{"id":25943,"date":"2009-06-30T05:25:00","date_gmt":"2009-06-30T05:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/30\/incontri-felici\/"},"modified":"2009-06-30T05:25:00","modified_gmt":"2009-06-30T05:25:00","slug":"incontri-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/30\/incontri-felici\/","title":{"rendered":"Incontri felici"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un genere di esperienza che si pu\u00f2 descrivere in termini generali, ma che si arriva a comprendere veramente solo quando se ne sia fatta personale esperienza.<\/p>\n<p>Talvolta, e proprio quando il nostro cammino esistenziale tende a farsi pi\u00f9 difficile, ci accade di imbatterci in un altro essere umano che svolge, nei nostro confronti, la funzione che ci potremmo aspettare da una creatura angelica: quella di illuminare, pacificare e trasfigurare il nostro essere, rinnovando la nostra energia e donandoci una preziosa carica di serenit\u00e0, ottimismo e rinnovata fiducia in noi stessi.<\/p>\n<p>In linea generale, \u00e8 corretto affermare che noi facciamo gli incontri importanti della nostra vita quando siamo maturi per farli; che le cose ci accadono, quando \u00e8 giunto il tempo in cui ci devono accadere. Perci\u00f2 pu\u00f2 succedere che, se la nostra evoluzione spirituale \u00e8 ancora molto imperfetta, le cose preziose ci passano accanto senza che noi riusciamo a vederle; e gli angeli che potrebbero soccorrerci, ci sfiorano, senza che riserviamo loro un solo sguardo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, se il nostro sviluppo spirituale \u00e8 avviato, ma ancora impastato di tendenze regressive e legato a false immagini di bene, pu\u00f2 accadere che noi riconosciamo quelle situazioni e individuiamo quelle benefiche presenze; ma poi, per insufficienza di maturit\u00e0 e per scarsa consapevolezza, quello stesso incontro, che avrebbe potuto essere fonte di bene, diviene invece fonte di male: di sofferenza, delusione e scoraggiamento.<\/p>\n<p>La bellezza delle cose \u00e8 un riflesso della bellezza dell&#8217;Essere. Tuttavia, perch\u00e9 noi, menti finite, riusciamo a scorgerla, ci\u00f2 dipende dal nostro livello di evoluzione spirituale: ossia, in ultima analisi, dal nostro stesso grado di bellezza interiore (cfr. anche i nostri precedenti articoli: \u00abIl segreto \u00e8 capire che tutto ci\u00f2 che abbiamo amato esiste per sempre\u00bb e \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0?\u00bb, consultabili entrambi sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Una bella persona riesce a scorgere la bellezza, andando al di l\u00e0 delle apparenze, anche quando essa sia velata o nascosta dietro un aspetto modesto, oppure quando essa sia solamente potenziale. Viceversa, una persona immersa nelle proprie pulsioni negative, nel proprio egoismo e nella propria ignoranza, non sarebbe in grado di scorgerla neppure se essa risplendesse in tutto il suo abbagliante fulgore.<\/p>\n<p>In altri termini, le cose sono pronte per noi solo quando noi siamo pronti per esse: nel bene come nel male; e il caso non esiste.<\/p>\n<p>Collegata a questa dinamica fondamentale \u00e8 la circostanza, che si pu\u00f2 facilmente osservare ad ogni momento, che vi sono persone le quali, a seconda della compagnia in cui si trovano e delle circostanze in cui agiscono, possono dare, a seconda dei casi, tutta la positivit\u00e0 e tutta la negativit\u00e0 di cui sono umanamente capaci.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 dipende dal fatto che la grande maggioranza delle persone, diciamo il 95% del totale, non possiedono n\u00e9 una forte personalit\u00e0, n\u00e9, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta (ma le due cose sono collegate) un sufficiente grado di consapevolezza e di coscienza di s\u00e9. Ne consegue che il 5% dominante &#8211; o, se si preferisce un&#8217;espressione pi\u00f9 gentile, \u00abcreativo\u00bb &#8211; agisce da catalizzatore, nel bene e nel male, delle energie latenti nel rimanente 95%.<\/p>\n<p>Tutti abbiamo osservato, probabilmente, come la stessa persona, posta in situazioni apparentemente simili, ma dovendo interagire con persone fra loro assai diverse, sia suscettibile di portare alla luce, a seconda dei casi, la propria parte migliore, oppure quella peggiore. Infatti le persone consapevoli, quando si trovano a contatto con quelle spiritualmente meno evolute, esercitano un potente influsso su queste ultime, anche se ci\u00f2 avviene in modo non intenzionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che tale influsso si traduca immediatamente nel risvegliare le energie positive, anche quando si tratta di un influsso di per s\u00e9 positivo; perch\u00e9 vi sono anime talmente sprofondate nella loro prigione di inconsapevolezza, che reagiscono &#8211; almeno inizialmente &#8211; con invidia, rabbia e aggressivit\u00e0 alla presenza di tali catalizzatori.<\/p>\n<p>Sul lungo periodo, peraltro, un influsso benefico finisce sempre per manifestarsi, a meno che le persone in questione siano preda di vere e proprie patologie psichiche, di spirali perverse dalle quali non potrebbero uscire se non, forse, imboccando deliberatamente un cammino di guarigione, sia esso di tipo medico, sia di tipo spirituale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 necessario, in quel caso, che la volont\u00e0 di guarire parta da loro stesse: non \u00e8 sufficiente un influsso esterno e non cercato, per quanto possa essere, in se stesso, benefico. Vale infatti, anche in simili casi, la massima che abbiamo enunciato poc&#8217;anzi: che le cose ci vengono incontro solamente allorch\u00e9 noi siamo pronti per esse. Pertanto, nessuna guarigione \u00e8 possibile per colui e colei che non abbia maturato, e sia pure confusamente, una volont\u00e0 di guarire, o almeno una aspirazione ad evadere, in qualche modo, dalla propria prigione.<\/p>\n<p>Basta rifarsi agli antichi racconti, presenti in molti libri sacri e in molte agiografie di santi, relativi all&#8217;infuriare degli indemoniati in presenza dell&#8217;acqua benedetta, dell&#8217;ostia consacrata, o della figura stessa dell&#8217;esorcista. La parte oscura che \u00e8 in noi, se ha messo salde radici nell&#8217;anima, non reagisce certo in maniera positiva alla vicinanza di forze benefiche.<\/p>\n<p>Resta vero, in conclusione, che n\u00e9 il medico, n\u00e9 lo psicologo, n\u00e9 il maestro spirituale possono fare alcunch\u00e9 per un&#8217;anima, la quale non sia pervenuta almeno alla soglia minima della consapevolezza di s\u00e9: vale a dire alla percezione del proprio stato di malattia e ad una esigenza, morale o esistenziale, di uscirne, costi quello che costi.<\/p>\n<p>Ma torniamo al nostro discorso iniziale: all&#8217;incontro felice tra due anime le quali, nel cammino polveroso della vita, talvolta giungono a darsi reciprocamente sostegno e conforto, come se una forza benevola le avesse condotte ad incontrarsi.<\/p>\n<p>Abbiamo detto: \u00abcome se una forza benevola\u00bb; precisiamo che non si tratta di una semplice metafora poetica: perch\u00e9 siamo profondamente convinti che tale forza benevola esiste; che agisce continuamente (anche se noi, immersi in ben altri pensieri e sommersi da ben altre vibrazioni, non ce ne accorgiamo); e che \u00e8 per merito suo se il mondo, nonostante tutto, riesce a conservare il proprio asse in equilibrio, impedendo alle forze distruttive e malefiche di prevalere, a dispetto delle apparenze, che parrebbero testimoniare una quotidiana vittoria del male.<\/p>\n<p>La cultura New Age ama baloccarsi, da alcuni anni a questa parte, con un tema che \u00e8 venuto di gran moda, e che tira forte sul mercato, oltretutto trattandolo in maniera insopportabilmente melensa e sdolcinata: quello della presenza degli angeli nella vita dei mortali.<\/p>\n<p>Ora, senza affatto negare che delle presenze personali benefiche (e, purtroppo, anche malefiche) esistano e siano parte costante, ancorch\u00e9 invisibile, della nostra vita interiore, bisogna tuttavia tenere presente che la forza benefica di cui tali presenze sono espressione agisce anche, per l&#8217;ordinario, su un piano pi\u00f9 terreno e meno spettacolare.<\/p>\n<p>In altre parole, essa si serve abitualmente di altri esseri umani, che solo apparentemente vengono ad incrociare i nostri passi in maniera casuale; mentre, in realt\u00e0, la persona consapevole finisce ben presto per rendersi conto che non di un caso si \u00e8 trattato, ma di un evento che fa parte di un grande e armonioso disegno complessivo, del quale noi tutti siamo partecipi: attori e spettatori nel medesimo tempo.<\/p>\n<p>Il tratto di strada che ci accade di fare con questi benefici compagni di viaggio pu\u00f2 essere breve o lungo; quello che conta \u00e8 che, se la nostra evoluzione spirituale ha raggiunto un certo livello, il beneficio che noi potremo ricavarne sar\u00e0 pressoch\u00e9 permanente e indistruttibile, come una riserva d&#8217;acqua preziosa che mai si esaurisce, sempre l\u00ec a disposizione per il viandante che deve attraversare il deserto.<\/p>\n<p>Del resto, la quantificazione del tempo relativo a questi incontri felici \u00e8 impossibile sul metro di misura ordinario, oltre che sostanzialmente inutile. Quando un incontro spirituale avviene in profondit\u00e0, esso non \u00e8 mai un&#8217;esperienza \u00abbreve\u00bb, se per breve si intende che, al suo termine, noi ci ritroveremo soli come prima.<\/p>\n<p>La bellezza di tali incontri, e la loro estrema efficacia, deriva invece dal fatto che essi modificano la nostra percezione del tempo, dilatano i confini dell&#8217;anima ed espandono il nostro livello di consapevolezza e di benessere interiore.<\/p>\n<p>Nessun dubbio, pertanto, che si tratta &#8211; per colui che, appunto, sa vederle e riconoscerle &#8211; delle esperienze pi\u00f9 importanti nell&#8217;arco di una intera vita umana; di quelle esperienze che decidono, in un certo senso, di tutto il nostro orientamento spirituale, di tutto il senso che vogliamo dare alla nostra esistenza, di tutto ci\u00f2 che conta veramente.<\/p>\n<p>La maggior parte degli individui, immersi come sono in un estenuante e fallimentare inseguimento di false immagini di bene, non se ne rende conto; e non \u00e8 in grado di riconoscere tali incontri, oppure, se lo \u00e8, non \u00e8 in grado di apprezzarli nel loro reale valore, e li pospone ad altri incontri ed altri obiettivi, che gli paiono prioritari, mentre non sono che superficialit\u00e0, apparenza ed ostinata auto-illusione.<\/p>\n<p>Altre volte accade &#8211; vi abbiamo gi\u00e0 accennato &#8211; che la bellezza e la preziosit\u00e0 di tali incontri, dopo un primo impatto positivo, vada interamente sciupata a causa del prevalere di dinamiche distruttive, in particolare del desiderio di possesso reciproco, che tende ad abbassarli ad un livello spirituale inferiore, o, addirittura, prevalentemente fisico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 frequente, quanto pi\u00f9 si tratta di incontri fra uomo e donna; perch\u00e9, se \u00e8 vero che l&#8217;anima, in quanto tale, non ha sesso, \u00e8 altres\u00ec vero che, nella nostra presente condizione esistenziale, noi non possiamo mai emanciparci interamente dai fattori relativi alla contingenza, uno dei quali \u00e8 certamente la differenza (e l&#8217;attrazione) di genere.<\/p>\n<p>Ne consegue che, non di rado, la possibilit\u00e0 di trasformare un incontro fra il principio maschile e quello femminile in un arricchimento reciproco di impagabile valore e significato, finisce per essere inibita e interamente vanificata dall&#8217;insorgere di spinte disordinate, da pulsioni di natura inferiore, da un cieco annaspare come di un naufrago che si aggrappi, in maniera inconsulta, al primo relitto che la corrente gli porta a galleggiare vicino.<\/p>\n<p>La sapienza antica conosceva bene l&#8217;importanza degli incontri fra anime e, da Platone a Buddha, aveva creato una vera e propria istituto: il discepolato spirituale, basato sulla trasmissione orale del sapere del maestro a uno o pi\u00f9 discepoli (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abLe cose pi\u00f9 importanti non si comunicano con la parola scritta, ma oralmente\u00bb).<\/p>\n<p>Tale istituto \u00e8 andato pressoch\u00e9 perduto nell&#8217;ambito della cultura occidentale, mentre si \u00e8 conservato in quella orientale; il profondo legame che univa Paramahansa Yogananda al suo venerato \u00abguru\u00bb, Sri Yukteswar, n\u00e9 \u00e8 un esempio ben noto a quanti abbiano letto il famoso libro del primo, \u00abAutobiografia di uno Yoghi\u00bb (ne abbiamo gi\u00e0 parlato nel precedente articolo: \u00abLa resurrezione di Sri Yuteswar\u00bb, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>E questo avviene anche perch\u00e9, in Oriente, si \u00e8 conservato ben chiaro il concetto che il vero sapere non \u00e8 una conquista personale che vada gelosamente custodita, come una propriet\u00e0 privata, magari per ricavarne dei vantaggi personali in termini di prestigio o di guadagno; ma un dono divino, che l&#8217;illuminato ha il preciso dovere di trasmettere, non gi\u00e0 in maniera indiscriminata, ma a coloro che egli ritiene giunti a un livello spirituale cosiffatto, da poterlo comprendere, assorbire e trasmettere a loro volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un genere di esperienza che si pu\u00f2 descrivere in termini generali, ma che si arriva a comprendere veramente solo quando se ne sia fatta personale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}