{"id":25951,"date":"2008-09-11T04:40:00","date_gmt":"2008-09-11T04:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/11\/lindividualismo-di-massa-e-lanarchismo-volgare-degli-egolatri-reazionari\/"},"modified":"2008-09-11T04:40:00","modified_gmt":"2008-09-11T04:40:00","slug":"lindividualismo-di-massa-e-lanarchismo-volgare-degli-egolatri-reazionari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/11\/lindividualismo-di-massa-e-lanarchismo-volgare-degli-egolatri-reazionari\/","title":{"rendered":"L&#8217;\u00abindividualismo di massa\u00bb \u00e8 l&#8217;anarchismo volgare degli egolatri reazionari"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi strani.<\/p>\n<p>La filosofia del liberalismo che, iniziata con Locke e culminata nella <em>Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo<\/em> del 26 agosto 1789, ha fatto delle libert\u00e0 dell&#8217;individuo (<em>delle<\/em> libert\u00e0, si badi, non <em>della<\/em> libert\u00e0) la sua bandiera, \u00e8 divenuta l&#8217;ideologia ufficiale di tutti i sistemi democratici. Per\u00f2, nello stesso tempo, non \u00e8 certo un segreto che in essi la sovranit\u00e0 reale risiede in ristretti circoli finanziari che controllano ogni forma della vita pubblica, a cominciare dalla politica, dall&#8217;economia e dall&#8217;informazione.<\/p>\n<p>Di conseguenza, la modernit\u00e0 si basa su un sistema ideologico misto: quello ufficiale, che proclama solennemente i diritti e le libert\u00e0 del cittadino; e quello ufficioso, che considera il cittadino nient&#8217;altro che un docile consumatore-elettore-contribuente, al quale \u00e8 possibile far fare tutto quel che si vuole, purch\u00e9 siano salve &#8211; anzi, siano proclamate con il massimo clamore &#8211; le forme solenni e codificate di una cultura e di un sistema politico-sociale super individualista.<\/p>\n<p>Si proclama a gran voce, ad esempio, che ciascuno deve imparare a \u00abpensare con la propria testa\u00bb; si plaude alla pluralit\u00e0, alla diversit\u00e0, alla multiculturalit\u00e0; si incoraggia la manifestazione del dissenso (su ci\u00f2 che \u00e8 secondario), dell&#8217;anticonformismo (di maniera), perfino della contestazione (attraverso l&#8217;industria a ci\u00f2 deputata). Insomma, il sistema ufficioso si regge su una colossale menzogna: che la massima libert\u00e0 dell&#8217;individuo sia tutelata e incentivata senza posa, mentre \u00e8 vero esattamente il contrario: che esso pone in opera tutte le sue risorse, morali e materiali, per cancellare l&#8217;individualit\u00e0 e per modellare a suo piacere una massa anonima, docile e soddisfatta.<\/p>\n<p>Se vi fossero in circolazione dei veri intellettuali, e non un esercito di servi prezzolati o di idioti congeniti, balzerebbe evidente l&#8217;impossibilit\u00e0 di coniugare l&#8217;individualismo con i miti e i riti della societ\u00e0 di massa; e la grottesca caricatura umana che ne risulta, ossia il conformista che si crede trasgressivo, l&#8217;integrato che gioca a fare il ribelle, l&#8217;uomo-standard che si atteggia a superuomo, sarebbe stato da tempo smascherato per quel buffone che \u00e8. In altri termini, la menzogna sarebbe apparsa evidente: il regno della quantit\u00e0 che usurpa i modi del regno della qualit\u00e0; il banale, il volgare, il <em>kitsch<\/em>, che cercano pietosamente di contraffare l&#8217;originale, il profondo, l&#8217;aristocratico (nel senso positivo del termine: cfr. il nostro precedente articolo <em>\u00c8 necessario recuperare il giusto concetto di \u00abaristocrazia\u00bb<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Si tratta, da parte del sistema ufficioso di potere, di un gioco talmente scoperto e plateale, che basterebbe la santa innocenza di un bambino per proclamare che il re \u00e8 in mutande; ma il fatto significativo \u00e8, appunto, che non si trova in circolazione nemmeno quel tanto di innocenza che si richiede per un gesto cos\u00ec minimo. Nella societ\u00e0 dei consumi, dove tutto si compra e si vende, essa \u00e8 divenuta una merce pressoch\u00e9 introvabile.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano, per quanto abbrutito da un edonismo tanto banale quanto grossolano, conserva pur sempre, in fondo all&#8217;anima, una segreta aspirazione a realizzarsi come <em>persona<\/em>; e la pratica di una egolatria anarcoide, cui si vede costantemente incoraggiato e quasi sospinto, funge appunto da narcotico per cancellare in lui quell&#8217;ultimo barlume di consapevolezza della propria dignit\u00e0 e del proprio destino trascendente.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 libero di dire e fare qualsiasi cosa, a meno che sia esplicitamente proibita dalla legge; ma le maglie della legge si fanno sempre pi\u00f9 larghe, sempre pi\u00f9 larghe; le possibilit\u00e0 di aggirarla o di evitarne le sanzioni, poi, sempre pi\u00f9 frequenti; e la legge medesima evolve talmente in fretta, che essa non pare pi\u00f9 credere in se stessa, e d\u00e0 l&#8217;impressione di vergognarsi di quel che appena ieri aveva solennemente proclamato.<\/p>\n<p>\u00c8 bello, del resto, assaporare il gusto di recitare la parte del rivoluzionario, quando la rivoluzione \u00e8 ammessa e consentita, per non dire finanziata, da chi dovrebbe temerla; e ancora pi\u00f9 divertente \u00e8 indossare i panni dell&#8217;individuo autentico e coerente che, dall&#8217;alto della propria eccelsa postazione, scaglia le folgori di una critica implacabile e demolitrice contro tutto e contro tutti: specialmente se si \u00e8 generosamente pagati per farlo.<\/p>\n<p>Bello sentirsi dei lord Byron sulla prua della nave lanciata verso lidi ignoti, con il vento che scompiglia i capelli come accadeva agli eroi romantici, soli contro il mondo intero, nobili e puri in mezzo a una societ\u00e0 di vili filistei&#8230; E, ancor pi\u00f9 bello, se ci si pu\u00f2 abbandonare a questi sogni inebrianti con i soldi, i consigli e le protezioni del potere, dall&#8217;alto delle cattedre appositamente create per la bisogna, e con uno stuolo di avvocati pronti a difendere l&#8217;intrepido paladino o, meglio, a intentare causa a chiunque osi criticarlo.<\/p>\n<p>Grazie alla volonterosa prestazione d&#8217;opera di uno stuolo di intellettuali leccapiedi stipendiati per tenere in piedi l&#8217;enorme menzogna, milioni di uomini-massa si identificano con questi discutibili Sandokan del pensiero e con questi dubbi Robin Hood della politica; trovando poi, nella pratica quotidiana di un consumismo becero e irresponsabile, il premio di consolazione per avere abdicato al proprio statuto ontologico di individui, ossia di persone.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 delle due, l&#8217;una: o si \u00e8 individualisti, o si \u00e8 un numero nella massa; l&#8217;individualismo di massa \u00e8 una contraddizione in termini. Pure, l&#8217;individualismo di massa \u00e8 la dottrina politica oggi di gran lunga prevalente nelle societ\u00e0 liberal-democratiche e, comunque, la loro dottrina ufficiale. Quella ufficiosa, \u00e8 un altro paio di maniche; del resto, \u00e8 chiaro che una societ\u00e0 che fosse <em>realmente<\/em> basata sull&#8217;individualismo di massa non durerebbe nemmeno qualche settimana.<\/p>\n<p>L&#8217;individualismo di massa, pertanto (a proposito, la felice espressione \u00e8 dello scrittore cattolico inglese G. K. Chesterton, l&#8217;autore de <em>I racconti di padre Brown<\/em>), per potersi sostenere, ha bisogno di un correttivo, e non occorre andare tanto lontano per trovarlo.<\/p>\n<p>I re di un tempo governavano con i servigi del buffone e del carnefice: il buffone per mostrare il volto allegro del potere, il boia per incutere terrore con il suo volto spietato. Ebbene, la stessa cosa accade ora: l&#8217;individualista di massa non giunge mai allo stadio di individuo, resta sempre una quantit\u00e0 manipolabile a piacere; per farlo rigare dritto, bisogna che egli deleghi volontariamente la sua facolt\u00e0 decisionale (si pensi alla <em>servit\u00f9 volontaria<\/em> di Etienne de La Bo\u00ebtie o, se si preferisce, alla <em>fuga dalla libert\u00e0<\/em> di Erich Fromm) a un potere autocratico e reazionario, nemico per sua essenza di ogni <em>vero<\/em> cambiamento.<\/p>\n<p>Oggi, il buffone \u00e8 il popolo stesso, che recita da s\u00e9 &#8211; e con quale convinzione! &#8211; la propria miserabile commedia; e il boia \u00e8, di solito, il sistema psichiatrico e l&#8217;industria degli psicofarmaci che lo tiene in piedi; perch\u00e9, nella nostra liberissima e contentissima societ\u00e0 dei consumi, mostrare segni d&#8217;insofferenza \u00e8 cosa da pazzi, pi\u00f9 che da criminali. Come ammettere, infatti, che una societ\u00e0 tanto eccellente produca un cos\u00ec gran numero di insoddisfatti? Bisogna che si tratti di soggetti mentalmente disturbati, incapaci di apprezzare tutto il bene che viene offerto loro.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l&#8217;individualismo non \u00e8 e non pu\u00f2 essere altro che un atteggiamento, appunto, individuale ed eccezionale; se divenisse un fenomeno abituale e collettivo, la societ\u00e0 si sfascerebbe in un tempo brevissimo.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;uomo-massa non \u00e8, e non pu\u00f2 essere altro, che un soggetto artificiale, creato dalle condizioni proprie della societ\u00e0 tecnologica (forse non erano cos\u00ec stupidi i luddisti, dopotutto, a voler distruggere i primi telai meccanici, come ce li hanno sempre presentati), in funzione delle cose e, precisamente, delle macchine. Di conseguenza, l&#8217;uomo-massa pu\u00f2 sopravvivere solo in quanto parte di un tutto omogeneo; tratto fuori dalla massa, di dissolverebbe addirittura (ossia finirebbe, lui s\u00ec, in manicomio, oppure dovrebbe assumersi la non piccola fatica di ridiventare una <em>persona<\/em>). La societ\u00e0 di massa, pertanto, pu\u00f2 sussistere solo a condizione che i suoi membri rimangano dei numeri anonimi al servizio della tecnica; se essi pretendessero di <em>uscire dalla massa<\/em>, la societ\u00e0 crollerebbe immediatamente.<\/p>\n<p>Siamo arrivati cos\u00ec alla constatazione che l&#8217;individualismo di massa, realt\u00e0 intimamente contraddittoria e schizofrenica, \u00e8 costituita, in effetti, dall&#8217;unione di due componenti egualmente contraddittorie e schizofreniche, che si reggono a vicenda l&#8217;una con l&#8217;altra, correggendo, per cos\u00ec dire, e puntellando l&#8217;una le debolezze e le antinomie dell&#8217;altra; cos\u00ec come, talvolta, nella risoluzione di un problema matematico, la somma di due errori pu\u00f2 dare il risultato esatto. La tendenza volontaristica (e tendenzialmente distruttiva) dell&#8217;individualismo tiene in piedi la massa flaccida e amorfa, cos\u00ec come la struttura quantitativamente forte della massa sorregge la fragilit\u00e0 velleitaria dell&#8217;individualismo.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, pertanto, che la societ\u00e0 odierna, basata sulla codificazione ufficiale dell&#8217;individualismo di massa, \u00e8 riuscita nell&#8217;impresa eccezionale e quasi miracolosa di coniugare due debolezze, facendone una (relativa) forza; impresa che, dal punto di vista estetico, si caratterizza per la sua straordinaria volgarit\u00e0 e bruttezza. Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 brutto e di pi\u00f9 volgare dello spirito reazionario che si traveste da anarchismo, e della cialtroneria impenitente che si camuffa da autenticit\u00e0 e spontaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Le prove di quanto abbiamo affermato?<\/p>\n<p>Dall&#8217;architettura delle nostre case, all&#8217;urbanistica delle nostre citt\u00e0; dalla letteratura alla musica leggera; dalla moda all&#8217;alimentazione; dalla politica all&#8217;economia; dalla cultura all&#8217;informazione; dallo spettacolo al tempo libero: ovunque si mostrano nel modo pi\u00f9 vistoso, tale \u00e8 l&#8217;assuefazione alla grande menzogna e la certezza che essa verr\u00e0 creduta ciecamente, da questi poveri individualisti di massa, senza alcun limite di assuefazione o di ribellione del buon senso (e del buon gusto).<\/p>\n<p>\u00c8 un quadro troppo fosco e pessimistico, quello che abbiamo rapidamente delineato?<\/p>\n<p>Forse.<\/p>\n<p>Ma quando la malattia \u00e8 seria, bisogna che qualcuno (se non si decide a farlo il medico) parli al paziente in modo franco e leale. \u00c8 inutile, anzi dannoso, ingannarlo sulle sue reali condizioni di salute: finch\u00e9 esiste una possibilit\u00e0 di guarigione, \u00e8 necessario che egli sappia come stanno realmente le cose.<\/p>\n<p>Del resto, la via d&#8217;uscita ci sarebbe, e non \u00e8 nemmeno troppo difficile vederla.<\/p>\n<p>Ma, per vederla, occorre un minimo di onest\u00e0 intellettuale, anzitutto nei confronti di se stessi: perch\u00e9 un sistema assurdo, come quello che ci siamo ritagliati addosso, non potrebbe durare senza il nostro consenso e, quindi, senza una nostra precisa corresponsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, il \u00abvantaggio\u00bb di essere un numero nella massa \u00e8 proprio quello di vedersi sollevare da ogni responsabilit\u00e0. Nella massa non ci sono mai responsabili, perch\u00e9 nella massa non ci sono individui; e solo l&#8217;individuo pu\u00f2 essere ritenuto responsabile del male o del bene che sceglie di fare.<\/p>\n<p>Anzi, il \u00abvantaggio\u00bb si spinge ancora pi\u00f9 in l\u00e0: perch\u00e9 alla massa \u00e8 consentito anche ci\u00f2 che all&#8217;individuo non lo sarebbe mai: quello di voltare bandiera, di cambiare casacca cos\u00ec, da un giorno all&#8217;altro, <em>continuando a rimanere dalla parte \u00abgiusta\u00bb<\/em>. Perch\u00e9 la massa ha sempre ragione: ha ragione quando applaude entusiasticamente un dittatore che, dal balcone del suo palazzo, d\u00e0 l&#8217;annuncio dell&#8217;entrata in guerra della nazione; e ha ragione anche quando poi lo uccide, ne appende per i piedi il cadavere a un distributore di benzina, lo irride e lo sputacchia.<\/p>\n<p>Certo &#8211; lo abbiamo visto &#8211; la massa non \u00e8 <em>mai<\/em> un autentico soggetto; essa \u00e8 sempre eterodiretta, non \u00e8 che lo strumento di un sistema di potere ufficioso, ma estremamente reale, di cui non si vedono mai i burattinai (salvo in rari casi, come quando fu \u00abscoperta\u00bb la Loggia P2). Anche perch\u00e9, di solito, non sono soggetti fisici, ma banche, anonime societ\u00e0 per azioni, gruppi finanziari a capitale misto, dai nomi fantasiosi e dalle esotiche (e \u00abparadisiache\u00bb, in senso fiscale) sedi legali.<\/p>\n<p>E non solo questo.<\/p>\n<p>Fa parte del sistema di potere occulto anche quella rete diffusa e capillare costituita da milioni di uomini-massa rispettabili ed onesti cittadini, i quali &#8211; pi\u00f9 o meno inconsapevolmente &#8211; lo servono di buon grado e a tempo pieno: dallo scienziato che collabora al brevetto dell&#8217;ultimo gingillo tecnologico, tanto inutile quanto socialmente irrinunciabile; allo psicologo che mette il suo ingegno al servizio della campagna vendite, sfruttando ogni debolezza dell&#8217;anima umana; al grafico pubblicitario che elabora la maniera pi\u00f9 accattivante di persuadere il pubblico che, di quell&#8217;oggetto, non si pu\u00f2 proprio fare a meno.<\/p>\n<p>Questa, forse, \u00e8 la ragione pi\u00f9 profonda per cui cos\u00ec poche sono le voci realmente libere che si levano a denunciare la grande menzogna: perch\u00e9 di essa siamo tutti, o quasi tutti, corresponsabili, in diverso grado e misura; tutti, o quasi tutti, collaboriamo a perpetuarla; e tutti, o quasi tutti, ne ricaviamo qualche beneficio, per quanto misero e illusorio esso sia.<\/p>\n<p>E questa, per chi non \u00e8 abituato a fare i conti con se stesso, \u00e8 &#8211; probabilmente &#8211; la cosa pi\u00f9 difficile da ammettere.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 si tratta di denunciare le colpe e le vergogne altrui, non c&#8217;\u00e8 nessuno che si tirerebbe indietro; ma puntare il dito contro se stessi: ebbene, questa \u00e8 una cosa completamente diversa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di una impennata di orgoglio, per uscire dalla palude in cui siamo sprofondati; altrimenti, sarebbe pi\u00f9 onesto smetterla di lamentarsi, e godersi in santa pace la propria bella razione di fango quotidiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi strani. 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