{"id":25967,"date":"2012-07-26T08:20:00","date_gmt":"2012-07-26T08:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/26\/come-ci-sinnamora-della-botanica\/"},"modified":"2012-07-26T08:20:00","modified_gmt":"2012-07-26T08:20:00","slug":"come-ci-sinnamora-della-botanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/26\/come-ci-sinnamora-della-botanica\/","title":{"rendered":"Come ci s&#8217;innamora della botanica"},"content":{"rendered":"<p>Sovente le passioni degli adulti hanno origine da un seme gettato nell&#8217;infanzia e che attecchisce misteriosamente nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima, creandovi una magica atmosfera e lasciando una impressione assolutamente indelebile.<\/p>\n<p>A volte questo seme sembra essere stato gettato per caso, a volte intenzionalmente dai genitori, da un insegnante, da un parente o da un amico di famiglia; tutto poi dipende se il terreno in cui cade \u00e8 propizio, se cio\u00e8 l&#8217;anima \u00e8 disposta ad accogliere quello stimolo e se finir\u00e0 per aprirsi ad esso in una successiva fioritura; e, naturalmente, dipende anche dal momento e dalle circostanze adatti, perch\u00e9 non basta lo stimolo, bisogna anche che il tempo e il modo siano favorevoli.<\/p>\n<p>I bambini sono estremamente sensibili alla dimensione affettiva dei rapporti umani e, in buona misura, ci\u00f2 vale anche per gli adolescenti e per i giovani: essi non accolgono una suggestione sulla base di un ragionamento, ma di una simpatia o di una antipatia istintive; e da ci\u00f2 si comprende quanto \u00e8 importante che i genitori e gli insegnati trovino la maniera giusta di rivolgersi a ciascun bambino, perch\u00e9 non esistono modalit\u00e0 pedagogiche valide in astratto.<\/p>\n<p>Nel caso delle scienze naturali, \u00e8 importante, anzi fondamentale, che vi sia un adulto capace di far leva sulle potenzialit\u00e0 creative e fantastiche del bambino; invece di annoiarlo con letture o con dotte esposizioni teoriche, si tratta di portare il bambino in mezzo alla natura e di fargli ammirare la bellezza delle creature viventi, spiegandogli i fenomeni con parole semplici e chiare e non mortificandolo con formule scientifiche, che ancora non sarebbe in grado di afferrare, ma, al contrario, stimolando le risorse della sua immaginazione.<\/p>\n<p>Tutto, per il bambino, \u00e8 immerso in una dimensione &quot;magica&quot;; anche le creature e i fenomeni del mondo naturale, quindi, saranno percepiti da lui secondo questa particolare angolatura; l&#8217;importante \u00e8 che le radici dell&#8217;interesse attecchiscano nel vivo humus della sua anima. In seguito, se questa sar\u00e0 la sua vocazione, lui stesso avvertir\u00e0 il bisogno di inquadrare le nuove conoscenze entro un quadro di riferimento pi\u00f9 razionale e preciso, pi\u00f9 oggettivo e metodico; ma senza mai sacrificare del tutto, senza mai spegnere la dimensione della fantasia e della creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Una passeggiata sotto le stelle, in una bella sera d&#8217;estate, nella quale un pap\u00e0 racconta a suo figlio dell&#8217;esistenza di pianeti lontani, forse abitati, o del fenomeno delle stelle cadenti; in cui gli spiega come la luce di quegli astri, che noi ora vediamo brillare alti nel firmamento, \u00e8 partita, in realt\u00e0, migliaia di anni fa, per cui quel che vediamo di loro non \u00e8 il presente, ma il passato: tutto questo pu\u00f2 lasciare una traccia profonda nell&#8217;anima di quel bambino, pu\u00f2 alimentare i suoi sogni, pu\u00f2 spingerlo, nel corso del tempo, ad indirizzare il suo interesse verso la facolt\u00e0 di astronomia o, magari, verso studi di fisica e di matematica.<\/p>\n<p>Una gita o una piccola escursione in montagna, durante la quale un adulto aiuta un ragazzo a leggere, negli strati rocciosi, la successione delle epoche geologiche, o a riconoscere i fossili di antichi animali marini, spiegandogli che in tempi antichissimi quelle montagne non esistevano, n\u00e9 esisteva la terraferma, ma vi era una vasta laguna tropicale: anche questa pu\u00f2 essere una felice occasione per indirizzare i pensieri e le fantasie di quel ragazzo verso il mondo affascinante della geologia, della mineralogia, della paleontologia.<\/p>\n<p>La stessa cosa vale per il mondo meraviglioso degli animali e delle piante. Non solo chi vive in campagna, ma anche chi vive in citt\u00e0 avr\u00e0 sicuramente la possibilit\u00e0 di accompagnare un bambino a fare una passeggiata in un giardino o in un prato di periferia, oppure lungo il fiume dalle rive incorniciate di salici, pioppi ed ornielli e dalle acque cullanti lunghi fasci di alghe d&#8217;acqua dolce; di fargli vedere il muschio sulla corteccia degli alberi e i licheni che si abbarbicano su un antico muretto in rovina; di insegnargli a distinguere le diverse specie di arbusti e le numerose variet\u00e0 di fiori dai mille colori incantevoli.<\/p>\n<p>Vi sono poi i giardini botanici e i musei di storia naturale, cos\u00ec come vi sono dei libri illustrati per ragazzi che invogliano ad approfondire le cose e accarezzano la fantasia con le loro fotografie e i loro disegni di paesaggi tropicali e di lontane foreste; per non parlare di certi documentari trasmessi dalla televisione, molto ben fatti, che sono stati pensati espressamente per un pubblico giovanile o, comunque, non specialista, senza tuttavia rinunciare alla esattezza e al necessario rigore scientifico (sarebbe anche un modo di far capire al bambino che la televisione pu\u00f2 essere adoprata anche per vedere qualcosa di diverso dai soliti cartoni animati giapponesi o, peggio, dagli squallidi programmi per adulti, come i cosiddetti reality show).<\/p>\n<p>Un bambino che sia accompagnato da un adulto a visitare quel giardino, quel museo, o che gli regali quel libro &#8211; non un adulto qualsiasi, ma una persona di cui il bambino abbia stima e fiducia e verso la quale egli provi un certo grado di simpatia e di affetto &#8211; sar\u00e0 potentemente stimolato a far tesoro di quelle esperienze, a riporle con gratitudine nella propria memoria e, forse, magari a distanza di anni, a coltivare una passione, per esempio a raccogliere campioni botanici in un erbario di sua creazione, e infine a indirizzarsi verso una scelta universitaria.<\/p>\n<p>Cos\u00ec racconta il celebre neurologo-scrittore Oliver Sachs nel suo libro \u00abL&#8217;isola dei senza colore\u00bb (titolo originale: \u00abThe Island of Colorblind and Cycal Island\u00bb, New York, 1996; traduzione italiana di Isabella Blum, Milano, Adelphi, 1997, pp. 207-14):<\/p>\n<p>\u00abQuando avevo cinque anni, il nostro giardino a Londra era pien di felci: una grande giungla che cresceva alta sopra la mia testa [&#8230;] Mia madre e una mia zia che mi era molto cara adoravano il giardinaggio e avevano il pollice verde: uno dei miei primi ricordi \u00e8 l&#8217;immagine di loro due che lavorano fianco a fianco in giardino, fermandosi spesso a contemplare con tenerezza compiaciuta le giovani fronde e i germogli delle felci arricciati &quot;a pastorale&quot;. Il ricordo di quelle felci e di quella botanica serena, quasi idilliaca, fin\u00ec per associarsi, in me, al senso dell&#8217;infanzia, dell&#8217;innocenza, di un tempo prima della guerra. [&#8230;]<\/p>\n<p>Durante la guerra, mia zia era direttrice di una scuola del Chesire (una &quot;scuola all&#8217;aria aperta&quot;, come veniva chiamata), immersa nella Delamere Forest. Fu lei che per prima in quei boschi mi mostr\u00f2. Fu lei che per prima in quei boschi mi mostr\u00f2 alcuni equiseti, alti qualche decina di centimetri, che crescevano nel terreno umido vicino alla rive dei corsi d&#8217;acqua. Me ne faceva toccare i fusti rigidi e articolati, spiegandomi che erano fra le piante viventi pi\u00f9 antiche e che i loro antenati, &quot;Calamites&quot;, simili ai bamb\u00f9, alti il doppio degli alberi che avevamo intorno, erano di dimensioni gigantesche e formavano densi boschi di alberi enormi: un tempo, centinaia di milioni di anni fa, quando anfibi giganteschi sguazzavano nelle paludi primordiali, essi ricoprivano la Terra. Mi mostrava come gli equiseti fossero ancorati al terreno da una rete di radici, rizomi flessibili che inviavano stoloni a ogni fusto.<\/p>\n<p>Poi cercava minuscoli licopodi per mostrarmeli, con le loro foglie squamiformi; anche questi, mi diceva, un tempo avevano avuto la forma di alberi alti pi\u00f9 di 30 metri, con enormi tronchi coperti di scaglie e sormontati dalle fronde e dai coni. Di notte sognavo quegli equiseti e quei licopodi silenziosi e torreggianti sui paesaggi acquitrinosi e sereni di 350 milioni di anni fa: un Eden paleozoico, che mi lasciava un senso di esaltazione e di perdita, al mio risveglio. [&#8230;]<\/p>\n<p>Spesso la zia mi portava al Museo di Storia naturale di Londra, dove c&#8217;era un giardino fossile pieno di &quot;Lepidodendra&quot;, antichi licopodi arborei il cui tronco frastagliato di scaglie romboidali li rendeva simili a coccodrilli, e di &quot;Calamites&quot;, gli equiseti arborei dal fusto pi\u00f9 slanciato. Nel museo, mi portava a vedere i diorami del Paleozoico (con titoli come &quot;Vita in una palude del Devoniano&quot;), che [&#8230;] divennero i nuovi paesaggi dei miei sogni. Volevo vederle VIVE, queste piante gigantesche, subito, e sentii spezzar misi il cuore quando la zia mi disse che non esistevano pi\u00f9 equiseti o licopodi arborei, che tutta quella flora gigantesca se n&#8217;era andata, era scomparsa &#8211; sebbene gran parte di essa, aggiunse, fosse sprofondata nelle paludi, dove nel corso di eoni sera stata compressa e si era trasformata in carbone (una volta, giunti a casa, ruppe un nodulo di carbone e mi fece vedere i fossili che conteneva).<\/p>\n<p>Poi, con un balzo in avanti di 100 milioni di anni, passavamo ai diorami del Giurassico (&quot;L&#8217;et\u00e0 delle cicadine&quot;) e la zia mi mostrava questi alberi grandi e robusti, tanto diversi da quelli del Paleozoico. Le cicadine avevano enormi coni e grandi fronde all&#8217;apice e un tempo erano state le forme di vita vegetale dominante; era in mezzo a esse che volavano gli pterodattili, ed era di esse che si nutrivano i dinosauri giganteschi. Non ne avevo mai visto uno vivo, ma questi grandi alberi, simili come sono a una sorta di incrocio tra una felce e una palma, con i loro tronchi spessi e massicci sembravano pi\u00f9 credibili, meno alieni, degli inconcepibili &quot;Calamites&quot; e &quot;Cordaites&quot; che li avevano preceduti.<\/p>\n<p>Nelle domeniche d&#8217;estate, prendevamo la vecchia District Line per i Kew Gardens, inaugurata nel 1877, sulla quale erano ancora in servizio molte vetture elettriche dell&#8217;anno inaugurale. L&#8217;ingresso costava un penny e con quella cifra si poteva visitare tutto il giardino, con i suoi ami viali, le sue conche, la pagoda del diciottesimo secolo e le grandi serre con la struttura di vetro e ferro, che erano le mie preferite.<\/p>\n<p>Le visite alla ninfea gigante &quot;Victoria regia&quot;, nella sua serra speciale, alimentarono in me il gusto per l&#8217;esotico; le sue grandi foglie, diceva la zia, potevano facilmente sostenere il peso di un bambino. La pianta era stata scoperta nelle regioni selvagge della Guyana e il nome le era stato imposto in onore della giovane regina Vittoria. [&#8230;]<\/p>\n<p>Quando fui pi\u00f9 grande, e visitai per la prima volta Amsterdam, scoprii il suo piccolo, bellissimo Hortus Botanicus triangolare: era molto antico e vi si respirava ancora un&#8217;aria medievale, un profumo dei giardini di erbe, dei giardini dei monasteri, dai quali erano derivati poi tutti gli orti botanici. C&#8217;era una serra particolarmente ricca di cicadine, che ospitava anche un esemplare antico, nodoso e contorto per l&#8217;et\u00e0 (o forse per il fatto di essere confinato in vaso, con poco spazio a disposizione), del quale si diceva fosse la pi\u00f9 antica pianta in vaso del mondo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 una differenza infinita fra un giardino, per quanto grandioso, e la natura allo stato selvatico, dove ci si pu\u00f2 fare un&#8217;idea pi\u00f9 tangibile delle reali complessit\u00e0 e delle dinamiche della vita, delle forze che spingono le specie verso l&#8217;evoluzione e l&#8217;estinzione. E io bramavo di vedere quelle piante nel loro contesto &#8211; non piantate, non etichettate, non isolate in mostra; volevo vederle crescere fianco a fianco con i ficus del Banian e i pandani, circondate dalle felci; volevo vedere l&#8217;intera armonia e la complessit\u00e0 di una giungla di cicadine in scala reale: il paesaggio dei miei sogni di bambino fatto realt\u00e0 vivente.\u00bb<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che l&#8217;adulto trasmetta al bambino un atteggiamento di stupore verso il mondo della natura, cosa a cui il bambino \u00e8 gi\u00e0 naturalmente predisposto, ma che va incoraggiata e alimentata. Il bambino deve percepire la meraviglia dell&#8217;adulto, il senso di riverenza e di ammirazione che lo pervade davanti allo spettacolo straordinario della natura, che si tratti di una montagna che svetta maestosa e si staglia nella luce rosseggiante del tramonto, oppure di una semplice foglia d&#8217;albero che sussurra nel vento e sulla quale si muove un minuscolo insetto, che vede in essa un piccolo mondo.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di peggio che un adulto si ponga davanti alla natura con atteggiamento presuntuoso, saccente, spogliato di senso del mistero e di senso del limite; che il bambino legga nelle sue parole e nei suoi gesti un arido interesse strumentale, una supponenza intellettuale, un pregiudizio scientista: perch\u00e9, indipendentemente dalle convinzioni religiose di quell&#8217;adulto, delle quali, evidentemente, egli \u00e8 perfettamente libero, ci\u00f2 equivarrebbe a distruggere la poesia insita nella contemplazione della bellezza. E la natura \u00e8 bellezza in sommo grado.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;adulto fornisce le sue spiegazioni a un bambino che gli chiede quanto sono lontane le stelle o quanti anni pu\u00f2 vivere un albero, dove vanno le rondini quando partono in autunno e come fa il ragno a tessere cos\u00ec perfettamente la sua tela, deve farlo con serenit\u00e0 e con precisione, se possibile (magari con l&#8217;aiuto di un libro o di una ricerca informatica), ma senza dargli l&#8217;impressione che ogni cosa sia stata compresa e chiarita una volta per tutte, che non esista pi\u00f9 alcun mistero, che la mente umana sia capace di rispondere a qualsiasi interrogativo.<\/p>\n<p>Al contrario, \u00e8 necessario fargli capire, o meglio fargli sentire, che le risposte della scienza sono sempre parziali e provvisorie; che l&#8217;uomo non ha alcun motivo per inorgoglirsene, visto che ogni epoca ha dovuto rivedere, in modo pi\u00f9 o meno radicale, le fermissime convinzioni di quella precedente; e che dopo aver aperto dieci, cento, mille porte con la chiave della ragione, restano ancora infinite porte che l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai aprire da solo, perch\u00e9 non ne possiede la chiave, ma che possono, semmai, essere aperte solo passando a un altro livello di conoscenza, che non \u00e8 inferiore a quello razionale, semmai superiore &#8211; perch\u00e9 la contemplazione \u00e8 conoscenza, e conoscenza in sommo grado -, ma che richiede altri presupposti, altri strumenti e, soprattutto, un diverso atteggiamento intellettuale e spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;invito all&#8217;amore per i fenomeni della natura, cos\u00ec, pu\u00f2 diventare propedeutico all&#8217;invito a rivolgere uno sguardo verso il mistero pi\u00f9 alto, il mistero dell&#8217;essere, che non \u00e8 fuori di noi, ma dentro di noi; davanti al quale \u00e8 giusto che l&#8217;uomo, anche il pi\u00f9 intelligente e il pi\u00f9 sapiente, si senta piccolo e umile, perch\u00e9 egli non \u00e8 il padrone e tanto meno il creatore di ci\u00f2 che esiste, ma l&#8217;ospite fortunato di una Terra meravigliosa, nella quale non si trova per caso, ma appunto per potersi porre delle domande appassionate e generose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sovente le passioni degli adulti hanno origine da un seme gettato nell&#8217;infanzia e che attecchisce misteriosamente nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima, creandovi una magica atmosfera e lasciando una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[92],"class_list":["post-25967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-natura-e-ambiente","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-natura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25967\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30172"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}