{"id":25965,"date":"2015-07-30T04:21:00","date_gmt":"2015-07-30T04:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/30\/ma-che-bravi-questi-inglesi-fanno-le-guerre-per-i-soldi-mica-per-altro\/"},"modified":"2015-07-30T04:21:00","modified_gmt":"2015-07-30T04:21:00","slug":"ma-che-bravi-questi-inglesi-fanno-le-guerre-per-i-soldi-mica-per-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/30\/ma-che-bravi-questi-inglesi-fanno-le-guerre-per-i-soldi-mica-per-altro\/","title":{"rendered":"Ma che bravi questi Inglesi: fanno le guerre per i soldi, mica per altro\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Ma che bravi questi Inglesi: mentre gli altri popoli facevano le guerre, e talvolta seguitano a farle, per quisquilie come le successioni dinastiche, l&#8217;onore, la potenza, la gloria, loro le fanno e le hanno sempre fatte esclusivamente per ricavarne degli utili: si cittadini pagano le tasse e dunque hanno diritto a esser certi che i loro quattrini siano spesi bene.<\/p>\n<p>Per coloro che ammirano svisceratamente il sistema politico liberale, la Gran Bretagna, patria nobile di esso, questa \u00e8 una ragione in pi\u00f9 per ammirare gli Inglesi: un popolo dal forte senso pratico, che non si perde dietro inutili chimere; non per nulla quasi tutta la filosofia inglese \u00e8 una variazione sul tema dell&#8217;empirismo, dell&#8217;utilitarismo, del pragmatismo e non per nulla han costruito l&#8217;impero coloniale pi\u00f9 grande della storia non per altro che per i soldi: cos\u00ec come per i soldi, cio\u00e8 per ridurre al minimo i danni finanziari, lo hanno lasciato andare, dopo il 1945, senza sparare un solo colpo di fucile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da tutti. Mentre i Francesi si dissanguavano a Dien Bien Phu e nella Cabilia, nel vano tentativo di puntare i piedi contro il progredire della decolonizzazione, loro, da gran signori, han levato baracca e burattini in quattro e quattr&#8217;otto. Dove c&#8217;erano patate troppo bollenti da sbucciare, come in Palestina, per non scottarsi le dita hanno tagliato letteralmente la corda, che si sbudelliamo pure gli altri, e chi s&#8217;\u00e8 visto s&#8217;\u00e8 visto. E dove c&#8217;era una difficile eredit\u00e0 da spartire, diciamo qualcosa come un sub-continente, loro han fatto da onesti mediatori: le ferrovie un tanto all&#8217;uno e un tanto all&#8217;altro; la polizia, i tribunali, le scuole, gli ospedali, stessa cosa: cos\u00ec sono nati l&#8217;India e il Pakistan. Con qualche milione di morti negli scontri fra ind\u00f9 e musulmani; ma loro, gl&#8217;Inglesi, intanto se ne sono andati da gran signori anche di l\u00ec. I Francesi non avevano mica un quarto delle terre emerse da porre in liquidazione: avevano solamente mezza Africa e una bella fetta d&#8217;Indocina. Poca roba, in confronto.<\/p>\n<p>E non solo la Gran Bretagna ha sempre coltivato l&#8217;arte di dominare mezzo mondo con pochi uomini e con mezzi relativamente esigui; si \u00e8 ancor pi\u00f9 specializzata nell&#8217;arte di finanziare gli altri popoli perch\u00e9 si scannino in suo pro, a costo di ridurre l&#8217;Europa a un cimitero, purch\u00e9 la potenza egemone di turno venga abbattuta e nessuno osi insediarsi minaccioso sulla Manica; il tutto sotto il vessillo ipocrita della libert\u00e0, e spingendo l&#8217;astuzia alla sublime perfezione di indurre gli altri popoli a contrarre debiti nei suoi confronti per seguitare a sbudellarsi nel suo unico ed esclusivo interesse. Guadagnandoci, cos\u00ec, due volte: ottenendo l&#8217;egemonia indiretta sul continente e diventando creditrice degli Stati che si sono battuti e dissanguati per farle raggiungere un tale obiettivo. Solo chi possiede una dose insuperabile di genio mercantile \u00e8 capace di tanto.<\/p>\n<p>Dicevamo dell&#8217;ammirazione dei liberali di mezzo mondo, dunque anche dei nostri. Un giornalista come Indro Montanelli, improvvisatosi storico insieme a Roberto Gervaso, nella sua ben nota \u00abStoria d&#8217;Italia\u00bb &#8211; opera peraltro non priva di meriti, almeno a livello divulgativo &#8212; non esita a magnificare questo aspetto pratico, non ideologico, squisitamente finanziario dell&#8217;imperialismo britannico; dalle sue parole, parrebbe che la Gran Bretagna abbia raggiunto il vertice assoluto della civilt\u00e0 europea solo per questo, che le sue navi da guerra e i suoi preziosi soldati non vennero mai &quot;sprecati&quot; in stupidi conflitti di prestigio o di potenza, ma solo e unicamente in efficienti e razionali guerre per il controllo dei mercati, delle rotte commerciali, delle piazze d&#8217;affari di gran parte dell&#8217;orbe terracqueo.<\/p>\n<p>Dopo aver parlato delle guerre dinastiche del Settecento, e particolarmente della Guerra di successione spagnola, conclusa dalle paci di Utrecht e Rastadt, rispettivamente del 1713 e 1714, i due autori citati se ne escono con queste pacate e sensate riflessioni (da: Montanelli-Gervaso, \u00abL&#8217;Italia del Settecento\u00bb, Milano, Rizzoli, 1970, 1995, pp. 23-26):<\/p>\n<p>\u00abQuesto sistema [quello delle paci di Utrecht e Rastadt] \u00e8 opera dell&#8217;Inghilterra, la vera trionfatrice di Utrecht. Essa ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Quello fondamentale non era di dare la vittoria all&#8217;uno o all&#8217;altro contendenti, ma d&#8217;impedirla a entrambi. \u00c8 stata alleata degli Asburgo quando i Borbone minacciavano di spazzarli via: Ma quando ha visto che a correr questo rischio erano i Borbone, si \u00e8 affrettata a fare la pace. Essa ha ormai scelto la sua linea politica che rimarr\u00e0 invariata per due secoli, cio\u00e8 fino alla seconda guerra mondiale, e che si riassume nella formula &quot;balance of power&quot;, equilibrio delle potenze. Applicata all&#8217;Europa di allora, questa formula significa equivalenza di forze tra i due grandi blocchi continentali: quello borbonico e quello asburgico. [&#8230;] Ma la diplomazia britannica non si accontenta di questo risultato. Fra i due blocchi rimessi in equilibrio fra loro in modo che si neutralizzino a vicenda, essa interpone e potenzia una sfilza di piccoli stati satelliti, che da questi momento diventano i suoi protetti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Di questo equilibrio, l&#8217;Inghilterra si fa la patrona e garante. Essa non ha cercato di annettersi neanche un palmo di terra, sul continente. Il premio della sua vittoria l&#8217;ha cercato altrove. Si \u00e8 accaparrata Gibilterra e Minorca: due piccole cose, ma che le danno il controllo del Mediterraneo, dove d&#8217;ora in poi la sua flotta la far\u00e0 da padrona. Si \u00e8 fatta consegnare la Baia di Hudson, terranova e l&#8217;Acadia dalla Francia, che forse non si \u00e8 accorta di avere con queste cessioni rinunziato al Canada, o anche se se n&#8217;\u00e8 accorta non vi ha dato peso, perch\u00e9 anche il Canada Parigi lo considerava &quot;pochi arpenti di neve&quot;., come diceva Voltaire. Tutte briciole, insomma. E briciola sembrava anche il monopolio dell&#8217;&quot;asiento&quot; [il monopolio della tratta dei neri nelle colonie spagnole] strappato alla Spagna, e il &quot;vascello di permesso&quot;, cio\u00e8 il diritto d&#8217;inviare una volta all&#8217;anno una nave a vendere il suo carico nei Paesi spagnoli del Sud America. Solo pi\u00f9 tardi la Spagna si render\u00e0 conto che l&#8217;&quot;asiento&quot; costituiva la pi\u00f9 grande fonte di ricchezza dei commerci marittimi internazionali e il &quot;vascello di permesso&quot; era un grimaldello destinato a far saltare la barriera protezionistica in cui la Spagna si sforzava di chiudere il suo impero latino-americano per farne la propria esclusiva riserva economica. Cos\u00ec l&#8217;Inghilterra, con tre o quattro clausole del trattato di Utrecht, che sembrano di secondaria importanza \u00e8 diventata insieme, o si sta avviando a diventare, l&#8217;arbitra dell&#8217;Europa e l&#8217;incontrastata padrona delle vie di comunicazione tra il vecchio e il nuovo mondo americano, dove nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 farle concorrenza.<\/p>\n<p>Il perch\u00e9 di tanto successo \u00e8 abbastanza facile da capire. E si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: di tutte le potenze europee, salvo l&#8217;Olanda, l&#8217;Inghilterra \u00e8 l&#8217;unica che agisce in base ai suoi interessi nazionali, invece che a quelli dinastici, Il Re Sole ha messo a soqquadro il Continente non per la Francia, ma per procurare altri troni alla sua famiglia, i Borbone. Gli Asburgo hanno fatto altrettanto. I Savoia non hanno avuto di mira che la corna reale. Fra poco vedremo la Spagna lanciarsi alo sbaraglio [sotto la regia dell&#8217;Alberoni] per procurare reami e Ducati ai figli della sua regina Farnese. Quella che perseguono tutte queste teste coronate \u00e8 una politica di puro ingrandimento dinastico. L&#8217;Inghilterra, no. Anch&#8217;essa ha un Re o una Regina. Ma ha anche un Parlamento che non gli consente di sovrapporre l&#8217;interesse della dinastia a quello del Paese. Ecco perch\u00e9, invece del prestigio, essa persegue vantaggi concreti. La guerra la fa il cittadino, che la paga di tasca sua e col suo sangue. E questi sacrifici non \u00e8 disposto a farli per regalare al suo Re un trono o un titolo. Il cittadino vuole Gibilterra perch\u00e9 Gibilterra \u00e8 il Mediterraneo coi suoi noli e i suoi mercati. Vuole l&#8217;&quot;asiento&quot;, perch\u00e9 l&#8217;&quot;asiento&quot; \u00e8 il monopolio del traffico pi\u00f9 redditizio. Vuole il Canada perch\u00e9 il Canada \u00e8 il grano, il legname e le pellicce. Vuole il &quot;vascello di permesso&quot; perch\u00e9 con quello apre a alla propria esportazione il continente sud-americano. E soprattutto vuole la padronanza incontrastata sui mari perch\u00e9 i mari sono, per lui isolano, la sicurezza e la ricchezza. Di troni e di titoli per i suoi Re, s&#8217;infischia. \u00c8 questa preminenza del pubblico interesse sull&#8217;interesse dinastico che rende cos\u00ec prosaica, ma anche cos\u00ec efficiente la politica inglese. Essa non corre dietro ai pennacchi della grandezza. Va al sodo. Le guerre non si fanno per la gloria. Si fanno per la prosperit\u00e0, di cui la potenza militare \u00e8 solo uno strumento. La guerra di successione spagnola \u00e8 costata parecchio denaro, che ha obbligato la Tesoreria a contrarre parecchi debiti ci cittadini. Costoro reclamano il rimborso. Il governo li appaga facendoli azionisti di una Compagnia dei Mari del Sud, cui concede il monopolio del commercio col continente latino-americano. L&#8217;Asburgo vuole aggiungere il Belgio ai gioielli della sua corona? Se lo prenda. Ma con l&#8217;impegno che resti spalancato alle flotte e all&#8217;esportazioni britanniche. La preponderanza inglese sull&#8217;Europa \u00e8 il frutto di questa superiore saggezza. Che non si esaurisce soltanto nel fatto militare e diplomatico. Diventa anche lezione ed esempio morale. Piano piano le menti pi\u00f9 avvertite del continente si rendono conto che il successo dell&#8217;Inghilterra \u00e8 dovuto a una concezione dello stato che contraddice in pieno a quella delle monarchie per diritto divino che affliggono l&#8217;Europa, e si mettono alla sua scuola. A garantire e rafforzare il suo piano, d&#8217;ora in poi, non sono pi\u00f9 soltanto l&#8217;invincibile flotta, la grande banca, la grande industria che da questo momento prende l&#8217;aire, ma anche il modello di organizzazione politica moderna ch&#8217;essa offre all&#8217;antiquata Europa degli assolutismi, affrettandone la crisi.\u00bb<\/p>\n<p>A leggere questa pagina di prosa, che sembra scritta da un seguace di Locke o da un discepolo di Adam Smith, ci si potrebbe far l&#8217;idea che la Storia non abbia mai saputo produrre niente di pi\u00f9 bello, di pi\u00f9 giusto, di pi\u00f9 moderno ed efficiente dell&#8217;imperialismo britannico (perch\u00e9 di questo si tratta, e Montanelli e Gervaso non lo nascondono affatto). Peraltro i nostri Autori non si peritano di ragionare come se \u00abl&#8217;Inghilterra\u00bb fosse una ipostasi o una specie di categoria metafisica, e non un governo formato anch&#8217;esso da creature umane, espressione di interessi ben precisi, che non coincidono affatto con il superiore interesse del Paese, ma con i propri interessi specifici, di classe o di partito. Se no, non si capisce nulla: si giudica la politica inglese secondo categorie metafisiche, e quella degli altri Paesi europei secondo categorie terra terra, volgarmente miopi ed anguste, perlopi\u00f9 di ordine dinastico (come se anche il senso della fedelt\u00e0 dinastica non fosse un valore pi\u00f9 che rispettabile per la convivenza civile: e lo prova, ad esempio, la storia plurisecolare dell&#8217;Impero austriaco). Sembra quasi, a leggere quel che scrivono Montanelli e Gervaso, che il contadino irlandese, stremato dalle carestie, dalle tasse e dalle prepotenze del governo britannico, accampato in casa sua come in terra di conquista coloniale, avrebbe dovuto fare salti di gioia e brindare a &quot;champagne&quot; ogni qual volta un nuovo trofeo andava ad aggiungersi al bottino dell&#8217;imperialismo britannico: Gibilterra, Minorca, l&#8217;Acadia, eccetera. O che il piccolo artigiano del Galles o ella Scozia, rovinato dalle industrie nascenti e dalla politica delle &quot;enclosures&quot;, avrebbe dovuto sentirsi riempire il petto di orgoglio per le vittorie del duca di Marlborough a Blenheim e Ramillies, pensando che cos\u00ec venivano umiliate le ambizioni del potente Re Sole.<\/p>\n<p>La storia raccontata dai liberali, specie quando si tratta di esaminare il periodo che vide l&#8217;apogeo del liberalismo e dei suoi successi economici e finanziari, finisce per essere, inevitabilmente, una storia auto-celebrativa: un po&#8217; come lo sarebbe quella degli Stati Uniti d&#8217;America, se il generale Custer fosse stato chiamato a raccontare la storia delle guerre indiane (prima del disastro del Little Big Horn, beninteso). No, signori, cos\u00ec non va. Se si vuol fare della storiografia intellettualmente onesta, bisogna mettere nel conto sia le luci che le ombre e non limitarsi a sciorinare i successi della parte politica con cui si simpatizza, ma mostrare apertamente anche i costi che essa ha imposto, e che sono pur stati pagati da qualcuno. E questo qualcuno, nel caso dell&#8217;imperialismo britannico, sono stati, nell&#8217;ordine: i cittadini britannici senza terra, senza reddito o con pochi beni al sole, carne da cannone o materiale da emigrazione per popolare le colonie; i popoli dell&#8217;Europa, gettati l&#8217;uno contro l&#8217;latro nell&#8217;esclusivo interesse politico ed economico della Gran Bretagna, fino al suicidio finale del continente, con le due guerre mondiali del XX secolo; i popoli delle colonie e dei &quot;Dominions&quot; britannici, sottoposti a un feroce sfruttamento e, in non pochi casi &#8212; vedi i Tasmaniani o i Maori &#8212; a dei veri e propri tentativi di genocidio, a volte pienamente riusciti.<\/p>\n<p>\u00c8 vero filosofo chi sa vedere il tutto e non solo la parte; la stessa cosa si pu\u00f2 dire del vero storico&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma che bravi questi Inglesi: mentre gli altri popoli facevano le guerre, e talvolta seguitano a farle, per quisquilie come le successioni dinastiche, l&#8217;onore, la potenza,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[231],"class_list":["post-25965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-regno-unito"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}