{"id":25976,"date":"2010-02-16T05:33:00","date_gmt":"2010-02-16T05:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/16\/bisogna-integrare-la-totalita-dellesperienza-per-ritrovare-la-sorgente-dellessere\/"},"modified":"2010-02-16T05:33:00","modified_gmt":"2010-02-16T05:33:00","slug":"bisogna-integrare-la-totalita-dellesperienza-per-ritrovare-la-sorgente-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/16\/bisogna-integrare-la-totalita-dellesperienza-per-ritrovare-la-sorgente-dellessere\/","title":{"rendered":"Bisogna integrare la totalit\u00e0 dell\u2019esperienza per ritrovare la sorgente dell\u2019Essere"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo, e specialmente nelle condizioni specifiche del mondo moderno, \u00e8 intimamente scisso e frammentato.<\/p>\n<p>La situazione esistenziale cos\u00ec efficacemente descritta da Svevo, Pirandello, Kafka, Musil, Joyce, Thomas Mann, Proust, Montale, e che sembrava descrivere una minoranza di individui disadattati e straniti, alienati da se stessi e dai propri simili, ormai \u00e8 dilagata ovunque e si pu\u00f2 applicare alla quasi totalit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, lo sviluppo sempre pi\u00f9 ipertrofico del Logos calcolante e strumentale, che conferisce all&#8217;uomo un effimero dominio sulle cose e alimenta in lui un ingannevole senso di onnipotenza, ha accentuato in maniera esponenziale la frattura gi\u00e0 esistente fra lui e gli altri enti, in mezzo ai quali egli si sente come un conquistatore accampato in terra nemica, pronto a saccheggiare e manipolare tutto: senza amore, senza bellezza, senza armonia.<\/p>\n<p>Del resto, la frattura esistente fra noi e le cose non \u00e8 che la proiezione verso l&#8217;esterno della frattura che si \u00e8 prodotta fra noi e noi stessi, all&#8217;interno della nostra anima: la stessa incapacit\u00e0 di cogliere, con amore, l&#8217;armonia e la bellezza della nostra esperienza esistenziale; la stessa attitudine strumentale e calcolante che ci induce a ignorare o rimuovere la parte pi\u00f9 vera e profonda di noi stessi, per inseguire il miraggio dell&#8217;apparire, anzich\u00e9 coltivare il nostro essere.<\/p>\n<p>La disarmonia e la sofferenza che caratterizzano la nostra condizione esistenziale sono, pertanto, in larga misura una conseguenza della nostra profonda ignoranza e della nostra inconsapevolezza, le quali fanno velo alla semplice verit\u00e0 che non si pu\u00f2 procedere nel proprio cammino se non si \u00e8 capaci di integrare via via il passato nel presente e, pi\u00f9 in generale, le proprie esperienze di vita in un tutto unitario e luminosamente cosciente.<\/p>\n<p>Il male sono la divisione, la frammentazione, l&#8217;alienazione; il male \u00e8 l&#8217;inconsapevolezza; il male \u00e8 il dualismo schizofrenico tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che vorremmo essere, tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che potremmo e dovremmo divenire.<\/p>\n<p>Il bene sono l&#8217;unit\u00e0, la coesione, l&#8217;armonia dell&#8217;esistenza; il bene \u00e8 la piena e gioiosa consapevolezza del proprio posto nel mondo e del proprio legame con tutti gli altri enti e con la fonte perenne di tutti e di ciascuno: l&#8217;Essere infinitamente splendente e beato; il bene \u00e8 realizzare la propria vocazione esistenziale, puntando a far coincidere l&#8217;essere attuale con l&#8217;essere potenziale: in altre parole, portando in luce la pietra preziosa che \u00e8 in fondo alla nostra anima.<\/p>\n<p>Questo significa che, per trovare la pace e l&#8217;equilibrio interiore, noi non possiamo ignorare, disattendere o reprimere quegli aspetti del nostro presente, e ancor pi\u00f9 del nostro passato &#8211; che non \u00e8 mai veramente tale &#8211; che ci hanno mandato dei segnali importanti, e sia pure in negativo, al punto da svolgere una funzione significativa nel nostro vissuto.<\/p>\n<p>A rigore, noi non possiamo ignorare nulla: perch\u00e9 essere desti e consapevoli significa che tutta la nostra esperienza di vita, nella sua globalit\u00e0, deve essere assunta, rielaborata, trasformata, sino a permetterci una reale crescita e una ulteriore possibilit\u00e0 di evoluzione.<\/p>\n<p>\u00c8 come quando facciamo una passeggiata in campagna: se siamo distratti da altre cose, ad esempio da un telefonino cellulare, vediamo e godiamo ben poco di quello che ci circonda. Invece, se ci immergiamo nella freschezza e nella bellezza del paesaggio e della stagione, ecco che, un poco alla volta, dapprima gli alberi, il fiume, le nuvole, poi, via via, anche le cose pi\u00f9 minute: la singola fogliolina sul ramo, la formica che corre lungo il tronco, i minuscoli cerchi disegnati sulla superficie dell&#8217;acqua da qualche insetto che vi si \u00e8 posato, entreranno a far parte del nostro campo di consapevolezza, insieme agli odori, ai suoni, alle sensazioni tattili, ivi compresa quella del venticello che ci accarezza la pelle: finch\u00e9 ci renderemo conto di essere parte di un grande tutto armonioso e onnicomprensivo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 bene vivere scartando e rifiutando le esperienze che non sappiamo capire, e dalle quali non siamo disposti ad imparare; non \u00e8 bene vivere chiudendo la mente e il cuore davanti a tutte le occasioni di maturazione e di consapevolezza che la vita, nella sua saggezza e nella sua generosit\u00e0, continuamente ci offre.<\/p>\n<p>Consumisti e spreconi anche nell&#8217;ambito spirituale, noi ci comportiamo come se appena un due, tre per cento delle nostre esperienze di vita fossero meritevoli della nostra attenzione e della nostra riflessione; come se il novantasette o novantotto per cento fosse da gettare nel cestino, come si fa con la frutta avariata o con le confezioni che avvolgono la merce.<\/p>\n<p>No: tutto ci\u00f2 che la vita ci manda \u00e8 prezioso: il gelo dell&#8217;inverno e l&#8217;ardore dell&#8217;estate; la luce e la tenebra; la gioia e il dolore; la salute e la malattia; l&#8217;amore e l&#8217;odio; la vittoria e la sconfitta; la bellezza e lo squallore: tutto, tutto, tutto.<\/p>\n<p>Ovviamente, questo non significa che di tutto si possa o si debba gioire allo stesso modo: \u00e8 umano essere sollecitati positivamente da alcune esperienze, e negativamente da altre. Per\u00f2, se davvero vogliamo metterci in sintonia con l&#8217;Essere, dovremmo imparare a spogliarci dell&#8217;atteggiamento giudicante, che crea polarit\u00e0 e opposizioni e che corrisponde al &quot;piccolo io&quot; del Buddhismo, ovvero al falso Ego; per porci sul piano della Mente superiore, dal quale si gode di un panorama pi\u00f9 vasto e si arriva a comprendere che tutto, nella vita, \u00e8 fatto per il nostro bene, e che molti dei nostri dualismi sono il prodotto della nostra vista troppo corta.<\/p>\n<p>Aprire la facolt\u00e0 della vista interiore, significa incominciare a comprendere che le opposizioni e le contrapposizioni sono prodotte dalle azioni e reazioni del nostro atteggiamento fondamentalmente sbagliato nei confronti della vita: un atteggiamento egoico, insicuro e prepotente al tempo stesso, basato sull&#8217;attaccamento alle cose, nella sua duplice veste della brama e del timore.<\/p>\n<p>La brama e il timore ci fanno volare basso, tolgono incanto alla bellezza del mondo e ci trasformano in macchine da guerra sempre pronte a colpire l&#8217;altro, prima che l&#8217;altro possa colpire noi; sicch\u00e9 ogni rapporto umano, anche quello che dovrebbe essere un rapporto di amicizia o di amore, finisce per diventare un rapporto di potere, ove il pi\u00f9 forte si impone sul pi\u00f9 debole, lo ricatta, lo minaccia, lo manipola e ne fa tutto ci\u00f2 che vuole.<\/p>\n<p>Ma questa non \u00e8 vita; questo ha un nome ben preciso: si chiama l&#8217;Inferno.<\/p>\n<p>L&#8217;attaccamento ci fa vivere all&#8217;Inferno; l&#8217;ignoranza ci fa vivere all&#8217;Inferno; la vigliaccheria ci fa vivere all&#8217;Inferno. Noi siamo i volonterosi demoni di un Inferno che abbiamo creato con le nostre stesse mani, per un miscuglio di pigrizia e di stupidit\u00e0. Da soli abbiamo acceso le fiamme, da soli ci straziamo l&#8217;un l&#8217;altro con i raffi e ci gettiamo a vicenda nella pece bollente, come i diavoli danteschi delle Malebolge.<\/p>\n<p>S\u00ec: abbiamo ben poco piet\u00e0 per gli altri, perch\u00e9 vogliamo poco bene a noi stessi; e ci vogliamo poco bene perch\u00e9 ovunque vediamo nemici da sconfiggere o cose da sottomettere e perch\u00e9 non abbiamo occhi per la luminosa unit\u00e0 di tutte le cose, n\u00e9 orecchi per l&#8217;armonia del concerto formato dal loro reciproco accordo.<\/p>\n<p>In sostanza, ci siamo costruiti l&#8217;Inferno perch\u00e9 abbiamo voltato le spalle alla nostra esigenza fondamentale: il ritorno alla dimora dell&#8217;Essere. Ogni nostro male, ogni nostra sofferenza, ogni nostro fallimento hanno questa origine, e non altra. Se ci ricordassimo di avere in noi un riflesso e una scintilla della luce dell&#8217;Essere, saremmo gi\u00e0 sulla via della consapevolezza; saremmo gi\u00e0 parzialmente guariti dalle nostre ferite.<\/p>\n<p>Abbiamo anche detto che non solo il nostro presente, ma anche il nostro passato chiede, esige di essere accolto e integrato nel disegno complessivo della nostra vita; e che, anzi, il nostro passato non \u00e8 mai veramente passato, e quindi esercita sempre un ruolo decisivo nel nostro qui e ora. Quello che volevamo dire \u00e8 che il passato non \u00e8 altra cosa dal presente; non \u00e8 un tempo qualitativamente diverso, come se pi\u00f9 non ci toccasse n\u00e9 in bene, n\u00e9 in male<\/p>\n<p>Al contrario: il passato non \u00e8 altro che il presente che si trasforma, che si deforma, che scivola attraverso il setaccio dell&#8217;esperienza; presente e passato non sono che due modi differenti di guardare la stessa cosa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che, per poter evolvere spiritualmente, noi dobbiamo integrare tutte le nostre esperienze, sia del presente, sia del passato; anche di quel passato in cui eravamo del tutto inconsapevoli e, quindi, pi\u00f9 lontani e pi\u00f9 diversi da quel che siamo divenuti oggi e che saremo domani.<\/p>\n<p>Non solo. Il passato entra con forza nel nostro presente anche per un&#8217;altra via: vale a dire la percezione che gli altri hanno di noi. Gli altri non ci vedono cos\u00ec come siamo ora, ma come eravamo un tempo: vicino o lontano, questo \u00e8 secondario; perch\u00e9, nella vita di un essere umano, vi sono istanti che valgono anni e vi sono anni che passano in un istante.<\/p>\n<p>Per noi vale una legge fisica fondamentale: quella della luce. Noi non vediamo mai le cose come sono attualmente, ma come erano un tempo: e quelle stelle che osserviamo brillare nel cielo notturno, forse non esistono pi\u00f9, perch\u00e9 il raggio luminoso che ce le rivela \u00e8 partito molti anni fa. Noi non vediamo il presente, mai; noi vediamo il passato.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, noi non udiamo il presente, ma il passato: il suono che \u00e8 arrivato al nostro orecchio, era partito prima; il tuono che scuote la terra durante il temporale, diviene percepibile all&#8217;udito solo molto pi\u00f9 tardi del lampo che ci \u00e8 rivelato dalla vista.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che noi tocchiamo, non \u00e8 la cosa presente, ma la cosa passata: prima che il nostro cervello abbia ricevuto la sensazione tattile, quella cosa non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Si obietter\u00e0 che sono passate appena delle frazioni di secondo, ed \u00e8 vero; ma che cosa diremmo se, in quelle frazioni di secondo, quella cosa scomparisse, o se scomparisse il mondo intero?<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, ad esempio, la condanna a morte di una persona che aveva commesso un delitto molti anni prima, ora che essa \u00e8 divenuta completamente diversa, e magari si \u00e8 profondamente pentita, \u00e8 un totale non senso, oltre che una aberrazione sul piano etico. \u00c8 come mandare alla morte un&#8217;altra persona, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno: la persona sbagliata. Non c&#8217;\u00e8 giustizia, nemmeno per chi creda nella legittimit\u00e0 della pena di morte.<\/p>\n<p>Ma che cosa significa, esattamente, che noi dobbiamo integrare nella nostra coscienza tutte le esperienze e tutto il passato, insieme al presente? Significa che dobbiamo trasformarli in sostanza vivente della nostra anima, utilizzandoli come un trampolino per tuffarci verso le profondit\u00e0 dell&#8217;Essere, nelle quali soltanto troveremo la chiarificazione interiore e, con essa, la pace ed il senso ultimo della nostra vita.<\/p>\n<p>Noi non siamo qui per caso.<\/p>\n<p>Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, che successivamente abbiamo dimenticato, noi siamo entrati in relazione profonda con tutto ci\u00f2 che esiste, che \u00e8 esistito, che esister\u00e0, che potrebbe esistere: con tutto il bene e con tutto il male del mondo, con il coraggio e con la paura, con la verit\u00e0 e la menzogna, con la vita e con la morte. Ma non dobbiamo credere che queste cose siano antitetiche; al contrario, sono complementari: e noi dobbiamo acquistarne consapevolezza, se vogliamo progredire ulteriormente.<\/p>\n<p>Quando i veli ci cadranno dagli occhi, finalmente vedremo il reale come \u00e8 in se stesso, e non come ci appare nella prospettiva deformata dal timore e dalla brama. Allora capiremo tutto e ogni contraddizione svanir\u00e0 completamente.<\/p>\n<p>Potremo udire il sussurro della singola foglia con la stessa chiarezza con cui, ora, percepiamo lo stormire della foresta; potremo udire il passo della formica sul tronco, vedere il volo di ogni singolo moscerino, odorare il profumo di ogni singolo fiore.<\/p>\n<p>Comprenderemo che tutto \u00e8 armonia, che tutto \u00e8 luce, che tutto \u00e8 amore.<\/p>\n<p>Perdoneremo e saremo perdonati.<\/p>\n<p>Una pace immensa ci riempir\u00e0 il cuore, traboccando, come una cascata viva e perenne, che balza gioiosamente gi\u00f9 dal fianco della montagna.<\/p>\n<p>E l&#8217;Essere luminoso, beato, supremamente consapevole, ci avvolger\u00e0 nel suo fulgore imperituro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo, e specialmente nelle condizioni specifiche del mondo moderno, \u00e8 intimamente scisso e frammentato. 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