{"id":25942,"date":"2010-09-26T05:02:00","date_gmt":"2010-09-26T05:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/26\/la-bellezza-degli-incontri-felici-non-e-frutto-del-caso-ma-di-un-ordine-superiore\/"},"modified":"2010-09-26T05:02:00","modified_gmt":"2010-09-26T05:02:00","slug":"la-bellezza-degli-incontri-felici-non-e-frutto-del-caso-ma-di-un-ordine-superiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/26\/la-bellezza-degli-incontri-felici-non-e-frutto-del-caso-ma-di-un-ordine-superiore\/","title":{"rendered":"La bellezza degli incontri felici non \u00e8 frutto del caso, ma di un ordine superiore"},"content":{"rendered":"<p>DEDICATO AD ANNA L., ENTUSIASTA LETTRICE E ANIMA GENEROSA<\/p>\n<p>Abituati al disordine nelle relazioni umane, facciamo fatica ad ammettere che gli incontri felici siano qualcosa d&#8217;altro che il frutto del caso.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 ci sembra che la disarmonia sia la regola, tendiamo ad attribuire a un caso fortunato le cose buone che la vita talvolta ci offre; n\u00e9 ci soffermiamo a considerare che ci\u00f2 che conta non \u00e8 avere un colpo di fortuna, ma essere degni di essa, vale a dire essere degni di conservare ci\u00f2 che la vita ci ha fatto incontrare.<\/p>\n<p>Le cose, le situazioni e le persone non ci vengono incontro per caso, ma in base ad un ordine ben preciso, che \u00e8 frutto, da un lato, di una forza superiore all&#8217;umana; dall&#8217;altro, dell&#8217;insieme dei nostri stessi atteggiamenti, delle nostre azioni e dei nostri stessi pensieri.<\/p>\n<p>S\u00ec: anche per il solo fatto di pensare, di provare emozioni di un certo tipo anzich\u00e9 di un altro, noi attiriamo le cose verso di noi: quelle positive e quelle negative, a seconda dei casi; ma niente affatto casualmente, bens\u00ec in base ad una logica ineccepibile.<\/p>\n<p>\u00abCon il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda\u00bb: cos\u00ec scriveva Marion Zimmer Bradley nel suo libro pi\u00f9 famoso, \u00abLe nebbie di Avalon\u00bb; ed \u00e8 una verit\u00e0 chiarissima per chi sia abbastanza maturo da capirla, mentre rimane oscura e incomprensibile a chi rimanga ostinatamente prigioniero di un atteggiamento mentale grettamente razionalista e materialista.<\/p>\n<p>La conseguenza di ci\u00f2, importantissima, \u00e8 che esiste una ragione per tutto quello che accade; che nulla \u00e8 privo di senso, nulla \u00e8 frutto del caso.<\/p>\n<p>Le cose belle ci vengono incontro quando noi ne siamo degni, e quelle brutte quando ce le siamo meritate: questo \u00e8 il nocciolo della questione; questo \u00e8 il grande segreto della vita dell&#8217;anima. Per l&#8217;anima pura ed evoluta, non vi sono pi\u00f9 cose brutte: essa arriva a ringraziare per ogni cosa, anche per la morte, come fa San Francesco nel \u00abCantico delle Creature\u00bb.<\/p>\n<p>In altri termini, il disordine e la disarmonia non sono nelle cose stesse, ma nel nostro sguardo, offuscato e deformato, incapace di vedere con chiarezza e serenit\u00e0, perch\u00e9 gli fanno velo passioni disordinate come la brama e il timore, oppure l&#8217;ignoranza grossolana e la follia di chi non possiede alcuna consapevolezza interiore.<\/p>\n<p>Potremmo spingerci ancora pi\u00f9 in l\u00e0 ed affermare, con George Berkeley, che nulla di ci\u00f2 che appartiene al mondo materiale, esiste realmente in se stesso: tutto ci\u00f2 che sperimentiamo, lo sperimentiamo nella nostra mente, attraverso le nostre sensazioni, e nulla \u00e8 al di fuori di esse, di quanto possiamo conoscere e ricevere.<\/p>\n<p>Le cose non possiedono una reale esistenza materiale, ma sono nostre idee: idee di quantit\u00e0, di forma (qualit\u00e0 primarie), di colore, di odore, di sapore (qualit\u00e0 secondarie); idee della nostra mente, in ogni caso, non oggetti fisici, dei quali nulla sappiamo.<\/p>\n<p>Eppure, se non esistono in quanto tali, fuori di noi, come avviene che noi ne facciamo nondimeno l&#8217;esperienza?<\/p>\n<p>La causa delle nostre idee \u00e8 al di fuori della nostra coscienza, ma non \u00e8, n\u00e9 potrebbe essere, di natura materiale; perch\u00e9, se lo fosse, allora noi non ne sapremmo nulla, esulerebbero completamente dalla nostra sfera di esperienza.<\/p>\n<p>La materia non pu\u00f2 causare alcuna idea, perch\u00e9 si tratta di due ordini di realt\u00e0 totalmente differenti e incomunicabili. Se pure la materia esistesse in s\u00e9 e per s\u00e9, essa non potrebbe mai influenzare la mente e tanto meno essere la causa delle idee di essa: non pi\u00f9 di quanto due rette parallele potrebbero incontrarsi e sovrapporsi, beninteso nel contesto della geometria euclidea.<\/p>\n<p>Dunque, non resta che ammettere, per esclusione, che solo un altro spirito pu\u00f2 provocare in noi le idee che riferiamo ad un ipotetico &quot;mondo esterno&quot; e ad un ancor pi\u00f9 aleatorio mondo di natura materiale.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 trattarsi, per\u00f2, di uno spirito analogo al nostro; perch\u00e9, se fosse simile a noi, allora non potrebbe essere la causa delle nostre idee, cos\u00ec come noi non possiamo essere la causa delle sue. La mente degli spiriti finiti non ha la possibilit\u00e0 di creare un mondo di idee nella mente altrui: ogni mente finita \u00e8 limitata al proprio ambito di idee.<\/p>\n<p>Pertanto, sempre per esclusione, si giunge alla conclusione che solo uno Spirito infinito pu\u00f2 essere la causa delle nostre idee; e che il cosiddetto mondo materiale non \u00e8 altro che una realt\u00e0 &quot;olografica&quot;, creata nelle nostre menti affinch\u00e9 noi ci muoviamo COME SE si trattasse di una realt\u00e0 fisica e oggettiva, onde poter dispiegare in essa il nostro libero arbitrio.<\/p>\n<p>Ora, se il principio ultimo e la causa prima della realt\u00e0 \u00e8 lo Spirito infinito, ne deriva necessariamente che la realt\u00e0 medesima non pu\u00f2 essere frutto del caso, non pu\u00f2 essere disarmonia e disordine; ma che tale ci appare allorch\u00e9 noi non sappiamo riconoscere la vera natura delle cose, n\u00e9 sappiamo trarre da esse tutto il bene di cui potenzialmente sono portatrici.<\/p>\n<p>Non stiamo semplificando o abbellendo la realt\u00e0; il fatto \u00e8 che, per l&#8217;anima poco evoluta e sprofondata nel disordine dell&#8217;ignoranza e delle passioni, anche il farmaco diventa un veleno e anche ci\u00f2 che \u00e8 in se stesso positivo e suscettibile di innescare un processo virtuoso, agisce invece in senso dannoso e distruttivo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, tornando al nostro assunto iniziale, se niente avviene per caso e niente ci interroga invano, ma tutto fa parte di una intenzione benevola che \u00e8 incommensurabilmente pi\u00f9 grande di noi, perch\u00e9 emana da uno Spirito infinito, allora nemmeno gli incontri che facciamo nel corso della vita sono casuali, ma hanno lo scopo preciso di sollecitare in noi le forze positive, capaci di ampliare e arricchire il nostro orizzonte spirituale.<\/p>\n<p>In fondo, tutto si riduce a comprendere che si viene al mondo per amare e non per odiare; per aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altro, e non per tendersi insidie; per sostenersi e confortarsi a vicenda e non per farsi cadere o approfittare delle altrui disgrazie.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 compreso questo, e lo si \u00e8 compreso a fondo e con chiarezza, allora tutto diventa logico e quei fatti che ci erano apparsi, in un primo tempo, assolutamente casuali, acquistano invece un profondo significato e ci sollecitano ad aprirci con fiducia alla benevola potenza dell&#8217;Essere, diventando docili strumenti della sua azione.<\/p>\n<p>Non si vive per se stessi; non si vive per cercare solo il proprio bene: questo sarebbe impossibile, anche volendolo, perch\u00e9 il bene di ciascuno \u00e8 collegato a quello di tutti gli altri ed \u00e8 impensabile uno stato di benessere che si mantenga, per cos\u00ec dire, a discapito del bene altrui, che si stabilisca in mezzo al male degli altri.<\/p>\n<p>Assuefatti ad una mentalit\u00e0 esageratamente individualistica, noi finiamo per credere che si possa costruire la propria felicit\u00e0 restando indifferenti a quella degli altri; che ci si possa realizzare indipendentemente dagli altri e, magari, persino a loro danno: ma questo non \u00e8 possibile, ed \u00e8 vero semmai il contrario.<\/p>\n<p>Questa sopravvalutazione del nostro Ego \u00e8 ormai talmente diffusa, che neppure ci rendiamo conto, sovente, della immoralit\u00e0 delle sue implicazioni pratiche. Diamo per scontato, ad esempio, che per prolungare la vita di pochi esseri umani, sia cosa perfettamente normale e lecita torturare, vivisezionare, prelevare organi da milioni di animali da laboratorio; nemmeno ci sfiora la mente l&#8217;idea che, forse, nel nostro atteggiamento possa esservi qualcosa di discutibile o, meno ancora, qualcosa di sbagliato.<\/p>\n<p>Per la stessa ragione, il cosiddetto buongustaio siede a tavola per rimpinzarsi di carne che cuochi solerti hanno preparato per lui, dopo che il macellaio ha scannato un essere vivente per trasformarlo in bistecche destinate al suo palato.<\/p>\n<p>Che l&#8217;essere umano sia naturalmente carnivoro e che quella del macellaio e quella del cuoco siano due professioni assolutamente normali, ci sembrano cose ovvie.<\/p>\n<p>Nel suo libro \u00abPenna vagabonda\u00bb (Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1967, p. 84), il giornalista e scrittore Virgilio Lilli racconto di un macellaio di Chicago, peraltro buon padre di famiglia e buon cristiano, che se ne andava a messa tutte le domeniche, il quale era capace di uccidere qualcosa come MEZZO MILIONE DI ANIMALI nel corso dell&#8217;anno, guazzando letteralmente nel loro sangue. E concludeva, pensosamente e sobriamente:<\/p>\n<p>\u00abNonostante l&#8217;aria odori di &quot;morgue&quot;, attorno a quella fantomatica trattoria; nonostante l&#8217;aria, dico, sia gonfia di morte, come altrove potrebbe essere gonfia di sole; ecco la gente che esce dai macelli mangia la bistecca. (Dunque c&#8217;\u00e8 qualcosa di sbagliato, al mondo. Io non sono vegetariano, mi piace la carne, mi piacciono le cosiddette scaloppine, piccate, braciole, cotolette, eccetera; le mangio. E tuttavia dopo una visita ai pi\u00f9 grandi mattatoi del mondo, conosciuta una persona che ammazza 480.000 animali all&#8217;anno, devo concludere che c&#8217;\u00e8 qualcosa di sbagliato al mondo. In noi, e fuori di noi).\u00bb<\/p>\n<p>No, non fuori di noi, ma in noi. C&#8217;\u00e8 di sbagliato, ad esempio, aver visto un simile orrore ed essere rimasto carnivoro: perch\u00e9 bisogna pur avere il coraggio di riconoscere che esiste un chiaro rapporto di consequenzialit\u00e0 logica fra l&#8217;essere carnivori e il fatto che vi siano al mondo dei grandi macelli in cui si trasformano animali vivi in bistecche per le nostre tavole.<\/p>\n<p>Non si tratta di criminalizzare chi non \u00e8 vegetariano o di fare del terrorismo psicologico e morale: si tratta di fare chiarezza, di imparare ad essere onesti con noi stessi, riconoscendo lealmente quali sono le conseguenze delle nostre scelte e dei nostri atti.<\/p>\n<p>Lasciando ora da parte quest&#8217;ultimo discorso, che abbiamo introdotto a solo titolo di esempio, gli incontri della nostra vita, sia quelli felici che quelli nefasti, altro non sono che la conseguenza del nostro stile di vita, delle nostre scelte e dei nostri atti.<\/p>\n<p>Di nuovo, non si dica che stiamo semplificando troppo: sappiamo benissimo che una brava persona pu\u00f2 imbattersi in un delinquente e viceversa; ma gli incontri della nostra vita, casuali solo in apparenza, quando sono intensi e significativi, interrogano la parte pi\u00f9 profonda di noi stessi e ci permettono di portare in luce tutto il bene e tutto il male che vi \u00e8 al fondo di noi stessi: e si tratta realmente di potenzialit\u00e0 immense.<\/p>\n<p>Resteremmo sbalorditi se potessimo vedere, in condizioni normali, tutta l&#8217;immensit\u00e0 del bene e del male di cui siamo potenzialmente capaci, allorch\u00e9 si presentino all&#8217;appuntamento con la nostra vita le condizioni adatte; e queste ultime non procedono mai dal caso, ma dalla somma dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, delle nostre parole e dei nostri gesti.<\/p>\n<p>Gli incontri felici, pertanto, sono un premio, per cos\u00ec dire, di una vita virtuosa, ossia di un&#8217;anima leale con se stessa e con gli altri, capace di guardarsi dentro sino in fondo e generosamente disponibile a rispondere \u00abs\u00ec\u00bb alla chiamata dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Essi portano luce e serenit\u00e0 nella nostra esistenza, ci rendono pi\u00f9 lieve il fardello che dobbiamo portare, ci sussurrano dolci parole di conforto nei momenti di maggiore stanchezza.<\/p>\n<p>Gli incontri infelici, invece, quelli che portano solo delusione, amarezza e rancore, non sono tanto dei &quot;castighi&quot; per un tipo di vita sbagliato, basato sull&#8217;egoismo e sulla inconsapevolezza, quanto una preziosa occasione per misurare tutta la falsit\u00e0 della nostra posizione e per cercare in noi stessi la volont\u00e0 e lo sprone onde rimetterci in cammino sulla strada giusta.<\/p>\n<p>Gli incontri felici sono sempre incontri fra anime; possono essere anche fusione di corpi, ma sempre in una luce di profonda consapevolezza spirituale e, quindi, di mutuo rispetto.<\/p>\n<p>Non sono frequenti, ma bisogna saperli meritare.<\/p>\n<p>Del resto, potrebbero essere anche pi\u00f9 numerosi, se solo il nostro sguardo sapesse riconoscerli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DEDICATO AD ANNA L., ENTUSIASTA LETTRICE E ANIMA GENEROSA Abituati al disordine nelle relazioni umane, facciamo fatica ad ammettere che gli incontri felici siano qualcosa d&#8217;altro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-25942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25942\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}