{"id":25966,"date":"2020-05-20T08:00:00","date_gmt":"2020-05-20T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/20\/inibire-le-relazioni-umane-e-togliere-la-gioia-di-vivere\/"},"modified":"2020-05-20T08:00:00","modified_gmt":"2020-05-20T08:00:00","slug":"inibire-le-relazioni-umane-e-togliere-la-gioia-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/20\/inibire-le-relazioni-umane-e-togliere-la-gioia-di-vivere\/","title":{"rendered":"Inibire le relazioni umane \u00e8 togliere la gioia di vivere"},"content":{"rendered":"<p>Quello che sta facendo questo sciagurato governo Conte Bis \u00e8 un crimine sul piano economico, ma \u00e8 anche, se possibile, un crimine perfino peggiore sul piano psicologico, umano e spirituale. I danni che sta causando alla vita di relazione, e quindi al tono vitale delle persone, sono semplicemente incalcolabili, perfino peggiori di quelli causati da una guerra. Durante la guerra i nostri genitori e i nostri nonni vivevano con la paura dei bombardamenti aerei; ma, salvo eccezioni, tale paura era circoscritta alle ore notturne. Vivevano anche con una serie di limitazioni nella sfera della libert\u00e0 personale, ad esempio dovevano rispettare il coprifuoco e restare a casa, salvo permessi speciali, dal tramonto all&#8217;alba. Ora per\u00f2 questo governo di pazzi e\/o di delinquenti ha esteso il coprifuoco a tutte le 24 ore, per tutta la popolazione e per settimane e mesi, riducendo l&#8217;Italia a un immenso campo di concentramento domiciliare. La chiusura dei bar e dei ristoranti e l&#8217;obbligo della mascherina per le poche e limitatissime uscite hanno distrutto la vita di relazione, e trasformato ogni persona in un potenziale paranoico e antisociale, spinta ad assumere il ruolo di sorvegliate, eventualmente di delatore, dei suoi vicini. Alla naturale benevolenza nei confronti del vicino o del conoscente \u00e8 subentrato il sospetto, cui in molti casi sono seguite la disapprovazione e l&#8217;aperta antipatia. Perch\u00e9 costui si \u00e8 permesso di scendere nell&#8217;orto senza la mascherina? Perch\u00e9 va a portare sul marciapiede il contenitore della spazzatura senza indossare la mascherina? \u00c8 stato proibito a marito e moglie di andare a fare la spesa insieme; sono stati multati se uscivano insieme per fare una passeggiata nei prati o a prendere il sole su una spiaggia deserta. Amici che si erano trattenuti qualche minuto a chiacchierare a bordo di un&#8217;automobile ferma sul bordo della strada, sono stati multati perch\u00e9 non avevano rispettato la distanza di sicurezza fra di loro. Mamme che portavano i loro bambini al parco perch\u00e9 si sgranchissero e si distraessero un poco sono state multate, mentre chi portava il cane a spasso ha potuto farlo liberamente. Ci \u00e8 stato detto e ripetuto fino alla nausea che avremmo potuto e dovuto restare uniti, ma stando distanti. I faccioni stupidamente sorridenti di noti personaggi dello spettacolo ci hanno perseguitato a tutte le ore dal piccolo schermo, per ripeterci fino alla nausea quanto \u00e8 bello scambiarsi saluti e baci dal computer e quanto invece \u00e8 brutto, irresponsabile, criminoso, pretendere di avere, come di consueto, un rapporto fisico diretto. C&#8217;\u00e8 mancato poco che i vigili o i carabinieri entrassero nelle abitazioni per multare le coppie che facevano all&#8217;amore: in base ai &quot;ragionamenti&quot; delle autorit\u00e0, quello avrebbe dovuto essere considerato l&#8217;atto pi\u00f9 pericoloso e antisociale di tutti (proprio come in <em>1984<\/em> di George Orwell). Per oltre due mesi non si \u00e8 fatta alcuna differenza fra persone che vivono nella stessa casa e persone che sono perfettamente estranee: alle une e alle altre \u00e8 stato imposto lo stesso codice ci comportamento reciproco, basato sulla distanza di sicurezza e sulla totale sterilizzazione della dimensione sociale. Proibito parlarsi senza la mascherina, proibito entrare in buna anca o un negozio senza i guanti; proibito perfino andare dal medico, meglio telefonargli o, piuttosto, chiamare il pronto soccorso. Hanno fatto in modo che ognuno di noi si sentisse un potenziale untore, un vero e proprio delinquente se avesse infranto una sola delle innumerevoli e assurde prescrizioni, una sola delle farneticanti proibizioni che non avevano e non hanno nulla di scientifico, compresa la mascherina che, in nove casi su dieci, \u00e8 di danno e non di giovamento alla salute, perch\u00e9 costringere le persone a respirare dannosamente la propria anidride carbonica sena offrire una protezione verso un pericolo peraltro pressoch\u00e9 inesistente.<\/p>\n<p>I bar, in particolare, oltre a essere la fonte di guadagno e di vita per decine di migliaia di persone, sono anche un luogo fondamentale di socializzazione, ove, bevendo un bicchiere di vino, si parla con gli amici, si legge il giornale e poi lo si commenta, si fa una partita a carte o al biliardo. Niente bar, niente socializzazione: i piccoli paesi che hanno perso il loro bar o la loro osteria gi\u00e0 negli ultimi vent&#8217;anni, hanno con ci\u00f2 perso un elemento essenziale della loro vita sociale. Adesso, per quasi tre mesi l&#8217;Italia intera \u00e8 stata privata di tutti i suoi bar e la vita sociale di quelli che li frequentavano, specie i pensionati che trovavano in essi un elemento indispensabile per continuare a sentirsi parte di un tessuto sociale, ha subito un block-out totale. Probabilmente ci vorranno mesi e anni per misurare tutto il male immedicabile che \u00e8 stato fatto, la gravit\u00e0 della ferita che \u00e8 stata inferta ad una societ\u00e0 che gi\u00e0 da tempo era avviata sulla china distruttiva dell&#8217;isolamento sociale e dell&#8217;individualismo esasperato. Privati del bar e della compagnia degli amici di quartiere, ci siamo consolati davanti al televisore, e l\u00ec abbiamo subito un ulteriore, gravissimo danno derivante dalla perfidia e dalla disonest\u00e0 intellettuale di quanti controllano le reti televisive, tutti solidali fra loro e tutti obbedienti al potere, nel somministrare al pubblico forzato, e impossibilitato a concedersi altre forme di svago o distrazione, il peggio del peggio di cui erano capaci: una valanga ininterrotta di programmi spazzatura, uno pi\u00f9 stupido e insulso dell&#8217;altro, inframmezzati da una martellante propaganda terroristica, basata sullo spauracchio della morte e sulla ripetizione ossessiva dei divieti, nonch\u00e9 da pubblicit\u00e0 di sedicenti associazioni umanitarie che raccolgono fondi per i bambini disabili e per quelli africani che soffrono la fame, il tutto condito con esortazioni ultimative e ricattatorie e con immagini terribili di un&#8217;infanzia sofferente, umiliata, negata, in pericolo imminente di morte per fame e malattie.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi, a proposito della necessit\u00e0 dell&#8217;amicizia, una bella pagina di Aristotele (dall&#8217;<em>Etica Nicomachea<\/em>, IX, 9, a cura di Marcello Zanatta, Rizzoli, 1968m, e Fabbri, 1998, vol. 2, pp. 541-543):<\/p>\n<p><em>Si dice infatti che per coloro che sono beati e bastano a se stessi non vi \u00e8 nessun bisogno di amici: infatti possiedono gi\u00e0 i beni. Essendo dunque autosufficienti, non hanno bisogno di niente, e l&#8217;amico, che \u00e8 un altro se stesso, procura ci\u00f2 che l&#8217;uomo, non pu\u00f2 avere da se medesimo. Donde il proverbio: Quando la fortuna sia favorevole, che bisogno c&#8217;\u00e8 di amici?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>D&#8217;altro canto ha tutta l&#8217;aria di un&#8217;assurdit\u00e0, dopo aver attribuito tutti i beni all&#8217;uomo felice, il non assegnargli degli amici: cosa questa che &#8212; ad avviso di tutti &#8212; \u00e8 il pi\u00f9 grande dei beni esteriori.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre, se proprio dell&#8217;amico \u00e8 piuttosto il fare del bene che riceverne ed \u00e8 proprio dell&#8217;uomo dabbene e della virt\u00f9 il beneficiare; ancora, se \u00e8 pi\u00f9 bello fare del bene agli amici che agli estranei, il virtuoso avr\u00e0 bisogno di coloro che ricevano i suoi benefici. \u00c8 questo il motivo per cui si ricerca anche se si ha maggior bisogno degli amici nella buona o nella cattiva sorte, atteso che e chi versa nella cattiva sorte ha bisogno di coloro che lo beneficano e quelli ai quali la fortuna \u00e8 favorevole di persone a cui fare del bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Di pi\u00f9, \u00e8 senza dubbio assurdo anche il fare di chi \u00e8 beato un solitario; nessuno infatti sceglierebbe di possedere tutti i beni per goderne da solo, giacch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 un essere politico e naturalmente portato a vivere in societ\u00e0. Ora, queste caratteristiche appartengono anche all&#8217;uomo felice, giacch\u00e9 egli possiede ci\u00f2 che per natura \u00e8 buono; ed \u00e8 evidente che \u00e8 meglio trascorrere le proprie giornate assieme ad amici ed a persone virtuose che con estranei e cin quelli che ci capitano. Anche per l&#8217;uomo felice vi \u00e8 dunque bisogno di amici. (..)<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, l&#8217;esser felice consiste nel vivere e nell&#8217;essere attivi, e l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo dabbene \u00e8 virtuosa e piacevole per se stessa, come si \u00e8 detto in principio; ancora, se anche ci\u00f2 che \u00e8 proprio fa parte delle cose piacevoli, e se possiamo considerare attualmente quelli che ci stanno vicino meglio di noi stessi e le loro azioni meglio delle nostre; se infine le azioni degli uomini virtuosi che sono loro amici sono piacevoli per le persone dabbene (giacch\u00e9 esse possiedono ambedue le cose che sono piacevoli per natura); allora l&#8217;uomo beato avr\u00e0 bisogno di tali persone, se preferisce osservare delle azioni virtuose ed a lui proprie; e tali sono le azioni della persona dabbene che \u00e8 amica.<\/em><\/p>\n<p><em>Di pi\u00f9, si ritiene che chi \u00e8 felice deve vivere in modo piacevole. Ora, per un uomo da solo la vita \u00e8 pesante, giacch\u00e9 non \u00e8 facile in solitudine esercitare un&#8217;attivit\u00e0 in maniera continua, ma assieme ad altri e in rapporto con altri \u00e8 pi\u00f9 facile. L&#8217;attivit\u00e0, che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 piacevole, sar\u00e0 allora pi\u00f9 continua: il che deve essere per l&#8217;uomo beato. Infatti il virtuoso, in quanto virtuoso, gioisce delle cose che sono conformi a virt\u00f9 e s&#8217;affligge di quelle che procedono dal vizio, come il musico si allieta delle belle melodie, ma si affligge per quelle stonate.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, anche Aristotele \u00e8 dell&#8217;opinione che l&#8217;amicizia sia un bene essenziale e che nessuno pu\u00f2 venirne privato, o farne a meno, ed essere felice. Si potrebbe obiettare che alcuni grandi spiriti, non solo della traduzione cattolica, ma anche di altre tradizioni religiose, hanno cercato e realizzato la piena solitudine, senza perci\u00f2 condannarsi all&#8217;infelicit\u00e0, anzi, realizzando il massimo progresso spirituale, il che, senza dubbio, rappresenta anche il massimo della beatitudine a cui una creatura umana possa aspirare nel corso della vita terrena; e, senza andar troppo lontano, si pu\u00f2 pensare ai monaci di clausura, molti dei quali hanno raggiunto uno stato di perfetta armonia e pace interiore, pur avendo rinunciato al bene dell&#8217;amicizia. Rispondiamo che il monaco di clausura, come il mistico in genere, mettendo in pratica una condizione di eremitaggio non \u00e8 affatto solo e privo del conforto dell&#8217;amicizia, perch\u00e9 privandosi delle amicizie umane, o meglio privandosene nel senso comune, cio\u00e8 tagliando i legami, fatti di desiderio, timore e aspettativa, ordinariamente legati all&#8217;amicizia umana (chi non gode al pensiero che l&#8217;amico sar\u00e0 pronto ad aiutarlo, qualora ne avesse bisogno? e chi non soffre dell&#8217;invidia o dell&#8217;indifferenza mostrate da un amico sul quale aveva fatto conto?), realizza, per\u00f2, in compenso, la perfetta amicizia e quindi la perfetta unione con Dio (<em>Gv<\/em> 15, 13-15; 17): <em>Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici.\u00a0Voi siete miei amici, se farete ci\u00f2 che io vi comando.\u00a0Non vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre l&#8217;ho fatto conoscere a voi.\u00a0(&#8230;) Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.<\/em><\/p>\n<p>A questo punto i fautori del governo e gli ottimisti per contratto solleveranno un&#8217;altra obiezione: obbligandoci a stare chiusi in casa e chiudendo per decreto tutti i ritrovi pubblici, anzi proibendo perfino le feste e le riunioni in casa propria, per non parlare del divieto di partecipare alla santa Messa o di assistere al funerale di un amico, non siamo stati privati del bene dell&#8217;amicizia, ma solo, temporaneamente, del suo godimento immediato e diretto. Non ci \u00e8 stata lasciata graziosamente la possibilit\u00e0 di vederci e di sentirci per via informatica? Non ci \u00e8 stato lasciato l&#8217;uso del telefono, del telegramma, dei social network? E dunque, di che possiamo lamentarci? Si tratta di un&#8217;obiezione talmente stupida e talmente satura di malafede che si prova pena e imbarazzo a prenderla in considerazione. Provate a dire se vedere in faccia l&#8217;amico, o l&#8217;innamorato, o vostro padre che sta morendo all&#8217;ospedale, o la vostra anziana madre che vive un un&#8217;altra citt\u00e0 e in un&#8217;altra regione, \u00e8 la stessa cosa che accontentarsi di un rapporto indiretto, e di notizie di seconda mano. Ma, si dir\u00e0 ancora, questo sacrificio era necessario per il nostro bene. Nemmeno questo \u00e8 vero: un giorno, speriamo non lontano, verr\u00e0 fuori la verit\u00e0, cos\u00ec come gi\u00e0 accade negli altri Paesi: che non c&#8217;\u00e8 mai stata alcuna pandemia; che non c&#8217;\u00e8 stato alcun aumento delle morti per malattie virali; che siamo stati vittime della pi\u00f9 grande menzogna della storia contemporanea. Si \u00e8 trattato di un grandioso esperimento per vedere quanto fosse facile, o difficile, imporre un governo totalitario sulla base di una pretesa emergenza sanitaria: se i popoli si sarebbero lasciati addomesticare, se la gente avrebbe bevuto le false notizie e si sarebbe rassegnata a tacere e obbedire, come un esercito disciplinato in tempo di guerra. L&#8217;esperimento, che si \u00e8 risolto, specie per l&#8217;Italia, in un successo di proporzioni impensabili per quelli che lo avevano ideato e messo in atto, ha investito tutti gli ambiti della vita sociale e individuale, dalla finanza alla politica e dalla cultura all&#8217;informazione, senza dimenticare la sfera religiosa. Ma una delle cose pi\u00f9 tristi che \u00e8 emersa da esso \u00e8 stata la risibile facilit\u00e0 con la quale ci siamo lasciati spogliare della vita nostra vita sociale, che \u00e8 un diritto fondamentale e una necessit\u00e0 vitale per ciascun essere umano, non un bene di lusso, di cui si possa anche fare a meno. Come dice Aristotele, la vita umana non \u00e8 completa, non \u00e8 felice, non \u00e8 neppure una vita realmente umana, se privata della relazione reciproca fra gli uomini, della quale tutti, in un modo o nell&#8217;altro, hanno bisogno, sia i buoni che i cattivi. Se fossimo dei consacrati, scaglieremmo una maledizione contro gli autori di un simile misfatto. Infatti, come la Messa \u00e8 indispensabile alla vita soprannaturale dell&#8217;uomo, cos\u00ec le relazioni sociali sono indispensabili alla sua vita naturale. Ci hanno rubato con esse anche la gioia di vivere, e perfino la speranza. Conosciamo persone che son cadute in uno stato di profonda depressione, come gli indiani nelle riserve o come gli animali nelle gabbie dello zoo. Anche per questo, allora, oltre che per il disastro economico da voi provocato: che siate maledetti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che sta facendo questo sciagurato governo Conte Bis \u00e8 un crimine sul piano economico, ma \u00e8 anche, se possibile, un crimine perfino peggiore sul piano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[178],"class_list":["post-25966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}