{"id":25989,"date":"2020-03-08T08:55:00","date_gmt":"2020-03-08T08:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/08\/intuizioni-e-ispirazioni-di-bene\/"},"modified":"2020-03-08T08:55:00","modified_gmt":"2020-03-08T08:55:00","slug":"intuizioni-e-ispirazioni-di-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/08\/intuizioni-e-ispirazioni-di-bene\/","title":{"rendered":"Intuizioni e ispirazioni di bene"},"content":{"rendered":"<p>La vita morale di ciascun essere umano \u00e8 il teatro di una lotta incessante fra il bene e il male; e la disgrazia della nostra epoca, e pi\u00f9 in generale di tutta la cosiddetta civilt\u00e0 moderna, \u00e8 che ci siamo scordati di questa semplice verit\u00e0, e abbiamo adottato l&#8217;idea che la vita, invece, sia l\u00ec perch\u00e9 noi possiamo <em>inseguire i nostri sogni<\/em>, perch\u00e9 possiamo <em>realizzare le nostre aspirazioni<\/em> e soprattutto perch\u00e9 noi possiamo <em>esercitare i nostri diritti<\/em>, primo dei quali il <em>diritto alla libert\u00e0<\/em>. Nessuno ci ha spiegato, anzi, la cultura nella quale siamo immersi ha fatto di tutto perch\u00e9 ce ne scordassimo, che la vera libert\u00e0 non consiste nel diritto di fare quel che si vuole in quel dato momento, e magari tutto il contrario un momento dopo, bens\u00ec nel fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto fare, ieri, oggi e domani; quel che \u00e8 giusto sempre, un senso assoluto, sia che la nostra vita debba durare ancora per cento anni, sia che debba terminare fra un minuto. A una tale consapevolezza, che era il fondamento del senso morale dei nostri nonni, si \u00e8 sostituita la vacuit\u00e0 del relativismo: \u00e8 vero tutto e il contrario di tutto, e noi possiamo scegliere qualsiasi cosa ci passi per la testa di desiderare, senza alcuna preoccupazione per il bene in senso assoluto; che, del resto &#8212; ci viene detto e ripetuto fino alla noia &#8212; non esiste. Ogni epoca ha la sua morale, ogni cultura ha la sua idea di bene e di male, di giusto e d&#8217;ingiusto; perci\u00f2, bando alle malinconie e agli scrupoli eccesivi, viviamo la vita come ci viene, e cerchiamo di godercela al massimo, perch\u00e9 quando sar\u00e0 finita, non ne avremo un&#8217;altra per fare le cose alle quali avremo rinunciato, non ci verr\u00e0 data una seconda occasione per cogliere quei piaceri che abbiamo trascurato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una filosofia da disperati, e infatti l&#8217;uomo moderno \u00e8 un disperato, anche se, nella maggior parte dei casi, non sa di esserlo. Poi, senza riuscire a spiegarsene la ragione, a un certo momento cade in depressione: allora si riempie di psicofarmaci, accarezza il suicidio, ma continua a pensare: <em>Ho tutto sotto controllo; qualche pastiglia, qualche seduta dallo psichiatra o dallo psicanalista, e mi rimetter\u00f2 in carreggiata: sono fortunato a vivere di questi tempi, perch\u00e9 posso fare tutto ci\u00f2 che voglio, mentre i nostri nonni dovevano sottostare a una lunga serie di obblighi, di divieti, di condizionamenti<\/em>. Povero sciocco: e non si \u00e8 reso conto che la libert\u00e0 \u00e8 un dono troppo prezioso per chi non \u00e8 maturo per servirsene; che \u00e8 come una lama a doppio taglio e che, se non si \u00e8 abbastanza cresciuti per sapere come va adoperata, diventa la propria croce, non la propria felicit\u00e0. Per essere felici, bisogna sapere cosa si viene a fare nella vita, bisogna capire perch\u00e9 essa ci viene data. La libert\u00e0 non \u00e8 il dato essenziale: il dato essenziale \u00e8 il fatto di esserci, di esistere, di avere delle opportunit\u00e0; la libert\u00e0 \u00e8 il naturale completamento del nostro essere uomini, nel pieno senso della parola. E cosa significa essere pienamente uomini (e pienamente donne), se non che si \u00e8 compreso che la libert\u00e0 non serve a levarsi qualsiasi capriccio (libert\u00e0 negativa: il rifiuto dell&#8217;ordine e della tradizione) ma per fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto fare, e per essere ci\u00f2 che \u00e8 giusto essere, in accordo con l&#8217;ordine universale (libert\u00e0 positiva)? Chi non ha capito questo, non ha capito nulla: \u00e8 e resta come un eterno bambino, come un adolescente di quaranta, cinquanta, sessanta anni. E nella sua vita non far\u00e0 altro che ripetere le stesse dinamiche inconcludenti, le stesse azioni insoddisfacenti, e nel cogliere le stesse soddisfazioni a met\u00e0, le stesse delusioni a catena. Non sar\u00e0 felice, perch\u00e9 per essere felici bisogna realizzare se stessi, non come esseri isolati e capricciosi, ma proprio in quanto esseri umani degni di questo nome: creature dotate di anima e di libero arbitrio; e come si pu\u00f2 essere felici se si inseguono senza posa progetti confusi e velleitari, e brame di godimento disordinate e autodistruttive?<\/p>\n<p>Dunque: la vita \u00e8 un pellegrinaggio ed \u00e8, contemporaneamente, una battaglia: un pellegrinaggio verso la nostra patria vera, che non \u00e8 di questo mondo, e una battaglia incessante fra il bene e il male, la cui posta in gioco \u00e8 la nostra anima, e quindi il nostro destino eterno. \u00c8 chiaro che attaccarsi a questo mondo come se esso fosse la nostra vera patria comporta la sconfitta esistenziale, perch\u00e9, presto tardi, ciascuno deve fare i conti con la propria mortalit\u00e0 e con la caducit\u00e0 di tutte le cose terrene. \u00c8 molto probabile che ci\u00f2 comporti anche la sconfitta nella battaglia morale, perch\u00e9 attaccarsi alle cose di quaggi\u00f9 significa farsi schiavi dei propri appetiti materiali e trascurare la propria dimensione spirituale, il che \u00e8 la strada pi\u00f9 sicura per cadere in potere delle forze maligne, e ignorare sistematicamente il richiamo delle forze benevole. La grande legge universale, infatti, \u00e8 che sia il male, sia il bene, esercitano un&#8217;attrazione su di noi: ma essendo creature dotate di libero arbitrio, noi possiamo scegliere se lasciarci sedurre dalle une o dalle altre, perch\u00e9 n\u00e9 queste, n\u00e9 quelle, hanno il potere di asservirci senza che vi sia un consenso da parte nostra. Ora, la grande colpa e la grande responsabilit\u00e0 della cultura moderna \u00e8 quella di averci tenuto nell&#8217;ignoranza di tale fatto; oppure, cadendo nell&#8217;eccesso opposto, di averci presentato la vita malvagia o la vita virtuosa come il risultato di forze esterne troppo forti perch\u00e9 l&#8217;uomo abbia la possibilit\u00e0 di fronteggiarle, sicch\u00e9 fra l&#8217;essere dei malvagi o divenire delle anime sante non vi sarebbe sostanzialmente differenza, dipendendo tutto dal caso e dalle circostanze nelle quali ci si viene a trovare. Contro questa visione fatalista, che tende a deresponsabilizzarci, oltre che a deprimerci, dobbiamo sostenere con forza la visione opposta: noi siamo liberi, anche se le suggestioni certamente esistono; abbiamo tuttavia la possibilit\u00e0 di accoglierle o di respingerle, perch\u00e9 non siamo dei burattini abbandonati al destino, ma delle creature razionali e responsabili, dotate di sufficiente libert\u00e0 &#8212; anche se non di una libert\u00e0 assoluta, che compete solo a Dio &#8212; per fare la nostra scelta, sia nell&#8217;uno che nell&#8217;altro senso.<\/p>\n<p>La letteratura e il cinema ci hanno abituati, anche se in senso esteriore e volgarmente spettacolare, al manifestarsi delle temibili forze del male; assai meno frequentemente ci parlano di quelle del bene, le quali spesso si intrecciano con i casi della nostra vita e che, se le sapessimo vedere, e quindi cogliere, sarebbero per noi altrettante occasioni di maturazione, di ascesa e di perfezionamento &#8212; in termini cristiani, di santificazione della vita quotidiana. Ma il fatto \u00e8 che noi, moltissime volte, non le vediamo neppure, non le sappiamo riconoscere; o, peggio ancora, se pure le vediamo, le giudichiamo sul metro dei nostri istinti pi\u00f9 grossolani e perci\u00f2 le scartiamo da un lato, come se nulla di utile potessero recarci, e seguitiamo stoltamente ad inseguire le occasioni di male, anzich\u00e9 quelle di bene. Per\u00f2 le forze del bene esistono ed agiscono; ed esiste, in particolare, l&#8217;angelo custode, come insegna la dottrina cattolica, compagno invisibile ma sollecito del nostro bene, il quale si sforza di proteggerci dal male e di allontanarci dai pericoli fisici e morali, ma nulla di decisivo pu\u00f2 fare senza il nostro assenso, frutto di una chiara e libera scelta. E il bene che le presenze amorevoli si adoperano per portare nella nostra vita, non \u00e8 diretto solamente a noi, ma anche verso altri; ciascuno di noi, infatti, pu\u00f2 diventare uno strumento di bene per gli altri, e perfino di salvezza, se \u00e8 disposto ad assecondare gli impulsi generosi che giacciono potenzialmente al fondo dell&#8217;anima e che le forze benefiche si incaricano di suscitare e di ravvivare continuamente. Proviamo a riandare, col pensiero, ai momenti della nostra vita nei quali una forza misteriosa ci ha spinti a dire o fare la cosa giusta per venire concretamente in aiuto del prossimo in difficolt\u00e0, qualche volta un amico, qualche volta addirittura un perfetto sconosciuto: non \u00e8 forse vero che noi stessi ci siamo trovati a pronunciare delle parole o a compiere delle azioni che parevano venire non da noi, ma da qualcun altro, e che tuttavia ci guidavano con infallibile sicurezza nella giusta direzione, mentre noi ci rendevamo docili strumenti affinch\u00e9 si manifestassero pienamente?<\/p>\n<p>Per chiarire questo concetto, vogliamo citare uno dei tantissimi episodi, testimoniati da migliaia di persone, nei quali si direbbe che non solo colui che riceve un soccorso insperato, ma anche colui che lo porge, sembrano afferrati da una misteriosa forza benevola, assai pi\u00f9 grande di loro, che li ispira e li conduce con sicurezza verso ci\u00f2 che \u00e8 necessario fare per scongiurare un grave pericolo (da: Lawrence E. Joseph, <em>Apocalisse 2012. Un&#8217;indagine scientifica sulla fine delle civilt\u00e0<\/em> (titolo originale: <em>Apocalypse 2012<\/em>; New York, Morgan Road Books, 2007; traduzione dall&#8217;inglese di Tullio Cannillo, Milano, Corbaccio, 2008, pp. 178-179):<\/p>\n<p><em>&#8230; Una volta per\u00f2 ebbi il privilegio di fare quattro chiacchiere con lui. Una volta il capitano Eirikur Kristofersson aveva cent&#8217;anni. Quell&#8217;uomo basso e tarchiato dalla barba argentea ben curata aveva comandato per decenni le lance della guardia costiera islandese. Era un vero eroe. Le pareti della sua stanza nella struttura di assistenza per anziani di Reykjavik erano coperte di targhe, riconoscimenti, ritagli di giornale e libri che documentavano una serie incredibile di salvataggi in mare.<\/em><\/p>\n<p><em>Accanto a tutti i ricordi gloriosi c&#8217;era una fotografia in bianco e nero, incorniciata e illuminata, di un uomo con uno sguardo misterioso e penetrante: Magnus, un amico medico morto da tempo, che era stato lo spirito guida di Kristofersson sin dalla fine della Seconda guerra mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Durante tutta la sua carriera, Kristofersson aveva attribuito interamente la sua capacit\u00e0 di &quot;vedere e sentire cose che gli altri non vedono e non sentono&quot;, come diceva, a Magnus. E il vecchio lupo di mare metteva in pratica ci\u00f2 che predicava. Una volta nel 1956 Kristofersson aveva appena ricondotto la sua imbarcazione sana e salva in porto durante una furiosa tempesta nordatlantica, quando da Magnus gli giunsero istruzioni di rimettersi in mare. Non c&#8217;erano state comunicazioni radio, non aveva ricevuto nessun&#8217;altra trasmissione (convenzionale), cosa di cui l&#8217;atterrito radiotelegrafista e altri membri dell&#8217;equipaggio in seguito diedero vigorosa testimonianza. Eppure Kristofersson aveva invertito la rotta e si era diretto nuovamente nel cuore della tempesta, L&#8217;imbarcazione aveva raggiunto con estrema difficolt\u00e0 un punto in alto mare a diverse ore di navigazione. L\u00e0 aveva trovato una nave britannica, la &quot;Northern Star&quot;, che, come tutti gli otto uomini dell&#8217;equipaggio confermarono, stava affondando da dodici ore, e che col\u00f2 a picco subito dopo che l&#8217;ultimo marinaio, il capitano, fu messo in salvo. L&#8217;Atlantico settentrionale in prossimit\u00e0 dell&#8217;Islanda \u00e8 il luogo con i venti e le onde pi\u00f9 forti della terra. Nessuno sarebbe sopravvissuto pi\u00f9 di qualche minuto nelle sue acque gelide e terribili.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In un primo momento non sapevo da dove venissero quelle intuizioni, e cercai di ignorarle. Ma quando capii che era Magnus a parlarmi, non ebbi difficolt\u00e0 a servirmi di quanto venivo a sapere in quel modo&quot; spieg\u00f2 Kristofersson.<\/em><\/p>\n<p>Quel capitano di mare, Kristifferson, era convinto che a guidarlo nei suoi salvataggi fosse un amico defunto, il medico Magnus, che lui considerava come il proprio spirito-guida. Non sappiamo in base a quali elementi fosse giunto a questa interpretazione: forse aveva fatto delle letture esoteriche e antroposofiche: immaginiamo che, se fosse stato un fervente cattolico, lo avrebbe interpretato come il suo angelo custode, che aveva preso le sembianze dell&#8217;amico. La letteratura parapsicologica \u00e8 piena di simili interventi provvidenziali da parte di persone lontane o addirittura defunte; ma lo sono anche le vite dei santi. Ne potemmo citare una quantit\u00e0 strabocchevole: chi non conosce certe &quot;visite&quot; dall&#8217;aldil\u00e0 che si sono manifestate, ad esempio, nella vita di san Giovanni Bosco? Il pericolo dei culti New Age \u00e8 quello di far cadere gli incauti in una forma di dipendenza dai cosiddetti spiriti-guida, che possono anche essere, in realt\u00e0, delle entit\u00e0 fortemente negative. E se \u00e8 vero che l&#8217;albero si riconosce dai frutti, tuttavia non sono pochi i casi nei quali gli spiriti malvagi ingannano le anime concedendo loro un periodo di prosperit\u00e0, o addirittura assumendo le parvenze di amici o di creature angeliche, per meglio irretirle e farle cadere in proprio potere. Sia come sia, non \u00e8 questa la sede per approfondire tali questioni, che d&#8217;altronde abbiamo pi\u00f9 volte trattato (cfr., ad esempio: <em>Chi era quell&#8217;uomo giunto a salvarla, non si sa da dove, mentre stava per annegare?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 24\/01\/11 e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 19\/01\/18; e <em>Le signore del chanelling: il caso di Jane Roberts, ovvero &quot;Seth&quot;,<\/em> rispettivamente il 06\/06\/2008 e il 16\/01\/18). Quel che qui vogliamo evidenziare \u00e8 che quando compiamo delle buone azioni, talvolta pi\u00f9 &quot;grandi&quot; di noi, nel senso che, con le nostre sole forze, non ne saremmo capaci, sia per difetto di conoscenza, sia per difetto di risorse fisiche e morali, vi \u00e8, all&#8217;origine, una buona ispirazione che pu\u00f2 anche venire dall&#8217;esterno. La nostra libert\u00e0, tuttavia, resta impregiudicata: allorch\u00e9 ci si presentano tali &quot;ispirazioni&quot;, infatti, noi possiamo anche decidere d&#8217;ignorarle, come sovente accade, magari facendo ricorso alla mente razionale che ci suggerisce trattarsi di mere suggestioni emotive. Ribadiamo il concetto: la nostra vita \u00e8 un campo di battaglia tra le forze del bene e quelle del male. Il nostro compito \u00e8 assecondare le prime e rigettare le seconde. Infatti, come ci si pu\u00f2 fare strumento del bene, si pu\u00f2 servire anche il male. \u00c8 il tremendo <em>mysterium iniquitatis&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita morale di ciascun essere umano \u00e8 il teatro di una lotta incessante fra il bene e il male; e la disgrazia della nostra epoca,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-25989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}