{"id":25962,"date":"2016-12-31T11:37:00","date_gmt":"2016-12-31T11:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/31\/siete-ingannati-dai-vostri-nemici-dalla-carne-dal-mondo-e-dal-diavolo-s-francesco\/"},"modified":"2016-12-31T11:37:00","modified_gmt":"2016-12-31T11:37:00","slug":"siete-ingannati-dai-vostri-nemici-dalla-carne-dal-mondo-e-dal-diavolo-s-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/31\/siete-ingannati-dai-vostri-nemici-dalla-carne-dal-mondo-e-dal-diavolo-s-francesco\/","title":{"rendered":"\u00abSiete ingannati dai vostri nemici: dalla carne, dal mondo e dal diavolo\u00bb (S. Francesco)"},"content":{"rendered":"<p>Strano destino, quello di san Francesco, specialmente nella cultura moderna, compresa la cultura cattolica e l&#8217;immaginario dei cattolici. Delle sua figura, del suo insegnamento, della sua opera, \u00e8 stata recepita una parte: quella pi\u00f9 congeniale, e soprattutto pi\u00f9 funzionale, alla mentalit\u00e0 moderna: non troppo esigente in fatto di imitazione di Cristo e nel prendere sul serio il Vangelo, anzi, per quanto possibile accomodante con il mondo e con l&#8217;egoismo dell&#8217;io e i desideri della carne. E gi\u00e0 questa \u00e8 una forzatura cos\u00ec accentuata, da stravolgere la vera figura, il vero insegnamento e la vera opera del Poverello di Assisi. A ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta un&#8217;altra deformazione: quella di segno pacifista, ecologista, ambientalista, animalista, buonista, e naturalmente, multiculturalista; quella sdolcinata e sospirosa, romantica e sentimentale, consegnataci soprattutto dal film <em>Fratello sole, sorella luna<\/em> di Franco Zeffirelli, del 1972: film che, in verit\u00e0, non \u00e8 una vera biografia di san Francesco, quanto una furba operazione commerciale, liberamene ispirata alla vita di san Francesco; il che \u00e8 una cosa ben diversa. Pertanto, chi prendesse quel film come base per la conoscenza di chi sia stato veramente san Francesco, senza aver letto neppure una delle fonti francescane, si troverebbe nella situazione di chi pretendesse di aver capito chi \u00e8 stato Napoleone per aver letto la sua biografia romanzata di Alexandre Dumas padre; o, meglio ancora (cio\u00e8, peggio ancora), di chi pensi di aver capito in maniera adeguata la figura di Cristoforo Colombo e la sua storica impresa, per averne letto la versione a fumetti nella <em>Storia d&#8217;Italia a fumetti<\/em> di Enzo Biagi.<\/p>\n<p>San Francesco non \u00e8 stato per niente un tenero e quasi effeminato santerellino, perennemente in estasi, come il fanciullino di pascoliana memoria, davanti alle meraviglie del creato; se in lui vi \u00e8 stata <em>anche<\/em> la vena dolce ed estatica, essa si \u00e8 nondimeno accompagnata ad un carattere maschio, virile, e ad una visione austera, severa, della vita e dei doveri del cristiano; e se, nel <em>Cantico delle creature<\/em>, ha mostrato la sua sublime capacit\u00e0 di cogliere ed esaltare la bellezza della natura, che \u00e8 un semplice riflesso della bont\u00e0 e della sapienza infinite di Dio, allo stesso tempo egli mostra, negli scritti direttamente rivolti ad uno scopo di edificazione spirituale e morale, di non avere la bench\u00e9 minima parentela o somiglianza con l&#8217;atteggiamento naturalista e vagamente panteista che certi autori moderni gli hanno attribuito, ma di guardare con estrema diffidenza e intransigente severit\u00e0 a quello che, nel Vangelo di Giovanni, \u00e8 chiamato il &quot;mondo&quot;, inteso come l&#8217;insieme delle forze e delle realt\u00e0 che si oppongono all&#8217;avvento del regno di Dio, e che lusingano e accarezzano i vizi dell&#8217;uomo, la sua superbia, la sua lussuria, la sua cupidigia. In particolare, per san Francersco la triade formata dalla carne, dal mondo e dal diavolo \u00e8 sempre in agguato per perdere le anime, ed \u00e8 compito del buon cristiano stare costantemente in guardia e proteggersi dalle tentazioni, mediante la preghiera, la penitenza, i digiuni e le mortificazioni del corpo. Altro che sdolcinatezze! Quanto alla possibilit\u00e0, reale e concreta, che le anime siano precipitate all&#8217;Inferno a causa di una vita di peccati e della impenitenza finale, san Francesco la pensa esattamente come i pi\u00f9 austeri censori del mondo terreno, come Lotario di Segni (divenuto poi papa con il nome di Innocenzo III), cosa che piacerebbe poco ai teologi del periodo post-conciliare, da Hans Urs von Balthasar, a Karl Rahner, a Walter Kasper, per non parlare dei Bianchi o dei Mancuso: l&#8217;Inferno, ma vogliamo scherzare? <em>Scherza coi fanti, ma non coi santi<\/em>, ammonisce un proverbio molto diffuso. Ebbene: su san Francesco abbiamo scherzato anche troppo; ne abbiamo fatto, tanto per cambiare, una specie di icona cattoprogressista: ma nulla vi \u00e8 di pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ammoniva, dunque, san Francesco, nella prima redazione della <em>Lettera ai Fedeli<\/em> (in: San Francesco, <em>I Fioretti; gli Scritti<\/em>; Milano, Edizioni San Paolo, 2002, pp. 214-216):<\/p>\n<p><em>1. DI QUELLI CHE FANNO PENITENZA.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti quelli che amano il Signore &quot;con tutto il cuore, con tutta l&#8217;anima e la mente, con tutta la forza&quot; e amano i loro prossimi come se stessi, ed hanno in odio i loro corpi con i vizi e i peccati e ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo e fanno frutti degni di penitenza: quanto sono beati e benedetti tutti coloro che fanno tali cose e in esse perseverarono, poich\u00e9 &quot;riposer\u00e0 su loro lo spirito del Signore e fisser\u00e0 presso di loro l&#8217;abitazione e la dimora, e sono figli del Padre celeste di cui compiono le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo. Siamo sposi, quando l&#8217;anima fedele si unisce nello Spirito Santo al Signore nostro Ges\u00f9 Cristo. Siamo a lui fratelli, quando facciamo &quot;la volont\u00e0 del Padre che \u00e8 nei cieli&quot;; siamo madri, quando lo portiamo nel cuore e nel corpo mediante il divino amore e la pura e sincera coscienza; lo partoriamo mediante la santa operazione, che deve risplendere davanti agli altri come esempio. Quanto \u00e8 glorioso, santo e grande avere il Padre nel cielo! Quanto \u00e8 santo, consolante, bello e ammirabile avere un tale sposo! Quanto \u00e8 santo, dilettevole, gradito, umile, pacifico, dolce, amabile e sopra ogni cosa desiderabile avere tale padre e tale figlio. Il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, che diede la vita per le sue pecorelle e preg\u00f2 il Padre, dicendo: &quot;Padre santo, conserva nel tuo nome quelli che mi hai dato nel mondo; erano tuoi e li hai dati a me. E le parole che mi hai dato, io le ho date a loro, ed essi hanno osservato e creduto veramente che io sono venuto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Prego per loro e non prego per il mondo. Benedicili e santificali. E per essi io santifico me stesso. Non prego per essi soltanto, ma anche per quelli che, a motivo della loro parola, crederanno in me: affinch\u00e9 tutti siano una cosa sola, come noi. E voglio, o Padre, che, dove sono io, siano anch&#8217;essi con me, affinch\u00e9 contemplino la mia gloria nel tu regno&quot;. Amen.<\/em><\/p>\n<p><em>2. DI QUELLI CHE NON FANNO PENITENZA.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti coloro, poi, che non fanno penitenza e non ricevano il corpo e il sangue del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, e si macchiano di vizi e peccati, e seguono la cattiva concupiscenza e i cattivi desideri della loro carne, e non osservano le cose promesse dal Signore, e servono corporalmente al mondo con i desideri della carne, con le sollecitudini del mondo e le cure di questa vita: posseduti dal diavolo, di cui sono figli e compiono le opere, sono ciechi poich\u00e9 non vedono la vera luce, il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo. Non hanno la sapienza spirituale, poich\u00e9 non possiedono il Figlio di Dio che \u00e8 la vera sapienza del Padre; di essi \u00e8 scritto: &quot;La loro sapienza \u00e8 stata divorata&quot;, e &quot;Maledetti quelli che si allontanano dai tuoi comandamenti&quot;. Vedono e conoscono, sanno e fanno il male, ed essi stessi perdono consapevolmente le anime. Vedete, o ciechi, ingannati dai vostri nemici: dalla carne, dal mondo e dal diavolo; poich\u00e9 al corpo \u00e8 dolce fare il peccato ed \u00e8 cosa amara servire Dio; perch\u00e9 tutti i vizi e i peccati escono e &quot;procedono dal cuore degli uomini&quot;, come dice il Signore nel vangelo. E non avete niente n\u00e9 in questo secolo n\u00e9 nel futuro. E pensate di possedere a lungo le vanit\u00e0 di questo secolo, ma siete ingannati, perch\u00e9 verr\u00e0 il giorno e l&#8217;ora, che non pensate, non sapete ed ignorate. Il corpo cade malato, la morte si avvicina, e cos\u00ec si finisce di amara morte. E dovunque, quando e comunque l&#8217;uomo nuore in peccato mortale, senza la penitenza e la soddisfazione, se gli \u00e8 possibile soddisfare e non lo fa, il diavolo rapisce la sua anima dal corpo con tanta angoscia e tribolazione che nessuno pu\u00f2 saperlo all&#8217;infuori di chi le subisce. E tutti i talenti e il potere e &quot;la scienza e la sapienza&quot; che credevano di avere, saranno ad essi tolti. E lasciano le loro sostanze ai parenti e agli amici, e questi, dopo aver presa e divisa la sua sostanza, dicono: Sia maledetta la sua anima, perch\u00e9 poteva darci e accumulare di pi\u00f9 di quanto ha guadagnato. I vermi divorano il corpo, e cos\u00ec essi hanno perso il corpo e l&#8217;anima in questo breve tempo, e andranno nell&#8217;inferno dove saranno tormentati senza fine.<\/em><\/p>\n<p><em>Scongiuriamo nella carit\u00e0, che \u00e8 Dio, tutti quelli ai quali perverr\u00e0 questa lettera, affinch\u00e9 ricevano con divino amore e benignamente queste sopraddette fragranti parole del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo. E quelli che non sanno leggere, se le facciano leggere spesso e le tengano presso di s\u00e9 accompagnandole con sante opere sino alla fine, poich\u00e9 &quot;sono spirito e vita&quot;. E coloro che non metteranno in pratica queste cose, saranno chiamati a &quot;renderne conto nel giorno del giudizio davanti al tribunale del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Questo scritto si pu\u00f2 considerare un compendio della religiosit\u00e0 francescana e, come si vede, vi \u00e8 ben poco di zeffirelliano, in esso. Il giudizio sul &quot;mondo&quot; \u00e8 durissimo; la contrapposizione tra la vita di grazia e la vita secondo la carne non potrebbe essere pi\u00f9 drastica e recisa; la sapienza del mondo \u00e8 disprezzata, perch\u00e9 lontanissima dalla vera sapienza, che \u00e8 quella che viene da Dio, e che, sola, illumina gli uomini, altrimenti condannati a vagare nelle tenebre; lo spettacolo delle umane ambizioni, della umana insaziabilit\u00e0 di denaro e di potere, offre una quadro tremendo, angosciante, della labilit\u00e0 di ogni bene terreno, compreso il tocco finale delle maledizioni che gli eredi lanciano nei confronti del morto, reo di non aver lasciati loro delle ricchezze ancor maggiori; la morte incombe su ogni giorno della vita, i vermi attendono, per distruggerlo, il corpo, della cui bellezza e giovinezza ci si era vanamente inorgogliti. Il quadro della condizione umana, considerato in un orizzonte del tutto immanentistico, sarebbe semplicemente desolante, se non vi fosse, a ingentilirlo e a conferirgli un significato ulteriore, la speranza cristiana.<\/p>\n<p>Tuttavia, non basta sperare nella promessa di Ges\u00f9 Cristo e limitarsi ad attendere il momento del giudizio; bisogna impegnarsi strenuamente per fare la volont\u00e0 di Dio, diventando degni della sua filiazione: altrimenti, ogni speranza sar\u00e0 vana e il destino terreno dei peccatori sar\u00e0 quello della definitiva dannazione. In san Francesco c&#8217;\u00e8, sicuramente, un forte richiamo all&#8217;amore di Dio, ma c&#8217;\u00e8 anche, come in Kierkegaard, il <em>timore e tremore<\/em> davanti alla sua infinita potenza ed al suo ineguagliabile splendore. In particolare, \u00e8 molto forte il richiamo contro la cecit\u00e0 della sapienza umana e contro il torbido richiamo della carne, intesa come il livello pi\u00f9 basso degli appetiti e degli impulsi umani, e contrapposta allo slancio dell&#8217;anima verso l&#8217;ineffabile bellezza e sapienza di Dio. San Francesco resta quasi raggelato di fronte al terribile <em>mysterium iniquitatis<\/em>, laddove esclama con accenti accorati, ma anche con estrema lucidit\u00e0: <em>Vedono e conoscono, sanno e fanno il male, ed essi stessi perdono consapevolmente le anime<\/em>; e ancora: <em>posseduti dal diavolo, di cui sono figli e compiono le opere, sono ciechi poich\u00e9 non vedono la vera luce, il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo<\/em>; e ancora: <em>essi hanno perso il corpo e l&#8217;anima in questo breve tempo, e andranno nell&#8217;inferno dove saranno tormentati senza fine.<\/em> Sono parole rudi, concetti duri da mandar gi\u00f9; pure, questa \u00e8 la verit\u00e0 del Vangelo, da Ges\u00f9 tante volte ribadita: solo chi ascolta il Vangelo e fa la volont\u00e0 di Dio, godr\u00e0 della beatitudine; per gli altri, non vi saranno che pianto e stridore di denti (<em>Matteo<\/em>, 25, 41-43): <em>Via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!\u00a0Perch\u00e9 ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere;\u00a0fui straniero e non m&#8217;accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste.<\/em><\/p>\n<p>In ultima analisi, tutto il lieto annuncio di san Francesco si compendia nel concetto: <em>fare la volont\u00e0 del Padre<\/em>, sempre, tutta intera, come fece Ges\u00f9 Cristo, il quale, per primo, ne diede l&#8217;esempio, ed os\u00f2 bere il calice della grande prova sino in fondo, mentre stava sudando acqua e sangue, quella notte, nel giardino degli olivi. <em>Gli apparve allora un Angelo dal cielo a confortarlo<\/em> (<em>Luca<\/em>, 22, 43), dice l&#8217;evangelista, al culmine della Passione interiore di Ges\u00f9. Anche da questo episodio, allorquando Ges\u00f9 pregava fervidamente il Padre, perch\u00e9 allontanasse da lui il calice della sofferenza, pur ribadendo la sua disponibilit\u00e0 di rimettersi interamente al suo volere, si ricava chiaramente che l&#8217;uomo non pu\u00f2 fare nulla da solo, ma tutto con l&#8217;aiuto e l&#8217;ispirazione e di Dio; e che occorre, pertanto, che si faccia piccolo e umile. L&#8217;umilt\u00e0, in senso teologico (e anche nel significato pi\u00f9 ampio della parola): il bene indispensabile per progredire e perseverare nella ricerca di Dio, nella capacit\u00e0 di darsi a lui con fiducia assoluta, e nella libert\u00e0 dalle tentazioni e dai rimpianti verso gli appetiti del mondo. Una libert\u00e0 che deve essere riconquistata ogni giorno, ogni ora, ogni minuto; e che bisogna contendere senza tregua agli inganni della carne, del mondo e del diavolo. <em>Carne, mondo, diavolo<\/em>, adoperati quasi come sinonimi: quale teologo, quale sacerdote, quale vescovo si esprimerebbe ancora in questi termini? Mettere in guarda contro la carne, significa ricordarsi che solo lo Spirito vivifica; contro il mondo, che non tutto \u00e8 oro quel che luccica, quando taluni parlano d&#8217;una volont\u00e0 di &quot;dialogo&quot; fra la Chiesa e il mondo; e che il diavolo esiste, eccome&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano destino, quello di san Francesco, specialmente nella cultura moderna, compresa la cultura cattolica e l&#8217;immaginario dei cattolici. 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