{"id":25983,"date":"2012-11-10T09:03:00","date_gmt":"2012-11-10T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/10\/lintelligenza-senza-amore-non-capisce-puo-dominare-il-mondo-ma-perde-se-stessa\/"},"modified":"2012-11-10T09:03:00","modified_gmt":"2012-11-10T09:03:00","slug":"lintelligenza-senza-amore-non-capisce-puo-dominare-il-mondo-ma-perde-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/10\/lintelligenza-senza-amore-non-capisce-puo-dominare-il-mondo-ma-perde-se-stessa\/","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza senza amore non capisce: pu\u00f2 dominare il mondo, ma perde se stessa"},"content":{"rendered":"<p>Il male pi\u00f9 grave da cui \u00e8 afflitto l&#8217;uomo moderno sembra essere, parafrasando San Paolo, la mancanza di carit\u00e0: \u00abSe anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo che risuona, o un cembalo che tintinna (1 Corinzi, 13, 1).<\/p>\n<p>Orgoglioso della sua ragione e della sua scienza, fiducioso nel progresso, convinto di poter spiegare e dominare ogni cosa, egli si \u00e8 allontanato dal proprio centro interiore, ha reciso la relazione con il trascendente, si \u00e8 fatto il Dio di se stesso e, senza quasi rendersene conto &#8212; tanto pi\u00f9 che si riempie frequentemente la bocca di parole come fraternit\u00e0, amicizia, amore &#8212; si \u00e8 chiuso alla relazione autentica con l&#8217;altro, non lo ascolta, non lo capisce, vede ovunque solo degli specchi che gli rimandano la propria immagine, \u00e8 sordo e cieco e murato vivo dentro il proprio orgoglio ed il proprio egoismo, la propria aridit\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p>E, quel che \u00e8 peggio, crede di capire, anzi, crede di aver capito; solo perch\u00e9 possiede numerose nozioni, ritiene anche di conoscere: ma capire \u00e8 un&#8217;altra cosa; la sua \u00e8 una intelligenza sterile, che non capisce, che non getta ponti verso l&#8217;esterno, perch\u00e9 non sa dire &quot;tu&quot;, non sa uscire da se stessa, \u00e8 prigioniera del proprio orgoglio intellettuale, del proprio egoismo, della propria sensualit\u00e0; ignora la semplice verit\u00e0 che si conosce realmente solo quel che si ama, perci\u00f2 se non si ama niente e nessuno, nulla si conosce, si \u00e8 sprofondati nell&#8217;ignoranza pi\u00f9 completa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato un filosofo, ma uno scrittore, Bonaventura Tecchi (1896-68), uno scrittore oggi alquanto dimenticato, non citato mai nelle antologie scolastiche, non ricordato mai nei salotti televisivi, a scrivere alcune delle pagine pi\u00f9 acute sul dramma dell&#8217;uomo moderno chiuso in se stesso, avvitato nel proprio egoismo e incapace di vera relazione con il prossimo.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare alcuni passaggi dall&#8217;ultimo capitolo del suo romanzo \u00abGli egoisti\u00bb, per la loro chiarezza esemplare, per la straordinaria penetrazione e per la lucidit\u00e0 concettuale che rivelano, ignote a molti, troppi sedicenti pensatori contemporanei, magari tanto acclamati dalla critica e cos\u00ec spesso invitati a pontificare in televisione o nei pubblici convegni, riempiendo le sale di pubblico adorante (Milano, Bompiani, 1959, pp. 311 sgg.):<\/p>\n<p>\u00abTi ricordi della &quot;intelligenza che non capisce&quot;, di una forma di intelligenza, bench\u00e9 dotta e acuta, che, secondo Almirante, non capisce? E ti rammenti degli accenni che fece quel giorno in casa mia e di quella sera sul Ticino quando Fausto, infuriato contro di te e i giovani poeti e non poeti, e anche contro tutti i &quot;tecnici&quot; dell&#8217;universo, se la prese con la tecnica, con le bravure filologiche, con la freddezza dell&#8217;anima, con la mancanza di passione nell&#8217;arte, e tir\u00f2 fuori i dottori della Chiesa e non so quanti altri mai e disse che, con tutta la nostra intelligenza moderna, stiamo perdendo il senso dell&#8217;anima? [&#8230;]<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 inventare il modo di salire a decine di chilometri sopra la crosta terrestre, si potranno domani scoprire i mezzi per navigare verso gli astri, saper di che son fatti i corpi celesti, e insieme perdere il senso del&#8217;anima. [&#8230;]<\/p>\n<p>Dico che intelligenza e anima sono due cose diverse, che i problemi dell&#8217;intelligenza non son del tutto uguali ai problemi dell&#8217;anima e che, per risolvere questi ultimi, per tentare di dar luce a quella cui diamo il nome di &quot;anima&quot;, ci vuole una cosa diversa dall&#8217;intelligenza, e che si chiama&#8230; [&#8230;]<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un mistero, aveva detto il sacerdote straniero, l&#8217;impossibilit\u00e0 o, almeno, l&#8217;estrema difficolt\u00e0, per certe anime, a poter comunicare con altri. [&#8230;]<\/p>\n<p>La presenza del male c&#8217;\u00e8, i d\u00e8moni ci sono. \u00c8 un atto di umilt\u00e0 riconoscerlo, non ignorarli. Anche un sacerdote non pu\u00f2 ignorare la presenza del male. Ma nei tempi moderni c&#8217;\u00e8 la tendenza a mettere sempre pi\u00f9 l&#8217;accento sulla mescolanza, sulla cooperazione tra il bene e il male, pi\u00f9 che sulla distinzione&#8230; \u00e8 il pericolo pi\u00f9 grave, oggi; \u00e8 il seme della confusione. I d\u00e8moni, che pur sono il mistero della vita, sono in fondo i nostri nemici. [&#8230;]<\/p>\n<p>Specie in persone colte e intelligenti come lei, l&#8217;egoismo si veste, alle volte, dei panni della malinconia e perfino della disperazione. Ma la battaglia non \u00e8 vinta. Si tratta di un nemico sottile, il pi\u00f9 sottile e il pi\u00f9 persistente&#8230; [&#8230;]<\/p>\n<p>Allora c&#8217;\u00e8 una medicina unica. Vecchia e di sempre. La pi\u00f9 semplice e la pi\u00f9 difficile. [&#8230;] L&#8217;ha detto il maestro dei maestri, l&#8217;ha ripetuto l&#8217;autore delle &quot;Confessioni&quot;, che fu citato anche da Almirante: &quot;Non si entra nella verit\u00e0, se non per mezzo dell&#8217;amore&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Questa, dunque, \u00e8 la parola che l&#8217;uomo moderno, che sa o crede di sapere tante cose, confondendo la potenza con il sapere (gira e rigira, si torna sempre al faustiano \u00absapere \u00e8 potere\u00bb di Francis Bacon), ha dimenticato; una parola semplice, in fondo, e che, anch&#8217;essa, tutti credono di conoscere, solo perch\u00e9 se ne \u00e8 fatto un abuso intollerabile.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno ha sviluppato oltremodo la sua intelligenza &quot;tecnica&quot;, ma non ha coltivato il giardino della propria anima: ha perduto la capacit\u00e0 di accostarsi all&#8217;altro con delicatezza, con rispetto, con timore e tremore, come si conviene di fronte al mistero di un&#8217;anima; e questo perch\u00e9 crede di sapere che non esiste alcuna anima, che non esiste alcun mistero, dunque che l&#8217;altro \u00e8, come lui stesso, un insieme di atomi, di molecole, di neutroni, di impulsi chimici, di istinti, di pulsioni, di riflessi condizionati e cos\u00ec via: tutto, tranne che anima.<\/p>\n<p>Se l&#8217;anima non c&#8217;\u00e8, se Dio non c&#8217;\u00e8 &#8212; Dio, il creatore nel quale le creature possono rispecchiare, amandolo, la propria parte migliore &#8212; allora non restano che il gioco del caso, la lotta per la vita, la competizione sfrenata, l&#8217;astuzia e la sopraffazione, la corsa al piacere in qualunque modo, a qualsiasi prezzo, la ricerca della felicit\u00e0 intesa come benessere materiale, come dominio sulle cose, come feroce affermazione dell&#8217;Io, contro tutto e contro tutti.<\/p>\n<p>Il problema dell&#8217;uomo moderno non \u00e8 certo il difetto dell&#8217;intelligenza: \u00e8 il tipo di intelligenza che egli ha sviluppato, coltivandola, quasi adorandola: una intelligenza fredda, calcolatrice, che non ha occhi per la bellezza, che non ha orecchi per la voce dell&#8217;altro, che non si fa scrupolo di procedere dritta per la sua strada, andando in linea retta, calpestando e travolgendo ci\u00f2 che le si oppone, rimuovendo ci\u00f2 che le sembra inutile, solo perch\u00e9 non lo comprende nella sua intima essenza. Essa, infatti, \u00e8 bravissima nel calcolo delle cose, nella misurazione e nella descrizione delle cose, ma resta sempre alla loro superficie: non sa nulla di loro in profondit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;intelligenza di Galilei, che nella &quot;favola dei suoni&quot; del \u00abSaggiatore\u00bb, descrive la vivisezione di una cicala, al solo scopo di comprendere il meccanismo del suo frinire, \u00e8 una intelligenza di questo tipo: fredda, spietata, senza occhi per la bellezza di un piccolo animale vivo e armonioso, senza compassione, senza piet\u00e0, senza rispetto per il mistero di un&#8217;altra vita, senza rimorso per il dolore che infligge; una intelligenza che, appunto, vede ogni cosa come fosse un meccanismo, e la natura intera come una macchina.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;intelligenza di Cartesio, anche quella di Newton, anche quella di Darwin, anche quella di Freud, sono tutte intelligenze di questo genere: fredde, analitiche, distaccate; prive di stupore davanti al mistero (il vero stupore, che non \u00e8 chiedersi come funziona la macchina dell&#8217;universo); prive di delicatezza, di rispetto, di amore; prive di compassione per la sofferenza.<\/p>\n<p>Invece le cose stanno altrimenti, il &quot;tu&quot; non \u00e8 una macchina, non \u00e8 solo una macchina; ne si potr\u00e0 descrivere la fisiologia in termini meccanicisti, ma ci\u00f2 corrisponde a una riduzione della sua complessit\u00e0, a una forzatura del suo significato: a un impoverimento del reale. E ci\u00f2 che vale per il &quot;tu&quot;, vale anche per l&#8217;i&quot;io&quot;: perch\u00e9 ogni &quot;tu&quot; \u00e8 un &quot;io&quot; per se stesso, e il nostro &quot;io&quot; \u00e8 un &quot;tu&quot; per gli altri. Dunque se sono freddo e spietato con il tu, lo sar\u00f2 anche con me stesso, senza rendermene conto; sar\u00f2 il mio peggior nemico: senza bont\u00e0, senza compassione per me stesso; n\u00e9 potrei aspettarmi dagli altri di ricevere quell&#8217;amore che non so darmi io per primo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto: diventando indifferente agli altri, l&#8217;io crede di servire se stesso, crede di perseguire il proprio successo, il proprio potere, la propria felicit\u00e0; in realt\u00e0 non si ama, non si vuol bene, non si accetta e non si perdona. Copre, semplicemente, il disamore verso di s\u00e9, la mancanza di compassione verso di s\u00e9, con mille orpelli sgargianti e rumorosi. E quanto pi\u00f9 l&#8217;io \u00e8 egoista, tanto pi\u00f9, nel profondo, non si vuol bene: perch\u00e9 non si vuol bene se non colui che rispetta la propria intima essenza, la propria natura pi\u00f9 profonda: e l&#8217;essenza dell&#8217;uomo, la sua natura, \u00e8 quella di essere creatura amante del Creatore, di uniformare la propria libert\u00e0 alla voce della chiamata, dunque di realizzarsi non per se stesso, ma per Lui e per gli altri.<\/p>\n<p>Chi vuole affermarsi, si perder\u00e0; e chi vuole ritrovarsi, deve lasciarsi andare: deve lasciarsi andare alla forza dell&#8217;amore, che non \u00e8 quella dell&#8217;\u00abio voglio\u00bb, ma quella del \u00abtu sei\u00bb; deve assecondare il movimento dell&#8217;essere, che non \u00e8 capriccioso ed instabile, non \u00e8 cieco e compulsivo, ma nasce da un ordine e rispecchia un ordine superiore: l&#8217;ordine del Tutto, l&#8217;ordine dell&#8217;Amore. Le cose esistono perch\u00e9 vi \u00e8 l&#8217;amore; e, se non vi fosse, non esisterebbero; nulla esisterebbe. Noi siamo chiamati a dire &quot;s\u00ec&quot; o a dire &quot;no&quot; alla legge eterna dell&#8217;amore, cio\u00e8 a fare buon uso della nostra libert\u00e0. Questo \u00e8 il nostro vero compito: tutto il resto \u00e8 secondario.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che ci lasciamo continuamente distrarre da ci\u00f2 che \u00e8 secondario, ci lasciamo continuamente deviare dalla strada principale, per inseguire beni parziali o illusori, per tentar di afferrare quante pi\u00f9 cose, quanto pi\u00f9 potere e quanto pi\u00f9 piacere possiamo. Siamo infedeli agli altri, siamo infedeli alla vita, perch\u00e9 siamo infedeli a noi stessi: non rispettiamo la nostra verit\u00e0 profonda, non ci adeguiamo al progetto armonioso di cui facciamo parte. Pretendiamo di farci norma a noi stessi, ma non sappiamo n\u00e9 dove stiamo andando, n\u00e9 perch\u00e9: siamo come dei ciechi che pretendano di vederci benissimo; abbiamo la goffaggine dei ciechi, ma anche la presunzione e l&#8217;arroganza di chi si crede un&#8217;aquila.<\/p>\n<p>Da ultimo, l&#8217;errore pi\u00f9 grave che abbiamo commesso, quello veramente madornale, \u00e8 stato di affidarci alle macchine: di pensare che le macchine avrebbero risolto i nostri problemi, che ci avrebbero reso la vita pi\u00f9 facile &#8211; confondendo la comodit\u00e0 con il bene. E abbiamo conferito ad esse un tale potere nei confronti di noi stessi, che assai a stento, ormai, se anche lo volessimo, potremmo toglierlo loro e riprenderlo nelle nostre mani.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 chiaro anche ad un bambino &#8211; e dunque doveva essere chiaro a tutti fin dal principio, a noi tutti che ci crediamo tanto intelligenti &#8211; che nessuna macchina pu\u00f2 rendere la vita migliore, se colui che l&#8217;ha progettata e che la utilizza non diviene un uomo migliore; anzi, \u00e8 chiaro che una macchina, nata per moltiplicare gli effetti delle nostre azioni, se progettata e utilizzata da una intelligenza che non conosce l&#8217;amore, provocher\u00e0 danni incalcolabili.<\/p>\n<p>Siamo giunti a un bivio, e lo sappiamo; pure, andiamo avanti per la strada sbagliata, bench\u00e9 sappiamo che essa \u00e8 tale. E qui, in questa tendenza autodistruttiva, \u00e8 difficile vedere solo presunzione e ignoranza; \u00e8 difficile non vedervi anche un principio attivo, il principio del Male, di cui tante intelligenze senza carit\u00e0 si sono fatte schiave, probabilmente in maniera inconsapevole, o solo in parte consapevole. \u00c8 difficile, cio\u00e8, non pensare che, giunti al punto in cui siamo, non vi sia anche una volont\u00e0 attiva, una azione positiva dell&#8217;uomo verso la propria perdizione; anche se la perdizione non viene riconosciuta come tale, anzi, \u00e8 chiamata progresso.<\/p>\n<p>Possiamo ancora sottrarci al destino fatale cui stiamo andando incontro? Forse: se avremo la forza e l&#8217;umilt\u00e0 di risollevarci e di riconoscere i nostri errori; di riconoscere, in particolare, il primo e pi\u00f9 grave di tutti, quello da cui ogni altro errore ha avuto inizio: la presunzione di una intelligenza che gira a vuoto, perch\u00e9 ha smarrito le vie dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;antico peccato di Adamo ed Eva: la presunzione. Ma come!, dir\u00e0 qualcuno, ancora con queste storielle mitiche e pseudo-sapienziali, ancora con questi oscurantismo religiosi? Eppure c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 saggezza in quella pagina biblica sul racconto del peccato originale, che in cento e cento tomi di filosofia &quot;moderna&quot;. Diceva lo scrittore e filosofo colombiano Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila (1913-1994): \u00abL&#8217;intera umanit\u00e0 si pu\u00f2 dividere in due categorie: quella di coloro che credono al peccato originale, e quella degli sciocchi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un pensiero profondo, che vale la pena di meditare a lungo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il male pi\u00f9 grave da cui \u00e8 afflitto l&#8217;uomo moderno sembra essere, parafrasando San Paolo, la mancanza di carit\u00e0: \u00abSe anche parlassi le lingue degli uomini<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[142,263],"class_list":["post-25983","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-francesco-bacone","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25983\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}