{"id":25931,"date":"2012-04-02T03:01:00","date_gmt":"2012-04-02T03:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/02\/in-un-mondo-di-ciechi-chi-ha-la-vista-non-viene-ammirato-ma-disprezzato-e-deriso\/"},"modified":"2012-04-02T03:01:00","modified_gmt":"2012-04-02T03:01:00","slug":"in-un-mondo-di-ciechi-chi-ha-la-vista-non-viene-ammirato-ma-disprezzato-e-deriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/02\/in-un-mondo-di-ciechi-chi-ha-la-vista-non-viene-ammirato-ma-disprezzato-e-deriso\/","title":{"rendered":"In un mondo di ciechi, chi ha la vista non viene ammirato, ma disprezzato e deriso"},"content":{"rendered":"<p>Si usa dire che, in un mondo di ciechi, perfino chi \u00e8 orbo di un occhio passa per un individuo dalla vista eccezionale, rispettato e ammirato in proporzione; ma in realt\u00e0, se si parla della vista in senso figurato, le cose stanno in modo completamente diverso.<\/p>\n<p>In un mondo di ciechi, ossia di persone che non vedono perch\u00e9 non sanno o non vogliono vedere, chi ci vede non solo non \u00e8 ammirato, ma, al contrario, diviene oggetto di derisione, disprezzo e, quasi certamente, anche di un sottile timore, che pu\u00f2 degenerare in avversione implacabile, come se fosse portatore di una malattia pericolosa e sconosciuta.<\/p>\n<p>Le guide spirituali, infatti, non vengono mai credute o ascoltate, a meno che si tratti di false guide; il loro messaggio non \u00e8 fatto per piacere alle masse; le loro verit\u00e0 sono sgradevoli, ostiche, difficili da accettare, per il semplice fatto che suonano come un implicito rimprovero alla falsit\u00e0, alla pochezza e all&#8217;ipocrisia dei pi\u00f9.<\/p>\n<p>In un racconto di Herbert George Wells (1866-1946), il creatore della fantascienza, \u00abIl paese dei ciechi\u00bb, questa situazione viene descritta con una chiarezza ed una lucidit\u00e0 esemplari (ne \u00abI racconti di Repubblica\u00bb, n. 16, pp. 22-23):<\/p>\n<p>\u00abErano ciechi da quattordici generazioni, completamente segregati dal mondo dotato di vista, , e il nome di ogni cosa attinente al senso ottico si era cancellato o trasformato, la storia del mondo esterno si era cancellata, trasformata in una fiaba, ed essi avevano perso ogni interesse per tutto ci\u00f2 che stava al di l\u00e0 dei pendii rocciosi, incombenti sul loro muro di cinta. Erano sorti, tra loro, ciechi geniali, che avevano messo in discussione gli ultimi brandelli delle credenze e delle tradizioni di un tempo in cui possedevano ancora la vista, negandole come vane bubbole e sostituendole con altre e pi\u00f9 assennate spiegazioni. Buona parte della loro immaginazione si era disseccata come i loro occhi, ed essi si erano procurate altre immaginazioni, in base alla sensibilit\u00e0 sempre maggiore dei loro orecchi e dei loro polpastrelli. Pian piano Nu\u00f1ez fin\u00ec per rendersi conto. Cap\u00ec che, contrariamente alle sue speranze, non avrebbe ottenuto stupore e reverenza per la sua origine e le sue facolt\u00e0; e do che costoro ebbero mostrato di non tenere in nessuna considerazione i suoi miseri sforzi di spiegare loro la vista, considerandoli balbettamenti di un essere appena formato che descriveva come portenti le sue sensazioni segate egli si rassegn\u00f2, un poco mortificato, ad ascoltare le loro istruzioni, Il pi\u00f9 anziano dei ciechi gli spieg\u00f2 la vita, la filosofia, la religione; gli disse che il mondo (cio\u00e8 la loro valle) era stato dapprima un buco vuoto tra le rocce, e poi erano venute cose senz&#8217;anima e senza il dono del tatto, poi i lama e alcune altre creature di scarso intelletto, poi ancora gli uomini, e infine gli angeli, che si udivano cantare e fare rumori che battevano dolcemente l&#8217;aria, ma che non si riuscivano mai a toccare. Ci\u00f2 lasci\u00f2 Nu\u00f1ez molto perplesso, finch\u00e9 non pens\u00f2 agli uccelli.<\/p>\n<p>L&#8217;anziano disse ancora a Nu\u00f1ez che il tempo era stato diviso in caldo e freddo, cio\u00e8 l&#8217;equivalente del giorno e della note, per i ciechi; che durante il caldo era bene dormire, e durante il freddo lavorare, cosicch\u00e9 in quel momento, se non fosse arrivato lui, tutta la citt\u00e0 dei ciechi sarebbe stata immersa nel sonno. asser\u00ec che Nu\u00f1ez dovesse essere astato creato apposta per imparare e per servire la saggezza che essi avevano conquistato, e che nonostante la sua incoerenza mentale e il suo incespicare doveva farsi coraggio e fare del suo meglio per imparare: a queste parole, u mormorio d&#8217;incoraggiamento corse tra la gente accalcata sulla soglia. L&#8217;anziano allora disse che la notte (poich\u00e9 i ciechi chiamavano notte il giorno) era gi\u00e0 molto inoltrata. Conveniva dunque che tutti tornassero a dormire.\u00bb<\/p>\n<p>Potremmo continuare la similitudine dicendo che, in un mondo di dormienti, colui che \u00e8 desto corre il rischio non solo di non riuscire a svegliare i sonnambuli, ma anche di essere travolto dai loro movimenti convulsi e inconsapevoli.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che alla maggioranza non piace scoprire che qualcuno ha compreso cose che essa non ha compreso: cose importanti, ma che non si possono apprendere dall&#8217;esterno e senza fatica, ma solo da se stessi, impegnandosi al massimo e addossandosi notevoli sacrifici.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un atteggiamento tipico della societ\u00e0 moderna, dominata dal mito del democraticismo all&#8217;ingrosso, secondo il quale tutti sono uguali a tutti in capacit\u00e0, intelligenza e volont\u00e0; e dove lo studente zuccone, che prende &quot;solo&quot; sei, va dritto dal professore a domandare perch\u00e9 non abbia ricevuto sette o magari otto; una societ\u00e0 dove non esiste l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscersi da meno di qualcun altro e, soprattutto, di ammettere i propri limiti.<\/p>\n<p>Non era cos\u00ec nelle societ\u00e0 pre-moderne, dove le persone eccezionali erano realmente riconosciute come tali, anche se potevano essere fraintese (Santa Giovanna d&#8217;Arco che viene bruciata come strega); e dove potevano anche non venire ascoltate, ma incutevano comunque un certo rispetto, perch\u00e9 le persone comuni, abituate al senso della gerarchia, davanti ad esse riconoscevano francamente la propria piccolezza, il loro esiguo sapere o la loro ignoranza.<\/p>\n<p>Giordano Bruno poteva non essere compreso, ma nessuno lo avrebbe scambiato per uno stupido; e ben difficilmente uno stupido poteva sedere in cattedra e farsi ascoltare da folle ammirate, cosa che invece, oggi, sembra tutt&#8217;altro che infrequente (e non solo nel mondo della cultura, ma anche in quello dell&#8217;arte, della politica, delle libere professioni).<\/p>\n<p>Il pregiudizio democratico ha completamente azzerato il senso del proprio limite: tutti si ritengono capaci di fare qualsiasi cosa; tutti possono accedere alle facolt\u00e0 universitarie, scrivere libri, tenere conferenze, apparire in televisione per dissertare su qualsiasi argomento; non importa se manca la competenza, basta avere abbastanza faccia tosta. Non si piace per quel che si dice, ma per come si appare, per come ci si presenta.<\/p>\n<p>In un mondo superficiale, frettoloso, intellettualmente pigro, pochi sono disposti al lavoro e alla fatica; molti vorrebbero trovare la scorciatoia che li metta in grado di fare colpo sul prossimo, anche se non hanno assolutamente niente da dire, anche se non sarebbero capaci di fare cinque minuti di meditazione, in silenzio, realmente soli con se stessi.<\/p>\n<p>Pullulano i falsi maestri, le false guide, i falsi esperti, specialmente nella sfera della riflessione, della ricerca interiore, della spiritualit\u00e0: i ciechi non vogliono fare la fatica di aprire gli occhi, vogliono essere presi per mano da qualcuno che ci veda o che affermi di vederci benissimo; i dormienti non vogliono prendersi il disturbo di svegliarsi, a loro \u00e8 sufficiente che qualcuno li rassicuri sul fatto che sono perfettamente svegli e perfettamente lucidi, e che ai loro sensi vigili e attenti non potr\u00e0 mai sfuggire alcunch\u00e9 d&#8217;importante.<\/p>\n<p>Un filosofo disse, una volta, che gli uomini non sono afflitti dalle cose, ma dall&#8217;opinione che hanno delle cose; e, se questo \u00e8 vero, perch\u00e9 mai bisognerebbe sobbarcasi la fatica di voler conoscere le cose, quando basta possedere una opinione intorno ad esse, quale che sia; una opinione qualunque, fosse pure poggiante sul nulla, anche sulle cose che non si sono mai viste, n\u00e9 udite, n\u00e9 sperimentate?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 cercare la verit\u00e0, se basta parlarne con la sicurezza di chi la frequenta da sempre; perch\u00e9, soprattutto, puntare alla verit\u00e0, quando ci sono dieci, cento, mille verit\u00e0 a nostra disposizione, ciascuna in bella mostra sugli scaffali del supermercato, e tutte ad un prezzo estremamente conveniente?<\/p>\n<p>Se ne possono avere anche due al prezzo di una, anche tre al prezzo di due: dunque, perch\u00e9 fare i difficili, perch\u00e9 prendere le cose tanto sul serio, quando \u00e8 sufficiente fare sfoggio di parole in luogo delle cose; e sommergere gli altri sotto un diluvio di parole, di belle frasi, di dotte citazioni, di chiacchiere astruse, anche se non si \u00e8 mai fatta la fatica di spostare nemmeno un filo di paglia nel mondo delle cose reali, della vera ricerca personale?<\/p>\n<p>Il pubblico, del resto, non vuole LA verit\u00e0, gli basta UNA verit\u00e0; non vuole la verit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 complessa, perch\u00e9 \u00e8 sfaccettata, perch\u00e9 richiede tempo e lavoro per essere almeno riconosciuta, non diciamo per essere compresa.<\/p>\n<p>Davanti a una brutta architettura, a un brutto dipinto, a una brutta scultura, perch\u00e9 darsi la pena di pensare, valutare, riflettere, quando basta accodarsi al giudizio dei signori critici, e dire che \u00e8 una gran bella opera, ricca di profondi significati, soprattutto moderna e all&#8217;avanguardia? Davanti a un discorso filosofico contorto, incomprensibile, pretenzioso, perch\u00e9 rischiare una brutta figura, dicendo francamente di non averlo capito, magari perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla da capire, quando \u00e8 tanto pi\u00f9 semplice darsi l&#8217;aria di aver compreso tutto, apprezzato ogni frase, e dire di sottoscrivere ogni singola affermazione?<\/p>\n<p>I ciechi non vogliono vedere e i dormienti non desiderano essere svegliati dai loro placidi sonni; c&#8217;\u00e8 pure il caso che, costretti a vedere o svegliati bruscamente, si arrabbino con il guastafeste che li ha messi alle prese con una realt\u00e0 molto pi\u00f9 varia e difficile di quel che pensavano, costringendoli ad assumersi le loro responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente quando si tratta di persone limitate, ma ambiziose, le quali, stringendo i denti, con tanto impegno ma con poca comprensione delle cose e con nessuna consapevolezza di s\u00e9, sono riuscite a completare un corso di studi universitario e perfino a vincere qualche concorso: convinte di aver fatto un duro tirocinio (mentre la durezza era tutta del loro comprendonio), si impancano a gran sapienti e fanno del loro meglio per rendere la vita difficile ai malcapitati studenti che finiscono nelle loro grinfie.<\/p>\n<p>L&#8217;unico modo per imparare a vedere, infatti, \u00e8 quello di aprire gli occhi; cos\u00ec come l&#8217;unico modo di essere desti, \u00e8 quello di svegliarsi, anche se si avrebbe voglia di dormire. \u00c8 una follia fidarsi di ci\u00f2 che dicono altri individui, i quali sostengono di poter vedere al posto nostro e di poterci guidare, anche se dormiamo; o che, peggio ancora, affermano che non stiamo dormendo, ma siamo ben svegli, quando \u00e8 vero il contrario.<\/p>\n<p>Invece dobbiamo imparare a vedere con i nostri occhi, a ragionare con la nostra mente: questa \u00e8 la sola strada per divenire individui consapevoli e non restare pecore nel gregge, non ve ne sono altre, se non quelle dell&#8217;inganno, della menzogna, della cattiva coscienza.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 domandare, semmai, se valga la pena, una volta che si sia giunti alla soglia della consapevolezza, di voler condividere con altri la propria solitaria fatica; se abbia senso attirarsi l&#8217;animosit\u00e0, la gelosia malcelata, il sordo rancore di quanti dormivano sonni beati, ma pretendevano di essere considerati perfettamente svegli, attenti e meditabondi. A che scopo affrontare tutto ci\u00f2, se coloro che si vorrebbero fare partecipi della propria conquista non sono disposti nemmeno a riconoscere di non vedere e di non sapere?<\/p>\n<p>Sembrerebbe un&#8217;impresa velleitaria e sostanzialmente inutile, oltre che autolesionista; invece \u00e8 utile e necessaria, e ci\u00f2 per almeno due ragioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che una tale impresa fa parte della chiamata, che nessun essere umano, se \u00e8 degno di questo nome, pu\u00f2 fingere di non sentire: rispondere alla chiamata \u00e8 lo scopo stesso della vita che ci \u00e8 stata data, del nostro essere uomini.<\/p>\n<p>La seconda ragione \u00e8 che, anche se i semi cadono su un terreno ingrato e non disposto ad accoglierli, nondimeno alcuni di essi potrebbero attecchire; forse non oggi e neppure domani; forse tra molti anni: chi pu\u00f2 dirlo? Ma, prima o poi, qualcun altro verr\u00e0 stimolato ad aprire gli occhi proprio dall&#8217;esempio ricevuto a suo tempo; anche se, stando alle apparenze, sembrava che questo fosse caduto interamente nel vuoto.<\/p>\n<p>Bisogna, pertanto, che quanti sono riusciti, a prezzo di duri sforzi solitari, ad intravedere un po&#8217; di luce, sopportino l&#8217;ironia, il disprezzo e l&#8217;avversione degli altri, senza stancarsi di comunicare ci\u00f2 che hanno scoperto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che conta sono lo spirito di servizio e la gratuit\u00e0: perch\u00e9 gratuitamente siamo stati aiutati a vedere un po&#8217; di luce nelle tenebre, e gratuitamente dobbiamo trasmetterla a nostra volta&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si usa dire che, in un mondo di ciechi, perfino chi \u00e8 orbo di un occhio passa per un individuo dalla vista eccezionale, rispettato e ammirato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25931","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25931"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25931\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}