{"id":25968,"date":"2019-08-25T12:32:00","date_gmt":"2019-08-25T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/25\/innanzitutto-sconfiggere-il-demone-della-tristezza\/"},"modified":"2019-08-25T12:32:00","modified_gmt":"2019-08-25T12:32:00","slug":"innanzitutto-sconfiggere-il-demone-della-tristezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/25\/innanzitutto-sconfiggere-il-demone-della-tristezza\/","title":{"rendered":"Innanzitutto: sconfiggere il demone della Tristezza"},"content":{"rendered":"<p>La prima cosa da fare, in questa fase storica, \u00e8 resistere all&#8217;assalto subdolo, incessante, vischioso, del demone della Tristezza, che vorrebbe travolgerci nel suo abbraccio e condurci all&#8217;angoscia, alla depressione e alla disperazione. Vorrebbe farci dubitare di tutto: del senso della vita, della bellezza dell&#8217;universo, della bont\u00e0 infinita di Dio; e, pi\u00f9 da vicino, del futuro destinato ai nostri figli e ai nostri nipoti. La sua capacit\u00e0 di suggestione \u00e8 enorme: riesce a intrufolarsi ovunque, a penetrare ovunque, a forzare le porte chiuse, a eludere i passaggi pi\u00f9 sorvegliati. \u00c8 il suo mestiere e ci sa fare. Del resto, tutta la civilt\u00e0 moderna \u00e8 una civilt\u00e0 triste, angosciosa, senza speranza: tutto il suo malessere \u00e8 compendiato nella hegeliana coscienza infelice, perch\u00e9 sdoppiata in una coscienza mutevole e immanente e in una perenne e trascendente; tutta la sua tragica abiezione \u00e8 concentrata nel quadro di Edvard Munch <em>L&#8217;urlo<\/em>, che giustamente la critica e il pubblico, una volta tanto d&#8217;accordo fra loro, riconoscono come l&#8217;opera figurativa che meglio di tutte ha messo a fuoco il problema numero uno che affligge l&#8217;uomo moderno: un impasto di solitudine, mancanza di senso, depressione, angoscia, paura, rabbia, disperazione, chiusura esistenziale, frustrazione ed una insopportabile, continua tensione interiore. Non si creda che stiamo parlando figurativamente. Il demone della Tristezza non \u00e8, per noi, un&#8217;espressione simbolica: la Tristezza non \u00e8 un simbolo, come lo \u00e8 il Diavolo per il falso prete modernista Sosa Abascal, che ha gettato la maschera e mostrato a tutti di non aver pi\u00f9 nulla di cattolico. La Tristezza \u00e8 reale quanto il Male, ed entrambi sono strumenti del diavolo per la perdizione degli uomini; cos\u00ec come lo sono l&#8217;Ira, la Superbia, la Lussuria, l&#8217;Avidit\u00e0. Sono istinti e disposizioni dell&#8217;anima umano, ma ci\u00f2 che li porta al calor bianco del peccato \u00e8 l&#8217;azione del demonio, che di essi si serve per scardinare il senso del bene che esiste naturalmente in ogni uomo: uomo che la grazia pu\u00f2 dotare degli strumenti soprannaturali atti a difendersi e condurre l&#8217;anima a salvamento. Un peccato, la tristezza? Certamente: perch\u00e9 per mezzo di essa il diavolo riesce a minare l&#8217;opera della grazia, esattamente come con gli altri peccati. I monaci del Medioevo lo sapevano e stavano in guardia contro la tristezza: il buon umore, l&#8217;allegria e l&#8217;ottimismo erano le ricette naturali, e la preghiera il rimedio soprannaturale, per contrastare la sua azione nefasta. Ma oggi, come difendersi, come proteggersi dai suoi assalti e dalla sua silenziosa infiltrazione, che tutto corrompe e che spegne la gioia di vivere, contaminando e imbruttendo la creazione di Dio? La civilt\u00e0 moderna ha doppiamente spalancato le porte alla sua irrefrenabile avanzata: da un lato, relegando in soffitta la nozione del soprannaturale e quindi ignorando sia il pericolo, sia l&#8217;antidoto; dall&#8217;altro, convogliando ogni tensione dell&#8217;anima verso la concupiscenza e la brama di cose materiali e sensuali, e con ci\u00f2 stesso aprendo i cancelli al <em>taedium vitae<\/em>, che \u00e8 l&#8217;inevitabile effetto della volutt\u00e0 soddisfatta, ma sempre risorgente.<\/p>\n<p>Svolgiamo queste riflessioni a beneficio di numerosi amici, che condividono con noi una stagione di scoraggiamento, di ripiegamento, di tristezza, nella speranza di offrire loro degli spunti e degli stimoli per riscuotersi, per reagire, per rialzarsi e proseguire il cammino, con pi\u00f9 energia e con maggiore coscienza che ogni cedimento al demone della Tristezza implica un bel tratto di terreno perduto nella lotta che si sta svolgendo tutto intorno a noi, e soprattutto dentro di noi, tra le forze del Bene e quelle del Male; tratto di terreno che poi non potr\u00e0 essere riconquistato se non a prezzo di sforzi assai pi\u00f9 gravi e assolutamente vani senza l&#8217;aiuto della grazia divina. Per la tristezza vale la medesima regola che esiste per le altre patologie del corpo e della mente: se affrontata subito, con decisione e con metodo, sar\u00e0 molto pi\u00f9 facile debellarla e cacciarla via. Ecco perch\u00e9 bisogna stare in guardia ed essere costantemente vigili: bisogna avvistarla e riconoscerla al suo primo apparire, per mobilitare contro di lei tutte le energie di cui si dispone. Presa per tempo, \u00e8 un nemico modesto; ma se le si permette di fare progressi, si riveler\u00e0 un avversario quasi invincibile. La nostra debolezza la alimenta, la nostra distrazione \u00e8 la sua pi\u00f9 valida alleata.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 tanta gente sprofondata nella tristezza, ai nostri giorni? In parte abbiamo gi\u00e0 risposto: perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna \u00e8 la pi\u00f9 lontana di tutte dal giusto modo di vivere, e quindi, inevitabilmente, \u00e8 la pi\u00f9 triste fra tutte le civilt\u00e0 possibili, anche se gli uomini moderni sono bravissimi nel mascherare la loro infelicit\u00e0 e nel simulare un&#8217;allegria e una gioia di vivere che inseguono continuamente, con tutte le loro forze, ma che in realt\u00e0 sono ben lungi dall&#8217;aver trovato. E di cosa dovrebbero essere allegri e soddisfatti, poi? La civilt\u00e0 delle macchine produce sempre nuovi accorgimento tecnici per ridurre la loro fatica e i tempi d&#8217;attesa per ci\u00f2 che vogliono fare, che si tratti di lavoro o di piacere; per\u00f2, nello stesso tempo, li mette di fronte cos\u00ec spietatamente ai loro limiti, alla mancanza di senso di ogni cosa e alla irrevocabilit\u00e0, alla totalit\u00e0 e alla assurdit\u00e0 della morte, da farne necessariamente degli esseri ambivalenti, per non dire schizofrenici, sempre sospesi sul ciglio fra due abissi: l&#8217;abisso dell&#8217;euforia per i loro successi materiali: economici, scientifici e tecnologici; e il nero abisso della depressione per la sconvolgente coscienza nulla verso il quale sono destinati. E questa \u00e8 una causa di tipo storico: \u00e8 la conseguenza delle linee di sviluppo che la civilt\u00e0 moderna ha deciso di dare a se stessa, ad opera dei suoi teorici e dei suoi massimi esponenti, ma anche &#8212; perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna \u00e8 democratica per definizione &#8212; per opera di gran parte della popolazione, pervasa da una smania di protagonismo che spinge le persone a comportamenti di tipo narcisista compulsivo, quasi a compensare illusoriamente se stesse dell&#8217;irrilevanza in cui sentono di essere cadute, sotto ogni punto di vista, politico in primissimo luogo. L&#8217;uomo moderno \u00e8 votato alla tristezza anche per il divario, la sproporzione, la disarmonia e la distanza che esistono fra ci\u00f2 che la cultura del suo tempo gli dichiara o gli suggerisce, e cio\u00e8 che non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 grande e perfetto di lui, e l&#8217;impietosa realt\u00e0 dei fatti, che gli mostra continuamente quanto egli sia debole, fragile e transeunte. Heidegger e Sartre sono i pensatori che pi\u00f9 esplicitamente e coerentemente riassumono questa condizione, ma la stessa tristezza e la stessa angoscia esistenziale sono presenti nelle opere di una immensa quantit\u00e0 di scrittori, poeti, pittori, scultori, architetti, musicisti, attori, registi, critici, opinionisti, intellettuali, scienziati, tecnici, genetisti, medici, psicologi, psichiatri, sociologi, antropologi, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta. In senso pi\u00f9 specifico, gli uomini ai nostri d\u00ec sono tristi perch\u00e9 dubitano di tutto, anche di se stessi, e vedono sgretolarsi tutte le certezze e i punti di riferimento senza i quali, checch\u00e9 ne dicano i progressisti, e quei progressisti particolarmente impazienti che sono i rivoluzionari, non \u00e8 possibile vivere senza impazzire. Stiamo assistendo a una fase storica non solo di trapasso, ma, secondo tutte le apparenze, terminale: vediamo la fine avvicinarsi e non sappiamo, anzi dubitiamo, che vi sar\u00e0 l&#8217;inizio di un nuovo ciclo. Vediamo ogni giorno guadagnare terreno le forze della dissoluzione, morale e materiale. Vediamo trionfare ci\u00f2 che ci provoca angoscia e indignazione, vediamo calpestare quotidianamente le cose che ci sono sacre. Vediamo affermarsi leggi e modelli di vita aberranti, scandalosi, distruttivi; e vediamo offesi, disperati e perseguitati i modi di vivere sani e virtuosi. Vediamo prevalere i peggiori elementi, gli arruffoni in politica, gl&#8217;incompetenti nelle professioni, gli arroganti prezzolati e senza coscienza nel mondo dei mass-media, gli spietati affaristi in quello dell&#8217;economia, i corrotti nell&#8217;amministrazione pubblica, i boriosi velleitari nella magistratura, quelli che fanno uso di sostanze proibite nello sport, gli egoisti nelle relazioni private. Il merito viene ignorato, se non disprezzato, calunniato o addirittura perseguitato; il vizio viene premiato, e l&#8217;errore viene celebrato, applaudito, proposto ad esempio e modello da imitare. Quelli di noi che sono cresciuti con una fede religiosa sono tristi perch\u00e9 la sentono venir meno proprio a causa del comportamento di coloro i quali dovrebbero custodirla, difenderla, ravvivarla ed espanderla: i membri del clero e i cattivi teologi contaminati dalle idee materialiste, edoniste e amorali della modernit\u00e0. In definitiva, i giovani sono tristi perch\u00e9 stentano a vedere un futuro avanti a s\u00e9, i meno giovani e gli anziani sono tristi perch\u00e9 vedono crollare il mondo nel quale hanno vissuto e nel quale avevano creduto.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una causa pi\u00f9 profonda, per\u00f2, ontologica e non storica, anche se il momento storico che stiamo vivendo indubbiamente l&#8217;amplifica e ne ingigantisce gli effetti: la tristezza dell&#8217;uomo \u00e8 legata alla sua natura creaturale e alle conseguenze del Peccato originale. Per quale ragione i bambini sorridono e sono allegri cos\u00ec spesso, al punto che si pu\u00f2 dire che tale \u00e8 la loro normale condizione di esistenza e che un bambino non \u00e8 sano, ma deve avere qualche patologie, se non ride e non gioca spensieratamente ogni volta che gi \u00e8 possibile; mentre \u00e8 cosa estremamente rara vedere un adulto il cui stato normale \u00e8 divertirsi e stare di buon umore? Perch\u00e9 il bambino \u00e8 inconsapevole, mentre l&#8217;adulto si rende conto che il mondo in cu viviamo non \u00e8 come dovrebbe essere, che la nostra vita non \u00e8 quella che ci sarebbe in realt\u00e0 destinata, e che il bene che noi troviamo in essa \u00e8 solo una minuscola parte di quel che ci eravamo aspettati di trovarvi. In breve, l&#8217;uomo adulto \u00e8 triste perch\u00e9 si sente ingannato, si sente tradito, si sente profondamente deluso; ha smarrito l&#8217;incanto del mondo e gli sembra, di conseguenza, che tutto sia cattivo, o incompleto, o insoddisfacente, ed \u00e8 sicuro che il futuro, per quanto fortunato egli potr\u00e0 essere, non baster\u00e0 mai a rendergli quel che ha perso e a risarcirlo della sua tremenda delusione. In un ceto senso, come abbiamo gi\u00e0 sostenuto un&#8217;altra volta, tutta la questione della vita adulta si riduce alla seguente domanda: <em>quanto<\/em> si \u00e8 rimasti delusi dalla vita?<\/p>\n<p>Naturalmente, non \u00e8 sufficiente stare in guardia e farsi coraggio quando \u00e8 l&#8217;ora della prova: bisogna anche saper come affrontare la tristezza; ma, come per tutte le malattie e per tutti i peccati, la cosa migliore \u00e8 sempre quella di prevenire, adottando uno stile di vita sano, semplice e sobrio e spogliandosi dall&#8217;ambizione smodata, dalle brame e dalle smanie dell&#8217;ego. E tuttavia, una volta che la tristezza abbia trovato il punto debole nelle nostre difese e si sia aperta un varco, esistono dei rimedi naturali e quelli soprannaturali. Fra i primi ci sono le attivit\u00e0 riposanti e rinfrancanti per lo la mente, per lo spirito e per il corpo, come le passeggiate nella natura, l&#8217;ascolto della buona musica (e sottolineiamo della <em>buona<\/em> musica, non certo di quella satanica, che aggrava e moltiplica i sintomi del male) e le buone compagnie, cio\u00e8 la compagnia di quelle poche, ma scelte persone capaci di trasmettere pace, serenit\u00e0 e amore per la vita; inoltre, se possibile, la guida di un direttore spirituale che indirizzi i pensieri e le energie nella direzione giusta, invece di sprecarli in affannosi ed inutili tentativi di uscire, con le nostre sole forze, dal fango della palude in cui stiamo inesorabilmente sprofondando. I secondi vengono per mezzo della preghiera e della fede, e sono un dono gratuito di Dio; ma \u00e8 certo che, quando la tristezza assume gravi proporzioni, cio\u00e8 quando si palesa di natura diabolica, senza l&#8217;aiuto della grazia non si pu\u00f2 in alcun modo resisterle e reagire. Del resto, il demonio \u00e8 cos\u00ec forte perch\u00e9 noi siano cos\u00ec deboli e scoraggiati: \u00e8 un giro vizioso, che solo la grazia divina ha il potere di spezzare. Il demonio sa che attraverso la tristezza \u00e8 in grado di vanificare l&#8217;opera del Salvatore, inoculando nel cuore dell&#8217;uomo il senso della nullit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che esiste, e quindi anche del Bene e dell&#8217;Amore di Dio. La tristezza infiacchisce o paralizza le virt\u00f9 naturali dell&#8217;uomo &#8212; la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza &#8212; e pu\u00f2 far s\u00ec che egli si chiuda perfino all&#8217;azione delle virt\u00f9 che vengono dallo Spirito Santo: la fede, la speranza e la carit\u00e0. L&#8217;indebolimento e la perdita della fede da parte di tanti esseri umani, tipica del mondo contemporaneo, \u00e8 uno degli effetti collaterali della tristezza. Infatti chi sostituisce la fede nel vero Dio con l&#8217;adorazione delle cose e l&#8217;abbandono alle passioni disordinate, di certo non \u00e8 felice: pu\u00f2 simulare l&#8217;allegria, la angoscia e disperazione si annidano in fondo al suo cuore. Quanta gioia autentica, quanta pace, quanta serenit\u00e0 vi \u00e8 nella vita del dissoluto, del depravato, del lussurioso, dell&#8217;invertito, del superbo e dell&#8217;avaro? Si prendano i grandi modelli della dissolutezza moderna, le star di Hollywood, i celebri cantanti rock, specialmente quelli che hanno costruito il loro successo sulla trasgressione, sull&#8217;incitamento al disordine morale, sulla derisione del bene, della purezza e del timor di Dio: dietro le apparenze scintillanti, dietro i lussi miliardari ci sono i demoni infernali dell&#8217;angoscia, della disperazione e dell&#8217;istinto di autodistruzione, inevitabili compagni di una vita spesa adorando le forze oscure e servendo l&#8217;antico avversario. La schiavit\u00f9 della droga e dell&#8217;alcol, le malattie pi\u00f9 vergognose, la depressione, la pazzia e il suicidio sono sempre in agguato, pronte a ghermire le anime che hanno deliberatamente voltato le spalle alla luce. E se questo \u00e8 vero per quanti hanno raggiunto il successo, lo \u00e8 anche per le persone qualsiasi. Un facoltoso imprenditore, uomo sposato e insospettabile, non solo compie violenze sessuali sulla figlioletta di due anni, ma esegue dei filmati e li vende all&#8217;estero a gruppi di pedofili: in essi egli non esita a riprende il proprio viso trionfante d&#8217;un sorriso diabolico: la notizia \u00e8 di due giorni fa e viene dalla provincia di Treviso. Questo \u00e8 l&#8217;ultimo gradino sulla scala che conduce all&#8217;inferno gi\u00e0 da vivi; ed \u00e8 anche un monito per tutti. Tale \u00e8 la via del male, intrisa di tristezza. Il solo modello deve essere Ges\u00f9: via, verit\u00e0 e vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima cosa da fare, in questa fase storica, \u00e8 resistere all&#8217;assalto subdolo, incessante, vischioso, del demone della Tristezza, che vorrebbe travolgerci nel suo abbraccio e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,202,246],"class_list":["post-25968","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-modernita","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25968\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}