{"id":25950,"date":"2007-11-29T09:51:00","date_gmt":"2007-11-29T09:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/29\/dobbiamo-reimparare-a-indignarci-davanti-ai-seminatori-di-scandali\/"},"modified":"2007-11-29T09:51:00","modified_gmt":"2007-11-29T09:51:00","slug":"dobbiamo-reimparare-a-indignarci-davanti-ai-seminatori-di-scandali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/29\/dobbiamo-reimparare-a-indignarci-davanti-ai-seminatori-di-scandali\/","title":{"rendered":"Dobbiamo reimparare a indignarci davanti ai seminatori di scandali"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi strani.<\/p>\n<p>Dare scandalo, oggi, \u00e8 divenuto motivo di vanto: ci si vanta della propria iniquit\u00e0, ci si pavoneggia del cattivo esempio che si d\u00e0 al prossimo.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 applaude.<\/p>\n<p>L&#8217;immigrato slavo che, ubriaco, ha falciato con il suo autoveicolo le vite di quattro ragazzi, viene trasformato dai media in un piccolo, squallido divo &#8211; e sia pure un divo negativo: ma sempre un divo. Quotato &#8211; per intenderci &#8211; 3.000 euro a serata per intervenire, come ospite d&#8217;onore, nelle discoteche.<\/p>\n<p>Nelle scuole vi sono insegnanti che, invece di fare il loro dovere, cio\u00e8 insegnare, straparlano delle loro questioni personali con gli alunni, tollerano e incoraggiano l&#8217;indisciplina, e la fannulloneria, fanno i buffoni, ridono, sghignazzano, esibiscono la biancheria intima, chiedono pareri e consigli suoi loro affari di cuore.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 dare scandalo: trasmettere il cattivo esempio.<\/p>\n<p>Certo, esiste anche uno scandalo positivo: quando si vuole scuotere l&#8217;ipocrisia e la falsit\u00e0 di una cultura inautentica, di una societ\u00e0 tartufesca e perbenista; quando si vuol fustigare il moralismo d&#8217;accatto dei censori dell&#8217;etica che per\u00f2, in privato, razzolano molto, molto male.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo lo scandalo, sacrosanto, che oggi va di moda, per il semplice fatto che richiede coraggio e un minimo di spina dorsale.<\/p>\n<p>No, lo scandalo che oggi piace agli smidollati <em>m\u00e2iters-a-penser<\/em> della post-modernit\u00e0 non richiede un briciolo di coraggio, ma solo una enorme dose di narcisismo e di sfacciataggine.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 allora uno scandalo?<\/p>\n<p>La definizione del vocabolario non ci ha convinti. Si parla di ci\u00f2 che offende <em>la morale, il pudore, la decenza<\/em>: tutto insieme. &quot;Non questa musica, amici&quot; (diceva Romain Rolland): il pudore e la decenza non sono che aspetti della morale; e lo scandalo non si misura soltanto in centimetri di pelle nuda scoperta.<\/p>\n<p>Gli intellettuali <em>\u00e0 la page<\/em> sanno benissimo che nessuno, oggi, confonde la morale con il pudore, ma fanno finta che sia cos\u00ec per poter continuare a recitare la parte di fautori del progresso e della libert\u00e0, dando uno scandalo altamente pedagogico alle oscure forze della reazione. Si scelgono un bersaglio polemico inesistente per poter sguazzare nel fango, ma in veste di paladini della giusta causa: un vecchio trucco da quattro soldi.<\/p>\n<p>Sono soltanto dei buffoni.<\/p>\n<p>Dare scandalo \u00e8 una cosa grave: significa diffondere il bacillo di una malattia contagiosa come se, invece, fosse un dono utile e disinteressato.<\/p>\n<p>Preferiamo la definizione che ne danno &#8211; o che ne davano, fino a qualche tempo fa &#8211; i teologi (\/anche loro, oggi, sembrano diventati un po&#8217; timidi al riguardo).<\/p>\n<p>Leggiamo nel testo di un ex arcivescovo (Giuseppe Zaffonato, <em>Catechesi festiva. La legge,<\/em> Alba, Edizioni Paoline, 1957, p. 245):<\/p>\n<p><em>&quot;La tremenda risposta di Caino alla domanda di Dio: \u00abSono forse io il custode di mio fratello?\u00bb, non pu\u00f2 trovar posto sulle nostre labbra. Noi dobbiamo sentirci ed essere &#8216;guardiani dei nostri fratelli&#8217;, e dimostrarci tali in ogni momento \u00e8 il dovere pi\u00f9 importante e pi\u00f9 sublime impostoci dalla carit\u00e0 che sgorga dallo spirito del divino Maestro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Alla luce di questa verit\u00e0 potete misurare l&#8217;immenso male che \u00e8 e che fa lo scandalo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Lo scandalo \u00e8 dare al prossimo con qualunque detto o atto cattivo occasione di peccare. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ogni volta quindi che si d\u00e0 agli altri occasione di peccato si \u00e8 colpevoli di scanalo,<\/em> chiunque sia lo scandalizzato<em>: piccolo o grande, innocente o smaliziato;<\/em> di qualunque genere sia il peccato<em>: non soltanto i peccati contro il sesto comandamento, ma anche quelli contro qualunque altro comandamento o precetto. Non bisogna per\u00f2 dimenticare che lo scandalo di disonest\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 contagioso d&#8217;ogni altro per la nostra cattiva inclinazione. Lo scandalo \u00e8<\/em> diabolico <em>quando c&#8217;\u00e8 il gusto satanico di pervertire le anime e di far dispetto a Dio. \u00c8 il mestiere del diavolo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Lo scandalo \u00e8 particolarmente riprovevole quando si serve della sua superiorit\u00e0 sociale ed economica o della sua forza morale e fisica per indurre altri al peccato: nel caso, ad esempio, di genitori sui figli, di educatori sugli alunni, di padroni sugli operai, di mariti sulle mogli, ecc. Il pi\u00f9 colpevole, evidentemente, \u00e8 colui che tenta e spinge al male&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>A qualcuno non piace la parola &quot;peccato&quot;? Benissimo; sostituiamola con un&#8217;altra, ad esempio con la parola &quot;male&quot;. <em>Seminatore di scandalo \u00e8 colui che tenta e spinge gli altri a commettere il male<\/em>. Credenti e non credenti, non dovrebbero esserci discussioni al riguardo: dare scandalo \u00e8 la cosa pi\u00f9 grave che si possa fare al prossimo, almeno dal punto di vista morale.<\/p>\n<p>Oggi noi assistiamo allo spettacolo sconcertante di una moda dello scandalo, che contamina tutti gli individui, a tutte le et\u00e0, in tutte le situazioni possibili e immaginabili, dai luoghi di lavoro agli spazi dello svago e del tempo libero.<\/p>\n<p>&quot;Tentare&quot; il prossimo \u00e8 divenuta una moda, anzi uno sport; vi sono persone che in esso ripongono il massimo della propria soddisfazione esistenziale.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 anche, ricordiamolo, lo scandalo di omissione: non pagare le tasse e vantarsene con i familiari e gli amici \u00e8 dare scandalo. Assistere a un&#8217;ingiustizia e non opporvisi, in presenza di altri e specialmente di bambini, \u00e8 un altro modo di dare scandalo.<\/p>\n<p>Potremmo chiederci da quando la societ\u00e0 ha promosso la categoria dello scandalo da negativa a positiva; quando, esattamente, ha scoperto che scandalizzare il prossimo \u00e8 una bella cosa.<\/p>\n<p>Per noi, vi sono pochi dubbi che ci\u00f2 abbia coinciso con la rinuncia, da parte della societ\u00e0 &#8211; a cominciare dalla famiglia &#8211; a svolgere una funzione educante. Dal momento in cui la societ\u00e0 ha abdicato a questa sua funzione fondamentale, \u00e8 iniziata una trasmutazione di tutti i valori. Nietzsche potrebbe essere contento: oggi chi pi\u00f9 loda il male come bene e chi pi\u00f9 impreca contro il bene come se fosse un male, pi\u00f9 trova un seguito di servi e di corrotti pronti ad applaudirlo, a offrirgli posti di visibilit\u00e0 e di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare &#8211; e si obietta &#8211; che bisognerebbe vedere che cosa s&#8217;intende per &quot;bene&quot; e per &quot;male&quot;.<\/p>\n<p>Ebbene, non intendiamo lasciarci attrarre sul terreno infido dei sofisti dell&#8217;etica, col rischio di perdere di vista l&#8217;essenziale. Perci\u00f2 diciamo, semplicemente, che male \u00e8 tutto ci\u00f2 che sminuisce la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 morale della persona, intendendo per persona non un corpo assetato di piaceri o un ego assetato di riconoscimenti, ma una creatura spirituale, che si realizza nella misura in cui riesce a valorizzare la sua parte generosa, disinteressata, altruistica e benevola e che aspira a un incessante perfezionamento, perch\u00e9 avverte l&#8217;insufficienza della sua dimensione transitoria e temporale.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ai sofisti che sostenessero che anche parlare di biancheria intima ai propri alunni, invece di spiegare la matematica e il latino, significa svolgere una funzione educativa, rispondiamo che proprio il rispetto dovuto a dei giovani, la cui personalit\u00e0 \u00e8 ancora in formazione, esige che ci si rapporti con loro con la massima delicatezza, che si dia il buon esempio nello svolgimento scrupoloso del proprio dovere e che ci si astenga da tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere di scandalo, ossia di cattivo esempio.<\/p>\n<p>E ci viene in mente la mamma.<\/p>\n<p>Giovane di vent&#8217;anni, inesperta e gi\u00e0 con una famiglia cui pensare, si trov\u00f2 catapultata a fare la maestra in una localit\u00e0 di montagna dimenticata da Dio e dagli uomini. Localit\u00e0, non paese: due case in tutto, e una strada in terra battuta di tre chilometri e mezzo per arrivare al paese pi\u00f9 vicino. Da fare a piedi, estate e inverno: d&#8217;inverno, con un freddo polare e con la neve alta. Incinta, una volta scivol\u00f2 sulla neve, con la sua borsa dei libri, e rischi\u00f2 di perdere il bambino.<\/p>\n<p>La scuola, che poi era la casa della bidella, constava di due stanze in tutto. Niente luce elettrica, niente servizi igienici, niente termosifoni. Un&#8217;unica pluriclasse cui far lezione, formata di bambini che venivano al mattino pallidi e un po&#8217; affamati, e coi quali lei divideva il poco cibo che si era portato da casa. Bambini che, a loro volta, facevano molti chilometri a piedi e sedevano sui banchi, intirizziti, dalle otto del mattino fino alla sera. Barbiana, in confronto &#8211; la Barbiana di don Lorenzoi Milani &#8211; era quasi una metropoli: c&#8217;erano perfino il prete e la chiesa. Lass\u00f9, invece, non c&#8217;era niente di niente: solo freddo e solitudine.<\/p>\n<p>Eppure la mamma, quei bambini, li ha amati e ne ha avuto cura come se fossero stati figli suoi &#8211; lei cos\u00ec giovane, cos\u00ec totalmente priva di esperienza del mondo. Ha insegnato loro non solo a leggere, scrivere e far di conto (e scusate se \u00e8 poco: sappiamo bene che, oggi, molti maestri non perdono pi\u00f9 tempo con simili quisquilie; loro fanno ricerche sociologiche e altre attivit\u00e0 ben pi\u00f9 serie e importanti). Ha trasmesso loro <em>affetto<\/em> e <em>valori<\/em>: tanto che un genitore, una volta, parlando di lei con qualcun altro, a distanza di anni e anni, ripeteva con infinita gratitudine questa frase: <em>&quot;Benedete che femine, dul\u00e0 ch&#8217;\u00e8 i\u00e9&quot;<\/em> (che, tradotta dal friulano, significa &quot;benedetta quella donna, dovunque sia ora&quot;).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci vengono in mente queste cose?<\/p>\n<p>Ci vengono in mente davanti alla sfrontatezza, all&#8217;impudicizia con le quali, oggi, cattivi maestri e pessimi educatori &#8211; e non solo dai banchi di scuola &#8211; danno continuamente scandalo a coloro che li ascoltano.<\/p>\n<p>Passatismo? Nostalgia di un altro tempo, di un&#8217;altra societ\u00e0? Utopia reazionaria, che si chiude alla comprensione del presente e al dialogo con la realt\u00e0 odierna?<\/p>\n<p>Forse.<\/p>\n<p>Tuttavia &#8211; sar\u00e0 passatismo, sar\u00e0 quel che si vuole &#8211; non crediamo che sarebbe male se la societ\u00e0 recuperasse un po&#8217; di quell&#8217;idealismo, di quello spirito di abnegazione, di quel senso del dovere che caratterizzava la vita dei nostri genitori e dei nostri nonni.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 del <em>tutto e subito<\/em> sta dando cattivi risultati: non funziona, non pu\u00f2 funzionare. Non possono essere i carabinieri a far rispettare alle persone l&#8217;adempimento del proprio dovere. Al contrario, deve esserlo l&#8217;intima convinzione che \u00e8 <em>giusto<\/em> sforzarsi di essere onesti, laboriosi e benevoli: per s\u00e9 stessi e per gli altri.<\/p>\n<p>Dovremmo riscoprire la capacit\u00e0 di indignarci davanti ai seminatori di scandali che si atteggiano a istrioni da palcoscenico. Dovremmo fischiare le loro squallide esibizioni, prenderli a pomodori marci, obbligarli a nascondersi per la vergogna.<\/p>\n<p>Anche per il loro bene.<\/p>\n<p>Una persona che ha smarrito il senso della vergogna quando agisce male, \u00e8 un&#8217;anima perduta. E il mondo, oggi, \u00e8 pieno di anime perdute; che, in quanto perdute, diabolicamente desiderano perderne altre, quante pi\u00f9 sia loro possibile.<\/p>\n<p>E che dire, poi, dei seminatori di scandali della politica e delle pubbliche amministrazioni? Essi sono i pi\u00f9 osceni di tutti. Si riempiono la bocca di paroloni, si atteggiano a salvatori della patria, ma sono solo dei faziosissimi cialtroni, avidi di denaro e di potere.<\/p>\n<p>Dovremmo seppellirli sotto montagne di disprezzo, ricacciarli nelle tane dalle quali sono sbucati, pieni di arroganza e di furberia da quattro soldi.<\/p>\n<p>Le parole pi\u00f9 dure che un certo Ges\u00f9 Cristo abbia mai adoperato, e di cui i Vangeli rechino memoria, sono proprio quelle rivolte ai seminatori di scandali. Talmente dure che si stenta quasi a credere che siano uscite proprio dalla sua bocca, dalla bocca di un Maestro cos\u00ec pieno di amore e compassione per gli esseri umani.<\/p>\n<p>Eccole:<\/p>\n<p><em>&quot;Ma se qualcuno far\u00e0 perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli legassero al collo una pietra da mulino e lo buttassero in fondo al mare.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;si. \u00c8 triste che nel mondo ci sia gente che spinge gli altri al male. Ce ne saranno sempre, ma guai a quelli che spingono gli altri al male!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;se la tua mano e il tuo piede ti fanno compiere il male, tagliali e gettali via; \u00e8 meglio per te entrare nella vera vita senza una mano o senza un piede, piuttosto che essere buttati all&#8217;inferno, nel fuoco senza fine, con due mani e due piedi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Se il tuo occhio ti fa compiere il male, strappalo e gettalo via: \u00e8 meglio per te entrare nella vera vita con un occhio solo, piuttosto che essere gettato nel fuoco dell&#8217;inferno con tutti e due gli occhi..&quot;<\/em><\/p>\n<p>(Matteo, 18, 6-9).<\/p>\n<p>E non occorre essere cristiani o religiosi per meditare bene a fondo su queste parole, perch\u00e9 il loro significato va oltre l&#8217;appartenenza a questa o quella confessione.<\/p>\n<p>Basta essere uomini.<\/p>\n<p>E non aver del tutto smarrito il senso di ci\u00f2 che \u00e8 onesto, buono e giusto. Come pare sia accaduto a tanti, troppi sofisti e cattivi maestri dei nostri giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi strani. 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