro esempio di vita oltre che con le parole e le cerimonie. Anche nelle famiglie c&#8217;erano delle figure autorevoli in fatto di spiritualit\u00e0, specialmente le mamme e le nonne: c&#8217;era la frequenza ai Sacramenti, c&#8217;era la recita quotidiana del Rosario, c&#8217;era l&#8217;osservanza del digiuno, e c&#8217;era, pi\u00f9 importante di tutto, il timor di Dio, insieme alla pratica delle buone opere, senza le quali la fede \u00e8 fatta di aria. E cos\u00ec come c&#8217;erano tante brave maestre, non tutte, ma parecchie, cos\u00ec c&#8217;erano tante belle figure di cristiani, fra i sacerdoti, fra gli insegnanti, fra i parenti, fra i vicini di casa, fra glli amici di famiglia. C&#8217;erano dei buoni libri, c&#8217;era la buona stampa: c&#8217;era un giornale, <em>Famiglia Cristiana<\/em>, che era veramente cattolico, ed era ben fatto; e c&#8217;era un giornale a fumetti per i bambini, <em>Il Giornalino<\/em>, che era buono e bello, e accompagnava i sogni e le fantasie dei giovanissimi, mostrando loro che si pu\u00f2 evadere in un mondo di fantasie avventurose senza per questo discostarsi dal retto sentiero della vita cristiana e degli ideali cristiani. C&#8217;erano tutte le condizioni, insomma, perch\u00e9 i laici, avendo ricevuto un&#8217;educazione cristiana, facessero tesoro di quanto appreso e lo custodissero gelosamente, per tramandarlo, a loro volta, ai propri figli. Invece cos\u00ec non \u00e8 avvenuto: il serpente del consumismo si \u00e8 introdotto nel giardino della nostra societ\u00e0 a partire dagli anni &#8217;50 e &#8217;60, e non se n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 andato, inquinando tutto con la sua bava, anche la fede, e trascinandola, via, via, verso il basso, verso il fango della passioni disordinate, degli stili di vita all&#8217;americana, superficiali e immorali.<\/p>\n<p>E adesso la situazione \u00e8 questa: siccome per cinquant&#8217;anni abbiamo smesso di vegliare e vigilare; siccome per cinquant&#8217;anni abbiamo chiuso gli occhi e dormito, ora ci ritroviamo entro una chiesa che non \u00e8 pi\u00f9 quella, con una dottrina che non \u00e8 la vera dottrina, con un clero irriconoscibile, con una morale capovolta, con una prospettiva &quot;teologica&quot; che \u00e8 del tutto antropocentrica e che non d\u00e0 alcuna risposta al vero bisogno dell&#8217;uomo, che \u00e8 bisogno di spiritualit\u00e0, di trascendenza, di verit\u00e0, di Pane Vino disceso dal Cielo. Ora abbiamo i teologi della svolta, abbiamo i vescovi di strada, abbiamo i preti che allestiscono la mensa per i poveri dentro le basiliche: ma ci siamo dimenticati, tutti quanti, che la prima povert\u00e0 da combattere \u00e8 quella spirituale, \u00e8 l&#8217;assenza di Dio, \u00e8 la dimenticanza di Dio, \u00e8 il rifiuto di Dio. E non gi\u00e0 di un Dio qualsiasi, ma del solo, vero Dio, che \u00e8 venuto sulla terra per annunciare agli uomini la Buona Novella. Abbiamo lasciato che i falsi pastori, che i mercenari travestiti da pastori entrassero nel recinto, aprissero le porte e disperdessero le pecorelle: e le pecorelle eravamo noi. Li abbiamo perfino ammirati, li abbiamo applauditi, li abbiamo scambiati per guide &quot;illuminate&quot;: scordandoci che i cristiani hanno una sola ed unica guida, Ges\u00f9 Cristo, e nessun altri che Lui. Cos\u00ec, la &quot;chiesa in uscita&quot;, che si vanta di essere tale, \u00e8 uscita dalla Verit\u00e0 di Cristo, si \u00e8 mondanizzata, ha fatto suo il modo di pensare del mondo: carnale, non spirituale. Si illude di poter instaurare la giustizia in terra, da se stessa, con le sue forze: non ha capito nulla, non ricorda nulla della Scrittura e di duemila anni di Magistero. <em>Il mio Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>, ha detto Cristo: ma questi preti superbi, questi vescovi che fingono umilt\u00e0, ma sono divorati dal demone dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;esibizionismo, credono di poter realizzare il regno della giustizia e della pace, ahim\u00e8 in senso meramente umano. La <em>chiesa in uscita<\/em> ha aperto i cancelli e le pecorelle si sono disperse, e i lupi sono entrati. 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