{"id":25963,"date":"2017-08-24T04:26:00","date_gmt":"2017-08-24T04:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/24\/ingannati-traditi-venduti-ma-possiamo-pregare\/"},"modified":"2017-08-24T04:26:00","modified_gmt":"2017-08-24T04:26:00","slug":"ingannati-traditi-venduti-ma-possiamo-pregare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/24\/ingannati-traditi-venduti-ma-possiamo-pregare\/","title":{"rendered":"Ingannati, traditi, venduti: ma possiamo pregare"},"content":{"rendered":"<p>Ogni volta che torno da Feltre &#8212; questa citt\u00e0-gioiello che supera in bellezza e in eleganza le citt\u00e0 da fiaba dei film di Walt Disney, circondata da una cerchia di monti boscosi e rocciosi semplicemente superba, di una grandiosit\u00e0 da mozzare il fiato &#8212; non posso fare a meno di compiere una brevissima deviazione e passare a dare un saluto a Sant&#8217;Agata, la martire catanese, nella sua chiesetta al centro del vecchio borgo, ora rimasto quasi spopolato.<\/p>\n<p>\u00c8 un piccolo tempio neoclassico, con il timpano e le quattro semicolonne che conferiscono una nobile semplicit\u00e0 alla facciata; il portone \u00e8 quasi sempre socchiuso, caso strano di questi tempi, e cos\u00ec si passa nella fresca penombra dell&#8217;interno, sotto il tetto di legno, nel silenzio raccolto e pieno di atmosfera. I &quot;liberatori&quot; angloamericani, nel 1944, picchiarono gi\u00f9 duro, da queste parti, con le loro fortezze volanti, e anche la chiesetta di Sant&#8217;Agata ebbe la sua buona razione: ne fanno fede le fotografie dell&#8217;epoca, esposte sul muro della controfacciata, che mostrano come essa fosse stata semidistrutta. Ma la buona volont\u00e0 della gente, a guerra finita, ebbe la meglio su ogni timidezza o rassegnazione, e il piccolo edificio sacro venne ricostruito, riconsacrato, e restituito alle preghiere dei fedeli. Non \u00e8 mai stato sede di una parrocchia, ma ha svolto egregiamente la sua funzione di chiesa nell&#8217;antico borgo all&#8217;estrema periferia di Valdobbiadene, fra campi di grano e filari su filari di vigneti del famoso prosecco. A met\u00e0 della lunga strada fiancheggiata da case di pietra si apre uno slargo dove c&#8217;\u00e8 una fontana &#8212; ora rimasta senz&#8217;acqua &#8211; e l\u00ec, accogliente, con le sue linee armoniose, la piccola chiesa resta in attesa di chi vuol entrare. Il borgo, dopo gli anni del &quot;miracolo&quot;, e poi quelli della crisi, si \u00e8 quasi svuotato; molte case sono sfitte e in abbandono, alcuni malinconici cartelli annunciano <em>Vendesi<\/em>, e l&#8217;unico negozio di generi alimentari \u00e8 stato chiuso anch&#8217;esso, da tempo. In breve, la vita che ferveva intensa fino a una ventina danni fa, si \u00e8 praticamente spenta; nemmeno gli anni dell&#8217;emigrazione, fino alla met\u00e0 del secolo scorso, erano riusciti a fare quel che \u00e8 accaduto adesso, sotto il nostro naso, in piena et\u00e0 del cosiddetto benessere: lo spopolamento, l&#8217;abbandono, la desolazione. Per\u00f2 la chiesetta rimane, la facciata ben dipinta, il pavimento tirato a lucido da qualche pia donna del posto; e anche se il prete non ci viene pi\u00f9 a dir la Messa, tranne che per la ricorrenza annuale della santa, che d\u00e0 occasione alla sagra del borgo, il 5 febbraio &#8211; i preti sono pochi, ormai, e i fedeli anche memo &#8212; \u00e8 comunque un conforto sapere che c&#8217;\u00e8, che esiste, che non si \u00e8 arresa, e che non ha sprangato arcigna il portone, ma lo ha lasciato socchiuso, come usava una volta, quando tutte le chiese, grandi e piccole, in citt\u00e0 come in campagna, erano sempre aperte, protette dalla frequenza dei fedeli e dalla stessa <em>pietas<\/em> de parrocchiani. Forse questa rimane aperta perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente da rubare: niente di valore, in senso economico; sta di fatto che molte altre, altrettanto povere e spoglie, sono sempre chiuse, ma questa no.<\/p>\n<p>Dunque, una volta entrato, in pochi passi mi avvicino all&#8217;altar maggiore e mi fermo a contemplare il dipinto che campeggia sopra di esso: una pala su legno di medie dimensioni, raffigurante la santa titolare, la vergine di Catania che sub\u00ec il martirio e che, prima di essere decapitata, pat\u00ec innumerevoli supplizi da parte degli aguzzini pagani, compresa l&#8217;asportazione delle mammelle. L&#8217;opera, semplice ma tutt&#8217;altro che ingenua o banale, anzi, vigorosa e intensa nella sua drammaticit\u00e0, \u00e8 di un pittore locale che ha affrescato o dipinto innumerevoli chiese e oratori in tutta la zona della sinistra Piave (lui era nato a Mareno di Piave, poi si era trasferito nella vicina Santa Lucia) e anche nel basso Bellunese e nel Feltrino; a Feltre, infatti, nella Chiesa di san Giacomo Maggiore, abbiamo appena ammirato un&#8217;altra sua composizione di pi\u00f9 ampie dimensioni. Qui, sant&#8217;Agata \u00e8 riprodotta con singolare purezza di linee: volge gli occhi al cielo e si preme un panno bianco sul petto, che velocemente si arrossa di sangue, il sangue del seno che le \u00e8 stato mozzato. Sullo sfondo, il vulcano &#8212; l&#8217;Etna &#8212; erutta fuoco e fiamme, che arrossano il cielo, lo tingono di un vivo color di sangue anch&#8217;esso, come volesse partecipare al dramma della purissima fanciulla, mentre alcune donne, in basso, in controluce, si agitano come anime in pena, e ricordano il coro di un&#8217;antica tragedia greca. Sull&#8217;altro lato, un paesaggio di case in rovina, di archi spezzati, di finestre che guardano il cielo, e ci si chiede se si tratti di una catastrofe naturale &#8212; l&#8217;eruzione vulcanica &#8212; o una devastazione prodotta dalla cattiveria umana, come un bombardamento aereo. Senza dubbio Bepi Modolo, che era un uomo semplice, ma di una grande fede, e un gran lavoratore che si alzava all&#8217;alba e passava ore e giorni sulle impalcature delle chiese per eseguire i suoi devoti affreschi &#8212; ha voluto alludere ad entrambe le forme che prende il male, quello fisico e quello morale, l&#8217;uno causato dalla natura, l&#8217;altro dalla storia, come ha fatto tantissime altre volte, giocando sulla intersecabilit\u00e0 dei due piani e sulla intercambiabilit\u00e0 delle situazioni, o meglio, dei loro disastrosi effetti: la sofferenza dei corpi e quella delle anime. Cos\u00ec, nel suo affresco, il dramma di una vergine quindicenne, caduta nelle mani di uomini malvagi, si sovrappone e diventa emblematico di una condizione perenne, quella di una umanit\u00e0 doppiamente sofferente, per opera dei mali infitti dalla natura &#8212; non la natura originaria, uscita perfetta dalle mani di Dio creatore, ma la natura decaduta, ferita del Peccato originale &#8212; e di quelli provocati dalla crudelt\u00e0 e dal sadismo degli uomini stessi. Quelle donne, che levano le braccia al cielo, in mezzo alle rovine delle loro case, e domandano al Cielo piet\u00e0 del loro dolore, possono essere le donne di questo borgo ai piedi delle Alpi, nel 1944, oppure quelle di Catania nel lontano 252, come narra la tradizione cattolica.<\/p>\n<p>Secondo gli <em>Acta Sanctorum<\/em>, appena un anno dopo la morte della santa vi fu una terribile eruzione dell&#8217;Etna; popolo, disperato, corse alla cattedrale, ne trasse il velo sinodico, con il quale il corpo della santa era stato avvolto durante il martirio, e lo port\u00f2 in processione fino ai piedi del vulcano, dopo di che la colata di lava incandescente si arrest\u00f2 miracolosamente, risparmiando le case ormai minacciate da vicino. Ecco perch\u00e9 le donne di Catania, nella pala di Bepi Modolo, tengono in mano un panno bianco e lo alzano sopra la testa: \u00e8 la loro supplica a Dio, la loro richiesta di misericordia; e Dio, come un Padre misericordioso, ascolta le preghiere di quanti lo invocano con cuore puro e con retta intenzione, non nega loro il suo soccorso, non chiude l&#8217;orecchio alle loro suppliche. Dio pu\u00f2 anche fare in modo che le bombe sganciate dagli aerei vadano fuori bersaglio, risparmino un paese, lasciano in piedi un luogo sacro: Egli pu\u00f2 tutto, se lo vuole; non c&#8217;\u00e8 nulla che non possa fare, perch\u00e9 \u00e8 il Re dell&#8217;universo e, a maggior ragione il Re della storia Noi crediamo che la storia umana sia fatta da noi e soltanto da noi, perch\u00e9 questa \u00e8 l&#8217;idea che si \u00e8 diffusa nella nostra cultura, dopo Machiavelli e soprattutto dopo Voltaire; ma la verit\u00e0 \u00e8 che gli uomini non possono fare nulla, assolutamente nulla che Dio non voglia; non possono fare nulla senza Dio; soprattutto, non possono fare nulla contro Dio: ma, tutt&#8217;al pi\u00f9, credendo di agire contro Lui, possono fare il proprio male. Queste riflessioni mi scorrevano nella mente mentre contemplavo il viso della santa, che leva gli occhi verso il Cielo, con un gesto di una fede commovente, il petto che le sanguina copiosamente da sotto la benda, gli occhi pieni di amore e di speranza, la speranza cristiana, la speranza di chi non spera negli argomenti umani, ma spera solo e unicamente in Dio. Non posso non sentirmi piccolo davanti a quella fede di una ragazzina, davanti a quella capacit\u00e0 di abbandonarsi a Dio, di lasciarsi dietro le spalle ogni residuo di ragionamento umano, di calcolo umano, di vanit\u00e0 umana. Anche la pretesa della mente di capire ogni cosa \u00e8 una forma di vanit\u00e0, forse la pi\u00f9 pericolosa. Certo l&#8217;uomo moderno ne \u00e8 sedotto, addirittura stregato. Ma la tentazione \u00e8 antica, antichissima: <em>Non morirete, ma sarete simili a Dio<\/em>, suggerisce il serpente a Eva, nel Giardino dell&#8217;Eden. E l&#8217;uomo ha ascoltato il suggerimento diabolico, ha voluto essere come Dio, e si \u00e8 precipitato nell&#8217;inferno di una esistenza infelice, con le sue stesse mani.<\/p>\n<p>Nella chiesetta fresca e silenziosa, nella penombra che crea una dimensione del tutto diversa dalla vampa accecante del sole estivo, che surriscalda l&#8217;aria all&#8217;esterno, siedo sul banco di legno e contemplo la scena dell&#8217;Etna infuriato, del cielo corrusco, dei bagliori apocalittici, delle donne che pregano e agitano le braccia, delle case distrutte; e, di nuovo, degli occhi della santa, carichi di amore, fede e speranza, che sono un catechismo vivente, un compendio di come si dovrebbe vivere, un richiamo a tutti i cristiania sulla direzione giusta da tenere, sullo spirito con cui donare a Dio ogni giorno della propria vita, ogni sospiro, ogni lacrima &#8212; perch\u00e9 la vita \u00e8 fatta anche, e in larga misura, di tribolazioni, distacchi, delusioni: <em>sunt lacrimae rerum<\/em>, dice Virgilio, il pi\u00f9 cristiano dei poeti pagani e una delle pi\u00f9 limpide voci dell&#8217;umanit\u00e0 di ogni tempo; e chi non ha compreso questo, ha capito ben poco della vita, \u00e8 rimasto come un eterno bambino che non vuol crescere e che ogni volta rinnova gli stessi errori, figli della stessa presunzione. Eppure, esiste un&#8217;uscita da questo inferno che noi stessi ci siamo costruiti attorno, e che seguitiamo ad alimentare anche <em>dentro<\/em> di noi, con l&#8217;invidia, la rabbia, l&#8217;ambizione, l&#8217;avidit\u00e0, la lussuria: esiste e ci \u00e8 stato rivelato; esiste ed \u00e8 l\u00ec, a portata di mano, purch\u00e9 si voglia spogliarsi dalle illusioni del mondo e dal fardello dell&#8217;io, insaziabile, ingordo, spudorato, lubrico. A tutto questo pensavo guardando l&#8217;affresco; e anche altri pensieri sono sopraggiunti, carichi di mestizia: tutta questa Grazia, tutto questo Amore, tutta questa Luce, che ci sono stati donati, noi li rifiutiamo e li rinneghiamo; di pi\u00f9: stiamo assistendo a una cosa inaudita, terribile, mai vista da tempo immemorabile, forse mai vista da nessuno in assoluto: stiamo adoperandoci per distruggere la Chiesa, la Chiesa fondata da Ges\u00f9 Cristo e affidata a san Pietro per la salvezza dell&#8217;umanit\u00e0. Lo scopo della Chiesa \u00e8 la conversione e la salvezza delle anime: <em>Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato.<\/em> Generazioni e generazioni di cristiani hanno custodito e tramandato fedelmente, nelle famiglie, nei villaggi, nelle citt\u00e0, nelle nazioni, la fede intatta dei padri, la fede rivelata nelle Scritture e nella sacra Tradizione; e ora, nel giro di pochi decenni, di pochi anni, stiamo assistendo alla sistematica distruzione di ogni cosa, al capovolgimento del Vangelo, all&#8217;apostasia generalizzata, della quale &#8212; suprema ironia, e supremo peccato &#8212; le anime sembrano inconsapevoli, come se fossero state irretite in un diabolico sortilegio, che le acceca e toglie loro la capacit\u00e0 di vede quel che sta accadendo, di comprendere quale astuta e perversa manovra sia in atto per strappare via dal mondo la sua anima cristiana, e ci\u00f2 per mezzo dei pastori stessi che dovrebbero custodire il gregge. Non era mai accaduto prima che, a livello mondiale, i cristiani subissero un simile destino: quello di essere ingannati, traditi e venduti. \u00c8 un destino che si svolge parallelo a quello dei cittadini della societ\u00e0 profana, anch&#8217;essi ingannati, traditi e venduti dai loro governanti, postisi al servizio di oscuri poteri finanziari, per conto dei quali favoriscono politiche suicide, che impoveriscono sempre di pi\u00f9 la popolazione e che tendono a sostituirla, in tempi assai brevi, con popolazioni straniere, provenienti dagli altri continenti, professanti un&#8217;altra religione e formate nell&#8217;ambito di culture completamente diverse dalla nostra, inconciliabili con la nostra. Ma se ci\u00f2 \u00e8 gravissimo nell&#8217;ambito della politica, \u00e8 imperdonabile nell&#8217;ambito della religione: il pastore che inganna, tradisce e vende le pecorelle che dovrebbe custodire, si macchia le mani del delitto pi\u00f9 nefando, un delitto che grida vendetta davanti a Dio, come e pi\u00f9 di quello degli abitanti di Sodoma e Gomorra, le quali, a proposito di vulcani e di catastrofi, vennero distrutte dal fuoco per l&#8217;enormit\u00e0 del loro peccato; anche se i preti e i vescovi modernisti ed eretici non son d&#8217;accordo e vorrebbero raccontarci tutta un&#8217;altra storia, che non ha nulla a che fare con la Parola di Dio. E anche questa eresia, anche questa bestemmia, fa parte della cospirazione volta a ingannare, tradire e vendere i seguaci di Cristo.<\/p>\n<p>Ora, rientrato casa e seduto in terrazza nella notte d&#8217;agosto, silenziosa e profumata di terra, guardando la linea scura delle montagne e l&#8217;immensit\u00e0 del cielo stellato, nell&#8217;ora in cui tutto pare sospeso e chi non dorme, veglia e riflette, perch\u00e9 sa che nelle ore del buio vagano pi\u00f9 che mai le forze del male, tutti quei pensieri tornano e non se ne vogliono andare, riempiono l&#8217;anima di sgomento per le dimensioni gigantesche del perfido disegno in atto, l&#8217;entit\u00e0 inimmaginabile delle potenze che vi partecipano, o che vi si prestano, e la fragilit\u00e0 di quanti hanno capito, il loro senso d&#8217;impotenza, quasi di sconforto. Le folle applaudono i distruttori, i fedeli ascoltano la voce dei falsi pastori: tutto sembra compromesso, perduto. Eppure, quando le cose, umanamente parlando, sono prive di soluzione, quando qualsiasi reazione appare impossibile, c&#8217;\u00e8 ancora una cosa che si pu\u00f2 e si deve fare: pregare, affidarsi a Dio. La coroncina del Rosario in mano, rivolgere a Lui ogni pensiero, affidare a Lui ogni tormento, domandare a Lui soccorso. Nulla \u00e8 perduto, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la fede; tutto \u00e8 perduto se l&#8217;abbiamo persa, sedotti dalle false immagini di bene di questo mondo egoista e tenebroso. Non \u00e8 mai troppo tardi, se si conserva la fede e si affronta, armati di essa, la buona battaglia. Come dice san Paolo, si deve indossare la corazza delle fede e prepararsi al cimento: non saremo noi a combattere, non saremo noi che dovremo parlare o agire, ma sar\u00e0 lo Spirito Santo che ci dir\u00e0 tutto quel che dovremo fare, ci sosterr\u00e0 e conforter\u00e0, e non permetter\u00e0 che restiamo confusi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che torno da Feltre &#8212; questa citt\u00e0-gioiello che supera in bellezza e in eleganza le citt\u00e0 da fiaba dei film di Walt Disney, circondata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[109,245],"class_list":["post-25963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25963\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}