{"id":25972,"date":"2011-09-04T08:07:00","date_gmt":"2011-09-04T08:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/04\/dietro-linstabilita-in-amore-ce-ancora-e-sempre-il-mancato-conosci-te-stesso\/"},"modified":"2011-09-04T08:07:00","modified_gmt":"2011-09-04T08:07:00","slug":"dietro-linstabilita-in-amore-ce-ancora-e-sempre-il-mancato-conosci-te-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/04\/dietro-linstabilita-in-amore-ce-ancora-e-sempre-il-mancato-conosci-te-stesso\/","title":{"rendered":"Dietro l\u2019instabilit\u00e0 in amore c\u2019\u00e8, ancora e sempre, il mancato \u00abconosci te stesso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 le persone s&#8217;innamorano e poi i loro sentimenti cambiano bruscamente, talvolta da un giorno all&#8217;altro, spostandosi, magari, su un nuovo oggetto del desiderio, del quale sembrano non poter fare assolutamente a meno, cos\u00ec come, il giorno prima, pareva che non potessero fare assolutamente a meno di quell&#8217;altro?<\/p>\n<p>Che cosa si nasconde dietro questa estrema instabilit\u00e0 sentimentale, dietro questo continuo andare a tentoni da un desiderio all&#8217;altro, da un amore all&#8217;altro, ogni volta illudendosi di aver fatto l&#8217;incontro &quot;giusto&quot;, ogni volta con il convincimento di aver finalmente trovato la persona di cui si andava in cerca da sempre, fin dall&#8217;inizio?<\/p>\n<p>Siamo forse dei burattini impazziti, mossi dai fili invisibili di un burattinaio capriccioso e imprevedibile, che si diverte alle nostre spalle, attirandoci nella sua rete e inducendoci a svolazzare come falene intorno a una lampada, assurdamente, con autolesionistico accanimento, fino a quando non ci bruceremo le ali e cadremo morti ai suoi piedi?<\/p>\n<p>Oppure tutto dipende da una mancata conoscenza di noi stessi, per cui, ignorando chi veramente siamo e ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno, ci incamminiamo per mille strade che non portano da nessuna parte e lungo le quali soffriremo senza scopo e faremo soffrire gli altri, a nostra volta, reiterando in continuazione sempre le stesse dinamiche, sempre gli stessi errori?<\/p>\n<p>La spiegazione che individua la responsabilit\u00e0 di siffatti meccanismi in un &quot;burattinaio pazzo&quot; \u00e8 certamente la pi\u00f9 comoda, ma anche la pi\u00f9 sciocca: perch\u00e9, se da un lato ci &quot;assolve&quot; dalle nostre precise responsabilit\u00e0, dall&#8217;altro ci priva della possibilit\u00e0 di imparare qualcosa dai nostri sbagli e ci consegna a una fatalit\u00e0 che \u00e8 tale solo in apparenza, esponendoci a subire incessantemente le stesse delusioni e a vivere le stesse amarezze; senza parlare del male che infliggiamo a nostra volta, e sia pure senza volerlo e senza provocarlo intenzionalmente.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 credibile e molto pi\u00f9 costruttiva \u00e8 l&#8217;altra ipotesi, che noi, cio\u00e8, continueremo ad andare incontro ad abbagli ed equivoci sentimentali d&#8217;ogni sorta, fino a quando resteremo ignoranti della nostra essenza e della nostra natura, fino a quando volgeremo le spalle alla nostra autentica verit\u00e0 interiore, per crederci quello che non siamo e per atteggiarci a quello che vorremmo essere o a quello che ci piacerebbe far credere di essere.<\/p>\n<p>Il &quot;conosci te stesso&quot;, dunque, \u00e8 fondamentale non solo per sapere da cha parte dirigerci, ma anche per relazionarci in maniera matura e costruttiva nei confronti del prossimo, evitando di proiettare su di esso le nostre aspirazioni incoerenti ed i nostri bisogni frustrati, che non potremo mai soddisfare per mezzo dell&#8217;altro, perch\u00e9 trovano la loro radice in un conflitto e in una ambiguit\u00e0 che sono dentro di noi, per cui noi soltanto possediamo la chiave per affrontarli adeguatamente e per oltrepassarli.<\/p>\n<p>Che altro \u00e8, in effetti, scambiare continuamente l&#8217;altro per una sorta di ancora di salvezza, allontanandocene poi delusi e amareggiati, se non la spia di un rapporto conflittuale con noi stessi, al quale rispondiamo non in modo propositivo e maturo, bens\u00ec cercando delle vane scorciatoie al di fuori di noi, un &quot;deus ex machina&quot; che venga a risolvere al posto nostro quei nodi e quelle contraddizioni che hanno sede nelle profondit\u00e0 della nostra anima?<\/p>\n<p>Il meccanismo dell&#8217;innamoramento fugace ed instabile, della labilit\u00e0 dei sentimenti e della apparente incomprensibilit\u00e0 della pulsione erotica \u00e8 stato magistralmente descritto, fra gli altri, da William Shakespeare (chiunque si celi dietro questo nome) nel suo giustamente celebre \u00abMisummer Night&#8217;s Dream\u00bb, una commedia che dietro la incantevole lievit\u00e0 di una favola cela la pensosit\u00e0 malinconica di una profonda riflessione sui meccanismi pi\u00f9 nascosti del cuore umano (cfr. anche il nostro precedente saggio: \u00abMalinconia e platonismo nel &quot;Sogno di una notte di mezza estate&quot; di Shakespeare\u00bb, apparso nel sito di Arianna Editrice in data 28\/0\/2007).<\/p>\n<p>Dalle ultime due scene del secondo atto del \u00abSogno di una notte di mezza estate\u00bb, traduzione di Gabriele Baldini, Milano, Rizzoli, 1981, 1985, pp. 77-81):<\/p>\n<p>\u00abELENA: Ahim\u00e8, che per tanto folle rincorrersi non m&#8217;\u00e8 rimasto pi\u00f9 fiato!! E tanto pi\u00f9 l&#8217;imp\u00e8tro e tanto minore \u00e8 la grazi che m&#8217;\u00e8 accordata: felice \u00e8 al certo Elena, ovunque ella si trovi, poich\u00e9 ha gli occhi belli e maliosi. E come fecero gli occhi suoi a divenir tanto splendidi? Non certo per aver pianto salse lagrime! Perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, i miei sarebbero stati rilavati pi\u00f9 spesso assai che non i suoi. No, io son brutta come un oro, e le stesse fiere che m&#8217;incontrano se ne fuggono via per la paura. E quindi non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se Demetrio fugge la mia presenza come se io fossi un mostro. Qual specchio malvagio e dissimulatore m&#8217;indusse mai a paragonare i miei con gli occhi astrali di Ermia? Ma chi \u00e8 costui? Lisandro! E steso al suolo! \u00c8 morto? o dorme soltanto. Non vedo n\u00e9 sangue n\u00e9 ferita alcuna: Lisandro, se sei vivo, mio buon amico, svegliati!<\/p>\n<p>LISANDRO [si sveglia]: Attraverserei il fuoco soltanto per amor tuo, o Elena splendente! La natura ha l&#8217;arte di far miracoli, nel mostrarmi, cos\u00ec, attraverso il tuo seno, il tuo cuore. Dov&#8217;\u00e8 Demetrio? Oh, come questa parola esprime appieno il nome vilissimo di colui che deve morire infilzato dalla mia spada1<\/p>\n<p>ELENA: Non dir cos\u00ec, Lisandro, non dir cos\u00ec. Che t&#8217;importa s&#8217;egli Ama la tua Ermia? Che cosa te ne importa,, signor mio? Ermia ama pur sempre te soltanto, e tienti dunque per soddisfatto.<\/p>\n<p>LISANDRO: Soddisfatto di Ermia? No davvero: io mi pento per tutti gli istanti di tedio infinito che ho dovuto spender con lei. Non \u00e8 Ermia, \u00e8 Elena ch&#8217;io amo: e chi non darebbe in cambio un corvo per una colomba? I desiderii dell&#8217;uomo son governati dalla sua propria ragione, e la ragione dichiara che, tra le due, sei tu la fanciulla pi\u00f9 degna. Nulla perviene a maturazione se non \u00e8 giunto il suo tempo, e cos\u00ec io, ch&#8217;ero ancor troppo giovane, non avevo ancor maturato la mia facolt\u00e0 di ragionare, ma poich\u00e9 ho attinto alfine la capacit\u00e0 d&#8217;intendere, la ragione si elegge soltanto ora a guida della mia volont\u00e0, e mi conduce a rimirare i tuoi occhi, l\u00e0 dove io non ero stato ancor capace di riconoscere le vicende d&#8217;amore iscritte per l&#8217;appunto nel pi\u00f9 prezioso libro d&#8217;amore che sia mai stato composto.<\/p>\n<p>ELENA: Ma perch\u00e9 dovevo esser serbata anche a queste burle crudeli? Quando mai ho meritato da te che mi venisse quest&#8217;irrisione? Non ti basta, non ti basta neppure, giovanotto, ch&#8217;io non abbia meritato n\u00e9 possa aver mai a meritare anche una sola tenera occhiata dallo sguardo di Demetrio? Ed ora vieni anche tu a prenderti giuoco della mia pochezza? \u00c8 proprio vero che tu mi usi torto; \u00e8 proprio vero che mi usi un gran torto, corteggiandomi cos\u00ec per dileggio. Addio: confesser\u00f2 d&#8217;aver creduto che maggior cortesia e urbanit\u00e0 albergassero in te. Ah, che una donzella rifiutata da un giovane debba poi, solo per questa ragione, ricevere offesa da un altro. [Exit]<\/p>\n<p>ERMIA: Aiuto, Lisandro, aiuto! strappa con tutta la tua forza questo serpente che mi s&#8217;avvolge in spire attorno al seno! Ahim\u00e8, che sogno pauroso non era il mio? Lisandro, guarda come tremo di paura: m&#8217;era parso che un serpente mi venisse rodendo il cuore, e che tu assistessi divertito alla sua rapina! Lisandro! come? se n&#8217;\u00e8 andato? Lisandro! amico mio! che? Non mi senti? Te ne sei andato? Non odo nulla, nemmeno una parola. Ahim\u00e8, dove sei? Parla, se mi ascolti. parla, in nome del nostro amore, ch\u00e9 io mi sento venir meno dalla paura. Non rispondi? e allora vuol dire che non sei qui vicino. Ed io voglio trovar subito o te o la morte. [Exit]\u00bb<\/p>\n<p>Ecco che Lisandro, sui cui occhi Puck ha versato il succo del fiore che provoca il desiderio amoroso, di colpo s&#8217;infiamma per Elena, colei che invano amava Demetrio, e dimentica, anzi rinnega con parole sprezzanti, il suo precedete amore per Ermia; fra poco Puck commetter\u00e0 un secondo errore, versando il succo sugli occhi di Demetrio e, cos\u00ec, entrambi i giovani ateniesi arderanno d&#8217;amore per la sola Elena, che prima nessuno voleva, abbandonando completamente la povera Ermia, che, prima, era oggetto dell&#8217;amore appassionato di entrambi.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che Shakespeare, dietro l&#8217;azione maldestra del folletto Puck, voleva rappresentare non gi\u00e0 qualcosa di estrinseco, bens\u00ec un meccanismo intrinseco all&#8217;anima umana e, pi\u00f9 ancora, un grande mistero: il mistero dell&#8217;innamoramento, della sua imprevedibilit\u00e0, della subitaneit\u00e0 del suo sopraggiungere, cos\u00ec come del suo dileguarsi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 altrettanto chiaro come il fatto che, al termine della commedia, gli equivoci si sciolgano e ciascuno torni a impersonare il proprio ruolo, Lisandro come innamorato di Ermia ed Elena come amante ricambiata (finalmente) nella propria passione per Demetrio, non \u00e8 che un espediente teatrale, tanto rassicurante sul piano scenico, quanto inattendibile sul piano dei contenuti.<\/p>\n<p>Di fatto, nella realt\u00e0 della vita &quot;vera&quot;, noi sappiamo benissimo che non sempre, anzi ben raramente, le cose ritornano &quot;al loro posto&quot; e che la caratteristica principale della instabilit\u00e0 amorosa \u00e8 proprio la sua &quot;ingiustizia&quot;, ossia la clamorosa mancanza di qualunque ragionevole proporzione fra l&#8217;investimento sentimentale degli amanti ed il risultato conseguito, in termini di &quot;ritorno&quot; di quanto \u00e8 stato offerto e donato senza riserve.<\/p>\n<p>Se vi \u00e8 una cosa pressoch\u00e9 certa, in questo ambito, \u00e8, infatti, che non si d\u00e0 alcun rapporto di causa ed effetto tra le energie dispiegate da colui che s&#8217;innamora e la remunerazione che ne riceve; anzi \u00e8 quasi una regola che colui che non ha messo in gioco nulla o quasi, riceve senza misura; mentre colui che si \u00e8 messo in gioco interamente, senza risparmio, finisce per non raccogliere altro che un pugno di mosche.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non \u00e8 casuale, ma risponde a una sorta di legge della vita affettiva, in base alla quale viene premiato dall&#8217;amore altrui quegli che \u00e8 in grado di farne a meno, avendo maturato una completa autonomia e padronanza di se stesso; mentre \u00e8 condannato ad essere eternamente bramoso e carente di amore proprio colui (o colei) che ne avverte dolorosamente la mancanza e non pu\u00f2 rassegnarsi a vivere senza di esso.<\/p>\n<p>Si tratta di un apparente paradosso, per cui chi pi\u00f9 desidera, meno riceve e chi pi\u00f9 \u00e8 capace di vivere in pienezza la solitudine o, in ogni caso, l&#8217;autonomia rispetto ai bisogni affettivi, riceve frequentemente offerte d&#8217;amore; apparente, perch\u00e9 la vita &quot;premia&quot; colui che \u00e8 forte ed espone alla privazione colui che \u00e8 &quot;debole&quot;.<\/p>\n<p>Quanto alla assoluta imprevedibilit\u00e0 e subitaneit\u00e0 dell&#8217;innamoramento e alla sua altrettanto imprevedibile e subitanea scomparsa, solo in parte le si pu\u00f2 attribuire ai meccanismi dell&#8217;edonismo e del consumismo esasperati e al prevalere delle logiche del desiderio artificiale su quelle del bisogno reale, nonch\u00e9 dell&#8217;avere e dell&#8217;apparire su quelle dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, allora si dovrebbe concludere che si tratta di un &quot;male&quot; tipicamente moderno, riconducibile alle logiche mercantilistiche e pubblicitarie; mentre sappiamo, non solo da Shakespeare, ma dalla lirica greca e latina (specialmente Catullo), per non parlare della letteratura cavalleresca medievale (Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta), che, per quanto si risalga indietro nel tempo, sempre ci si imbatte in questa incomprensibilit\u00e0 dell&#8217;innamoramento e nella continua instabilit\u00e0 delle sue suggestioni.<\/p>\n<p>In questo genere di cose, tutto \u00e8 possibile in qualsiasi momento e anche il contrario di tutto; per cui la vera regola \u00e8 la mancanza di regole.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, una osservazione anche superficiale ci rende edotti che non tutte le persone sono ugualmente soggette agli alti e bassi improvvisi della passione amorosa: alcune vi sono pi\u00f9 predisposte e con maggiore frequenza vi cadono, altre meno; anche se nessuno, o quasi, pu\u00f2 dirsi del tutto immune e al di sopra di esse.<\/p>\n<p>Crediamo, ancora una volta, che ci\u00f2 sia in relazione con il grado di conoscenza di se stessi che si possiede e con l&#8217;abitudine, pi\u00f9 o meno sviluppata, di svolgere un lavoro introspettivo: chi pi\u00f9 sa leggere nelle pieghe della propria anima, meno \u00e8 soggetto a farsi trascinare dai capricci amorosi \u00abqual piuma al vento\u00bb (come dice il duca di Mantova nel terzo e ultimo atto del \u00abRigoletto\u00bb di Giuseppe Verdi, a proposito della volubile natura femminile).<\/p>\n<p>L&#8217;uomo specialmente, per sua stessa natura pi\u00f9 saldo, dovrebbe porsi con lucidit\u00e0 e chiarezza rispetto alla propria verit\u00e0 interiore, in modo da offrire alla donna, pi\u00f9 fragile e ondeggiante, un saldo punto di riferimento, al quale ella possa appoggiarsi e nel quale possa trovare quella sicurezza cui aspira e che, da sola, raramente \u00e8 in grado di raggiungere.<\/p>\n<p>Del resto, quale altro significato pu\u00f2 esservi nell&#8217;incontro fra l&#8217;uomo e la donna, se non quello di donarsi reciprocamente ci\u00f2 che vi \u00e8 di meglio nella natura di entrambi?<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio per essersi allontanati da questa semplice verit\u00e0, cos\u00ec evidente e fondamentale, che l&#8217;uomo e la donna hanno perso, entrambi, il proprio equilibrio interiore e tanto meno riescono a ritrovarlo, quanto pi\u00f9 si allontanano l&#8217;uno dall&#8217;altra&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 le persone s&#8217;innamorano e poi i loro sentimenti cambiano bruscamente, talvolta da un giorno all&#8217;altro, spostandosi, magari, su un nuovo oggetto del desiderio, del quale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[270],"class_list":["post-25972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-william-shakespeare"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25972"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25972\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}