{"id":25964,"date":"2013-11-03T08:14:00","date_gmt":"2013-11-03T08:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/03\/linghilterra-e-leterna-spina-nel-fianco-delleuropa\/"},"modified":"2013-11-03T08:14:00","modified_gmt":"2013-11-03T08:14:00","slug":"linghilterra-e-leterna-spina-nel-fianco-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/03\/linghilterra-e-leterna-spina-nel-fianco-delleuropa\/","title":{"rendered":"L\u2019Inghilterra \u00e8 l\u2019eterna spina nel fianco dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Europa: questa curiosa appendice delle Isole Britanniche!<\/p>\n<p>Decisamente Dio doveva essere un po&#8217; stanco, o lievemente distratto, quando ha creato quel bizzarro continente che i &quot;gentlemen&quot; inglesi, come \u00e8 ovvio, guardano dall&#8217;alto in basso, tanto \u00e8 evidente la sua congenita inferiorit\u00e0 e, come se non bastasse, l&#8217;eterna rissosit\u00e0 e propensione al disordine dei suoi abitanti, al segno di costringere loro, i Britannici, a intervenire ogni volta che i discoli si fanno un po&#8217; troppo vivaci, come il buon maestro che non disdegna la bacchetta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec hanno fatto con Filippo II di Spagna, con Luigi XIV di Francia, con Napoleone Bonaparte, con il Kaiser Guglielmo II, con Hitler: e ogni volta hanno imposto le orecchie d&#8217;asino al discolo, dopo averlo ricondotto nei ranghi, pretendendo la gratitudine di tutti i popoli europei, amici e nemici, per averli liberati dalla terribile minaccia, ripristinando i sacri diritti del cittadino e la libert\u00e0 di commercio &#8212; del commercio inglese, s&#8217;intende. Ultimamente hanno spinto la loro bont\u00e0 e la loro dedizione alla causa della pace mondiale al punto d&#8217;impegnarsi ancora pi\u00f9 lontano, dai deserti dell&#8217;Iraq alle montagne dell&#8217;Afghanistan; sempre in perfetta intesa con il solo altro popolo al mondo che, pur non essendo composto di &quot;gentlemen&quot;, \u00e8 per\u00f2 nel complesso abbastanza affidabile e serio, essendo di origine anglosassone: quello statunitense.<\/p>\n<p>Gli Europei, del resto, sono dei grandi ingenui, degli autentici bambinoni. Quando fanno la coda per assistere a un film di James Bond e vedono il mitico Agente 007, o i suoi diretti superiori, pronunciare quelle frasi ampollose e compiaciute sulla perfetta organizzazione britannica, sulla perfetta efficienza britannica, sull&#8217;insostituibile ruolo mondiale svolto dal governo britannico e dalla civilt\u00e0 britannica, credono che si tratti di frasi scherzose, tanto pi\u00f9 che vengono pronunciate con un sorriso che essi scambiano per auto-ironico. Niente di pi\u00f9 lontano dalla verit\u00e0, ed \u00e8 proprio questa la dimostrazione della cronica rozzezza e incivilt\u00e0 degli Europei: pensare che un Inglese, per di pi\u00f9 membro dei servizi segreti, si permetterebbe mai di scherzare VERAMENTE su Sua Maest\u00e0 la Regina, o sulla Patria britannica o su qualunque altra cosa che sia britannica.<\/p>\n<p>Gli altri Europei, del resto, generalmente si vergognano del proprio nazionalismo, e fanno benissimo: perch\u00e9 \u00e8 il nazionalismo di popoli cronicamente inferiori, che ha prodotto solo lutti e macerie nella storia mondiale. Ma per un Inglese, essere nazionalista non \u00e8 affatto disdicevole; anzi, l&#8217;Inglese \u00e8 talmente imbevuto di mentalit\u00e0 nazionalista, che non ha neppur bisogno di adoperare questo termine (che, diciamolo pure, ha in s\u00e9 qualcosa di sgradevole). Ci spieghiamo: il nazionalismo \u00e8 una brutta cosa quando viene sentito e manifestato dai popoli non anglo-sassoni, e specialmente non-inglesi; ma per il popolo migliore del mondo, quello inglese (con la sua appendice nordamericana e con le sue clonazioni canadese, australiana e neozelandese) non \u00e8 una brutta cosa, anzi non \u00e8 neppure nazionalismo: infatti, che l&#8217;eccellenza debba proclamarsi tale, \u00e8 perfettamente superfluo. L&#8217;eccellenza viene riconosciuta da tutti, \u00e8 qualcosa di auto-evidente. Pertanto, che l&#8217;Inglese sia il solo vero &quot;gentleman&quot; in un mondo di stupidi e goffi bestioni, in una Europa di sudici attaccabrighe, \u00e8 cosa talmente chiara e lampante che non c&#8217;\u00e8 bisogno di spiegarla ad alcuno. Anzi, \u00e8 meglio non parlarne neppure: come non \u00e8 segno di buona educazione parlare in pubblico del nipote mongolide o del figlio alcolizzato del vicino di casa. I poveretti sono gi\u00e0 castigati abbastanza dalla Provvidenza, non c&#8217;\u00e8 bisogno di rigirare il coltello nella piaga. Ecco perch\u00e9 l&#8217;Inglese non ha bisogno di essere nazionalista: non serve che ostenti la propria eccellenza. Che egli sia superiore a tutti gli altri, \u00e8 cosa che non abbisogna di dimostrazione.<\/p>\n<p>Osservavano, in proposito, i giornalisti David Frost e Anthony Jay, quattro decenni or sono, quando non esisteva ancora l&#8217;Unione europea, ma solo il Mercato comune europeo, nel libro scritto a due mani \u00abL&#8217;Inghilterra e i nuovi inglesi\u00bb (titolo originale: \u00abThe English\u00bb, 1967; traduzione dall&#8217;inglese di H. Cooper e M. Binazzi, Milano, Rizzoli, 1969, pp. 185-92):<\/p>\n<p>\u00abTutte le forme di governo che il nostro Paese ha avuto nel corso dei secoli, si trattasse della monarchia, di un&#8217;aristocrazia di nobili, del parlamento, o dell&#8217;amministrazione statale, hanno avuto in comune un obiettivo: tenerci lontani dall&#8217;Europa e tenere l&#8217;Europa lontana da noi. Per questo l&#8217;Inghilterra ha sempre adottato la semplice ed in genere efficace politica di incoraggiare quelli del continente ad azzuffarsi tra di loro permettendoci cos\u00ec di starcene in pace. Soltanto quando un Paese diventava troppo efficiente nel dare addosso agli altri abbiamo considerato necessario occuparci dell&#8217;Europa, e i grandi eroi dell&#8217;Inghilterra moderna &#8212; Marlborough, Wellington, Nelson, Kitchener, Montgomery, Lloyd George, Churchill &#8212; sono infatti tutte persone che hanno messo al loro posto con fermezza dei continentali presuntuosi. Certo, abbiamo sempre agito in nome di nobilissimi principi. Non abbiamo mai detto apertamente che in realt\u00e0 cercavamo di tenere l&#8217;Europa divisa e impotente. [&#8230;]<\/p>\n<p>La nostra convinzione di essere naturalmente superiori agli altri europei \u00e8 sempre stata data per scontata durante i negoziati e le discussioni in merito alla nostra adesione al Mercato comune. Nessun uomo politico, giornalista o persona che potesse in qualche modo influenzare l&#8217;opinione pubblica inglese ha mai parlato della nostra unione con l&#8217;Europa come di una cosa simpatica. Hanno detto che sarebbe vantaggiosa per l&#8217;industria, che salverebbe le nostre imprese in difficolt\u00e0 e ormai non pi\u00f9 competitive, che sarebbe una mossa in accordo con i tempi, saggia e meritoria. Ma nemmeno i fautori pi\u00f9 ardenti dell&#8217;integrazione hanno mai avito il coraggio di dire che sarebbe una bellissima cosa, che questi rapporti pi\u00f9 stretti con gli europei sarebbero stimolanti e divertenti e ci darebbero una vita pi\u00f9 piena. E non l&#8217;hanno detto perch\u00e9 in Inghilterra nessuno ci crederebbe. [&#8230;] A noi hanno sempre insegnato che l&#8217;Europa \u00e8 composta di furfanti e di idioti che hanno passatoi la maggior parte del tempo a ritirarsi in modo disordinato davanti ai nostri eserciti e alla nostra marina. [&#8230;] Quindi c&#8217;\u00e8 forse da meravigliarsi se l&#8217;atteggiamento inglese verso il Mercato comune \u00e8 di considerarlo come qualcosa di penoso, di sgradevole e di umiliante che deve essere preso in considerazione solo perch\u00e9 ci offre l&#8217;ancora di salvezza per uscire dalla nostra recessione economica? [&#8230;] La supposizione che i continentali abbiano in qualche modo scoperto i segreti del successo commerciale e dell&#8217;espansione industriale, sfuggiti invece agli inglesi che pure sono persone tanto in gamba, non \u00e8 verosimile. Basta guardare quello che fanno! Guidano dalla parte sbagliata della strada; il loro denaro \u00e8 fatto di robaccia che pare latta oppure con pezzetti di carta straccia sporca; adoperano un sistema illogico di pesi e misure; fanno le moine ai loro bambini, e anche fra di loro, proprio come ci si pu\u00f2 aspettare da un continente che ha prodotto gente come quello sporcaccione di Freud; barbugliano e gesticolano come se fossero tutti dei comici di variet\u00e0; non danno da mangiare ai loro gatti e non addestrano i loro cani, mentre sembra che vadano matti per le capre; ognuno di essi, senza eccezione, pensa solo a spillare quanto pi\u00f9 denaro possibile ai turisti inglesi, dando loro in cambio il meno possibile. E, come se tutto ci\u00f2 non bastasse, si comportano come se fossero a casa loro. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 sorprende \u00e8 che non sembrano neppure accorgersi di quello che perdono a non essere inglesi. Continuano, come se nulla fosse, a mangiare i loro cibi bizzarri, a parlare le loro lingue assurde, a girare dei film licenziosi e a comportarsi in modo maleducato con gli inglesi; e il tutto sempre con l&#8217;alti che puzza d&#8217;aglio. Il fatto che, nonostante tutti questi loro difetti, noi si fosse disposti ad abbassarci a far pare del loro squallido club di periferia era veramente una testimonianza del nostro spirito di tolleranza e del nostro innato buon senso. Ma \u00e8 successa una cosa incredibile. Loro non ci hanno voluti! Ripensandoci, per\u00f2, forse non \u00e8 tanto strano dopo tutto,. Abbiamo sempre saputo che persone ingrate siano gli stranieri, per quanto bene li si tratti. [&#8230;] Naturalmente noi inglesi non avremmo niente da obiettare contro l&#8217;idea di far parte di un&#8217;Europa pi\u00f9 ampia e unificata; ma non \u00e8 forse chiaro come la luce del sole, anche per uno straniero, che inevitabilmente saremmo noi i primi della classe? Ci\u00f2 \u00e8 talmente evidente che nessuno lo potrebbe mettere in dubbio. Tuttavia il nostro non sarebbe veramente un comandare, non \u00e8 questo che pensiamo, dato che il comandare presupporrebbe un&#8217;azione unitaria e delle mete precise da raggiungere. No, in realt\u00e0 non comanderemmo, ma presiederemmo. Gli inglesi accettano l&#8217;idea che il gruppo dovrebbe essere legato da nobili intenzioni, ma \u00e8 chiaro che nessuna nazione, e tanto meno l&#8217;Inghilterra, dovrebbe essere costretta a cambiare le proprie abitudini per far piacere alle altre. Il gruppo non dovrebbe fare o significare nulla di preciso. Ci rendiamo perfettamente conto che \u00e8 necessario che i dirigenti degli Stati membri del Mercato comune parlino di un&#8217;Europa in cui, un giorno, il sentirsi europei avr\u00e0 un significato maggiore che il sentirsi francesi o olandesi o tedeschi e cos\u00ec via, ma d&#8217;altra parte non \u00e8 un po&#8217; ridicolo che voler fingere di essere europei o qualsiasi altra cosa del genere possa mai significare qualcosa di pi\u00f9 che essere inglesi? [&#8230;] Infatti, la soluzione ideale per tutte queste sciocchezze del Mercato comune, dell&#8217;Europa, della terza forza [sottinteso fra Stati Uniti e Unione Sovietica; nota nostra] e dell&#8217;equilibrio di potere salta agli occhi. Gli europei dovrebbero entrare nel Commonwealth. Avrebbero cos\u00ec&#8217; molti dei vantaggi, ora negati loro, che derivano dall&#8217;essere quasi inglesi; potrebbero far parte di una associazione commerciale, cosa questa che sembra divertirli tanto; potrebbero usufruire della superba burocrazia di Whitehall; e potrebbero infine presentare le loro candidature per ricevere ordini cavallereschi o per essere fatti Pari. E oltre a tutto potrebbero godersi anche la camera dei Lords! Ma cosa vogliono di pi\u00f9?!\u00bb<\/p>\n<p>Ma i tristi tempi in cui gli Europei pretendevano di continuare a parlare le loro orribili lingue e di vivere alla loro insolente maniera, grazie a Dio, sono ormai quasi finiti: presto apparterranno al passato, un passato da dimenticare pietosamente. Poco alla volta, con il robusto aiuto &quot;yankee&quot;, che va dalla Coca-Cola a McDonald&#8217;s, tutta l&#8217;Europa si sta aprendo ai benefici effetti della anglicizzazione, e verr\u00e0 il giorno in cui la memoria delle sgradevoli lingue aborigene, delle scadenti scuole aborigene, delle deplorevoli abitudini aborigene, sar\u00e0 relegata per sempre nelle nebbie delle epoche barbare. No, per carit\u00e0, non parliamo di colonizzazione culturale: perch\u00e9 quando l&#8217;apporto di civilt\u00e0 e di benessere \u00e8 cos\u00ec evidente, non si tratta di questo, ma di ben altro: si tratta di una gloriosa missione filantropica.<\/p>\n<p>Ci son voluti quattro secoli, ma alla fine quegli zucconi dei continentali hanno compreso e hanno dovuto riconoscere l&#8217;incomparabile superiorit\u00e0, anche culturale, dei discendenti di Shakespeare e di Francis Bacon; hanno dovuto ammettere che qualunque complesso musicale, accanto ai Beatles o alle Spice Girls, non \u00e8 che una rozza e patetica caricatura; che qualunque film, accanto a \u00abIl Dottor \u017divago\u00bb e \u00abGandhi\u00bb, \u00e8 una scadente imitazione, o peggio; che qualunque romanzo, a fronte de \u00abLa signora Dalloway\u00bb o dell&#8217;\u00abUlysses\u00bb, \u00e8 semplicemente ciarpame, balbettio, qualcosa di simile allo spettacolo di una scimmia che tenta d&#8217;imitare l&#8217;uomo. Meglio tardi che mai.<\/p>\n<p>Del resto, non \u00e8 evidente?, la geografia stessa ha voluto cos\u00ec, che \u00e8 quanto dire i piani della divina Provvidenza. La Gran Bretagna \u00e8 posta in maniera da controllare gli accessi vitali al continente, le foci dei grandi fiumi: tutti i Paesi che si affacciano sul Mare del Nord e sul Mar Baltico, per non parlare dei quelli che si affacciano sul Mediterraneo (da quando Gibilterra \u00e8 una roccaforte inglese), dipendono dal buon volere britannico per tutto ci\u00f2 che riguarda il loro commercio internazionale e quindi, in ultima analisi, per la loro effettiva sovranit\u00e0 e indipendenza. Se Dio non avesse voluto questo, non avrebbe dato agli Inglesi le chiavi del continente europeo; senza contare che non li avrebbe cos\u00ec palesemente sostenuti nelle loro guerre per la civilt\u00e0, nel loro faticoso ma encomiabile impegno a sostenere il fardello dell&#8217;uomo bianco, mentre conquistavano e sfruttavano l&#8217;impero coloniale pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 ricco della storia mondiale.<\/p>\n<p>E allora, mettiamoci l&#8217;anima in pace: va bene cos\u00ec. Presto l&#8217;inglese diverr\u00e0 la nostra lingua madre e verr\u00e0 insegnato nelle scuole europee prima dell&#8217;italiano, del francese, del tedesco; presto le banche europee diverranno delle semplici filiali della Banca d&#8217;Inghilterra; e presto tutti quanti potremo godere degli impareggiabili vantaggi della cittadinanza britannica. I nostri figli potranno recarsi ai soggiorni-studio in Inghilterra a prezzi di favore, come \u00e8 giusto per degli affezionati e volonterosi &quot;clientes&quot;. E chiss\u00e0, forse diverremo tutti sudditi felici e contenti di re William e della dolce Kate&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Europa: questa curiosa appendice delle Isole Britanniche! 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